Articoli filtrati per data: Domenica, 07 Luglio 2019 - Rete Gargano

È la locomotiva del turismo non solo pugliese (da sola 400 mila presenze in più dell’intero Salento) visto che Vieste è la quarta metà italiana dopo Rimini, Riccione e l’Elba. Sul promontorio tanti turisti stranieri. Accanto a tedeschi e austriaci anche i nuovi ricchi d’Europa. Ed oggi i pendolari della domenica. Non meno di 50 mila arrivati su tutto il litorale.

Pubblicato in Turismo
Domenica, 07 Luglio 2019 15:55

Vieste, cerignolano arrestato per stalking

I Carabinieri della Tenenza di Vieste, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Foggia su richiesta del della Procura della Repubblica, che aveva concordato con le risultanze investigative degli stessi Carabinieri, hanno tratto in arresto Vincenzo Petruzzelli, 37 anni, di origine cerignolana ma da diverso tempo residente a Vieste, ben noto alle forze dell’ordine per le sue pregresse vicende penali, per i reati di atti persecutori ed estorsione continuata nei confronti della sua ex convivente.

I militari, a seguito di una minuziosa attività d’indagine, scaturita dalla raccolta delle diverse denunce presentate ai Carabinieri dalla vittima nel marzo scorso, dopo aver raccolto tutti gli elementi di prova hanno ricostruito i comportamenti persecutori, minacciosi ed ingiuriosi, posti in essere dall’uomo, che avevano ingenerato nella donna un fondato timore per l’incolumità propria e della sua bambina. 

Non solo, ma dalle indagini è emerso anche che lo stalker in più circostanze si era fatto consegnare dalla vittima, sotto la ripetuta minaccia di tagliarle la gola, somme di denaro superiori ai mille euro, riuscendo anche ad estorcerle, per circa un anno e mezzo, il costante versamento settimanale di danaro.

L’uomo, una volta arresto, è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

Pubblicato in Notizie

La ragazza 24enne è finita in mare nel porticciolo di marina di Ischitella, a Foce Varano, alla guida dei una Fiat Panda da cui non è riuscita ad uscire, morendo annegata; il ragazzo che era con lei, invece, si è liberato e si è salvato. «Col cuore, con sgomento e dolore per quanto accaduto, ci stringiamo ai cari, alla famiglia, alle tante persone che hanno voluto bene a Eleonora, la nostra giovane concittadina che ha perso la vita in un tragico incidente. In segno di rispetto e di partecipazione a questo dolore sentito da tutta la Comunità, il Comune di Vico ha annullato i prossimi eventi del cartellone estivo», annuncia Michele Sementino, sindaco di Vico del Gargano, paese di Eleonora Ferraraccio, postando sulla sua pagina FB ufficiale una rosa bianca.

ilmattinodifoggia.it

Pubblicato in Cronaca

Una volta preso possesso di Otranto, Ahmet Pascià comincia ad utilizzarla come base per successive incursioni nella penisola salentina, spingendosi sino al Gargano, approfittando anche dei contrasti fra i vari Stati italiani. Inoltre gli Ottomani provvedono a rinforzare le mura della città occupata, in modo da poter resistere ad un assedio da parte delle armate cristiane. Intanto Ferrante d’Aragona stipula la pace con Firenze, che assume l’onere di finanziare le operazioni militari per la liberazione di Otranto, e richiama suo figlio Alfonso, Duca di Calabria, che alla testa di un’armata, muove in direzione della città attraverso l’Abruzzo, mentre il papa Sisto IV proclama la crociata contro gli invasori turchi. Anche il pontefice conclude la pace con Firenze che, in realtà, deve la sua salvezza proprio all’invasione. Nell’alleanza entrano anche Milano, Genova, Ferrara e l’Ungheria, mentre Venezia, che in realtà appoggia l’azione turca, temporeggia adducendo come pretesto la pace da poco conclusa con l’Impero Ottomano.

Dopo aver razziato i territori compresi fra Lecce, Brindisi e Taranto, allarmato dai preparativi bellici degli Aragonesi, Ahmet Pascià lascia ad Otranto una forza di 800 fanti e 500 cavalieri e si imbarca nuovamente, su una settantina di navi, con circa 6 mila uomini, puntando in direzione del Gargano. Il suo scopo è quello di ostacolare e frenare l’avanzata del Duca di Calabria. Il 29 agosto 1480 giunge di fronte a Vieste e la pone sotto assedio, sotto un intenso volume di fuoco dei possenti pezzi di artiglieria. Nonostante la sorpresa e l’eccessiva violenza del fuoco, la cittadina resiste, stringendosi attorno ai capitani Giaime d’Ajerba d’Aragona, Innico de Vera, Carlo Stella, Francesco d’Apruzzo, Diomede della Tolfa e Giulio Antonio Acquaviva. Dopo alcuni giorni di incessanti bombardamenti, i Turchi irrompono nella cittadina e la saccheggiano, devastandola. Inoltre incendiano la chiesa di Santa Maria di Merino, posta poche miglia fuori dall’abitato, ultima vestigia del borgo antico e che custodiva all’interno la Madonna di Merino, da secoli oggetto di culto e di pellegrinaggio.

