Articoli filtrati per data: Venerdì, 11 Ottobre 2019 - Rete Gargano

In attesa dei dati ufficiali del­l’estate 2019, Vieste si go­de il ruolo di capitale puglie­se delle vacanze. Prima destinazione turistica della regione (ma il primato degli arrivi spetta a Bari), nes­suna rivale quanto a capacità ricettiva. L’andamento comu­nale aveva visto anche nel 2018 il primato di Vieste nelle presenze (1.920.757). Più di 8 turisti su 10 che arrivano a Vie­ste sono italiani, la permanen­za media è di 6 giorni in villag­gi e grandi hotel. Con forza l’amministrazione comunale sta investendo su turismo e cultura, con eventi di ogni tipo che l’hanno resa epicentro del Gargano anche sotto questo aspetto. Ma la destagionalizzazione - nonostante i primi riscontri per il Polo culturale - resta un per­corso in salita.

Di tutto questo ha parlato l’At­tacco mercoledì scorso nel fo­rum organizzato nella sede municipale, cui hanno preso parte il sindaco Giuseppe Nobiletti. gli assessori Rossella Falcone (turismo), Graziamaria Starace (cultura), Da­rio Carlino (sport), la presi­dente di Confindustria sezio­ne turismo Mariella Nobiletti.

 

Cosa vuol dire ospitare il prossimo anno il terzo G20, ovvero il vertice delle prime 20 destinazioni balneari ita­liane? 

Falcone: ‘‘E’ un fatto prestigio­so, vuol dire che siamo alla pa­ri di destinazione turistiche ubicate in territori strategici, meno difficili del nostro. L’evento è stato fortemente sostenuto nelle prime due edi­zioni dalle Regioni in cui si è svolto, speriamo che avvenga lo stesso il prossimo anno per noi. Si toccano problematiche comuni alle località balneari, a partire dalla fiscalità”.

Nobiletti: “Una delle proposte del G20 riguarda i trasferi­menti dello Stato ai Comuni: chiediamo che non vengano considerati solo gli abitanti in­tesi come cittadini ma gli abi­tanti equivalenti, utilizzando come parametri le seconde case o i rifiuti prodotti. Vieste ri­sulterebbe tra 25-30mila abitanti. Altri temi importanti sono quelli della sicurezza, della di­rettiva Bolkenstein e dell’ero­sione costiera. Oggi Vieste è la tredicesima destinazione balneare in Italia, la seconda del Centro-Sud dopo Sorrento.

Vieste appare il motore del­l'industria turistica della provincia di Foggia, assai distante rispetto alle altre destinazioni. Perché non si riesce a creare un vero “si­stema Gargano”? Interlo­quite con altri Comuni?

Nobiletti: “Sarebbe molto me­glio se riuscissimo a fare le co­se insieme ad altri, in una otti­ca di sistema”.

Falcone: “La nostra è un’am­ministrazione comunale gio­vane anche anagraficamente, la maggiore sintonia la tro­viamo in amministratori nostri coetanei. Stiamo cercando di ragionare con Comuni limitro­fi, abbiamo appena intavolato un dialogo con Monte San­t'Angelo, Vico, Peschici e Mat­tinata, per quanto oggi com­missariata. Vogliamo parlare con le destinazioni più impor­tanti del Gargano. Bisogna vendere il Gargano come territorio unitario, non ha senso del resto che le persone arrivi­no a Vieste e non conoscano Monte Sant'Angelo. Così co­me il Salento è la Valle d'Itria si vendono come realtà aggre­gate lo stesso dovrebbe veni­re da noi. Il ragionamento è an­cora allo stadio embrione, ma noi vorremmo partire dal pro­tocollo di intesa stipulato in Valle d'Itria per capire come fare lo stesso qui nel Garga­no”.

E’ difficile convincere gli al­tri Comuni a operare in ma­niera associata?

Nobiletti: "Per alcuni Comuni il limite è dovuto alla critica si­tuazione finanziaria, altri sono meno strutturati di noi. Non sanno come fare comunica­zione, manca la stessa espe­rienza nel turismo ultradecen­nale. La formazione è fondamentale per promuovere una destinazione turistica. Forse altri Comuni non avvertono come prioritari turismo e la cul­tura allo stesso nostro modo”.

 Mariella Nobiletti: “E’ anche una questione di mentalità, non solo di dissesto economi­co”.

