Articoli filtrati per data: Sabato, 16 Febbraio 2019 - Rete Gargano

L’abbraccio della tua amata terra ti stringe dolcemente, così come tu rispettandola l’hai lavorata, l’hai curata ma soprattutto l’hai percorsa; i tuoi passi hanno raggiunto posti dove il cielo terso di color celeste incontra le rigogliose chiome verdi dei lecci. Uomini come te portavano sulle spalle bagagli di cultura garganica che trafiggevano il cuore dei tanti fortunati che hanno potuto ascoltare i tuoi racconti, oppure hanno potuto gustare, nelle ciotole da te realizzate, quel saporito pancotto che accudivi dolcemente sul fuoco. Nella torre della masseria erano queste le emozioni che si provavano standoti affianco, ascoltandoti ma anche semplicemente   osservandoti. Vederti intagliare il legno era qualcosa di magico, riuscivi a creare oggetti sempre utili alla masseria cucchiai, campanacci, bastoni e ciotole erano quelli che più di tutti realizzavi. Non ti ho mai visto turbato o arrabbiato, tranne quando quella volta in cui ti rubarono le mucche; non hai mai accettato quello sgarbo! Questi dovrebbero, o sono, ricordi che nessuno mai potrà cancellare dalle menti e dai cuori di chi ha avuto la fortuna di incontrarti nel suo cammino di vita… questi valori che solo tu sapevi trasmetterci continueranno ad nutrire la valle perchè i tuoi figli Manuela, Michele e Mauro sono l’esempio su questa terra dei tuoi insegnamenti, sono lo specchio in cui si riflette il tuo amore per la vita, il rispetto della natura e il sacrificio di una vita per veder realizzato ogni singolo sogno dei tuoi ragazzi.

Anche se non sei più fisicamente nella tua masseria, la tua aurea è presente e lo sarà per sempre.

La valle del cerro è la valle dell’amore e questo amore non finirà mai;

GRAZIE DI TUTTO CUMBA’ NCOL.

M.S.

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Con solenne Festa Liturgica  il 14 febbraio prossimo, Vico del Gargano si appresta a chiudere la celebrazione giubilare dei 400 anni di san Valentino prete e martire.   Durante questo anno, attraverso le diverse espressioni della ricerca storica, dell’arte, del teatro, della musica e senza mai perdere di vista gli orizzonti della Fede,  abbiamo cercato di  scoprire e far conoscere all’uomo contemporaneo, le ragioni che hanno portato gli uomini dell’epoca a scegliere il prete e martire romano Valentino come Santo Protettore. 
Tra storia e leggenda sappiamo che Vico aveva originariamente eletto a suo patrono San Norberto la cui “protezione” sul bene della città fu però ritenuta inefficace.  La rivoluzione della coltura agrumaria, oramai largamente affermata, aveva altresì generato nuovo benessere per gli abitanti ancorché scontasse le difficoltà climatiche degli inverni rigidi che si susseguivano: la così detta piccola glaciazione che interessò l’Europa a partire dalla fine del ’500  e durata fino al XIX secolo. 
Le stesse necessità erano avvertite da tutti gli strati della popolazione, siano essi i proprietari ovvero coloro che vi lavorano come salariati. Gli stessi signori feudali della famiglia Spinelli, insediatisi di recente con il matrimonio fra don Troiano, principe dell’Oliveto e duca di Aquara, e Maria Caracciolo, marchesa di Vico, che portava in dote alla famiglia la nostra terra, avevano  interessi nell’economia del territorio. 
Ancora una volta leggenda e storia s’incrociano nel trasmetterci come si arrivò a scegliere il Santo che, assicurasse sicuro patrocinio alla comunità. Al di là della veridicità del viaggio a Roma dove scegliere un nuovo protettore e dell’incipit casuale nelle catacombe, resta chiara la volontà di un popolo, espressa negli atti del Consiglio Decurionale, accompagnata dalla decisione di don Troiano Spinelli di donare il busto reliquiario di San Valentino, originariamente custodito dalla famiglia nella cappella del castello. Il decreto dell’Arcivescovo Annibale Ginnasio del 10 febbraio 1618 e l’atto notarile rogato il 14 febbraio 1618 dal notaio Alessandro de Pascarellis nella Chiesa  Madre di Vico fra i rappresentanti del Capitolo e i rappresentanti dell’Università, suggellano tali volontà. 
Santi e Nobili  -San Valentino e i marchesi Spinelli  un legame divino con Vico del Gargano-   vuole essere un tributo di riconoscenza al Santo Patrono, per chiudere questo Anno Centenario e di far conoscere come gli abitanti di Vico del secolo XVII, interessati in quel preciso periodo storico da cambiamenti umani e della natura, affrontarono gli eventi volgendo il loro sguardo verso il trascendente e vedendo “con gli occhi della  Fede” come autentico punto di riferimento il Divino.  Scoprire questa testimonianza ha grande valore, sia per noi oggi, sia, in particolare, per i giovani ai quali appartiene e da cui dipende il futuro. 

