Articoli filtrati per data: Lunedì, 20 Gennaio 2020

La prossima settimana in IV Commissione (attività produttive) con intesa unanime tra tutte le forze politiche, saranno ospitati in audizione i rappresentanti delle organizzazioni imprenditoriali e di categoria interessati alla modifica dei criteri di classificazione degli stabilimenti balneari, novità introdotta lo scorso anno, ma non ancora a regime.

Ad oggi la norma prevede la classificazione degli stabilimenti balneari con l’attribuzione di un punteggio secondo criteri che vanno dall’accoglienza alla assistenza alla balneazione, passando per la qualità dei servizi offerti.

L’intendimento del legislatore è di avviare con gli operatori del settore una rapida interlocuzione per raggiungere l’obiettivo di una classificazione secondo il sistema che va da una a cinque stelle, attribuite in base ai requisiti strutturali posseduti.

Il requisito, necessario all’esercizio dell’attività, sarà obbligatorio a partire dalla prossima stagione balneare e si prevede di portarlo a regime con approccio graduale.

statoquotidiano.it

Pubblicato in Turismo

In Puglia oltre 100mila persone convivono con una diagnosi di tumore, i nuovi casi sono 21mila ogni anno ma il trend di mortalità è in calo. E' quanto emerge dall'indagine "La Puglia e la lotta ai tumori: il punto di vista di pazienti e cittadini" svolta da Ipsos su iniziativa "Donna Salute onlus" e presentata alla Fiera del Levante a Bari, dalla referente dell'associazione, Annamaria Mancuso, alla presenza del governatore Michele Emiliano, del presidente del consiglio regionale Mario Loizzo, e di responsabili medici.

L'indagine è stata svolta interrogando pazienti oncologici in cura e cittadini: emerge che i pazienti che vivono in prima persona l'esperienza della malattia e delle cure, restituiscono un parere positivo sul sistema sanitario regionale con circa il 75% dei giudizi positivi. Meno lusinghiero il parere dei cittadini: solo il 49% promuove il sistema sanitario regionale.

Pubblicato in Sanità

Nella ricorrenza odierna di San Sebastiano, patrono della Polizia Locale, il comandante Gaetano Dimauro ha predisposto una relazione sul lavoro svolto che riportiamo qui seguito.

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Prima di fare un breve bilancio delle nostre attività nel 2019, mi sembra doveroso ricordare un punto fondamentale a monte: noi siamo un presidio di legalità urbana, siamo per tanti aspetti l'organo di polizia più vicino ai cittadini, che si rapportano con noi nelle attività della loro vita quotidiana e professionale. I nostri servizi d'istituto sulla viabilità, le nostre mansioni di polizia amministrativa e il controllo del territorio fanno di noi la polizia di prossimità per eccellenza. E il nostro lavoro permette alle altre forze di polizia di dedicarsi maggiormente al contrasto della criminalità organizzata e ai fenomeni criminosi che destano maggior allarme sociale.

In questa cornice si può capire il nostro impegno che ha portato ai seguenti risultati:

  • • 10250 infrazioni al Codice della Strada, di cui 1850 ztl
  • • Gettito di € 400.000 cds.
  • • 400 servizi di pronto intervento,
  • • 5000 notifiche cds, compreso il supporto all’ufficio tributi
  • • 592 accertamenti anagrafici
  • • 640 notifiche provenienti dall’Autorità Giudiziaria,
  • • 7000 pratiche trattate,
  • • 30 Sinistri stradali, di cui 18 con feriti
  • • 450 veicoli rimossi,
  • • 26 Notizie di reato per abusi edili
  • • 36 deleghe di indagini di polizia giudiziaria,
  • • 55 Ordinanze / Ingiunzioni eseguite. (manifestazioni e lavori stradali)
  • • 109 determinazioni per la gestione
  • • 50 Nulla osta rilasciati per suoli pubblici e passi carrabili
  • • 20 occupazioni abusive o non regolari di suolo pubblico
  • • Servizio sugli arenili con 3000 km percorsi, ricordando il risalto mediatico avuto tra le città a vocazione turistico-balneare, frutto non di singoli operatori ma dell’impegno costante di tutto il Corpo della Polizia Locale, che ha prodotto 30 seq. Amm.vi - 6 seq. Penali - 50 verbali per abusi - Controlli su circa 30 strutture ricettive.

