Articoli filtrati per data: Sabato, 10 Agosto 2019 - Rete Gargano

Il professor Pasquale Pazienza da pochi giorni è di fatto il presidente del Parco Nazionale del Gargano. E' il quinto presidente dell'area protetta pugliese dopo Petrilli, Fusilli, Gatta e Pecorella. Nei prossimi giorni incontrerà il personale dell'Ente nella sede di Monte S. Angelo, a settembre prenderà pieni poteri. Voluto dalla Lega di Massimo Casanova e Matteo Salvini, sostenuto anche dal Movimento 5 Stelle, ben visto dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Ieri Pazienza era Peschici dove si è trattenuto con il mniistro Salvini sul trabucco di Monte Pucci, uno degli angoli più caratteristici del Promontorio ma anche più deturpati. Il neo presidente proprio a Peschici ha rilasciato la sua prima intervista. "Guidare il Parco Nazionale del Gargano per me è una grande responsabilità, cercherò di fare del mio meglio per rilanciare una delle aree protette più importanti e complesse d'Italia. Tutto sarà fatto in perfetta sintonia con la comunità del Parco, con i sindaci, con le associazioni, con chi vive in questo territorio. Perchè proprio io il presidente? Me lo hanno chiesto e io ho subito dato la disponibilità. Sono molto onorato di ricoprire questo ruolo. Bisognerà ricominciare dalla ricostruzione di una identità vera del Parco, riportare le comunità locali e non solo al centro dei grandi temi che non siano esclusivamente di aspetto ambientale Daremo spazio ad una attenta gestione delle risorse naturali, distaccandoci, però, dalla logica del fanatismo ambientalista che sacrifica quelle che potrebbero essere opportunità di crescita e sviluppo del Gargano".

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Il Codacons rileva come negli ultimi anni, anche in virtù dell’avvento dei social network, la maleducazione ‘da spiaggia’ è in pericoloso aumento. Troppi i bagnanti che al mare si comportano come se la battigia fosse tutta di loro proprietà e come se gli altri non esistessero, rovinando il relax dei vicini di ombrellone. Ecco allora che Francesco Tanasi Segretario Nazionale lancia il decalogo del Codacons, un vademecum del ‘bon ton’ da spiaggia, frutto dell’elaborazione delle proteste ricevute dall’ associazione. Qualche punto potrà anche sembrare ovvio, peccato che nessuno lo rispetti. Tanasi invita pertanto gli stabilimenti balneari ad esporre questo decalogo, in modo da rendere le vacanze più piacevoli per tutti.

– Telefonino?

No grazie. Al primo posto delle lamentele degli italiani c’ era proprio lui, il telefonino. A quanto pare nemmeno in vacanza riusciamo a farne a meno. Ma al vicino di ombrellone, che magari sta cercando di fare un meritato riposino, non interessa sapere i fatti vostri. Se proprio non potete farne a meno, escludete la suoneria, i toni della tastiera e conversate almeno a voce bassa. Se volete ascoltare la radio, infine, fatelo con la cuffia.

– Social network.

Oramai è imperativo condividere foto e video dalla spiaggia con i propri follower. Attenzione però perché gli altri bagnanti potrebbero non gradire essere ripresi in immagini, video e dirette, né essere fotografati a loro insaputa e finire sulla pagine Fb o Instagram altrui. Si rischia inoltre di violare il diritto alla privacy e di commettere veri e propri reati.

– Fate largo, arrivo io.

Rispettate lo spazio a voi destinato senza invadere l’ombrellone del vicino. Anche lui ha diritto al suo spazio vitale. Inoltre sappiate che i corridoi tra una fila d’ ombrelloni e l’altra e i passaggi al mare sono destinati a tutti e, quindi, non vanno ingombrati né con la sdraio, né con i sandali o altre suppellettili.

– Schizzi e spruzzi.

E’ salutare entrare in acqua gradatamente. Se non lo volete fare, peggio per voi. Ma almeno evitate di tuffarvi con dei tonfi da barile schizzando il vicino che da ore sta cercando di adattarsi gradatamente alla temperatura dell’acqua gelata.

