Articoli filtrati per data: Lunedì, 18 Febbraio 2019 - Rete Gargano

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, insieme agli assessori Leonardo di Gioia e Raffaele Piemontese ha tenuto oggi  una conferenza stampa nell'aeroporto di Foggia per fare il punto sulla situazione relativa all'allungamento della pista di volo del “Gino Lisa”.

Secondo Emiliano “tutta la documentazione richiesta finalizzata al rilascio dell’autorizzazione all’inizio dei lavori è stata depositata e ci auguriamo che dietro il ritardo alla concessione non ci sia il tentativo di rendere più difficoltosi i lavori di allungamento della pista dell’aeroporto.

Siccome abbiamo aspettato settimane che il presidente del Consiglio dei Ministri, al quale avevo rassegnato di persona l’urgenza durante l’ultima riunione in Prefettura con i sindaci della Capitanata, mi pare che a questo punto la misura sia colma.

In caso di ulteriore ritardo dovrò far valere nelle sedi competenti la condotta di chi non ha ancora adempiuto al proprio dovere presso il Ministero delle Infrastrutture.

Prima facciamo e meglio è. Qualunque cittadino o qualunque istituzione dello Stato di fronte a un atteggiamento sospetto ha il diritto di chiedere all’autorità giudiziaria di verificare le ragioni del ritardo quando esso appare non giustificato.

Non si tratta di un ultimatum: eventuali ritardi costituirebbero reati procedibili di ufficio, non c’è bisogno di evidenziarli.

Il punto è che bisogna sbrigarsi perché abbiamo già i lavori appaltati, l’imprenditore che ha vinto la gara già pronto a cominciare e dobbiamo far redigere il progetto esecutivo così possiamo sfruttare tutta la buona stagione per i lavori di allungamento.

Sono stanco di sentirmi dire dalla comunità foggiana che noi siamo in ritardo, forse sulla questione dell’aeroporto di Foggia qualcuno vuole compromettere la mia immagine personale e quella della Puglia.

Si sono sbagliati, perché siamo molto determinati”.

Per di Gioia “sul Gino Lisa c’è stato un lavoro di squadra importante in questi anni per mantenere vivo il finanziamento e le autorizzazioni. Oggi siamo nelle condizioni di poter utilizzare lo stanziamento per una finalità che è sì quella del potenziamento dell’aeroporto ma è anche e soprattutto il consolidamento della struttura ai fini di protezione civile.

L’esperienza potrebbe consentirci di valorizzare un presidio che per noi è importante anche dal punto di vista occupazionale, con la speranza che poi si arrivi a far volare aerei in grado di veicolare turismo e opportunità per una terra che è già la prima in Puglia per attrattività e per passeggeri movimentati con altri mezzi, che poi diventano turisti nel territorio”.

L’assessore Piemontese ha concluso con un appello: “abbiamo prodotto tutti i documenti utili, abbiamo sbloccato la pratica a Bruxelles, abbiamo stanziato le risorse in bilancio, abbiamo inviato i documenti richiesti e adesso aspettiamo che il Ministero dei Trasporti dia un semplice nulla osta perché si possa partire con i lavori.

Abbiamo prodotto tutto: per favore, firmate questo nulla osta”.

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Come ogni grande evento che si rispetti, anche il Carnevale di Manfredonia (per il quinto anno consecutivo) consente agli spettatori di poter anticipatamente acquistare online il proprio posto a sedere per godersi comodamente ed in prima fila lo spettacolo delle Gran Parate dalle Tribune di Piazza Marconi. Per la 66^ edizione il servizio è a cura del circuito Vivaticket, specializzato nella vendita di biglietti per spettacoli, concerti ed eventi sportivi diffusi su tutto il territorio nazionale.

E' possibile acquisire i ticket per le 3 Grandi Parate in programma per i giorni 3 (costo 10 euro), 5 (costo 3 euro) e 9 (costo 5 euro) Marzo.

