Articoli filtrati per data: Sabato, 16 Novembre 2019 - Rete Gargano

Gino Notarangelo: “Il Gargano è cresciuto pur con limitazioni”

La Puglia ha vissuto il suo secon­do momento di crescita grazie al­l’innovazione sul prodotto turistico del trullo e della masseria, da lì na­sce un’eccellenza di una politica che per oltre 20 anni ha favorito il Sud del­la regione. Abbiamo eliminato dagli sponsor turistici i faraglioni del Gar­gano per sostituirli con i campi di gra­no.

Il Gargano è riuscito a crescere senza strade ed aeroporti. Dobbiamo pensare alla nostra costa come ad un atollo in Italia, vedere il Gargano co­me le Maldive della penisola. Altro problema è relativo alle competenze della professione, i nostri consulenti si sono ridotti a fare contabilità a regi­strare le fatture, invece, è fondamen­tale fare consulenza”.

C.F.

l’attacco

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Gli ultimi dati del Rapporto Svimez mostrano un quadro a tinte fosche del Mezzogiorno, con una flessione del PIL del -0,2% a fronte de! + 0,3% de! nord. Il Sud fa fatica a riprendere quota tornando alla situazione ante crisi. Il convegno di ieri, dal titolo “Investimenti per lo Sviluppo del Mezzogiorno.

Commercialisti, Istituzioni e Imprese a confronto” si è articolato in due momenti di discussione suddivisi in due panel. Presenti il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri sena­tore Mario Turco; Fabio Porreca, Presidente Camera di Com­mercio di Foggia; Giuseppe Catalano, coordinatore della Strut­tura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture e Tra­sporti; Giuseppe Palladino, Presidente Banca di Credito Coo­perativo di San Giovanni Rotondo; Adriano Giannola, profes­sore Ordinario di Economia e Presidente Svimez; ed infine, l’As­sessore al Bilancio della Regione Puglia, Raffaele Piemontese; Michele Pisante dei Consiglio di Presidenza del cluster nazionale Agrifood; Giorgio Mercuri, presidente nazio­nale Alleanza Cooperative settore Agroalimentare; Luca Bian­chi, direttore generale di Svimez.

Nonostante il quadro delineato sia stato a tinte fosche, la gior­nata di lavoro si è conclusa lasciando in dote una visione so­stanzialmente positiva, tendente a ridimensionare il peso dei da­ti del prestigioso rapporto economico, come ha suggerito l'eco­nomista Valeria Aniello: “In Agenzia della coesione si è discus­so dello spopolamento.

Abbiamo un paese che non cresce co­me dovrebbe crescere e se prendessimo i valori degli anni ’90 dovremmo essere anche contenti. Non bisogna antagonizzare la questione tra Nord e Sud. La Puglia è per me una delle regio­ni più importanti del mezzogiorno, lo dico non per ragioni di op­portunismo ma perché lo penso veramente; non è una regione che perde tantissimo sia sul piano demografico ed economico.

Credo che occorra guardare a questi elementi per incoraggiare il territorio”. Aniello propone un’immagine della realtà della Puglia e del mezzogiorno che si discosta di molto da quella espres­sa da Adriano Giannola: “Il Paese è diviso, notiamo una parte d’Italia che vuole liberarsi di un’altra parte di paese. Tuttavia la secessione del Nord non avviene perché in fondo vi è una vo­lontà di godere della situazione in cui si trova il Mezzogiorno. Il Nord è fermo da 20 anni. Ci troviamo in una situazione di emer­genza per il paese, il Sud è espressione di tale emergenza".

La strategia di tutte le banche di credito cooperative è puntare al mantenimento delle imprese e alla creazione di un tessuto economico importante. Il nostro obiettivo è di mantenimento a causa del depauperamento dello stesso, creando strategie di sviluppo” ha fatto notare Giuseppe Palladino, presidente della Banca di Credito Cooperativo di San Giovanni Rotondo. Della volontà di interrogarsi su quanto è stato fatto sino ad ora per il ter­ritorio fuori da ogni velleità autoreferenziale, ha parlato Fabio Porreca, presidente della Camera di Commercio di Foggia: “Per creare sviluppo certamente ci vuole l’agricoltura, il turismo ma ci vuole l'industria manufatturiera.

