Articoli filtrati per data: Lunedì, 05 Agosto 2019 - Rete Gargano

5 ago 2015 ci lasciò Matteo Fusilli, così allora scrisse Fabio Renzi riferendosi a Matteo e al suo lavoro per far crescere il Parco del Gargano:

"Sono stati gli anni di un vero e proprio rinascimento garganico, nel segno della legalità e della sostenibilità, che ha risvegliato le passioni e i talenti di una terra bellissima ed impegnativa. Sono stati gli anni di un Gargano gentile e felice, capace di riscoprire e valorizzare il suo immenso patrimonio storico, culturale e naturale. Oggi il 5 ago 2019 fa male costatare come l'eredità lasciataci da Matteo, sia stata calpestata, come il suo parco, sia stato governato senza una visione proiettata al futuro, come coloro che lo hanno seguito al timone dell'Ente non siano stati capaci di governare i conflitti sociali, come parte della tecnostruttura abbia operato lontano da quei principi che Matteo aveva delineato" Ora ci rimane un'ultima speranza di dare forza a un nuovo presidente affinché si possa finalmente ripartire da dove, per invidie e ingordigie il sogno di Matteo fu colpevolmente interrotto. Lo afferma il naturalista Vincenzo rizzi

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Venerdì 9 Agosto a partire dalle ore 18.00 nel centro storico di Vico del Gargano si svolgerà la terza edizione di Alimentart, l’evento organizzato dalla CNA Confederazione Nazionale Artigianato Commercio PMI di Foggia per promuovere i prodotti tipici, l’arte e l’artigiano del territorio.

Imprese dell’artigianato alimentare e artistico della provincia di Foggia esporranno i loro prodotti in una mostra-mercato in Piazza Castello e Largo Fuoriporta.

Grande spazio sarà dedicato ai più piccoli con gli animali della fattoria, l’animazione a cura di bimbi party e il laboratorio di fumetti con mostra a cura dell’Istituto Comprensivo “M. Manicone – F.Fiorentino” coordinata dal fumettista Marco Lepore e dalla maestra Cristina Tavaglione.

Non mancheranno i laboratori didattici alimentari a cura dell’Azienda Agricola Vitillo e dell’Associazione Auser “Nuova Vita”; per l’occasione Piazza Castello sarà addobbata a festa e saranno aperti il Museo Trappeto Maratea, che ospiterà una mostra fotografica su uliveti e agrumeti storici del Gargano, e la Chiesa dell’Annunziata all’interno della quale sarà allestita una mostra fotografica su San Valentino e la Settimana Santa di Vico del Gargano con la possibilità per i visitatori di votare la foto preferita.

Inoltre vi saranno delle videoproiezioni di filmati del territorio e manifestazioni di Vico del Gargano, la visita degli sposi a San Valentino e numerose altre iniziative.

  La serata sarà allietata dalla musica degli Absolute Band, Il Condominio e Michele Iacovone.

La manifestazione ha il patrocinio dell’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Puglia, del Comune di Vico del Gargano, del Parco Nazionale del Gargano, del Consorzio di tutela dell’Arancia del Gargano IGP e del Limone Femminello del Gargano IGP,della Pro Loco di Vico del Gargano, del GAL Gargano, della Camera di Commercio di Foggia, dell’ICS “M. Manicone – F. Fiorentino” e dei Borghi più Belli d’Italia.

                                  

                                                                 Rag. Michele Pupillo

                                                             Presidente Provinciale CNA         

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Lunedì, 05 Agosto 2019 14:51

VIESTE/ BOOM DI PRESENZE AL POLO CULTURALE

Il Polo Culturale di Vieste ha raggiunto il traguardo delle 10.000 presenze. E non è poco se si considera che siamo ancora al primo anno con il Comune di Vieste, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province Bat e Foggia, il Ministero dei Beni Culturali e la Marina Militare, e da quest’anno anche il Ministero dell’Istruzione, l’Università di Foggia e l’istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Fazzini-Giuliani”, i veri protagonisti del rilancio culturale della città garganica. Oggi a comporre il Polo ci sono il Parco Archeologico di Santa Maria di Merino, il Museo Civico Archeologico “Michele Petrone”, il Castello Fortezza Marina Militare, il Faro Isola Sant’Eufemia – Marina Militare. Beni complessi per la loro natura giuridica. “Una sperimentazione – ci fanno sapere dal Polo – applicata ad un sistema di gestione integrata del patrimonio culturale, in grado di mettere in rete gli attrattori culturali del Comune di Vieste. Un progetto senza precedenti nell’area del Gargano, finalizzato al raggiungimento di un unico obiettivo: la fruizione del patrimonio culturale.