– Doccia.

Non state 3 ore sotto la doccia creando code chilometriche. La doccia al mare deve servire a rinfrescarvi non a lavarvi. Non usate poi saponi o shampoo: inquinano il mare.

– Mamma: alzati e cammina!

Se volete rimproverare vostro figlio o farlo uscire dall’ acqua, non fatelo a distanza, urlando e disturbando il vicino che sta cercando di fare un pisolino. Alzatevi!

– Campo di calcio e castelli.

La spiaggia non è un campo di calcio. Se c’è uno spazio allestito allo scopo, ben venga una partitella, altrimenti ricordatevi che gli altri non sono contenti di ricevere le vostre pallonate in testa o sulla pancia. Stesso discorso per racchettoni o frisbee. Va bene fare il classico castello, ma c’ è un limite a tutto. Se il bambino vuol fare la pista per le biglie non può occupare mezza spiaggia costringendo gli altri bagnanti a salti mortali per non rovinare la pista. Si alle gallerie, poi, ma no alle fosse!

– Sport acquatici.

Basta con i pericolosi e rumorosi acquascooter o barche a motore che arrivano fino a riva. Rispettate le leggi in materia.

– Il mare non è una pattumiera!

Non gettate le cicche di sigarette o la carta del gelato sulla sabbia. I resti del vostro pranzo non sono cibo per pesci. Cercate gli appositi cestini.

-Ambulanti.

Sappiate che vendono merce contraffatta e di pessima qualità. In ogni caso, se non c’ è niente che vi interessi, si può dire un fermo “No grazie”, senza bisogno di inscenare una discussione o contestare per 3 ore il prezzo per poi non acquistare nulla.

– Cani.

Laddove è permesso portarlo in spiaggia, ricordatevi di tenerlo sempre vicino a voi, con guinzaglio (o guinzaglio e museruola se è una razza a rischio di aggressività). Non lasciate che seppellisca zoccoli, lecchi chiunque si avvicini o sollevi valanghe di sabbia.

codacons.it

 

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Anche quando andiamo in vacanza portiamo con noi un dolce ricordo della nostra città. È il caso di Sonia, 9 anni, che in vacanza a Vieste, con mamma Paola e papà Alessandro, ha deciso di rendere omaggio a Macerata e in particolare al suo monumento più famoso. Dalle sue piccole mani sapienti è nata questa splendida rappresentazione di sabbia dello Sferisterio. «L’idea è venuta proprio alla bambina – spiega la mamma Paola Pannelli – dopo aver visto l’annuncio di un evento molto particolare. Si trattava di una gara di sculture di sabbia, genitori contro figli, il cui tema erano i monumenti italiani». Sonia ci ha pensato un po’ su e invece di gareggiare contro papà Alessandro, ha deciso di chiedere il suo aiuto per realizzare questa bellissima struttura. «Macerata è bellissima. Ho scelto lo Sferisterio – racconta la piccola Sonia – perchè è vicino a casa mia e perchè mi piace un sacco. Papà mi ha aiutata a farlo così bello: ha perfezionato i muri e fatto gli ingressi all’edificio».

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Vodafone continua a potenziare la sua rete e i suoi ultimi sforzi si sono tradotti in una quarantina di nuove località coperte dalla rete Vodafone Giga Network 4.5G, che garantisce velocità fino a 1 Gbps. I nuovi comuni coperti dalla Vodafone Giga Network 4.5G sono una quarantina e interessano l’intera Penisola, non una zona specifica. Le nuove località coperte da oggi sono le seguenti:

Stresa, Malesco, Cogne, La Salle, Torgnon, Castelveccana, Luino, Dizzasco, Stazzona, Colico, Vesterno, Cassina Valassina, Parzanica, Bema, Forcola, Corteno Golgi, Bocenago, Castelrotto, Corvara in Badia, Riva Ligure, San Bartolomeo a Mare, Cervo, Borgio Verezzi, Lavagna, Pescasseroli, Ovindoli, Casamicciola Terme, Vieste, Isca sullo Ionio, Isola di Capo Rizzuto, Cariati, Bonifati, Lampedusa e Linosa, Pozzallo, Fiumefreddo di Sicilia, Bosa, Aglientu e La Maddalena.

