Articoli filtrati per data: Domenica, 10 Febbraio 2019 - Rete Gargano

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 è stata registrata dai sismografi dell'Istituto di Geofisica e Vulcanologia alle ore 20 al largo del Gargano, sul tratto di costa tra Vieste e Peschici, ad una profondità di 10 chilometri. La scossa è stata avvertita soprattutto nei centri abitati di Vieste e Peschici dove alcune persone per la paura si sono riversate in strada. Numerose le telefonate ai centralini dei Vigili del Fuoco e della Polizia Locale. Non si registrano danni a cose e persone

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Trema la terra sul Gargano. La scossa è stata avvertita soprattutto a Vieste e Peschici.

I sismografi hanno individuato l'epicentro in mare davanti alla costa garganica, ad una profondità di 10 km. La scossa è avvenuta alle ore 20 di questa sera ed ha avuto magnitudo 3,2. Al momento non si registrano danni a cose e persone. 

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Cosa ha la Puglia che la rende oggi una destinazione dove fare una esperienza di viaggio? Dopo essere stata inserita dal New York Times fra le 52 destinazioni da visitare nel 2019, la Puglia alla Bit fa il punto sugli aspetti che la rendono unica, attraente e intrigante per i viaggiatori italiani e stranieri.

Il giornalista della prestigiosa testata americana, Daniel Scheffler, ha puntato sulle masserie fortificate che si trovano solo in Puglia, dove gli ospiti possono prendere lezioni di cucina. E poi “la vinificazione in Puglia ha oltre mille anni da quando i Greci piantarono qui le viti che portarono attraversando il mare Adriatico”. E la Puglia vanta oggi vini di altissimo livello, grazie all’impegno di produttori appassionati. A motivare la scelta del New York Times, anche la novità dello spaceport di Grottaglie, primo in Europa, con la promessa di inviare i primi passeggeri nello spazio già nel 2020, e il grande sviluppo di collegamenti aerei che rendono più facile oggi raggiungere la Puglia. E’ allora questo mix di tradizione, autenticità e insieme innovazione a fare della Puglia una destinazione interessante. Un mix che si esprime molto bene proprio nell’enorme patrimonio enogastronomico pugliese. Ed è interessante che l’accento sulla tavola pugliese arrivi anche dagli Usa, visto che, da una indagine di SWG svolta nel 2018 per Pugliapromozione, l’enogastronomia non risulta fra le prime voci a cui solitamente i turisti stranieri associano la Puglia. Dall’indagine emerge infatti che mentre per i viaggiatori italiani le prime due voci sono la qualità dell’olio e del vino (valore 100) e le acque cristalline e le sabbie bianche (92 su 100), i viaggiatori stranieri associano la Puglia soprattutto ai borghi (valore 100), all’artigianato e alle produzioni locali e alla possibilità di vivere le tradizioni (valore 85 su 100 per entrambi).

Per avvicinare e attrarre in Puglia il pubblico straniero attraverso i piaceri della tavola pugliese è partita una prima campagna innovativa di Pugliapromozione, in partnership con Expedia, Puglia Travel Flavour, che si rivolge ai mercati stranieri, Usa e Inghilterra in primis, che incita a viaggiare in Puglia con le papille gustative.

“Storia, cultura e tradizioni, ma anche innovazione trovano una sintesi perfetta proprio nel grande patrimonio enogastronomico della Puglia sul quale vogliamo puntare per costruire un prodotto turistico di qualità, capace di attrarre viaggiatori italiani e soprattutto stranieri che sono quelli che consentono di allungare la stagione - afferma l’Assessore all’Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone - Qualità e turismo slow legato all’enogastronomia tutto l’anno perché destagionalizzare resta un nostro obiettivo strategico. La Puglia in questa fase, a due anni dal varo del primo piano strategico, prima in Italia, è una regione appassionata e ambiziosa e sta lavorando molto in sintonia fra pubblico e privati. Va in questa direzione InPuglia365, un programma di iniziative ed esperienze, rigorosamente slow, da offrire a turisti fuori dai periodi canonici dell’estate.