Nobiletti: “Altri Comuni fanno ancora fatica ad abbandonare le posizioni campanilistiche. Vieste è naturalmente capofi­la nel turismo, ma altri soffro­no questa nostra posizione”.

Mariella Nobiletti: "Soffrono scioccamente, perché potreb­bero sfruttare invece la situazione a loro vantaggio".

Falcone: “Abbiamo tentato già negli anni passati di organiz­zare eventi in maniera unita­ria, nel 2018 con la fanoja pro­vammo a costruire l'evento nell'arco di un intero fine setti­mana sui tre comuni di Vieste, Mattinata e Monte Sant’Ange­lo. Lo sforzo avviene anche ri­spetto ai press tour svolti, co­me l'ultimo sul bike touring. La presenza importante di strut­ture ricettive ci rende dovero­so far fronte a questo pezzo di economia viestana, c'è tanta gente che ci lavora. Non c’è da fare la gara dei numeri ma fa­re in modo che la gente viva bene tutto l'anno”.

Cosa pensate dell’ente Par­co Nazionale del Gargano?

Nobiletti: “Non ho ancora in­contrato il nuovo presidente Pasquale Pazienza. Il Parco dovrebbe essere il luogo ca­pace di coinvolgere tutti i Co­muni. Certo, se dobbiamo aspettare che si aggreghino tutti non ci muoviamo.. .Vieste va comunque avanti per la propria strada”.

Come sta cambiando la qualità della vostra offerta turistica?

Nobiletti: “Stiamo registrando una crescita impetuosa dei b&b, che va gestita. La legge regionale ha una grande pec­ca. Abbiamo sollevato la que­stione con la Regione Puglia ma non hanno voluto sentire ragioni. In alcuni casi c'è una concorrenza sleale che mina l'industria turistica. Le grandi strutture alberghiere potrebbe rientrare in crisi. Ma c'è anche un altro effetto collaterale: non si trovano più abitazioni in cui vivere a Vieste. Chiediamo al­la Regione Puglia di poter co­me Comune decidere di escludere alcune aree e di fis­sarne altre per i b&b, ad esem­pio aree periferiche da riquali­ficare. Oggi il PRG ci dice che i posti letto sono esauriti, ma con l’escamotage e B&B si possono aprire ovunque, ad esempio nella zona 167. Noi vogliamo poter circoscrivere le aree, come il borgo marina­ro e il centro storico. Ne abbia­mo parlato anche col presi­dente dell’ANCI, che ci ha an­ticipato che avrebbe reso il Comune di Vieste capofila di questa battaglia, avvertita an­che dal Comune di Polignano. Detto questo, ci sono anche lati positivi: i b&b non solo of­frono un'offerta nei periodi di bassa stagione ma in molti ca­si è un'offerta di qualità e quindi spingono anche gli altri ad in­nalzare i propri standard”.

Lotta al sommerso: c'è una parte della comunità che re­ma contro le azioni di con­trasto al nero?

Nobiletti: “ Io penso che la maggior parte della popola­zione apprezzi queste azioni di contrasto. Per me il 60-70% è emerso, il resto turismo som­merso. Abbiamo deciso di da­re in affidamento il servizio di accertamento delle imposte. Nella gara si dà forte rilevanza alla capacità del privato di sco­vare gli evasori totali. Vogliamo beccare chi oggi è scono­sciuto e sfugge a chiunque, non solo al Comune”.

Falcone: “Abbiamo inoltre comprato un applicativo per confrontare i dati delle struttu­re iscritte nei vari portali inter­net, ci sono i primi riscontri. So­no stati fatti inoltre incontri dif­ferenziati con le varie catego­rie: hotel, b&b, villaggi, secon­de case. Il problema principa­le del sommerso riguarda soprattutto le seconde case non dichiarate come strutture ricettive. Abbiamo fatto capi­re, negli incontri, che sono ob­bligati a pagare la tassa di sog­giorno anche loro.

 Quali sono le responsabilità locali rispetto alla mancata destagionalizzazione? Co­sa la impedisce, oltre alle ben note questioni infra­strutturali e all’assenza del­l'aeroporto?

Nobiletti: "Il limite principale è economico. L’imprenditore viestano è bravo ma deve fiu­tare il business per buttarsi. Deve fiutare, ad,esempio, il business del segmento lusso. Oggi le strutture non sono nemmeno attrezzate per re­stare aperte tutto l'anno, è un limite oggettivo”.

