Articoli filtrati per data: Venerdì, 05 Luglio 2019 - Rete Gargano

52 scalini diventati 52 nomi, 52 storie, e soprattutto l’omaggio a 52 vittime innocenti di mafia. Quella che fino a qualche giorno fa era una normalissima scalinata (anche un po’ trascurata a dir la verità) tra via Dante Alighieri e via Giuseppe Verdi, è diventato un simbolo dall’elevato spessore culturale e morale: la scalinata della libertà è un progetto che porta la firma dell’assessorato alla cultura del Comune di Vieste, dell’associazione Cantieri dell’innovazione sociale e dell’Arci dei ragazzi. All’iniziativa ha preso parte l’intero Consiglio Comunale dei Ragazzi assieme a numerosi altri alunni della Scuola Media “Alighieri-Spalatro”, coordinati dalle professoresse Patrizia Ida Grassi e Maria Grazia Cortellino, e dall’architetto Paola Minervino. Tutti, con l’aiuto di qualche privato, hanno rinunciato a pomeriggi in spiaggia per dipingere ogni singolo scalino con i colori della bandiera italiana, completando l’opera scrivendo i nomi delle vittime innocenti di mafia, scelti dalla lista realizzata dall’associazione Libera: da Falcone e Borsellino, da Impastato a Dalla Chiesa ma anche persone meno note che hanno perso la vita per mano di mafiosi, come Giovanni Panunzio e Francesco Marcone di Foggia o i fratelli Luigi e Aurelio Luciani di San Marco in Lamis.

All’inaugurazione tenutasi nel pomeriggio del 4 luglio erano presenti il Sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti e l’assessore alla cultura Graziamaria Starace, ma anche il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “Rodari-Alighieri-Spalatro” Pietro Loconte, i rappresentanti dell’arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato, una rappresentanza della locale associazione antiracket e Ludovico Delle Vergini dell’associazione Cantieri dell’innovazione sociale.

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Vieste si conferma regina del turismo pugliese, e lo fa attraverso una serie di eventi che vanno a completare la già qualitativa offerta turistica. In cartellone una serie di eventi che vanno dalla cultura, alle tradizioni popolari, dallo sport allo spettacolo, alla musica, ma anche archeologia e magia.

Il programma completo di Viestestate 2019 è disponibile sul sito e sulle pagine social del Comune di Vieste.

Pubblicato in Turismo

Assunzione  immediata.

Telefonare  ai seguenti numeri: 333-5876760  -  0884-701058

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Tariffe agevolate per i trasferimenti degli operatori sanitari dalla terraferma; attivazione del servizio di emergenza e soccorso sanitario in mare; cura degli spazi verdi; rifacimento del manto stradale nel rispetto dei vincoli paesaggistici; sostituzione della segnaletica obsoleta.

Sono le iniziative avvitate dalla Direzione Generale della ASL Foggia per garantire alla comunità delle Isole Tremiti e ai turisti l’accesso in sicurezza ai servizi sanitari e luoghi decorosi in cui ricevere l’adeguata assistenza.

Assicurare a tutti i cittadini il diritto alla salute – dichiara il Direttore Generale della ASL Foggia Vito Piazzolla - è da sempre una priorità di questa Direzione Generale, soprattutto in quei territori disagiati e con un contesto di elevata complessità come le Isole minori. Garantire l’accesso ai servizi sanitari anche in queste specifiche realtà rappresenta una sfida per la moderna Sanità pubblica e un dovere per chi amministra un’Azienda Sanitaria”.

Le Tremiti, con il loro contesto di elevata complessità (in considerazione del quale sono riconosciute “area disagiatissima” da Direttive Europee), rappresentano una eccezione sull’intero territorio. Eccezione che ha richiesto misure straordinarie per trovare le soluzioni più adeguate alle criticità emerse durante l’espletamento del servizio e segnalate dagli operatori al Direttore Generale nel corso di un sopralluogo effettuato ai primi di marzo.

Le interlocuzioni avviate negli ultimi mesi con le aziende che curano i collegamenti marittimi e aerei hanno portato i primi frutti. L’Azienda “Alidaunia” si è, infatti, resa disponibile ad applicare a infermieri e soccorritori, anche in alta stagione, le tariffe riservate ai residenti.

È stato confermato, inoltre, il servizio di emergenza e soccorso sanitario in mare “Emersanmare” a potenziamento e supporto delle attività curate dal Soccorso Marittimo della Capitaneria di Porto.