La postaszione 118 di Mattinata, ca­pofila della mobilitazione per la internalizzazione nella so­cietà in house Sanitaservice dell’Asl estesa a tutte le po­stazioni della provincia di Foggia, ha organizzato nei giorni scorsi un presidio di­nanzi alla sede dell’Azienda sanitaria locale ritenendo in­giustificato il “silenzio quasi tombale” intorno alla indi­zione della , cosiddetta gara-ponte. Tale proce­dura di selezione pubbli­ca delle asso­ciazioni e/o cooperative cui ri-affidare la gestione annuale del servizio in attesa dell’attivazione dell’Areu, l’agenzia regionale che coor­dinerà l’intera emergenza ur­genza, era stata prospettata come l’unica soluzione pos­sibile e accettata da lavoratori e sindacato Usb in quanto la stessa aveva inserito dei pa­letti specifici a tutela sia della clausola di salvaguardia (ritenuta, tra l’altro, legittima dallo stesso Tarnella sentenza dell’11 scorso) che del rego­lare pagamento delle spettan­ze (inserendo, per la prima volta, la responsabilità in so­lido della stazione appaltan­te). L’Asl Foggia dichiara, anzi ribadisce di essere vicina ai volontari delle postazioni 118 e che da tempo è impegnata a mettere in sicurezza il com­plesso sistema dell’emergenza urgenza e a superare le di­somogeneità organizzative e gestionali dovute al fatto che alcune postazioni continuano a rimanere affidate, da circa un decennio, ad associazioni e cooperative e un’altra parte sono state assorbite in Sa­nitaservice. La gara-ponte era stata vo­luta anche per stabilire regole ferree di gestione delle po­stazioni, soprattutto a tutela degli operatori, di ruolo e vo­lontari, in servizio presso le associazioni. L’art. 24 del Ca­pitolato, in particolare, pre­vedeva specifiche ipotesi di risoluzione del contratto tra cui i ritardi nel pagamento delle retribu­zioni ai di­pendenti la­voratori. La direzione ge­nerale dell’Asl Fg rammenta, altresì, che con sentenza n. 48/2019, pubblicata in data 11 gennaio scorso, il Tar Bari ha accolto il ricorso presentato da due Associazioni di volontariato ed ha annullato il bando e che l’unico motivo di accoglimen­to è stato relativo al rimborso mensile che la procedura fis­sava in via forfettaria e non sulla base delle spese effet­tivamente sostenute dagli enti no profit, come previsto in­vece dalle disposizioni in ma­teria. I competenti Uffici Regio­nali avrebbero tempestiva­mente avviato gli atti am­ministrativi utili alla predi­sposizione della regolamenta­zione sostitutiva mentre l’Asl di Foggia ha dato mandato all’Area gestione patrimonio di procedere (non appena la Regione Puglia avrà predi­sposto la nuova regolamen­tazione in materia di rimborsi agli Enti del Terzo Settore, all’indizione di una nuova procedura di gara riservata alle organizzazioni di volon­tariato. In mezzo però ci sono i lavoratori che lamentano di non aver percepito ad oggi (tranne rare eccezioni) gli sti­pendi di dicembre 2018 e gen­naio; di aver cominciato nuo­vamente a subire vessazioni e minacce da parte delle As­sociazioni affidatane del ser­vizio in proroga; e che l’Usb ha chiesto, senza risposta, di poter incontrare i vertici Asl e della Sanità pugliese.

