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Articoli filtrati per data: Giovedì, 16 Gennaio 2020 - Rete Gargano

Foggia nella morsa della mafia, della delinquenza, della criminalità, ma lo Stato non si arrende e il  ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese,  recentemente a Foggia per prendere parre al comitato per la sicurezza, ha previsto l'invio di un contingente straordinario di forze di polizia in tutta la Capitanata. Il Governo Conte risponde con i fatti e non con la propaganda politica, mostrando grande attenzione ad un territorio fino a qualche mese fa lasciato all'abbandono più totale. Inoltre, il Viminale, già il prossimo 15 febbraio, attiverà la sezione operativa della Direzione investigativa antimafia, come annunciato in occasione dello scorso Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica dello scorso 23 dicembre. Atti, spiega Lamorgese, che "confermano la volontà dello Stato di contrastare con la massima determinazione ogni forma di criminalità".

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Comando Provinciale Carabinieri  di Foggia

Comunicato Stampa

15 gennaio 2020



  1. 1^ CONVEGNO INTERNAZIONALE

"SALUTE E AGROALIMENTARE: DALLA SICUREZZA PIÙ QUALITÀ"

Il contributo dei Reparti Specializzati e Forestali dell'Arma dei Carabinieri.

 

Nelle giornate di lunedi e martedi scorsi, presso la caserma “V.Brig. M.O.V.M. Salvo D’Acquisto” in Roma, sede del Comando Unità Mobili e Specializzate dei Carabinieri “Palidoro”, Viale di Tor di Quinto 119, si è tenuta la 1^ conferenza internazionale su “Salute e Agroalimentare: dalla sicurezza più qualità”, incentrata sull’incidenza positiva, che ne deriva per la qualità e salubrità del prodotto agroalimentare, del sistema di controlli multidisciplinari e sinergicamente integrati operato dai reparti specializzati dei Carabinieri. I lavori, inaugurati dal Comandante Generale dell’Arma, Gen. C.A. Giovanni Nistri, hanno visto anche l’autorevole intervento del Ministro della Salute, On. Roberto Speranza, del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sen. Nunzia Catalfo, del Vice Ministro della Salute, Sen. Pierpaolo Sileri, del Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Interno, On. Carlo Sibilia e del Procuratore Nazionale Antimafia, Dott. Federico Cafiero de Raho.

L’Arma dei Carabinieri con i suoi reparti specializzati e la componente forestale ha maturato oggi un’inedita pluralità di esperienze, competenze e professionalità capaci di esprimere quotidianamente un continuo sforzo operativo nella tutela del settore, in sistema e condivisione con le articolazioni territoriali nel comune obiettivo di salvaguardare la “Sicurezza” delle produzioni agroalimentari e concorrere a garantirne la “Qualità” lungo tutta la filiera. Sicurezza e Qualità vengono intesi come un binomio imprescindibile a garanzia della salute del consumatore e di un corretto sistema economico, perseguendo quindi forme di concorrenza sleale ovvero di natura criminale, derivanti dalla consapevole inosservanza delle norme poste a tutela delle produzioni e degli addetti ai lavori. 

La "due giorni" di lavori non ha inteso proporre un mero consuntivo delle azioni svolte, bensì attraverso il contributo di: magistrati, accademici di settore, rappresentanti delle Istituzioni e delle associazioni di categoria, dei consumatori ed operatori alle Forze dell’Ordine, ha focalizzato l’attenzione su significative esperienze operative sviluppate negli ultimi anni, per individuare metodologie inedite e possibili linee d’azione per contrastare, in maniera ancora più qualificata ed efficace, i diversi fenomeni distorsivi che condizionano il settore dell’agroalimentare, ivi compresi quegli scenari proposti dagli appetiti della criminalità comune ed organizzata. I lavori, pertanto, hanno avuto l’obiettivo di incentivare il confronto tra istituzioni e operatori per lo sviluppo di nuove collaborazioni, per incrementare il panorama dei sistemi di sicurezza nazionale e concorrere alla definizione di “modelli” efficienti anche a supporto e con il concorso delle organizzazioni europee ed internazionali (FAO, IILA, EFSA, EUROPOL e OLAF) che già operano fattivamente con le istituzioni italiane e sono stati presenti al 1° Convegno sull’Agroalimentare con i propri autorevoli rappresentanti.