 Nel 2018 si è recuperato il Parco Archeologico e si avviato il processo di fruizione, principalmente attraverso il servizio di apertura 365.  

Nel giugno del 2019 è stato inaugurato ed aperto al pubblico il Museo Civico Archeologico “Michele Petrone”, grazie ad un complesso lavoro d’equipe coordinato e diretto dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia del Ministero dei Beni Culturali. 

Il Museo rappresenta per il Polo Culturale la “speranza” per recuperare quell’identità culturale di un paese, ma soprattutto delle persone che ne rappresentano l’anima ed il pensiero. 

Intorno ai due elementi principali che compongono il Polo Culturale (Museo Civico-Archeologico e Parco Archeologico) e che rappresentano i due insediamenti che storicamente hanno scritto la storia dell’Adriatico e di Vieste, abbiamo avviato un sistema di fruizione, mediante visite guidate, dei principali attrattori turistici. 

Il Castello-Fortezza, insieme al Centro Storico vedono ormai la partecipazione di centinaia di visitatori ad ogni apertura ed è l’attrattore turistico più visitato di Vieste. Nell’anno solare tra luglio 2018 e luglio 2019, il Castello-Fortezza è stato visitato, gratuitamente, da 7.158 persone (con più di 2.000 bambini).

Subito dopo viene il Parco Archeologico di Santa Maria di Merino che, nell’anno solare tra luglio 2018 e luglio 2019, è stato visitatoda 2.131 persone (con più di 1.000 bambini). il Museo Civico-Archeologico, ultimo attrattore reso fruibile, nel primo mese di attività ha totalizzato 611 presenze. Infine, motivo di vanto, gli open days 2019 del Centro Storico in cui abbiamo accompagnato, gratuitamente, nel solo mese di luglio ben 116 visitatori.

La Fruizione del Polo Culturale è possibile, quotidianamente, grazie ad un gruppo di lavoro formato da operatori culturali (Archeologi, Guide Turistiche) che, professionalmente, permette l’uso del bene attraverso un servizio che ad oggi ci riempie di orgoglio.

 Questo è solo l’inizio – spiega l’assessore alla Cultura Graziamaria Starace -  di un anno di attività, frutto di uno straordinario lavoro di squadra. Il progetto del Polo Culturale ci rende fieri del nostro lavoro e ci proietta a fare ancora meglio per il futuro. Vieste oltre ad essere la capitale del turismo balneare deve diventare il punto di riferimento culturale dell'intero Gargano".

I numeri (anno solare luglio 2018 – luglio 2019):

- 10.000 i visitatori

- 3.000 i bambini che ci hanno fatto visita e partecipato ai laboratori

- 37 gli studenti dell’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Fazzini-Giuliani” che stanno svolgendo il progetto di “Alternanza Scuola-Lavoro”, durante l’anno scolastico.

- 1 la studentessa dell’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Fazzini-Giuliani” che sta svolgendo il progetto di “Alternanza Scuola-Lavoro”, durante la stagione estiva.

- 9 gli operatori culturali 

- 1 la tesi di laurea in Archeologia in corso

- 1 Tirocinio Formativo e di Orientamento in corso

- 1 Festival del Cinema archeologico

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Ci sono due tipi di desertificazione che interessano la Puglia: quella ambientale che negli ultimi tre decenni ha provocato la scomparsa di 50 chilometri di aree agricole lungo la costa per favorire seconde case, strutture turistiche, ville e quella economico-sociale che nella nostra regione (dati Istat 2018) ha un’incidenza del 20 per cento, al di sotto della media del Mezzogiorno, ferma al 22,1 per cento. Aridità e povertà vanno a braccetto: un pugliese su cinque è in difficoltà e la soglia del disagio è salita al 21,6 per cento. Sono due aspetti strettamente collegati tra di loro perché il peso dell’agricoltura sull’intera economia resta significa­tivo. E la Puglia nel 2018 ha fatto registrare un meno 1 per cento sia per il volume della produzione che per il valore aggiunto.

