Articoli filtrati per data: Venerdì, 18 Ottobre 2019 - Rete Gargano

L’Ipssar “Enrico Mattei” ha organizzato una serie di incontri sulla sclerosi multipla. Primo appuntamento sabato mattina 19 ottobre presso la sede dell’Istituto: si parlerà di alimentazione, movimento e mente, a cura dalla Sezione provinciale Aism di Foggia. Dopo i saluti del dirigente scolastico, Ettorina Tribò, e del sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti, seguiranno gli interventi di Daniela Cataldo, presidente del Coordinamento di Puglia-Aism, di Massimo Selmi presidente  Sezione provinciale di Foggia-Aism, del neuro immunologo Luca Battistini vice direttore scientifico IRCCS-Fondazione Santa Lucia di Roma. Presso al sala convegni dell’Hotel Falcone alle 16,30 si svolgerà un laboratorio esperienziale di “tango”. Infine domenica 20 ottobre, dalle 10,30, nella stessa location, si parlerà di “Spazio… mentale, viaggio nello spazio della nostra mente, con il giornalista e poeta Nino Abate.

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In arrivo 700 mila comunicazioni di Agenzia delle entrate-Riscossione in risposta ai contribuenti che hanno chiesto di aderire ai provvedimenti di definizione agevolata delle cartelle. Le lettere sono rivolte a tutti coloro che hanno presentato la domanda per il “saldo e stralcio”, ma anche i “ritardatari” della “rottamazione-ter”, cioè chi ha mancato l’appuntamento entro la scadenza iniziale del 30 aprile scorso e ha usufruito della riapertura dei termini fino al 31 luglio 2019. Le comunicazioni, che informano gli interessati sull’esito della richiesta con l’indicazione dell’importo dovuto e delle modalità di pagamento, sono trasmesse da Agenzia delle entrate-Riscossione tramite Pec ai contribuenti che in fase di adesione hanno indicato un indirizzo di posta elettronica certificata, mentre a tutti gli altri mediante lettera raccomandata. L’invio sarà completato, come previsto dalla legge, entro il prossimo 31 ottobre.

Vediamo i numeri nel dettaglio. Complessivamente si tratta di circa 690 mila “Comunicazioni delle somme dovute” di cui poco più di 380 mila relative alle domande di “saldo e stralcio” e quasi 310 mila alle richieste di “rottamazione-ter” nella fase di riapertura dei termini. In precedenza, entro il termine del 30 giugno 2019 previsto dalla legge, Agenzia delle entrate-Riscossione ha inviato circa un 1 milione 400 mila comunicazioni ai contribuenti che hanno aderito alla “rottamazione-ter” entro il termine del 30 aprile.

Rientrano nel “saldo e stralcio” (Legge n. 145/2018) i contribuenti persone fisiche che versano in una situazione di grave e comprovata difficoltà economica (ISEE del nucleo familiare inferiore a 20 mila euro). Per questa tipologia di agevolazione è previsto il pagamento nella misura che varia dal 16 al 35% dell’importo dovuto, già scontato di sanzioni e interessi. La “rottamazione-ter” (Decreto Legge n. 119/2018) prevede invece l’annullamento esclusivamente delle sanzioni e degli interessi di mora.

LE TIPOLOGIE DI COMUNICAZIONE. Agenzia delle entrate-Riscossione ha predisposto due tipologie di comunicazione: la “Comunicazione delle somme dovute relativa alla definizione per estinzione dei debiti” in risposta alle dichiarazioni presentate per il “saldo e stralcio” e la “Comunicazione delle somme dovute per la definizione agevolata” in risposta alle domande di adesione alla “rottamazione-ter” nella fase di riapertura. 

In particolare, nella prima sono indicati per tutte le cartelle, sia gli importi dovuti per il “saldo e stralcio” sia quelli esclusi da tale misura agevolativa (perché non sussistono i requisiti di grave e comprovata difficoltà economica o perché i tributi non rientrano nell’ambito applicativo del “saldo e stralcio”) e ricondotti, come previsto dalla legge, nell’ambito della “rottamazione-ter”.

