Articoli filtrati per data: Domenica, 10 Novembre 2019 - Rete Gargano

Francesco Rosso è stato un notevole giornalista e scrit­tore del secolo scorso, che ha tra l’altro scritto un libro intitolato Gargano magico, apparso nel 1964, che merita un’attenta lettura, sia per i suoi pregi letterari che per la sua rilevanza storico-socia­le.

Il nome di Rosso è inclu­so, non a ca­so, nella rac­colta dei «Me­ridiani» della Mondadori

dedicati al giornalismo italiano, cu­rati da Franco Contorbia. Nato a Pertengo, un piccolo centro della pro­vincia di Vercelli, nel 1909, Rosso inizia a lavorare come docente di lettere, poi si lascia trasportare dal fascino del giornalismo e nel 1954 viene assunto come inviato dalla Stampa di Torino, dove resterà per oltre un ventennio. La sua professione lo porta in giro per il mondo, dall’Afri­ca, di cui era un attento osservatore, alle Americhe.

Giramondo per lavoro e passione, Rosso, spentosi a Torino nel 1991, ha mostrato una viva attenzione verso la Puglia, ed in particolare verso il Gar­gano, che ha frequentato a lungo. Allo Sperone, infatti, ha dedicato vari ar­ticoli e poi, per l’appunto, il volume Gargano magico (Editrice Teca, To­rino), corredato da una sezione ico­nografica, che nello stesso 1964 ha ricevuto dei premi letterari sia in Puglia che in Piemonte.

Rosso, Cecco per gli amici, rac­chiude nel libro la summa dei suoi rapporti con il Gargano, descriven­dolo in un momento di delicato tra­passo. La zona, bellissima e ancora in sostanza intatta, è stata però dura­mente colpita dall’emigrazione e, d’al­tra parte, subisce già i primi colpi di imo sviluppo turistico che rischia di stravolgere in profondità lo Sperone. Di qui i caratteri originali e compositi del libro, di cui l’autore appare ben consapevole, visto che la parte in­troduttiva termina con queste parole, con le quali definisce il Gargano: «un paese povero, civile, felice, diverso da tutti gli altri, compiuto in se stesso, elementare e complesso, un conti­nente umano contraddittorio e bellissimo».

Siamo di fronte, insomma, ad una «guida sentimentale», per usare an­cora le parole di Rosso, in cui il viaggio tra i vari comuni dello Spe­rone è condotto con una certa libertà, dando conto delle esperienze personali dell’autore, ma offrendo anche, nel contempo, delle precise notazioni sull’ambiente e sugli abitanti della zona, in cui emerge il tratto dell’esper­to ed abile giornalista.

Il titolo pone in primo piano le tante vicende a carattere spirituale che han­no segnato il territorio. Il Gargano, da questo punto di vista, è paragonabile solo con l’Umbria francescana, anche se la sincera vocazione religiosa dei garganici ha qualcosa di più aggres­sivo e forzato. Questa tradizione si attualizza, ovviamente, dato il perio­do, in padre Pio, che vive la sua santità non accorgendosi del traffico di de­naro che condiziona il villaggio garganico trasformatosi in città.

Le pa­gine dedicate da Rosso a San Giovanni Rotondo, molto acute, mostrano, dun­que, «il dinamico prodigio» di una città «esplosa intorno alla santità di un uomo ignaro». Rosso percorre sia i paesi dell’in­terno che quelli costieri. Conosce i pregi, ma anche la povertà, di Car­pino, si addentra nella Foresta Umbra, descrive la «piccola capitale» dello Sperone, ossia Rodi Garganico, «cit­tadina più che borgo, con pretese di civiltà meccanizzata», dove il pro­gresso sembra giunto più rapidamen­te, ma perdura la magia degli agru­meti. La località che ama di più è Pe­schici, alla quale non esita a dedicare delle pennellate liriche, che rendono la magia del tramonto e del paesaggio («I colori di Peschici sono il grigio rosato dei muri antichi, il bianco e l’azzurro.

Sulle case scialbate a calce, pochi ghirighori tracciati da incerti pennelli artigianali creano irreali di­segni intinti di cielo»). Qui seduto davanti ad un noto bar degli anni Sessanta, si sente a casa, ha degli amici, e può penetrare meglio nella complessa realtà garganica. All’opposto di queste pagine, si se­gnalano quelle dove sale in primo piano un fenomeno dirompente come quello dell’emigrazione. Il giovane Mi­chele sta lasciando Mattinata per an­dare a lavorare in Germania.

