Articoli filtrati per data: Giovedì, 07 Novembre 2019 - Rete Gargano

Cerimonia ieri mattina, presso il Distaccamento Aeronautico Jacotenente, Foresta Umbra, per il cambio di Comandante. Presieduto dal Colonnello pilota Stefano Castelnuovo, comandante del 32° Stormo di Amendola, Il Ten Col. Antonio Francesco Di Paola è tornato al comando di Jacotenente al posto del Ten Col. Domenico Cecco destinato al Distaccamento Aeroporto di Alghero.

Al passaggio di comando hanno portato il saluto il Vice-Presidente del Consiglio della Regione Puglia Giandiego Gatta, i sindaci ed amministratori di Vico del Gargano e Vieste con i rispettivi Gonfaloni, Autorità civili e militari, il personale del distaccamento. Il ritorno del comandante Di Paola, già a Jacotenente dal 19 agosto 2009 al 4 settembre 2013, è stato salutato da una unanime manifestazione di stima e affetto. Al Ten. Col. Antonio Francesco Di Paola l’augurio di buon lavoro.

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Il blitz, come si ricorderà, aveva portato all'arresto anche dell’allora sindaco, Domenico Vecera e di altre 22 persone. Associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, aggiotaggio, falso e corruzione sono alcuni dei reati contestati. Otto degli indagati dovevano rispondere, anche di associazione finalizzata alla commissione di delitti contro la pubblica amministrazione. Tutto in prescrizione. Fra gli indagati l’unico ad essere stato assolto con formula piena l’impiegato comunale addetto all’ufficio protocollo, Michele Marino.

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Il Tribunale del Riesame di Bari ha confermato gli arresti domiciliari, riqualificando però le accuse, per Angelo e Napoleone Cera, padre e figlio rispettivamente ex parlamentare e consigliere regionale pugliese dell’Udc, arrestati il 17 ottobre su disposizione della Procura di Foggia per un episodio relativo alla procedura di nuove assunzioni nel Consorzio per la Bonifica della Capitanata.

I giudici hanno riqualificato il reato contestato da tentata concussione in induzione indebita a dare o promettere utilità. "Quando un fatto di reato viene così drasticamente ridimensionato, - è il commento dei difensori, gli avvocati Francesco Paolo Sisto e Michele Curtotti - accogliendo parte delle ragioni della difesa, ci si aspetta, quale logica conseguenza, quantomeno una tangibile attenuazione, se non la revoca, anche della misura cautelare.

Così non è stato: tanto ci induce, oltre che ad attendere le motivazioni per il doveroso ricorso per Cassazione, a porre in essere ogni ulteriore iniziativa utile per restituire Angelo e Napoleone Cera ad una vita da liberi cittadini». Oltre al reato per il quale sono agli arresti domiciliari, i Cera rispondono in stato di libertà di corruzione in concorso con il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e l'assessore regionale al Welfare Salvatore Ruggieri per la nomina (mai fatta) del commissario della A.S.P. 'Castriota e Corropoli' di Chieuti.

La magistratura foggiana contesta loro anche un episodio di induzione indebita a dare o promette utilità con riferimento alla procedura di internalizzazione del servizio CUP con affidamento della gestione alla società Sanitaservice della Asl di Foggia. Per queste due vicende pende un appello della Procura che insiste per l’arresto anche con riferimento alle ulteriori accuse.

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Ogni anno in Puglia si regis­trano 2.200 nuovi tumori polmo­nari, sei al giorno, e nell’80% dei casi ad ammalarsi è l’uomo. Sono alcuni dei dati evidenziati da Lucia Bisceglia, dirigente medico dell’Aress, du­rante la terza Conferenza di on­cologia polmonare “Dalla preven­zione alla terapia della malattia avanzata”.

Le cause dell’insorgenza del tumore polmonare sono essenzialmente due: nel 71% dei casi il fumo del­le sigarette, nell’11% l’inquinamento atmosferico. “Abbiamo lar­ghissimi margini di prevenzione”, commenta Bisceglia. La provin­cia con più casi è quella di Lec­ce (la media à superiore a quel­la nazionale), il tumore si presen­ta con maggiore incidenza nella fascia di età tra i 50 e i 69 anni (42% nelle donne, 38% negli uomi­ni).

Il cancro polmonare è il sec­ondo più diffuso in Puglia tra la popolazione maschile, mentre tra le donne è al quinto posto. “Neg­li ultimi 20 anni - ha evidenziato Bisceglia - c’è stata una riduzione del tasso d’incidenza del cancro tumorale in tutta la regione, ma a Taranto il calo è stato più lento.