Per ciascuna delle due tipologie di comunicazioni, sono previste 5 differenti lettere. La prima AT (Accoglimento totale della richiesta) comunica che tutti i debiti contenuti nella dichiarazione di adesione presentata sono definibili e riporta il calcolo di quanto dovuto; AP (Accoglimento parziale della richiesta) riguarda quei contribuenti che hanno una parte degli importi da pagare in forma agevolata ma anche debiti non “rottamabili”; il terzo caso-tipo (identificabile con le lettere AD) è riservato alle adesioni con tutti i debiti definibili per i quali nessun importo risulta dovuto; ancora, un quarto tipo (AX) si riferisce ai contribuenti che hanno una parte degli importi definibili per i quali non devono pagare nulla, mentre hanno un debito residuo da pagare per debiti non “rottamabili". Infine, la tipologia RI che riguarda le adesioni alla “rottamazione-ter” o al “saldo e stralcio” che vengono rigettate in quanto i debiti indicati nella dichiarazione non rientrano in nessuno dei due istituti e quindi l’importo deve essere pagato senza agevolazioni.

Nel caso in cui il contribuente abbia presentato più di una dichiarazione di adesione, l’Agente della riscossione invierà, per ciascuna, una specifica lettera.

La Comunicazione contiene inoltre i bollettini di pagamento in base alla scelta effettuata in fase di adesione (per il saldo e stralcio fino a 5 rate in tre anni, per la “rottamazione-ter” fino a 17 rate in cinque anni). La scadenza della prima rata è fissata dalla legge al 30 novembre 2019, che cadendo di sabato slitta a lunedì 2 dicembre. Se il piano di dilazione prevede più di 10 rate, la Comunicazione di ottobre conterrà i primi 10 bollettini di pagamento mentre i rimanenti saranno inviati successivamente, prima della scadenza dell’undicesima rata. Per maggiori informazioni consultare il portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it.

COME PAGARE. È possibile pagare presso la propria banca, agli sportelli bancomat (ATM) abilitati ai servizi di pagamento Cbill, con il proprio internet banking, agli uffici postali, nei tabaccai aderenti a Banca 5 SpA e tramite i circuiti Sisal e Lottomatica, sul portale di Agenzia delle entrate-Riscossione e con l'App Equiclick tramite la piattaforma pagoPA e infine, direttamente agli sportelli. Inoltre, le somme dovute potranno essere versate anche mediante compensazione con i crediti commerciali non prescritti, certi liquidi ed esigibili maturati per somministrazioni, forniture, appalti e servizi nei confronti della Pubblica Amministrazione. Per avvalersi del servizio di addebito diretto su conto corrente, è necessario presentare la richiesta di attivazione del mandato alla banca del titolare del conto almeno 20 giorni prima della scadenza della rata, nel rispetto delle procedure e degli adempimenti previsti dal sistema interbancario. Per esempio, per la scadenza del 30 novembre 2019, il servizio andrà richiesto entro il 10 novembre. Oltre tale data, l‘addebito diretto sul conto corrente sarà attivo dalla rata successiva e, di conseguenza, il pagamento del 30 novembre 2019 dovrà essere eseguito con una delle altre modalità. Si ricorda che il mancato o insufficiente o tardivo versamento (oltre la tolleranza di cinque giorni prevista per legge) anche di una sola rata determina l’inefficacia della definizione agevolata.

Sarà inoltre possibile effettuare il pagamento anche solo per alcuni dei carichi compresi nella dichiarazione di adesione. In questo caso, a partire dal mese di novembre sarà disponibile un servizio sul portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it per scaricare i relativi bollettini da utilizzare per il versamento. Per i carichi esclusi dal pagamento, invece, la definizione non produrrà effetti e Agenzia delle entrate-Riscossione dovrà riprendere le attività di recupero.

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Venerdì, 18 Ottobre 2019 15:22

Vico/ DADA: la ricetta della felicità!”