Falcone: ‘‘Ho grandi difficoltà quando organizziamo gli eventi natalizi a fare stare aperti bar e ristoranti. Non do­vrei nemmeno chiederlo, visto che il Comune investe risorse importanti per fare un cartello­ne di eventi. C'è una pigrizia dettata per me dal fatto di es­sere abituati a vivere in una destinazione balneare, per cui fi­nita l'estate devono chiudere”.

Mariella Nobiletti: “Gli impren­ditori viestani devono vedere i risultati, poi partono. Oggi i grossi alberghi non destagionalizzano perché non c'è l'op­portunità di restare aperti fa­cendo un ragionamento in ter­mini di ricavi e costi. Gli stessi b&b stanno spingendo diversi hotel ad ammodernarsi. Sia­mo un comparto più vecchio di quello del resto della Puglia”.

Falcone: “Il fenomeno è re­centissimo: diversi alberghi hanno iniziato a riqualificarsi per puntare anche al segmen­to lusso. Penso all’hotel Pizzomunno, che sta ristrutturan­do la bellezza di 300 camere. Ma ci sono anche l’Hotel Gar­gano, il Gattarella, Il Castelli­no, il Villaggio Cala Azzurra”.

Mariella Nobiletti: “L’investi­mento lo fai pian piano, i costi sono ingenti. Servono non meno di 2,5 milioni di euro per ristrutturare 60 camere. Ab­biamo provato a ragionare con la Regione per sostegni economici agli imprenditori che vogliano riqualificare le proprie strutture. A noi non servono misure come il PIA Turismo”.

 Trovate ascolto rispetto a tali istanze?

Nobiletti: “Gli assessori regio­nali foggiani, oggi uno solo, sono più sensibili”.

Falcone: “Abbiamo provato a fare un tentativo con la Regio­ne Puglia ma elettoralmente siamo pochi a Vieste. Qui ci sono 8mila votanti circa, che facciamo da soli? Anche per questo bisogna organizzarsi come sistema Gargano, do­vrebbe esserci un discorso territoriale. Bisognerebbe guardare a quanto viene ver­sato dalla città di Vieste in ter­mini di Irap (imposta regionale sulle attività produttive, ndr), noi riceviamo in cambio le bri­ciole. Quasi il 40% della capa­cità ricettiva dell'intera provincia di Foggia è situato a Vieste. Chiediamo bandi per cofinanziare la riqualificazione delle strutture, servizi e tra­sporto pubblico. Qui ci sono ben 40 km di litorale e non sia­mo nel piano regionale dei tra­sporti. Se non dobbiamo ave­re l’aeroporto a Foggia perlo­meno ci siano buoni collegamenti con Bari”.

Che ne è stato del vecchio progetto di un piccolo aero­porto a Vieste, in zona Piano Grande?

Nobiletti: “Quel progetto non è tramontato, noi pensiamo che si possa collegare Vieste con Bari o Foggia con una elisuperficie per ultraleggeri, per bimotori a elica da 80 posti al massimo. L’idea nacque per la prima volta 15-20 anni fa per una elisuperficie privata. Il progetto di massima c’è. Noi non chiediamo di creare un aeroporto del Gargano, che faccia concorrenza a Bari, ma una aviosuperficie per ultra­leggeri funzionale al turismo.

 A quanto ammonta l'impo­sta di soggiorno?

Falcone: “Ammonta a 1,3 mi­lioni, di cui 700mila euro sono vincolati al piano di rientro”.

Diversi esercenti lamenta­no costi maggiori per l'oc­cupazione del suolo pubbli­co.

Starace: "Magari prima qualcuno pagava solo un mese e altri due no. In realtà stiamo in­centivando l’apertura per lun­ghi periodi, quindi conviene per più mesi. Ma alcuni devo­no ancora comprenderlo”.

Sul turismo culturale state ottenendo i primi risultati?

Nobiletti: “Siamo partiti chie­dendoci quali fossero le man­canze della nostra offerta turi­stica e che cosa il turista po­tesse fare a Vieste oltre che andare al mare o in bassa e media stagione. Cultura e na­tura sono molto importanti Vieste ha tanti beni culturali che finora sono stati inacces­sibili o sommersi. Penso in particolar modo al Castello e al Faro, per i quali siamo in tratta­tiva con la Marina Militare e il Ministero della Difesa per una co-gestione Cemune-Marina. Stimiamo non meno di 50- 60mila accessi al Castello in un anno, 100mila totali per il Polo Culturale. Oggi l'unico biglietto d'ingresso riguarda la Salata, ma vorremmo inserirne uno unico per il Polo culturale. Potremmo consentire a que­ste cooperative di autosostenersi e anche finanziare pro­getti di recupero dei luoghi. Inoltre stiamo facendo una ga­ra per la demolizione di opere abusive”

Lucia Piemontese

L’Attacco

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Vieste/ “Mafia, nessun calo di attenzione. Coi nostri numeri saremo sempre nel mirino”.

