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Articoli filtrati per data: Venerdì, 04 Gennaio 2019 - Rete Gargano

Da lunedì 7 gennaio e fino a venerdì 8 febbraio 2019 (data ultimazione lavori), dalle ore 20:00 alle ore 6:30, dal lunedì al venerdì. Nei giorni di sabato e domenica, la galleria rimarrà aperta h24. Dalla limitazione sono esclusi i mezzi di soccorso, i mezzi sgombraneve e i mezzi di pronto intervento Anas.

Pubblicato in Avvisi

La contrapposizione tra un’ampia area depressionaria sull’Europa orientale ed un anticiclone posizionato sul vicino Atlantico determina la discesa di una massa d’aria fredda di origine artica verso il Mediterraneo centrale. Tale configurazione determinerà, ancora per oggi, intense correnti settentrionali nei bassi strati al Sud, temperature basse o molto basse anche durante l’arco diurno, precipitazioni a carattere nevoso, fino al livello del mare sui settori centro-meridionali adriatici, localmente sul resto del Sud.

 Sono previste per le prossime ore nevicate a tutte le quote con apporti al suolo moderati e temperature generalmente basse in serata, con valori fino a molto bassi alle quote collinari; diffuse gelate notturne e mattutine nelle zone interessate dalle nevicate, persistenti anche durante il ciclo diurno alle quote collinari e montuose.

 Quota neve tendente a generale rialzo nella giornata di domani 5 Gennaio 2018.

 Il Centro Funzionale ha esteso l’ALLERTA GIALLA per neve a partire dalla sera di oggi, 4 gennaio 2019 e per le successive 24 ore su tutto il territorio regionale.

La Protezione Civile Regionale monitorerà gli eventi fornendo aggiornamenti in merito all’evoluzione della situazione meteorologica attesa ed in atto e sulla viabilità.

 Si invita ad attenersi alle raccomandazioni di seguito riportate:

In caso di nevicate e gelate:

•         procurarsi l’attrezzatura necessaria contro neve e gelo, sia per la tutela della persona (vestiario adeguato, scarponi da neve), sia per togliere la neve dai pressi della propria casa o dell’esercizio commerciale (come pale per spalare e scorte di sale);

•         avere cura di attrezzare adeguatamente la propria auto, montando pneumatici da neve o portando a bordo catene da neve, preferibilmente a montaggio rapido, controllare che ci sia il liquido antigelo nell’acqua del radiatore, verificare lo stato della batteria e

 l’efficienza delle spazzole dei tergicristalli, tenere in auto i cavi per l’accensione forzata, pinze, torcia e guanti da lavoro;

•         verificare la capacità di carico della copertura del proprio stabile così da evitare che l’accumulo di neve e ghiaccio sul tetto possa provocare crolli;

•         non utilizzare mezzi di trasporto a due ruote e, se si è costretti a prendere l’auto, attuare queste semplici regole di buon comportamento:

-        liberare interamente l’auto dalla neve;

-         Tenere accese le luci per essere più visibili sulla strada;

-      mantenere una velocità ridotta, usando marce basse per evitare il più possibile le frenate e prediligere l’uso del freno motore;

-          aumentare la distanza di sicurezza dal veicolo che precede;

-          in salita procedere senza mai arrestarsi, perché una volta fermi è difficile ripartire;

-         prestare attenzione ai lastroni di neve che, soprattutto nella fase di disgelo, potrebbero staccarsi dai tetti;

-     prestare attenzione alla formazione di ghiaccio sia sulle strade che sui marciapiedi, guidando con particolare prudenza.

In caso di vento forte:

•         prestare maggiore attenzione alla guida di autoveicoli e moderare la velocità, al fine di evitare sbandamenti;

•         evitare le zone esposte a forte vento per il possibile distacco di oggetti sospesi e mobili (impalcature, segnaletica, ecc.) E di caduta di oggetti anche di piccole dimensioni e relativamente leggeri (vasi, tegole…);

•         non sostare lungo viali alberati per possibile rottura di rami;

•         prestare attenzione lungo le zone costiere, e, in presenza di mareggiate, evitare la sosta su moli e pontili.

