Articoli filtrati per data: Venerdì, 01 Marzo 2019 - Rete Gargano

 "Il Gargano in tavola: le ricette della cucina di ieri e di oggi". Il volume, a cura di Grazia Galante, fornisce un quadro della cucina del Gargano cercando di coglierne unicità e ricchezze, esaltando le peculiarità della cucina garganica comuni a tutti i paesi e nel contempo sottolineando anche le differenze interne, che sono sempre espressione di creatività e di inventiva dettate quasi sempre dalle necessità della vita reale e dalle condizioni del momento.

"Da mesi la Procura della Repubblica di Foggia tiene sotto grande attenzione la mia persona. Si parte dal presupposto di voler arrestare il sindaco prima di trovare qualcosa da contestare al sindaco stesso". Lo afferma in un video postato sul proprio profilo Facebook il sindaco di Cerignola, Franco Metta, Comune in cui dallo scorso 9 gennaio si è insediata una commissione per verificare la sussistenza di forme di condizionamento mafiose. Nel video Metta sostiene che "lo Stato dovrebbe essere dalla mia parte, dovrebbe aiutarmi e, invece, non vede l'ora di arrestarmi senza sapere se ho commesso qualcosa di male o meno". "Io non ho nulla da nascondere - precisa il primo cittadino - mi hanno pedinato, intercettato, controllato i conti". Il sindaco aggiunge che "hanno indagato sulla mia ex moglie, indagato su mia figlia, indagato sulla mia compagna, indagato sui miei amici".

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La patologia derivante dai giochi d’azzardo, ovvero l’incapacità di resistere all’impulso a praticare tali giochi rappresenta un importante problema di salute pubblica che colpisce indistintamente tutte le fasce sociali, pur privilegiando quelle più svantaggiate culturalmente ed economicamente e può portare alla rottura dei legami familiari e sociali ed alla compromissione della posizione lavorativa.

Il gioco d’azzardo patologico è ormai inquadrato come una malattia sociale nell’ambito delle dipendenze patologiche, al pari delle dipendenze da droghe e da alcol ed è caratterizzato da sintomi clinicamente rilevabili, quali la perdita del controllo sul proprio comportamento e la coazione a ripetere (la cosiddetta rincorsa delle perdite).

Anche a Vieste sono davvero tanti i casi di familiari di giocatori patologici che si rivolgono ai Servizi Sociali del Comune per chiedere un aiuto per ovviare alle gravi ripercussioni economiche derivanti dal continuo accesso dei loro congiunti agli apparecchi da gioco. Capita così che alcuni, pur avendo un lavoro fisso e potendo assicurare alla propria famiglia una vita normale, dilapidano un intero stipendio, pensione o indennità di disoccupazione in pochi giorni.     

Per limitare l’esercizio del gioco tramite apparecchi automatici con vincita in denaro all’interno delle sale gioco, sale scommesse, esercizi pubblici e commerciali, tabaccherie, circoli privati e tutti i locali pubblici o aperti al pubblico, l’Amministrazione comunale di Vieste ha predisposto un’apposita ordinanza.

L’ORDINANZA

COMUNE DI VIESTE

OGGETTO: Limitazioni temporali all’esercizio del gioco tramite gli apparecchi e congegni automatici da gioco e intrattenimento di cui all’art. 110 commi 6 e 7 del TULPS all’interno delle sale gioco, delle sale scommesse, degli esercizi pubblici e commerciali, delle tabaccherie, dei circoli privati e di tutti i locali pubblici o aperti al pubblico.

IL SINDACO

Premesso che:

  • La patologia derivante dai giochi d’azzardo, ovvero l’incapacità di resistere all’impulso a praticare giochi d’azzardo, attualmente denominata nel manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali DSM — 5 (edizione italiana del 2013) “Disturbo da gioco d’azzardo”, rappresenta un importante problema di salute pubblica che colpisce indistintamente tutte le fasce sociali, pur privilegiando quelle più svantaggiate culturalmente ed economicamente e pud portare alla rottura dei legami familiari e sociali ed alla compromissione della posizione lavorativa e sociale e, nei casi più estremi, sino a gravi fatti delittuosi contro di sé ed i propri congiunti nonché a generare fenomeni criminosi e ad alimentare il fenomeno dell’usura.
  • Il gioco d’azzardo patologico é ormai inquadrato come una malattia sociale nell’ambito delle dipendenze patologiche, al pari delle dipendenze da droghe e da alcol ed é caratterizzato da sintomi clinicamente rilevabili, quali la perdita del controllo sul proprio comportamento e la coazione a ripetere (la cosiddetta rincorsa delle perdite).
  • In conseguenza dell’incremento della prevalenza di tale patologia tra la popolazione, prodotto in larga misura dall’incontrollata crescita, a far data dalla meta degli anni ’90 del ‘900, dell’offerta di gioco lecito in denaro, già nel 2012, con il Decreto Legge n 158 del 13 settembre, “Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute”, convertito in Legge, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 8 novembre 2012, n. 189, il legislatore aveva previsto di aggiornare i livelli essenziali di assistenza (LEA) “con riferimento alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da ludopatia, intesa come patologia che caratterizza i soggetti affetti da sindrome da gioco con vincita in denaro, cosi come definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità”.
  • Il territorio urbano é stato nell’ultimo decennio capillarmente occupato da installazioni di gioco aleatorio sia all’interno di locali destinati ad altra attività, sia quale attività a sé stante, generando crescenti problemi a carico delle Amministrazioni locali e delle ASL.
  • Recenti studi epidemiologici e in particolare l’articolo scientifico prodotto dal Consiglio Nazionale delle Ricerche “Relazione tra numero e tipo di giochi d’azzardo praticati e gioco problematico nella popolazione generale italiana” di M. Scalese et all., pubblicato sul numero 21 della Rivista Medicina delle Dipendenze, pag. 12 e seguenti, marzo 2016, affermano che “...il dato che se ne ricava é assolutamente clamoroso nel confermare la specifica pericolosità degli apparecchi automatici di gioco.... Ogni giocatore di apparecchi automatici di gioco perde in media oltre 400 euro al mese solo in questo gioco...questo dato giustifica ampiamente i provvedimenti di contenimento dell’offerta specificamente studiati per gli apparecchi automatici di gioco ...messi in campo da un numero via via crescente di enti locali”.
  • Considerato che solo una minima parte dei soggetti affetti da ludopatia approda alle cure e che quindi la rimodulazione degli orari di utilizzo degli apparecchi da gioco costituisce uno strumento efficace, al fine di arginare, per quanto possibile, il diffondersi di tale fenomeno.

Preso atto che:

  • I D.lg. 18 agosto 2000 n. 267 Testo Unico degli Enti Locali conferisce ai Sindaci una generale potestà di regolamentare gli orari degli esercizi ai sensi dell’art. 50, comma 7 “Il Sindaco, altresì, coordina e riorganizza, sulla base degli indirizzi espressi dal Consiglio Comunale e nell’ambito dei criteri eventualmente indicati dalla Regione, gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonché, d’intesa con i responsabili territorialmente competenti delle Amministrazioni interessate, gli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio, al fine di armonizzare l’espletamento dei servizi con le esigenze complessive e generali degli utenti”.
  • La circolare n. 557/PAS.7801.12001 del Ministero dell’Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza del 23 giugno 2010, nonché la nota del 19 marzo 2013 del Ministero dell’Interno Dipartimento della Pubblica Sicurezza, con le quali viene precisato che gli orari di apertura e chiusura delle attività autorizzate dalla Questura ai sensi dell’art. 88 T.U.L.P.S. per esercizi dediti al gioco con apparecchi da intrattenimento denominati new slot e VideoLottery terminal e per negozi dediti all’attività prevalente di raccolta di scommesse, sono regolamentati dal Sindaco sulla base dei poteri descritti con l’art. 50, comma 7, del.T.U.EE.LL. e ciò in ragione del fatto che tutti gli esercizi dediti al gioco rientrano nella categoria degli “esercizi pubblici”.
  • La Direttiva della Comunità europea 123/2006 sulla liberalizzazione del commercio, recepita con Decreto L. vo n.59 26.03.2010 — cosiddetta “Direttiva Bolkestein” all’articolo 12 prevede che “nei casi in cui sussistano motivi imperativi di interesse generale (definiti alla lettera h) dell’art.8 come: ragioni di pubblico interesse tra le quali... ’incolumità pubblica, la sanità pubblica...la tutela dei consumatori...) l’accesso e l’esercizio di un’attività ...possono ... essere subordinati al rispetto di...requisiti quali: restrizioni quantitative o territoriali ... in funzione della popolazione o di una distanza geografica minima tra... obbligo per il prestatore di fornire ... altri servizi specifici”.
  • Il Decreto Legge 13/8/2011 nr. 138, come modificato dalla Legge di conversione 14/9/2011 nr. 148, consente di stabilire “restrizioni in materia di accesso ed esercizio delle attività economiche”, ivi compreso “il divieto di esercizio di un’attività economica al di fuori di una certa area geografica e l’abilitazione ad esercitarla solo all‘interno di una determinata area”, qualora la limitazione sia funzionale a ragioni di interesse pubblico, tra cui in particolare quelle connesse alla tutela della salute umana e la restrizione rappresenti un mezzo idoneo, indispensabile e, dal punto di vista del grado di interferenza nella liberta economica, ragionevolmente proporzionato all’interesse pubblico cui é destinata.
  • La Corte Costituzionale con Sentenza n. 300 del 2011 ha precisato, respingendo il ricorso del Governo contro la Provincia di Bolzano, che le norme che contingentano il gioco d’azzardo “...sono finalizzate a tutelare i soggetti maggiormente vulnerabili o per la giovane età o perché bisognosi di cure di tipo sanitario o socio assistenziale, e a prevenire forme di gioco cosiddetto compulsivo nonché ad evitare possibili effetti pregiudizievoli per il contesto urbano, la viabilità e la quiete pubblica, materie che non rientrano nell’ambito “dell’ordine pubblico e della sicurezza’ di competenza esclusiva dello Stato”.
  • Il Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201 (c.d. Salva Italia ) all’articolo 31 comma 2 recita “...secondo la disciplina dell’Unione Europea e nazionale in materia di concorrenza, liberta di stabilimento e libera prestazione di servizi, costituisce principio generale dell’ordinamento nazionale la libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali sul territorio senza contingenti, limiti territoriali o altri vincoli di qualsiasi altra natura, esclusi quelli connessi alla tutela della salute, dei lavoratori, dell’ambiente e dei beni culturali’.
  • Il 23 dicembre 2011 II Tribunale Amministrativo Regionale della Campania sezione staccata di Salerno (Sezione Seconda) ha sentenziato che “....va anzitutto affermata la titolarità, in capo al Sindaco, del potere di disciplinare gli orari di tutti gli esercizi commerciali insistenti sul territorio comunale ed anche dei pubblici servizi, in forza della generale previsione di cui all’art. 50, comma 7, del TUEL ...Né é possibile ravvisare un impedimento a provvedere per il fatto che, per determinati esercizi, si sia già espresso il Questore in forza degli artt. 9 e 88 T.U.L.P.S , in quanto é evidente la diversità dei presupposti valutati: l’ordine e la sicurezza pubblica, da parte del Questore; gli interessi della comunità locale, per quanto riguarda il Sindaco. I due tipi di provvedimento, quindi, si sovrappongono ed entrambi devono essere rispettati dall’impresa che ne é destinataria”;
  • Con le Sentenze del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (sezione quinta) n. 3271 del 30 giugno 2014 en. 3845 del 27 agosto 2014, i magistrati hanno: “avuto già modo di osservare come la circostanza, per la quale il regime di liberalizzazione degli orari sia applicabile indistintamente agli esercizi commerciali e a quelli di somministrazione, non precluda all’Amministrazione Comunale la possibilità di esercitare, a termini dell’art. 50, comma 7, del decreto legislativo n.267/2000, il proprio potere di inibizione delle attività per comprovate esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, oltre che del diritto dei terzi al rispetto della quiete pubblica, in caso di accertata lesione di interessi pubblici quali quelli in tema di sicurezza, libertà, dignità umana, utilità sociale, salute”;
  • Con la Sentenza della Corte Costituzionale n. 220/2014 del 18 luglio 2014 é stata confermata l'interpretazione giurisprudenziale sopra richiamata affermando che: “è stato riconosciuto che, in forza della generale previsione dell’art. 50, comma 7, del decreto legislativo n. 267/2000, il Sindaco può disciplinare gli orari delle sale giochi e degli esercizi nei quali siano installate apparecchiature per il gioco e che ciò può fare per esigenze di tutela della salute, della quiete pubblica, ovvero della circolazione stradale”:
  • Il TAR Piemonte con Sentenza n. 534 del 27 marzo 2015 dichiara, in conformità al dettato della Corte Costituzionale, afferma anche che (...) “ il potere di intervento dell’amministrazione comunale trova fondamento nel combinato disposto dell’art. 50, comma 7, del d.lgs. n. 267 del 2000 e dell’art. 31 c.2. del d./. 201/2011; ne consegue la legittimità dell’ordinanza del sindaco relativa alla conformazione degli orari di apertura delle sale da gioco e di attivazione degli apparecchi da gioco, a tutela delle fasce pit deboli della popolazione ed in funzione di prevenzione della c.d. Ludopatia.”.
  • Il TAR Veneto, Sez. III del 16 luglio 2015 n. 811 ha riconosciuto il potere sindacale in argomento anche in assenza dell’atto di indirizzo del Consiglio comunale: “...la giurisprudenza più recente ha ripetutamente affermato sia l’esistenza del potere in capo al Sindaco di regolare gli orari degli esercizi, ex art. 50, comma 7 T.U.EE.LL. sia che ciò possa esser fatto senza il previo atto di indirizzo consiliare, (omissis), posto che la norma impone un vincolo in conformità all’ordinanza del Sindaco solo ove gli indirizzi del Consiglio Comunale siano gia stati espressi, ma non subordina'l’esercizio del potere di fissare gli orari alla previa adozione di un atto di indirizzo del Consiglio comunale”.
  • Il Consiglio di Stato Sezione Quinta con sentenza 03778/2015 depositata il 1 agosto 2015 ha confermato il potere sindacale di determinazione degli orari delle sale da gioco e di accensione / spegnimento degli apparecchi automatici di gioco in denaro.
  • Al Sindaco, in forza della giurisprudenza, delle norme e delle disposizioni sopra citate, € consentito quindi disciplinare gli orari di funzionamento degli apparecchi da gioco in denaro, in presenza di motivate esigenze di ordine sociale e pubblico che rendano necessario tale intervento, per mitigarne i riflessi sociali, oltre che clinici, pur nella consapevolezza che con le limitazioni poste all’orario del funzionamento dei suddetti apparecchi non si potrà eliminare il fenomeno, ma solo creare le condizioni per disincentivare il loro utilizzo continuativo e a tempo pieno.