La decapitazione dei clan mafiosi viestani, operata negli ultimi anni dalla Squa­dra Stato, insieme ad una presenza for­te sul territorio da parte delle forze di polizia, ha determinato una situazione di calma e se­renità dopo l’impressionante sequenza di omicidi che testimoniò non solo la pericolo­sità della guerra tra il clan Di Perna (ex Notarangelo) e quello rivale Raduano ma anche la capacità della criminalità organizzata di arruolare ed armare i giovanissimi, in primis nel traffico lucroso di stupefacenti.

La parola “mafia” non è mai stata un problema per l’am­ministrazione Nobiletti, i cui membri hanno usato infingimenti né temuto danni d’imma­gine per la città. Anzi, si è compreso che par­larne con forza è indispensabile per cambia­re le cose, innanzitutto sul piano culturale. Anche di legalità e cultura ha parlato l’Attac­co con sindaco e assessori nel forum di mer­coledì scorso a Palazzo di città. “L'attenzione non è calata né da parte delle soluzioni né da parte delle forze di polizia”, ha sottolineato il primo cittadino Giuseppe Nobiletti. “Non può calare: Vieste ha flussi turistici così importanti da essere sempre nel mirino della criminalità”, ha fatto eco la vicesindaco Rossella Falcone.

“E’ con questa consapevolezza che dobbiamo continuare a lavorare a favore dei ragazzi dando soste­gno sociale prima che sia troppo tardi, quan­do si è ancora in tempo per intervenire su di loro. Ricordo un episodio che mi ha riguar­dato personalmente: il 14 agosto 2010 fui vit­tima, con la mia famiglia, di una rapina a ma­no armata, in strada. Dopo quel fatto insieme ad altri abbiamo dato vita all’associazione antiracket, la prima della provincia di Foggia. Stare alla finestra, lamentarsi soltanto non serve. E’ troppo facile, bisogna denunciare. L'associazione nacque da un piccolo gruppo di imprenditori. Oggi gli iscritti - dunque co­loro che hanno denunciato le estorsioni - so­no aumentati, così come il numero di cittadi­ni che seguono le iniziative poste in essere dell'associazione stessa”, “lo non credo che il messaggio di guerra alla illegalità non sia mai partito così chiaramente dal Comune", le parole dell'assessore allo sport Dario Carli­no.

“Abbiamo la percezione di una forte presen­za dello Stato anche oggi che la situazione è tranquilla”. “Siamo passati dal sentir parlare di Vieste sui media nazionali per gli omicidi di mafia a un'immagine positiva, legata ai grandi eventi organizzati”. “Noi amministra­tori non viviamo di politica, per fortuna. E quando ci sono concorsi indetti dal Comune non ci vengono a chiedere la raccomanda­zione, perché sanno che non la daremmo mai".

“La capacità di garantire un'offerta turistica che si rivolge anche a target più elevati e vol­ta a garantire lavoro tutto l’anno è collegata anche alla cultura”, ha sottolineato l’assessora al ramo Graziamaria Starace, “ Io alla Regione Puglia chiederei anche un aiuto sui fondi per la cultura, sono certa che ad oggi ne arrivino molti meno sul Gargano rispetto al resto della Puglia. Qui non esistono fonda­zioni e l'ultimo bando sulle imprese culturali ci taglia fuori perché non abbiamo neanche imprese culturali.

Avere una fondazione si­gnifica avere privati disposti a investire. Sia­mo doppiamente penalizzati, sia per quanto riguarda i privati che per quanto riguarda gli enti pubblici che non ci sostengono. Abbia­mo realizzato il Festival del Cinema archeo­logico, dato ampio spazio alla musica classi­ca. Sono stati spesi molti soldi dal Comune. Vieste ha la miniera di selce più grande d'Eu­ropa ma non lo sa nessuno. Alla Regione Pu­glia diciamo che noi ci stiamo e che le cose le sappiamo anche fare, ma chiediamo di darci una mano.