Pubblicato in Ambiente
Venerdì, 04 Gennaio 2019 15:08

Peschici con "Ars Nova" "scalda" il weekend!

Sabato 5 (con la prima) e domenica 6 gennaio 2019 (in replica) alle ore 19.00, nell'Auditorium "Paolo Granieri" di Peschici, l'Associazione Culturale-Teatrale "Ars Nova" capitanata dal Presidente, Prof.ssa Camilla Tavaglione e le Comunità Parrocchiali, torneranno a calcare il Palcoscenico con la Loro Compagnia, la quale proporrà un Kolossal, con grande impiego di mezzi, persone e un cast eccezionale, che dopo mesi di prove viaggia preparato verso un nuovo successo. Questa volta si cimenteranno con la più importante Storia d'amore tra Maria e Giuseppe, che con la nascita del Cristo ha cambiato il mondo. 

IL CAST - Personaggi e Interpreti: 

Maria ragazza - Angela De Sio

Maria adulta - Angela Corleone 

Giuseppe 1 - Dylan Tedeschi 

Giuseppe 2 - Massimo Biscotti 

Gioacchino - Giuseppe Caroprese 

Anna - Michela Maggiore 

Giacobbe - Nicola Costante 

L'Angelo - Marco Marino

Elisabetta - Maria Ercolino 

I Re Magi - Raffaele Delli Muti, Matteo Mastromatteo, Alessandro De Sio

Pastori - Pietro D'Ambrosio, Giovanni D'Aprile, Pepito Martella, Antonio Soccio, Antonio Biscotti, Michele Bonsanto, Vincenzino Piracci, Leonardo Costante, Silvio Sergio Negrut, Michele Mastromatteo, Giuseppe Mastromatteo

Erode - Nicola Acerra 

Soldati - Mimmo Moncullo, Giuseppe Ercolino

Servo - Raffaele Costante 

Simeone - Gese Marino

La Profetessa Anna - Giuseppina Tatì

Gesù Bambino - Cristian Del Duca 

Donna del Tempio - Sonia D'Aprile 

Bambini - Vincenzo Pio Soccio, Mikhael Joseph Biscotti

Oste - Elia Salcuni, Maria Assunta Sicuro

TECNICI E ADDETTI: 

Scenografia - Mimì Mazzone, Nicola Costante, Raffaele Delli Muti

Responsabile quinte - Giuseppe De Sio 

Costumi - Mimì Mazzone 

Riadattamento e Regia - Stefano Biscotti 

SI RINGRAZIA: 

Comune di Peschici

Istituto Omnicomprensivo Statale "G.Libetta"

Imprenditori Turistici e Commercianti 

Francesco D'Arenzo

Pubblicato in Spettacolo

Oggi non nascondiamo una certa difficoltà ad intervenire ancora una volta. Una difficoltà che sorge dalle scelte incomprensibili relative all’argomento in discussione perché di fatto in continuità con altre scelte già definite e che consideriamo ampiamente negative.

Dopo gli ospedali, i punti di primo intervento PPIT è la volta dei laboratori.

Tutto ruota attorno alla nuova organizzazione, deliberata più di un anno fa, resa necessaria dall'esigenza di raggiungere le soglie di produttività stabilite nell'Accordo Stato-Regioni.

Vieste è dotato di un laboratorio pienamente funzionale.

 La riorganizzazione della Regione Puglia lascia intravedere ancora una volta una involuzione negativa dei servizi sanitari sul nostro territorio, si programma di fatto di chiudere un laboratorio pienamente funzionale nel nostro presidio e con la parola riconversione si colpisce l’affidabilità delle prestazioni erogate nel nostro territorio già carente.

Pensare di effettuare questo servizio da Presidio laboratoriale a centro di raccolta è un ulteriore offesa alla comunità Viestana e Garganica, altro che Ospedale di Comunità.