La trattazione delle tematiche oggetto di analisi ed approfondimento si è sviluppata su quattro panels: 

- Le contaminazioni chimiche in agricoltura e nell’ agroalimentare. I rischi per la salute, profili giuridici di tutela e protocolli tecnico-operativi d’intervento”: la tutela della salute umana dalle contaminazioni chimiche trova applicazione in un capillare sistema di controlli delle filiere agricole, strutturato a garanzia del consumatore e volto alla verifica della conformità degli alimenti agli standards qualitativi e di sicurezza sanitaria. 

- La contraffazione dei prodotti agroalimentari e tutela del made in Italy. Sinergie operative”: il comparto agroalimentare, forte del blasone internazionale nel tempo conquistato dalle produzioni di qualità, produce un ingente valore economico e rappresenta un’eccellenza dell’economia italiana. La sua importanza strategica, attesa l’intrinseca appetibilità del settore, stimola ingerenze criminali e postula un impegno corale sul piano della prevenzione e delle investigazioni, con particolare attenzione sulla contraffazione dei marchi e sull’immissione nel mercato di alimenti non genuini ovvero di minore livello qualitativo, per origine o trattamento industriale. 

- Il condizionamento del lavoro in agricoltura. Esperienze investigative”: nel settore agricolo, sovente condizionato dall’andamento stagionale dell’offerta lavorativa, si evidenziano diffuse criticità legate all’illecita assunzione di manodopera, talvolta cooptata irregolarmente attraverso il cosiddetto "caporalato". Trattasi di una intermediazione di soggetti, spesso riconducibili a organizzazioni criminali nazionali ed internazionali che, a fronte di basse remunerazioni, impongono gravose condizioni di lavoro, sfruttando lo stato di assoggettamento e di precarietà dei lavoratori indigenti, spesso di provenienza extracomunitaria e irregolarmente presenti sul territorio nazionale.

Di particolare interesse, su questo tema, è stato l'intervento del Comandante della Legione Carabinieri "Puglia", Gen.B. Alfonso Manzo che, nel delineare le esperienze operative maturate dall'Arma in Puglia, ha ricordato come, partendo dai drammatici bilanci degli incidenti stradali che, con numerosi braccianti agricoli extracomunitari deceduti, nell'agosto del 2018 avevano scosso le coscienze in tutto il Paese, si sia fatto un imponente sforzo per neutralizzare la flotta dei "furgoni killer", per poi aggredire il fenomeno attraverso la creazione di "task force", appositamente formate, adeguatamente equipaggiate e dedicate in ciascuna provincia, nelle quali hanno lavorato in perfetta sinergia Carabinieri dell'Organizzazione Territoriale  e dei reparti specialistici nella tutela del lavoro, con importanti risultati, tra i quali, proprio nella provincia di Foggia, l'operazione "pilota" condotta in strettissima collaborazione con la locale Procura della Repubblica e che ha visto il sequestro di un'importante azienda agricola e la sua sottoposizione all'amministrazione controllata curata da un delegato del Giudice. Il Comandante della Legione ha a questo proposito ricordato lo spirito di servizio che ha animato i militari dedicati a questi piccoli nuclei, che per dimostrare le terribili condizioni di lavoro alle quali erano sottoposti questi moderni schiavi hanno dovuto seguirne gli stessi ritmi di lavoro. Queste stesse task force, inoltre, in aggiunta alle indagini, vista la purtroppo enorme vastità del fenomeno operano anche interventi mirati "mordi e fuggi", direttamente sui campi, che, pur non avendo la struttura di un’attività investigativa completa, stanno creando un fenomeno di scuotimento delle coscienze, facendo percepire l’illiceità delle condotte, in quanto moltissime delle vittime non conoscono le normative che le tutela. A chiusura del proprio intervento, il Ben. Manzo ha però voluto ricordare che ci sono anche importanti segnali positivi, come le attività e le iniziative di associazioni  e filiere etiche che si propongono, dando maggiore consapevolezza dei fenomeni.

