Articoli filtrati per data: Sabato, 12 Ottobre 2019 - Rete Gargano

Sesto appuntamento stagionale domani pomeriggio con il campionato di Eccellenza pugliese. Tra tutte spicca la sfida al vertice tra il Martina, una delle favorite del torneo, e la matricola Ugento, sorpresa di queste prime cinque giornate di Premier League pugliese. Posticipato alle ore 16 il fischio d’inizio al ‘Tursi’. Gare casalinghe per Otranto e Deghi, contro Barletta 1922 e AT San Severo, in trasferta a Bisceglie il Gallipoli, contro l’Unione Calcio, con l’obiettivo di riprendere a fare punti dopo tre ko consecutivi. L’Atletico Vieste dopo la prima vittoria, coincisa con il ritorno a casa, ad Altamura per tentare la prima vittoria in trasferta.

 

LA 6° GIORNATA – GLI ARBITRI

 

dom. 13/10 h 15.30

Barletta-Vigor Trani: Rocco Epicoco di Brindisi (Bono-Alessandrino)

Deghi-AT San Severo: Salvatore Montanaro di Taranto (Mele-Luggeri)

Altamura-Atl. Vieste: Fabrizio Consales di Foggia (Grimaldi-Miccoli)

Otranto-Barletta 1922: Luca Vittoria di Taranto (Battista-Coviello)

San Marco-Molfetta: Niccolò Salomone di Bari (Fiore-Miceli)

Orta Nova-Corato: Daniele Aronne di Roma 1 (Latini-Rizzi)

UC Bisceglie-Gallipoli: Francesco Mallardi di Bari (Spalierno-Spagnolo)

dom. 13/10 h 16

Martina-Ugento: Bruno Spina di Barletta (Desiderato-Magnifico)


CLASSIFICA

Ugento, Martina e Molfetta 11

Corato e A. Barletta 9

Vigor Trani e UC Bisceglie 8

Deghi e Orta Nova 7

San Marco e AT San Severo 6: Otranto 5

Altamura 4

Gallipoli e Atl. Vieste 3

Barletta 1922 1.

Pubblicato in Sport

SUL GARGANO nelle corrispondenze del 1902 della scrittrice statunitense Caterina Hooker. Versione dall’inglese del 1958 di Livia Vocino. TERZA PARTE.

VIESTE

Lasciando Peschici, la strada segue i tornanti dell’alta costa per poche miglia, per poi sbucare, in fondo alla discesa, d’improvviso sopra un torrente la cui stretta vallata porta di faccia a Vieste sull’opposta collina, nell’estrema punta del promontorio garganico. Il profilo di Vieste è bellissimo, dolcemente degradante dal sommo della collina alla spiaggia Sull’alto dello scrimolo orientale si staglia nel cielo il suo vasto, appuntito, angoloso castello, al quale si attaccano ammassate le costruzioni del paese, scendendo da un capo all'altro come una scala verso il mare. Quando il castello è raggiunto, una stradetta costruita nella roccia conduce lontano dalle acque, finendo alla turrita ed arcuata chiesa di S. Francesco. Vieste è chiamata «la scordata», ma quelli che hanno volontà di raggiungerla non la potranno scordare mai più, così com'è, posta sui bianchi scogli donde lo sguardo spazia sopra il mare. Al chiaro di luna questi scogli diventano palazzi d'una magica fatata architettura che si sprofonda nelle onde ad accogliere favolosi abitanti. Una volta viveva a Vieste una ragazza d'una meravigliosa bellezza mai vista. Le Sirene, poiché erano gelose di lei, una notte in cui ella aspettava sul ciglio delle acque il suo amore, la rapirono, e la mantennero prigione in fondo al mare. Il suo innamorato amaramente la pianse, e l’aspettò, e ancora l’aspetta. Ora, ogni cent’anni, le Sirene la riportano sulla battigia delle onde e le permettono che resti un giorno col suo amore, legata però ad una catena cosi sottile che non si vede. Tutto il giorno i due innamorati san tanto felici da dimenticare di non essere liberi, ma quando cala la sera le Sirene calano la catena, ed ella, lentamente, lentamente è tratta via dalle braccia dell’amante e ricondotta nelle profondità marine, mentre egli, disperato, non cessa di lamentarsi, così che voi, se aguzzate l’orecchio, potete udirne la voce, per quanto la crediate il rombo dei marosi. Sfortunatamente però Vieste non è tutta poesia e romanzo. La sua ambizione sarebbe quella di essere una cittadina moderna e progredita. Intanto vi vengono incontro ancora, nella parte esterna dell'abitato, affascinanti casette a cupola come quelle di Peschici, a ricordo della lunga fedeltà serbata da Vieste ai Bizantini, poiché essa fu l’ultima ad essere assoggettata ai Normanni; ma nella maggior parte le abitazioni son costruite alla maniera moderna, per quanto sia divertente notare come alcune, pur avendo il basso tetto a cupola, lo abbiano mascherato con un'alta quadrata elevazione della facciata. Il maestoso castello è bello guardarlo a distanza; o comunque dal di fuori, pel fatto che l'interno è fittamente abitato da povera gente allegra ma poco pulita, e vi si arriva per vicoletti maleolenti talvolta tagliati a scale. Ai piedi del castello vi è l’antica cattedrale trascurata dai fedeli per la vicinanza di una chiesa più moderna che, alle spalle, ostenta la sua grande mole sormontata da un rozzo campanile, entrambe in una stretta via sopra un'alta scalea. Noi notammo con disappunto l’ostentazione da villano rifatto, quasi di rude scortesia, della chiesa nuova rispetto alla vecchia, e fummo ben lieti che un prete intelligente e gentile ci introdusse in quest’ultima; egli era orgoglioso di mostrarci la Madonnina, nella sua nicchia, gaiamente vestita di verde e d’oro, pur professando venerazione per il Morto Redentore, una antica statua d’un corroso vecchio marmo di colore giallognolo. Sul portale, di fuori, vi è una lunetta incorniciata, per decorazione, d’un fogliame fantasioso appena sbozzato. Certo però il vecchio tempio, con la sua pietra grigia, faceva arrossire il suo incivile vicino. Poco c’era più da vedere per restarvi ancora. E quindi andammo alla ricerca del nostro albergo.