Tutto il paese accompagna il giovane fino alla corriera e «gli amici più intimi lo chiudevano in un cerchio di silenzio». Sembra in tutto e per tutto il funerale di un vivo, un congedo straziante che priva il Gargano di un altro giovane, lasciando in giro solo donne, vecchi e bambini.

Negli anni Sessanta lo Sperone ini­zia ad aprirsi alla modernità, ai più ampi circuiti del turismo, che si con­figura però soprattutto come una ro­vinosa speculazione. Rosso si congeda con la soddisfazione di chi ha co­nosciuto un Gargano intatto, che por­ta nel suo cuore. Il progresso allevierà la povertà economica della zona, ma gli effetti rischiano di essere molto negativi. Lo scrittore, pertanto, non nasconde le sue preoccupazioni, men­tre si appresta a ritornare nella sua Torino.

Oggi sappiamo che i timori di Rosso erano fondati e che le mille con­traddizioni di questa terra bellissima sono rimaste, sia pure modificandosi in rapporto con i più generali cam­biamenti dell’Italia e del mondo oc­cidentale. Questo Gargano magico, con le sue belle pagine, ha il merito di aiutarci a riflettere.

Francesco Giuliani

Pubblicato in Turismo

La Dda ha chiesto 7 condanne per complessivi 91 anni e 10 mesi di reclu­sione, con pene oscillanti da 7 a 20 anni, nel processo abbreviato «Agosto di fuoco» in cor­so davanti al gup di Bari Anna Rosa De Palo nei confronti di 7 garganici, 6 viestani e 1 manfredoniano, arrestati tra l’agosto e il no­vembre del 2018 in tre blitz della Polizia. Sono accusati a vario titolo di traffico di droga aggravato dalla mafiosità; spaccio di cocaina e marijuana; detenzione e porto illegale di armi per fatti avvenuti tra la primavera e il maggio 2018. Alcuni imputati sono ritenuti componenti del clan Perna (era ritenuto ca­peggiato da Girolamo Perna, estraneo all’in­chiesta e morto am­mazzato lo scorso 26 aprile) rivale del grup­po Raduano nella san­guinosa guerra di ma­fia per il predominio nei traffici di droga, che a Vieste dal gennaio 2015 ad oggi ha contato 10 omicidi, 1 lupara bianca e 6 fe­rimenti.

LE RICHIESTE DI PENA

Il pm Luciana Silvestris ha chiesto 20 anni di reclusione a testa per i viestani Claudio Iannoli, 43 anni ed il cugino Giovanni Iannoli di 33 anni, ritenuti al vertice del gruppo insieme al de­funto Perna; 12 anni e 2 mesi la pena invocata per Raffaele Giorgio Prencipe viestano di 35 anni; 11 anni per il manfredoniano Gae­tano Renegaldo di 41 anni; 10 anni e 10 mesi per Carmine Romano, 49 anni di Vieste; 10 anni e 8 mesi per il concittadino Giuseppe Stramacchia di 33 anni; e infine 7 anni e 2 mesi per Stefan Cealicu di 44 anni, romeno residente a Vieste. Dopo la requisitoria sono cominciate le arringhe difensive (il collegio difensivo è composto dagli avvocati Salva­tore Vescera, Fortunato Rendiniello, Mi­chele Arena, Rosario Marino, Nicola Totaro e Michele Candiani) che proseguiran­no il 22 novembre. La data in cui verrà emes­sa la sentenza - in caso di condanna gli im­putati beneficeranno dello sconto di un terzo per la scelta del rito - non è stata ancora fissata.

BUTZ IN 3 ATTI

L’operazione «Agosto di fuoco» della Polizia coordinata dalla Dda av­venne in tre atti con 10 arresti complessivi, n primo atto è 21 agosto 2018 quando finirono in carcere i cugini Claudio e Giovanni Ian­noli, bloccati a Vieste su decreti di fermo firmati dalla Dda. D10 settembre successivo il gip del Tribunale di Bari accogliendo le richieste della Procura antimafia firmò 7 ordinanze di custodia cautelare in carcere ancora nei confronti dei cugini Iannoli (gli vennero notificate in cella) e dei compaesani Prencipe, Romano, Stramacchia, del romeno Cealicu e di un altro viestano con una po­sizione marginale, che ha patteggiato nei mesi scorsi. Infine il 4 novembre 2018 prosieguo delle indagini fu disposto dal gip l’arresto-ter di Claudio Iannoli, quello- Raffaele Giorgio Prencipe, e quello del fredoniano Gaetano Renegaldo sul presupposto che quest’ultimo avesse rifornite coimputati viestani di cocaina per 7 euro. Ai primi del 2019 la Dda chiese e ottenne dal gip di Bari il processo immediato (serve a saltare l’udienza preliminare) per i 7 garganici, e che doveva celebrarsi a partire dal 13 marzo scorso davanti alla sezione collegiale del Tribunale di Foggia; i difensori optarono per il rito abbreviato e gli atti processuali vennero così inviati al gup di Bari.