Giornata da ricordare quella del 16 ottobre all’IC Manicone Fiorentino … Voci colori suoni sorrisi, in una parola bambini! Bambini entusiasti e coinvolti nella nuova scuola DADA, che li vede partecipi e attivi in un percorso che rinnova, innova e rivoluziona il fare scuola.
Scuola in movimento, non solo fisico, ma soprattutto culturale che, come una sorta di rivoluzione copernicana vede i bambini davvero al centro dell’azione didattica, attori protagonisti del proprio imparare sperimentando nella relazione educativa, con gli adulti e i pari, l’umanità, “la scuola è per i bambini e non il contrario”.
Significativo l’avvio della manifestazione, Dall’introduzione del Dirigente all’inno d’Italia suonato dall’orchestra scolastica e cantato dalla maestra Franca Cerulli e da tutti gli alunni, e poi gli altri brani musicali che hanno anticipato la canzone di  L. Bassanese, magicamente interpretata dai bambini delle classi DADA, ha  tradotto, emozionando tutti i presenti, il senso dell’IC Manicone Fiorentino nel territorio... “credo in una scuola libera e pensante che ha un grande sogno coltivare cuore e mente...”
Entrare nell’edificio per tutti ha compensato ogni fatica, festa per gli occhi e per il cuore, emozioni per le mani che si sono avvicendate nel rendere più accoglienti gli ambienti di apprendimento.
Effervescenza/gioia/dinamismo, la colonna sonora dei momenti che hanno caratterizzato l’avvio dell’anno scolastico.
Gli interventi degli ospiti, dal Presidente del Parco al Colonnello Angeloro,  dalla prof. Lopez dell’Università di Foggia al Dirigente Fattorini fondatore e coordinatore delle scuole DADA, dalla maestra Franca Cerulli alla Dirigente Episcopo dell’USR di Foggia, hanno ulteriormente arricchito, con contenuti di alto livello culturale, una grande giornata di scuola che ha visto partecipare genitori e cittadini curiosi, apprezzamento per il lavoro svolto e incoraggiamento a andare avanti e oltre, nella realizzazione della scuola del futuro.
E da oggi, ancora più convintamente, si mette in pratica “la ricetta della felicità!”

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Si terrà martedì 22 ottobre 2019, la prossima conferenza con il Centro di ricerca e documentazione – Storia Capitanata di San Severo. Francesco Barra, docente dell’Università di Salerno, presenta il libro “La guerra per il Mezzogiorno. Italiani, borbonici e briganti (1860 – 1870)” di Carmine Pinto (edizioni Laterza). L’incontro avrà luogo alle ore 18 presso la Biblioteca comunale “Minuziano” di San Severo, in Largo Sanità.

Frutto di un decennale lavoro di ricerca condotto presso gli archivi civili e militari d’Italia, il lavoro di Pinto, docente di Storia contemporanea all’Università di Salerno, si caratterizza per la rigorosa analisi e la documentata ricostruzione storico-critica del brigantaggio meridionale post-unitario. La guerra per il Mezzogiorno concluse la crisi del Regno delle Due Sicilie, determinò il successo dell’unificazione italiana e marcò la complicata partecipazione del Mezzogiorno alla nazione risorgimentale. Iniziò nel settembre del 1860, dopo il successo della rivoluzione unitaria e garibaldina, e si protrasse per un decennio, mobilitando re e generali, politici e vescovi, soldati e briganti, intellettuali e artisti.

Non fu uno scontro locale, perché coinvolse attori politici e militari di tutta la penisola e d’Europa, ma non fu neppure una guerra tradizionale: i briganti, le truppe regolari italiane, i volontari meridionali si sfidarono nelle valli e nelle montagne in una guerriglia sanguinosa, del tutto priva dei fasti risorgimentali. Si mescolarono la competizione politico-ideologica tra il movimento nazionale italiano e l’autonomismo borbonico; l’antico conflitto civile tra liberalismo costituzionale e assolutismo; la lotta intestina tra gruppi di potere, fazioni locali, interessi sociali che avevano frammentato le città e le campagne meridionali. Questo libro, per la novità di materiali e documenti usati e per la vastità delle ricerche compiute, offre una prospettiva sulla guerra di brigantaggio che innova interpretazioni fino a oggi date per acquisite. La conferenza, alla quale sarà presente anche l’autore, è organizzata dal CRD in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Città di San Severo.