Svimez ci insegna che non si può avere sviluppo prescindendone. Le risorse comunitarie de­vono servire anche ad incentivare imprese di fuori ad investire sul territorio che hanno un pregiudizio sulle condizioni di legali­tà ancor prima che su quelle finanziarie” Ultimo intervento del primo panel è stato quello dell’assessore regionale Raffaele Piemontese, che ha offerto una valutazione complessiva della regione dilungandosi sui dati relativi ai prov­vedimenti regionali in favore del territorio: “La Puglia è nel pa­norama meridionale quella che cresce maggiormente rispetto alle altre con un tasso di crescita del Pil del +1,3% credo che que­sti numeri cresceranno quando noi termineremo il Programma Operativo Nazionale”.

Più incentrato su proposte e suggeri­menti è stato il secondo panel del convegno. “Penso che punta­re sulla formazione dei giovani che vogliono fare i commerciali­sti sia fondamentale, attraverso workshop e studio e-learning, coinvolgendo l’Università di Foggia. È necessario che la pro­fessione dei commercialisti ritorni ad essere scelta tra i giovani, i numeri delle facoltà sono bassi” ha osservato Giuseppe Lau­rino.

Ed a seguire Giorgio Mercuri ha affermato: “La scommes­sa è quella di rendere più condivisibili con gli altri le idee, azze­rando un gap che è tipico del nostro territorio”. A conclusione del convegno, la voce autorevole del sottosegretario Mario Tureo, che ha messo in luce le difficoltà di programmazione del paese e di spesa delle risorse: “Ci troviamo dinanzi alla drammaticità di vedere aziende d’eccellenza che vincono appalti all'estero, mentre quelle che attraversano una crisi di liquidità si aggiudi­cano le gare e non resistono. Dobbiamo richiedere il rating di so­stenibilità economica oltre a quello di legalità, per le imprese che chiedono un’attestazione alla banca o al commercialista per far fronte agli investimenti” ha detto Tureo.

Claudia Ferrante

l’attacco

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Era stato arrestato il mese scorso dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Foggia e dalla Polizia spagnola dopo l’emissione a suo carico di un mandato d’arresto europeo nell’ambito dell’operazione antimafia “neve di marzo” della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari.

 FOGGIA/GRAN CANARIA, SPAGNA

Nell’ambito della recente maxi operazione antimafia convenzionalmente denominata “Neve di Marzo” del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale CC di Foggia coordinata dalla Procura della Repubblica di Bari– Direzione Distrettuale Antimafia, tra i destinatari della relativa misura cautelare c’era anche il 33enne DELLA MALVA Danilo Pietro. L’uomo è stato in particolare arrestato il 23 ottobre scorso dopo essere stato rintracciato alle Isole Canarie in Spagna e precisamente nella città di Maspalomas, dopo una complessa attività di indagine.

La cattura del ricercato è stata possibile grazie all’emissione di un mandato d’arresto europeo nei suoi confronti su richiesta della DDA di Bari. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Foggia hanno quindi attivato il previsto canale di cooperazione internazionale tra Forze di Polizia europee tramite la Divisione SIRENE.

Dopo l’arresto avvenuto in Spagna, con l’invio all’estero anche di investigatori dell’Arma dei Carabinieri, la DDA di Bari ha anche emesso un ordine europeo di indagine al fine in particolare di eseguire una perquisizione domiciliare all’interno del domicilio di DELLA MALVA Danilo Pietro a Maspalomas,allo scopo così di trovare elementi utili alle indagini e, soprattutto, per dimostrare l’implicazione diretta del viestano in un’organizzazione criminale mafiosa dedita al traffico di sostanze stupefacenti.

L’esecuzione della perquisizione eseguita a Maspalomas dalla Polizia spagnola con l’assistenza dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Foggia ha quindi permesso di avere piena conferma dal punto di vista investigativo alle indagini di Carabinieri e DDA di Bari, a seguito - nello specifico - del sequestro di documentazione ritenuta dagli inquirenti importante e di conseguenza utile a dimostrare la sussistenza dei reati per cui si procede.

