Articoli filtrati per data: Mercoledì, 13 Marzo 2019 - Rete Gargano

“La Regione Puglia non si ferma e continua a promuovere e finanziare opere contro il dissesto idrogeologico. In particolare ci è stata comunicata la conclusione dell’iter istruttorio per 21 interventi relativi a questa tipologia per 100 milioni di euro, a valere sulle risorse FSC 2014/2020. Le province coinvolte sono quelle di Foggia con 12 interventi, di Bari con 6 interventi, della BT con 2 interventi e di Lecce con 1 intervento”.

Così l’assessore regionale ai Trasporti e Infrastrutture Giovanni Giannini, annunciando il finanziamento di altri 21 interventi in Puglia contro il dissesto idrogeologico. I comuni interessati sono San Giovanni Rotondo, Peschici, Castelluccio Valmaggiore, Troia, Faeto, Celle san Vito, San Severo, Apricena, Carpino, Foggia, Volturara Appula e Rodi Garganico per la provincia di Foggia, Andria e Barletta per la BT, Bari, Bitritto, Binetto, Giovinazzo, Modugno, Molfetta e Triggiano per la provincia di Bari e Casarano per Lecce.

“Ora, i nostri uffici – ha continuato Giannini - oltre ad avvisare i sindaci dei 21 comuni interessati, hanno trasmesso al Commissario di Governo delegato per la mitigazione del rischio idrogeologico nella Regione Puglia, tutti i progetti perché possa procedere e curarne l’attuazione”.

“Tra i 21 progetti – ha sottolineato Giannini -  ricordiamo 2 progetti relativi alla mitigazione del rischio idraulico del canale Ciappetta/Camaggio, il primo che riguarda il comune di Barletta, per il tratto da completare dalla Statale 16 bis alla statale 170 per un importo di 10 milioni 371mila euro, e il secondo che riguarda il comune di Andria, per la conservazione

statica del tratto tombato e la sistemazione fino al canale deviatore per un importo di 9 milioni 383mila di euro. Nel comune di Molfetta partiranno invece gli interventi di salvaguardia idraulica nella zona ASI per un importo di 13 milioni e 361mila euro e di mitigazione del rischio idraulico dell’area PIP per un importo di 13 milioni e 136mila euro. Poi ad esempio ci sono oltre 8 milioni di euro per la messa in sicurezza contro le inondazioni della Piana di Peschici (Canale Ulse) e oltre 2 milioni per il centro abitato di Carpino (in allegato l’elenco completo dei 21 interventi ndr). Questo ulteriore passo in avanti - ha concluso Giannini - per la tutela dei nostri territori e delle nostre popolazioni dimostra quanto siano importanti solamente i fatti concreti e realizzati  e non invece le troppe frottole mal raccontate”.

Con delibera della Giunta Regionale n. 1202 del 28/07/2017 è stato approvato l'elenco degli interventi da finanziare con queste risorse FSC 2014-2020 e, successivamente, l'elenco di interventi di mitigazione del rischio idrogeologico è stato trasmesso alla Direzione Generale per la Salvaguardia del Territorio e delle Acque del MATTM in data 01/08/2017. Tali interventi, in adempimento a quanto previsto dalla normativa vigente, sono stati sottoposti al parere preventivo di ammissibilità della competente Autorità di Distretto ed all'istruttoria tecnico-documentale a cura della suddetta Direzione Generale del MATTM.
Dal 01/08/2017, solo in data 11/03/2019 il Ministero dell'Ambiente ha comunicato alla Regione Puglia la conclusione positiva dell'iter istruttorio relativo ai suddetti interventi contro il dissesto idrogeologico già finanziati con le risorse FSC 2014-2020 nell'ambito del Patto per lo Sviluppo della Regione Puglia.