Questo lavoro, oltre che dai puntuali indirizzi dell’Amministrazione, è stato anche permesso da due circostanze. La prima è che dopo 50 anni è stato adeguato ai nostri tempi il regolamento di polizia urbana, in particolare penso all'inserimento del daspo urbano che ha portato ulteriori strumenti normativi per arginare il fenomeno dei parcheggiatori abusivi e l’accattonaggio molesto .

La seconda è la sinergia con le altre forze di polizia presenti sul territorio, grazie alle quali possiamo massimizzare l'efficacia dei nostri interventi. Per questo ringrazio:  i Carabinieri  e la Polizia di Stato per quanto riguarda il supporto fornito alla repressione della movida molesta, per la gestione dei grandi eventi e la repressione della microcriminalità;

La Guardia di Finanza per il supporto al contrasto dell’abusivismo commerciale;

I Carabinieri forestali per aver arginato la piaga degli animali vaganti;

Da parte nostra, stiamo inoltre cercando di rispondere a due istanze della cittadinanza. La prima è quella di rendere sempre più smart i servizi della città per gli utenti della strada (app parcheggi etc..)

La seconda riguarda la sensibilità animalista attraverso la già avvenuta istituzione del nucleo tutela e benessere animale, grazie al quale ci sono state 166 segnalazioni, 46 verbali di somma urgenza, 15 trasporti per fauna in difficoltà, 4 indagini di PG per abbandono e avvelenamento.

Sempre rimanendo nel tema della prossimità con la cittadinanza, mi preme ringraziare in particolar modo l' associazioni di volontariato Pegaso, Motoclub Gargano e Mamme vigili, Giacche Verdi: tutti sempre disponibili e pronti per la risoluzione degli innumerevoli problemi quotidiani della comunità.

Infine un ringraziamento speciale va ai "nonni vigili", che oserei definire una "costola della Polizia Locale" per quanto riguarda l’ausilio alla custodia e la sicurezza del bene più prezioso di una comunità: i bambini in età scolare…

Concludo con due appelli. Il primo ai cittadini: di continuare a darci la loro fiducia e a segnalarci tutte le situazioni di illegalità nell'ambito di un sano senso civico.
Il secondo lo rivolgo ai miei colleghi e collaboratori: lo spirito di servizio e di unità prevalga sempre su tutte le considerazioni contingenti, affinché il nostro impegno possa essere d'esempio per l'intera cittadinanza.

Il Comandante

Comm. Gaetano Dimauro

Pubblicato in Società


“ L'ospedale di Manfredonia, come anche tutti gli altri chiamati in causa non chiuderà. È una falsità la notizia della chiusura di undici ospedali in Puglia. Con il piano di riordino non abbiamo chiuso neanche un ospedale e non ne chiuderemo in futuro. Come più volte ribadito, abbiamo semplicemente trasformato e riconvertito alcuni ospedali. Abbiamo distinto gli ospedali per acuti, dagli quelli per cronici e lungodegenti per la riabilitazione. Non potevano stare insieme e nello stesso reparto il vecchietto col diabete e l’operato per un tumore all'intestino”.


Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano smentisce categoricamente così la notizia diffusa oggi da Telenorba sulla chiusura di ospedali in Puglia.


“Quindi ribadisco - prosegue Emiliano - in Puglia non abbiamo chiuso neanche un ospedale e non li chiuderemo mai. Quello che dobbiamo fare è trasformare gli ospedali per acuti in grandi ospedali, ne stiamo costruendo cinque nuovi dove ci saranno centinaia di posti letto in modo tale da avere una massa critica e una casistica importante ed avere quindi il massimo della competenza dei medici. Un medico diventa bravo se gestisce e tratta molti casi. Quindi tutti i 39 ospedali che mi hanno dato quando sono diventato presidente, sono aperti, non ce n'è neanche uno chiuso. Questa è la verità dei fatti, il resto sono solo falsità da campagna elettorale”.