Eventi, passeggiate, escursioni in tutta la regione esaltano il "paesaggio enogastronomico", quell'insieme di cultura originale, persone, ambiente, attività e prodotti local, che il turista prende sempre più in considerazione quando sceglie la meta del suo prossimo viaggio. Oggi la Puglia è vivibile tutto l’anno anche per gli eventi culturali e gli spettacoli, festival e manifestazioni, che, grazie ai bandi della Regione, sono programmati su base triennale. Unendo le qualità di un paesaggio dolcissimo, il clima mite e la ricchezza dei borghi, all'enorme patrimonio enogastronomico, la Puglia è servita!”

D’altronde il trend del turismo enogastronomico è in crescita: un turista italiano su due viaggia per enogastronomia. Questa quota - misurata dal Rapporto su questo mercato elaborato dall'Università di Bergamo e da World Food Travel Association - è praticamente raddoppiata negli ultimi anni visto che nel 2016 risultava pari al 21%. La Coldiretti da parte sua annuncia un record per la spesa turistica a tavola nel 2018 con un impatto economico che supera per la prima volta i 30 miliardi di euro, divisi tra turisti italiani e stranieri che scelgono l’Italia come meta delle vacanze anche per i primati enogastronomici.

“Da questo punto di vista, la Puglia ha un grandissimo potenziale, presentando un’ampia varietà di esperienze diverse, in primis una cucina tipica diffusa - afferma la docente Roberta Garibaldi che ha curato il rapporto sul Turismo enogastronomico - La Puglia è la prima regione italiana per numero di aziende vitivinicole (49.596, il 13% del totale nazionale) e per numero di frantoi, ben 902 (pari al 20% del totale). Il 37% dei turisti italiani si è recato in visita ad un frantoio e il 69% ha dichiarato di volerlo visitare nel corso di uno dei suoi prossimi viaggi. Spicca quindi il turismo dell’olio, con una regione con distese di ulivi secolari e frantoi ipogei da scoprire. La vite e l’olivo sono elementi caratterizzanti il paesaggio e la cultura della Puglia e rappresentano di per sé uno stimolo alla visita dell’intero territorio. È grazie a questa ricchezza che la regione figura tra le migliori mete enogastronomiche: è la terza regione italiana preferita dai turisti enogastronomici dopo Sicilia e Toscana”.

La tavola pugliese, sia in un grande ristorante che in una piccola trattoria, mostra sempre cura, amore e materie prime eccellenti a km zero tutto l’anno. “Clima, masserie, tradizioni, borghi che custodiscono tesori di arte e tradizioni culinarie sono allora gli ingredienti del successo della Puglia e del suo sviluppo turistico in Italia e all’estero – afferma Luca Scandale, Responsabile del Piano Strategico Puglia365 - E la Puglia non delude le aspettative ed anzi spesso vi si trovano durante un viaggio anche molte sorprese che non ci si aspetterebbe. E questo il senso della nuova campagna di comunicazione, “La Puglia che non ti aspetti”, rivolta al mercato italiano che viene lanciata proprio alla Bit”.

Di questi argomenti si è parlato nella conferenza stampa alla Bit “Perché la Puglia? Il Gusto di una terra aperta tutto l’anno”, con Loredana Capone, assessore all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia, Roberta Garibaldi, docente Università di Bergamo, esperta di turismo enogastronomico, Peppone Calabrese, gastronomo e conduttore di Linea Verde, Silvia Martinez, business development manager Europe (Italy and Spain)- Expedia, Luca Scandale, responsabile del Piano Strategico del Turismo Puglia365. Ha moderato Rocky Malatesta, consulente di Pugliapromozione per lo sviluppo dei Prodotti Turistici.