- una “Tavola rotonda”, infine, ha poi sollecitato comuni riflessioni sull’agroalimentare facendo riferimento a specifiche competenze in materia e alle esperienze maturate nel settore, attraverso la voce dei massimi rappresentanti delle Associazioni di categoria e dei consumatori. Si è inteso, quindi, fare un punto di situazione sul comparto agroalimentare per evidenziarne gli aspetti di eccellenza e contemporaneamente analizzare le criticità esistenti in ambiti tuttora suscettibili di interventi migliorativi.

A margine dei lavori, il Gen.B. Gerardo Iorio, Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, dal 1926 primo reparto speciale dell’ordinamento italiano, ha annunciato un imminente e significativo potenziamento del personale del Nucleo di Foggia.

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Un abbraccio forzato, ottenuto con l’inganno, attirando rapida­mente verso di sé la persona offesa, mentre tende la mano per un sa­luto, è violenza sessuale, stante an­che il contatto fisico con la vittima. Queste le conclusioni della Cas­sazione che ha condannato un im­putato ritenuto colpevole di aver approfittato di una stretta di mano per abbracciare una signora. Gli Ermellini hanno ribadito infatti che «integra il reato di violenza sessuale anche la condotta repen­tina e subdola, senza prima accer­tarsi del rifiuto espresso della vit­tima. Non è necessario quindi che violenza impedisca al soggetto di opporre resistenza». È sufficiente che il soggetto agente compia in modo «insidiosamente rapido» i suoi atti «tanto da superare la vo­lontà contraria del soggetto pas­sivo».

 In dirittura di arrivo le modi­fiche al nuovo Codice della Strada. Tra le nuove norme che riguardano la sicurezza strale previsto un forte aumento delle multe per chi guida con lo smartphone (da 422 a 1697 euro, e sospensione della patente fino a tre mesi in caso di recidiva. Il codice prevede inoltre l’obbligo di cinture di sicurezza per gli scuolabus, a partire dal 2024, e la distanza di sicurezza la­terale di 1,5 metri quando si supera una bicicletta.

Sempre riguardo al­la scuola, nel testo ci sono una serie di misure quali l’istituzione da parte dei Comuni delle zone sco­lastiche, ossia strade intorno alle scuole in cui limitare la velocità a trenta chilometri orari, almeno durante gli orari di entrata e usci­ta. Tra le novità previste anche la possibilità di attraversamenti pe­donali rialzati ad altezza marcia­piede, con conseguente rallentamento delle auto; o ancora la pos­sibilità, per i Comuni di fare uso delle bande sonore sulle strade per far rallentare la velocità.

Arrivano i progetti utili alla col­lettività organizzati dai Comuni e i primi ad essere coinvolti saranno i beneficiari del Reddito di Cittadi­nanza .Tutti sono tenuti a offrire, nell’ambito del Patto per il lavoro e del Patto per l’inclusione sociale, la propria disponibilità per la par­tecipazione a progetti a titolarità dei Comuni, utili alla collettività, in ambito culturale, sociale, arti­stico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, da svolgere presso il medesimo comune di residenza. La mancata adesione ai progetti utili da parte di uno dei componenti il nucleo familiare comporta la decadenza dal reddito di cittadinanza, con obbligo di se­gnalazione. Non sono tenute agli obblighi: le persone occupate, con reddito da lavoro dipendente o au­tonomo superiore a 8.145 per la­voro dipendente ed 4.800 per la­voro autonomo; le persone fre­quentanti un regolare corso di stu­di; i beneficiari della Pensione di cittadinanza; i componenti con di­sabilità. La domanda della carta acquisti, sui siti internet di Inps, Poste Italiane, e del Ministero dell'Economia e delle Finanze e Ministero del Lavoro e delle Po­litiche Sociali.