Lo ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.

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La sconfitta maturata tra le mura amiche, risucchia la Sunshine nel gruppone che occupa la quinta posizione in classifica a 14 punti, ma lascia immutata la distanza dalla zona calda della classifica (6punti).

Alla palla a due il coach dei padroni di casa schiera Compagnoni, Monier, Nicosia, Ordine e l’ex di turno Vranjkovic, il coach dei salentini risponde con Salamina, Cvetanovic, Petraitis, Mocavero e Durini. Sin dalle prime battute di gioco si capisce che sarà una partita giocata principalmente in difesa dove le formazioni in campo cercano di arginare il più possibile gli attacchi degli avversari, infatti a fine gara il punteggio basso e l’alto numero di falli ne danno conferma. Il primo periodo fila via equilibrato fino alle battute finale quando i viestani con Vranjkovic e Ordine (da oltre l’arco) piazza un mini parziale che chiude il quarto sul 13-9.

Il secondo quarto si apre con un altro mini break dei padroni di casa (8-4) che porta i garganici sul + 8 (21-13). L’orgoglio leccese riappare e con una serie di soluzioni da oltre l’arco la Lupa si porta in vantaggio andando alla pausa lunga con un tesoretto di 6 punti (28-34).

Al rientro sul parquet il match sembra mettersi in riga per la Bisanum Viaggi Vieste che con Monier, Ordine e Vranjkovic, piazza un parziale di 9-0 riportandosi in vantaggio. Lecce risponde sul con un controparziale di 5-0 ma Ordine e Vranjkovic limitano i danni chiudendo il periodo sul -1 (45-46) concedendo così al pubblico un ultimo quarto aperto a qualsiasi risultato.

Il quarto periodo è pressoché equilibrato fino all’uscita dal campo per cinque falli di Vranjkovic, che di fatto consegna la vittoria ai padroni di casa.

Sconfitta maturate principalmente per la mancanza di lucidità da parte dei ragazzi della Sunshine e le 19 palle perse ne sono la dimostrazione.

Coach Ciociola commenta così la seconda sconfitta consecutiva: “Abbiamo sciupato un’altra occasione per muovere la classifica, non siamo stati all’altezza del Lecce a livello mentale. Considerando come sono arrivate le ultime due sconfitte, se giochiamo alla pari degli avversari, forse c’è qualcosa da cambiare nella mia squadra.

Adesso la strada si fa ancora più dura considerato le due trasferte consecutive da affrontare, dove andremo ad giocare contro squadre che hanno fame di vittoria.

Domenica prossima c’è il derby con il Manfredonia, partita da vincere assolutamente se non si vuol vedere avvicinarsi paurosamente la zona play out.

Bisanum Viaggi Vieste 57 Lupa Lecce 63 (13-9 15-25 17-12 12-17)

Arbitri Giuseppe Russo e Francesco Anselmi

Bisanum Viaggi Vieste: Vieste ne, Feyzulla ne, Bentrad 1, Nicosia 2, Guzzon, Scozzaro 5, Ordine 17, Monier 17, Vranjkovic 15, Compagnoni.

Lupa Lecce: Calasso ne, Salamina 9, Zezza ne, Cvetanovic 17, Gatta, Petraitis 13, Di Salvatore 4, Mocavero 10, Durini 5, Marinelli 6.

 

 

I RISULTATI

Mola New Basket

82

Valentino Castellaneta

77

 

Bisanum Vieste

57

Pallacanestro Lupa Lecce

63

 

N.P. Monteroni

67

Action Now Monopoli

81

 

Cus Jonico

82

Pallacanestro Molfetta

92

 

Cestistica Ostuni

81

Basket 1963 Francavilla

85

 

Libertas Altamura

Angel Manfredonia

6 FEB.

OE 20,00

 

LA CLASSIFICA

 

LA PROSSIMA

Pallacanestro Molfetta

Mola New Basket

25 Gen 21:00

 

Valentino Castellaneta

Libertas Altamura

26 Gen 18:00

 

Pallacanestro Lupa Lecce

Cestistica Ostuni

26 Gen 18:00

 

Action Now Monopoli

Cus Jonico

26 Gen 18:00

 

Basket 1963 Francavilla

N.P. Monteroni

26 Gen 18:00

 

Angel Manfredonia

Bisanum Vieste

28 gen.