 
LE CIFRE

Un campanello d’allarme da non sottovalutare. Sulla base delle stime di Prometeia nel 2017 - diffuse da Bankitalia - il valore aggiunto del settore agricolo si e ridotto del 4,0 per cento in termini reali. Al calo hanno contribuito quasi tutte le prin­cipali colture. Secondo i dati dell’Istat sono diminuite le produzioni di frumento duro (-29,0 per cento), di pomodori (-10,4 per cento) e di uva (-4,1 per cento), soprattutto di quella da tavola, che rappresenta poco meno di un terzo della produzione totale. La produzione di olive e invece risultata in aumento (30,8 per cento). Prima del flagello xylella.
Un quadro poco rassicurante. Anche per­ché secondo l’ultimo studio della Coldiretti il 57 per cento del nostro territorio è a rischio desertificazione. Le colpe? Il riscaldamento globale su tutto. Ma anche lo sfruttamento intensivo delle superfici agri­cole, le monocolture, l’impiego sconsiderato di fertilizzanti e pesticidi, l’uso irriguo di risorse idriche non sempre calibrato, il disboscamento incontrollato di alcune aree, l’inquinamento. Inoltre il processo di ur­banizzazione degli ultimi 50 anni non ha tenuto conto dell’attitudine dei suoli, sot­traendo quelli fertili all’impiego agricolo e determinando la riduzione delle capacità produttive. Nel 2017 l’Ispra (Istituto su­periore per la protezione e la ricerca am­bientale) ha quantificato in 162mila ettari il consumo del suolo in Puglia. Quattrocento ettari in più, soprattutto nel Salento, ri­spetto all’anno precedente, coperti arti­ficialmente.

 

CONTO SALATO

Angelo Corsetti, di­rettore Coldiretti Puglia ricorda come il conto pagato dall’agricoltura, tra cambia­menti climatici e siccità sia salato: solo nell’estate del 2017 ha superato i 300 milioni di euro. In dieci anni i danni all’agricoltura nazionale hanno raggiunto la cifra di 14 miliardi di euro. Aggiungiamo alle note negative anche l’indice di aridità pugliese, inferiore a 0.65, tipico dei territori desertici. E già dal 15 mag­gio l’Italia ha utilizzato tut­to il budget di risorse na­turali messo a disposizione dalla Terra per quest’anno: per soddisfare i consumi degli italiani, in sintesi, servono le risorse di 4,7 Paesi come l’Ita­lia.

ZONA A RISCHIO

Il Cnr invece punta il dito contro l’area del Mediterraneo, tra le più vulnerabili all’aumento delle tempe­rature. Se la media globale registra un più 1.1 gradi, da noi siamo a un più 2.2. Le Nazioni Unite rincarano la dose. In un report si legge che l’Italia e l’intero Sud Europa sperimenteranno le maggiori per­dite in agricoltura ( meno 25 per cento entro il 2080) dovute alla crescente assenza di piogge regolari, che renderanno l’acqua un bene sempre più raro e prezioso. Le falde acquifere del Sud Italia saranno seriamente ridotte entro al fine del secolo con un aumento del costo di irrigazione che oscil­lerà tra il 20 e il 27 per cento. Terreni, dunque, meno fertili e meno redditizi.

Se in Puglia è utilizzato il 91 per cento dell’intera superficie agricola (50 semina­tivo, 6 pascoli o prati permanenti e 44 coltivazioni permanenti), le aziende agri­cole sono 271mila 754. Venti anni fa erano 352mila.