Dato atto che é compito ed obiettivo del Comune individuare ed attuare, nei limiti delle proprie competenze, misure idonee a contenere i fenomeni legati alla ludopatia che tende a connotarsi come piaga sociale, pur nella consapevolezza che le limitazioni imposte dall’utilizzo degli apparecchi da gioco con vincita in denaro non potranno eliminare il fenomeno ma solo creare condizioni per disincentivare il loro utilizzo in modo continuo;

Ritenuto necessario alla luce di quanto sopra, adottare un provvedimento a tutela della comunità locale volto a limitare l’uso degli apparecchi automatici per il gioco d’azzardo lecito senza impedire del tutto il loro utilizzo per non limitare la liberta di impresa, fintanto che tale attività sarà annoverata tra quelle consentite dalla Legge;

Ritenuto quindi opportuno intervenire per ridurre la fascia temporale di utilizzo degli apparecchi da gioco con vincita in denaro, con l’obiettivo di impedire l’accesso indiscriminato nelle ore in cui é più probabile l’utilizzo da parte di fasce deboli di persone, ovvero adolescenti ed anziani, per le quali é maggiormente rilevante l’intervento a tutela della salute;

Visto il R.D. n. 773 del 18/06/1931 (TULPS);

Visto il R.D. 635 del 6/05/1940 (Regolamento di esecuzione del TULPS);

Visto l’art. 50, comma 7 del D.lgs. n. 267 del 18/08/2000 (Testo Unico degli Enti Locali);

ORDINA

di stabilire il seguente orario di funzionamento degli apparecchi da gioco con vincita in denaro di cui all’art. 110 commi 6 e 7 del T.U.L.P.S collocati all’interno degli esercizi pubblici e commerciali, delle tabaccherie, delle sale gioco, delle sale scommesse, dei circoli privati e di tutti i locali pubblici od aperti al pubblico

dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 16 alle 21,30 di tutti i giorni, festivi compresi.

al di fuori delle predette fasce orarie gli apparecchi devono essere spenti tramite apposito interruttore elettrico di ogni singolo apparecchio ed essere mantenuti non accessibili.

DISPONE altresì che:

e la presente ordinanza sia pubblicata all’Albo Pretorio telematico del sito web istituzionale del Comune di Vieste ed entri in vigore dal 15 marzo 2019.

Fatta salva l’applicazione di altre disposizioni di legge, nonché delle previsioni del codice penale, il mancato rispetto della presente ordinanza comporta la sanzione amministrativa pecuniaria da 500,00 a € 1.500,00 per ogni apparecchio per il gioco di cui all’art. 110 commi 6 e 7 del T.U.L.P.S, cosi come previsto dall’art. 11 della LR 9/2016.

Al Corpo di Polizia Municipale, nonché agli Ufficiali e agli Agenti di Polizia Giudiziaria è demandata la prevenzione, il controllo e l’accertamento delle violazioni alle norme contenute nella presente ordinanza.

Di notificare la presente Ordinanza alla Prefettura e Questura di Foggia, ai Comandi delle Forze dell’Ordine di stanza nel territorio di Vieste (Tenenza Carabineri, Tenenza Guardia di Finanza, Circomare Vieste, Polstrada);

Di comunicarla alle testate mediatiche locali per ogni opportuna divulgazione;

Contro il presente provvedimento é ammesso ricorso giurisdizionale entro 60 giorni dalla data di pubblicazione all’Albo Pretorio al TAR e entro 120 giorni dalla data di pubblicazione all’Albo Pretorio al Presidente della Repubblica, ai sensi del DPR 1199/71.

IL SINDACO

Giuseppe Nobiletti

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Il commissario prefettizio del Comune di San Giovanni Rotondo, Antonio Incollingo, dopo aver appreso a mezzo stampa la notizia di un possibile annullamento  della tappa  del Giro d’Italia in programma il prossimo 16 maggio, attraverso Rete Gargano smentisce categoricamente la nota diffusa oggi. “Nessun rischio. Ci sono gli atti firmati e pertanto il 16 maggio la tappa Cassino-San Giovanni Rotondo si svolgerà regolarmente. Tranquilli”.