Durante la conferenza stampa è stato “testato” dai relatori il Puglia Travel Test “E tu, di che Puglia sei?” 7 domande per scoprire la Puglia che fa per te, che è stato lanciato on line proprio in occasione della Bit.

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“Ancora una volta, purtroppo, il quotidiano La Repubblica manifesta faziosità politica ed una gravissima e dolosa disattenzione per la verità dei fatti, oltre che una totale mancanza di rispetto per le più elementari regole del giornalismo. Mi vedo dunque costretto a sporgere formale querela nei confronti del direttore responsabile del quotidiano e di Giuliano Foschini, autore dell’articolo pubblicato questa mattina sul dorso pugliese del giornale, con conseguente richiesta di risarcimento per i danni arrecati alla mia immagine ed a quella delle persone oggetto della diffamante ricostruzione giornalistica.
Innanzitutto è opportuno precisare che il lavoro condotto dal quotidiano non sembra avere nulla di giornalistico, dal momento che non consegna al lettore alcun elemento di novità rispetto alla vicenda giudiziaria sulla quale è ancora atteso il pronunciamento del Tribunale del Riesame. Ciclicamente Foschini compie una specie di riassunto delle puntate precedenti, sistematicamente privo di qualunque novità, utile solo a ricordare l’esistenza di un’inchiesta, quasi come se svolgesse la funzione di promemoria. Ma il compito di un quotidiano non dovrebbe essere quello di fornire notizie?
Nel caso del pezzo pubblicato questa mattina, inoltre, vi sono alcuni imbarazzanti errori, che si tramutano – a questo punto sono portato a credere in modo doloso – in una vera e propria attività diffamatoria. Nel titolo dell’articolo pubblicato sulla pagina web di Repubblica Bari, ad esempio, c’è scritto; “Foggia, intercettazioni dell’appaltopoli al Comune. La Procura: ‘Arrestato il suocero del sindaco’”. Il titolo di Repubblica trasforma quindi del tutto falsamente una richiesta in un fatto, con il lettore che, indotto in errore, sarà portato a credere che l’arresto ci sia stato mentre in realtà quella delle misure cautelati è per l’appunto soltanto una richiesta della Procura della Repubblica, peraltro respinta dal Giudice per le Indagini Preliminari. Ma gli errori e le diffamazioni non finiscono qui. Perché nell’articolo Foschini scrive, con riferimento alla richiesta di misure cautelari nei confronti di mio suocero bocciata dal GIP e contro la quale la Procura ha promosso ricorso, che il Giudice per le Indagini Preliminari ha ritenuto non esserci elementi sufficienti per accogliere la richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica. Una ricostruzione profondamente falsa, poiché il GIP ha escluso la sussistenza di gravi indizi di reato. In altri termini, secondo La Repubblica gli elementi probatori non sarebbero sufficienti per disporre la misura cautelare, mentre la realtà è che secondo il GIP non ci sarebbero neppure gli indizi di reato. Chiunque mastichi un po’ di cronaca giudiziaria sa bene quale sia la differenza tra le due definizioni. Dunque delle due l’una: o Giuliano Foschini non è in possesso delle più elementari competenze per occuparsi di materie così delicate, oppure la sua è una condotta dolosa, messa in atto per diffamare consapevolmente la mia famiglia ed arrecare a me un danno di immagine politica. E per non farsi mancare proprio nulla, Foschini chiude il suo articolo con un altro errore dozzinale, parlando della insubordinazione di 'un altro assessore, Raimondo Ursitti, che all’epoca aveva la delega al Bilancio'. Peccato che il consigliere comunale Ursitti non abbia mai ricoperto la carica di assessore comunale nei cinque anni del mio mandato sindacale. Anche qui mi chiedo: siamo alla totale incapacità di esercitare la professione giornalistica o alla costruzione di un doloso disegno diffamatorio? Un disegno diffamatorio che viene amplificato dalla rete, dal momento che l’articolo de La Repubblica da ore è diffuso nelle chat di Whatsapp e pubblicato da forze politiche e consiglieri comunali sulle loro pagine Facebook.
La reiterata ostinazione del quotidiano La Repubblica nell’affrontare questa vicenda senza fornire notizie ma solo ricostruzioni false e diffamatorie, mi induce a pensare che l’obiettivo vero non sia quello di informare i lettori, ma di colpire il sindaco in carica, provando artatamente a condizionare negativamente il suo consenso e la sua carriera politica, tra l’altro proprio alla vigilia delle elezioni primarie che il centrodestra ha indetto per scegliere il proprio candidato sindaco per le amministrative del maggio prossimo. Se La Repubblica intende schierarsi contro di me abbia il coraggio di farlo alla luce del sole e chiaramente, senza diffamazioni o calunnie che feriscono e che colpiscono vigliaccamente la serenità di intere famiglie. Abbia il coraggio di farlo apertamente, spiegando ai propri lettori perché, improvvisamente, nutre questa straordinaria attenzione per la città di Foggia dopo anni in cui ha letteralmente ignorato l’attività dell’Amministrazione comunale ed i tanti risultati che abbiamo raggiunto. Se La Repubblica vuole essere la quinta colonna dei miei avversari politici lo faccia dichiaratamente e la smetta di usare bugie e falsità come arma per indebolire o interrompere la mia carriera politica”.