L’organizzazione criminale mafiosa disarticolata da Carabinieri e Magistrati, di cui DELLA MALVA Danilo Pietro è considerato dagli investigatori essere uno degli affiliati di maggiore rilievo, è ritenuta essere particolarmente attiva nel traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashisc e marijuana. Presso l’Aeroporto di Roma-Fiumicino, alcuni giorni fa, i militari del Nucleo Investigativo con l’assistenza della POLARIA hanno quindi preso in consegna l’uomo dopo l’esecuzione della procedura di estradizione, che è stato poi tradotto in carcere a Rebibbia, dove tuttora si trova in regime di custodia cautelare.

Tale organizzazione criminale strutturata si inquadra nell’ambito di quella che viene oramai classificata comunemente la c.d. “Quarta Mafia”, localizzata in Provincia di Foggia, con influenza specifica nella cittadina di Vieste.

La stessa è caratterizzata dalla crudeltà dei metodi adottati dagli affiliati nella realizzazione degli scopi illeciti, dall’alto coefficiente di violenza e dall’uso spregiudicato di armi lunghe quali in particolare i micidiali fucili AK-47 kalshnikov o i fucili calibro 12 caricati a pallettoni. Nel vertiginoso business criminale del traffico delle sostanze stupefacenti, Vieste risulta essere il fulcro centrale dell’intera attività, in virtù principalmente del grande afflusso turistico che caratterizza la cittadina garganica.Un vero e proprio hub nello smercio di droga.

Anche questa volta però, addirittura con un’attività di investigazione transazionale, la risposta dello Stato è arrivata ed in questo caso con gli importanti arresti dell’operazione antimafia “Neve di Marzo” dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Foggia coordinati dalla DDA di Bari.

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Sabato, 16 Novembre 2019 10:12

FERDINANDO II, RE E UOMO

Circa 30 anni dopo la “Storia”di de’ Sivo, quando ormai il processo unitario si era consolidato e aveva superato la cruenta prova della lunga e violenta guerra civile e sociale che il popolo del Sud aveva sostenuto con vigore e con accanita resistenza, Raffaele De Cesare pubblicava nel 1895, utilizzando lo pseudonimo “Memor”, «La fine di un Regno: dal 1855 al 6 settembre 1860»[1].

Raffaele De Cesare era un pugliese nato a Spinazzola nel 1845. Laureatosi a Napoli in Scienze politiche, esperto di economia politica e problematiche agricole, di commercio e dogane, da giornalista aveva collaborato con il “Corriere della Sera. Più volte eletto deputato, in Parlamento faceva capo all’estrema Destra, difendendo spesso gli interessi delle popolazioni meridionali. Nel 1910 fu nominato senatore e fece parte del gruppo politico di Benedetto Croce. Morì a Roma nel 1918.

Nessuno meglio di De Cesare è riuscito a descrivere la figura di re e di uomo di Ferdinando II, giunti alla vigilia del 1857. Secondo lo scrittore, giornalista e uomo politico, il Re «contava 47 anni, ma pareva ne avesse sessanta.

Le emozioni del 1848 e del 1849, e l’attentato di Agesilao Milano, avevano lasciati in lui segni profondi». Ormai preferiva la Reggia di Caserta a quella di Napoli e passava una parte dell’anno a Gaeta; alle feste e alle cerimonie anteponeva la vita casalinga. Dopo il 1848, «il pensiero che tanti soffrissero per lui doveva riuscirgli molesto, e togliergli quella pace dello spirito, che ebbe intera nei primi anni del suo regno».

Diventato sospettoso, tutti gli affari di Stato dovevano passare per le sue mani e teneva direttamente la corrispondenza e i rapporti con diplomatici, vescovi e intendenti provinciali, mentre la sua segreteria particolare fungeva da «primo dei ministeri», dando istruzioni e ordini di cui spesso neppure i ministri erano a conoscenza. Pienamente consapevole delle cospirazioni contro il suo regno, alimentate in particolare a Torino e Parigi, confidava che «lui vivo, nessuna novità pericolosa si sarebbe tentata».

Diventato re a 20 anni aveva dovuto interrompere gli studi; fornito di una prodigiosa memoria e di una dinamica intelligenza, «dotato di spirito beffardo e motteggiatore, come ogni napoletano, preferiva il sarcasmo alla lode; e, se questa concedeva, non la scompagnava da una leggiera tinta d’ironia».