Saverio Serlenga

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Domenica 3 marzo (ore 10), con la prima Gran Parata delle Meraviglie e dei Gruppi Mascherati, riaprono i battenti del Carnevale di Manfredonia, autentica fabbrica della creatività e del divertimento che produce risvolti importanti (diretti e d'indotto) sul tessuto economico e sociale. Giunta alla sua 66^ edizione, la kermesse, nonostante talune difficoltà amministrative ed economiche, garantirà anche quest'anno il consueto ed atteso spettacolo fatto non solo di Gran Parate. A sostenere l'organizzazione a cura dell'Agenzia del Turismo è risultato determinante il supporto dell'Amministrazione comunale e della Regione Puglia e la collaborazione di Mibact, Parco Nazionale del Gargano e Patto di Promozione per Manfredonia.

L'atteso esordio della 66^ edizione non poteva avvenire se non mostrando quello che è il fiore all'occhiello di tutta la manifestazione, ovvero le "Meraviglie" proposte dagli Istituti comprensivi di Manfredonia, un evento unico al mondo che, con il patrocinio dell'Unicef, vede la partecipazione di migliaia di bambini (dai 3 ai 12 anni) con costumi molto originali frutto di un certosino lavoro artigianale e di sartoria di insegnanti, genitori, nonni e zii in lunghi pomeriggi e nottate nelle stesse aule che al mattino ospitano le attività curriculari. Lungo il percorso (Viale Aldo Moro, Piazza Marconi, Lungomare Nazario Sauro, Piazzale Ferri) sfileranno l'Istituto Comprensivo S.G.Bosco con "Ze' Peppe nel Paese delle Meraviglie", l' Istituto Comprensivo Ungaretti - M.T. Di Calcutta con "Cactus mania che passione!Chi ce pongeche jesse fore”, l'Istituto comprensivo Giordani – De Sanctis (Scuola Primaria) con "Musica…che spasso!", la Scuola dell’infanzia e Scuola Primaria dell’I.C. Croce-Mozzillo con "La Magia della musica",l'Istituto Comprensivo Perotto-Orsini con “Ze Pepp e l'arte della Commedia", l'Istituto Comprensivo Don Milani + Maiorano con "Jî Carnevél... murte, murte ,ma ama sfîlé!!!". A partecipare al festoso corteso anche la Banda dell’Istituto Croce- Mozzillo, diretta dal Maestro Salvatore Coppolecchia, e la Banda, diretta dal Maestro Dino Marasco, con le Majorettes guidate dall'insegnante Paola Balzamo, dell'Istituto Giordani De Sanctis.

Ad aprire la Gran Parata sarà la Banda Città di Manfredonia, diretta dal Maestro Giovanni Esposto, con il graditissimo ritorno della tradizionale Banda della “Ciambotta” (a cura di Manfredonia Shitposting). Immancabili anche le dieci Principesse del Carnevale, in concorso per il titolo che incorona la più bella e le Mini Majorettes della Scuola d’ Arti sceniche My Dance di Rita Vaccarella.

Sei le Associazioni dei Gruppi Mascherati. Quattro in concorso: Coltiviamo L' Amicizia con "A stu pajöse cj’ammèsckene sèmp i carte" (in questo Paese si mischiano sempre le carte), La Fenice con "Our heads are a Jungle - J Chep Nostre so na Jongl", Hamama Beach e A.S.D. Mary J Style con "Modern Art" ed Anime Del Sud con "La Battaglia dei tre regni". Fuori concorso, invece, ci saranno Anfass e Polo Sociale Le Rondinelle con "Merachele nen le ja feje jeje, ma la cuscenza vostre" (I miracoli non li devo fare io, ma la vostra coscienza) e La Dama Bianca con "Il Cigno... Bianco o Nero?!".

In Piazza Marconi la conduzione è affidata a Matteo Perillo e Tommy Terrafino (da “Made in Sud”), con la presenza di Alberto Mezzetti (vincitore del “Grande Fratello 2018”) e del duo comico Fabio Conticelli e Dino La Cecilia. L'anteprima e l'animazione vedranno l'esibizione di “Wild Sound” (Maurizio Zambino, Luigia Ilenia Ciociola, Gianpio Notarangelo, Matteo Marasco e Daniele Carmone).

Per coloro i quali volessero assistere alla 66^ edizione del Carnevale di Manfredonia comodamente seduti nelle Tribune di Piazza Marconi, è possibile acquistare il proprio posto attraverso "Vivaticket", specializzato nella vendita di biglietti per spettacoli, concerti ed eventi sportivi diffusi su tutto il territorio nazionale.