Abbiamo posto in essere un'azione forte sul piano sociale con le scuo­le per recuperare molti ragazzi e l'abbiamo fatto sempre esclusivamente con fondi del Comune. Anche aver fatto realizzare agli studenti stessi la scalinata della legalità è emblematico, ha un valore particolare quan­do sono i ragazzi a provare in prima persona a cambiare una parte della loro città. La sca­linata non solo ha riqualificato un luogo de­gradato ma ha anche un valore intrinseco. Gli effetti di questi interventi in ambito scola­stico e sociale, realizzati oggi, li vedremo tra 15 anni. Stiamo insistendo”, ha concluso Starace, di professione insegnante in un istituto professionale, “soprattutto su progetti di legalità che interessano scuole elementari e secondarie di primo grado. Un esempio è la biblioteca itinerante della legalità".

L.P.

L’Attacco

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Pubblicato in Turismo

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Pubblicato in Avvisi

   Sul Gargano, alto impatto sulla sicurezza stradale: polizia 'castiga' automobilisti indisciplinati la polizia stradale non fa sconti a nessuno. E, nelle ultime settimane, ha intensificato i controlli per garantire sempre maggiore sicurezza agli utenti della strada, scovando automobilisti pericolosi o indisciplinati.

Nei mesi di agosto e settembre, infatti, è continuata una notevole mobilità che ha interessato  il sistema viario della provincia lungo le direttrici per le località di culto, di villeggiatura e, nelle fasce orarie serali e notturne, verso i luoghi di ritrovo, soprattutto giovanili. Pertanto, la polizia stradale ha  incrementato la vigilanza sulle strade al fine di rendere più efficace l’attività di prevenzione e contrasto dei comportamenti di guida più pericolosi, garantendo la fluidità della circolazione in condizioni di massima sicurezza, cercando di dare nuovo impulso al contenimento del fenomeno infortunistico.

Particolare attenzione è stata dedicata all’azione di prevenzione e controllo alla verifica delle condizioni psico-fisiche dei conducenti ed attivazione di servizi mirati al controllo per il contrasto della guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti o psicotrope. A tal proposito, il personale della Sezione Polizia Stradale di Foggia e della Sottosezione di Vieste ha effettuato una vasta attività avente lo scopo di prevenire o  reprimere quei comportamenti di guida costituenti potenziale  pericolo per gli utenti delle strade. I servizi,  denominati   di “alto impatto”, sono stati effettuati  in agro di Manfredonia, Mattinata, Vieste, Peschici, Rodi Garganico,  e nelle tratte stradali che collegano i Comuni.

Nel corso dei servizi, effettuati anche in ore serali e notturne, sono stati controllati 890 veicoli e  975 persone; sono state elevate 700 contestazioni contravvenzionali per scorretto comportamento alla guida e sottratti 1060 punti alle patenti. Denunciate 10 persone per guida sotto effetto di sostanze alcoliche e di sostanze stupefacenti, lesioni stradali gravi e gravissime; ritirare 15 patenti di guida. Si è proceduto, inoltre, al ritiro di 13 Carte di Circolazione ed al sequestro 13 veicoli per mancanza di copertura assicurativa; a quattro persone è stata comminata la sanzione di 5.000 euro per  guida senza patente. Sanzionati 60 utenti per aver utilizzato  apparecchi radiotelefonici mentre erano alla guida.

Monitorati  i  limiti di  velocità  sui  tratti  a  maggior  rischio  incidenti, mediante l’utilizzo  del   Telelaser Trucam. Trattasi di un’evoluzione  del vecchio dispositivo che, oltre a  svolgere la  funzione  base  di percepire la velocità, ha una  telecamera  incorporata grazie alla  quale registra  tutto ciò che vede. L’autovelox 2.0, utilizzabile  anche  di  notte  grazie ad un flash a infrarossi,  ha una gittata di 1,2  km e non si limita a registrare la velocità del veicolo, bensì  registra  se l’automobilista ha o meno la cintura e se quest’ultimo, mentre guida, utilizza un dispositivo cellulare.

Pubblicato in Società

La Puglia è a Rimini in questi giorni al TTG Travel Experience, il principale marketplace del turismo B2B in Italia, punto di riferimento per la promozione del turismo mondiale in Italia e per la commercializzazione dell’offerta turistica italiana nel mondo. Cinquanta le postazioni per un contingente di 64 operatori turistici pugliesi, anche in aggregazione di impresa, nello stand di 200 metri quadrati dedicato all’offerta turistica pugliese.