 80 euro ogni due mesi per i genitori dei bambini di età inferiore ai tre anni e gli anziani di età superiore a sessantacinque an­ni: questa è la carta acquisti, una carta di pagamento elettronico per fare acquisti nei negozi conven­zionati che riportano il simbolo del carrello della spesa e la dicitura «Carta Acquisti» prevista dal Go­verno. Per fare domanda occorre avere determinati requisiti sogget­tivi, reddituali e patrimoniali e dal primo gennaio 2020 essere titolari di un reddito Isee, aggiornato all’importo di 6.966,54 euro.

Arrivano le prime multe per i pedoni che passano col semaforo rosso. La sanzione amministrativa varia da quarantuno a 168 euro. È dunque pericoloso farlo, non so­lo per i veicoli che circolano di­rettamente sulla carreggiata, ma anche per i pedoni quando l’attra­versamento è loro inibito dall'ac­censione dal semaforo.

C’è tempo fino a venerdì 31 gen­naio per presentare la domanda di esonero dal pagamento del canone tv per tutto il 2020. Per inviare la richiesta di esonero, basta: scari­care il Modulo o dal sito dell’Agen­zia delle Entrate o dal sito dedi­cato: inviare il Modulo tramite l’applicativo web dell’Agenzia del­le Entrate che prevede il possesso delle credenziali di accesso tele­matiche o dell’agenzia o dello Spid, i Caf o gli intermediari abilitati, gli sportelli postali con raccomandata (meglio a/r), senza busta, all’in­dirizzo: Agenzia delle Entrate Uf­ficio di Torino 1, S.A.T. - Sportello abbonamenti tv-Casella Postale 22-10121 Torino.

 Quattro milioni e ottocentomila euro questa la multa inflitta dall’Antitrust a Telecom. L’Auto­rità ha rilevato che Telecom da giugno 2018 non ha fornito infor­mazioni chiare ed immediate nella promozione di offerte «personaliz­zate» di winback per i servizi di telefonia mobile rivolte ad ex clien­ti. Questi venivano contattati pre­valentemente tramite sms o cali center, limitandosi ad indicare le sole condizioni del piano tariffario proposto in termini di prezzo men­sile e traffico incluso ed omettendo nel messaggio e nel corso della te­lefonata di dar conto di ulteriori costi o di vincoli di fruizione delle offerte.

Le società di calcio Atalanta, Ca­gliari , Genoa, Internazionale Mi­lano, Lazio, Milan, Juventus, Roma e Udinese sono sotto inchiesta da parte dell’Antitrust. Avrebbero penalizzato i tifosi all’atto dell’ac­quisto dell’abbonamento annuale e del biglietto per la singola par­tita. Le società non avrebbero ri­conosciuto il diritto dei consuma­tori ad ottenere il rimborso di quo­ta parte dell’abbonamento o del singolo titolo di accesso in caso di chiusura totale o parziale dello Stadio; ad ottenere il rimborso del titolo di accesso per la singola gara in caso di rinvio dell’evento, sia per fatti imputabili alla società, sia quando tale circostanza prescinda dalla responsabilità di quest’ultima; a conseguire il risarcimento del danno qualora tali eventi siano direttamente imputabili alla socie­tà.
 
Dopo la storica sentenza del Tar che ha decretato che i dati de­gli utenti che Facebook ha raccolto e utilizzato hanno un valore eco­nomico, Adiconsum ha attivato una class action con cui si chiede un risarcimento di 285 euro per ogni anno d’iscrizione al social network. A rispondere all’appello sono stati 12.5000 consumatori. Il social nètwork, secondo l’associa­zione, non ha informato dell’utilizzo dei dati i suoi iscritti al mo­mento dell’iscrizione, né li ha in­formati sul modo in cui ha ne tratto profitto. Secondo il giudice ammi­nistrativo, gli operatori che trag­gono profitto dai dati degli utenti devono rispettare quegli obblighi di chiarezza, completezza e non ingannevolezza delle informazioni nel momento in cui acquisiscono i dati. Il consumatore deve essere informato dello scambio di presta­zioni che avviene a seguito della sua iscrizione al social network.