E’ possibile acquisire i ticket per le 3 Grandi Parate in programma per i giorni 3 (costo 10 euro), 5 (costo 3 euro) e 9 (costo 5 euro) Marzo.

Collegandosi al link https://www.vivaticket.it/ita/tour/carnevale-di-manfredonia-2019/2238 si può selezionare il proprio posto a sedere sulla mappa della Tribuna, tutto comodamente da casa e\o presso uno dei punti vendita autorizzati su tutto il territorio nazionale (a questo link l’elenco completo https://www.vivaticket.it/ita/ricercapv#).

Per gli interventi artistici di Tommy Terrafino (da “Made in Sud”), Anna Russo, Fabio Conticelli e Dino La Cecilia, si ringrazia l’Agenzia BellaVita Eventi di Foggia. Per l’intervento artistico di Alberto Mezzetti (vincitore del “Grande Fratello 2018”) si ringrazia Mary Fabrizio e il Seashell Restaurant BarCafè del Porto Turistico di Manfredonia.

Pubblicato in Manifestazioni

Turismo in Adriatico ad emissioni zero. Non solo una nuova vision di quello che sarà il turismo nautico e costiero, ma una concreta progettualità per ottenerlo. Questo in estrema sintesi l’obiettivo che si pone Deep Sea, acronimo di Development of Energy Efficiency mobility services for the Adriatic marinas, progetto finanziato nell’asse del Trasporto marittimo del Programma Interreg Italia-Croazia e che ha preso avvio questa mattina a Trieste in Camera di Commercio Venezia Giulia con l’incontro operativo dei partner. Complessivamente il valore del progetto è pari a 2,5 milioni di euro (durata gennaio 2019- 30 giugno 2021) e vede come leader partner Aries Scarl-Camera di Commercio Venezia Giulia.

Mobilità elettrica abbinata a produzione di energie rinnovabili in modo da sviluppare una nautica sostenibile senza emissioni, rumori, vibrazioni dove l’energia elettrica viene prodotta direttamente nelle Marine e utilizzata dalle barche, per la mobilità dei turisti che raggiungono le banchine o le aree attigue. Questi alcuni dei punti progettuali nel cui raggiungimento sono coinvolti Aries Camera di Commercio Venezia Giulia, Università degli Studi di Trieste, Camera di Commercio di Foggia, Regione Puglia, Comune di Andria per la parte italiana, mentre per la Croazia l’Autorità portuale di Krk-Veglia, il Comune di Malinska Dubašnica, Rera-Agenzia per lo sviluppo della Regione Spalato-Dalmatina, le Università di Rijeka-Fiume e Split-Spalato e il marina H.L. Dvorac.

L’obiettivo è quello di dar vita sì a un turismo a basso impatto ambientale, ma soprattutto a trasformarlo nel ‘brand di qualità e sostenibilità’ capace di contraddistinguere il mare l’Adriatico come un punto di riferimento e un esempio pilota in ambito non solo europeo.

Dalla Puglia al Friuli Venezia Giulia, alle coste della Croazia: i partner progettuali hanno iniziato a lavorare assieme proprio per creare e promuovere un modello di mobilità sostenibile applicata alla nautica e al turismo costiero in generale. Ovvero a quelle attività che si trovano a utilizzare energie rinnovabili e non più motori a scoppio (endotermici). Propulsione elettrica coerente con un turismo verde e sostenibile, rispettoso di parchi marini e terrestri in sintonia con lo sviluppo organico del territorio.

In questo percorso verso l’ottenimento della qualità turistico/ambientale ad emissioni zero potranno trovare nuove opportunità di investimento anche gli imprenditori nautici e della cantieristica, gestori delle marine, albergatori e operatori del terziario più in generale che coglieranno le sfide produttive, le autorità politiche e istituzionali che andranno ad innovare l’aspetto normativo in funzione sempre più green, nonché i cittadini e le comunità che in questi territori vivono e lavorano e che in questo modo troveranno nuove e ulteriori opportunità occupazionali. Va infatti sottolineato che un ruolo di particolare rilevanza nel lo avrà anche la mobilità verso l’interno, quella che abbinata all’attività nautico-costiera consentirà la visita delle città d’arte, dei siti archeologici e delle bellezze naturalistiche dei territori che si affacciano sull’Adriatico.