INTERCETTAZIONI

Sono le captazioni ambientali l’elemento principale d’accusa nell'inchiesta «Agosto di fuoco». Nei colloqui intercettati dai poliziotti si parla di «bamba «pane bianco», «cosa» per indicare la cocaina; di “pacchi” e “fumo” per marijuana e hashish; di «ferri lunghi» e «tipo americano» per indicare fucili e in particolare quelli a pompa; di «ferri piccoli» per le pistole.

I RUOLI DEGLI IMPUTATI

Sono 10 i capi d’imputazione di cui rispondono a vario ti­tolo i 7 garganici in attesa di giudizio. A tutti la Dda contesta il più grave reato di traffico di droga, cocaina e marijuana essenzialmente, secondo questi ruoli: i cugini Iannoli quali organizzatori che «raccordavano l’attività dei sodali, intrattenendo rapporti con for­nitori e intermediari, fornendo indicazioni sui canali di approvvigionamento, moda­lità di occultamento e reti di distribuzione della droga»; il manfredoniano Renegaldo sarebbe stato il «forni­tore di considerevoli quantitativi di droga»; mentre Prencipe, Stramacchia, Romano e Cealicu si sarebbero occupati di «approv­vigionamento, occultamento, taglio, confe­zionamento e distribuzione della droga a in­termediari e spacciatori».

L'AGGRAVANTE MAFIA

In relazione al traffico di droga ai cugini Iannoli, a Prencipe e Renegaldo la Dda contesta 1’aggravante della mafiosità «per aver commesso il fatto al fine di agevolare la più vasta compagine criminale facente capo a Perna nell’ambito della violenta guerra di mafia con la fazione contrapposta facente capo a Marco Raduano» (quest’ultimo è a sua volta imputato in un blitz antidroga analogo dell’estate 2018 con richiesta di condanna a 20 anni) «per il controllo egemonico del territorio viestano e l’assunzione del monopolio in città nella ge­stione e commercio degli stupefacenti». Ci sono poi le singole imputazioni di spaccio e quelle relative alla detenzione illecita di ar­mi.

gazzettacapitanata

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Solo posti in piedi, in un noto albergo cittadino, per la prima iniziativa pubblica di Italia Viva della provincia di Foggia. Circa duecento persone hanno partecipato all’incontro con il coordinatore nazionale del nuovo movimento, il vicepresidente della Camera Ettore Rosato.

In sala diversi volti noti provenienti dalle diverse aree del centrosinistra, e soprattutto molti giovani e molte persone alla loro prima esperienza politica, secondo un mix costante nei trenta circoli già attivi in Capitanata.

Secondo una formula derivata dalla Leopolda, e nel rispetto della parità di genere che è fra gli impegni tassativi della nuova forza politica, si sono alternati al microfono Antonio de Sabato (primo dei non eletti al Comune capoluogo in una lista civica); Chiara D’Errico, giovane architetto di Vieste; Giuseppe De Simone, igienista dentale di Torremaggiore, nipote di un illustre parlamentare del Pci; la foggiana Katia Colella, professionista nel settore socio-sanitario; Matteo Viggiani, coordinatore del Comitato di Apricena; Rosa Cicolella, per dieci anni presidente della Commissione per le Pari Opportunità della Regione Puglia.

Molto apprezzato dai presenti l’atto di cortesia istituzionale che ha portato il Sindaco di Foggia, Franco Landella, a presenziare alla manifestazione e a portarvi il saluto della città.

Nel suo applaudito intervento, Ettore Rosato ha ribadito le linee caratterizzanti del progetto politico di Italia Viva, che non nasce contro qualcuno o qualcosa, ma per dare una nuova speranza e una nuova opportunità a un grande Paese smarrito. Italia Viva avrà strutture leggere e dotate di ampia autonomia. “Non abbiamo intenzione di perdere tempo in discussioni sugli organigrammi” ha detto Rosato “perché c’è invece bisogno di impegnarsi sulle cose da fare, con l’aiuto di tutti: di quelli che si assumeranno l’onere del coordinamento e di tutti gli altri che dovranno aiutarli.”