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Le foibe, l'esodo giuliano-dalmata, l'esilio, gli odi e i pregiudizi politici: ricordi personali e storia s'intrecciano sul filo di una memoria personale che si fa pagina di storia collettiva. La voce narrante è quella di un bambino nato in un campo profughi, cresciuto in estrema povertà circondato dal silenzio doloroso degli adulti; sarà l'incontro con un uomo, un testimone muto della tragedia a condurlo verso una nuova consapevolezza delle sue radici e della sua storia. Un libro che non concede sconti e getta uno sguardo scomodo sugli avvenimenti seguiti al 1947 e al Trattato di pace di Parigi, nel tentativo di riannodare un filo spezzato dagli estremismi del secolo scorso dando voce a quanti soffrirono quei drammi, e nella speranza di far conoscere a tutti una materia spesso considerata d'altri.

Giovedì 14 Febbraio 2019,
alle ore 10.30, in Chiesa Madre,
Santa Messa e a seguire la processione,
nella solennità del Santo Patrono.

...vi aspettiamo!
     
Dott. Michele Sementino
Sindaco di Vico del Gargano

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Domenica, 10 Febbraio 2019 10:57

Amianto: in Puglia 5000 morti in 23 anni

L'Osservatorio Nazionale Amianto (Ona) stima che in Puglia siano "circa 5.000 i morti causati o concausati dall'esposizione all'amianto nel periodo 1993/2015.
    Dunque circa 220 l'anno, per le sole patologie asbesto correlate. E statisticamente i tumori polmonari sono circa il doppio dei mesoteliomi, a cui vanno aggiunte le altre patologie causate dalla diossina e dagli altri inquinanti". Lo hanno spiegato i responsabili dell'Osservatorio in due convegni organizzati oggi a Taranto e Bari.
    "I morti per mesotelioma nella città di Taranto - ha osservato il presidente dell'Ona Ezio Bonanni - tra il 2006 e il 2011 sono la metà di quelli censiti nell'intera Puglia dal Registro regionale. Centoventuno morti solo di mesotelioma, di cui 99 uomini e 22 donne. A Taranto ci sono 25 casi di mesotelioma l'anno, con un'incidenza superiore di quattro volte ai dati di attesa". L'Osservatorio segnala "400% in più di casi di cancro tra i lavoratori impiegati nello stabilimento ex Ilva".

