Articoli filtrati per data: Sabato, 02 Marzo 2019 - Rete Gargano

«Casa sollievo della sofferenza», l’ospedale di San Giovanni Rotondo, è stato coinvolto nelle verifiche per il rinnovo della certificazione di qualità «Uni en iso 9001:2015» che ha riguardato direzione, di­partimenti, unità operative complesse e servizi trasversali della struttura ospedaliera. Il pa­ziente e la sua soddisfazione o insoddisfazione sono al centro della «Iso 9001». Ogni attività, applicazione e monitoraggio delle attività è in­fatti volta a determinare il massimo soddisfa­cimento dell’utilizzatore finale. Il team di Bu­reau Veritas, organismo di certificazione rico­nosciuto a livello internazionale, ha effettuato varie verifiche ispettive per il rinnovo della certificazione. Sono state sottoposte a verifica le unità operative campionate e anche unità ope­rative non previste dal programma. L’obiettivo è di evidenziare che l’intera «Casa sollievo» è organizzata e gestita per accompagnare il pa­ziente lungo tutto il percorso diagnostico-terapeutico. E non mancano margini di migliora­mento, come avvertito giornalmente da chi ha necessità di prestazioni sanitarie. Ciò sicuramente non riguarda tutti ma solo alcuni settori, le cui criticità sono rese ancor più evidenti dall’attività svolta nella stessa struttura ospe­daliera da numerosi altri reparti, apprezzati per la buona organizzazione ed i risultati conseguiti. Continua quindi, anche con l’audit dei giorni scorsi, nell’ospedale di San Giovanni Rotondo il percorso di certificazione di qualità, iniziato nell’anno 2009. La norma «Iso 9001» definisce i requisiti di un sistema di gestione per la qualità per un’organizzazione. La «Iso 9001» è la nor­mativa di riferimento per chi vuole sottoporre a controllo qualità il proprio processo produttivo in modo ciclico, partendo dalla definizione dei requisiti, espressi e non, dei clienti-fruitori e arrivando fino al monitoraggio di tutto il per­corso o processo produttivo. E un ulteriore tas­sello della tensione alla qualità globale da parte dell’ospedale è il corso «Riscoprire il carisma fondazionale vivendone le virtù sul lavoro», rea­lizzato in collaborazione con la pontificia uni­versità della Santa Croce. Martin Schlag, pro­fessore di teologia morale, ha evidenziato che «la fedeltà al carisma di Padre Pio a “Casa sollievo” richiede la lotta quotidiana nella virtù della vita ordinaria accanto al malato, in una parola: la santificazione del lavoro ordinario, senza mi­racoli straordinari. Padre Pio insisteva molto in questo ed era molto esigente. Così come San Josemaria Escrivà, il santo della vita ordinaria, lo era. Egli esortava a non aspettare miracoli: li fanno i medici essendo buoni medici, facendo straordinariamente bene l’ordinario».

Francesco Bisceglia

Pubblicato in Sanità

In due anni, dall'inizio del 2017 alla fine del 2018, il Reddito di Dignità (ReD) pugliese ha raggiunto circa 32mila famiglie. Il 66% dei beneficiari è costituito da donne, il 34% da uomini, il 5% dei quali cittadini stranieri, per un investimento complessivo di circa 20-25 milioni di euro ogni anno. Sono alcuni dei dati presentati dalla Regione Puglia che ha fatto un bilancio del primo biennio di attivazione del ReD. A tutti i componenti dei nuclei familiari destinatari della misura è stato sottoposto un Patto per l'inclusione sociale con più di diecimila tirocini attivati, progetti di sussidiarietà e lavori di comunità, attingendo dal Catalogo regionale delle opportunità di inserimento, unico nel suo genere in Italia, al quale hanno aderito enti pubblici, soggetti privati e imprese del terzo settore. "Il senso futuro di ReD - ha detto l'assessore regionale al Welfare, Salvatore Ruggeri - è quello di continuare a intercettare pugliesi che hanno bisogno, nuove fasce di povertà a cui occorre pensare".