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In seguito al successo di pubblico e critica della V Edizione dello spettacolo, "La Nostra Magia è il Vostro Sogno", andato in scena domenica 10 marzo 2019 nell'Auditorium Comunale "Paolo Granieri" , sento il dovere di fare alcuni ringraziamenti: 

 - La famiglia Vincenzo Granieri; 

- La famiglia Raffaella Caputo; 

- La famiglia Luigi Darenzo. 

Per aver accettato l'invito e per aver gradito il video realizzato da Luciano Biscotti, la lettera scritta da Francesco D'arenzo e interpretata da Mattias Vescia. Spero che da lassù anche voi avete visto e ascoltato tutto...Max, Paolo, Luigi. 

Grazie a te, Fortunato Fumarola, per avermi ancora una volta convinto a portare in scena questa V edizione: Grazie per il lavoro che hai egregiamente svolto dalla scelta artistica, alla regia impeccabile; 

Grazie anche a te, Michela Rita Olivieri, per l'impegno tra sponsor, pulizie, prove, scuola, nonostante un esame in arrivo; 

Grazie anche a te, Annamaria Olivieri, per essere stata presente alle prove, anche raffreddata e influenzata; 

Grazie a te, Sonia Salafica, e a tutta la tua nuova associazione "Noi siamo liberi", per il lavoro svolto in sala e per la sigla iniziale, con a capo Alessia Travaglini; 

Grazie ai ragazzi del dietro le quinte: Cristian Quercia, Bruno Maviglia, Lazzaro, Teodoro.

Grazie a tutti i maghi professionisti (spero di citarvi tutti): 

Pino Strianese I Borealis; 

Borealis Natalia Prikazchikova; 

Mago Leon De Borealis; 

Leo Barbato; 

Vito la Tegola; 

Nino Ficco; 

Antonio Altavilla; 

Mago Alex Fumarola; 

Sandro Perrotta; 

Simuan; 

Jak. 

Grazie anche a te, Ivo Farinaccia, per la fiducia che mi hai dato e per aver accettato il mio invito a vestire i panni di presentatore, che nn è per niente facile...sei stato impeccabile!

Grazie al Comune di Peschici ( all'Assessore Luca Esposito, per disponibilità e presenza; 

Grazie all'Associazione "Amici dei Bambini"; 

Grazie agli sponsor; 

GRAZIE PUBBLICO! 

GRAZIE PESCHICI!

CI VEDIAMO ALLA  VI EDIZIONE...

Pierpaolo Olivieri

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Mercoledì, 13 Marzo 2019 12:40

Mattinata, tornano i falò di San Giuseppe

A Mattinata, anche quest’anno, la notte della vigilia di San Giuseppe sarà illuminata e riscaldata dal “Gran Falò”, evento giunto alla XX edizione.

Una due giorni, 18 e 19 marzo p.v., dedicata ai festeggiamenti in onore di San Giuseppe caratterizzata da celebrazioni religiose e civili. Già dalle prime ore del mattino lo sparo dei mortaretti e il giro per le vie cittadine della Marching Band dall’Associazione Bandistica di Mattinata apriranno la festa, che culminerà con la spettacolare accensione piromusicale del Gran Falò. Durante la serata non mancheranno gli stand gastronomici con i prodotti tipici locali e faranno da cornice con i brani della musica popolare i Folk Brothers, a chiudere la giornata del 18, l’immancabile spettacolare batteria sanseverese.

Tradizione, enogastronomia, riti, musica, spettacoli pirotecnici: ecco cosa ci riserva il “Gran Falò – Festa di San Giuseppe” 2019.

Un evento organizzato e gestito dal Circolo Ricreativo Culturale Oasis di Mattinata e il patrocinio della Regione Puglia, il Comune di Mattinata e l’Ente Parco Nazionale del Gargano.

Tale evento rappresenta per la comunità locale e per quelle limitrofe, un appuntamento immancabile.

Il Circolo Oasis, punta al rilancio delle tradizioni locali al fine di creare un’unica destinazione turistica Gargano in grado di destagionalizzare i flussi turistici.

Appuntamento per il 18 e 19 marzo a Mattinata, per partecipare e assistere ad un evento in cui fede e tradizioni millenarie si fondono in un unico grande spettacolo.