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Sabato, 10 Agosto 2019 14:48

Nasce il Gin di Puglia.

È il primo gin made in Puglia, e il primo a utilizzare l'olio d'oliva. Strano, ma possibile: si chiama per l'appunto Gin di Puglia l'idea di tre ragazzi che, dopo aver attraversato i campi della regione, hanno capito che gli ingredienti per ottenere una buona bevanda alcolica erano tutti qui. "L'idea è nata per caso, dopo un viaggio nel Salento - spiega Ettore Pacilli, direttore commerciale 40enne - lì il territorio è composto principalmente da ulivi. Nessuno l'aveva fatto, e quindi ci siamo detti: Perché non ci proviamo noi?". Detto, fatto. Ad affiancare Pacilli e rendere Gin di Puglia una realtà ci sono Valentina Delli Carri, barlady di 25 anni al lavoro in enoteca, e l'agronomo Pellegrino Riccio, 30 anni. "Produrre alcol in Italia è difficilissimo - spiega Pacilli - abbiamo dovuto ripiegare su un opificio e non una distilleria, come era nei piani originari. E quindi abbiamo una distilleria vicino Salerno che ci produce l'alcol, noi mettiamo in infusione le nostre botaniche, le filtriamo e otteniamo il gin. Solo in un secondo momento aggiungiamo in infusione l'olio d'oliva". Il risultato è "un gin trasparente, che sa di Mediterraneo", e che ha convinto la Regione: Gin di Puglia risulta fra i vincitori di Pin, iniziativa delle Politiche giovanili che mira a stimolare progetti imprenditoriali innovativi. "L'idea è piaciuta tantissimo - continua Pacilli - e siamo stati invitati ovunque". Ora sta prendendo forma: la produzione è a Foggia, a breve sarà inaugurato un punto vendita a Troia e per il primo anno saranno prodotte mille bottiglie, da mettere in commercio nelle attività commerciali pugliesi, e non solo.
Ma qual è il sapore di Gin di Puglia? "Sa di macchia mediterranea, di pomodori e rosmarino - spiega il direttore commerciale - Avete presente quando si percorre la strada da Mattinata a Vieste, e si sentono ovunque profumi di salvia e rosmarino? Ecco, Gin di Puglia dà quella sensazione". A renderla possibile le botaniche selezionate: ginepro, ovviamente, ma anche coriandolo - "pochissimo, si produce in provincia di Foggia" - e radici di liquirizia. Tutto rigorosamente pugliese. Il risultato è da servire puro, ghiacciato: "In alternativa c'è una ricetta che lo vede associato a mela verde e foglia di basilico - conclude Ettore Pacilli - ma va bene anche come gin tonic, da associare a una tonica abbastanza dolce. Non c'è bisogno di aggiungere altro, perché Gin di Puglia è molto caratteristico di suo".

ANNA PURICELLA
repubblicabari

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"Ringrazio il Presidente Conte e tutti gli attori istituzionali che hanno contribuito alla costruzione di questo importante strumento di sviluppo che ha tracciato un percorso virtuoso per il superamento delle criticità di questa nostra amata Terra. Il Contratto di Sviluppo è un programma che dobbiamo continuare a costruire insieme, con ulteriori progettualità innovative che mirino alla crescita sociale economia e culturale di tutta la Capitanata. Il 13 Agosto saró in Prefettura, unitamente ai miei colleghi portavoce, con il Presidente Giuseppe Conte il quale siglerà il Contratto Istituzionale di Sviluppo di Capitanata, che assegnerà le prime risorse per importantissimi progetti del nostro territorio".

