Articoli filtrati per data: Giovedì, 17 Ottobre 2019 - Rete Gargano

Dopo i recenti fatti di cronaca, questo pomeriggio si è riunito a Vieste il Comitato provinciale per la sicurezza e l'ordine pubblico. Nel Sala Giunta del Municipio si sono incontrati il Prefetto  di Foggia Raffaele Grassi ed i vertici delle Forze dell'Ordine provinciali, presente il sindaco Giuseppe Nobiletti. Prima della riunione, incontrando la stampa il Prefetto Grassi ha spiegato il perché della sua presenza in città: “Sono qui perché ritengo fosse un atto dovuto quello di venire a Vieste a sostenere l'azione della comunità e degli investigatori che, sono convinto, faranno un buon lavoro per assicurare i responsabili alla giustizia. Noi possiamo svolgere un'attività di prevenzione sempre più appuntita con azioni di controllo del territorio rinforzate. Ecco perché oggi sono qui per sostenere appunto il sindaco in questa attività”.  Il sindaco Nobiletti ha ribadito come il recente evento criminosoè stato l'episodio più brutto da quando amministro questa città, potevano esserci dei bambini e ritrovarci con una San Marco due”. Da qui la richiesta allo Stato “di dare risposte concrete perchè uscire di casa ed avere anche solo il timore che possa accadere qualcosa del genere non è una sensazione che né i viestani né turisti  dovrebbero mai provare".

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L’Amministrazione Comunale, volendo condividere con la cittadinanza un lieto periodo natalizio, intende programmare, anche quest’anno, alcuni eventi finalizzati all’ animazione della città attraverso la realizzazione delle “Vie dei Presepi” e dei “Mercatini di Natale”. A tal fine l’Assessore alle Attività Produttive, Rossella Falcone, ha programmato due incontri presso la Sala Consiliare del Palazzo Comunale:

- venerdì 18 ottobre alle ore 11,00, i cittadini, gli artigiani, le Associazioni culturali e chiunque fosse interessato ad allestire le più svariate creazioni artistiche sulla natività, secondo un itinerario che interesserà il centro storico cittadino;

- lunedì 21ottobre alle ore 11,00, gli artigiani, hobbisti, associazioni e commercianti interessati alla partecipazione ai Mercatini di Natale, al fine di condividere le proposte e i criteri dell’organizzazione.

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Torna la Guida ai ristoranti dell'Espresso con la sua edizione 2020. Per la quarantaduesima pubblicazione della storia di questa guida tornano a essere consigliati i migliori locali d'Italia, contrassegnati dall'oramai famosa legenda dei cappelli. Da cinque a uno, con le menzioni esterne alla classica dei senza voto - semplicemente dei locali consigliati dagli ispettori -, ogni posizione ha un suo specifico significato. 1 cappelli significa una buona cucina, 2 cappelli una Cucina di qualità e di ricerca, mentre i 3 cappelli simboleggiano una cucina ottima. Salendo nell'empireo, i 4 cappelli una cucina eccellente, e i 5 cappelli, com'è ovvio, il meglio in assoluto. Dallo scorso anno, sono stati inoltre introdotti i Cappelli d'oro, ovvero i Nuovi classici della cucina italiana. Il Ristorante Capriccio di Vieste si conferma. Ma questo non è una novità. Leo Vescera, da decenni, frutto anche di esperienze internazionali, ha sposato la buona qualità, diventando vero strumento di comunicazione non solo per il suo ristorante. La considerazione, purtroppo impietosa, è dove sono gli altri ristoranti del nostro Gargano, non tutti per fortuna. Sono pochi quelli citati e segnalati dalle varie guide enogastronomiche in proporzione al loro numero. Sono, invece, ancora in tanti, troppi, ad essersi impantanati in luoghi comuni. Dove conta solo il numero, la quantità. Mentre la buona cucina è strarisaputo che è serio veicolo di promozione turistica. Turismo e accoglienza: della serie l’ospite che viene accontentato al di là delle situazioni normali. Credere che aprire un ristorante sia una cosa semplice e banale è il perfetto delitto. La cucina è una seria questione culturale. E questo è un altro serio problema che investe non solo Vieste ma l’intero Gargano. Quando ancora per digerirlo?