Collegandosi al link https://www.vivaticket.it/ita/tour/carnevale-di-manfredonia-2019/2238 si può selezionare il proprio posto a sedere sulla mappa della Tribuna, tutto comodamente da casa e\o presso uno dei punti vendita autorizzati su tutto il territorio nazionale (a questo link l'elenco completo https://www.vivaticket.it/ita/ricercapv#). A Manfredonia la rivendita ufficiale è sita presso il "Bar Impero" (Piazza Marconi, 16).

L'acquisto del ticket fa riferimento alle sole Tribune di Piazza Marconi, in quanto, l'accesso al percorso ed agli eventi del Carnevale di Manfredonia sono ad accesso libero e gratuito.

Pubblicato in Manifestazioni

Una cinquantina di residenti di Borgo Mezzanone, borgata a pochi chilometri da Foggia, sta bloccando le strade con i cassonetti dei rifiuti per protestare contro le condizioni fatiscenti di una palazzina che, sostengono i manifestanti, "rischia di crollare". "Era il 1998 quando l'allora sindaco di Foggia, Paolo Agostinacchio, sistemò nelle palazzine di Borgo Mezzanone 99 famiglie disagiate - racconta Michele Arcangelo - e abbiamo dei contratti che lo possono dimostrare. Ci dicevano che saremmo dovuti rimanere due anni, poi sono diventati sei. Ed ora siamo ancora qui dopo 21 anni". "Purtroppo - sottolinea - c'è un problema gravissimo, abbiamo una palazzina in via Paolo Borsellino che è diventata inagibile a seguito della rottura di una tubatura della rete fognaria. Le fondamenta sono impregnate d'acqua e c'è il rischio che lo stabile possa crollare". Nelle palazzine di Borgo Mezzanone, prosegue il giovane, "vivono complessivamente 99 famiglie delle quali 30-40 con regolare contratto, mentre altre sono abusive. Non possiamo abbandonare le altre famiglie aspettando il crollo del palazzo".
    Sul luogo della protesta sono intervenuti polizia e carabinieri

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Si svolgerà giovedì 21 febbraio alle ore 15:00 nella Sala V piano, corpo B della Regione Puglia in via Gentile 52, Bari, la presentazione del Piano Regionale della Mobilità Ciclistica, prodotto dalla collaborazione tra ASSET-Agenzia Strategica per lo Sviluppo Ecosostenibile del Territorio e Regione Puglia-Sezione Mobilità Sostenibile.
Il Piano segue le direttive previste dalla Legge Regionale n. 1/2013 e fornisce un utile strumento di pianificazione, individuando i percorsi delle dorsali ciclabili regionali e dettagliando criticità e indicazioni progettuali. Promuove la cultura della ciclabilità multi-livello e menziona i servizi necessari alla mobilità ciclistica.

In concomitanza sarà presentato, l'Accordo di collaborazione tra ASSET, PugliaPromozione e l'Osservatorio sulla Bikeconomy. Il cicloturismo e le politiche legate alla bici hanno un indotto di crescita sociale ed economica non ancora adeguatamente sviluppato. La collaborazione avrà il fine di favorire tutte le buone pratiche e gli interventi utili a promuovere la crescita del cicloturismo e di tutte le attività legate all'uso della bici.  I lavori saranno introdotti dagli Assessori regionali Giovanni Giannini e Loredana Capone, che esporranno gli indirizzi strategici che la Regione Puglia intende dare in questo settore. Modera Raffaele Sannicandro, Commissario Straordinario dell’ASSET.

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Dopo l’ultimo incendio doloso avvenuto nell’Oasi Lago Salso di Manfredonia è necessario che il Parco del Gargano, proprietario al 96% della società di gestione, dia un segnale concreto e finanzi subito i necessari interventi per restituire all’area le infrastrutture di visita che negli anni sono andate perdute a causa di altri analoghi incendi. È la richiesta che avanza il WWF Foggia all’Ente parco all’indomani dell’ennesimo episodio incendiario che nella serata di giovedì scorso ha distrutto un capanno in legno all’interno dell’oasi.