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All'indo­mani della firma del decreto di nomina da parte del ministro dell'ambiente Sergio Costa, l'ente parco nazionale del Gargano dà il benvenuto al suo nuovo presidente, Pasquale Pazienza. Professore di politica economica all’università degli studi di Foggia e già assessore provinciale all’ambiente con il governo Pepe, Pazienza è il quinto presidente della storia dell’ente dopo Paolo Petrilli, Matteo Fusilli, Giandiego Gatta e Stefano Pecorella, il cui mandato è terminato il 27 aprile del 2017. Da allora l’ente, la cui sede è a Monte Sant’Angelo, è stato guidato dal vicepresidente, nonché sindaco di Cagnano Varano, Claudio Costanzucci Paolino. «L’arrivo del presidente» dichiara Costanzucci «è molto importante per l’ente parco e darà ulteriore impulso al lavoro di tutela e valorizzazione del territorio garganico, che con il con­siglio direttivo e la tecnostruttura abbiamo cercato di portare avanti con impegno in questi due anni di vacatio, intensi ma molto stimolanti. Ringra­zio chi mi ha supportato e accom­pagnato in questo viaggio, durante il quale non abbiamo mai perso di vista il bene di un parco che rappresenta un valore aggiunto per l’intera provincia di Foggia. Ho già percepito in Pasquale Pazienza, con il quale ho avuto più volte occasione di confrontarmi, una grande disponibilità al dialogo. Sono questi i presupposti giusti per la­vorare in armonia e in squadra e per fare del Parco Nazionale del Gargano il volano di uno sviluppo economico che parta sempre dalla tutela di quell’im­menso patrimonio ambientale che ci invidiano in tanti. A nome mio e dell’intero ente che ho avuto l’onore di guidare, gli giungano i migliori auguri di buon lavoro». Così come annun­ciato su facebook dallo stesso ministro Costa, il decreto è stato trasmesso alla Corte dei Conti per la prevista re­gistrazione. I primi di settembre il nuovo presidente potrà insediarsi in maniera operativa, ma intanto Pa­squale Pazienza ha già messo in ca­lendario per martedì 13 agosto, una visita presso la sede di Monte Sant’An­gelo.

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Matteo Salvini, nel comizio di  ieri a Peschici si è soffermato spesso sulle richieste che provengono dai cittadini pugliesi in merito a servizi ed infrastrutture, criticando fortemente l’operato dei governi regionali targati Vendola ed Emiliano. Qui di seguito il report video integrale del comizio.

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Matteo Salvini, leader della Lega, ieri a Peschici ha ribadito con forza la necessitò di andare subito al voto. Nessuno spazio per eventuali governi tecnici. Qui di seguito il report video delle dichiarazioni rilasciate alla stampa e raccolte dal nostro Saverio Serlenga.