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“La Direzione Investigativa Antimafia ha comunicato che, a seguito degli intendimenti espressi dal Signor Ministro dell’Interno e, ai sensi dell’art. 5 del D.M. 30 marzo 1994, darà corso alle procedure per istituire una Sezione Operativa della D.I.A. a Foggia, alle dirette dipendenze del Centro Operativo di Bari, da attivare a far data dal 15 febbraio 2020”, si legge nella nota ministeriale.
“Quale sede del presidio è stata individuata una porzione della caserma “Miale”, ove era ubicata la Scuola di Polizia. La dotazione organica della Sezione Operativa sarà di circa 20 unità, di cui 15 neo assegnati alla DIA (5 per ogni Forza di polizia); il restante personale sarà individuato tra quello già in servizio alla D.I.A.”, conclude la nota a firma del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Viminale.

Pubblicato in Società

“Questa direzione generale, dal suo insediamento ad oggi, ha attivato più di centoventi proce­dure selettive, sia a tempo inde­terminato che determinato, cosa che non era mai stata fatta pri­ma d’ora e che forse avrebbe po­tuto ridurre le criticità ed evi­tare un fenomeno che in questi ultimi dieci anni ha visto i nos­tri medici stabilizzarsi addirittu­ra presso ASL di altre regioni”.

Così il Direttore Generale del­la ASL Foggia Vito Piazzolla, in riferimento all’annosa carenza di personale medico che interessa, in particolar modo, le dis­cipline di Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza, Pediatria, Ortopedia, Anestesia, Psichiatria, Ostetricia e Gineco­logia. Nonostante le innumerevo­li procedure concorsuali, non si è riusciti a colmare il fabbisog­no previsto nella dotazione or­ganica.

Permane una grave carenza di personale medico soprattutto nelle discipline già citate, cosa che ha recentemente determi­nato la temporanea chiusura del reparto di Pediatria di San Seve­ro. Qualora non si dovessero as­sumere, con urgenza, importan­ti provvedimenti a contrasto di questo increscioso fenomeno, l’episodio sarà destinato a ripe­tersi anche per altre discipline. Evento che nessuno si augura.

Tutto questo ha genera­to e genera clamore mediatico: dopo quello che ha riguardato la temporanea chiusura di Pe­diatria a San Severo, l’ultimo, in data 10/01/2020, ha interessa­to l’ospedale di Cerignola per la carenza di ortopedici e Medici di Medicina Trasfusionale.

In alcuni casi si tratta di pre­occupazioni, più che condivise dalla Direzione Generale, in altri si aggiungono le strumentaliz­zazioni che, a vario titolo, alcuni utilizzano per paventare chiusu­re che né la Regione Puglia, né la ASL di Foggia intendono attu­are. Anzi, in occasione dell’ap­provazione dell’ultimo piano di riordino della rete ospedaliera, la Direzione Generale ha negozi­ato con la Regione il numero di posti letto per la ASL di Foggia, ottenendo un aumento da 512 a 600.

“Abbiamo più volte spiegato - continua Piazzolla - che non vi è nessuna disattenzione da par­te dell’Azienda e di tutti i collab­oratori rispetto a questa seria criticità e che, viceversa, le nos­tre strutture non fanno altro che avviare procedure e concluderle con esito negativo.

In alcuni casi i concorsi a tempo indetermina­to sono andati addirittura deser­ti. Alla difficoltà di reclutamen­to, inoltre, si aggiunge la diffi­coltà di trattenere il personale assunto nelle strutture azien­dali”. In molti casi si dimettono, infatti, entro un anno dall’assunzione in quanto partecipano ad altri con­corsi banditi da Aziende Sanita­rie più vicine al loro luogo di res­idenza, oppure perchè scelgono strutture ospedaliere più vicine alle loro aspettative.

