Silvestri gas
Articoli filtrati per data: Martedì, 04 Giugno 2019 - Rete Gargano

Il Governo ha rinunciato all'impugnativa presso la Corte Costituzionale della l.r. 57/2018, che aveva introdotto in Puglia il Codice identificativo per le strutture non alberghiere. La notizia arriva oggi dall’Avvocatura Generale dello Stato.

 Ha avuto esito positivo la nota con cui la Regione Puglia aveva chiesto al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo di desistere dall'impugnativa, anche a seguito della sentenza dello scorso aprile della Corte Costituzionale che si era pronunciata su un’analoga impugnativa nei confronti della Regione Lombardia. La Corte ha ritenuto non fondata l’impugnativa del Governo in quanto è legittimo per la Regione prevedere che anche i locatori turistici e i loro intermediari si debbano munire di un apposito codice identificativo di riferimento per ogni singola attività ricettiva da utilizzare nella pubblicità, nella promozione e nella commercializzazione dell’offerta turistica; si tratta di una legittima conseguenza dell’esercizio da parte della Regione della propria competenza residuale in materia di turismo, di un adempimento amministrativo (acquisizione del Codice identificativo di struttura) precedente ed esterno al contratto di locazione turistica, che non incide sulla libertà negoziale e sulla sfera contrattuale che restano disciplinate dal diritto privato.

Abbiamo voluto dotare di un codice identificativo tutte le strutture ricettive non alberghiere,  che a differenza degli alberghi , sono soggette a vincoli meno stringenti, per porre un argine al proliferare dell’abusivismo e garantire un sistema di accoglienza nel rispetto delle regole. Il contenzioso sollevato dal Governo ci era sembrato inutile e ingiusto, posto che, cosa ancora più grave, una legge sull’argomento, più volte annunciata, non era stata ancora emanata; e soprattutto in questo momento in cui dobbiamo difendere la crescita del turismo e garantire trasparenza e legalità nei confronti di chi invece rispetta le leggi e paga le tasse – commenta l’Assessore Capone - La Regione Puglia ha inteso creare una mappa del rilevante fenomeno della concessione in godimento a turisti di immobili di proprietà, a prescindere dallo svolgimento di una attività imprenditoriale, proprio per poter esercitare al meglio le proprie funzioni di vigilanza e controllo delle attività turistiche. Con Pugliapromozione abbiamo commissionato numerose ricerche per conoscere l’entità del sommerso nel settore ricettivo in Puglia. In base ai dati rilevati il moltiplicatore turistico per l’intera Puglia è stato nel 2016 di 5,15. In altre parole per ogni presenza turistica Istat ve ne sono state altre 4,6 che non sono state rilevate e non appaiono. Che esista in Puglia una proliferazione di strutture non alberghiere, non tutte codificate, lo dimostrano le migliaia di annunci sui vari siti di prenotazioni, oltre ai dati di Federalberghi. Adesso, finalmente, superata l’impugnativa del Governo, con la creazione del  Registro regionale delle strutture ricettive non alberghiere e l’obbligo di indicare il codice in ogni forma di promozione e pubblicità, si semplificano i controlli e si pongono le basi per diminuire l’abusivismo e garantire una offerta nel rispetto delle regole”.

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Martedì, 04 Giugno 2019 09:57

La 1° “Giornata Ecologica” a Carpino

La giornata è organizzata dal locale Istituto Scolastico Omnicomprensivo “P. Giulio Castelli”, si è svolta, lo scorso 3 Giugno, la 1^ “Giornata Ecologica” dal tema: “Ti piace l'isola di plastica?...A me, no!! - Io amo il mio paese”. Coinvolti i ragazzi della Scuola Media Statale, sono stati guidati nella iniziativa dal Dirigente Scolastico Prof. Claudio Costanzucci-Paolino e da alcuni loro Insegnanti. Scopo della manifestazione, oltre che quella materiale della raccolta di rifiuti abbandonati sul ciglio delle strade urbane e sub-urbane del paese, è stata ovviamente quella di sensibilizzare i ragazzi stessi, ogni cittadino e le nuove generazioni ad avere rispetto per le cose comuni e per l'ambiente in cui si vive. Ma la maggior parte della popolazione locale è rimasta quasi del tutto assente alla iniziativa.

       In mare come sulla terra ferma, il mondo intero sta diventando una mega pattumiera piena di plastica, vetri ed ogni sorta di rifiuti che vengono abbandonati ovunque, non solo depositati vicino ai cassonetti, dove a volte prendono fuoco. Se poi si pensa che l'uomo è riuscito a riempire persino l'Universo intero di apparecchiature e detriti che si perdono alla deriva siderale dello spazio cosmico, allora c'è di che preoccuparsi veramente. E, quindi, ci si chiede quando e come l'uomo cesserà di trattare il proprio ambiente in questo modo (poiché in fondo siamo noi stessi a determinare questi gravi scompensi ecologici, mica gli animali di cui ogni tanto di sente l'estinzione di una razza), anche in ordine alla stessa produzione dei contenitori di prodotti o alla emissione nell'aria della cosiddetta CO2, ecc.. Di questo passo si continua insensibilmente, ma consciamente, ad avvelenare gli ambienti marini e della terra, dove le prime vittime indifese sono proprio gli animali.