Terza Parte

Continua

Prima parte - Pubblicato il 19 settembre 2019 -

Seconda parte – pubblicato il 21 settembre 2019

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Un uomo di 53 anni, Ciro Curcelli, assistente capo della polizia penitenziaria, si è suicidato dopo aver ucciso in nottata a colpi di pistola la moglie Teresa, 54 anni, e le due figlie di 12 e 18 anni. Ha usato la pistola d'ordinanza. Il fatto è accaduto in un appartamento in via Guerrieri, in pieno centro ad Orta Nova. A quanto si apprende l'uomo verso le due del mattino ha sparato prima alla moglie, poi alle due figlie mentre erano a letto, ed infine si è suicidato con la stessa arma sparandosi un colpo in testa, non prima di aver avvisato i carabinieri dicendo che aveva compiuto una strage. Sul posto stanno operando i militari che tentano di ricostruire la vicenda. Non sono stati trovati biglietti o messaggi che potessero far presagire il delitto.

«Sapevo che erano brave persone, tranquille senza problemi. Non mi ha mai parlato di nulla o di problemi familiari». Così Marco il fidanzato di Valentina, 18 anni, la maggiore delle due figlie di Ciro Curcelli. «Eravamo fidanzati da un anno e sette mesi - racconta - Quando Valentina aveva problemi, io ero al suo fianco per affrontarli e rimaneva sempre con il sorriso».

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Decine di cani uccisi a Vieste con bocconcini avvelenati: scattano i controlli dei Carabinieri Forestali. A dare l'allarme è la sezione LNDC di Vieste che ha richiesto l’intervento dei militari del Parco della città a seguito dei numerosi casi registrati in alcune proprietà private. I Forestali hanno attivato la loro Unità Cinofila antiveleno, antibracconaggio e bonificato l’area: tra loro c'è anche Africa, 4 anni, una dei 12  cani delle unità  cinofile italiane del CF, abilitati per le attività antiveleno ed è tra i 7 abilitati per l’antibracconaggio. I cani dell’unità cinofila sono addestrati per la ricerca di esche, bocconi, carcasse avvelenate e bracconaggio. L'obiettivo è di identificare la mano che ha ucciso gli animali con diverse esche avvelenate. Le indagini sono in corso. “È bene che questi delinquenti capiscano che è finito il tempo in cui con gli animali potevano fare quello che volevano” afferma la Presidente della LNDC Vieste Nicoletta Pagano.

Pubblicato in Cronaca

Domani, domenica 13 ottobre, con palla a due alle 18,00, sul parquet dell’Omnisport, esordio casalingo della Bisanum Viaggi Vieste.

L’avversario di turno è la neo promossa Molfetta, che sicuramente non vorrà fare da sparring partner, anzi è una squadra attrezzata per ben figurare nel difficile campionato di C Gold. Allenata dall’esperto Sergio Carolillo ha un roster di tutto rispetto a cominciare dall’esperto play Andrea Maggi. Gli esterni sono delle vere e proprie bocche di fuoco, Cuccarese e il lituano Staselis hanno segnato insieme 58 dei 93 punti che hanno consentito al Molfetta di battere la Libertas Altamura all’esordio. Sotto le plance occhio a BenasBogdaneviciu,s ala forte lituana, che ha vinto due campionati di fila (con Corato e Ruvo), Feruglio e Serino.