Questa situazione, divenu­ta insostenibile, rischia, peral­tro, di compromettere, sia pure involontariamente, i rapporti tra le Direzioni Generali, in quan­to produce un continuo flusso di medici da una ASL all’altra sco­prendo dall’oggi al domani strut­ture già a rischio di chiusura.

Si manifesta, pertanto, sem­pre più frequentemente l’emer­genza di assicurare l’assistenza medica specialistica, in partico­lar modo nei reparti di degenza ospedalieri.

Per fronteggiare l’emergen­za, spesse volte, la Direzione è stata costretta a sospendere l’attività di ricovero ordinario, in quanto il numero dei medici in servizio non garantiva la coper­tura dei turni h24, nemmeno con la reperibilità.

A questo si aggiunge la gros­sa criticità dei Pronto Soccor­so che si sta fronteggiando con l’utilizzo di medici del Servizio 118 e con l’istituzione di ambu­latori per codici bianchi, gesti­ti da Medici di Continuità As­sistenziale.

“Noi continuere­mo - conclude ribadendo il Di­rettore Generale - a percorre­re tutte le traiettorie per reclu­tare e cercare di trattenere, per quanto è nelle nostre possibilità, i medici specialisti. Contestual­mente, però, chiediamo un in­tervento straordinario ed urgente di riprogrammazione del­le borse di specialità, in parti­colare nelle discipline in cui è maggiore la difficoltà di recluta­mento.

Solo in questo modo sarà possibile inserire nuove forze nelle piante organiche di ASL e Aziende Ospedaliere. Altrimenti ci ritroveremo, a breve, a dover affrontare le stesse criticità per altre strutture che assicurano la salute dei nostri cittadini, come i Pronto Soccorso, le Ortopedie e le Anestesie”.

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Dal 17 al 19 gennaio 2020 la Cittadella dell’Economia di Foggia ospiterà la 4^ edizione dell’evento (nato dal format internazionale del gruppo statunitense Techstars) che sarà dedicata al ‘SoundsFood’.

L’appuntamento è fissato venerdì 17 gennaio alle ore 18 nell’auditorium della Camera di commercio di Foggia.

Tre giornate di lavori intensi per accompagnare i giovani partecipanti a mettersi alla prova su un’idea imprenditoriale innovativa.

«Abbiamo creduto sin dalla prima edizione nella formula di Startup Weekend, proprio per offrire ai giovani, che sempre più numerosi sono pronti a mettersi in gioco per avviare nuove imprese, una possibilità immediata sulle tematiche della creazione di impresa, scegliendo di aderire ad un format incentivante per le loro capacità. Con questa edizione - afferma il Presidente di Camera di commercio Damiano Gelsomino - consolidiamo l’esperienza fin qui maturata e diamo la possibilità di sfruttare i percorsi di innovazione e sperimentazione in settori trainanti della nostra economia, e questo anche grazie all’impegno del sistema camerale con il programma PID, Punto Impresa Digitale».

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Foggia Starup che quest’anno ha condiviso con l’ente camerale la scelta di caratterizzare l’evento sulle opportunità di business offerte da settori, come quello del food, che rappresentano punti di forza per il nostro territorio.

Un indotto sempre in fermento, quello delle start up, che in provincia di Foggia registra un numero di iscritte presso la sezione speciale della Camera di commercio di circa50, su un totale nazionale di 10.906 e a fronte di 432 in Puglia, con la maggioranza di esse che opera nell’ambito dei servizi (dati Registro Imprese).

Un interesse che si colloca soprattutto tra i giovani che guardano sempre con maggiore curiosità alle dinamiche e alle sfide che l’innovazione tecnologica rende sempre più accessibili.