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In merito alle polemiche sollevate da alcuni agricoltori per la gestione dell’acqua dell’Oasi Lago Salso occorre prima di tutto fare un po' di chiarezza e partire da un punto fermo ed ineliminabile: l’acqua del Lago Salso è di esclusiva competenza dell’Oasi. Non è una semplice rivendicazione di qualche ambientalista estremista, ma una precisa previsione normativa contenuta nel piano di gestione dei SIC/ZPS predisposto dallo stesso comune di Manfredonia e approvato dalla Regione Puglia con l’esplicito consenso del Parco Nazionale del Gargano (anche per questo recentemente il Ministero dell’Ambiente ha istituito la Zona Speciale di Conservazione ZSC). L’art. 27 del regolamento del piano di gestione prevede infatti che <<vista la natura del bacino e l'importanza strategica per la conservazione di specie ornitiche d'interesse comunitario, si fa divieto di utilizzo dell'acqua a fini agricoli e produttivi ad esclusione delle esigenze aziendali dell'Oasi Lago Salso>>.

La circostanza, poi, che alcuni agricoltori rivendichino la proprietà di un tratto del canale Roncone che da sempre trasporta l’acqua del torrente Cervaro nell’oasi non ha alcuna rilevanza, in quanto in ogni caso è costituita una servitù di fatto in favore dell’Oasi stessa.

Anche dal punto di vista economico, non è giusto che gli agricoltori che pretendono di prelevare l’acqua dell’Oasi (peraltro gratuitamente) abbiano un indebito vantaggio concorrenziale nei confronti di altri agricoltori, con i terreni più distanti dall’Oasi, che tecnicamente non lo possono fare.

La soluzione della problematica non è quindi quella di consentire, a dispetto delle norme, il prelievo dell’acqua dell’Oasi.

Lo scorso anno il Centro Studi Naturalistici ONLUS presentò al comune di Manfredonia e all’Ente Parco una proposta per risolvere in via definitiva la questione, coniugando le esigenze ecologiche di conservazione dell’area con quelle produttive degli agricoltori.

La proposta prevedeva la realizzazione di un corridoio ecologico lungo il canale Roncone, che incrementasse la sua funzione di connessione ecologica tra l’Oasi Lago Salso e il torrente Cervaro e quindi, più in generale, tra l’area costiera del Golfo di Manfredonia e le aree interne e collinari della Capitanata. L’importanza di questo corridoio ecologico è stata sancita dalla recente presenza della Lontra, individuata dagli operatori del CSN nell’Oasi Lago Salso.

Il Roncone è il canale di alimentazione che conduce le acque del Cervaro verso le aree vallive dell’oasi. Ha una lunghezza di circa 3,7 km e una larghezza di pochi metri, ma ha anche delle ampie aree pertinenziali che potrebbero consentire di estendere la larghezza del canale, con opportuni movimenti terra, a circa 60-80 metri, per una superficie complessiva di oltre 20 ettari, a cui potrebbero aggiungersi altri 5 ettari di un adiacente terreno catastalmente intestato al Comune di Manfredonia.

Nella sua proposta il CSN evidenziava anche che, con il ripristino di alcune opere idrauliche, il canale ampliato avrebbe potuto costituire anche un’importante riserva idrica estiva per gli agricoltori locali indipendente dalle esigenze ecologiche dell’oasi che sono tutelate dal piano di gestione del sito Natura 2000 (ZSC e ZPS), rispondendo anche a finalità di sviluppo economico locale. Con questa soluzione il canale Roncone diventerebbe una risorsa idrica diffusa che, in maniera compatibile con la conservazione della funzionalità ecologica della zona umida, potrebbe essere potenzialmente disponibile per tutti i terreni che attraversa ed estendibile in futuro con opportune ramificazioni.

La proposta del CSN conteneva anche l’indicazione di un bando regionale che avrebbe potuto finanziare l’opera, almeno per un primo lotto.