Il servizio, grazie all’utilizzo di una idroambulanza, in dotazione alla ASL Foggia, consente, inoltre, il trasferimento in sicurezza degli infermi e degli operatori dall’Isola di San Nicola all’Isola di San Domino.

Per agevolare, invece, il trasporto degli operatori e degli infermi all’interno delle isole, in particolare nella più complessa San Nicola, la Direzione ha chiesto ad “Alidaunia” di utilizzare la auto elettrica dotata di portalettiga ricevuta in gestione dalla Regione Puglia, in attesa della conclusione delle procedure di acquisto di un mezzo con caratteristiche analoghe.

Ulteriori interventi hanno interessato la sede dei servizi aziendali presso l’Isola di San Domino: il manto stradale è stato sistemato con l’utilizzo di materiali previsti dai vincoli paesaggistici; è stata affidata ad una azienda del luogo la cura degli spazi verdi annessi alla struttura; è stata sostituita la segnaletica obsoleta con una più adatta ad orientare i turisti che necessitano di cure.

Il tutto per rendere i luoghi dedicati all’assistenza sanitaria più dignitosi, accoglienti e ospitali per operatori e utenza.

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I faggi vetusti assorbono per secoli l’anidride carbonica prodotta da tante auto in un anno, diventando così uno strumento unico nella lotta ai cambiamenti climatici

Gli antichi faggi del Gargano pesano oltre 10 tonnellate e il singolo albero conserva nei propri tessuti per secoli (anche più di 300 anni) la quantità di anidride carbonica prodotta da diverse automobili in un anno. Ecco perché queste foreste vetuste mediterranee rappresentano uno strumento unico contro i cambiamenti climatici. Sono gli importanti dati che emergono dal progetto di ricerca condotto in Foresta Umbra, per conto della National Geographic Society, dalla squadra di ricercatori dell’Università della Tuscia di Viterbo, capeggiati dal professore di botanica Alfredo Di Filippo, che ha seguito l’iter di candidatura UNESCO di tutti i siti italiani. Notizie che arrivano alla vigilia del 7 luglio, giorno del secondo compleanno del riconoscimento UNESCO delle faggete vetuste di Umbra, conferito a Cracovia nell’ambito della manifestazione “The World Heritage Commitee”.

Sono passati due anni da quell’ambizioso riconoscimento – racconta Di Filippo- ma i giganti del Gargano continuano a sorprendere. Siamo saliti in cima all’albero più maestoso del Gargano, la cui altezza record è di 45 metri. Soltanto così siamo riusciti a comprendere come gli alberi diventino vecchi in condizioni ambientali estremamente diverse, a quantificare il loro contributo al ciclo del carbonio e a descrivere lo stato di conservazione in risposta alle variazioni climatiche degli ultimi decenni”.

Il progetto ha consentito di descrivere per la prima volta la struttura dei colossali faggi vetusti della Foresta Umbra, dimostrando il loro insostituibile servizio eco-sistemico. “All’anidride carbonica assorbita dal fusto si deve aggiungere anche quella quasi equivalente trattenuta dalle radici e dal suolo ‘indisturbato’, tipico delle foreste naturali, il cui valore è enorme. Se a questo si aggiunge che i faggi vetusti della Foresta Umbra sono davvero tanti e hanno una sorprendente produzione legnosa - aggiunge Di Filippo- si comprende bene come queste foreste mediterranee rappresentino uno strumento unico nella lotta per la mitigazione dei cambiamenti climatici”. I risultati scientifici finali della ricerca saranno presentati nei prossimi mesi”.

La nostra Foresta Umbra– conclude Claudio Costanzucci, vicepresidente del Parco Nazionale del Gargano- è una importantissima banca di carbonio capace di rispondere alle grandi sfide globali. Questi progetti di conservazione e divulgazione sono importantissimi perché fanno luce sulle nostre immense ricchezze che come Parco continueremo a tutelare e valorizzare”.

In occasione del secondo compleanno del riconoscimento UNESCO delle faggete vetuste, sarà possibile vedere da vicino i giganti della Foresta Umbra, grazie ad una passeggiata notturna in programma domenica 7 luglio alle 21.00. Per info e prenotazioni: +390884562062 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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L’APPUNTAMENTO PER IL GRAN TRIBUTO A LUCIO DALLA

E’ A IL CAPRICCIO DALLE ORE 22,30

 

VENERDI‘ 5 LUGLIO

 