 Anna María Vitulano

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Via alla riorganizzazione delle visite mediche con il Ser­vizio sanitario nazionale. Per ri­durre le liste d’attesa negli am­bulatori in Capitanata (fino a 200 giorni per una mammografia) L’Asl a fine mese farà scattare un piano che prevede una maggiore mobilità dei medici. «Spostere­mo gli specialisti in base alla domanda - dice il direttore ge­nerale Vito Piazzolla - lo faremo in base alle indicazioni che pro­vengono dai territori. Abbiamo una mappa aggiornata dell’in­cidenza delle patologie nei 61 co­muni». Previste 817 ore di visite in più nei 57 poliambulatori, nei 27 consultori familiari e nelle 3 Case circondariali».

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Questo pomeriggio alle ore 15, parte la 23° giornata, ottava del girone di ritorno, con l’anticipo tra il Brindisi e il Mesagne. Sarà un derby delicato per entrambe le compagini che hanno obiettivi opposti. Il Brindisi non vuole e non può perdere ulteriore terreno dalla vetta e si deve guardare anche le spalle, dato che il Barletta è distante solo un punto. Il Mesagne sta lottando coi denti per uscire dalla zona rossa della classifica, nella quale occupa il quintultimo posto. Domani sempre alle 15 il grosso del programma con Otranto-Casarano, Gallipoli-Terlizzi e un deciso Atletico Vieste che ospita l’Avetrana. Chiude il programma il posticipo delle ore 17 tra Molfetta Calcio e San Severo.

Il programma completo della 23esima giornata. GLI ARBITRI.

Oggi ore 15

Brindisi-Mesagne: Salvatore Montanaro di Taranto (Conte di Taranto, Schirinzi di Casarano)

 

Domani ore 15

Atl. Vieste-AS Avetrana: Ruggiero Doronzo di Barletta (Maffione di Molfetta, Desiderato di Barletta)

Barletta-UC Bisceglie: Andrea Recupero di Lecce (Miccoli e Magnifico di Bari)

Corato-Molfetta Sportiva (in assenza di pubblico): Fabrizio Consales di Foggia (Favilla e Dattoli di Foggia)

Gallipoli-Terlizzi: Luca Vittoria di Taranto (Nero e Peloso di Barletta)

Otranto-Casarano: Francesco Zago di Conegliano (Ostuni di Bari, Tomasi di Taranto)

Vigor Trani-F. Altamura: Davide Albano di Venezia (Grimaldi di Bari, Salvemini di Molfetta)

Molfetta Calcio-AT San Severo (ore 17,00) : Antonio Spera di Barletta (Denisov di Bari, Miceli di Taranto)

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Pizze a chilometro zero? si distinguono al Ristorante Pizzeria Bella Napoli a Vieste di fronte al faro.

La semplicità dei sapori.

Alla Bella Napoli i piatti per fare gol non hanno bisogno di tanti passaggi.

La genuinità e la qualità dei prodotti contadini da sempre utilizzati sono il segno distintivo del Ristorante pizzeria Bella Napoli.

Anche quando la tua squadra non fa gol. …alla Bella Napoli la pizza è sempre tonda.

Ti aspettiamo questa sera.