Ad ispirare e guidare i gruppi di lavoro, per trasformare in 54 ore le idee in startup, saranno founder di startup di successo, speaker e coach provenienti dal mondo startup, spin-off e dell’Università. Saranno loro a sostenere i partecipanti con i loro consigli e gli speech tecnici, oltre a guidarli alla scoperta di aspetti particolari dei diversi settori del Foodtech.

I lavori si concluderanno nella serata di domenica con la premiazione dei vincitori del contest.

Info evento:

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#swfoggia2020 #foggiarocks #SoundsFood

Pubblicato in Economia

Ancora una bomba è esplosa a Foggia questa volta contro un centro per anziani del gruppo 'Sanità più' il cui responsabile delle risorse umane è Cristian Vigilante già vittima di un attentato dinamitardo il 3 gennaio scorso.

L'ordigno è esploso mentre all'interno del centro era al lavoro una donna delle pulizie che è rimasta illesa. Soccorsa da personale del 118, è stata portata al pronto soccorso in stato di choc.

L'esplosione è avvenuta all'ingresso del centro "Il Sorriso di Stefano" in via Vincenzo Acquaviva, in una zona semicentrale della città e ha provocato danni esterni alla struttura, divelto l'insegna luminosa e danneggiato alcune auto in sosta.

Sul posto è intervenuta la polizia. Il 3 gennaio scorso una bomba aveva distrutto l'auto di Vigilante, testimone in un'inchiesta della Dda contro la mafia foggiana. "E' chiaro che questo è un seguito alla bomba della scorsa volta", ha detto Vigilante non appena arrivato sul posto col fratello Luca, anche lui dirigente nello stesso gruppo sanitario.

Pubblicato in Cronaca

«Possiamo chiamare que­sto incontro 10 gennaio». È la proposta lanciata dal presiden­te della Regione Puglia, Mi­chele Emiliano, agli Stati ge­nerali dell’antimafia riuniti nella sede della Provincia a Foggia.

Il nome richiama la grande mobilitazione organiz­zata appunto il 10 gennaio da Libera a Foggia, dopo l’esca­lation di attentati avvenuta dall’inizio dell’anno in città e provincia. All’incontro hanno preso parte rappresentanti del mondo istituzionale, del volon­tariato, delle forze sociali ed economiche.

Oggi intanto ad iniziativa del prefetto di Fog­gia, inizia una due giorni con il commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e an­tiusura.

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Cambia il giudice, e riparte da zero il processo abbreviato in corso a Bari dall’autunno 2019 al presunto capo clan vie- stano Marco Raduano e tre compaesani, fermati nel blitz dei primi di agosto del 2018 e accusati a vario titolo di traffico e spaccio di droga con l’aggravante della mafiosità, e de­tenzione illegale di armi.

Il gup Francesco Pellecchia davanti al quale si erano svolte requisitoria e prime arringhe difensive, ha assunto un nuovo incarico ed è stato so­stituito da Valeria La Battaglia , con con­seguente ripartenza del processo che era in dirittura d’arrivo: dovevano parlare ancora due avvocati, poi sarebbe stata emessa la sentenza di primo grado. Il nuovo gup ha accolto la richiesta del pm e sospeso i termini di carcerazione per gli imputati; i difensori si erano opposti, rimarcando come il protrarsi del giudizio abbreviato non sia addebitabile agli imputati.

Nella prossima udienza a marzo saranno concentrate requisitoria-bis e arringhe dei legali che avevano già parlato chiedendo as­soluzioni e/o condanne ridotte: poi spazio agli interventi.