Ristorante Il Capriccio

Località Porto Turistico - Vieste –

tel 0884 707899 –

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Nella febbre d’opposizione trovano tutti un proprio ruolo: ormai è nato anche l’anti-opposizione. Vedi, caro n., l’hai scritto anche tu: ti chiedi se ci sia ancora qualcuno che «sogni di riconoscersi in qualcosa di suo». Ce ne sono di persone che sognano, magari stringi loro la mano quando le incontri, ma evidentemente queste non riescono a riconoscersi nelle stesse cose in cui credi tu. Come fare a dire chi di voi ha ragione? Non parliamo di verità calate dall’alto, di rivelazioni dogmatiche: la politica è un gioco di scambio, un baratto facile per tenere a bada gli intestini; è ormai slegata dal pensiero, nessun grande nome che discuta dei destini umani. Si cerca di fare ammenda con un po’ di cultura, servita nei buffet d’inaugurazione degli attrattori.

Aristotele scrive in Grecia, non nella Vieste del nuovo millennio. La sua comunità non è la nostra compra-vendita di immobili. Il suo animale politico non va a farsi tre mesi d’ombrellone. Aristotele avrebbe fatto parte degli anti, se avesse dovuto schierarsi per della musichetta da radio.

Ma entriamo nel merito della questione: l’essenziale. Di rose e principini abbiamo capito che contano i numeri: quanti soldi abbiamo guadagnato, quante ambulanze c’erano, quanti ospiti sono arrivati. Di qualità, profondità, interiorità e innumerevoli altre idiozie in -ità ci interessa poco. Forse l’essenziale è molto più in superficie di quanto ci aspettassimo: bene, sarà più facile per tutti dirsi sensibili.

Non tutti i viestani, però, amano la matematica. Qualcuno ama riflettere. Riflettere significa piegarsi, non a quello che qualcun altro impone, ma verso se stessi, cercare di seguire il pensiero scaturito dalla visione, provare a tradurlo in parole per poter comunicare con gli altri. Ma a comunicare non sono ideologie, sono persone: scontato il fallimento di teorie senza uomini; persino più ovvia la difficoltà di una comunione fra uomini con teorie diverse. Il paradiso fra gli uomini esiste raramente: bisogna andare oltre la carne, con grande fatica. Se un lavoro di purificazione fosse stato compiuto da questi presunti nemici, allora si avrebbe ragione ad essere avversi a una massa di oppositori ignoranti, invischiati nella melma, senza collo, molluschi anti-tutto pronti a scivolare da uno scoglio all’altro pur di avere risonanza. Purtroppo le cose non stanno così. No, non perché qualcuno possiede lo spirito della storia, ma, banalmente, perché chi si libera dalla carne non ha pregiudizi, si separa dalla fanghiglia ed è nel giusto senza bisogno di arroganza.

Non parliamo delle maggioranze: molti “anti” sono identici a molti “pro”, a catalogarli sono gli introiti. Parliamo di chi si oppone non per puro ostruzionismo, ma perché realmente ha dei dubbi e cerca un dialogo che, spesso, viene affrontato come uno scontro, un lancio di coltelli, una gara a chi ferisce meglio. Quando si affrontano le questioni con logica, pacatezza, senso di parità, ecco che l’altro sparisce (o altrimenti continua a parlare senza ascoltare). Mangiamo a due tavoli separati: chi domanda è un ospite fastidioso, meglio non avvicinarlo ai nobili.

Ma alla fine, forse, n. ha ragione: basta con questa opposizione, accontentatevi del sole, prendete esempio dal Pizzomunno e statevene in silenzio; bisogna essere tutti amici, vedrete che la torta basterà per tutti. E che a nessuno interessi il nome del capo, tanto è il capo, ai dipendenti cosa cambia? Basta seguire le direttive, senza troppi rumori. Schierati, a prescindere, dalla parte di chi comanda. «Ecco che anche le città possono morire».

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A gennaio le gelate, poi il ghiaccio dal cielo ad aprile, maggio, giugno e nelle ultime 48 ore Carrabba (Cia Puglia): “Eventi più frequenti, intesi e a minore distanza l’uno dall’altro”. Tutta la regione colpita dalla “tropicalizzazione” e dal crescente rischio desertificazione.