Ieri l’assessore all’Industria turistica e Culturale, Loredana Capone, ha incontrato gli operatori presenti a Rimini. “Il TTG è una fiera del turismo estremamente importante per gli operatori e i pugliesi sono presenti con una presenza massiccia e una fitta agenda di incontri con tour operato e agenzie di viaggio – commenta l’assessore Capone -  Geograficamente qui a Rimini  è rappresentata un po' tutta la Puglia che si presenta come una terra da sperimentare tutto l’anno: mare, natura, ma anche borghi dell’entroterra con la loro storia, cultura, tradizioni ed enogastronomia  insieme ai prodotti di nicchia legati al wedding e al lusso. Molte le masserie resort che hanno all’interno l’offerta specifica di esperienze enogastronomiche e di cicloturismo. La Puglia attira molto interesse perché il brand funziona. Puntiamo sul’autenticità  e l’accoglienza e funziona l’organizzazione  degli operatori peri quali la stagione  sta diventando di 365 giorni l’anno. Grazie ai turisti stranieri sui quali abbiamo puntato.. Pubblico e privato, Regione ed operatori insieme sono vincenti. E questo che oggi emerge guardando lo stand della Puglia in questa fiera importantissima del business turistico “.

E c’è anche la Puglia fra le destinazioni digitali premiate a Rimini questa mattina in occasione della quarta edizione del riconoscimento più ambito dalle regioni italiane: si tratta di Italia Destinazione Digitale, il premio destinato alle regioni con la miglior reputazione online, ideato da Travel Appeal.   Con il premio BeActive infatti siamo la regione italiana che si è distinta per “quantità, varietà e miglior sentiment relativo alle esperienze outdoor distribuite sui maggiori canali di vendita on line. Il premio, ritirato da Luca Scandale, dirigente della Pianificazione strategica di Pugliapromozione: "Grazie a tutti gli operatori pugliesi che ogni giorno accolgono, con offerte di valore, i turisti che scelgono la Puglia come meta della propria vacanza all'aria aperta!"

Una novità di quest’anno a Rimini è la partecipazione di cinque giovani start up turistiche pugliesi,  vincitori PIN, che grazie alla collaborazione con Pugliapromozione  hanno a disposizione due desk condivisi nello stand della Puglia, con agende di appuntamenti B2B  per presentare nuovi servizi e prodotti e attirare nuovi buyer esteri che desiderano ampliare il proprio mercato in Puglia. Dall’unione di AuthenticPugliaTours, G.Local e IBicipedi è nato  PugliaVanBikeExperience, un nuovo prodotto che, combinando il noleggio di furgoni con rastrelliere per biciclette, permette lo spostamento dei turisti-ciclisti in diverse destinazioni, ognuna delle quali prevederà tour ed esperienze in bici;  ImaginApulia e PlacenPeolpe, invece, presentano un pacchetto di attività turistiche esperienziali “chiavi in mano” completo di materiale di comunicazione promozionale, brandizzato e di qualità.

(comun.)

Pubblicato in Turismo

Praticamente sinora i cosiddetti primati delle Due Sicilie venivano screditati quando non ridicolizzati. Oggi che, grazie anche alla ricerca storica svolta anche fuori dal mondo accademico da numerosi studiosi e storici locali appassionati, comincia a venire alla luce che quei primati erano reali, essi improvvisamente cominciano a trasformarsi daduosiciliania italiani. L’esempio ci viene direttamente dai festeggiamenti passati da alcuni giorni per il 180° anno della prima ferrovia Napoli-Portici del 1839

Non solo l’ ottimo professor Gennaro De Crescenzo ha parlato di primati nel testo “Le industrie nel Regno di Napoli”edito dalla Grimaldi di Napoli, ad esempio, ne aveva trattato anche il deputato garganico Michele Vocinonel Secondo dopo guerra nel testo “Primati del Regno di Napoli”, ripubblicato recentemente sempre dalla Grimaldi.

In un mondo ormai profondamente globalizzato è sempre più necessario saper proporre l'alto valore etico che risiede nell'analisi ragionata, nella ricerca paziente, nel sapere antico che la storia del nostro territorio suggerisce alle generazioni presenti e future.