Sentiva una decisa avversione verso gli scrittori che definiva «pennaruli» e detestava i «dottrinari», in particolare Saliceti, Scialoja e Poerio. Dopo il periodo delle rivoluzioni, era entrato «in una via senza uscita, e la percorse non deviando un istante […] mostrava coraggio e dignità nel rispondere alla Francia e all’Inghilterra […] e si mostrava indifferente, quando i due ministri partirono da Napoli» (il contrasto con Francia e Gran Bretagna era tale che, dopo aver minacciato di attaccare Napoli con la flotta navale, si limitarono ad ordinare che gli ambasciatori Brenier ed Elliot lasciassero Napoli), non che «non intendesse la gravità del caso», ma convinto che «aprir le prigioni e mandar tutti i prigionieri per il mondo era accrescere i pericoli». Peraltro, gli era «impossibile abdicare, non facendo egli alcun conto del figliuolo, giovanissimo».

Ferdinando II mal sopportava la compagnia di persone colte, non amando rinunciare al suo dialetto, essendo poi «un principe tutto napoletano, ma di altri tempi» assumeva un atteggiamento protettivo verso gli ultimi, i poveri:

«Il suo ideale era quello di governare con un’aristocrazia relegata fra le cariche della corte; una borghesia impaurita e una plebe soddisfatta di aver da vivere, e che lo inneggiasse, perché, Re assoluto e potente, ma familiare e popolano […] Non era italiano, perchè non aveva il sentimento nazionale, né ambizione di conquiste e avventure».

Se il re poteva essere soggetto a critiche per tanti aspetti, era quasi impossibile muovere appunti all’uomo: «Ottimo marito e affettuoso padre di molta prole, temperante in tutto, non si seppe mai che egli tradisse il talamo», ben diversamente da Vittorio Emanuele II. Della prima moglie, Maria Cristina, austera e fredda, morta pochi giorni dopo aver dato alla luce il 16 gennaio 1836 Francesco Maria Leopoldo, il futuro re, Ferdinando soleva dire: «La Regina non è del nostro gusto, ma è una bella donna». Più che una famiglia reale, quella di Ferdinando II sembrava una famiglia dell’alta borghesia napoletana e la tavola reale era del tutto ordinaria, in perfetto stile napoletano, con i maccheroni preferiti e cibi comuni quali « il baccalà, il soffritto, la caponata, la mozzarella, le pizze e i vermicelli al pomodoro». Al principe ereditario, il futuro Francesco II, soprannominato “Lasagna”, era stata inculcata una rigida educazione religiosa, «non viaggi, non conoscenza del mondo, non esercizi del corpo, non amore delle armi, nessuna educazione civile»; un’educazione perfettamente in linea con lo spirito della monarchia borbonica, che illustra e spiega meglio di tanti trattati il comportamento politico tenuto durante gli ultimi anni del Regno delle Due Sicilie[2].

Michele Eugenio Di Carlo

 

[1] R. DE CESARE (Memor), La fine di un Regno: dal 1855 al 6 settembre 1860, Città di Castello, S. Lapi tipografo-editore, 1895.

[2] Cfr. Ivi, p. 75.

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Molto probabilmente tan­ti tra quelli che ci leggono hanno avuto tra le mani, sotto la doccia, una spugna per meglio detergere il corpo. Difficilmente hanno pensato di maneggiare un animale. Già, quella spugna all’origine era a tutti gli effetti un animale ma­rino che se ne stava beatamente sui fondali del mare, un invertebrato del gruppo “Phyllum Po­rifera”, comunemente noto come spugna di ma­re.

Per le loro caratteristiche, le spugne hanno un notevole potenziale commerciale, utilizzabili in diversi settori: in ambito cosmetico, nell’ac- quariologia, come fonte di prodotti naturali ma­rini utili nel campo degli alimenti nutraceutici e farmacologico oltre che come biorimediatore per la rimozione di sostanze inquinanti. Un pro­dotto che ha patito la concorrenza delle spugne artificiali ma che sta recuperando l’interesse degli utilizzatori.

