Articoli filtrati per data: Mercoledì, 01 Gennaio 2020 - Rete Gargano

Da oggi 1° gennaio lo scontrino elettronico è obbligatorio. Cambiati i registratori di cassa, secondo quanto stabilito dal decreto 119/2018, collegato alla legge di Bilancio 2019, ora scompaiono gli scontrini fiscali in formato cartaceo.

Apripista, nel luglio scorso, erano stati i negozianti che nel 2018 aveva realizzato un volume d’affari superiore a 400 mila euro. Da oggi, il corrispettivo elettronico si estende a tutti gli operatori economici che emettono ricevute fiscali (compresi gli artigiani).

Oltre 2 milioni di attività coinvolte. Per il consumatore, però, non cambia quasi nulla. Al momento del pagamento non si riceverà più uno scontrino o una ricevuta, ma un documento commerciale privo di valore fiscale, che potrà essere conservato come garanzia del bene o del servizio pagato, oltre che per un eventuale cambio merce.

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Il sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti traccia il bilancio del 2019 e annuncia le prospettive per il nuovo anno che vedrà la città garganica protagonista su più fronti

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Anche il 2020 parte all’insegna di importanti risposte istituzionali in materia di sicurezza e legalità da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia. In particolare, ad Apricena, i militari dell’Arma hanno dato esecuzione a tre ordinanze di custodia cautelare, di cui due in carcere ed una agli arresti domiciliari, nei confronti di P.M., classe ‘68, di P.R., classe ‘77, e di M.L., classe ’76, tutti già noti alle Forze dell’Ordine, per i gravi reati di rapina e violazione di domicilio in concorso, il tutto in danno di un anziano pensionato del luogo.

La vicenda criminale in questione in stile “Arancia meccanica” risale alla fine del mese di settembre scorso, quando appunto la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di San Severo, durante una notte, veniva allertata da una richiesta di intervento da parte di un pensionato di Apricena che segnalava, inizialmente, delle persone sospette vicino al portone della propria abitazione.

I militari del Comando Stazione CC di Apricena, in quel momento in servizio di pattuglia per il controllo del territorio, raggiungevano rapidamente l’abitazione indicata dove ivi giunti la vittima spiegava meglio l’accaduto e forniva così ulteriori dettagli sulla vicenda, specificando in particolare che, poco prima, tre persone a lui note, lo avevano indotto, per timore, a prelevare del denaro dal proprio conto corrente, attraverso un prelievo al bancomat, per poi pretenderne subito dopo la relativa consegna.

Al rifiuto netto dell’uomo ad acconsentire a tale richiesta, i tre si recavano successivamente presso la sua abitazione e, dopo vari tentativi di aprire con la forza il portone d’ingresso, riuscivano ad entrare all’interno della stessa e ad appropriarsi così, con l’uso della forza oltre che della minaccia, della somma contante di 450 euro prelevata poco prima.

I tre sconosciuti rapinatori, dopo aver compiuto tale azione delittuosa, si allontanavano velocemente per le vie limitrofe, facendo difatti perdere le proprie tracce. Anche le ricerche poste in essere da parte dei militari, immediatamente attivatisi, davano in quell’occasione esito negativo.

Successivi accurati accertamenti investigativi, supportati anche dalla visione di alcuni filmati dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e da alcune dichiarazioni testimoniali acquisite utilmente sul posto, che cristallizzavano appunto la crimino-dinamica di tale grave evento, consentivano in un secondo momento di individuarli e quindi di identificarli senza ombra di dubbio.

Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia, consentivano infine al G.I.P. del Tribunale di Foggia di emettere tre ordinanze a carico dei tre soggetti, di cui due in carcere ed una agli arresti domiciliari, eseguite appunto dagli investigatori dell’Arma.

La tutela della collettività, a tutela soprattutto delle c.d. “fasce deboli”, anche per l’anno nuovo, sarà ancora una volta delle priorità istituzionali dei Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia.

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Gli auguri di Padre Moscone alla comunità Garganica nell’intervista di Saverio Serlenga

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Mercoledì, 01 Gennaio 2020 09:54

1° GENNAIO/ 365 DELUSIONI

Anno: Periodo fatto di trecentosessantacinque delusioni.