ORE 19,00

Pubblicato in Sport

“Apprendiamo dai media che Emiliano si accingerebbe a chiudere altri  11 ospedali in Puglia per "risanare" il bilancio sanitario. Ritengo doveroso ammonirlo su una questione: non provi a toccare la struttura di Manfredonia, che ha già così tanto penalizzato. Pensi, piuttosto, a munirla di strumentazioni adeguate, medici ed infermieri, colmando le gravissime lacune delle piante organiche, perché se certi ospedali sono “improduttivi”, lo si deve al progressivo smantellamento che lui stesso ha operato. Non possono essere i cittadini a pagare il prezzo di un’inefficiente ed incapace gestione della sanità con la chiusura degli ospedali ritenuti “minori” dalla sua visione miope e ragionieristica. Definire “minori” ed “improduttivi” alcuni ospedali perché non rispondenti ad alcuni criteri di efficienza della rete ospedaliera, significa alterare la verità:  questi ospedali sono stati volontariamente depotenziati dalla sua amministrazione e da quella precedente. Noi siamo pronti anzi, prontissimi ad alzare le barricate, a protestare e manifestare con i cittadini non solo per la sopravvivenza della struttura, ma anche per richiederne il necessario e doveroso potenziamento. Giù le mani dal nosocomio manfredoniano!”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale berlusconiano, Giandiego Gatta.

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Lunedì, 20 Gennaio 2020 14:49

Foggia/ Maxi operazione polizia, 3 fermi (2)

Tre foggiani sono stati sottoposti a fermo mentre un rumeno è ricercato perché all'estero per due tentativi di estorsione a un commerciate e ad un imprenditore: è il risultato dell'operazione condotta all'alba da Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza su disposizione della Dda di Bari e dalla Procura dauna.

I tre foggiani fermati sono ritenuti legati ai clan Moretti-Pellegrino-Lanza appartenenti alla cosiddetta 'Società foggiana', la mafia che opera nel comune capoluogo e non riguarderebbero le dieci intimidazioni compiute dall'inizio dell'anno in Capitanata.

In concomitanza con i decreti di fermo sono state eseguite una serie di perquisizioni mirate. In una di queste i carabinieri hanno sequestrato, a casa di un pregiudicato del rione Candelaro, contanti per 19 mila euro oltre ad un'agenda dove sono annotati nomi e cifre.

A quanto si apprende i militari stanno verificando se si tratti di richieste estorsive o denaro legato a debiti per droga. Inoltre, nel corso dei controlli, i militari della Guardia di finanza oltre ad aver sequestrato due fucili e 5mila litri di carburante durante una perquisizione in un autoparco ad Orta Nova (Foggia), hanno anche trovato una telecamera nascosta tra le cassette della posta nella palazzina 'Ex ONPI' che si trova alla periferia della città. Videocamere che - a quanto sostiene chi indaga - sarebbe servita a monitorare l'ingresso delle Forze di polizia.

Pubblicato in Cronaca

Giunge alla nona edizione il “Premio Capitanata” bandito dal Centro di Ricerca e di Documentazione per la Storia della Capitanata con la partecipazione della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia e della Regione Puglia nonché con il patrocinio dell’Università degli Studi di Foggia e dell’Archivio di Stato di Foggia.