Un ritardo rispetto alla provincia Bat, ad esempio, di 8 anni”. Du­rante il convegno è emerso un al­tro dato: a parità di esposizione a fonti d'inquinamento, le persone più povere hanno un rischio in­crementato di sviluppare un tu­more polmonare rispetto ai più abbienti.

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Direttissima per il ri­storatore viestano Antonio Lavella. Il Giu­dice per le indagini prelimi­nari del Tribunale di Foggia, Domenico Zeno, che ha presieduto l'udienza di convalida ha deciso per gli arresti domiciliari. Nella sua nell’abitazione l’uomo oltre ad armi regolarmente denunciate, tre fu­cili da caccia e due pistole, deteneva abusivamente una pistola semiautomati­ca dì fabbricazione russa calibro 7.62, carica e per­fettamente funzionante, e centinaia di munizioni di diverso calibro in misura superiore al limite consen­tito dalla legge.

Secondo gli investigatori nasconde­va anche due ordigni artigianali, assemblati con polvere pi­rica e miccia a combustio­ne, di cui uno potenziato con oggetti metallici per aumentarne la potenziali­tà lesiva.

L’avvocato difensore Michele Sodrio ha rimarcato che “ l'arma non denunciata tro­vata presso l’abitazione di Lavella è una pistola della 2° guerra mondiale che aveva ereditato dal nonno paterno e alla quale era af­fezionato per storia familia­re.

Lavella l'ha rice­vuta da suo nonno poco pri­ma che questo morisse e non ha denunciato il pos­sesso, sbagliando, solo per il timore che potesse poi perdere quel ricordo di famiglia”. Lavella, in­censurato, è titolare di due licenze di porto d’armi, una per esercitare la caccia e una per la difesa persona­le.

La pistola, i due ordigni e le munizioni detenute abusivamente sono stati sottoposti a sequestro pe­nale, mentre il resto del materiale, tra cui anche va­ria attrezzatura usata per ricaricare cartucce già esplose, è stato sottoposto a sequestro amministrati­vo, in considerazione del fatto che verrà avviata la procedura per la revoca delle due licenze di porto d’armi. "Il mio cliente ha fornito ai giudici tutti i dettagli della sua ver­sione dei fatti - fa sapere Sodrio -. Ha già subito dei danni irreparabili alla pro­pria immagine, a Vieste tutti lo conoscono per la sua attività di ristoratore”.

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Conclusa un’operazione di polizia ambientale congiunta tra i militari della Guardia Costiera di Manfredonia e di Lesina appartenenti al Nucleo Operativo di Polizia Ambientale della Direzione Marittima di Bari e un’aliquota di militari appartenenti alla Stazione Carabinieri Parco di San Nicandro Garganico dipendente dal Reparto P.N. Gargano di Monte Sant’Angelo (FG).

I militari operanti, a seguito di una lunga attività investigativa, hanno individuato, in località Acquarotta del Comune di Lesina (FG), un’area di circa duemila mq adibita a deposito abusivo di rifiuti speciali pericolosi.

All’ interno dell’area in questione, risultata dalle verifiche di proprietà dell’Ente Civico, i militari hanno rinvenuto molteplici tipologie di rifiuti speciali pericolosi di vario genere, tra queste anche numerosissime lastre di eternit (alcune delle quali oramai sminuzzate e cosparse nell’ambiente circostante) verosimilmente utilizzate per la copertura di uno stabile situato a poca distanza dell’area, circostanza che fa ipotizzare il grave inquinamento dell’intera area attesele possibili dispersioni di pulviscoli pericolosi di amianto.

Le fattispecie di reato ipotizzate a carico di ignoti da parte dei militari spaziano dal “getto pericoloso di cose”, alla attività di gestione dei rifiuti non autorizzata”oltre che “inquinamento ambientale” e pertanto, su conforme avviso dell’Autorità Giudiziaria competente, si è proceduto al sequestro preventivo urgente dell’intera area interessata dalla presenza di rifiuti, affidando la stessa in custodia giudiziaria ad un funzionario dell’ufficio tecnico dell’Ente Civico.

Le attività di indagine proseguiranno al fine di risalire agli autori dei gravi illeciti perpetrati ai danni dell’ambiente.

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La quantità prodotta è diminuita, il prezzo alla fonte è aumentato, ma nei discount e nei supermercati della Grande Distribuzione Organizzata italiana gli agrumi si vendono sottocosto. “Stiamo assistendo a un paradosso che sta facendo infuriare, giustamente, tanti produttori”, ha denunciato Fernando De Florio, responsabile GIE Ortofrutta (Gruppi di Interesse Economico) per CIA Agricoltori Italiani di Puglia.