Per il WWF Foggia l’episodio si deve inquadrare nella lunga serie di attentati incendiari che hanno interessato l’oasi – spesso in concomitanza con importanti iniziative di conservazione come quando, all’indomani dell’inserimento del Lago Salso nel sistema delle oasi del WWF, venne incendiato un altro capanno – e che lentamente ed inesorabilmente hanno distrutto tutti i manufatti utili alla visita e l’osservazione della fauna e dei preziosi habitat di cui è ricca l’area. Sono infatti andati in fumo, uno dopo l’altro, la passerella in legno che si addentrava nel folto canneto, i capanni di osservazione, i cartelli informativi.

L’incendio dei giorni scorsi è evidentemente il segnale che a qualcuno non piace il percorso di rilancio dell’area intrapreso nell’ultimo anno.

Il risultato è che oggi i visitatori non hanno a disposizione nessuna struttura di osservazione, indispensabile per una corretta fruizione dell’oasi.

Per questo il WWF chiede che, al di là dell’apprezzabile condanna per il vile gesto e solidarietà agli amministratori già espressa dal vicepresidente del Parco, l’Ente si impegni concretamente ed immediatamente per mettere l’oasi nelle condizioni di accogliere degnamente i visitatori, finanziando i necessari interventi, come ad esempio è stato fatto all’indomani dell’incendio del trabucco di Rodi Garganico.

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Lunedì, 18 Febbraio 2019 11:27

Peschici piange Carlo Soldano

Aveva 82 anni, viestano, ma da sempre adottato dai peschiciani. Generoso, grande anima e organizzatore sportivo. Impiegato comunale. Esempio di passione e compostezza. Gli amici e non solo, si stringono alla famiglia per la grave perdita.

I funerali si svolgeranno domani mattina alle 10,00 nella chiesa S. Antonio.

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Ancora un giorno e la Superluna più spettacolare del 2019 arriverà puntuale martedì 19 febbraio, apparendo nel cielo più luminosa e brillante rispetto a ima normale Luna piena. A renderla tanto speciale è il fatto che la Luna piena si troverà esattamente nel punto della sua orbita più vicino alla Terra. «È un appuntamento da non perdere», dice l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope. Gli astrofili, intanto, si preparano a fotografarla, sperando nel cielo sereno. «Sappiamo che “Superluna” non è un ter­mine scientifico, ma ha il pregio - osserva Masi - di trasferire in modo efficace il si­gnificato che la fase di luna piena è vicina al perigeo, ossia al punto dell’orbita limare che corrisponde alla minima distanza dalla Terra. Questo fa apparire la luna piena più luminosa e circa il 7% più grande di una luna piena normale». La Luna percorre intorno alla Terra un’orbita molto schiacciata, nella quale ogni mese tocca la distanza minima (perigeo) e quella massima (apogeo): la Superluna si ha ogni volta che la Luna piena coincide con l’orario del perigeo. Alle 10,07 del 19 febbraio la Luna si troverà quindi al perigeo e la sua distanza dalla Terra sarà di 356.761 chilometri. «Mai, per tutto il 2019, avremo una Luna piena più vicina di così», osserva Masi. Quella del 19 febbraio è anche la seconda Superluna del 2019, dopo quella che ha coin­ciso con l’eclissi della notte fra il 20 e il 21 gennaio, con la suggestiva «alba della Luna rossa». E promette di essere suggestivo anche il terzo appuntamento con una Superluna dall’inizio dell’anno: è per il 21 marzo, a ridosso con l’equinozio di primavera. Anche gli astrofili si stanno preparando allo spettacolo, con serate di osservazioni e, spe­rando nel cielo sereno, invitano soprattutto a fotografare la Superluna. «Le maggiori di­mensioni della Superluna non sono così evi­denti e per apprezzare meglio la differenza rispetto a una luna piena normale interessante riprendere immagini dell’evento», è l’invito di Paolo Volpini, dell’Unione Astrofili Italiani (Uai). «È interessante anche fare accostamenti - prosegue - con foto precedenti di superlune e minilune anche in occasioni di eclissi, per misurare la differenza nel diametro apparente della Luna. Per notare in modo tangibile la differenza - conclude - si possono mettere l’una accanto all’altra le immagini di lune piene e lune rosse spettacolari, come la miniluna rossa dell’estate 2018 e la luna superluna del gennaio 2019».