Bella Napoli – Di fronte al Faro – Viete -

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Il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, insieme con l’assessore al welfare Salvatore Ruggeri, ha incontrato nella sede della Presidenza a Bari, i direttori generali delle sei Asl pugliesi e i rappresentanti delle Associazioni che compongono il tavolo tecnico regionale per le disabilità.
Obiettivo degli incontri, la condivisione dello stato di avanzamento dell’attività istruttoria delle domande per la seconda annualità degli Assegni di cura (il monitoraggio da parte degli uffici regionali è quindicinale) e il punto sulla spesa sociale complessiva che la Regione Puglia mette a disposizione per la disabilità e la non autosufficienza. “È stato un incontro positivo – ha dichiarato il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – nel quale abbiamo aggiornato tutte le associazioni interessate all’assegno di cura dell’andamento delle visite per la composizione della graduatoria e per le erogazioni. Ovviamente non è semplice perché purtroppo c’è qualcuno che ha scambiato l’assegno di cura per disabili gravi e gravissimi per una specie di reddito di cittadinanza. Moltissima gente si è inserita avendo alle spalle situazioni che non sono quelle per le quali l’assegno di cura è stato predisposto. Voglio dire a queste persone che, oltre che a complicare molto l’erogazione per quelle famiglie più bisognose avendo casi più gravi, loro possono fare riferimento ad un'altra misura che abbiamo messo a disposizione e cioè, al reddito di dignità che consente al caregiver, ossia il familiare che si occupa del proprio congiunto disabile, di poter avere insieme il reddito di dignità e la formazione specifica”.

“Ci sono altre misure – ha proseguito Emiliano – che si utilizzano in questo caso, mi riferisco ai buoni di servizio che consentono a molte famiglie di gestire soprattutto i casi di autismo o di altre gravi disabilità dei minori. E poi c’è un altro progetto molto importante, quello sulla vita indipendente, che consente a ciascun disabile grave di poter costruire un progetto di vita autonomo. Insomma, sulla disabilità grave e gravissima non ci sono solo gli assegni di cura, che impegnano quest’anno quasi 35 milioni di euro, ma ci sono altri strumenti. È importante quindi informarsi bene presso le Asl, presso i medici di famiglia e i Caf”.

Non solo Assegni di cura. Nel corso degli incontri infatti il Presidente Emiliano ha fatto anche il punto sul dato complessivo della spesa sociale per la disabilità e la non autosufficienza che vede la Regione Puglia in ottima posizione rispetto alle altre regioni. Solo nel 2018, la spesa sociale per le altre misure per la disabilità è stata di oltre 100 milioni di euro con una platea di beneficiari, tra anziani e disabili, che supera le 11.000 persone. Ricordiamo che nel 2010 la spesa complessiva in ambito è stata di appena 20 milioni di euro.

“Abbiamo avuto la possibilità – ha continuato il Presidente Emiliano – di investire 62mln di euro. Quest’anno purtroppo abbiamo potuto attingere molte meno somme dal fondo nazionale della disabilità. La Regione Puglia, che è tra le regioni che finanzia di più l’assegno di cura in Italia, sta facendo uno sforzo enorme. Devo dire, però, che la civiltà e la maturità del tavolo di oggi ci hanno consentito di affrontare tutte queste materie come se loro governassero assieme a noi la Regione Puglia. Questo significa partecipare e condividere le scelte”.

“Ringraziamo le Asl - ha aggiunto l’assessore regionale al Welfare Salvatore Ruggeri - e tutta la struttura regionale per lo sforzo organizzativo messo in atto per istruire le quasi 15mila domande di assegni di cura pervenute entro il 22 novembre scorso. Adesso siamo al lavoro affinché in tempi ristretti si possano erogare le somme a favore dei primi beneficiari della stessa misura. Il lavoro è partito bene ma siamo consapevoli che la strada da percorrere è ancora lunga. Il nostro impegno a favore delle fasce più deboli della popolazione, soprattutto a favore di chi soffre a causa di gravi disabilità, continua e non verrà meno in nessun momento, come dimostra anche il dato crescente della spesa complessiva in ambito sociale passata a oltre 100 milioni di Euro nel 2018 che ci ha consentito di raggiungere 11mila beneficiari tra anziani e disabili”.