L’anno scorso non se ne fece nulla, ma la proposta è ancora lì ad attendere qualcuno di buona volontà che possa raccoglierla e realizzarla. Il CSN onlus, come sempre, è disponibile a sostenerlo, chiunque egli sia.

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Le donne di questo paese sanno leggere negli occhi.

Le donne di questo paese non abbandonano nessuno al dolore.

È questo quello che penso, quando le vedo radunarsi una a una ai piedi della Madonna vestita a lutto, nella Chiesa Matrice di Vico al mattino del Venerdì Santo.

Le donne di Vico non lasciano da sola una Madre, che in questo giorno di presagio oscuro e di dolore pare chiedere ad ognuno: avete visto mio Figlio? Ditemi dov’è?

È così le donne di Vico sin dal primo mattino - e da tempi lontani - si muovono con Lei, quasi inseguendola, mentre questo nido chiaro d’altura spalanca le finestre su uno dei suoi giorni più importati e solenni.

“Va alla casa di Pilato, lì lo troverà incatenato”, proclama un antica cantilena che sento recitare in dialetto, mentre la processione delle donne scende giù dalla piccola via che dalla Chiesa Matrice fiancheggia il Castello.

Il vicolo stretto e vuoto che dalla Chiesa di San Nicola arriva a quella di san Giuseppe, tutt’a un tratto si riempie di preghiere e di mani aggrappate una sull’altra, del rumore leggero dei passi lenti trascinati sulle pietre scolpite.

Ci sono delle donne che attendono l’arrivo della Madonna Addolorata sul balcone di casa, come quando impazienti si aspetta un figlio; al suo passaggio si protraggono in avanti con un bacio adagiato tra l’indice e il pollice delle loro mani, in cui è racchiusa tutta la speranza che c’è: che le cose vadano meglio, che i figli stiano bene, che ci sia lavoro, che piova per le campagne.

Così, per le vie del paese antico e oltre, prende forma la prima processione del Venerdì Santo vichese, uno dei più imponenti del Meridione.

Le donne di Vico accompagnano il cammino doloroso della Madre di ogni madre tra i “Sepolcri” di alcune chiese; ai piedi del mantello ricamato da mani preziose, che scende dal fercolo condotto a spalla dai portatori, ci sono le donne più anziane seguite da altre donne, fino ad arrivare a quelle più giovani. È come leggere un passaggio generazionale, che non vuole più fermarsi, al contrario, tramandarsi, da nonna a madre, da madre a figlia, da zia a nipote.

Il mantello della Madonna sembra voler coprire tutte le donne, mentre un leggero vento lo agita e lo gonfia; la luce del sole fa brillare la sua corona, le sue mani sorreggono un lungo fazzoletto bianco e ricamato, e sono protese in avanti: pare così venirti incontro, come se fosse lì ad aspettarti da tempo.

È bellissima nella sua semplice e curata imponenza, e vista con i miei occhi è una madre tra le madri, una madre che, impaziente, scappa alla ricerca di suo figlio, guidata da quel presentimento che solo una mamma può avere.

Le donne di Vico mi commuovono con le loro preghiere; nella loro voce sento l’eco antico delle loro madri, nel loro cammino vedo la volontà di non fermarsi, di esserci e di provare con la fede a cambiare le cose brutte del mondo.

Dì lì a poco la processione delle donne farà rientro nella Chiesa Matrice, in tutto il paese dominerà il canto del Miserere, che i confratelli delle cinque confraternite intoneranno a squarciagola, mentre ognuna di queste si diramerà per le strade di Vico, ognuna con un suo Cristo, ognuna con una sua Addolorata, in una lunga giornata, tra le più importanti del paese.

Giunti in chiesa, le donne guidate dal parroco continuano a pregare e la Madonna viene adagiata dai portatori sull’altare maggiore; nel tardo pomeriggio sarà ripresa sulle spalle e portata ancora in processione fino all’incontro con suo Figlio. In chiesa c’è una carezza di luce pallida, che si diffonde e ci avvolge, come fosse un abbraccio.