Nei primi 7 mesi del 2019, con luglio appena iniziato, si sono già verificate 6 grandinate di eccezionale intensità in Puglia, precedute dalla grande gelata che tenne in scacco tutta la Regione nei primi giorni di gennaio. Lo scorso 14 aprile, i chicchi di ghiaccio scesi dal cielo si abbatterono sulle province di Lecce e Taranto. Dal 12 al 14 maggio, invece, furono colpite le province di Bari e di Taranto, con danni enormi soprattutto alle ciliegie. Il 2 giugno, nuove grandinate colpirono duramente le coltivazioni nelle province di Foggia (Alto Tavoliere), Lecce e Taranto. Il 18 giugno a essere colpita fu la Capitanata, soprattutto nella zona dei Monti Dauni Meridionali con ghiaccio dal cielo a Candela e Ascoli Satriano. L’ultimo episodio risale a ieri, giovedì 4 luglio, con pioggia torrenziale, allagamenti e grandine a Candela, Ascoli Satriano e Manfredonia in provincia di Foggia, nello stesso momento è stata colpita dalle grandinate anche la provincia di Taranto.

PIU’ EVENTI, MAGGIORE INTENSITA’. “Gli eventi calamitosi, ormai, hanno una cadenza più costante rispetto a quanto accadeva in passato, e si verificano a distanza più ravvicinata l’uno dall’altro”, ha fatto rilevare Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani di Puglia. “Un altro aspetto è la maggiore intensità dei fenomeni: durano di più e sono più devastanti: i chicchi di grandine scendono come proiettili e ricoprono i campi con un effetto neve che impressiona”, ha aggiunto Carrabba. “Questo vuol dire soprattutto che i danni all’agricoltura sono sempre più ingenti”.

I CAMBIAMENTI CLIMATICI. Il fenomeno che preoccupa maggiormente è quello di un cambiamento generale del clima, con una tropicalizzazione piuttosto evidente e ormai consolidata sulla Puglia: a periodi di grande siccità, si alternano brevissime e devastanti “stagioni delle piogge” che acuiscono i problemi relativi al dissesto idrogeologico, rappresentano un pericolo per le popolazioni e mettono a repentaglio i cicli produttivi di un’intera annata. Studi autorevoli hanno lanciato da tempo l’allarme desertificazione. Molto complesso è anche il problema riguardante l’approvvigionamento idrico e la risorsa acqua per l’agricoltura, con schemi irrigui da aggiornare e adeguare alle rinnovate esigenze e emergenze, soprattutto nella parte meridionale della Puglia, ma con questioni aperte come la nuova diga di Piano dei Limiti anche in provincia di Foggia.

PRATICHE PER LE CALAMITA’ DI FEBBRAIO 2018. Intanto, in tutte le sedi provinciali e locali di CIA Agricoltori Italiani di Puglia, tecnici e personale dell’organizzazione sono a disposizione degli agricoltori per compilare le domande relative alle calamità che si verificarono dal 26 al 28 febbraio 2018: “Gli agricoltori possono recarsi nelle nostre sedi”, ha ricordato Carrabba, così da avere completa assistenza per compilare le domande, il contributo in conto capitale, il prestito e ammortamento quinquennale a tasso agevolato, la proroga delle operazioni di credito agrario e le agevolazioni previdenziali. CIA Agricoltori Italiani di Puglia, da tempo, sta chiedendo a tutti i livelli istituzionali di intervenire sulla questione del sistema assicurativo. Bisogna dare a tutti la possibilità di un’assicurazione accessibile e sostenibile, che metta almeno in parte al riparo da rovesci che vanificano il lavoro di un’intera stagione e spesso mettono a rischio la stessa possibilità di sopravvivenza per un’azienda agricola già massacrata da annate assurde e pesantissime. Occorre che il Governo convochi le associazioni agricole per discutere le modifiche alla legge sulle calamità e i possibili interventi sul sistema delle assicurazioni contro gli eventi calamitosi, senza dimenticare che gli agricoltori pugliesi aspettano ancora i ristori conseguenti alle nevicate e al relativo stato di calamità del 2017.

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Venerdì 5 e sabato 6 luglio a Vieste torna l'agility dog, uno sport cinofilo che consiste in una gara ad ostacoli, ispirata al percorso ippico, nel quale il cane deve affrontarli nell'ordine previsto, possibilmente senza ricevere penalità e nel minor tempo possibile. Dopo il successo dello scorso anno, l'assessorato allo sport del comune di Vieste ha riproposto di far svolgere nuovamente nella città garganica le seguitissime gare di agility dog Enci. L'appuntamento è  presso il centro sportivo in Piazzale Manzoni a partire dalle ore 20. "Vieste - ha rimarcato l'assessore allo Sport, Dario Carlino, è una delle poche città friendly che grazie al progetto zero cani in canile è diventata nel tempo meta degli amanti dei 4 zampe. Il messaggio che deve trapelare da questa manifestazione è quello di avere molto più rispetto per gli animali". 

Città di Vieste - Assessorato allo Sport

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