Carmine Pinto è professore ordinario di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Salerno. Si è occupato di storia politica dell'Italia repubblicana e si interessa della guerra e dei conflitti civili nella formazione degli stati nazionali mediterranei e latino americani nell’Ottocento. La storia della guerra, della mobilitazione e della violenza politica nel Mezzogiorno italiano è attualmente al centro del suo lavoro di ricerca. È membro di numerosi comitati scientifici, di organismi accademici e di redazioni di riviste. Una categoria, quella di “guerra civile”, che consente allo studioso di evidenziare la complessità sociale, politica e culturale di un fenomeno storico interpretato, di sovente, con gli occhiali del presente, in chiave esclusivamente ideologico-politica.

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“Non abbiamo mai difeso l’indifendibile, né mai lo faremo, ma quanto sta accadendo da tempo in Puglia ha dell’inverosimile. L’inchiesta della magistratura, che ha portato all’arresto di Angelo e Napoleone Cera, sta facendo emergere un diffuso sistema clientelare, di cui avrebbe dovuto essere vittima anche il Consorzio per la bonifica della Capitanata, un’eccellenza a livello internazionale ed i cui vertici, di fronte al ricatto della malapolitica, hanno saputo mantenere la schiena diritta: hanno detto no ad alcune assunzioni pilotate, nonostante il ricatto  di vedere trasferite le funzioni principali del Consorzio ad altro ente. Al PresidenteGiuseppe De Filippo, al Direttore GeneraleFrancesco Santoro ed al DirigenteLuigi Nardella, va il grazie di un sistema, di cui sono, oggi ancora di più, un orgoglio nazionale.”

E’ questo il primo commento di Francesco VincenziPresidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e della Acque Irrigue (ANBI), all’inchiesta della Procura di Foggia.

“L’azione della magistratura – prosegue Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI - conferma che avevamo visto giusto nel denunciare il tentativo di sostituire l’autogoverno dei Consorzi di bonifica con gli interessi di una società di capitali; va infatti sempre ricordato che, aldilà di qualsiasi facile congettura sull’efficienza del servizio, scopo di tali aziende è l’utile d’impresa per remunerare i soci; ben diverso è l’atteggiamento dei Consorzi di bonifica che, applicando il principio della sussidiarietà, privilegiano il servizio al territorio, il cui unico scopo, in un quadro di semplice equilibrio economico, è favorire lo sviluppo dell’agricoltura, salvaguardando il reddito delle imprese. E’ questa la cornice, nella quale collocare il Mezzogiorno, dove ambiente, agroalimentare, cultura devono essere asset di sviluppo economico ed occupazionale.”

“Cogliamo l’occasione – aggiunge il Presidente di ANBI - per ribadire la necessità di riportare, al più presto, all’ordinaria amministrazione democratica, i 4 Consorzi di bonifica commissariati da anni e la cui gestione economica venne definitivamente minata da una mal interpretata funzione della politica che, all’epoca della Giunta del Presidente, Fitto, volle sostituirsi all’autogoverno degli enti consortili, abolendo i contributi di bonifica; il mancato rispetto degli impegni assunti, addirittura aggravato da parziali provvedimenti riparatori assunti nelle legislature successive, ha condannato alcuni degli enti consortili al dissesto dei bilanci, cui bisogna ora dare soluzione in un’ottica di riforma e rilancio del settore nel rispetto dell’Accordo Stato-Regioni del 2008.”

“La trasparenza gestionale, di cui i Consorzi di bonifica sono esempio, ogni qual volta possono applicare  i principi di autogoverno e sussidiarietà – conclude Gargano - deve essere patrimonio di un Paese, che non vuole arrendersi e che deve avere, come perno economico centrale, la valorizzazione del territorio, delle sue eccellenze, del reddito delle imprese e dell’occupazione.”

