Articoli filtrati per data: Mercoledì, 20 Febbraio 2019 - Rete Gargano

"Nemmeno più San Valentino ci aiuta. Le arance marciscono agli alberi e cadono a terra perchè a noi agrumicoltori non conviene raccoglierle ai prezzi che ci popongono: una miseria". E' il grido d'allarme lanciato oggi da Roberto Budrago, noto imprenditore agricolo di Vico del Gargano che all'indomani della festività di San Valentino ha evidenziato la crisi che sta attraversando il comparto. In sua compagnia ci siamo recati in uno dei caratteristici giardini di arance e limoni situati  alla periferia del paese. In località San Biagio, dove si trovano gli agrumeti più in quota d'Italia, a quasi 400 metri sul livello del mare. Una delle tante peculiarità dell'oasi agrumaria del Gargano, insieme al fatto che queste arance si trovano quasi tutto l'anno, anche d'estate quando in Calabria e Sicilia sono già finite. Budrago è disperato, ma soprattutto amareggiato. "Vedete che tappeto arancione a terra? Io le arance non le raccolgo più, non mi conviene, me le pagano quando tutto va bene a 16 centesimi. Devo pagare gli operai, ci perdo tanto. Preferisco farle marcire. Ed è un grande peccato. Nel 1999 con il compianto presidente del Parco del Gargano, Matteo Fusilli, costituimmo l'oasi agrumaria, il consorzio di tutela e valorizzazione dell'arancia "Bionda" e del limone "Femminiello", fino a raggiungere l'IGP. Risultati? Zero. Le nostre arance, nonostante la bontà e le peculiarità organolettiche, non le vuole nessuno. Evidentemente preferiscono importarle dal Marocco o dalla Spagna. I nostri rappresentanti politici, delle associazioni di categoria, venissero a rendersi conto in che modo qui si fa agricoltura. Venissero a vedere in che zone svantaggiate ci troviamo. Non ne possiamo più, di questo passo l'oasi agrumaria è destinata a scomparire".

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Il Tribunale Amministrativo del Lazio ha respinto le richieste di Airbnb, che si rifiutava di applicare la legge sugli affitti brevi. “Non ci sono più alibi per chi, da quasi due anni, si prende gioco delle istituzioni: Airbnb deve riscuotere la cedolare secca sulle locazioni brevi e comunicare all’Agenzia delle Entrate i nomi dei locatari e i relativi redditi. D’altro canto, non si vede quali motivi impediscano la riscossione, considerato che il portale già svolge, sia in Italia (per conto di alcuni comuni) sia all’estero, attività simili a quelle che vengono contestate, e che addirittura informa pubblicamente gli host italiani del fatto che potrebbe essere chiamata a riscuotere imposte e raccogliere dati”, riporta una nota Federalberghi nazionale

Secondo quanto dichiarato in giudizio dallo stesso Airbnb, le somme da versare annualmente in Italia, rapportate ai ricavi del 2016, sarebbero state pari a circa 130 milioni di euro. Considerando che nel frattempo il numero di annunci pubblicato sul portale è cresciuto a dismisura (222.787 ad agosto 2016, 397.314 ad agosto 2018), si può stimare che nei primi diciotto mesi di (mancata) applicazione dell’imposta Airbnb abbia omesso il versamento di più di 250 milioni di euro.

Il TAR, nel dichiarare infondate le doglianze di Airbnb, ha rammentato che gli intermediari sono “sanzionabili per le omesse o incomplete ritenute da effettuare a partire dal 12 settembre 2017 e da versare entro il 16 ottobre 2017”.

“Ci auguriamo che la decisione del TAR faccia riflettere le amministrazioni locali che troppo spesso si genuflettono dinanzi ad evasori conclamati e stringono con loro accordi privi di trasparenza, che consentono agli abusivi di continuare a prosperare sotto lo scudo dell’anonimato - spiegano da Federalberghi - L’opera di bonifica del mercato è appena agli inizi e confidiamo che il Ministro del Turismo dia seguito in tempi brevi alle misure annunciate durante l’incontro con gli organi direttivi di Federalberghi, che prevedono l’istituzione di un registro nazionale degli alloggi turistici, assegnando ad ognuno di essi un codice identificativo e vietando ai portali di mettere in vendita le strutture che siano prive del codice”.