Cos’ì si intende migliorare la capacità assistenziale?

Affidare a burocrati la gestione dei servizi al territorio senza una logica e con il solo intendo di far quadrare i conti non è più ammissibile non colpendo peraltro i centri di corruzione, sprechi e disservizi.

Quando l’individuo non si sente rappresentato e non sa che farsene dei suoi diritti di cittadino perché non si traducono più in realtà, siamo davanti ad una vera e propria crisi di della democrazia.

Questa è la grande novità con cui si chiude l’anno.

L’impegno democratico classico in cui siamo cresciuti e dentro il quale abbiamo immaginato il nostro impegno politico e il futuro della nostra comunità Garganica sta andando a pezzi.

Il presidente della Regione Puglia Emiliano nonché Assessore Alla Sanità che abbiamo sostenuto convintamente e la sua Giunta guardi al Gargano con più rispetto e ascolti i suoi rappresentanti.

 

LAPOMARDA MICHELE
Consigliere Comunale.

Pubblicato in Politica

L’impegno annunciato lo scorso ottobre dal ministro del­le Politiche Agricole Gian Mar­co Centinaio continua a dare i suoi frutti. Con l’istituzio­ne della task force, infatti, si è provveduto ad accelerare le procedure di liquidazione delle pratiche del fermo pesca temporaneo obbligatorio. La task force, costituita dalla Direzio­ne generale della pesca marit­tima e dell’acquacoltura, in col­laborazione con il Reparto Pe­sca Marittima del Corpo delle Capitanerie di Porto, dopo aver esaurito le pratiche relative al 2016, ha iniziato l’esame e la liquidazione dei pagamen­ti dell’arresto temporaneo del 2017. Giungono così in Puglia altri 653.630 euro suddivisi tra i compartimenti marittimi di Manfredonia, Barletta e Bari. La fetta più grande del finan­ziamento del Mipaaft appro­da nel sipontino dove sono in­teressate ben 145 imbarcazio­ni per un totale di 368.401 euro (con una media di 2.540 euro); segue il capoluogo pugliese con 252.879 euro per 81 imbarca­zioni (3.122 euro per ognuna) e, infine, Barletta con 18 im­barcazioni e 32.350 euro (1.797 euro ad imbarcazione). “L’inversione di rotta del Governo Conte rispetto agli Esecutivi precedenti sul comparto pesca è indiscutibi­le - commenta il deputato pu­gliese Giuseppe L’Abbate, espo­nente M5S della Commissione Agricoltura alla Camera - Ogni annuncio per il settore prima­rio è seguito da fatti concre­ti con una collaborazione pro­ficua tra Parlamento e Consi­glio dei Ministri che ha già portato al successo del fermo pe­sca non obbligatorio con uno stanziamento di ben 16 milioni di euro: una misura mai attua­ta in passato, quando si sono addirittura persi occasioni e fondi. Al contempo - prosegue L’Abbate (M5S) - la task for­ce messa in piedi dal ministro Centinaio ha fatto sì che si sia presto esaurita la graduato­ria relativa al fermo biologico 2016 con cui sono giunti in Puglia complessivamente 1,3 mi­lioni di euro. Ora altri 650mila euro circa di acconto sul 2017, dando un cambio di rotta de­terminante con l’andazzo degli scorsi anni.