Il Premio per la ricerca storica è riservato ai saggi sulla storia sociale, economica, politica, artistica e religiosa della Puglia, editi nel corso degli anni 2018-2019 (all’autore del miglior saggio sarà assegnato un premio di € 1.500); alle tesi di laurea magistrale, o tesi di dottorato sulla storia sociale, economica, politica, artistica e religiosa della Capitanata, discussa negli anni accademici 2017-2018 e 2018-2019 in una qualsiasi sede universitaria italiana (all’autore della migliore tesi sarà assegnato un premio di € 1.000). La Giuria, presieduta da Pasquale Corsi dell’Università di Bari e Presidente della Società di Storia Patria per la Puglia, è composta da Aldo Ligustro, Ordinario di Diritto Internazionale - Università di Foggia e Presidente della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia; Maria Carolina Nardella, Soprintendente archivistico e bibliografico della Puglia e della Basilicata; Renata De Lorenzo dell’Università di Napoli Federico II e presidente della Società Napoletana di Storia Patria; Francesco Andretta, studioso di storia; e da Giuseppe Clemente, presidente del C.R.D. Storia della Capitanata.

Per partecipare è necessario inviare sei copie del saggio, o sei copie della tesi di laurea alla SEGRETERIA DEL PREMIO CAPITANATA – CENTRO DI RICERCA E DOCUMENTAZIONE PER LA STORIA DELLA CAPITANATA - PIAZZA NICOLA TONDI, 3 SAN SEVERO (FOGGIA), entro e non oltre le ore 12 del 18 aprile 2020. I plichi possono essere consegnati anche a mano, sempre entro i termini suddetti e allo stesso indirizzo; per quelli inviati a mezzo raccomandata fa fede la data del timbro postale. Alle opere deve essere allegato un foglio recante il nome e il cognome del concorrente, il luogo e la data di nascita, il domicilio, il numero di telefono, il titolo dell’opera e la firma. Gli elaborati inviati, anche se non premiati, non saranno restituiti. La cerimonia di conferimento del Premio avverrà entro il mese di ottobre 2020 a San Severo.

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Partiamo dai divieti. Ci sono, anche se pochi lo sanno e ancora meno li fanno rispettare. In Italia è un reato somministrare bevan­de alcoliche a minori di 16 anni. Chi lo fa può essere punito con l’arresto fino ad 1 anno (articolo 689 del codice penale).

Chi invece vende alcolici ai minori di 16 anni può avere la sospensione della li­cenza commerciale. Dai 16 ai 18 anni le infrazioni diventano il­leciti di natura amministrativa. Risultato? Sanzione pecuniaria tra i 250 e i 1000 euro.

IL COMMERCIANTE DEVE CHIEDERE UN DOCUMENTO

-Inoltre il titolare di un esercizio commerciale ha l’obbligo di chie­dere un documento d’identità ai ragazzi che vogliono acquistare o consumare alcolici, per accertare l’identità del cliente. Il cliente di­mostra più dell’età che ha? L’ob­bligo non viene meno.

Ma l’Italia è il Belpaese delle contraddizioni. Come si dice: fat­ta la legge, trovato l’inganno. Così nei supermercati alzi la mano chi ha visto la cassiera di turno chie­dere il documento d’identità ad un ragazzino con in mano una bottiglia di vino o di birra.

E il connubio alcol e divertimento è una specie di collante in ogni lo­cale che si rispetti. Più saremo, più avremo la propensione a bere di tutto. Se poi sfoggi quell’og­getto del desiderio che si chiama braccialetto colorato - il pass per il privò, il tavolo per eccellenza di una discoteca (fino a 25 euro) - nel pacchetto sono previsti una serie di alternative, dalla vodka al pro­secco, passando per rum, gin, te­quila, sambuca, amari vari, ser­viti con lemonsoda, red bull, coca cola, succhi. L’acqua? Si paga a parte.

E se termini il distillato pre­visto nel pacchetto-tavolo, puoi sempre ordinarne un altro. Co­munque, la disponibilità del bar interno al locale non conosce so­ste. Documenti richiesti? Anche in questo caso, alzi la mano chi abbia subito un controllo. Dun­que, disco verde, altro che tolle­ranza zero.
 
OMS: 12 LITRI DI ALCOL ALL'ANNO IL CONSUMO DE­GLI ITALIANI
 
-L’Organizzazione mondiale della sanità quantifica in 12 litri di alcol all’anno il con­sumo degli italiani, per una spesa complessiva di 25 miliardi di eu­ro. Astemi esclusi. Sono 8 milioni e 600mila i nostri connazionali considerati bevitori a rischio, da 11 anni in su.