Una iniziativa finalizzata alla produzione di spugne marine è stata avviata nel mare del golfo dalla cooperativa “Gargano Shell Fish Farm” a margine del grande impianto di maricoltura per la produzione di orate e spigole. L’idea di allevare le spugne di mare - spiega il presidente Alessandro Cariglia - è nata met­tendo insieme ricerca storica e scientifica: il golfo di Manfredonia è da sempre culla di specie marine, comprese le spugne. È un modo di ot­timizzare le produzioni migliorandone qualità ed ambiente circostante massimizzando gli impianti”.

L’intento è quello di attivare un pro­cesso di economia circolare dal mare. “E’ stato pertanto ideato - rileva la manager Michela Cariglia - il progetto pilota per la “Valutazione del potenziale di Sponge Mariculture nel siste­ma di policoltura nel Golfo di Manfredonia” finanziato dalla Regione Puglia e dall’Agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione in partenariato con il Dipartimento di biologia dell’Università di Bari, nell’ambito del più vasto progetto europeo “Blue Boost”.

Un progetto che apre nuove prospettive per le risorse marine del golfo. Curatrice del progetto è Caterina Longo, zoologa marina e responsabile scientifico del Dipartimento di biologia dell’Università di Bari che spiega come “L’allevamento di spugne nelle vicinanze degli impianti ittici off-shore può ave­re diversi vantaggi: può ad esempio ridurre l’eventuale carico microbiologico derivante dal­l'allevamento ittico ed ottenere una diversifi­cazione delle produzioni in acquacoltura fino ad arrivare a contribuire al ripopolamento dei ban­chi naturali ed alla riduzione dello sforzo di pesca.

Lo scopo del progetto - annota - è quello di testare la sopravvivenza e l’accrescimento di diverse specie di spugne in prossimità di gabbie di maricoltura off-shore nel golfo di Manfre­donia, una pratica che combina, in proporzioni appropriate, l’allevamento di specie eduli pro­prie dell'acquacoltura con specie nuov”, per esempio invertebrati filtratori quali poriferi, policheti, ascidie ed alghe, in grado di estrarre dal sistema di allevamento parte del carico or­ganico ed inorganico in modo da creare sistemi bilanciati per sostenere l’ambiente con il bio­risanamento e l’economia con la diversifica­zione dei prodotti”.

Michele Apollonio

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L'evento si terrà venerdì 22 novembre alle ore 16 presso la sala Auditorium dell'Istituto.

Nel corso del pomeriggio, l'autrice presenterà il libro che racconta la storia dei 25 anni dell'Associazione contro le leucemie sezione di Foggia, (che a livello nazionale quest'anno ha compiuto 50 anni) attraverso la storia del suo Presidente, l'ematologo foggiano Celestino Ferrandina, da cui è nata l'idea del libro, dei volontari, dei medici ed infermieri e dei pazienti che hanno dovuto beneficiare, nel corso della vita, dell'aiuto e della solidarietà dell'associazione.

Sarà occasione per raccontare storie di vita e l'importanza del volontariato, affinchè, come nell'obiettivo del libro, sempre più persone, in particolare giovani, si avvicinino alla realtà e dedichino un po' del loro tempo all'associazionismo.

“Si tratta di un pomeriggio importante, nelle corde del personale tutto dell'istituto che, oltre a formare gli studenti da un punto di vista didattico, cerca di formarli nel percorso di vita, avvicinandoli a storie e realtà attraverso le quali sensibilizzare il loro percorso di formazione”, la dichiarazione del Dirigente Scolastico, Prof. Luigi Talienti.

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Dalle strade alle reti fer­roviarie, dal parcheggio della Fiera di Foggia all’housing so­ciale passando per la diga di Piana dei Limiti e le opere infrastrutturali previste dal Cis, il contratto interistituzio­nale di sviluppo per l’area di Foggia.

Ci sono oltre 800 mi­lioni di euro per sbloccare ap­palti e opere pubbliche in pro­vincia di Foggia. Per questo le organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil sono scese ieri in piazza per manifestare e ri­chiamare l’attenzione del mon­do politico. Una delegazione del sindacato è stata ricevuta dal prefetto di Foggia per fare il punto della situazione.

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Agenzia delle entrate-Riscossione segnala che sono in corso tentativi di truffa via pec (posta elettronica certificata) nei confronti di alcuni istituti bancari, con l’invio di falsi atti di pignoramento verso i loro clienti.