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Alla memoria di Matteo Fusilli il premio Terrarancia 2019. Il Comune di Vico ha voluto fortemente donare questo premio simbolico alla memoria di un grande uomo che ha amato il Gargano in maniera indescrivibile.
Matteo Fusilli, stimato docente della Facoltà di Economia delle Università di Foggia e Siena, è  stato Presidente del Parco Nazionale del Gargano dal 1999 al 2004, di cui già da giovane assessore all’ambiente della Provincia di Foggia, fu tra i più tenaci sostenitori.  Alla guida dell'area protetta garganica è stato troppo poco tempo per mettere a frutto tutti i validi progetti avviati i con l'aiuto dei suoi più stretti collaboratori. Fu fermato dalla politica che decise di politicizzare il Parco a discapito della passione e dell'entusiasmo che solo un uomo come lui nei suoi pochi anni di presidenza aveva profuso a favore del Gargano e dei garganici. Tuttavia è a lui che si deve la nascita dell'oasi agrumaria del Gargano e il recupero di antichi mestieri e tradizioni. Il Premio Terrarancia è stato consegnato dal sindaco di Vico, Michele Sementino, all'adorata moglie di Fusilli, Anna Ciuffreda.
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Lunedì, 18 Febbraio 2019 10:10

Vieste – TUTTI INSIEME PER IL CARNEVALE 2019

Pomeriggio di festa presso i locali del Centro Anziani di via Dep. Petrone con i ragazzi Diversamente Abili dell’Associazione Angeli H, i Sammechelere, le Commare Contente e gli anziani dell’omonimo Centro, nel segno della vecchia amicizia e della grande sensibilità che lega queste associazioni verso le categorie più deboli e bisognose.

La festa si è svolta nel segno della totale allegria del tema carnevalesco, confermando questa ricorrenza come appuntamento annuale dell’amicizia e della fratellanza che unisce socialmente da oltre un decennio queste realtà associative della nostra città.

Con balli, scherzi e cibarie in abbondanza il pomeriggio è trascorso velocemente ma di sicuro è rimasto già impresso nelle nostre menti come un piacevole ricordo da ripetere sicuramente. La partecipazione della Band dal vivo “ex Mas’Nucc” ha dato quel tocco in più con la vecchia e bella melodia di un tempo passato ma sempre piacevole, mentre la musica dei balli di gruppo ha coinvolto i più giovani.

Appuntamento al prossimo anno, e un grande ringraziamento particolare ai Sammechelere e l’Associazione Anziani di via Dep. Petrone per aver messo a disposizione la sede e la logistica dell’evento.

 