Nel frattempo una nave proveniente da Otranto, informa Ahmet Pascià dell’imminente arrivo della flotta napoletana, costringendolo a salpare immediatamente, abbandonando Vieste. Lungo il tragitto, tuttavia, vuole ancora una volta saggiare le sue doti predatorie, infatti la mattina del 2 settembre, giunto di fronte a Manfredonia, decide una nuova incursione contro la città ma, questa volta, subisce una dura sconfitta da parte del conte Alberto di Lugo e di un tal Serpencino, che lo ricacciano indietro, catturando anche 200 prigionieri turchi.

Intanto l’idea della crociata fallisce miseramente, infatti, al momento cruciale molti Stati si tirano indietro. A parte Venezia, per i motivi che già abbiamo discusso, Lorenzo il Magnifico, nemico giurato di Ferrante, giunge al punto di coniare una medaglia per celebrare la presa di Otranto da parte di Ahmet Pascià, Bologna può al massimo contribuire all’armamento di una triremi, il sovrano d’Inghilterra si ritira, mentre qualche tenue spiraglio sembra venire dal Re di Francia Luigi XI. Nel frattempo le armate aragonesi arrivano nei pressi di Otranto, ponendo il quartier generale a Sternatia, agli ordini del Duca di Calabria e di Giovanni Antonio Acquaviva, Duca di Atri e Conte di Conversano e Giulianova. Proprio questi, il 7 febbraio 1481, cade in un agguato tesogli dai Turchi nei pressi di Serrano, mentre guida una pattuglia di 12 unità in perlustrazione. Il suo corpo, privo della testa, rimane in sella sul cavallo che lo riconduce indietro a Sternatia, seminando il panico.

La situazione di conflitto tra i vari Stati cristiani perdura per tutto l’inverno, sin quando non giunge, alle menti dei governanti, l’idea che la minaccia turca non debba assolutamente essere trascurata ed è, quindi, necessario finanziare a tutti i costi il Re di Napoli.

L’arrivo della stagione calda contribuisce ad accelerare le operazioni delle armate aragonesi. Il 1 maggio 1481 viene installato il campo nei pressi di Otranto, munito di moderni apparati di difesa, studiati dal francese Pietro d’Orfeo e dall’ingegnere Ciro Ciri, mandato dal duca di Urbino. Contemporaneamente Sisto IV arma cinque galee nel porto di Ancona, ne noleggia più di venti a Genova quindi, il 30 giugno, la flotta del pontefice si riunisce alla foce del Tevere, al comando del genovese Paolo Fregoso, e cinque giorni dopo salpa verso Otranto. A Napoli si congiunge con la flotta partenopea, al comando di Galeazzo Caracciolo, ed alle navi inviate dal Portogallo.

In breve si completa l’assedio con le armate del Duca di Calabria da terra, e le suddette navi dal mare. Intanto, nella notte fra il 3 ed il 4 maggio muore il sultano Maometto II, scatenando una lotta dinastica fra i suoi figli Bayazit e Cem. Ahmet Pascià resta isolato e privo di rinforzi.

Il 23 agosto le forze assedianti scatenano una violenta offensiva, cui i Turchi resistono strenuamente. Al termine dello scontro entrambe le fazioni lasciano sul campo un numero spropositato di vittime. Il successivo 10 settembre Ahmet Pascià accetta le condizioni di resa, consegna Otranto al Duca di Calabria, quindi leva le ancore alla volta di Valona. La città è completamente devastata e dei suoi abitanti ne sopravvivono solo 300.

Cosimo Enrico Marseglia

Pubblicato in Cultura

Una ricerca sugli stemmi di buona parte dei comuni della Capitanata fra Cinquecento e Settecento a cura di Francesco  Innangi  [TESTO]