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La Guardia di Finanza ha arrestato, ponendoli ai domiciliari, l'ex parlamentare dell'Udc Angelo Cera di 67 anni e il figlio Napoleone, di 39 anni, consigliere regionale pugliese dei Popolari. L'accusa è tentata concussione.
    Napoleone Cera è indagato insieme al governatore Michele Emiliano e l'assessore regionale al Welfare Salvato Ruggeri nell'inchiesta legata alla nomina del Commissario dell'Azienda per i Servizi alla Persona "Castriota e Corropoli" di Chieuti, in provincia di Foggia.

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Entra nel vivoParchirifiutifree, la campagna di Legambiente e Parco Nazionale del Gargano che farà tappa in 17 comuni dell’area protetta per sensibilizzare cittadini e amministrazioni sulle buone pratiche di raccolta dei rifiuti e per contrastare le cattive abitudini che influiscono sulla perdita di biodiversità.

Per definire le aree specifiche su cui intervenire, Il Parco Nazionale del Gargano ha convocato per venerdì 18 ottobre alle 10.30 presso l’aula consiliare dell’Ente, una riunione operativa alla quale parteciperanno Pasquale Pazienza; Presidente del Parco Nazionale del Gargano; Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia; Nicola Gatta, Presidente della Provincia di Foggia;Claudio Angeloro, comandante reparto Carabinieri biodiversità Foresta Umbra;Rocco di Brina, Presidente della Comunità del Parco Nazionale del Gargano; Biagio Di Iasio, Presidente del GAL Gargano; Giovanni Terrenzio, Presidente del Consorzio di Bonifica Montana del Gargano e i sindaci dei comuni interessati (Apricena, Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant'Angelo, Peschici, Rignano, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Sannicandro Garganico, Serracapriola, Vico e Vieste).

Le attività di pulizia saranno aperte a tutti quei cittadini desiderosi di dare una forte risposta, in termini di prevenzione e repressione, all’illegalità diffusa connessa all’abbandono di rifiuti speciali, ingombranti o pericolosi in luoghi di inestimabile valore trasformati in discariche a cielo aperto.

Secondo l’indagine Park litter 2019 di Legambiente, che ha preso in esame 87 parchi italiani (nazionali e regionali), è la plastica il principale nemico (71,8% dei rifiuti raccolti - 16.526), seguita da mozziconi di sigarette (37% - 23.003), carta (13,5% - 3.101) e metallo (5,7% - 1.308).Dal report Buone & Cattive Acque, sempre di Legambiente, emerge invece che le maggiori criticità sono concentrate sui litorali e nelle lagune di Lesina e Varano, dove reti plastiche per la mitilicoltura e residui plastici dell’agricoltura si accumulano nel tempo per poi essere bruciati. Numerose sono inoltre le segnalazioni dei cittadini che rilevano rifiuti sparsi impropriamente in aree urbane ed extraurbane. Con strumenti di prevenzione e azioni di cittadinanza attiva, Parchirifiutifreeintende contrastare tutto questo.

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            Domani venerdì 18 ottobre si terrà a Bari l'Assemblea Generale dell'Associazione Europea delle Vie Francigene (Aevf).

            L' appuntamento associativo riunisce i rappresentanti dei quattro Paesi attraversati dall'itinerario europeo: Inghilterra, Francia, Svizzera, Italia.

            All'incontro prenderà parte anche il sindaco di Canterbury, Robert Thomas, città km zero della Francigena. Per la Regione parteciperanno l’assessore al Turismo e Cultura, Loredana Capone e il direttore del dipartimento Cultura, Aldo Patruno, è annunciato un saluto del presidente Michele Emiliano.

            L’assemblea, che si svolge la settimana successiva alla conferenza internazionale “Via Francigena: via per Roma, via per Santiago, via per Gerusalemme”, organizzata sempre in Puglia in collaborazione con Regione e Università di Bari, potrà discutere e ratificare il percorso da Roma a Brindisi e Santa Maria di Leuca in ottica di estensione della certificazione della Via Francigena nel Sud ad Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa.