Pubblicato in Turismo

Per limitare l’esercizio del gioco tramite apparecchi e congegni automatici all’interno delle sale gioco, sale scommesse, esercizi pubblici e commerciali, tabaccherie, circoli privati e tutti i locali pubblici o aperti al pubblico, l’Amministrazione comunale di Vieste ha ALLO STUDIO un’apposita ordinanza, con la quale si dovrebbe stabilire che il funzionamento degli apparecchi da gioco sarà consentito dalle ore 9,00 alle 12,00 e dalle ore 15,00 alle 18,00 di tutti i giorni, festivi compresi.

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E’ volontà dell’Amministrazione attivare forme di sostegno volte a valorizzare le capacità personali e professionali di cittadini residenti nel Comune di Vieste disoccupati con reddito ISEE pari o inferiore ad € 6.000,00 ed ISRE pari o inferiore ad € 3.000,00, attraverso l’attivazione di n. 20 cantieri sociali del valore nominale di 300,00 Euro. Con il cantiere sociale si intende offrire al beneficiario, l'opportunità di sperimentare, attraverso piccoli lavori di manutenzione o attività in favore di fasce deboli, un percorso che favorisca l'autonomia e l'apprendimento di specifiche mansioni lavorative. L’impegno in ambito sociale previsto è di n. 4 h/g per 20 gg., presso i seguenti ambiti, e precisamente: 

a) Servizio di piccola manutenzione - pulizia delle strade e immobili comunali;

b) Servizio accompagnamento trasporto disabili;

Attività del progetto:

Le attività proposte verranno calibrate in base alle attitudini personali, al bagaglio culturale ed esperienziale dell'individuo. Per ciascun cittadino si individueranno, infatti, gli ambiti più idonei.

I cittadini beneficiari dei cantieri sociali nell’espletamento delle loro attività, saranno affiancati dal personale dipendente di questa Amministrazione che avrà funzione di tutoraggio, supervisione e vigilanza.  A conclusione dell’impegno l’Ufficio Servizi sociali procederà alla corresponsione dell’importo di € 300,00. 

Destinatari del progetto:

Le categorie dei destinatari sono così individuate:

- cittadini residenti nel Comune di Vieste da almeno un anno, disoccupati, con dichiarazione ISEE, riferito alla dichiarazione dei redditi anno 2018, pari o inferiore ad € 6.000,00 ed ISRE pari o inferiore ad € 3.000,00.

     Non potranno produrre domanda per la partecipazione al progetto i cittadini che usufruiscono del REI e RED.

Sistema di monitoraggio:

E' previsto un sistema di valutazione dell'andamento progettuale, attuato attraverso la rilevazione delle presenze su appositi fogli approntati dal servizio sociale comunale.

Modalità dì presentazione della domanda

Le domande dovranno essere presentate presso l'Ufficio Servizi sociali del Comune di Vieste entro e non oltre l’8 marzo 2019 allegando:

1) certificato di disoccupazione;

2) reddito ISEE aggiornato;

3) fotocopia carta di identità e codice fiscale.

Il modello di domanda per la richiesta di inserimento nel progetto potrà essere scaricato sul sito Istituzionale del Comune di Vieste.

Pubblicato in Società

Gli incontri di sensibilizzazione e prevenzione contro le truffe ai cittadini avverranno secondo il calendario pubblicato in banner.

Pubblicato in Società

Circa duecento uomini tra polizia , carabinieri e guardia di finanza sono impegnati in una operazione interforze nel ghetto di Borgo Mezzanone, vicino a Foggia, l'agglomerato di baracche abusive sorto accanto al Cara - Centro richiedenti Asilo - dove attualmente risiedono circa 1500 migranti. Il numero raddoppia durante il periodo estivo della racconta del pomodoro. Le forze dell'ordine sono impegnate in perquisizioni e controlli tra i manufatti dove, secondo indagini coordinate dalla Procura di Foggia, si consumerebbero reati come la prostituzione. Nel corso della mattinata le baracche abusive controllate saranno sottoposte a sequestro finalizzato all'abbattimento. Alle operazioni prendendo parte anche militari dell'Esercito.

