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VICO/ MOLESTIE, MINACCE E BLITZ NOTTURNI SOTTO CASA DELLA EX: ARRESTATO STALKER

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Terzo arresto in poco più di un anno. Una lunga serie di de­nunce-querele per atti persecu­tori e una tutela per la vittima che arriva solo a metà, ovvero con l’ennesima misura di ar­resti domiciliari per il presun­to stalker.

Accade a Vico del Garga­no, dove nella giornata i cara­binieri hanno arrestato, su ag­gravamento di una precedente misura di divieto di avvicina­mento alla persona offesa e ai luoghi da essa frequentati, un uomo del posto che da mesi or­mai perseguita, con condotte violente e minacciose, una don­na con la quale aveva avuto una relazione sentimentale du­rata qualche anno, a cui non è mai seguito alcun periodo di convivenza.

La prima denuncia del­la donna rigale all’agosto del­lo scorso anno e, come si leg­ge nel documento, “per i gravi fatti di violenza narrati”, l’uo­mo è stato sottoposto agli ar­resti domiciliari, cessati i qua­li è stata applicata l’ulteriore misura cautelare del divieto di avvicinamento alla vittima e ai luoghi da essa frequentati, con obbligo di tenersi ad una dis­tanza di 300 metri in caso di in­contro occasionale.

Dopo pochi mesi di tregua, però, è tornato alla carica costringendo la donna a fare ri­corso nuovamente alla denun­cia: è il mese di febbraio quan­do presenta la seconda istan­za ai carabinieri, ma il sogget­to – pur essendo sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento – viola più volte i divieti imposti, continuando, inesorabilmente, a porre in es­sere atti persecutori con mi­nacce e molestie nei confron­ti della vittima. Così, il 25 feb­braio viene sottoposto nuova­mente al regime degli arres­ti domiciliari; scarcerato il 30 giugno, gli viene applicata la misura del divieto di avvicina­mento.

Come si evince dall’avvi­so di conclusione delle indag­ini preliminari, l’uomo è stato indagato per reati che variano dallo stalking alla violenza pri­vata e lesioni personali. Nonos­tante i vari procedimenti penali e le misure cautelari applicate, il soggetto non si è rassegnato, né ha posto un freno alle con­dotte persecutorie.

Anzi, a quelle messe in at nella vita offline, ha aggiunto quelle online iniziando a tartassare di videochiamate la donna, utilizzando prima il suo profilo Instagram, poi creando una serie di profili-fake. Messaggi e videochiamate che si alternavano a blitz sotto casa, con inquietanti ‘scampanellate’ al citofono nel cuore del notte, le ultime delle quali udite in diretta telefonica dai carabinieri del 112, allertati per l’emergenza. Nell’ultima denuncia, risalente al 2 ottobre viene elencata una serie, quasi quotidiana, di condotte persecutore via-social e blitz notturni sotto casa (con richiesta intervento del 112) che abbracciano quasi per intero il mese di settembre. Comportamenti molesti che – si legge sem­pre nella denuncia della don­na – hanno causato “un grave disturbo psicologico e un gi­ustificato timore per la mia si­curezza e quella delle persone a me care”. Minacciato, infat­ti, anche il difensore della vit­tima, una avvocatessa del Foro di Foggia (“ti faccio saltare in aria la macchina”).

Ora, l’incubo della donna può dirsi sospeso, ma non fini­to: nella giornata di lunedì, in­fatti, è stato eseguito l’aggra­vamento della misura del divie­to di avvicinamento commutato in quella degli arresti domicil­iari, nonostante la richiesta in calce al documento fosse, in via principale, l’applicazione della misura più restrittiva della custodia cautelare in carcere (essendo già fallite le misure domiciliari applicate), e in via subordinata il divieto di dimo­ra nel Comune di Vico del Gar­gano.


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