            L'assemblea generale si svolgerà a partire dalle ore 15.00 di domani venerdì 18 ottobre, nel Padiglione 152 – Regione Puglia, Fiera del Levante, Lungomare Starita 4 di Bari.

            Tra i punti che verranno discussi all'ordine del giorno: la valutazione triennale del Consiglio d'Europa sulla Via Francigena e l’operato dell’AEVF, l'aggiornamento sullo studio di fattibilità - framework - per la candidatura dell'itinerario a patrimonio UNESCO, le progettualità e l’animazione sul percorso europeo, la presentazione dell’itinerario della Via Francigena nel Sud.

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Quando Antonio Genovesi inizia le sue lezioni dalla cattedra di economia nel 1754, Gaetano Filangieri ha appena un anno.

Nella sua pur breve vita – morirà nel 1788 – Filangieri, discendente dei nobili principi di Arianello, esprime una critica serrata e radicale al sistema feudale nell'opera a cui ha dedicato la vita intera: la “Scienza della legislazione”, divisa in sette tomi di cui cinque pubblicati. In questa immensa opera affronta le tematiche amministrative, tributarie, finanziarie, imprescindibili e irrimandabili per avviare un sistema di riforme che dia vigore alla spenta economia dello Stato, spazio alle produzioni e al loro commercio, benessere, diritti e felicità alle popolazioni rurali, affrancandole da pesi e vincoli feudali antistorici e da privilegi ecclesiastici.

Il testo di Filangieri non affronta solo le leggi economiche, finanziarie e politiche che devono porsi alla base di una società nuova, più equa e giusta, ma mette in particolare rilievo i temi dell'educazione e dell'istruzione, fattori che Filangieri ritiene vitali e primari per promuovere in uno stato moderno un effettivo progresso e una fondata civilizzazione delle disagiate e martoriate plebi rurali.

Com'era del tutto prevedibile, in un'epoca di forti contrasti, tra tensioni illuministiche e resistenze baronali, le tematiche affrontate e le riforme proposte sono da un lato accolte in tutta Europa con un consenso vastissimo e, dall'altro, avversate e contrastate con aspre critiche provenienti per lo più dagli ambienti più retrivi e conservatori dello stesso Regno di Napoli.

Ciò non impedirà a Filangieri, nel 1787, ultimo anno della sua breve e intensa vita, di essere chiamato dal ministro borbonico inglese John Acton – preferito della regina Maria Carolina – a far parte del Supremo consiglio delle Finanze, dove lavorerà alacremente a tradurre in realtà le idee professate, fianco a fianco con Giuseppe Maria Galanti, Domenico Grimaldi, Melchiorre Delfico e Giuseppe Palmieri.

Con Filangieri, dunque, ben diversamente dal Genovesi, i problemi economici e politici che bloccano la società e otturano l'economia sono tutti sviscerati, messi a nudo con estrema chiarezza, spiegati e illustrati nei dettagli, senza compromessi, senza tema di affrontare inimicizie potenti, nella più totale fiducia che i tempi siano maturi per un cambiamento che gli sovrani illuminati, Maria Carolina e Ferdinando IV di Borbone, auspicano per contrastare la protervia baronale.

Nel sistema di riforme proposto da Filangieri non esistono spiragli per anacronistiche e inopportune salvaguardie di abusi feudali e di privilegi ecclesiastici: il processo di sviluppo dell'economia, le tappe della civilizzazione del corpo sociale, il benessere e la felicità delle popolazioni passano ineluttabilmente attraverso l'abolizione di leggi, usi, consuetudini, mentalità che hanno permesso la divisione netta, classista e razzista, della società tra proprietari e non proprietari («mercenari»):

«Per la disgrazia comune dell'Europa, per un difetto enorme di legislazione, la classe de' proprietari non è che un infinitamente picciolo, relativamente a quella de' mercenari. Ora da questa sproporzione deriva il difetto della sussistenza nella maggior parte de' cittadini, che sono quelli che compongono la classe de' mercenari [...] Ecco la causa della miseria nella maggior parte, ecco il difetto della sussistenza nella classe de' non proprietari...»