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Dal prossimo 6 maggio 2019, entrerà in vigore la nor­mativa che introdurrà alcune novità riguardanti gli obblighi antincendio all’interno del con­dominio. Le nuove regole ri­guarderanno sia gli edifici di nuova costruzione, sia quelli esi­stenti. I condomini vecchi e nuo­vi dovranno adeguare le norme di sicurezza antincendio per gli edifici di civile abitazione supe­riori a 12 metri e per gli edifici civili con “altezza antincendio”, superiore a 24 metri. Bisognerà dunque adeguarsi entro un anno (maggio 2020) per l'adozione delle disposizioni antincendio e di quelle che possano garantire l'e­sodo in caso d’incendio in totale sicurezza; entro due anni (mag­gio 2021): per l'installazione degli impianti di segnalazione manua­le di allarme incendio (per i casi di altezze antincendio superiori a 54 mt) e dei sistemi di allarme vocale per scopi di emergenza (nei casi di altezza antincendio maggiore di 80 mt). Tra le figure previste ci sarà un "Responsa­bile della gestione della sicu­rezza antincendio" che dovrà pianificare e organizzare le at­tività della gestione sicurezza antincendio.

 Whatsapp cambia le regole e decide di dare lo stop all'ingresso in chat di gruppo senza con­senso. Scegliendo l’opzione “nes­suno”, non si potrà essere ag­giunti direttamente nei gruppi ma si riceverà una richiesta va­lida 72 ore ogni volta che qual­cuno tenterà. Nell’opzione "i miei contatti" l'utente potrà es­sere sempre aggiunto nei gruppi ma solo dalla propria lista con­tatti. In base alla nuova fun­zione, l'utente avrà dunque a disposizione tre diverse tipologie di filtro (tutti, solo contatti, nes­suno) per decidere quali cate­gorie di soggetti possono aggiun­gerlo in automatico a un gruppo di discussione con altri utenti.

Il fermo tec­nico di un’auto dopo un inci­dente stradale deve essere ri­sarcito. La Cassazione ha con­fermato questo principio. Le spe­se fisse che il proprietario del veicolo sostiene per il mancato uso della vettura, come ad esem­pio il pagamento dell’assicura­zione e del bollo auto, la sva­lutazione commerciale subita dal mezzo durante la sosta for­zata in officina e, infine, il pre­giudizio consustanziale al man­cato godimento del bene. Il dan­no da fermo tecnico è risarcibile in via automatica. Il danneggiato è tenuto a dimostrare solo i giorni di fermo del veicolo, senza dover fornire specifica prova dei pregiudizi patiti poiché questi sono da considerarsi conseguen­za naturale e immediata della sosta forzata del veicolo (Un gior­no di fermo tecnico corrisponde a otto ore di manodopera del riparatore per aggiustare il mez­zo incidentato) la quantificazio­ne del danno e del relativo ri­sarcimento può essere fatta dal giudice in via equitativa cio è una tantum, senza la necessità di calcolarne il preciso ammonta­re.

Il congedo papà è stato pro­rogato anche per l’anno 2019, con una piccola sorpresa in più: la durata di congedo aumentata a cinque giorni e la possibilità di accedere a un giorno di congedo facoltativo in più. Possono usu­fruire del congedo i padri la­voratori dipendenti che hanno presentato domanda di congedo obbligatorio a seguito di nascite, adozioni e affidamenti avvenuti durante il 2019. Il padre del bam­bino ha diritto a un congedo di cinque giorni da utilizzare entro i primi cinque mesi di vita o dall’ingresso in famiglia/in Ita­lia del minore. L’indennità è pari al 100% della retribuzione gior­naliera del lavoratore moltiplicata per i giorni di congedo. Possibile poi accedere a un gior­no di congedo facoltativo in più se il padre fruisce di questo giorno extra al posto della né della domanda. Il padre deve comunicare le date di congedo con un preavviso di almeno quindici giorni. La domanda di congedo deve essere presentata all’INPS o ai CAF.

L’IVASS ha chiesto l’oscu­ramento del sito www.assicurazionifast.com La promozione e la vendita di polizze assicurative tramite questo il sito sono ir­regolari. L’IVASS raccomanda di adottare le opportune cautele nella sottoscrizione on-line di contratti assicurativi, soprattut­to se di durata temporanea. In particolare, l’IVASS consiglia ai consumatori di controllare, pri­ma della sottoscrizione, che i contratti siano riferibili a im­prese e intermediari regolar­mente autorizzati e di consultare sul sito www.ivass.it.

I primi dati del ser­vizio liste di attesa in Italia for­niti dal Ministero confermano che i cittadini si ritrovano spes­so da soli quando devono ac­cedere al SSN, con poche in­formazioni o di scarsa qualità. Cittadinanza attiva ritiene ne­cessario avviare una campagna che illustri con completezza ai cittadini non solo quali siano i loro diritti quando si trovano con liste di attesa troppo lunghe, ma come agire per ottenere in­vece che il loro diritto all’accesso sia rispettato.