Pubblicato in Cultura

L’olio spagnolo invade la Pu­glia: nel primo trimestre 2019 le importazioni dalla penisola ibe­rica sono cresciute dell’89% mentre l’esportazione sulla rot­ta inversa è diminuita del 75%. La denuncia arriva da Coldiret­ti Puglia, che sollecita le forze dell’ordine a intensificare i con­trolli in materia, per verificare dove vada a finire una quantità così consistente. Il rischio con­creto è che il prodotto estero venga spacciato per locale e che i consumatori vengano truf­fati. Non a caso, l’associazione di categoria invita i cittadini a pre­stare molta attenzione al mo­mento dell’acquisto e a diffida­re di prezzi troppo bassi, che so­no allettanti ma costituiscono chiare spie di una possibile fro­de alimentare. «Bisogna fare at­tenzione ai prodotti venduti a meno di 7-8 euro al litro - spiega Coldiretti - che non coprono neanche i costi di produzione. È importante guardare con più at­tenzione le etichette e acquista­re extravergini a denominazio­ne di origine dop, quelli in cui è esplicitamente indicato che so­no stati ottenuti al 100% da oli­ve italiane» Altro consiglio utile è quello di acquistare direttamente dai produttori olivicoli, «nei frantoi o nei mercati di campagna amica dove è possibi­le assaggiare l’olio evo prima di comprarlo e riconoscerne le ca­ratteristiche positive». Ciò che è scritto sulle etichette, purtrop­po, non sempre corrisponde al prodotto che si trova nelle botti­glie e il rischio più concreto è su­gli scaffali della grande distribu­zione. Soprattutto in un momento storico come Fattuale, in cui «la produzione di extravergi­ne Made in Italy ha raggiunto i minimi storici a causa delle gela­te di febbraio 2018 e degli effetti drammatici della Xylella, con il crollo in maniera incontroverti­bile della produzione di olive di oltre il 60%», ha spiegato il presi­dente dell’associazione Savino Muraglia. «Finalmente è caduto il segre­to di Stato sui prodotti stranieri che arrivano in Italia, grazie al­lo storico pronunciamento del Consiglio di Stato del 6 marzo 2019 sull’accesso ai dati - ha ri­cordato Muraglia - Un risultato storico, sollecitato da Coldiretti per mettere fíne all’inganno dei prodotti stranieri spacciati per italiani e consentire interventi più tempestivi in caso di allarmi alimentari». «La Puglia detiene un patri­monio di 60 milioni di ulivi su una superficie di 383.650 ettari, con una produzione lorda ven­dibile pari al 20% del totale del settore agricolo, per un valore di oltre 700 milioni di euro, così come il comparto partecipa alla composizione del pii dell’intera ricchezza regionale per il 3%- ha ricordato Coldiretti -. La Pu­glia olivicola produce oltre il 50% dell’olio extravergine ma­de in Italy, per cui bisogna pro­muovere e far crescere la cultu­ra dell’olio. Per questo è nata a Roma la Evoo School Italia, la scuola dell’olio promossa da Unaprol, Coldiretti e Campa­gna Amica: per formare profes­sionisti del settore, supportare lo sviluppo delle aziende olivi­cole e dialogare con le istituzio­ni e con i consumatori».

Pubblicato in Ambiente

Mario Tozzi torna sul Gargano, a Vieste, per presentare il suo libro "Italia Intatta" nell'ambito del ricco programma Viestestate 2019. Il libro è un viaggio nei luoghi incontaminati del Paese, Ma non c'è nemmeno un pezzo di Gargano. Come mai? "Troppe aggressioni al territorio, aggressioni che continuano nonostante ci troviamo in un'area protetta. Tuttavia il Gargano è molto bello. Vieste è molto bella, Peschici è un gioiello, a me piace anche Mattinata nonostante la bruttezza di alcune sue case. Ma se proprio devo indicare un luogo intatto del Gargano, dico la Valle Carbonara tra Monte Sant'Angelo e la Foresta Umbra, un luogo a dir poco straordinario e ancora incontaminato. Non mi arrampicherei nemmeno a Monte S.Angelo o a San Marco, per non parlare di San Giovanni Rotondo o Manfredonia. Questi non possono essere considerati luoghi intatti. Il Gargano può tornare ad essere un posto dove la qualità ambientale può fare la differenza solo alzando il livello qualitativo nei servizi e nell'accoglienza. Il Gargano merita il turismo di qualità, non quello di massa che fa solo male a questa terra. E poi meno cemento, meno abusivismo e soprattutto meno delinquenza".

Pubblicato in Notizie
Domenica, 07 Luglio 2019 10:06

“Trema” ancora il Gargano

Un terremoto a S. Giovanni Rotondo. Scossa di magnitudo ML 2.2  registrata dalla sala sismica dell'INGV, alle 23.34 di ieri sera, a 5 km dalla città di San Pio con coordinate geografiche (lat, lon) 41.68, 15.77 ad una profondità di 5 km.“ Nessun danno a cose e persone.

Pubblicato in Ambiente

L'incidente è avvenuto la notte scorsa al porticciolo di Foce Varano. A bordo della vettura, una Fiat Panda, c'era anche il fidanzato della giovane, riuscito però a mettersi in salvo. Sul posto i vigili del fuoco e il personale del 118. Quando l'auto è stata recuperata per la 24enne non c'era ormai più nulla da fare. Intanto è stata identificata la giovane vittima si tratta di Eleonora Ferraraccio di Vico del Gargano, era alla guida di una Fiat Panda quando, per motivi ancora da accertare, è finita in mare. I carabinieri della stazione locale hanno avviato le indagini per fare piena luce sull'accaduto.

Pubblicato in Cronaca

ReteGargano consiglia...

OLMO generico

Reporter della tua città

12 Agosto 2019 - 15:39:52

IL LIBRO DELLA SETTIMANA/ Regine. Carolina e Antonietta di Paolo Sciortino

Alla corte di Vienna, dove sono nate entrambe, arciduchesse, figlie dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria, l'infanzia di Carolina e Maria Antonietta scorre serena, tra i…

retegargano.it supplemento on line de Il Faro settimanale.- Reg. Tribunale Foggia n.6 dell'11 giugno 1996
p.zza Kennedy, 1 - Vieste (FG) - info@retegargano.it
Direttore responsabile: ninì delli Santi

- Rete Gargano - Notizie dal Promontorio -