         Si auspica che la sensibilità e l'iniziativa dell'Istituto Omnicomprensivo, magari poco apprezzata dai cittadini perchè avevano mille altre cose cui pensare, possa avere un seguito negli anni futuri e possa essere ripresa anche dagli adulti. L'ideale sarebbe che ciò un domani non fosse più necessario poiché significherebbe che il mondo comincia a rivivere in un ambiente sano e pulito, ma è solo utopia poiché basta percorrere le strade interne ed esterne dei nostri paesi e città per scorgere abbandonati, spesso impunemente, ogni tipo di rifiuti.

                                                                                                                            Mimmo Delle Fave

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Si confidava con la madre, rivelando dettagli degli agguati che commetteva, il sicario del clan Perna di Vieste, Gianni Iannoli, arrestato su disposizione della magistratura barese per il tentato omicidio del boss Marco Raduano del 21 marzo 2018. La madre, però, lo rimproverava chiedendogli perché si fosse “impelagato in questa immondizia”, “in questa merda di cosa”. Il ruolo della mamma del pregiudicato emerge dalle intercettazioni ambientali captate dagli inquirenti della Dda in casa di Gianni Iannoli. “I figli alle mamme dicono tutte cose” dice la donna al 33enne che le stava raccontando dell’agguato fatto a Raduano, scampato alla morte perché “si è bloccato il fucile” spiega l’uomo. Gianni Iannoli rivela alla madre anche i nuovi ruoli criminali in città: “prima non c’entravo niente io nei fatti loro, mo mi sono messo in mezzo” e ancora “prima comandava Marco (Raduano, ndr), gli ho sparato. Mo voglio comandare io. Non è morto e siamo rivali”. “La speranza - dice la pm della Dda di Bari Luciana Silvestris che ha coordinato le indagini - è che ci possa essere una collaborazione, una risposta del territorio a partire dagli stessi parenti di fronte a gravi fatti di reato. Le indagini continueranno e chi ha elementi - dice quasi a voler lanciare un appello - questo è il momento di rappresentarli compiutamente”. “Il terrore e la ferocia con cui si manifesta la criminalità organizzata garganica e del territorio del foggiano - ha detto il procuratore aggiunto Francesco Giannella - non devono portare la gente a credere che si tratti di fenomeni criminali connotati dalla invincibilità. Non sono invincibili. Il lavoro dei Carabinieri e della Polizia lo dimostra”. “Certo - aggiunge - con la collaborazione della gente il lavoro potrebbe essere più rapido e darebbe un segnale di partecipazione della società ad azioni di legalità che faticosamente facciamo”
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Sarebbero i due cugini Iannoli, entrambi già detenuti, i presunti responsabili del tentato omicidio del boss di Vieste Marco Raduano, detto Pallone, 35 anni, ferito in un attentato il 21 marzo del 2018. Ieri agenti del Servizio Centrale Operativo, delle Squadre mobili di Bari e Foggia ed i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Foggia hanno arrestato Claudio e Giovanni Iannoli, rispettivamente di 43 e 33 anni, entrambi appartenenti al gruppo criminale già capeggiato da Girolamo Perna, morto lo scorso 26 aprile a seguito di un agguato di chiaro stampo mafioso. Sono considerati elementi di spicco della organizzazione criminale e si trovano attualmente nel carcere di Terni, il primo, e in quello di Siracusa il secondo, a seguito dell’operazione ‘Agosto di Fuoco’ eseguita dalla Polizia di Stato ad agosto 2018. L’operazione, denominata ‘Scacco al re’, è il risultato di una indagine, protrattasi per oltre un anno, condotta dai reparti investigativi di carabinieri e polizia di Stato e coordinata dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Bari (Direzione Distrettuale Antimafia). L’attentato fu messo a segno verso le 20, in contrada Scialara di Vieste. Sul posto i carabinieri trovarono Raduano per terra raggiunto da più colpi di arma da fuoco in parti non vitali del corpo. L’uomo, all’epoca sorvegliato speciale, venne trasportato all’Ospedale di San Giovanni Rotondo. Attualmente è detenuto nel carcere di Nuoro a seguito dell’operazione che i carabinieri, ad agosto dell’anno scorso, hanno effettuato nei confronti di gran parte del suo gruppo criminale. Raduano risulta della fazione di Vieste della mafia garganica in contrapposizione aperta con il clan di cui fanno parte i cugini Iannoli, riconducibile alla figura del defunto Girolamo Perna. I due gruppi sono nati a seguito della spaccatura interna al gruppo che fino al gennaio del 2015 era capeggiato da Angelo Notarangelo. A seguito del suo omicidio, avvenuto il 26 gennaio di quell’anno, si sono poi create due fazioni contrapposte che ha dato origine alla faida ancora in corso che sta insanguinando la cittadina di Vieste. Dal 2015 ad oggi, infatti, sono stati ben 9 gli omicidi, oltre a svariati tentativi di omicidio ai danni di vari esponenti dell’una e dell’altra consorteria criminale, in una sequenza di ‘botta e risposta’. L’agguato del 21 marzo 2018 è il secondo della sequenza dei tre ‘delitti del 21 marzo’ ed anche il secondo ad aver già avuto una decisa risposta dello Stato. Lo scorso 17 aprile, infatti, i carabinieri hanno arrestato Matteo Lombardi, il ‘carpinese’, per l’omicidio di Giuseppe Silvestri, avvenuto a Monte Sant’Angelo nella prima mattinata 21 marzo del 2017. Questa operazione segue l’arresto di Massimo Perdonò, elemento di spicco della ‘batteria’ mafiosa ‘Moretti-Pellegrino- Lanza’, avvenuto nell’ambito di un’indagine congiunta con la Polizia di Stato, responsabile del tentato omicidio ai danni di Giovanni Caterino. Gli investigatori sono ora impegnati a dare un nome ai responsabili dell’ultimo omicidio della terna, quello di Francesco Pio Gentile, commesso a Mattinata, appunto, il 21 marzo scorso.