Pubblicato in Economia
Venerdì, 04 Gennaio 2019 09:37

Capitanata/ Tanto freddo ma, finora, poca neve

Temperature gelide, in al­cuni casi sottozero, sprazzi di sole e poca neve: l’ondata di maltempo non ha, finora, cre­ato disagi in provincia di Fog­gia, anche se un peggioramen­to delle condizioni meteorolo­giche è previsto dalle prossime ore. Al momento, deboli preci­pitazioni hanno interessato le zone più alte dei Monti Dauni e del Gargano. La neve è scesa nei centri abitati a partire dai 650 metri, in particolare Faeto, Monteleone di Puglia e Monte Sant’An­gelo, ossia i Comuni con l’altitudine maggiore in Capitana­ta e in Puglia. In questi casi, la notte scorsa, le temperatu­re sono scese fino a 4 gradi sot­to zero. Il manto bianco non ha, comunque, superato i cin­que centimetri. Subito in azio­ne i mezzi spazzaneve e spargisale. Brevi spruzzate di neve anche lungo la costa garganica. Gran freddo anche nel cor­so della mattinata di ieri, nono­stante il sole abbia fatto ripetutamente capolino. Non si sono re­gistrati particolari disagi alla circolazione stradale. Il problema principale è il ghiaccio, specie lungo la preca­ria rete viaria in molte zone dei Monti Dauni. A scopo precauzionale, la prefettura ha interdetto fino alla mezzanotte di oggi - con la possibilità di prorogare il prov­vedimento, in caso di necessi­tà - il transito ai mezzi pesanti, superiori alle sette tonnellate e mezza, su tutte le strade della provincia di Foggia, autostrade comprese. Molti sindaci hanno attiva­to i COC, ossia i Centri Operativi Comunali, per monitorare l’evoluzione dell’ondata di mal­tempo. Al momento, fortunata­mente, non si registrano criti­cità.

Pubblicato in Ambiente

Il 2019 del Gargano è partito piuttosto freddamente, riscaldato solo da una certa politica, vecchia, nuova, metà e metà, fate voi, giudicate voi. L’annuncio più importante, che ha riscaldato i cuori di Capitanata, è stato senza alcun dubbio quello fatto dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante la sua recentissima visita in provincia di Foggia:” Un miliardo per finanziare il Contratto di Sviluppo di Capitanata.” Annuncio solenne, impegnativo, un regalo di fine d’anno che ha fatto ringalluzzire il ristretto partenariato invitato al tavolo. Questo miliardo deve, o dovrebbe, finanziare, a quel poco che si sa, circa una ottantina di progetti arrivati sul tavolo di Conte. Progetti di cui si ignora il contenuto, il beneficiario, l’utilità, la destinazione e, soprattutto, quali e quanti benefici tangibili e immediati ricadranno sul territorio di Capitanata. Spero che il principio della trasparenza e del cambiamento ci dia qualche risposta. Ma, il mio rovello è un altro:” Fra gli ottanta circa progetti piovuti sul tavolo del presidente Conte, ce ne qualcuno proveniente dal Gargano, qualcuno progettato sul Gargano, qualcuno che parla del Gargano, qualcuno che contiene una istanza del Gargano e dei suoi bisogni? La “ classe politica “ del Gargano è stata coinvolta tra i circa 80 progetti del Contratto di Sviluppo di Capitanata? E quale modello di sviluppo è stato pensato, immaginato, forse proposto, tentato, per il Gargano. Cosa sanno gli “ amministratori “ locali del Contratto Conte e cosa sanno, per esempio, i Sindaci del Gargano, quelli invitati e quelli ignorati, sulle tante vie che il miliardo di euro promesso da Giuseppe Conte percorrerà? Qualcuno ha visto, forse, il completamento della superstrada, la salvaguardia dei Centri Storici, il recupero dei Beni Culturali e Monumentali, il miglioramento della viabilità esistente e quella ferroviaria, il futuro del Parco Nazionale del Gargano? Si prevede qualche posto di lavoro in più?

Vico/ 2019 a piccoli passi.                    

Sostituzione del manto in erba sintetica campi da tennis comunali. 60.000 euro.

Rimozione rifiuti, spiagge e litorali. 15.500 euro.

Spiagge accessibili ai disabili- 20.000 euro

Recupero Torri di avvistamento a fini turistico-culturali. 25.000 euro.

Finanziaria 2019 strade, edifici, scuole 70.000 euro.

Siamo fiduciosi; qualcuno risponderà. Nell’attesa:” …buon 2019 Gargano “.

 

Michele Angelicchio

Pubblicato in Politica

Si avvisano i gentili Cittadini che per informazioni in merito al servizio di raccolta rifiuti potranno contattare la Tecneco Servizi Generali al numero 342 769 9077 dal lunedì al sabato dalle ore 8:30 alle 13:30.