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Care e cari,

ancora una volta Foggia fa i conti con i boati di ordigni o di assalti destinati, come ormai da anni, ad attività commerciali della città. Accanto all'insopportabile senso di impotenza che assale in questi casi gli animi di chi ancora non si è assuefatto a questo stato di cose, più fortemente hanno smosso le coscienze le parole delle vittime: quel grido di rabbia e di frustrazione ci interroga tutti su cosa e come possiamo aiutare le vittime, su cosa possiamo fare come comunità per fermare una piaga che sembra non conoscere tregua, anzi sembra acuirsi. La stagione che sta vivendo la nostra comunità è sicuramente tra le più complicate: i tanti successi investigativi e gli arresti di questi mesi hanno inferto colpi durissimi alla “Società foggiana”, creando dei vuoti nella cappa mafiosa che ha avvolto la città per decenni. Questi vuoti sono, oggi, terra inesplorata e libera che, se lasciata non presidiata, può diventare possibile preda di nuovi gruppi criminali, organizzati o meno. Ed è su questo che vogliamo lavorare: da più voci si è levato il coro di apprezzamento per il lavoro svolto dalla “squadra stato” ma si è forse sottovalutata la responsabilità che la libertà richiede. Non possiamo permetterci di delegare ancora una volta tutto alle istituzioni, non possiamo non prenderci la corresponsabilità per ciò che riguarda la nostra comunità. Ed il dibattito diventa ancor più urgente alla vigilia di una tornata elettorale che ci chiamerà a scegliere chi governerà il nostro territorio nei prossimi anni: attenzione a non lasciare che qualcuno possa mettere il cappello alla lotta alle mafie e alla corruzione per beceri fini utilitaristici. Per tutti questi motivi riteniamo che scendere in piazza per cortei, fiaccolate, flash-mob o altro può essere certamente importante per far sentire la solidarietà a tutte le vittime dirette, ma non basta più. Vogliamo capire, confrontarci con tutte le parti coinvolte, provare a costruire una risposta ed un movimento che sia duraturo nel tempo e che provi ad immaginare delle risposte dal basso. Incontriamoci, usciamo dai freddi post social. Giovedì 21 febbraio, alle ore 16.30 presso l'Auditorium di Santa Chiara, insieme ad una rete di associazioni, incontreremo il Procuratore, dott. Ludovico Vaccaro, ed il Prefetto, Dott. Massimo Mariani, insieme ad alcuni rappresentanti dei commercianti: ascolteremo da loro lo stato delle cose, cercheremo di capire i problemi di chi fa impresa sul territorio, ma chiederemo anche di mettersi in rete realmente, di costruire un patto di fiducia con il resto della comunità foggiana con cui impegnarci, insieme, a non piegarsi più alle richieste estorsive e a denunciare. Vogliamo dare il nostro contributo come cittadine e cittadini da un lato, ma anche come consumatori, ed invitiamo chiunque voglia attivarsi con noi.

 

“Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”

Coordinamento Provinciale di Foggia

Costituendo Presidio di Foggia

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Da diverse settimane l’attenzione dei Cara­binieri forestali delle Stazioni Parco di Umbra, Vi­este e Peschici, su disposizione del Reparto Car­abinieri Parco di Monte Sant’Angelo, si è focaliz­zata sul litorale di Peschici dove sono state accer­tate varie violazioni penali in materia ambientale in aree di rilevante interesse paesaggistico e nat­uralistico. La lotta all’abusivismo ha interessato l’area circostante la Torre di Monte Pucci dove è stato contestato ad un soggetto di Peschici la realizzazione di opere abusive, sottoposte a seques­tro penale, in mancanza del nulla-osta paesaggistico e autorizzativo dell’Ente Parco. In località Ma­donna di Loreto sono stati deferiti all’Autorità Gi­udiziaria i responsabili di opere abusive realizza­te su terreni appartenenti al Demanio Comunale di Peschici dove è stato accertato anche l’abbatti­mento di 30 alberi Pini d’Aleppo di notevoli dimen­sioni le cui responsabilità sono in fase di accerta­mento. L’ulteriore attività repressiva dei militari ha riguardato la località Valle Scinni, adiacente alla pregiata Baia dei Trabucchi, dove è stata sot­toposta a sequestro penale un’area comunale in cui sono stati sversati 500 metri cubi circa di rifiu­ti da demolizione con conseguente distruzione del­la macchia mediterranea caratteristica della zona.

Pubblicato in Ambiente
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