ECONOMIA IN GINOCCHIO

L’effetto domino interesserà inevitabilmente la zoo¬tecnia (negli ultimi decenni i rischi di mortalità del bestiame da allevamento sono aumentati del 60 per cento) e il turismo, perché i flussi si ridurranno nelle regioni più calde e si sposteranno verso climi più freddi. Come si può intervenire? Modificando innanzitutto alcune pratiche come quelle della deforestazione e dell’uso inefficiente delle risorse idriche. Bisogna dare un nuo¬vo valore all’acqua, non assecondando - come purtroppo accade - la dinamica della domanda, rivedendo la gerarchia dei bi¬sogni: consumare meno e meglio. Negli invasi, dal primo maggio è iniziata la stagione irrigua, la situazione in media è positiva con un dato orientativo di oltre il 60 per cento delle capacità a causa di una limitazione delle capacità di accumulo de¬cisa dal Ministero competente. La sfida si chiama consapevolezza della necessità di ripensare in un’ottica attuale l’utilizzo delle risorse. Una presa d’atto istituzionale, in tempi ragionevolmente brevi per invertire la tendenza.

ACQUA BENE PREZIOSO 

Il deserto dei pugliesi, avanza in fretta. Molte falde sono ormai diventate salmastre, il suolo ha perso nel corso degli anni la capacità di ac¬cumulare acqua che scivola, non riuscendo più a penetrare nella terra. Un esempio della possibilità di cambiamento può ar¬rivare dal Sahara meridionale, forse la zona del mondo più colpita dalla de¬sertificazione, dove negli ulti¬mi anni sono stati recuperati 5 milioni di et¬tari di terra fer¬tile, con prati¬che agricole di rigenerazione naturale. Si parla molto di agricoltura conservativa o agricoltura blu. Sia chiaro, dietro l’angolo non ci sono le dune di sabbia o le oasi con le palme, ma un inaridimento che renderebbe il territorio improduttivo per l’agricoltura e ostile per l’uomo.

Gaetano Campione
gazzettamezzogiorno

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Pubblicata in Gazzetta eu­ropea la domanda di registra­zione della denominazione co­munitaria IGP Olio di Puglia, riservata all’Olio extravergine di oliva ottenuto da olive pro­venienti delle seguenti cultivar nazionali a prevalente diffusi­one regionale: Cellina di Nar­dò, Cima di Bitonto (o Ogliarola Barese, o Ogliarola Garganica), Cima di Melfi, Franto­io, Ogliarola salentina (o Cima di Mola), Coratina, Favolosa (o Fs-17), Leccino, Peranzana, presenti negli oliveti da sole o congiuntamente, in misura non inferiore al 70%, mentre pos­sono concorrere altre varie­tà, fino ad un massimo del 30%, con tutte le fasi del proces­so di produzione, coltivazione, raccolta e oleificazione devono avvenire nella zona geografica delimitata. Lo ha reso noto Coldiretti Puglia, ricordando che il marchio ‘IGP Olio di Puglia’ sarà ben riconoscibile per il logo distintivo caratterizzato da un’antica moneta romana che simboleggia l’unità della re­gione Puglia ed il suo legame storico con la coltivazione dell’olivo. “Il brand IGP garan­tirà’ che l’Olio extravergine sia di alta qualità, con parametri chimico-fisici ed organolettici di assoluto valore, faccia bene alla salute, perchè il disciplin­are prevede che solo oli con un elevato livello di polifenoli - i più importanti antiossidan­ti naturali - possano diventare IGP, certificando le proprietà con un apposito claim salutisti­co in etichetta previsto dall’UE sia un Olio sempre fresco, per­chè dovrà essere imbottiglia­to entro l’anno di produzione e sia di assoluta provenienza regionale, un Olio certamente “Made in Puglia” sia per la pro­duzione delle olive , sia per la trasformazione in Olio, ma an­che per il confezionamento che dovrà essere effettuato a una distanza definita dal luogo di produzione”, è il commento del Presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, al risultato di un percorso lungo e ambizioso. Lo stoccaggio, l’imbottiglia­mento e il confezionamento devono avvenire - riferisce Col­diretti Puglia - all’interno nel­la zona geografica delimitata (zona di produzione) entro e non oltre il 31 ottobre succes­sivo all’annata olearia di pro­duzione. Lo stoccaggio e’ una fase del processo produttivo - dice ancora Coldiretti Puglia - finalizzata a proteggere il pro­dotto dalle modificazioni del­le caratteristiche chimiche, or­ganolettiche e salutistiche, in­dicate al punto 3.2. L’imbotti­gliamento e confezionamento nella zona geografica delimi­tata sono necessari sia per sal­vaguardare i requisiti qualita­tivi e in particolare la caratter­istica tipizzante l’IGP “Olio di Puglia”, identificabile nel­la concentrazione di biofeno­li - aggiunge Coldiretti Puglia - sia e soprattutto per garan­tire il vero autentico Olio extra vergine di Puglia e la traccia­bilità’ del prodotto ed assicura­re il controllo. Il tempo di per­manenza del prodotto in autocisterna durante il trasporto lo espone a temperature superi­ori a quelle delle sale di stoc­caggio ed e’ tanto piu’ granite quanto maggiore e’ il tempo di trasporto e di sollecitazione meccanica indotta (vibrazioni); Per contenere i rischi di pre­coce decadimento delle carat­teristiche chimiche e organo­lettiche del prodotto e’ neces­sario, per le lunghe percorren­ze, confinare il prodotto in con­fezioni definitive di più piccola taglia, mediante l’imbottiglia­mento.