AMBROSE BIERCE

Nato nell'Ohio nel 1842, giornalista, scrittore e vagabondo, Ambrose Bierce scompare, forse nel 1914, sui campi di battaglia della guerra civile messicana, lasciandoci quel Dizionario del diavolo che proponiamo all'alba del nuovo anno.

Si tratta di un testo tutto intes­suto di battute fulminanti, non di rado provocatorie, sempre pronte a cogliere quella zizzania che avvelena il campo dell'anima, per usa­re una celebre immagine dell'avversario di Satana per eccellenza, Gesù. In realtà, si tratta di un diavolo più ironico che perverso, capa­ce persino di servire la verità spogliandola dai paludamenti dell'ipo­crisia che la deformano.

Un esempio alla voce «Aiutare»: «Crearsi un ingrato». Oppure per «Cultura»: «Tipo di ignoranza che caratte­rizza lo studioso». Ma stiamo alla citazione che abbiamo posto, un po' maliziosamente, all'inizio di un anno nuovo.

Bierce ha ragione a smorzare la retorica delle illusioni che ci ven­gono ammannite con gli auguri di rito o che sono il condimento del­la politica, della pubblicità e persino talora di una certa religiosità solo consolatoria, sentimentale, curativa. Il famoso oratore greco De­mostene (IV sec. a.C.) ammoniva: «Nulla è più facile che illudersi.

Perché l'uomo crede vero ciò che desidera». Scendiamo, allora, sul terreno sassoso della vita e procediamo con uno sguardo meno tra­sognato e con progetti più realistici. Un po' di verità l'aveva anche il poeta inglese del Settecento Alexander Pope quando coniava questa «nona beatitudine»: «Beato colui che non si aspetta nulla perché non sarà mai deluso». Tuttavia, guai a estinguere nel cuore ogni desiderio e attesa, a spegnere ogni sogno: si perderebbe anche la voglia di vivere e si strapperebbe dall'anima il seme della felicità.

Gianfranco Ravasi

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Una parte del controsoffitto di una sala dell'hotel Excelsior di Bari ha ceduto mentre era in corso il veglione di Capodanno, causando quattro feriti, che dalle prime informazioni non risultano in pericolo di vita. Uno di loro ha però riportato lesioni gravi.
   

Nell'albergo, nella periferica via Giulio Petroni, il crollo è avvenuto all'incirca all'1:00, quando aveva appena terminato di cantare un duo che aveva animato la cena delle circa 100 persone presenti all'interno della sala, prima della serata danzante che sarebbe dovuta cominciare di lì a poco. Sono intervenuti Vigili del fuoco, personale del 118 e agenti di Polizia.
   

"E' venuta giù la parte di tetto in corrispondenza delle casse acustiche, forse il cedimento potrebbe essere stato prodotto dalle vibrazioni sonore". E' il racconto di Biagio, 31 anni, uno dei partecipanti al veglione, che da 'profano' racconta la sua sull'incidente e che, sottolinea, gli sembra abbia causato più incredulità che panico.

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Anno nuovo tasse nuove! Anche se di solito si auspica che l’anno entrante possa portare innovazione sotto tutti i punti di vista, per ora di certo sappiamo che l’anno in arrivo porterà nuove tasse.

Vediamo quali sono le nuove cinque imposte:

Plastic Tax

Si tratta di una nuova imposta, pensata per limitare l’utilizzo dei prodotti monouso in plastica, con lo scopo di cercare di contrastare l’abbondante produzione di rifiuti e al fine di tutelare l’ambiente, sempre più compromesso dall’uso sconsiderato di questo materiale. Al kg verranno tassati 0,45 centesimi. Sono esclusi dalla tassa i prodotti in plastica riciclata e quelli misti con una percentuale inferiore al 40% di plastica.

Sugar tax

Si tratta una tassa sulle bevande analcoliche ricche di zuccheri. Sarebbe dovuta entrare in vigore a gennaio ma alla fine se ne parlerà solo ad ottobre 2020.

Lucky tax

La Lucky tax è la tassa sulla fortuna e si riferisce alle vincite ottenute tramite lotteria o Gratta e Vinci. Verrà applicata una tassa pari al 20% della vincita su quote che superano i 500 euro, in più lo Stato tratterrà il 20% anche sulle vincite delle Slot machines e alle Videolottery superiori ai 200 euro.

Tassa sulle auto aziendali

Verranno tassate anche le auto utilizzate per scopo aziendale ma la nuova imposta riguarderà solo le nuove immatricolazioni.