Pubblicato in Economia
Febbraio Domenica 17 Ore 11:00
Marzo Domenica 17 Ore 11:00
Aprile Giovedì 18 Ore 18:00
Maggio Domenica

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Ore 11:00
Giugno Sabato 8 Ore 21:30
  Domenica 23 Ore 11:00
Luglio Domenica 7-14-21-28 Ore 11:00
Agosto Domenica 4-11-18-25 Ore 11:00
Settembre Domenica 8-22 Ore 11:00
Ottobre Domenica 6-20 Ore 11:00

 

Ogni domenica è possibile vivere un momento spirituale nella pace e serenità della Foresta Umbra.

Ore 10,00 – Confessioni

Ore 11,00 – Eucarerstia

Info: 346/8080951
costruireponti.it

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Pubblicato in Avvisi

Comincerà il prossimo 1 aprile 2019 il processo di Appello nei confronti dell'ex sacerdote 57enne foggiano Giovanni Trotta, imputato per i reati di violenza sessuale aggravata, produzione e diffusione di materiale pedopornografico e adescamento di minori ai danni di 9 minorenni di età compresa, all'epoca dei presunti abusi, fra i 12 e i 13 anni.

Nel maggio 2018 Trotta è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Foggia alla pena di 18 anni di reclusione e 120 mila euro. Attualmente l'ex sacerdote sta scontando in carcere un'altra condanna a 8 anni reclusione per violenza sessuale nei confronti di un 11enne. Da quella vicenda scaturì poi la seconda indagine che ha portato la magistratura barese a scoprire gli abusi sugli altri minorenni, tutti commessi nel 2014.

Stando alle indagini della Polizia Postale, coordinate dai pm di Bari Simona Filoni e Domenico Minardi, Trotta, ridotto allo stato laicale fin dal 2012 proprio "per gravi crimini contro l'infanzia" ma che continuava a farsi chiamare don Gianni, avrebbe violentato cinque minori affidati alla sua custodia in quanto dirigente e allenatore della squadra di calcio frequentata dai bambini, nella provincia di Foggia, nonché loro docente di lezioni private, dei quali avrebbe abusato nella sua abitazione singolarmente o in gruppo, fotografandoli durante gli atti sessuali.

E' stato anche condannato per pornografia minorile e divulgazione di materiale pornografico e adescamento di altri quattro 12enni attraverso le chat di Whatsapp e Facebook. Dopo aver "ingenerato" nelle vittime "curiosità e una malsana fiducia" spiegano i giudici di Foggia nelle motivazioni della sentenza di primo grado, "Trotta procedeva a una escalation di provocazioni sessuali, fino a giungere al vero e proprio adescamento".

"Acquisita la fiducia nella vittima e creata una perversa complicità - prosegue il Tribunale - Trotta soddisfaceva le proprie pulsioni" e "turpi abitudini". Per farlo, l'ex sacerdote aveva "creato una sorta di serbatoio di vittime" delle quali "contribuiva a distorcere la maturità sessuale, ingenerando una insana idea di normalità" attraverso "striscianti e graduali deviazioni".

Pubblicato in Cronaca

La sanità pugliese perde pezzi importanti. Nel giro di poche ore lasciano il dipartimento Salute della Regione il capo dipartimen­to Giancarlo Ruscitti e la dirigen­te di sezione Promozione della Salute e del Benessere, France­sca Zampano. I due addii arriva­no in una fase delicata per la sani­tà pugliese, nel pieno delle tratta­tive politiche in corso fra Regio­ne e governo per chiudere una volta per tutte il piano operativo e permettere alla Puglia di uscire dal commissariamento dei conti sanitari iniziato nel lontano 2010. Senza dubbio l’addio più pe­sante e per certi versi più inaspet­tato è quello del capo dipartimento Ruscitti. È una delibera della Provincia di Trento a comunicare la fine del rapporto. Intanto il governatore, Emiliano: “Ringrazio Giancarlo Ruscitti per il lavoro svolto nell’interesse della Regione Puglia. Sono sicuro che farà lo stesso nel suo nuovo ruolo per conto della Provincia di Trento”.