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In dieci anni la Puglia ha perso 4 mila aziende edilizie e i lavoratori sono passati da 60 mila a 32 mila. Numeri choc, diffusi da Cgil, Cisl e Uil, che fotografano la gravità della crisi che ha colpito il compar­to dell’edilizia. I leader sinda­cali, di concerto con Confindustria, sono sempre stati chiari: l’edilizia ha bisogno di «ossigeno» che può esserci solo con l’apertura dei cantie­ri per le opere pubbliche. Ma per imprenditori e lavo­ratori pugliesi arriva una brut­ta notizia: l’avvio di quattro opere pubbliche, che doveva­no essere appaltate nel 2019, è stato rinviato al 2020. Per una di esse, addirittura, il via libe­ra è stato postato al 2022. Dalla strada statale 172 dei Trulli alla statale 89 Garganica: i cantieri resteranno chiu­si. Per altre due, appaltate nel 2018, l’avvio è previsto quest’anno. Ma al momento non se ne sa nulla. In modo parti­colare si tratta di lavori per 555 milioni di euro. Un rinvio che peserà come un macigno sulla tenuta di centinaia di imprese pugliesi che tra ap­palti diretti e in subappalto avrebbero consentito l’occu­pazione di migliaia di operai. A svelare il caso è Riccardo Nencini, membro della com­missione Lavori Pubblici del Senato e già viceministro del­le Infrastrutture e dei Tra­sporti dei governi di Matteo Renzi e Paolo Gentiloni. In tutto il Sud le opere pub­bliche rinviate sono state qua­si 200 per un importo com­plessivo di quasi 16 miliardi di euro. Tutte opere il cui avvio era stato annunciato come priorità dai governi Renzi e Gentiloni. Nencini da mesi chiede al presidente della Commissione il dettaglio del­le opere per poterne discutere in occasione del decreto Sblocca Cantieri. Dice: «Il cronoprogramma predisposto dai governi Renzi e Gentiloni per la realizzazione e il com­pletamento di opere infra­strutturali decisive per lo svi­luppo del Paese, su molte del­le quali mi ero personalmente impegnato, è stato stravolto dall'attuale governo». Ma quali sono le opere pu­gliesi? Per la strada statale 172 dei Trulli (il tronco Casamassima-Putignano) l’investi­mento è di oltre 52 milioni di euro. L’appaltabilità dell’ope­ra era prevista nel 2019, ora è stata aggiornata al 2022. Per la strada statale 7 Ter Salentina (1’itinerario bradanico-salentino), invece, i lavori previsti ammontano a oltre 24 milioni. Il via libera era previsto lo scorso anno, dovrebbe esserci nel 2019. Nello specifico l’opera concerne l’ammodernamento del tronco Manduria- Lecce e il completamento funzionale della variante San Pancrazio Salentino. Il terzo stop riguarda la strada statale 16 Adriatica, in particolare i lavori di adeguamento tra San Severo e Foggia un’opera di 130 milioni, sarà appaltata il 2020. Sempre per la statale 16, erano stati annunciati in pompa magna dalla Regione i lavori della variante tra Bari e Mola di Bari. Un investimento di 250 milioni, previsto nel 2019. Se parlerà nel 2021. Oltre 68 milioni sono stati stanziati per i lavori di viabilità tra San Giovanni Rotondo e Manfredonia sulla statale 89 Garganica. Se ne parlerà nel 2020. Infine l’opera tra Taranto-Grottaglie e Manduria sulla statale 7ter Salentina. Anche quest’opera appaltata nel 2019, dovrebbe partire quest’anno. Lavori per 25 milioni di euro. Conclude: Nencini: «L’elenco è sterminato: penso alla Salerno- Potenza-Bari, precedentemente finanziata per oltre 300 milioni di euro, ad importanti interventi di adeguamento da fare su alcuni tratti della strada statale Adriatica. Il governo ritarda anche l’esecuzione di opere che avevamo inserito tra le priorità. Una presa in giro colossale».

Salvatore Avitabile

corrieremezzogiorno

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