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Da stamattina non sarà più possibile, temporaneamente, presen­tare domande per il Reddito di dignità pugliese. Lo ha stabilito la giunta, nell’attesa del coordinamento tra le misure di assistenza regionali e il Reddito di cittadinanza del governo Conte per il quale, invece, le domande dovrebbero aprirsi il 6 marzo. Lo stop alle richieste del Red non riguarda alcune categorie particolari: i genitori separati che risultano senza reddito e senza fissa dimora, le donne che sono state vittime di violenze e le persone che per una difficoltà ap­plicativa nel calcolo della situazione reddituale equivalente - si sono ri­trovate escluse sia dal Red sia dal Rei del governo Renzi, e che ora potranno invece avanzare domanda per il Reddito di dignità. Sono escluse dallo stop anche le domande che verranno presentate d’ufficio dai Servizi sociali dei Comuni a fronte di particolari si­tuazioni di fragilità dei nuclei fami­liari. La scelta, spiegano dalla Regione, è stata presa per non creare confusione tra i cittadini, anche perché l’Inps deve disattivare l’attuale piattaforma informatica utilizzata dai Comuni per l’istruttoria del Red e deve attivare un portale ad hoc per le domande relative al Reddito di cittadinanza. Dal 1° mar­zo, peraltro, anche i pagamenti bi­mestrali del Red verranno effettuati per bonifico direttamente dalla Re­gione per conto degli Ambiti terri­toriali, e non più attraverso un accredito sulla carta acquisti dell’Inps. L’assessorato al Welfare dovrà dun­que procedere a una revisione com­pleta dello strumento di sostegno al reddito, per fare in modo che si integri con il Reddito di dignità e che non ci siano doppioni: nessuno potrà otte­nere entrambi i sussidi. Con l’occa­sione, il Red verrà allargato per in­cludere altre categorie a rischio di povertà: i disabili tra i 18 e i 64 anni che non hanno supporti familiari e che devono essere inseriti in un per­corso «dopo di noi», le persone che hanno in famiglia un parente con la necessità di assistenza specializzata (caregiver), e le persone nel cui nucleo familiare figurano tre o più minori. Tre nuove categorie che vanno ad alleviare, almeno in parte, le necessità non coperte dall’assegno di cura e che dovranno essere definite in relazione ai limiti di reddito. Il Reddito di dignità della Puglia, lanciato a luglio 2016 con l’utilizzo dei fondi europei, prevede fino a 600 euro mensili a fronte della sottoscrizione di un patto di inserimento lavorativo che impegna il proponente a svolgere de­terminati compiti, anche di pubblica utilità.

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Pubblicato in Società

Quattro milioni di alberi morti, cinquantamila ettari di terreno desertifìcati, il 10% della produzione italiana complessiva di olio d’oliva perso. Sono le sti­me allarmanti diffuse da «Italia Olivicola», la più rappresentati­va organizzazione della produ­zione olivicola italiana, che con­frontando i dati di Istat, Ismea, Sian e aziende agricole, ha ela­borato uno studio sugli effetti de­vastanti della Xylella nel Salen­to. Per la prima volta da quando la gravissima fitopatia ha colpito la Puglia, sono emersi con evidenza numeri chiari sui danni arrecati dalla batteriosi nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto. Lo stu­dio, molto articolato, elaborato da «Italia Olivicola» è subito rim­balzato sui social tanto da indur­re la Commissione europea, mer­coledì pomeriggio, a richiederne copia e approfondimento. Secon­do queste stime, sono poco più di 4 milioni le piante che hanno per­so del tutto la capacità produt­tiva ed entro un paio di anni il numero è destinato almeno a raddoppiarsi (l’area colpita dal batterio raccoglie circa 22 milio­ni di piante). In media, invece, ogni anno - confrontando i dati delle ultime tre campagne - sono state perse 29mila tonnellate di olio d’oliva, pari in media a quasi il 10% della produzione olivicola italiana, per un totale di 390 mi­lioni di euro di valore totale della mancata produzione. Gli ettari di uliveti distrutti, cioè ridotti a cimiteri di alberi secchi, sono 50mila suddivisi tra Lecce (40mila ettari, pari quasi al 50% degli ettari complessivi del­la provincia, che dalla parte io­nica ormai distrutta avanza ine­sorabile verso la zona adriatica), Brindisi (quasi 10mila ettari, pa­ri al 15% complessivo dell’intera provincia) e Taranto (3,5mila pa­ri al 10%). Per questo motivo «Italia Oli­vicola» ha chiesto un intervento straordinario di ristrutturazio­ne e riconversione degli uliveti del Salento distrutti dalla Xylella di 500 milioni di euro, di cui 400 per la realizzazione dei nuovi im­pianti (preparazione del terreno, piantine, messa a dimora, cure agronomiche, formazione ecc.), cui si aggiungono 100 milioni da erogare a favore degli olivicol­tori e dei frantoiani come con­tributo di mancato reddito per le prime 4 annualità successive alla piantumazione (contributo an­nuo per ettaro di 500 euro). «Sia­mo - sottolinea Gennaro Sicolo, presidente di “Italia Olivicola” - davanti ad una catastrofe senza precedenti che deve essere affrontata in sinergia tra Unione europea, governo e Regione sen­za perdere più tempo. Ogni mi­nuto in fumo dà al batterio la possibilità di avanzare e distrug­gere la nostra olivicoltura». «L’Unione europea - continua Sicolo - dovrebbe agire così come fatto con la crisi della "mucca pazza", che ha generato una spe­sa del bilancio comunitario, quantificata dalla Corte dei Con­ti di Bruxelles, in 4,7 miliardi di euro, limitatamente agli esborsi sostenuti per le misure attivate dal 1996 al 2000. Di questo im­porto, il 43,7% è stato assorbito dal Regno Unito. Occorre snel­lire le procedure ed eliminare qualsiasi vincolo paesaggistico ed architettonico per gli agricol­tori che vogliono espiantare scheletri di ulivo e reimpiantare per poter riprendere la produ­zione. La burocrazia deve essere alleata degli agricoltori e non del batterio, lo Stato deve sostenere queste operazioni i cui costi non possono ricadere sulle vittime di questo disastro».