“Le clementine, vendute all’ingrosso con prezzi che vanno da 80 centesimi a un euro, le ritroviamo nei discount allo stesso costo e, talvolta, a un prezzo addirittura inferiore. E’ un’operazione che distorce il mercato, destabilizza i produttori e, di fatto, può rappresentare una forma di pressione affinché le aziende agricole tengano artificiosamente prezzi bassi e sottocosto, facendosi un autogol e riducendo ulteriormente la redditività”, ha aggiunto Francesco Passeri, componente della giunta CIA Due Mari (Taranto-Brindisi).

“I prezzi praticati in discount e supermercati sono pubblici, sui loro siti internet ci sono le locandine che certificano quanto stiamo denunciando”. Si tratta di una situazione assai anomala. In Puglia, nelle zone a vocazione agrumicola come il Gargano e il Tarantino, il calo produttivo causato dagli sbalzi climatici e dagli eventi metereologici estremi va dal 30 a punte del 70%.

Quantità al ribasso sono state registrate anche in Calabria, Sicilia e in Paesi come Spagna e Marocco. Tutti gli indicatori, dunque, dovrebbero portare a un aumento dei prezzi anche nelle reti della Grande Distribuzione. “Stiamo analizzando la situazione e, giornalmente, raccogliamo il malcontento e le denunce dei nostri produttori associati”, ha spiegato Passeri. “Non possiamo e non dobbiamo svendere i nostri agrumi per ingrassare le multinazionali che gestiscono supermercati e discount, sarebbe una mossa suicida. Chi pretende che si venda al ribasso va messo alla porta”, ha esortato De Florio.

E’ necessario che sulle storture create dalla Gdo nel bilanciamento dei prezzi si avvii una discussione seria, sia a livello nazionale che europeo. Le nostre aziende agricole sono tra le più controllate del mondo. Devono attenersi a disciplinari molto rigidi che tutelano qualità e salubrità dei prodotti.

Si tratta di regole che, in Paesi come Spagna e Marocco, sono molto più blande. Come per altri settori, anche in quello agrumicolo sta assumendo contorni grotteschi e drammatici la differenza tra chi si attiene a regole serie e inflessibili e quanti, in altri Paesi, aumentano la loro competitività sui mercati grazie a normative meno stringenti sia sul costo del lavoro che sui trattamenti cui sottopongono i prodotti.

E’ necessario che il Governo italiano non lasci nulla di intentato, in Europa, per uniformare gli standard, facendo in modo che almeno gli Stati dell’Ue adottino regole comuni per non fare concorrenza sleale, secondo quanto previsto dal disegno di legge n. 1583 del Senato, “Disposizioni in materia di trasparenza delle pratiche commerciali della filiera agrumicola e di elaborazione dei costi medi di produzione dei prodotti ortofrutticoli”.

“In tutta la Puglia, così come nel resto d’Italia”, ha dichiarato De Florio, “CIA Agricoltori Italiani sta lavorando per favorire le Organizzazioni di Produttori, le cooperative e una filiera che faccia anche trasformazione per conservare il valore aggiunto del settore agrumicolo. Assieme alle istituzioni di ogni livello, è necessario avviare una grande campagna informativa e di promozione dei nostri agrumi, perché se le aziende agrumicole chiudono, il danno lo pagheremo sia come sistema-Paese che come consumatori”, ha concluso il responsabile GIE Ortofrutta per CIA Puglia.

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La regia udienza della Provincia di Capitanata e M.co capo di rota d'essa dovete fare come in questa Regia Camera è stata presentata la seguente computa VS in fede e volendone sapere si è esposto debitamente provvedere rifacemmo la presente e la quale vi dicemmo la presente e la vi dicemmo e ordiniamo che dobbiate costringere a fare costringere la suddetta Università della terra d'Ischitella e per essa i suoi odierni nel governo,acciò che al termine di giorni 20 dobbiate pagare a beneficio del M.co Camillo Barbarese esponente del medesimo luogo portando deve consegnare per il 30 Aprile prossimo passato dell'anno 1691 per causa dei fiscali pagamenti in none di detta Università della casa degli Incurabili di questa città l'anno ducati 80 che si devono al Monte del presente Ferrante Lombardo per causa di fiscali da detta Università altrimenti detto termine trascorso gli infrascritti Sig. Presidente Commissario si pigliarono l'espediente necessario per pigliare e così eseguire per danno in Napoli .Giorno,31/12/169L'Università per il termine di giorni venti paghi detta quantità altrimenti trascorso il termine predetto si daranno gli ordini convenuti.

Sebastiano de Cotes

Ferdinandus Cavalierius

Cons Giulianus

Andrea de Florio attuario.

Memorialus in formazione.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura
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