L’indirizzo pec dal quale sono inviate le comunicazioni sui pignoramenti è Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e i documenti allegati riportano il logo istituzionale di Agenzia delle entrate-Riscossione, cosa che rende più credibile la truffa.

Agenzia delle entrate-Riscossione è del tutto estranea all’invio di queste Pec, pertanto raccomanda alle banche di non tenere conto dei falsi atti di pignoramento contenuti in tali comunicazioni e di segnalare tempestivamente alla competente Direzione Regionale dell’Agenzia i casi sospetti affinché l’Ente possa effettuare le opportune verifiche e procedere alla eventuale denuncia all’Autorità Giudiziaria.

Già nei mesi scorsi, infatti, Agenzia delle entrate-Riscossione ha provveduto a presentare formale denuncia alla competente Procura della Repubblica al fine di fare luce sui tentativi di truffa segnalati e di procedere con le conseguenti azioni previste dalla legge.

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Centinaia di chef sono arrivati a Roma, a Montecitorio nell’aula dei gruppi parlamentari, da tutta Italia per la consegna dei "Collari Collegium Cocorum", la prestigiosa Onorificenza al merito professionale conferita dalla Federazione Italiana Cuochi, ispirata al riconoscimento anticamente tributato dalla Roma Imperiale alla professione del cuoco come spiega Rocco Pozzulo, presidente di Ferdercuochi.

"Il collare Collegium Cocorum è un premio dato alla carriera – ci dice Pietro Martinelli storico chef viestano, presidente onorario dell’Unione Regionale Cuochi pugliesi - per i professionisti che hanno lavorato per oltre 25 anni tra i fornelli. Non si premia il miglior piatto ma il grande lavoro e lo spirito di sacrificio che tutti i cuochi fanno". Premiati anche gli chef dell’Associazione Cuochi Capitanata e lo chef viestano Michele Sancillo.

Oltre agli chef più meritevoli, riconoscimenti speciali sono stati consegnati anche a personaggi del mondo della politica e della televisione. La ministra Teresa Bellanova ha confermato il rinnovo del protocollo tra il MIPAAF e la Federazione Italiana Cuochi, sottolineando l'importanza che i cuochi rivestono in qualità di ambasciatori della bellezza del nostro Paese

Pubblicato in Manifestazioni

Sotto Sindaco e eletti della terra d'Ischitella in virtù dell'istanza della Camera della Sommaria ad istanza del Ma.co Camillo Barbarese e  da chi sono state affittate e di tutti i suoi paganti forzosi 22-13.

e di più alli sotto pesi e provvisioni 33

All'ecc.mo sig. proposto Provvisione per li accordi del forno 46

al rev.do capitolo per l'accordo delle decime 120.

Alla Cappella del S.mo di questa terra annui censi 77.

Al padre predicatore 30.

Alle guardie marine in tempo d'estate 130.

Processi in Napoli per le liti 12.

Processi in Lucera errore per razionale  assistenti  14

Consultore in Ischitella 12

Cassiero 10

Luogotenente 30.

M° Mercato per li venti di Maggio  30.

Camillero che provvede per i poveri 27.

Al M. datti per l'accordo delle scritture 9.

Al Maestro di Cappelli 18.

Accomodo dell'orologio 10

Casa ,eletti e genti di corte 14

Al tavernaro di cavalli  di genti di corte 6

Per l'accomodo delle sepolture 7

Per le provvisioni del glorioso San Michele 30

Per quelle della Beatissima Vergine dell'Oliveto 10

Per il mantenimento di sei bastardelli 40

Per la revisione di conti di dieci anni addietro 50

Per riparo della Madre chiesa  20.

Al Mag.co Dr. Phisico Nicola Pertio   150.

Per il riparo delle mura di questa terra 70

Al giurato per sua provvisione         24.

-------------------------------------------------------1000. Continua.

Giuseppe Laganella

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29 Novembre 2019 - 17:46:14

IL LIBRO DELLA SETTIMANA/ Successe il ‘48 di Vincenzo Gulì

I nipoti dei briganti e dei lazzari del 1799 seppero rispondere alla grande alle seduzioni e ai tormenti rivoluzionari, pur nel formidabile potenziamento che essi dispiegarono…

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