Robin tax

La Robin tax è una tassa ideata 40 anni fa, a dir il vero, proposta negli Usa dal Presidente Jimmy Carter ma che non è mai stata concretizzata. L’idea di questa imposta nasce con lo scopo di “togliere ai ricchi per dare ai poveri”, si applicherà tramite l’addizionale Ires salendo del 3,5% per i concessionari di autostrade, porti, aeroporti e ferrovie.

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“Piastre di sostegno” strutturali e “muretti a secco” innalzati a livello di base per arginare il declino e provare a reagire allo sgretolamento. Sono questi gli elementi che spiccano nel paesaggio descritto dal 53º Rapporto Censis.

Il Rapporto vede “nubi nere all’orizzonte dell’economia mondiale” e gravi fenomeni di “corrosione” delle “giunture” e delle “guarnizioni” del sistema Paese. “La società italiana – rileva il Censis nelle Considerazioni generali, che danno la chiave di lettura del Rapporto – ha guardato a lungo inerte il cedimento delle sue strutture portanti”, come se si trattasse dell’ennesimo episodio del ciclo di crisi e ripartenze, “con un cinico adeguamento alla navigazione inerziale”.

Ora, però, “a questo cedimento, puntellando se stesso, il nostro Paese sta cercando una soluzione”, “vive e sente uno spirito nuovo”. “Sé in sé rigira”, osserva il Censis citando Dante. Il quadro della situazione è forse più scuro di quello tracciato negli ultimi Rapporti, se si parla di “una società ansiosa di massa macerata dalla sfiducia”.

“Nell’eccezionale cambiamento epocale, condensato in pochissimi anni – scrive il Censis – il furore di vivere degli italiani li ha riportati tenacemente ai loro stratagemmi individuali. Finché l’ansia è riuscita a trasformarsi in furore, e il furore di vivere non è scomparso dai loro volti, non c’è stato alcun crollo.

Ma ora c’è un prezzo da pagare”. E il primo prezzo da pagare è proprio la sfiducia, “un virus che si annida nelle pieghe della società” ed è originato proprio da “disillusione, stress esistenziale e ansia”. Il 75% degli italiani, rileva il Rapporto, non si fida più degli altri. L’altro prezzo da pagare sono “le crescenti pulsioni antidemocratiche”.

Il 48% degli italiani, infatti, oggi dichiara che ci vorrebbe un “uomo forte al potere” che non debba preoccuparsi di Parlamento ed elezioni (e il dato sale al 56% tra le persone con redditi bassi, al 62% tra i soggetti meno istruiti, al 67% tra gli operai). Il Rapporto mette in luce anche “il bluff dell’occupazione che non produce reddito e crescita”. Rispetto al 2007, nel 2018 si contano 321 mila occupati in più, ma nel frattempo il boom del part time involontario e di altre forme di lavoro ridotto ha fatto sì che oggi le ore lavorate siano 2,3 miliardi in meno rispetto al 2007 e le unità di lavoro equivalenti 959.000 in meno.

“Più occupati, meno lavoro”, insomma. Questa dinamica si intreccia con quello che il Rapporto definisce “lo tsunami demografico”. Gli indicatori demografici descrivono un’Italia “rimpicciolita, invecchiata, con pochi giovani e pochissime nascite” e con conseguenze particolarmente gravi per le regioni meridionali, investite da un nuovo “grande esodo”. Su 107 province, solo 21 non hanno perso popolazione: 6 sono in Lombardia e 9 nel Nord-Est.

Se nel chiaroscuro che segna inevitabilmente le grandi indagini sociali quest’anno prevalgono le tinte fosche, non tutto è perduto. Anzi. “Abbiamo visto in questi mesi – sottilinea il Censis – l’accentuarsi di reazioni positive, di contrapposizione a una prospettiva

di declino”. Si rafforza “l’impressione che l’adeguamento verso il basso non possa proseguire senza limiti, senza porre argini o individuare punti di sostegno per frenare lo sgretolamento, per provare ad ancorarsi e tentare un cambio di direzione”.