Il coordinatore nazionale di Italia Viva ha ribadito che il movimento non parteciperà alle elezioni primarie per il presidente della Regione Puglia, considerate rituali e interne al Partito Democratico, e che non sosterrà la corsa alla rielezione di Michele Emiliano, non per inesistenti avversioni personali ma perché non sono ritenute convincenti né l’azione di governo del presidente uscente né le sue proposte in ordine a temi di rilevanza strategica, come Ilva, Tap e crescita.

Rosato ha concluso ricordando come Italia Viva voglia essere il partito che combatte l’odio e non lo pratica nei confronti di alcuno. “Il sorriso, l’amicizia, il piacere di state insieme sono e saranno la nostra caratteristica principale.”Sono previste a breve altre iniziative pubbliche.

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Dichiarazione congiunta dei consiglieri regionali del gruppo Fratelli d’Italia Erio Congedo, Giannicola de Leonardis, Luigi Manca, Renato Perrini, Francesco Ventola, Ignazio Zullo.

“Apprendiamo dalla stampa di un’intesa raggiunta ieri (venerdì 8 novembre) tra Regione e Comune di Lecce per siglare un accordo in materia di proroga delle concessioni demaniali marittime. A quanto pare l’intesa subordinerebbe la proroga delle concessioni alla compatibilità con il Piano Comunale delle Coste, di cui Lecce è peraltro sprovvista.

“Dal punto di vista del metodo e del rispetto istituzionale, non possiamo non rilevare che martedì scorso (5 novembre) era in discussione in Consiglio regionale un’interrogazione del Gruppo di Fratelli d’Italia sul tema delle concessioni che non si è potuta discutere per l’assenza di esponenti del Governo, evidentemente troppo impegnati per partecipare alle sedute dell’Assemblea, ma fortunatamente solerti nel rispondere alle sollecitazioni di amministrazioni comunali.

“Nel merito, l’intesa di cui si parla è in contrasto non solo con la normativa in vigore, ma anche con le indicazioni che la Regione ha impartito alle amministrazioni comunali. Infatti, la Legge 30/12/2018 n. 145, art. 1 comma 682, 683 e 684 (Bilancio di previsione dello Stato 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2019 – 2021) ha previsto la proroga automatica di 15 anni delle concessioni degli stabilimenti balneari su richiesta del concessionario. Proroga che riveste carattere generale, operando a favore sia delle imprese il cui titolo sia stato rilasciato anteriormente al 31/12/2009 sia delle concessioni rilasciate successivamente al 31/12/2009 sia di quelle pendenti a tale data.

“A ciò si aggiunga che la stessa regione, per due volte e con due differenti circolari (prot. A00 108/25/2/2019 n. 4184 e prot. A00 108/28/10/2019 n. 0021804 del Dipartimento Risorse Finanziarie, Sezione Demanio e Patrimonio), è intervenuta per diramare indicazioni operative e sollecitare i comuni costieri all’applicazione ex legge dell’estensione della durata delle concessioni demaniali marittime, precisando che si tratta di mera estensione temporale e che non occorre il rilascio di un nuovo titolo concessorio.

“Stando così le cose chiediamo al Governo regionale di chiarire quanto prima, magari rispondendo alla nostra interrogazione, se risponde al vero che sia stata raggiunta un’intesa ed eventualmente di illustrarne modalità e termini. A questo aggiungiamo l’invito a non lasciarsi trascinare in battaglie ideologiche che partono dal pregiudizio che gli imprenditori balneari siano soggetti dediti al saccheggio dei litorali. Un approccio che penalizzerebbe un comparto importante per l’economia e la qualità dell’offerta turistica pugliese, colpendo operatori che contribuiscono alla crescita del territorio, alla tutela attiva dell’ambiente e alla cura delle nostre spiagge”.

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Dal verbale della commissione dei garanti, non risulta esserci invece la candidatura del sociologo Leonardo Palmisano: lo scrittore non ha consegnato entro le 18, tempo limite fissato dal regolamento, le 5mila firme necessarie. Alla competizione elettorale interna alla coalizione di centrosinistra per scegliere il candidato unico alle Regionali del 2020, quindi, sono ammessi, oltre ad Emiliano, Gentile e Amati, entrambi del Partito democratico. Le primarie si svolgeranno la seconda domenica di gennaio 2020.