Questa ricchezza di saperi, intensamente connaturata alla natura del lavoro e alla particolarità della passione degli studiosi che se ne occupano, spinge e stimola ad approfondire gli studi e le ricerche sul Sud prima del processo unitario. Un'epoca, quella della vituperata dinastia borbonica, poco indagata localmente, minimizzata e denigrata prima e dopo il processo unitario, per essere poi più agevolmente ignorata, dimenticata, addirittura oscurata.

Non certamente dal dottore Michele Vocino, il garganico originario di Peschici, che era stato – come ricorda Giuseppe Catenacci, curatore per conto della Grimaldi & C. Editori di Napoli del testo di Vocino sugli ordinamenti, le risorse naturali e le attività del regno di Napoli, prima dell'unità d'Italia – Direttore generale del Ministero della Marina, Consigliere di Stato e, infine, deputato nella 1ª legislatura repubblicana, oltre che intellettuale appassionato studioso della storia, delle condizioni sociali e politiche, delle antiche tradizioni del Gargano, della Puglia, del Meridione.

Le indubbie qualità culturali di Michele Vocino lo portarono di diritto a far parte del “Comitato promotore delle celebrazioni per il centenario dell'Unità d'Italia” costituito il 2 giugno 1958 con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, composto dai maggiori e più insigni rappresentanti del mondo culturale, scientifico e politico italiano. Era la perfetta occasione - a suo modo di vedere - per una seria revisione storica degli avvenimenti che avevano accompagnato il cruento e brutale processo unitario, soprattutto per sciogliere il velo oscurantista e umiliante sotto il quale erano state relegate per circa un secolo le sacrificate popolazioni del Meridione, le cui migliori energie e intelligenze erano state disperse in giro per il mondo.

Resosi conto dell'ostracismo con cui venivano accolte le sue proposte, il nostro deputato si dimise dal Comitato e si dedicò alla ricerca della documentazione necessaria affinché fossero rese note le sue tesi meridionaliste, pubblicando appena l'anno successivo, il 1959, il testo che Catenacci ha definito «la sua opera più significativa»: “Primati del Regno di Napoli: attività meridionali prima dell'Unità”.

Erano gli anni del «miracolo economico»; anni in cui realmente il divario tra nord e sud si stava riducendo e, pertanto, non era ancora giunto il tempo di fare i conti con la Storia. Tra l'altro, nessuno aveva ancora messo in dubbio l'esistenza di un divario iniziale tra le Due Italie.

Oggi che il contesto culturale sta gradatamente e lentamente cambiando e che nuove conoscenze «consentono di riesaminare in maniera diversa» il tema tanto dibattuto negli ultimi decenni, la voce di Vocino non appare più isolata. Conoscenze a cui sicuramente storici ed economisti più datati non potevano, o non volevano accedere, sono state illustrate nella relazione “Alle origini del divario” che Paolo Malanima, noto economista, ha esposto a Roma nel maggio del 2011 nell'ambito del Convegno “Nord e Sud a 150 anni dall’Unità d’Italia”, organizzato dalla SVIMEZ , poi pubblicata a Roma nel numero speciale dei “Quaderni Svimez” nel marzo del 2012. Conoscenze a cui ha dato un contributo decisivo lo scrittore Pino Aprile con il testo “Terroni”. Un Pino aprile – ricordiamolo - che in questi giorni sta fondando un movimento politico (Movimento 24 agosto) che chiede finalmente equità territoriale e giustizia per il Sud.

Michele Eugenio Di Carlo

Pubblicato in Cultura
Venerdì, 11 Ottobre 2019 09:37

CGIL/ “pesca in crisi aprire un tavolo”

La Flai Cgil chiede alla Regione un tavolo di con­fronto sulla vertenza pesca. «I lavoratori del settore so­no in agitazione - spiega il segretario della Flai, Anto­nio Gagliardi - e contesta­no la logica restrittiva delle Direttive comunitarie che limitano notevolmente le loro capacità nell'uso delle reti. Numerose imbarcazio­ni infatti utilizzano per la pesca a strascico reti con maglie difformi alle prescri­zioni comunitarie, con con­seguente azione sanzionatoria che aggrava già situa­zione precaria». «La Flai - prosegue - è per il rispetto delle leggi e per manifesta­zioni pacifiche e democra­tiche, ma non si più restare inermi. Chiediamo alla Re­gione l'attivazione di un ta­volo istituzionale che af­fronti ogni aspetto della vertenza e dal quale si pos­sano avanzare proposte».