Allo stesso modo si potrà prenotare il ritiro degli ingombranti secondo le seguenti modalità e frequenze:

  • Area urbana, ritiro il 1° e 3° giovedì del mese con prenotazione entro le ore 12:00 del mercoledì;
     
  • Zone Turistiche e case sparse, ritiro il 2° e 4° giovedì del mese con prenotazione entro le ore 12:00 del mercoledì;

Il Sindaco              
avv. Giuseppe NOBILETTI

Pubblicato in Ambiente

Il luogo dove viviamo ci ha offerto delle risorse, ci ha nutrito di cli­mi e di paesaggi, ci ha insegnato a resistere. Ecco allora che il cibo rinnova questo antico racconto e que­sto antico patto. Ci alimentiamo della terra che calpestiamo e mangiamo la sua saggezza. Mangiare bene significa oggi vivere meglio, apprezzare l’ener­gia che la natu­ra circostante ci consegna nel­la sua gratuità e nella sua forza. All’apparen­za sembrerebbe un ricettario, con la sua rile­gatura impec­cabile, i due se-gnalibri che fis­sano la memo­ria. Ci si avve­devi, che le ol­tre quattrocen­to pagine di questo II Gar­gano a tavola. Le ricette della cucina di ieri e di oggi (pref. di Guido Pensato, Levante, pp. 431, euro 35) di Grazia Ga­lante viaggia con intenti diversi, am­bisce ad offrire in filigrana il profilo di una storia e il destino particolare di una civiltà. Impossibile intitolarlo ad un singolo paese (San Marco in Lamis o Vieste o Rignano) giacché il Gargano è almeno da mille anni un’isola robusta di ponti interni e di relazioni esterne ed è stata segnata in tutte le sue contrade dal crisma di una religiosità che ha unito il passato (Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo) e il presente (Santuario di Padre Pio a San Giovanni Rotondo) ritrovato sulla stessa via che si chiamò Francigena e che oggi veicola decine di migliaia di turisti. In principio, si potrebbe dire evan­gelicamente, fu il Pane, metafora del Cristo e alimento base di un popolo povero. Nel libro della Galante (autrice di molti altri libri sulla cultura delle genti garganiche) ritroviamo con le ri­cette ad esso relative, il rinvio a quel processo vivificatore che è la panifi­cazione. Ne vediamo le fasi salienti in un forno moderno, gustiamo le imma­gini delle sue fattrici in due foto degli Anni ‘30 che ritraggono le fornaie e «li panettère» di San Marco in Lamis. Sco­priamo, così, che se attorno al pane ruotava la vita di una volta, erano le donne a sfamare letteralmente le fa­miglie numerose che affollavano le umili case del paese ancestrale. I volti di quelle donne sono rugosi ma fieri, quasi sentissero la responsabilità di questo compito cruciale per la comu­nità. Per una certa generazione ancora bambina negli Anni ‘60, gli occhi ri­vedono i fotogrammi di queste matriarche che portano aderente al cercine un lungo vassoio di legno con tre o più pani pronti per il fuoco. Per quanto tempo, poi, la virtù del risparmio fece del pancotto il più de­lizioso dei cibi? Nel libro ce n’è un vero tripudio di ricette (almeno 25), da quello con cicerchie e zucca rossa a quello con le cime di rapa e a quello più calorico con le melanzane ripiene, fino al più spartano con la verdura spontanea. E se il pancotto fu cantato con lode da Pa­squale Soccio nel suo poetico racconto Gargano segreto (Adda, 1965), un’altra gloriosa ricetta garganica fu immor­talata nell’esplicito titolo di Nino Casiglio Acqua e sale (Rusconi, 1977). Alla via romana del pane e della pasta si aggiunse e si sovrappose col tempo la via germanica della carne. Era destino che con i pellegrinaggi religiosi, di cui si fecero battistrada gli «immigrati» longobardi, e poi aprendosi in tempi immemorabili la via della transuman­za tra Puglia e Abruzzo, la carne as­sumesse un ruolo non secondario e ali­mentasse, ricambiando con le sue no­bili proteine, selezionati allevamenti di bovini e ovini che s’ingrassarono nei secoli con le molteplici vitali essenze vegetali offerte da boschi e pianure. In realtà, ed è il senso della lunga pastosa prefazione al libro di Guido Pensato, la cucina garganica invece di vedere il promontorio chiuso nei suoi recinti rocciosi, ha significato e testi­monia oggi in modo eccellente la qua­lità e la ricchezza degli scambi che que­sto alto lembo di Puglia ha intrattenuto con altre popolazioni e altre culture. Ed ecco perché molte delle ricette che la Galante ha ricostruito amorosamente, interpellando decine di testimoni spar­si sul territorio con 18 comuni e una popolazione di 140 mila abitanti, pre­sentano delle varianti, che a somiglian­za di quanto avviene nei testi letterari, esprimono un’altra mano creativa. Ora che il Gargano si è inventato una veste turistica e offre meraviglie di interni e di coste ineguagliabili, i nuovi chef e i raffinati gourmet sono gli eredi di una tradizione consolidata negli scambi e uscita dall’antica casa del contadino e dell’artigiano. La lingua golosa resta tramortita tra tante garganiche sirene, dalla «ciambotte» (zuppa di pesce) di Manfredonia così come dalle orecchiet­te alla salsa di noci di Vico, e può sce­gliere alla fine del pasto la marmellata di limoni «Femminello» di Rodi o i clas­sici «crùstele» (cartellate) intrisi di suc­coso miele di fichi e ingentiliti di friz­zanti confettini multicolori.