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Questa sera la Bisanum Viaggi, reduce da due sconfitte casalinghe, sarà impegnata sull’ostico campo della Cestistica Ostuni. L’avversario, che occupa la quinta posizione in classifica frutto di 3 vittorie e 2 sconfitte, è di tutto rispetto visto il roster di cui dispone. In cabina di regia nel ruolo di play l’esperto Rotundo e Calabretta, coadiuvati da ben 4 giocatori che stanno viaggiando con una media punti in doppia cifra, il miglior realizzatore dell’Ostuni, la guardia Tessitore (13,8 di media), l’alaAlunderis (12,8), la guardia Kadzevicius (12,2) e l’ala piccola Scarponi (10,4). Completano l’organico l’espertissimo centro Lillo Leo, le ali Latella e Caloiae il giovane lungo Mazzarese.

In settimana gli ospiti hanno cambiato allenatore in seguito alle dimissioni di Cosimo Romano, e hanno affidato la guida tecnica a coach Giovanni Putignano, allenatore che ha guidato squadre anche in categorie superiori.

Come sempre è coach Ciociola ad introdurre la gara: “Ostuni è una tappa importante per il nostro campionato, veniamo da due sconfitte casalinghe di misura che hanno vanificato quanto di buono fatto nelle due trasferte giocate finora.  Incontriamo una squadra che non sta vivendo un momento buono, prova ne è il cambio della guida tecnica dopo le dimissioni di coach Romano. Di fronte avremo giocatori importanti e di categoria superiore capaci di fare canestro in qualsiasi situazione, dovremo essere bravi a non avere cali di concentrazione”.

 

LA 6° GIORNATA

Cestistica Ostuni

Bisanum Vieste

10 Nov 18:00

 

Mola New Basket

Angel Manfredonia

10 Nov 18:00

 

Libertas Altamura

Pallacanestro Lupa Lecce

10 Nov 18:00

 

N.P. Monteroni

Pallacanestro Molfetta

10 Nov 18:00

 

Cus Jonico

Valentino Castellaneta

10 Nov 18:00

 

Basket 1963 Francavilla

Action Now Monopoli

10 Nov 18:00

 

LA CLASSIFICA

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Nell’anticipo di campionato di ieri pomeriggio al Comunale di Trani tra la Vigor e l’Ugento di mister Oliva, l’ha spuntato il Trani per 1-0. L’Atletico Vieste si reca a Bisceglie per dare continuità e soprattutto trovare la consapevolezza nei propri mezzi. Il Corato capolista oggi pomeriggio tasterà il ‘Bianco’ di Gallipoli. Trasferta in terra foggiana per l’Otranto, atteso dal San Marco. Alle 16, poi, partirà il posticipo tra il Martina, uscito con le ossa rotte da Molfetta, e la Deghi, a caccia di punti per alimentare una classifica, comunque, positiva.

La 10° giornata. Gli arbitri:

VIGOR TRANI-UGENTO 1-0
RETI: 16′ pt Picci

Oggi ore 14.30

Audace Barletta-Molfetta: Niccolò Salomone di Bari (Turco-Mele)

Altamura-AT San Severo: Pietro Dicorato di Barletta (Rizzi-Grimaldi)

Gallipoli-Corato: Salvatore Montanaro di Taranto (Bono-Miccoli)

San Marco-Otranto: Gianluca Lovascio di Molfetta (Massari-D’Ambrosio)

Orta Nova-Barletta 1922: Gabriele Iurino di Venosa (Favilla-Panebarca)

UC Bisceglie-Atl. Vieste: Ruggiero Doronzo di Barletta (Fiore-Coviello)

 

Ore 16

Martina-Deghi: Luca Schifone di Taranto (Magnifico-Spedicato)


CLASSIFICA

Corato 21

Molfetta 19

Ugento e Audace Barletta 18

Vigor Trani e Martina 17

Otranto, Deghi e F. Altamura 11

Vieste 10

UC Bisceglie e Gallipoli 9

Barletta 1922 8

San Marco e Orta Nova 7

San Severo 6 (Vigor Trani 3 unti di penalità).

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Oggi alle ore 14.30 tutti sugli spalti dello Stadio "Maggiano" di Peschici per assistere all'attesissima partita del Campionato di Seconda Categoria: Atletico Peschici - Virtus Bisceglie. 

Uno scontro al vertice che terrà i tifosi col fiato sospeso fino al novantesimo minuto! 

Peschici c'è, anche in campo. 

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29 Novembre 2019 - 17:46:14

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