Pubblicato in Ambiente

Cinquecento chilometri tra andata e ritorno per una partita del campionato regionale di Se­conda categoria. Ecco i costi di organizzazione di una società del Gargano. Il Peschici domenica sa­rà ospite del Palese (si giocherà tra l’altro alle 17,30) e per i granata sarà la prima di tante “avventure” nel barese. Ma in casa della ma­tricola del presidente Gianni Ra­nieri, nonostante i tanti sacrifici, c’è gioia, orgoglio e stupore che vanno a braccetto. Vittoria dome­nica scorsa in casa con la Ruvese per 3-2 (anche in questo caso al ritorno saranno altri 500 chilome­tri) e domenica prossima si cerca il bis. Il Peschici del tecnico Teodoro Vlassis si gode il proprio piccolo miracolo e si sta regalando un ini­zio da capogiro. Con una squadra solo lievemente ritoccata, costrui­ta sulla struttura del gruppo della scorsa annata, la formazione dei dirigenti Domenico Mastromatteo, Francesco Mongelluzzi, Rocco Acerra, Leo Angelicchio sembra non aver sorpreso tutti, forse an­che se stessa. E pensare che, in estate, qualcuno la dava già tra le pericolanti. «Stento ancora a cre­derci - commenta compiaciuto il presidente - qui nessuno si aspet­tava un avvio simile. Tre punti contro una bella squadra come la Ruvese, sono un bottino incredi­bile. Godiamoci il momento». La sua squadra piace, convince. Imbraccia sciabola e fioretto as­sieme, sa d’esser piccola tra le grandi, ma si farà rispettare. Co­me un Davide tra tanti Golia. «Al­cuni giocatori nostri non hanno fatto mai la categoria regionale - prosegue - e forse questo è un fat­tore che al momento ci favorisce, dal momento che mettono in cam­po quel qualcosa in più che li fa rendere al doppio. L’entusiasmo e l’agonismo che ci mettiamo a volte è davvero notevole. Poi i giocatori buoni li abbiamo anche noi. Però - continua il massimo dirigente del Peschici - non dobbiamo perdere di vista l’obiettivo della salvezza».

 

I RISULTATI DELLA 1° GIORNATA

Ascoli Sat - GC San Severo 2-0

Peschici – Ruvese 3-2

Molfetta – V. Bisceglie 0-12

T.P. Minervino – A. Palese – 0-3

Monte S. Angelo – Trinitapoli 1-3

Castelluccio – Canosium 2-2

A.V.

Pubblicato in Sport

Ieri sera il Consiglio dei ministri ha dato il via libera allo scioglimento del Consiglio comunale di Cerignola, ora il decreto passerà alla firma del capo dello Stato. «Condiziona­mento mafioso dell’azione am­ministrativa, frequentazioni esibite, collegamenti diretti ed indiretti con gli ambienti cri­minali, totale asservimento della macchina amministrativa rispetto alla volontà poli­tica», questi alcuni passaggi fondamentali della relazione del ministero dell’Intemo al termine di una verifica ispet­tiva. Diverse anche le circo­stanze contestate al sindaco Franco Metta.

Pubblicato in Società

L’amministrazione comunale invece di “aprire la scuola superiore “ che riesce con destrezza a tenere ancora chiusa, si ingegna in altre soluzioni di  alto profilo tecnico e dispone la chiusura al traffico della bretella stradale realizzata sotto la rotonda che serve per raggiungere immediatamente la spiaggia o parte diversa del paese dal centro.

Mi pare un deciso passo in .... dietro

Per raggiungere la spiaggia dal paese ci vorranno 10 minuti

Non è che, magari con un po’ di asfalto drenante, se pericolo vi è, si può sistemare?

Magari risparmiando elevando sanzioni per lo schifo di raccolta rifiuti effettuato questa estate

Ricordo che è addirittura stato sequestrato un mezzo alla ditta perché inquinante 

Noi lo abbiamo segnalato senza che nulla sia avvenuto 

Ma una cosa normale mai!!!

Domenico Afferrante 

Pubblicato in Politica

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Reporter della tua città

16 Gennaio 2020 - 11:10:54

IL LIBRO DELLA SETTIMANA/ Meglio che sto zitto di Lucio Palazzo

Perchè? La domanda d’obbligo. Perché scriverci un libro? E che ne so? In realtà non avevo nessuna intenzione di scrivere un libro, ma alla fine, messe insieme, sono risultate…

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