Francesco A. P. Saggese

Pubblicato in Manifestazioni

Si trova in svariati continenti, dallʼAmerica allʼAsia ed è stata importata in Europa intorno al 1740. La magnolia è sempre stata considerata il fiore di buon augurio, per questo veniva piantata nei giardini di casa in quanto si pensava potesse portare forza alla casa e ai suoi abitanti fortuna e prosperità. Simbolicamente, questo fiore rappresenta dignità e perseveranza e ne si può trarre il motivo dʼispirazione per tutta la comunità scolastica. Lʼassociazione cuochi ha voluto donare simbolicamente questa pianta allʼistituto che ha reso possibile la loro crescita professionale. La piantumazione è stata preceduta da una benedizione del vice parroco Gesù Buon Pastore don Maurizio Guerra che ha recitato la preghiera del santo protettore dei cuochi, San Francesco Caracciolo. A conclusione, il dirigente scolastico ha ringraziato lʼassociazione cuochi del Gargano e di Capitanata e tutti coloro che hanno contribuito e preso parte allʼevento.

Tiziana Vescera

Pubblicato in Società

E’ venuto a mancare ieri. Aveva 85 anni. Papà e nonno premuroso e affettuoso. La redazione tutta si stringe alla famiglia. Un pensiero particolare alla signora Carmela, a Matteo, Tonino, Lelluccio, Agata e a nostro “fratello” Carmine. “Franchino era un brav’uomo”, il sospiro dei suoi storici amici. Educato e signorile nei modi non dimenticheremo la sua compostezza.

I funerali, domani 14, alle ore 10.00 presso la Parrocchia Gesù Buon Pastore.