Pubblicato in Sanità

L’agroalimentare di quali­tà piace sempre di più ai mer­cati europei: continua a cresce­re l’export nei paesi del Cen­tro-Nord, la Capitanata - dati Coldiretti - è al centro di questo sistema con la più alta percen­tuale di territorio protetto (51,5%). Intanto tre rappresen­tanti foggiani entrano a far par­te del rinnovato comitato di coordinamento della «0I» po­modoro, l’organizzazione inter-professionale del Bacino Centro Sud Italia: si tratta di Giuseppe De Filippo presidente di Coldi­retti Foggia, Giuseppe Grasso, presidente di Apo Foggia e Gianmarco Laviola (Princes) in rappresentanza delle industrie.

Pubblicato in Ambiente

Gestione e riciclo dei rifiuti sono problemi ormai annosi nella Provincia di Foggia, considerato anche il fatto che rientriamo nell’elenco delle cosiddette “terre dei fuochi”, ovvero quelle regioni o porzioni di territorio dove l’ecomafia e i reati ambientali la fanno da padroni. È di prepotente attualità la notizia che le falde acquifere di Passo Breccioso a Foggia siano fortemente inquinate e per questo non possiamo non additare anche gli ultimi trasporti estivi di rifiuti da Roma in Provincia, targati Regione Puglia, che non hanno fatto altro che implementare una situazione già a forte rischio ambientale, peraltro preavvisato in una nostra intervista a Teleradioerre. Nella fattispecie, città come Foggia, San Severo, Cerignola e Lucera presentano già notevoli criticità in tal senso, in quanto hanno già soddisfatto da tempo regioni come Campania e Lazio con i loro impianti di smaltimento ormai saturi o la presenza di pregevoli coltivazioni e terreni agricoli posti pericolosamente proprio nelle loro adiacenze. La questione viestana non è al momento paragonabile a questi casi, ma è bene disporre un piano di prevenzione che, al momento, l’attuale Amministrazione non sembra aver messo in campo: esistono discariche abusive nelle zone limitrofe e rifiuti ovunque visibili ad occhio nudo nel centro storico, nelle stradine e perfino nella folta macchia mediterranea su cui lo stesso si affaccia a ridosso del mare, specialmente nel fine settimana. E questo una cittadina come Vieste, dato il suo altissimo e riconosciuto valore turistico con relativo introito economico, oltre che in termini di salute pubblica, non se lo può permettere. A tale scopo abbiamo acquisito foto, video e quant’altro provenienti anche da comuni cittadini che denunciano questi episodi e fenomeni. Medesima situazione appare nelle immediate pertinenze del Cimitero e del Castello, con cumuli di rifiuti, ora sparsi disordinatamente e senza controllo, ora chiusi in sacchi non raccolti e depositati per giorni. La situazione, sotto gli occhi di tutti, si aggrava nel periodo estivo, dove olezzo e temperature alte provocano miasmi e degrado urbano. Per giunta la popolazione segnala per il 2019 un aumento della TARI pari al 10/12 per cento, ecotassa comunale già altissima per una cittadina come Vieste, ma progredita sensibilmente rispetto all’ultimo anno. Inoltre non si comprende come la recente nomina di guardie GEV (Guardie Ecologiche Volontarie) in accordo con la Regione Puglia, preposte al controllo di dette situazioni, non dia i suoi frutti. Dunque attiveremo proposte provenienti dalla cittadinanza come dalle associazioni, che possano ovviare a questa carenza.

Maria Lucia Zito

Coordinatrice e Direttivo

Lega – Salvini Premier Vieste

Pubblicato in Ambiente

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