«Se non verrà attuato un piano di interventi serio ed efficace, purtroppo, a partire soprattutto dall’area definita infetta - lancia l’allarme il presidente di “Italia Olivicola” - entro pochi anni la produzione di olio di oliva in Sa­lento prima, e nel resto della Pu­glia poi, è destinata ad azzerarsi e a scomparire, con conseguenze nefaste per migliaia di famiglie».

Pubblicato in Ambiente

Dopo la ennesima interruzione della consiliatura dello scorso 14 febbraio quando nove membri del consiglio comunale di San Giovanni Rotondo sfiduciarono l’ex primo cittadino Costanzo Cascavilla, c’è il timore di perdere fondi e fi­nanziamenti per opere ed eventi già progettati. Un timore piuttosto diffuso in città, di cui la Lega si è fatta portavoce: il partito era in maggioranza e sosteneva del sindaco esponente del Partito democratico poi mandato a casa. Le attenzioni e le preoccupazioni della Lega sono indirizzate a campi e settori vitali per il paese, come la ristrutturazione scuola Forgione, la realizzazione dell’auditorium piazza De Mattias, e la realizzazione scuola dell’infanzia. Preoccupazioni ora fatte presenti al com­missario prefettizio Antonio Incollingo nel cor­so di un incontro convocato dallo stesso com­missario che a palazzo di città che ha chiamato a raccolta gli ex capi gruppo consiliari. La Lega, rappresentata da Mauro Cappucci, ha illustra­to al commissario una serie di argomenti da affrontare urgentemente al fine di evitare la perdita di finanziamenti fondamentali per la città. Nella circostanza sono state affrontate questioni di particolare interesse e tutte fi­nalizzate a far fronte alla vivibilità quotidiana e al corretto funzionamento dei servizi che il Comune offre ai cittadini. Al termine dell’incontro la Lega ha conse­gnato al commissario prefettizio un documento contenente le priorità degli interventi da portare a vanti. Cappucci ha evidenziato a Incollingo la necessità di prestare una particolare attenzione al problema degli allegamenti in città, invitandolo ad attivarsi urgentemente per non perdere il relativo e cospicuo finan­ziamento: mitigazione del fenomeno quasi 5 milioni, cui dovrebbero seguire altri 5 milioni per i valloni a nord della città. Una proble­matica che per il gruppo consiliare della Lega, formato dagli ex consiglieri Mauro Cappucci, Marianna Natale e dall’ex assessore Aurelio Pasqua, da anni rappresenta «un cavallo di battaglia». Peraltro le preoccupazioni riguardano an­che la già programmata tappa di arrivo del Giro d’Italia fissata per il prossimo 16 maggio: il timore è che possa saltare, anche se dalla Re­gione Puglia assicurano che non avverrà: ma nessuno si sbilancia su chi coprirà la intera cifra necessaria per garantire l’evento, circa 180mila euro. La domanda che ci si pone è: il Comune di San Giovanni Rotondo è in grado di onorare l’intera cifra ricorrendo all’utilizzo dei soli introiti derivanti dalla tassa di soggiorno? In attesa di avere risposte, la macchina or­ganizzativa della corsa rosa va comunque avanti: gli organizzatori hanno infatti reso noto i dettagli della sesta tappa, la Cassino-San Gio­vanni Rotondo di 238 chilometri: il traguardo è stato fissato in viale Aldo Moro.

 

Francesco Trotta

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In occasione del pellegrinaggio per i cosiddetti “Sabato di Santa Maria di Merino”, tradizionale appuntamento in cui i devoti si recano al Santuario nelle giornate del sabato, l’Amministrazione comunale di Vieste, d’intesa con la società di trasporto “Fini Viaggi”, ha organizzato un collegamento di bus navetta. Il servizio sarà effettuato nei giorni di sabato 2,9,16 e 23 marzo 2019 con partenza da piazzale Rossini alle ore 9,30 e ritorno dal Santuario          alle ore 11,30. Si consiglia di munirsi di biglietti presso le rivendite autorizzate.

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