Pubblicato in Personaggi

Nella sua ultraventennale storia (la nascita risale al 5 giugno 1995), l’Ente Parco Nazionale del Gargano mai aveva sperimentato una protesta così vibrante da parte di alcuni segmenti del settore zootecnico, travolti dal recente e devastante fe­nomeno degli attacchi di lupi, cinghiali e cormorani (impianti di acquacoltura), classificati in gergo quali “danni da fauna selvatica” (in area protetta in­dennizza l’ente, fuori la Regione Puglia). Venerdì scorso pastori, allevatori, agri­coltori e finanche cacciatori si sono radunati davanti alla sede dell’area pro­tetta in via Sant’Antonio Abate a Monte Sant’Angelo, in versione sindacalisti “fai da te”, per gridare “siamo stanchi, così non va”. Non hanno portato fiori ma tanta rabbia e amarezza. Il sit-in, annunciato da tempo attraverso il tam-tam di web e passaparola, al netto di alcuni momenti di forte tensione, è comunque filato liscio, anche e soprat­tutto per merito dei carabinieri in te­nuta antisommossa, i quali hanno vi­gilato con discrezione sul regolare svol­gimento della manifestazione, durata dalle 8 alle 13,15 circa. Cinque lunghe ore, durante le quali si è assistito a raccolte firme, volantinaggio, sfoghi plateali, disagi esternati con toni alti ed esasperati, comizi improvvisati da un camion (vi è salito pure Costanzucci) utilizzato a mo’ di palco, continui con­fronti (con i vertici del Parco) tra l’ester­no e l’interno della sede. Un andirivieni francamente snervante che ha movimentato, e di molto, l’intera mattinata. A capo delle rivendicazioni si sono visti esponenti di una forza politica (L’Altra Italia) ed un ex parlamentare della Repubblica Italiana nonché ex sindaco ed ex vicepresidente del Parco (anno 2004 a cavallo del passaggio di consegne da Fusilli a Gatta) Nicandro Marinacci. Totalmente assenti le sigle sindacali. L’Ara -associazioni regionale allevatori di Puglia- mancava perché addirittura non invitata, come ha rivelato alla vigilia lo stesso presidente Donnini. Al riguardo va rimarcato che il Parco da tempo ha avviato sulle questioni - nelle sedi opportune quindi- un approfondito confronto proprio con Cia e Coldiretti. Nella foga di alzare il livello della protesta, i convenuti hanno pensato (male) di ricorrere all’accumulo (ec­cessivo) di rimostranze - alcune pe­raltro irricevibili per il Parco - che ha finito invece per partorire non poca confusione. Infatti alle lamentele dei pastori contro il lupo, si sono unite quelle degli agricoltori contro i cinghiali, dei cacciatori contro il perimetro dell’area protetta e dei titolari di impianti di acqua col­tura contro i cormorani voraci. Francamente un po’ troppo. Tan­to che il vicepresidente dell’ente Claudio Costanzucci (coadiuvato dagli altri componenti del con­siglio direttivo Massimo Monteleone, Michele Merla, Luigi Di Fiore e l’assessore Pasquale Coc­cia) ha avuto buon gioco, ad un certo punto, nello sbottare con un “calma, non siamo mica la Croce Rossa”, per poi puntualizzare che “qui bisogna distinguere i livelli istituzionali. Alcuni interventi non competono al Parco” ed infine tendere la mano assicurando “che sarò con voi nel portare le vostre istanze ai piani alti”. Non è bastato però alla multiforme e composita platea dei convenuti che voleva sentire altro. In preda ad un profondo ed innegabile disagio - che il Parco, si badi bene, può solo in parte lenire- si è quindi lasciata andare a manifestazioni poco amichevoli verso l’Ente, in versione capro espiatorio. Non sono infatti mancati fischi, urla e battibecchi. Uno spettacolo francamen­te poco edificante che ha rischiato di mortificare non poco il senso e la por­tata della protesta. Alla fine, per for­tuna, la decisione che andava adottata, è stata finalmente presa: marciare uniti e compatti (Parco ed allevatori) nel por­tare le istanze - la più importante il passaggio dagli indennizzi ai risarci­menti per i danni da fauna selvatica ed il monitoraggio della stessa - ai tavoli istituzionali di Bari (in Regione), Roma (al Ministero) ed eventualmente Bru­xelles e Strasburgo (al Parlamento eu­ropeo).

Francesco Trotta

Pubblicato in Ambiente

L’Assessore all’agricoltura, al fine di programmare nuove iniziative atte allo sviluppo dell’attività agricolo-olivicola e alla valorizzazione dei prodotti agricolo-olivicoli del territorio viestano, ha organizzato un incontro pubblico che si terrà mercoledì 13 marzo 2019 alle ore 17,30 presso la sede municipale, per affrontare le varie problematiche ed apportare il proprio contributo in merito.

Tutti gli operatori del settore agricolo - olivicolo sono invitati all’incontro pubblico.

L’Assessore all’Agricoltura

Dario Carlino

Pubblicato in Ambiente

Nella prima settimana utile per presentare le domande per il Reddito di Cittadinanza, in Puglia sono state registrate quasi 7 mila pratiche nei soli Caf di Cgil, Cisl e Uil. In tutta la Regione, nei circa 600 Caf dei tre sindacati, sono però altrettante persone che hanno depositato domande non ancora immesse nei sistemi informatici o che hanno preso appuntamento fino alla fine del mese, termine ultimo per ottenere il sussidio a partire da maggio. In particolare, delle 6.824 pratiche registrate, nei Caf Cgil ne sono state verificate ad oggi 2.267 (nei primi due giorni la Puglia si attestata prima regione del Mezzogiorno per numero di domande sottoscritte), in quelli Cisl 2.239 e nelle sedi Uil 2.318, con netta prevalenza di pratiche in provincia di Bari, circa un terzo del totale regionale (2.244). In provincia di Brindisi sono state presentate 1.326 domande, a Foggia 930, a Lecce 1.198 e a Taranto 1.526. A queste si aggiungono quelle presentate agli sportelli degli uffici postali e negli altri Caf.

Pubblicato in Economia
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