Ecco allora che il Censis individua cinque “piastre di sostegno” e la prima “è nella dimensione manifatturiera, industriale, del nostro sistema produttivo e nella sua capacità di innovare e, almeno in parte, di trainare la crescita”. Una seconda “piastra di ancoraggio” è “nel consolidamento strutturale in alcune aree geografiche vaste del nostro Paese:

dal nuovo triangolo industriale tra Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna alla fascia dorsale lungo l’Adriatico”. La terza piastra individuata dal Censis “è la nuova sensibilità ai problemi del clima, della qualità ambientale e della tutela del territorio” che “muove a una spontanea

e diffusa partecipazione”. La quarta piastra è il “risparmio privato” che “ha permesso una sostanziale tenuta sociale”, anche se “sembra restare una polizza assicurativa più che una opportunità” di sviluppo. La quinta piastra di sostegno strutturale il Rapporto la coglie nella “dimensione europea”. A queste cinque “piastre” si affiancano i “muretti a secco”, vale a dire “una multiforme messa in opera di infrastrutture di contenimento dei fenomeni erosivi generati

dalla difesa solitaria dei singoli, grazie a processi temporanei e tempestivi di appoggio”. “Sono esempi di muretti a secco – si legge nel Rapporto – la fitta rete di incubatori e acceleratori di imprese innovative nei quali diverse migliaia di giovani tentano una esperienza imprenditoriale”, ma anche “i tanti festival, sagre, eventi culturali di ogni genere e scopo, senza che vi sia in pratica città o borgo che non ne progetti o organizzi uno”.

“Sono eventi – spiega il Censis – che valgono come affermazione di identità e di comunità locale, occasione economica per l’attrazione turistica, luogo di elaborazione di prospettive e di confronto intellettuale, prosceni per la tecnologia, la ricerca, l’innovazione, l’educazione”.

A fronte di questa reazione diffusa spicca ancora di più il “fallimento” della politica. “I limiti della politica attuale – afferma il Censis – sono nella rassegnazione a non decidere. Non per aver scelto, ma per non averlo fatto, la politica ha fallito e ha smarrito se stessa”. Il decennio che si conclude rimane politicamente incompiuto e così “viviamo in un Paese privato di un passaggio in avanti a lungo promesso, ma che non c’è mai stato”, come dimostrano le “tante, troppe, riforme strutturali annunciate, ma mai concretamente avviate”.

Stefano De Martis

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Prosegue il “Rodi Winter Mu­sic”, nuova rassegna di quattro concerti in programma a Rodi Garganicó fino al 3 gennaio 2020, prosegue con il secondo evento in cartellone. Dopo il successo della performance del duo composto da Raffaele Manuel Padula e Luca Cocomazzi e quello di Francesco Mastromatteo e Viviana Lasaracina, i concerti riprenderanno il 2 e 3 gennaio.

Il Rodi Winter Music è orga­nizzato l’Associazione “LuigiRusso”, sodalizio presieduto da Domenico Sinigagliese, con la dire­zione artistica di Raffaele Manuel Padula, coadiuvato da un attivo team artistico composto dal pia­nista Luca Cocomazzi e dal flau­tista Antonio Montecalvo, musi­cisti che debutteranno il prossimo anno in Spagna e nord Europa.

Il festival nasce dopo l’esordio po­sitivo del Rodi Summer Music 2019, forte di una nuova collabo­razione con l’associazione Amici della musica “Giovanni Paisiello”di Lucerà, del patrocinio del Co­mune di Rodi e dell’attenzione del pubblico.

I prossimi appuntamen­ti sono fissati per il 2 gennaio (an­cora nella Sala Concerti della Ca­sa delle Suore Discepole di Gesù Eucaristico) con il duo formato da Antonio Montecalvo (flauto) e Lu­ca Cocomazzi (pianoforte), e il 3 gennaio (nella Sala conferenze del Hotel Villa America ) in cui sa­ranno protagonisti il Complesso Bandistico “Azzurra” di Ischitella diretto da Michele Augelli, il Com­plesso Bandistico Città di Rodi Garganicó diretto da Federica Petrosino e il Complesso Bandistico A.F. Nardini di Vico del Gargano diretto da Lucilla Pupillo impe­gnati in un concerto all’insegna della musica originale per orche­stra di fiati, progetto fortemente voluto dal direttore ospite, il mae­stro Giovanni Ieie, docente della sezione staccata di Rodi del Con­servatorio “Umberto Giordano” di Foggia, clarinettista, direttore e arrangiatore.

Pubblicato in Spettacolo
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16 Gennaio 2020 - 11:10:54

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