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Accolta la richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia, il gip di Bari Giovanni Anglana ha di­sposto per il 13 marzo davanti ai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Foggia il processo immediato «Agosto di fuoco» nei confronti di 7 garganici (6 viestani e un manfredoniano) e 1 romeno. Gli 8 imputati sono coinvolti nell’omo­nimo blitz antidroga di Polizia e Dda che tra agosto e novembre scorso in tre mo­menti differenti fu contrassegnato dall’ar­resto di 10 persone accusate a vario titolo di traffico di droga aggravato dalla mafiosità; spaccio di cocaina e marijuana; detenzione e porto illegale di armi sempre aggravato dalla mafiosità. L’inchiesta «Agosto di fuoco» coinvolge anche presunti esponenti del clan capeg­giato dal giovane viestano Girolamo Perna (estraneo al blitz), ritenuto al ver­tice della batteria rivale di quella del suo ex amico Marco Raduano. Proprio la contrapposizione tra le due batterie, fi­nalizzata essenzialmente alla leadership per i traffici di droga nell’importante piazza viestana, sarebbe all’origine di gran parte dei 15 omicidi e agguati falliti avvenuti nel centro garganico dal gen­naio 2015 alla primavera 2018, fatti di san­gue tutti ancora in cerca di autore. Il processo immediato, che serve a sal­tare l’udienza preliminare, è stato chiesto e ottenuto dalla Dda nei confronti dei viestani Claudio lannoli, 43 anni; del cugino Giovanni lannoli di 32 anni, ri­tenuti al vertice del gruppo insieme a Perna; Raffaele Giorgio Prencipe, 34 anni; Carmine Romano, 49 anni; Giu­seppe Stramacchia, 32 anni; e Giovannantonio Cariglia, 22 anni; del manfre­doniano Gaetano Renegaldo di 40 anni; e del romeno Stefan Cealicu di 43 anni, pure residente a Vieste. Di fronte alla fissazione del processo immediato il nu­trito difensivo (gli avvocati Salvatore Vescera, Fortunato Rendiniello, Mi­chele Arena, Rosario Marino, Gian­carlo Chiariello, Nicola Totaro e Mi­chele Candiani) chiederà (alcuni l’han­no già fatto) il processo abbreviato per molti imputati che si celebrerà quindi davanti al gup di Bari. Mentre i difensori di Cariglia - gli avvocati Chiariello e Raul Pellegrini - hanno patteggiato con la Dda una condanna a 2 anni per il giovane garganico che ha una posizione margi­nale, in quanto risponde soltanto di de­tenzione e porto illegale di una pistola: inizialmente gli era contestata l’aggra­vante della mafiosità, poi caduta nel corso delle indagini preliminari: sulla proposta di patteggiamento è attesa la decisione del giudice. Se il blitz antidroga del 7 agosto 2018 della Dda e dei carabinieri del reparto operativo di Foggia colpì 4 persone tra cui il capo clan Marco Raduano che fu fer­mato per traffico di droga aggravato dalla mafiosità, l’operazione «Agosto di fuoco» della Polizia sempre coordinata dalla Dda, coinvolse presunti esponenti del gruppo rivale Perna. Operazione in tre atti quella condotta dal «gruppo Gargano» della squadra mobile foggiana, colleghi del commissariato di Manfredonia e del Servizio centrale operativo della Polizia di Roma. Il primo atto dell’indagine an­tidroga all’alba del 21 agosto quando fi­nirono in carcere i cugini Claudio e Gio­vanni Iannoli, bloccati a Vieste in ese­cuzione di decreti di fermo spiccati dalla Dda. Il successivo 10 settembre il gip del Tribunale di Bari accogliendo le richieste della Procura antimafia firmò 7 ordinan­ze di custodia cautelare in carcere ancora nei confronti dei cugini Iannoli (gli vennero notificate in cella) e dei compaesani Prencipe, Romano, Stramacchia, Cariglia e del romeno Cealicu. Infine il 4 novembre nel prosieguo delle indagini fu disposto dal gip l’arresto-ter di Claudio Iannoli, quello-bis di Raffaele Giorgio Prencipe, e quello del manfredoniano Gaetano Rene­galdo sul presupposto che quest’ultimo avesse rifornito i due coimputati viestani di cocaina per 70mila euro. L’accusa poggia essenzialmente su in­tercettazioni, nel corso delle indagini fu­rono sequestrati ingenti quantitativi di droga; i fatti contestati vanno riguardano la primavera/estate del 2018.

 

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 DDA contesta a 4 imputati aggravante della mafiosità