ANDAMENTO DELLA PROCEDURA DI SELEZIONE DEI BENEFICIARI DI ASSEGNI DI CURA 2018-19

 A fronte di 14.789 domande pervenute al 22.11.2018, entro il mese di dicembre tutte le domande sono state istruite per l’ammissibilità amministrativa, sulla base dei dati disponibili sulle piattaforme informatiche regionali, nel mese di gennaio tutte le ASL hanno avviato le seguenti attività:

■        Verifica amministrativa delle domande (con conferimento diretto con i cittadini, per documentazione integrativa rispetto ai dati da sistema)

■        Valutazioni sanitarie per l’ammissibilità a beneficio

■        Provvedimenti amministrativi di ammissione e finanziamento.

 Le risorse disponibili, passate da 25 milioni a 35 milioni di euro, con l’approvazione dell’integrazione di 10 milioni nel Bilancio di Previsione 2019 approvato a fine anno, consentiranno di accogliere fino a circa 3.300 domande cioè il 22% circa delle domande presentate, con la distribuzione tra ASL illustrata di seguito:

Va detto che, di tutte le domande presentate, rispetto alla attribuzione dei punteggi provvisori, figurano oltre 11.400 domande che non fruiscono di alcuna prestazione sanitaria domiciliare né di prestazioni domiciliari di riabilitazione, e che quindi in larga parte fanno riferimento a profili di non autosufficienza non gravissima. Le valutazioni sanitarie in corso consentiranno di individuare tra queste, ad esempio, le situazioni di minori con disturbi gravi dello spettro autistico, che non ricevano altre prestazioni sanitarie, e che potranno essere ammesse ad Assegni di cura.

 Al 31 gennaio 2019 le ASL tutte hanno già avviato l’istruttoria, con la lavorazione di quasi il 36% delle domande prioritarie o riguardanti le situazioni più gravi, e più in generale circa il 20% delle domande presentate. Sono emerse già 547 domande ammesse al beneficio, con molti provvedimenti di ammissione già adottati. I risultati sono in corso di caricamento su piattaforma per la visualizzazione su piattaforma , e di seguito illustrati:

 Nelle ultime settimane l’attività è andata avanti, tanto che ad esempio per la ASL di Lecce gli ammessi sono passati da 141 a 251 e solo il 40% le domande già lavorate. Entro fine settimana si completerà il monitoraggio su tutte le ASL.

La spesa sociale della Regione Puglia per la disabilità e la platea di beneficiari

 E’ appena il caso di evidenziare che l’Assegno di cura non è l’unica misura per la disabilità e la non autosufficienza che la Regione Puglia promuove e realizza. Anzi, negli ultimi anni la spesa complessiva in ambito sociale è cresciuta in modo significativo, passando da appena 20 milioni di euro nel 2010 a oltre 100 milioni di euro nel 2018 e con una platea di beneficiari, tra anziani e disabili, che supera le 11.000 persone.

La spesa sociale è allocata su Assegni di cura, buoni servizio per compartecipare le rette dei centri diurni per disabili e anziani e delle prestazioni SAD e ADI, assistenza specialistica e trasporto scolastico per gli alunni disabili, i progetti per la vita indipendente. E a questo si aggiungono le prestazioni erogate direttamente dai Comuni nell’ambito dei Piani Sociali di Zona con le risorse trasferite dalla Regione a valere su FNA, FNPS, Fondi regionali per la programmazione sociale ordinaria.