 

 

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Il progetto promosso dagli editori italiani (Aie), in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, è in perfetta attuazione del principio costituzionale della sussidiarietà orizzontale, che vede il settore privato cooperare con il pubblico e con i cittadini per attività di interesse generale e nella fattispecie, stimolare la domanda di lettura ed arricchire ed aggiornare le biblioteche scolastiche. L’Istituto comprensivo coglie, anche quest’anno, questa opportunità per sostenere il valore educativo e creativo della lettura.

Sono ben 15.253 le scuole italiane di ogni ordine e grado che partecipano al progetto, pari a circa 140.000 classi e 3 milioni di alunni.

L’iniziativa coinvolge ancora una volta anche i campi di calcio: Lega Serie A e Lega B tornano infatti a sostenere la nuova edizione della mobilitazione nazionale AIE, coinvolgendo come testimonial i calciatori.

Gli editori aderenti all’iniziativa, successivamente, destineranno alle biblioteche scolastiche un numero di libri in misura pari alla donazione calcolata su base nazionale.

Tutti i cittadini sono invitati a donare un libro alle biblioteche dei plessi della scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “Rodari-Alighieri-Spalatro” di Vieste, da sabato 19 ottobre a domenica 27 ottobre 2019.

La campagna per la raccolta di libri donati prevede il gemellaggio delle scuole con le librerie. L’Istituto Comprensivo di Vieste è convenzionato con la Cartolibreria Disanti, dove sarà possibile acquistare un libro, lasciare una dedica, indicare il plesso a cui è destinato e ricevere un simpatico gadget.

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Tentativo di analisi su quanto avvenuto a Manfredonia. Le perverse alleanze tra politica, Economia ed elettorato: un sistema infetto.

Per comprendere il sistema di corruzione che si è venuto a creare in questi ultimi anni sul nostro territorio garganico e in Capitanata bisogna cercare di comprendere alcuni meccanismi che lo hanno favorito e lo stanno continuamente alimentando. Penso che si sia venuto a creare una sorta di circuito vizioso che ha visto implicati i tre soggetti di potere che tra di loro hanno stipulato, magari senza aver elaborato un pensiero logico, come una “perversa alleanza” di sistema. Si tratta del potere economico, di quello politico e, per ultimo, di quello elettorale dei singoli cittadini: da una scorretta “alleanza” tra i tre ne è uscito un “sistema malato”, adatto alle “infiltrazioni di stampo mafioso”!

Bisogna partire da una premessa, che riguarda in primis la situazione del “terzo potere”, quello elettorale (forte disoccupazione) e quella del “primo potere”, l’economico (alla ricerca di commesse e fondi pubblici). Vista la grande fame di lavoro che esiste sul territorio, e la situazione diffusa di generale disoccupazione, è logico affermare che da noi oggi il potere “più forte” lo possiede chi è in grado di offrire o proporre possibilità di lavoro. Chi è in grado di offrire lavoro ha a sua volta bisogno di vincere la concorrenza e di accaparrarsi quote di mercato su cui piazzare l’offerta dei propri prodotti o servizi allargando la sfera di interesse. Da qui la necessità di intrattenere col “secondo potere”, quello politico”, e con le istituzioni relazioni particolari e di favore per avere permessi e finanziamenti, per ricevere commesse e vedersi affidare appalti sicuri e redditizi. Nasce così l’alleanza perversa tra il cattivo imprenditore (= potere economico) senza scrupoli e il politico corrotto arrivista e affarista (= potere politico), il quale forse ha tutta una cerchia di amici e parenti da sistemare (= potere elettorale). Questo modo clientelare di fare impresa ha inquinato anche quella parte sana dell’economia locale, costringendo specie i futuri imprenditori ad adottare lo stesso stile per riuscire ad entrare in competizione, ed ha reso debole, per non dire infetto, tutto l’ambito socio-politico. La conclusione è che il sistema risulta inquinato e corrotto: si viene così a formare l’ambiente idoneo entro il quale trovano facile linfa le logiche mafiose. Messo a tacere il bene comune, rimane solo la forza individuale, che ha nell’apparente “più forte” colui che decide ed imposta le scelte in tutti gli ambienti e nelle istituzioni che reggono il territorio.