Pubblicato in Ambiente

La nostra città ha sempre avuto, nel corso dei secoli, diversi rapporti commerciali (con esportazioni di agrumi e olio d’oliva) con l’altra sponda dell’adriatico, ovvero con l’Istria e la Dalmazia. Ma tra il 1943 e il 1947 iniziò, in quelle regioni, il massacro delle foibe, il quale ha provocato un gran numero di vittime, tra le 10 e le 15mila persone e 350mila che furono costretti alla fuga dalle violenze del regime comunista di Tito, poiché avevano come unica colpa quella di essere italiani. Si trattava di una vera e propria pulizia etnica che doveva annientare la presenza italiana in Istria e Dalmazia. Molte esecuzioni si effettuavano nelle foibe (voragini rocciose a forma di imbuto rovesciato) ed i prigionieri erano condotti sull'orlo delle voragini e legati l'uno all'altro da un filo di ferro stretto ai polsi con delle pinze. Infine, uno dei soldati sparava al membro in testa al gruppo dei condannati, che trascinava nella foiba il resto dei compagni, ancora vivi.
Tra gli “infoibati” ci furono diversi viestani: Vincenzo Vescera, poliziotto in servizio a Trieste, catturato il 2 Maggio 1944 ed infoibato presso Basovizza, ai discendenti, su segnalazione del Comune di Vieste, venne riconosciuta la Medaglia alla Memoria del Presidente della Repubblica in occasione delle celebrazioni del “Giorno del Ricordo” del 2015; Francesco Cavaliere, poliziotto in servizio a Gorizia; Francesco Paolo Ascoli, anch’esso poliziotto; Giovanni Battista Chieffo, civile; ed altri due dei quali si conosce solo il cognome, Russo e Santoro.
Lo stesso ex Sindaco Ludovico Ragno era un esule, all’età di 21 anni lasciò Zara con la sua famiglia per trasferirsi a Vieste.
Nel 1947 Vieste dimostrò la sua generosità, poiché fu l’unica città italiana che si impegnò a fondare la nuova Pola sul proprio territorio (cedendo parte dello stesso) per poter accogliere gli esuli delle terre italiane di Istria, Giulia e Dalmazia. Infatti nella Delibera di Giunta Municipale nr. 70 del 18.04.1947, recante all’oggetto “Fondazione della nuova Città di Pola” vi è sancito <<... una nuova Pola deve essere creata, sullo stesso mare e sulla stessa sinuosità insidiose di identiche scogliere... Delibera... ... a far sì che i fratelli polesi possano riaffacciarsi su quel loro mare da dove incomprensione ed ingiustizia li hanno cacciati... >>. La vicenda delle foibe rappresenta un momento oscuro e ignoto della storia italiana. Per molti anni abbiamo assistito ad una cecità politica nei confronti di questo fenomeno e casualmente, ad oggi, è ancora raro trovare nei libri storia approfondimenti sul tema. Per questo ci auguriamo che l’amministrazione comunale, insieme alla comunità scolastica, trovi sempre più interesse nell’ approfondire questo tema, per non dimenticare questa brutta pagina della nostra storia e ricordare anche la generosità dei viestani del 1947.

 Matteo Parisi

Coordinatore cittadino FDI Vieste

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50 le vittime del genocidio delle milizie di Tito originarie della provincia di Foggia, censite da Salvatore Valerio. Il 10 febbraio si ricordano anche i Martiri Triestini ed il 17enne foggiano Leonardo Manzi fucilato dalla polizia inglese con il tricolore fra le mani.

Pochi sanno che Vieste fu l’unica città italiana che si impegnò a fondare la nuova Pola (la città istriana maggiormente colpita dalla foibe) sul proprio territorio, cedendo parte dello stesso, per poter accogliere gli esuli (i profughi furono 350 mila) delle terre italiane di Istria, Giulia e Dalmazia. 

Antonio Blasotta

www.ilmattinodifoggia.it

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