Alle 11.000 persone che ricevono prestazioni socioassistenziali, si devono aggiungere 8.944 pazienti che ricevono prestazioni domiciliari sanitarie di II e III livello su tutto il territorio regionale, pur con significative differenze tra ASL [es: ASL BR 5,28/1000 ab., ASL BA 0,64/1000 ab., media regionale 2,20/1000 ab.].

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«I dispositivi avanzati per la cura del diabete devono essere pre­scritti a chi ne ha realmente bisogno, e questo può avvenire soltanto in centri che garantiscano la presenza della necessaria professionalità». Il profes­sor Francesco Giorgino, direttore del dipartimento di Endocrinologia del Policlinico di Bari, è il coordinatore scientifico del comitato che ha sta­bilito le regole per l’utilizzo dei di­spositivi «flash» (i misuratori del glu­cosio senza ago), dei microinfusori e delle terapie avanzate, stabilendo an­che i requisiti di chi dovrà prescri­verli. «La Puglia - dice - ha fatto una scelta nell’interesse dei pazienti. In alcune regioni c’è un centro prescrit­tore unico, noi abbiamo stabilito le linee guida con la partecipazione delle associazioni dei malati e delle tre società scientifiche di diabetologia. E stiamo lavorando per venire incontro a tutte le richieste».

Ieri, infatti, la Regione ha prorogato di altri 30 giorni (fino al 15 marzo) la sospensione delle nuove regole, in attesa di una delibera che aumenterà il numero di centri abilitati a erogare i dispositivi (due per i bambini e nove per gli adulti): «I dispositivi avanzati - spiega Giorgino - danno un beneficio se ne viene fatto un utilizzo ottimale. Il microinfusore consente di erogare in­sulina ai pasti, ma è necessario ad­destrare il paziente a calcolare quanta insulina occorre prima di mangiare un piatto di pasta, e bisogna assi­curargli la disponibilità di uno spe­cialista pronto ad assisterlo in ogni momento della giornata in caso di problemi. E questo non è possibile in tutti gli ospedali. Abbiamo chiesto alle direzioni sanitarie di certificare il possesso dei requisiti minimi, che in alcuni casi non sono rispettati. Alcuni non ci hanno nemmeno risposto. Stiamo facendo uno sforzo per far rien­trare ulteriori strutture, specialmente per l’assistenza pediatrica. Lo faccia­mo, appunto, nell’interesse del pa­ziente, non in quello dei medici che protestano».

L’altro tema caldo sono dispositivi di tipo flash che sostituiscono l’ago: permettono di misurare il glucosio nel sangue con una striscetta di carta applicata sulla pelle. La multinazio­nale Abbott, che produce il «Freestyle», ha chiesto alla Puglia 45 euro a pezzo, contro i 35 pagati dalle altre Regioni. «Gli studi clinici - spiega glicemia Giorgino - dimostrano che il “flash” operato da un riduce la frequenza con cui il diabetico medico va incontro a un episodio di ipo­glicemia. E dunque è indicato per i pazienti che fanno uso di insulina, per quelli che hanno necessità di controllo frequente della glicemia, per i bambini che devono prendere l’insulina quat­tro volte al giorno. Noi abbiamo se­guito un percorso basato sull’eviden­za, anche perché le risorse econo­miche non sono infinite: ciascun pro­blema ha la sua soluzione ottimale». I 45 euro significano un salasso da 8 milioni l’anno per le casse delle Asl, proprio perché la Puglia ha scelto di fornire gratuitamente il Freestyle solo ad alcune categorie di malati (circa 27mila, di cui 800 bambini, su oltre 300mila diabetici). La Abbott dunque si è detta disponibile ad abbassare il prezzo solo se la Regione acquisterà un numero maggiore di dispositivi. Per il momento infatti la Asl Bat, capofila, non ha aggiudicato il contratto di fornitura dei dispositivi, e sta va­lutando se segnalare l’azienda far­maceutica al Garante per la concor­renza.

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