“E’ un’importante opportu­nità, da tempo sollecitata dal territorio e su cui sono riposte notevoli aspettative. Si trat­ta di un progetto di trasparen­za e valorizzazione che, come dimostra il disciplinare, pun­ta decisamente sulla qualità’ e sulla distintità in una re­gione che produce oltre il 50% dell’olio extravergine italia­no. E’ stata data una risposta - insiste il presidente Muraglia alla storica carenza di pro­grammazione con un vero siste­ma di filiera che ha ripropos­to all’attenzione dell’opinione pubblica un paradosso tutto pugliese, ovvero forti nella pro­duzione, deboli sul mercato, un assioma per nulla decifrabile e comprensibile che la dice lunga sulla complessità del sistema produttivo indebolito da avven­turieri e speculatori”. La PLV (Produzione Lorda Vendibile) del comparto olivicolo-oleario in Puglia è pari al 20% del­la totale PLV del settore agrico­lo, per un valore di 750 milioni di euro, dice Coldiretti Puglia. La IGP olio Puglia è un impor­tante strumento di trasparenza quando è crescita record dei consumi mondiali di olio ex­travergine d’oliva nel mondo - conclude Coldiretti Puglia - che in una sola generazione hanno fatto un balzo di quasi il 49% negli ultimi 25 anni cambian­do la dieta dei cittadini in molti Paesi, dal Giappone al Brasile, dalla Russia agii Stati Uniti, dalla Gran Bretagna alla Ger­mania, sulla scia del successo della Dieta Mediterranea dichi­arata patrimonio dell’umanità’ dall’Unesco.

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Continuano gli appuntamenti con gli APERITIVI LETTERARI, organizzati e patrocinati  dal Comune di Vieste - Assessorato alla Cultura - curati dall’Associazione Culturale Seconda Stella a Destra. Lunedì 5 agosto alle ore 21,30 ospite a IL CAPRICCIO, Francesco Dominelli presenterà i suoi GRANDI CLASSICI RIVEDUTI E SCORRETTI.

"Un classico è qualcosa che tutti vorrebbero aver letto e nessuno vuol leggere" (Mark Twain). Se Mark ha ragione, il problema è risolto! Questo libro sarà il vostro Virgilio lungo i tornanti di un viaggio tutt'altro che infernale in compagnia dei personaggi e delle storie più belle della letteratura di tutti i tempi. E scommettiamo che, finito di leggerlo, vorreste che Dante, Pirandello, Orwell e soci fossero i vostri migliori amici e poterli chiamare ogni volta che vi gira, come dice il buon vecchio Holden.

Ingresso libero

Al termine della serata sarà offerto un aperitivo a tema.