 Sono 11 i capi d’imputazione - droga e armi - contestati dalla Dda a vario titolo agli 8 imputati dell’in­chiesta «Agosto di fuoco» con­dotta dalla Polizia a Vieste e che ha coinvolto anche pre­sunti esponenti del clan Perna. Il più grave reato di traffico di droga, cocaina e marijuana, ag­gravato dalla mafiosità viene contestato a 7 imputati: i cugini Giovanni e Claudio Iannoli; i compaesani Raffaele Giorgio Prencipe, Giuseppe Stramacchia, Carmi­ne Romano; il manfredoniano Gaetano Renegaldo; e il romeno do­miciliato a Vieste Stefan Cealicu. I cugini Iannoli sono considerati gli or­ganizzatori del traf­fico di droga «rac­cordando l’attività dei sodali cui assi­curavano» si legge nel capo d’imputazione «costante ap­poggio logistico; in­trattenendo i con­tatti con i fornitori e gli intermediari; fornendo indicazio­ni operative quan­to ai canali di approvvigiona­mento, alle modalità di occul­tamento dello stupefacente ed alle resti di distribuzione della droga». Prencipe, Stramacchia, Carmine e Cealicu sono indicati invece «quali partecipi dell’associazione per delinque­re con compiti di approvvigio­namento, occultamento, taglio, confezionamento, distribuzio­ne agli intermediari minori e di spaccio sulle piazze locali»; mentite il manfredoniano Renegaldo viene indicato a sua volta come partecipe del pre­sunto clan di trafficanti «con il compito di fornire considere­voli quantitativi di stupefacen­te». Del clan di trafficanti - dice l’accusa - avrebbe fatto parte anche Gianmarco Pecorelli, il ventiduenne viestano assas­sinato da killer ancora ignoti la mattina del 19 giugno del 2018 quando venne ferito anche un suo amico: i due giovani erano a bordo di uno scooter che in località «Mandrione» fu affian­cato da un’auto con a bordo due o più sicari che fecero fuoco. A 4 dei 7 presunti trafficanti di droga - i cugini Iannoli, Pren­cipe e Renegaldo - la Dda con­testa infine 1’aggravante della mafiosità «per aver commesso il fatto al fine di agevolare la più vasta compagine criminale facente capo a Girolamo Perna nell’ambito della violenta guer­ra di mafia con la fazione con­trapposta facente capo a Marco Raduano, per il controllo ege­monico del territorio viestano e l’assunzione del monopolio a Vieste nella gestione e com­mercio degli stupefacenti». Ci sono poi 6 singole im­putazioni di spaccio: Prencipe per aver venduto a un com­paesano una dose di cocaina in cambio di 20 euro; per il pos­sesso di ulteriori 9 grammi di cocaina nascosti nel cimitero di Vieste e destinati allo spac­cio; ancora Prencipe e Cealicu rispondono di detenzione ai fi­ni di spaccio di un etto di co­caina, definita «la bomba» e «il pane bianco», da cui si sareb­bero potute ricavare 502 dosi e nascosto sotto un cumulo di pietre in località «Coppitella»; ancora Prencipe, Stramacchia e i cugini Iannoli sono accusati di aver detenuto e venduto, an­che utilizzando intermediari, «considerevoli quantitativi di marijuana»; Prencipe, i cugini Iannoli sono accusati ancora (insieme a Pecorelli ammaz­zato nel giugno scorso) di aver detenuto e in parte venduto circa 40mila euro tra cocaina, hashish e marijuana; i due cu­gini e con loro ancora Prencipe e Romano infine rispondono di aver detenuto 2 chili di ma­rijuana, da cui si sarebbero potute ricavare 11110 dosi: quella droga sarebbe stata ce­duta a tre viestani (per i quali c’è un processo a parte) che furono arrestati in flagranza dalla Polizia l’8 agosto del 2018, col sequestro dello stupefacen­te; Claudio Iannoli, Prencipe e il manfredoniano Renegaldo infine rispondono della cessio­ne da parte del sipontino ai due garganici di cocaina per 70mila euro, destinata allo spaccio sul­la piazza viestana. Ci sono poi tre imputazioni in materia di deten­zione e porto ille­gale di armi. Pren­cipe e Cealicu avrebbero detenu­to una pistola (al primo viene conte­stata l’aggravante della mafiosità); i cugini Claudio e Giovanni Iannoli avrebbero invece detenuto illegale numerosi fucili e pistole (nelle inter­cettazioni si parla di «ferri lunghi» e «ferri piccoli»), sempre con l’aggra­vante della mafio­sità. Infine c’è la po­sizione dell’ottavo imputato dell’inchiesta «Ago­sto di fuoco», il ventiduenne viestano Giovannantonio Cariglia che ha un ruolo mar­ginale: è estraneo al filone investigativo della droga ed è ac­cusato solo della detenzione e porto illegale di una pistola «che su incarico di Giovanni Iannoli prelevò dal luogo dov’era nascosta per conse­gnarla a Claudio Iannoli». I suoi difensori e la Dda hanno patteggiato una condanna a 2 anni su cui si attende la pro­nuncia del giudice.

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