Queste le parole di coach di Ciociola in vista della partita: “dopo la sofferta vittoria di Castellaneta, dobbiamo cercare di fare in partita quanto di buono stiamo facendo in allenamento. Sicuramente ci aspetta una gara molto impegnativa per il livello degli avversari. Noi ci stiamo preparando al meglio nonostante qualche problemino fisico di alcuni giocatori. Mi aspetto un palazzetto pieno con la gente di Vieste che ci viene ad incitare perché stiamo lavorando bene e vogliamo trasmettere l’entusiasmo dei giocatori a tutto il resto della comunità viestana.”

 

La 2a giornata di andata

Bisanum Vieste

Pall. Molfetta

13 Ott 18:00

 

Cestistica Ostuni

Angel Manfredonia

13 Ott 18:00

 

Pall. Lupa Lecce

Valentino Castellaneta

13 Ott 18:00

 

Libertas Altamura

Action Now Monopoli

13 Ott 18:00

 

Cus Jonico

N.P. Monteroni

13 Ott 18:00

 

Mola New Basket

Bk1963 Francavilla

13 Ott 18:00

 

Classifica

Pubblicato in Sport

La quiete dopo la tempesta. Quella di Bari dove i pescatori - anche quelli di Manfre­donia - hanno inscenato nei giorni scorsi una manifestazione di protesta per eviden­ziare ancora una volta i problemi di fondo che mettono in discussione la stessa attività della pesca quanto meno in Adriatico. «Sia­mo ormai al bivio cruciale» evidenzia An­tonio Varrecchia, pesca­tore di Manfredonia «perché a questo punto o si cambiano certe regole del tutto fuori luogo per le caratteristiche della pesca che pratichiamo, oppure abbandoniamo tutto prima d’essere co­stretti a farlo a seguito delle multe e dei provvedimenti che di con­tinuo si adottano contro di noi». La marineria di Manfredonia, una delle più numerose del mare Adriatico con le circa 200 motopesche superstiti delle circa 600 in attività fino a qualche anno fa, è fortemente protagonista della battaglia per ima «pesca più ragionevole». Ha fatto da catalizzatore delle altre marinerie presenti a Bari in massa. Sono arrivate anche dalla Calabria. Il problema è comune, ed è co­stituito dalla normativa imposta dalla Co­munità Europea basata essenzialmente sul­ e modalità di pesca praticate nei mari del nord che sono assolutamente differenti da quelle tradizionalmente esercitate dai pe­scatori dell’Adriatico, che notoriamente ha caratteristiche morfologiche particolari che ovviamente si ripercuotono sulla fauna e dunque sui pescatori che devono adeguare la propria attività alle caratteristiche dei pesci. Di qui lo «scontro» con i pattugliatori delle Capitanerie di porto che battono la costa adriatica meridionale. Ora pare si siano spostati, su segnalazione dei pesca­tori pugliesi, anche sulla costa settentrio­nale.

I pescherecci sono ormeggiati in fila lun­go i moli di levante, tramontana e di po­nente. Non riprenderanno il mare fino a quando non sarà fatta chiarezza sulle ri­vendicazioni della categoria. Per il 24 ot­tobre è previsto un incontro col ministro Teresa Bellanova, che ha auspicato si svol­ga «in un clima di generale responsabilità». pescatori hanno chiesto di anticipare rin­contro. Il prolungato fermo delle attività di pesca, sta creando uno stato di disagio eco­nomico in tutta la popolazione. Il valore monetario derivante soltanto dalla fase di pesca, si aggira intorno ai 30-40 milioni di euro. Somma che aumenta di parecchio per l’effetto moltiplicatore attraverso i vari pas­saggi di filiera.

Ma la mancanza di pesce provoca anche un effetto moltiplicatore in negativo a piog­gia. Sulla occupazione innanzi tutto. Il mare è un grande riferimento per l’occupazione spesso occulta. La carenza di pe­sce fresco locale favori­sce la penetrazione di quello, per lo più conge­lato, proveniente da altri centri ittici anche esteri. Una circostanza operante peraltro da pa­recchio favorita dalla prolungata (sono ol­tre tre anni) chiusura del mercato ittico che dovrebbe funzionare come garante della igienicità del pescato, catalizzatore delle operazioni commerciali col giusto prezzo del prodotto, la regolamentazione di un set­tore ridotto a «un fai da te» che significa anarchia, confusione, incertezza. Non è dunque solo questione di regolamenti UE: il settore della pesca va ripensato e ristrut­turato in tutte le sue scansioni di filiera per il vantaggio di tutti, operatori e avventori.

Michele Apollonio

Pubblicato in Ambiente

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16 Gennaio 2020 - 11:10:54

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