D'altronde, come può esserci progresso tecnico, sviluppo economico, aumento della produzione agricola, libero mercato, frazionamento dei latifondi e proprietà contadina, capacità d'investimento dei contadini con relativo benessere, se la proprietà terriera è nelle mani «d'un beneficiato, che non può avere alcun interesse nel migliorare un fondo che non può trasmettere ad alcuno, né a seminare o piantare per una posterità che non gli appartiene?»

Feroce l'attacco frontale di Filangieri ai poteri giurisdizionali dei baroni amministratori di feudi, che ancora affidavano vergognosamente la giustizia a magistrati da loro scelti e – appunto per questo – alle loro strette dipendenze. Questo genere di giudice è definito senz'appello «un miserabile e vile mercenario del barone» da Filangieri, che andando avanti nel giudizio impietoso delinea sempre più chiaramente questa figura come quella che ha il solo interesse di «profittare, quando più si può, della sua carica, ed aderire ciecamente a' capricci del barone... »

Nel 1788 Filangieri scriverà il celebre «Parere presentato al Re sulla proposizione di un affitto sessennale del così detto Tavoliere di Puglia». Sin dalle prime pagine l'economista manifesta apertamente, destando lo sconforto di Delfico e Galanti propensi per la definitiva assegnazione delle terre ai locati, di essere favorevole all'affitto sessennale, perché convinto che negli Stati in cui «vecchi mali ed antichi errori opprimono il popolo», le novità per riuscire utili ed eseguibili non possono essere disgiunte da un sistema complessivo che abbia piena cognizione dell'origine dei «mali» stessi. Perciò – secondo Filangieri – le sole proposte possibili in relazione al Tavoliere, percorribili senza correre rischi ed andare incontro a mille incognite, «si riducono a quelle poche operazioni le quali, senza spezzare e scomporre l'erronea catena, né ingentiliscono soltanto alcuni anelli». E' in quest'ottica prudente che si configura la sua proposta a sostegno dell' affitto sessennale.

Non che in Filangieri esistano aperture alla tutela degli eccessi feudali e alle concessioni ecclesiastiche, è che Filangieri vede i passaggi del processo di sviluppo economico e le fasi della civilizzazione delle plebi rurali attraverso un sistema complessivo e organico di riforme e non tramite singoli interventi decontestualizzati.

Filangieri, tuttavia, rimarrà sempre più convinto che le terre del Tavoliere in mano a pochi «beneficiati» siano la vera causa della miseria dei non proprietari «mercenari» e dello spopolamento della Daunia.

Lo storico Raffaele Colapietra interpreta il parere di Filangieri come l'unica soluzione possibile per un passaggio che dall'affitto sessennale avrebbe portato il locato alla definitiva enfiteusi perpetua, senza correre il rischio della «paventata possibilità che della censuazione beneficiassero i soli pugliesi, e peggio ancora, i soli capitalisti, con la dannosa esclusione degli abruzzesi».

Articolo tratto dal testo "LA CAPITANATA AL CREPUSCOLO DEL SETTECENTO",  su AMAZON con disponibilità immediata: https://www.amazon.it/dp/1724167871/ref=cm_sw_r_fa_dp_U_3RBUBbG11RD78

Michele Eugenio Di Carlo

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Il 4 Luglio 1579 all'Ill.mo e Università.