In cambio di favori clientelari, l’imprenditore corrotto promette al politico dei posti di lavoro che egli potrà usare nelle proprie campagne elettorali. Nasce così la figura del politico colluso il quale pensa che la forza della politica risieda non tanto nei programmi seri e articolati in vista dello sviluppo del territorio e della promozione del bene comune, ma nella quantità di posti che riesce a promettere e far aggiudicare al suo “elettorato”. L’equazione è la seguente: “più posti di lavoro promessi equivale a più voti e più riuscita politica”. In questo modo il meccanismo del consenso viene inquinato: i cittadini esasperati non voteranno coloro che hanno a cuore il bene della collettività, ma quanti hanno il potere di sistemare i propri figli, parenti, e forse anche sé medesimi. Così il circuito dei “tre poteri” si chiude, diventando sempre più infetto ed infettante:

- “io ti do i posti di lavoro e tu mi dai i permessi, le licenze, e le commesse”, dice l’imprenditore.

- “Io vi offro lavoro in cambio di voti”, dice il politico.

- “Io ti offro il mio voto se mi fai lavorare”, dice l’elettore.

Si tratta di un circuito vizioso dove la politica subisce il ricatto di una economia inquinata che campa sulla carenza di lavoro e bisogno di lavoro della cittadinanza.

In una situazione di questo tipo si introduce la malavita organizzata con i suoi affari illegali. La malavita ha bisogno della politica per ricevere autorizzazioni e riconoscimenti, che le permettano di aprire attività, che di facciata sembrano dare lavoro e promuovere il benessere della comunità, tanto che i cittadini ci stanno al ricatto, ma che di fatto costituiscono un sotterfugio per il riciclaggio di denaro sporco, guadagnato altrove con attività criminose, come la prostituzione, il caporalato, il pizzo, l’usura, la vendita di stupefacenti o l’ecomafia.

A questo punto la politica è sotto scacco perché diventa ricattabile. Infatti, non deve più dare conto al popolo, né deve più rispettare i processi democratici previsti per la costruzione del consenso. Essa darà conto solo a poteri criminali che non si fermeranno più davanti a nulla e si sentono e fanno sempre più esigenti: il conto diventa ogni giorno più esoso.

La domanda da porsi è; come è possibile rompere questa alleanza perversa diventata sistema (o come la chiamò Giovanni Paolo II “struttura di peccato”), per poter innescare alleanze positive?

Di fronte a tutto questo la Chiesa si sente impegnata nella formazione di laici onesti e competenti che sappiano dare un volto nuovo non solo alla politica, ma prima ancora a modelli di imprenditorialità, e ad una generale rieducazione al senso civico dei singoli cittadini, che come elettori sono chiamati a dare il proprio consenso, con responsabilità e coscienza matura e non secondo logiche di scambio clientelare e sotto il ricatto della malavita organizzata.

+ p. Franco Moscone crs

Arcivescovo

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Le telecamere della trasmissione di Rai 1 Linea blu torneranno alle Isole Tremiti per i trent'anni dell’Area Marina Protetta. Da domenica 20 a martedì 22 ottobre sarà la conduttrice Donatella Bianchi a raccontare ancora una volta i tesori dell’unico arcipelago italiano dell'Adriatico. Lo farà proprio durante “Un mare di storia”, l’evento di subacquea e archeologia, organizzato dal Parco Nazionale del Gargano con il supporto logistico del Laboratorio del Mare Marlin Tremiti. 

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Reporter della tua città

16 Gennaio 2020 - 11:10:54

IL LIBRO DELLA SETTIMANA/ Meglio che sto zitto di Lucio Palazzo

Perchè? La domanda d’obbligo. Perché scriverci un libro? E che ne so? In realtà non avevo nessuna intenzione di scrivere un libro, ma alla fine, messe insieme, sono risultate…

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