SERGIO D'AMARO

Pubblicato in Cultura

Senza sapersi dove sia ,o se sia vivo ,o morto et una casarella di valore di 30 ducati in circa che aveva se l’è pigliata il monte della Pietà di detta terra per il censo di un poco di territorio e diruto che non rende frutto alcuno. Come da testi.

Uniti viventi: Ancora si vuole provare come Matteo di Monte al n° 84 prima della numerazione e dopo la numerazione sempre ha vissuto unitamente e insieme ai suoi genitori con Gio Di Monte suo fratello ad un pane e ad un vino ed in uno luogo senza separazione alcuna e per la testa solo l’Università l’ha fatto pagare separatamente e non possiede cosa alcuna.

Ancora si vuole provare come Donato de la Marca al N° 96 prima e dopo la numerazione sempre ha vissuto unitamente a Berardino de La Marca suo fratello ad uno pane e vino ed a uno luogo senza separazione alcuna come da testi.

Ancora si vuole provare come Francesco Ognissanto al n° 188 viveva unitamente a Giuseppe d’Ognissanto suo fratello al tempo della numerazione ad una parte ad uno – Continua.

òòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòò

Ad uno vino e ad uno luogo e poi il detto Giuseppe se partì da Ischitella e se ne andò in San Nicandro due anni dopo detta numerazione ,dove s’accasò dove se ne morì e detto Giuseppe in detta terra d’Ischitella non possiede cosa alcuna come da testi.

Ancora si vuole provare come Francesco Paulino al n° 282 viveva al tempo della numerazione con Eustachio, Ludovico ed Ettore fratelli ad uno pane ed uno vino ed essendo tutti bracciali e in detta terra possiedono altro che una casa di valuta di ducati 30 in circa ed al presente abitano tutti insieme come da testi.

Ancora si vuole provare come Giuseppe Comparello al n° 314 vi abita unitamente con Gesumundo dello Furno suo cognato quali hanno moglie due sorelle di casa Caputo delle quali è la casa dove abitano avuta metà per ciascuna sorella di ducati 30 in circa ed hanno anche una vigna dotale che dedottene le spese non può valere l’anno più che ducati 4 e detti vivono ad uno pane e vino ad un luogo come da testi.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura

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