L'Università di Rodi del Monte Gargano della provincia di Capitanata umilmente fa intendere qualmente a V s loro come la sua maggior parte entrata e dei suoi cittadini che vive per gli agrumi ,citrangoli,limoncelle ed altro quali si sogliono smaltire nele parti di Venezia a coloro che vengono e navigano in quei luoghi e con il ricavato che si ricava quelli sogliono pagare i regii pagamenti fiscali e le altre imposizioni e soccorere altri molti bisogni e vassazioni e soddisfare gli altri bisogni suoi e come che negli anni prossimi passati per il morbo contagioso quello che nostro Signore perso a divina grazia lungi discaccia ,gli è stata proibita la pratica di quei luoghi e di quelli genti e puoi gli alberi che detti frutti ed agrumi hanno patito di gelate ed altro che sono guastati e non potendo detta Università riuscire a pagare i dovuti pagamenti fiscali per riaparare ai sui bisogni supplica V.E pertanto sia fatta fargli grazia edel suo beneplacito e assenso perchè possa per anni sei imporre una gabella sopra il pane di tre cavalli per rotulo acciò che con il ricavato di essa possa compiere tutti i bisogni predetti che si avranno a grazia così sia.

Copiata in servizio.

Segue firma funzionario della regia Camera non leggibile.

Giuseppe Laganella

1° parte.

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Dopo i recenti fatti di cronaca, a Vieste si riunisce il Comitato provinciale per la sicurezza e l'ordine pubblico. L'appuntamento è fissato per le ore 16  di oggi giovedì 17 ottobre presso l'aula consiliare del Comune di Vieste alla presenza del Prefetto  di Foggia Raffaele Grassi e dei vertici delle Forze dell'Ordine. Il sindaco, Giuseppe Nobiletti chiederà l'immediato rafforzamento dei dispositivi di controllo del territorio.

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Malgrado ripetute campagne di scavo, non è stato ancora possibile stabilire dove esattamente sorgesse Yria. Questa antica città del Gargano, la cui esistenza è confermata da Strabone, Tolomeo, Plinio il Vecchio e Dionigi il Periegeta, e che forse era stata fondata dai Dauni – benché altri la vogliano fondata da Idomeno, re di Creta profugo della Locri greca – toccò l’apice della prosperità in era preromana, come testimoniato da alcune monete recanti l’iscrizione in greco YPIA o YPIATΩN o, abbreviato, YP. Yria scomparve misteriosamente, inghiottita in età imperiale dalle acque del Lago Varano. La sua collocazione, si diceva,  rimane un’incognita. La tradizione storiografica identifica Yria con Vieste o con Rodi, ma recenti e più affidabili studi la collocano sul versante occidentale del Lago di Varano, che nell’antichità era universalmente conosciuto come Sinus Urianum (l’immagine ritrae in primo piano la riva del Varano dove forse sorgeva la città ; sulla riva opposta s’intravede Carpino). Quale la ragione di quella tragica e repentina fine? Leggende locali parlano di una città popolata da gente peccaminosa e violenta che Dio volle punire con un diluvio. Più credibile è che, come affermano altri, Yria sia stata sommersa dalle acque del lago per effetto di un sisma. Così fosse, però, tracce della città sarebbero state rinvenute sul fondo del Varano. Invece nulla. Allora i casi sono due : o il posto di Yria era altrove – per esempio Vieste o Rodi, come sopra detto – oppure essa sorgeva sulla riva occidentale del Varano, ma non scomparve a causa di un terremoto… Bisognerebbe allora pensare a qualche altro più radicale evento naturale, come ad esempio uno sprofondamento del suolo che abbia interessato anche l’area su cui la città sorgeva…. Nei territori carsici come la Puglia, le doline sono frequenti. Si tratta di buchi di forma grosso modo circolare che si aprono improvvisamente nel terreno e che sono prodotti dal collasso di uno strato superficiale di roccia. Spesso a determinare questi collassi è l’erosione prodotta dallo scorrere di un fiume sotterraneo che nei millenni scava caverne via via più grandi. Quando il tetto della spelonca oltrepassa il limite di resistenza, crolla dando vita ad una dolina. Nel caso di Yria, potrebbe essere andata così: Si apre un vuoto gigantesco che risucchia la città e nella voragine si riversano le acque del Varano. Infine, il depositarsi di fango e sassi sul fondo della voragine cancella ogni traccia di Yria. Quindi, anche scandagliare i fondali del più grande lago costiero d’Italia non basterebbe a restituire gli avanzi della città perduta. E il mistero di Yria resta inviolato.

quotidianofoggia

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