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Si chiude con un bilancio «soddisfacente» per il direttore generale dell’Asl, Vito Piazzolla, il piano di riordino ospe­daliero che per la Capitanata presenta un Saldo attivo di 86 posti letto. Aumentano le spe­cializzazioni, apre la Nefrologia al Tatarella di Cerignola e vengono confermate (dopo le polemiche) le unità di Medi­cina e Chirurgia al San Camillo di Manfredonia. Raddoppia i posti letto anche il Coro di San Severo, confermato centro di riferimento oncologico a livel­lo provinciale. Pochi però gli oncologi, almeno in questa pri­ma fase, in attesa del concorso per 6 nuovi strutturati.

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É privilegio ed orgoglio per il gruppo folk "La Vesteséne" la partecipazione all'itinerante della mitica "Notte della Taranta", che avrà luogo il 7 Agosto a Ugento, in terra salentina.

É questa un'impagabile occasione per portare colori, note e canti del Gargano in un contesto folklorico la cui forma ha travalicato i confini nazionali. 

"Siamo onorati"- dice il presidente Saverio Cota di essere stati scelti unico gruppo del Gargano, a rappresentare la nostra terra in una manifestazione di così alto profilo che sancisce il connubio tra il territorio garganico e quello salentino.

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San Lorenzo, popolare diacono della Chiesa, è morto martire a Roma il 10 agosto 258.

Secondo la tradizione è stato arso vivo su una graticola. La notte di san Lorenzo è tradizionalmente associata al fenomeno delle stelle cadenti, considerate evocative dei carboni ardenti su cui il santo fu martirizzato.

Esse scendendo sulla terra, creano un’atmosfera carica di speranza.

L’esempio di Lorenzo susciti schiere di generosi giovani a servizio della Chiesa e dei poveri.

La Parrocchia Gesù Buon Pastore, con il patrocinio dell’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Vieste, organizza la seguente manifestazione di fede e di cultura

10 Agosto 2019

 

Ore 21,00: dal Cortile della Parrocchia Gesù Buon Pastore e proseguimento lungo la spiaggia

 

Ore 22,00: Celebrazione della Santa Messa nella Chiesa di S. Lorenzo

 

Ore 23,00: Festa Folk con i “Pizzeche e Muzzeche”

Osservatorio stellare con la collaborazione di Nunzio Micale, Presidente degli Astrofili Dauni

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Nel secolo scorso sono stati tanti i viestani che sono emigrati in Canada. I loro figli si sono poi pienamente inseriti nella società canadese raggiungendo posizioni lavorative di primo piano. Fra questi c’è Mauro Vescera che dal febbraio dello scorso anno è amministratore delegato al Museo di Vancouver.
Già direttore esecutivo del Centro culturale italiano, Mauro Vescera ha lavorato presso la Simon Fraser University come raccolta fondi per doni importanti e alla Vancouver Foundation come responsabile della concessione di portafogli che includevano arte, cultura e salute.

Fa parte del consiglio di amministrazione della Jim Green Foundation e ha anche trascorso sei anni come presidente della Gordon e della Marion Smith Foundation, oltre a servire come membro del consiglio di fondazione del Small Change Fund.

Vescera ha conseguito un master in Affari internazionali presso la Johns Hopkins University, un diploma post-laurea in Storia del Rinascimento presso l'Università degli Studi di Firenze e un Bachelor of Arts presso la University of British Columbia.

Questa mattina nella trasmissione “L’Italia con voi” su Rai3 [questo il link su Raiplay per rivedere la puntata], Mauro Vescera è stato intervistato sulle iniziative del Museo di Vancouver. “I miei sono pugliesi, della provincia di Foggia, di un piccolo paese, Vieste, si trova sul Gargano. – ha raccontato Vescera - Mi piacerebbe fare una mostra con il museo in Italia. Sto lavorando con il console perché magari un giorno porterò qui [a Vancouver, ndr] qualcosa degli Uffizi per mostrare ai canadesi tutta la ricchezza italiana”.

Chissà che con lui Vieste non riesca ad organizzare un gemellaggio od uno scambio di mostre per rafforzare l’immagine di una destinazione turistica che offre non soltanto sole e mare, ma anche cultura, ai suoi ospiti, un percorso già avviato con il Polo Culturale.


   

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