Il pm della DDA Ettore Cardinali ribadirà le richieste di condanne avanzate nell’udienza del 22 ottobre: 20 anni per Marco Raduano, 36 anni, viestano, accusato di traffico e spaccio di droga aggravato dalla mafiosità, e di porto e detenzione illegale di armi: 20 anni anche per il nipote del presunto boss, Liberantonio Azzarone di 29 anni; 13 anni per Gianluigi Troiano, di 26 anni; e infine 4 anni di re­clusione per il padre Luigi Troiano di 57 anni, che risponde soltanto» di concorso nella detenzione di 152 chili di marijuana, senza la contestazione dell’aggravante della ma­fiosità. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Francesco Santangelo (difende Raduano e Azzarone); Cristian Caruso (as­siste Azzarone e Gianluigi Troiano); Fede­rico Straziota (legale di Luigi Troiano); e Giancarlo Chiariello (codifensore di Raduano).

I 4 garganici furono fermati il 7 agosto 2018 dai carabinieri su decreti di fermo della Dda. Il blitz dell’estate di due anni fa è il primo atto della più ampia inchiesta antidroga denomi­nata «Neve fresca», coordinata dalla Procura antimafia e condotta dai ca­rabinieri del nucleo investigativo di Foggia e della tenenza di Vieste, sfo­ciata nel blitz del 23 ottobre scorso con l’arresto di 15 persone.

L’imputato principale del processo abbreviato in corso è Raduano. Più volte arrestato negli ultimi anni per estorsione, droga, armi, rapine cui sono seguite assoluzioni e condanne, il garganico è ritenuto il capo dell’omonimo clan coinvolto nella guerra di mafia contro i rivali del gruppo un tempo capeggiato da Girolamo Perna (ammazzato nell’aprile 2019), e finalizzata a assumere la leadership nei traffici di droga. Guerra che dal gennaio 2015 a oggi - l’ultimo ferimento è di ottobre scorso - a Vieste ha contato 17 agguati con 10 morti; 1 lupara bianca; e 6 tentativi di omi­cidio, tra cui quello ai danni dello stesso Raduano che fu ferito a sera del 21 marzo 2018: in corso il processo a due presunti rivali.

Pubblicato in Cronaca

Perchè?

La domanda d’obbligo.

Perché scriverci un libro?

E che ne so?

In realtà non avevo nessuna intenzione di scrivere un libro, ma alla fine, messe insieme, sono risultate un bel pò le pagine che ho riempito in pochi mesi di annotazioni e appunti su tutto ciò che mi sembrava degno di nota.

Solo scrivendo mi sono reso conto della quasi impossibilità di non ricorrere alla “frase fatta”, al “luogo comune”; alla fastidiosissima e irritante mania di esprimersi per triti e ritriti concetti già visti e stucchevoli ovvietà. Dalla nascita dei social network mi sono accorto che di questa vera e propria malattia, ne é praticamente affetta l’intera comunità munita di tastiera. Internet ha svolto l’effetto di una specie di reagente e, oltre ad “aver dato voce ad un esercito di imbecilli” come diceva Umberto Eco a proposito dei cosiddetti haters (quelli che esprimono con l’insulto incontrollato il loro odio), ha definitivamente messo nero su bianco tutti quei concetti che altrimenti sarebbero rimasti innocui tra le mura di un bar, nelle code ai supermercati o nelle discussioni a tavola, con esiti molto meno nefasti.

Ma l’aspetto più sconcertante è che la maggior parte di questa pletora di mancati Shakespeare ne é portatrice inconsapevole e malsana, anzi crede di esprimersi in modo sublime e originale.

Ormai il web è talmente colmo di frasi “lapidarie” da essere paragonabile ad uno sterminato cimitero di epitaffi, su cui non resta che piangere.

Ho pensato quindi di risparmiare ai naviganti della rete di sorbirsi anche le mie riflessioni. Chi vorrà auto infliggersi il castigo di queste elugubrazioni dovrà farlo tramite l’antico e amato mezzo cartaceo o formato e-book.

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30 Marzo 2020 - 10:43:28

Il Libro della Settimana/ Fratelli d’Italia di Alberto Arbasino

Fratelli d’Italia nacque come uno sfrenato «viaggio in Italia» degli anni Sessanta, uno smisurato Grand Tour di ventenni on the road. Quando fu pubblicato nel 1963, era un romanzo…

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