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I papabili ci sono tutti. Nel trabucco di Monte Pucci appe­na Matteo Salvini tocca la terra di Puglia. Poi tutti in piazza Pertini a Peschici ai piedi del municipio e in­fine al Wonder beach, il Papeete in formato ridotto, sulla costa simbo­lo della Puglia tra Mola di Bari e Polignano a Mare. Si dividono il com­pito, Massimo Casanova, il patron del Papeete che sul Gargano, lato Lesina, ha mire da imprenditore e sul promontorio ha costruito buo­na parte della sua scalata vincente al Parlamento europeo: a Peschici non ha mollato un attimo il mini­stro dell’Interno. Idem, in serata, a Polignano, feudo di Nuccio Altieri, l’ex parlamentare che Salvini ha volto a capo dell’Invimit e in Pu­glia è il responsabile organizzazio­ne e comunicazione della Lega. La sfida al centrosinistra, l’avviso di sfratto, come hanno apostrofato il successo leghista alle europee del 26 maggio scorso regalando il pri­mato in Puglia, parte da qui. Dal tour estivo dell’ormai ex vicepre­mier nelle due mete turistiche d’eccellenza della regione. Solo che la crisi di governo, e la spinta sull’acceleratore delle elezioni an­ticipate già a ottobre innescata da Salvini, ha cambiato le priorità dell’agenda politica, com’era inevi­tabile. E la designazione dello sfidante di Michele Emiliano passa, com’e­ra prevedibile, in secondo piano Perché se davvero si voterà a otto­bre, come la Lega auspica, posso­no anche cambiare le ambizioni dei singoli. Con la prospettiva di un turno elettorale che riapre le porte di Camera e Senato, gli scran­ni di via Gentile, come quello di Lungomare Nazario Sauro, diven­tano meno appetibili. Non a caso Nicola Giorgino, l’ex sindaco di Andria caduto sotto il fuoco amico di Forza Italia, è stato il primo ad af­facciarsi a Peschici, prima bypassando lo schieramento di agenti di polizia e carabinieri, e conquistan­do con ampio anticipo, prima che Salvini partisse da Termoli, uno dei tavolini del trabucco dove il leader si ferma per un aperitivo con i vertici del partito foggiano e - dicono - qualche imprenditore. Se non correrà per la Regione, certa­mente potrà contare sulla possibi­lità di accaparrarsi un collegio si­curo: è stato uno dei primi sindaci a scegliere la Lega, uno degli ulti­mi ad entrare nel partito per dare alla nuova creatura una sembian­za meridionale. Le regionali, insomma non sono la priorità di questi giorni. E infat­ti Salvini dal palco di Peschici non si sbilancia: «Non entro nel merito dei nomi, l’importante è cambiare e mandare a casa una sinistra che con Michele Emiliano e Nichi Ven­dola ha condannato la Puglia a sta­re ferma, a tornare indietro inve­ce di andare avanti». L’unico no­me che Matteo Salvini fa è il suo, per Palazzo Chigi, al posto del pre­mier di Giuseppe Conte che qui vanta un seguito di campanile per essere nato a Volturara Appula e cresciuto a San Giovanni Roton­do. Della Puglia parla poco. «Sen­tendo le persone che incontro quotidianamente e mi parlano della Puglia - dice - la sinistra ha già fatto abbastanza danni, accu­mulando problemi in sanità, pro­blemi nelle infrastrutture, per strade e ferrovie». Della Puglia ri­corderà “la strage di mafia” quella dei fratelli Luciano, i due contadi­ni uccisi a San Marco in Lamis in un agguato di mafia. Lo ricorda per ringraziare le forze dell’ordine, non un parola per il dolore del­le vedove nel giorno dell’anniversario. Ma il passaggio pugliese non indolore. Come a Foggia a maggio, con la doppia sfida per le ammini­strative e le europee, anche Peschi­ci riserva qualche contestazione. Lo si intuisce appena prende la pa­rola il segretario provinciale della Lega, Daniele Gustai. Quando ac­cenna al Sud saccheggiato dagli uomini del Sud, un ragazzo nella piazza quasi vuota, occupata da non più di 3-400 persone a caccia di ombra, gli ricorda che forse do­vrebbe spiegare che cos’è l’autono­mia E quando sul palco sale Salvini che temporeggia nella speranza che la piazza si riempia, sul palco si materializzano il sindaco di Pe­schici, Franco Tavaglione, a capo di una lista civica cui - dicono - non dispiace interloquire con Emilia­no. Assente il sindaco di Foggia, Franco Landella che è di Forza Ita­lia ma che con i leghisti ha un debi­to per aver conquistato senza trop­pi problemi il ballottaggio. La “corte” salviniana è nutrita sul palco: oltre a Casanova si intra­vede anche il senatore salentino Roberto Marti. Non si vede, inve­ce, Leonardo Di Gioia, l’ex assesso­re all’agricoltura della giunta Emi­liano che aveva detto di voler soste­nere alle europee, quando era nell’esecutivo, il suo amico Casa­nova. Saranno loro, la vera claque pronta ad applaudire il Capitano quando un gruppo di giovani ro­mani e napoletani in vacanza, con­trollati a vista dalla Digos, cominceranno ad intonare Bella ciao e a ricordare al Capitano di restituire i 49 milioni della Lega. Alla fine del comizio, mentre Salvini si conce­de i suoi soliti selfie, gli antisalviniani faranno lo stesso dall’altra par­te della piazza: selfie e strette di mano nel nome dell’antisalvinismo, che nonostante l’ondata di ca­lore e il mare stupendo del Garga­no, non è andato in vacanza.
 
Piero Ricci

repubblicabari

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