Settecentomila i minorenni. Se l’Associazione ita­liana di ricerca sul cancro ci fa sapere come la soglia quotidiana tollerata sia di due 2 bicchieri di vino da 125 ml per gli uomini e di uno per le donne, l’anno scorso gli accessi ai Pronto soccorso per in­tossicazione etilica sono stati 39mila. L’alcol uccide ogni anno 17mila persone, mentre tra gli adolescenti impazza il binge drinking, soprattutto nel fine settima­na, la moda di bere 6 o più bic­chieri di bevande alcoliche in 2 o 3 ore. Un rito senza età.

L’Istat ha anche redatto un report sui luo­ghi preferiti per il binge drinking: gli adolescenti e i giovani fino ai 24 anni scelgono le discoteche e i locali night, mentre i più grandi (22-44 anni) preferiscono bar, pub e birrerie. «Pur non potendo af­fermare che il consumo di bevan­de alcoliche avviene necessaria­mente nel momento in cui ci si trova in discoteca o in altri luoghi in cui si sballa - si legge tra l’altro nel report - si osserva che alla frequentazione assidua di questi luoghi nel tempo libero (12 o più volte l’anno) si associa un’abitudine maggiore al bere in modo non moderato».

In poche parole, chi va in discoteca, con­suma più alcol. Per l’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto superiore sanità interessa 4 mi­lioni di persone. La cirrosi epa­tica, tipica malattia da abuso di alcolici, provoca il decesso di 5mi­la tra uomini e donne ogni anno. Insomma, l’ipocrisia regna sovra­na. Perché tutti sanno che si beve nei locali e come sia facile ag­girare la proibizione alla vendita di alcolici. Ma nessuno fa niente. I controlli? Inesistenti se parago­nati alle dimensioni del fenome­no.

L'ALLARME DELL'OSSER­VATORIO NAZIONALE PER L'ADOLESCENZA

L’Osservato­rio nazionale per l’adolescenza suona il primo campanello d’al­larme: i ragazzi si avvicinano all’alcol sempre più precocemen­te, un ragazzo su dieci, tra gli 11 e i 13 anni si è già ubriacato e il 36 per cento dichiara di bere bevan­de alcoliche.

Percentuale che au­menta nella fascia dei età tra i 14 e i 19 anni: beve il 55 per cento, si ubriaca il 24 per cento. Sapete qual è la prima causa di morte per i giovani fino a 29 anni? L’alcol alla guida. La prestigiosa rivista medica The Lancet annuncia un incremento del consumo globale prò capite di bevande alcoliche del 18 per cento nel 2030, prati­camente berrà il 50 per cento della popolazione.

«NON SI TRASMETTE LA MODERAZIONE»

L’analisi di Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale alcol, punta il dito contro «l’incapacità da parte delle generazioni dei ba­by boomers, che ora hanno dei figli, di trasmettere un modello di moderazione che loro stessi non hanno avuto.

I quarantenni di oggi hanno avuto gli stessi problemi del “bere per ubriacarsi” e del consumo a rischio, per cui il tra­sferimento del sano modello di moderazione mediterraneo è di­ventato alquanto difficile».

Anco­ra: «Le pressioni mediatiche e gli investimenti pubblicitari, uniti alla sponsorizzazione di eventi culturali e mediatici hanno tra­sformato l’alcol in un valore. Pur­troppo mancano gli anticorpi so­ciali che possono consentire di contrastare la mala movida».

Un vuoto che vanifica le campagne di prevenzione, le iniziative volte ad arginare il fenomeno, gli appelli alla responsabilizzazione: troppo spesso i pullman messi a dispo­sizione gratuitamente per rag­giungere le discoteche viaggiano desolatamente vuoti. Così un bic­chiere tira l’altro. Anche in Pu­glia.

Dove l’ultima frontiera dello sballo per gli adolescenti - annun­ciano preoccupati gli esperti - è l’accoppiata alcol- psicofarmaci che sta sostituendo il binomio al­col-sostanze stupefacenti, coca e cannabis su tutte: lo spritz accompagnato dall’assunzione da Minias, Tavor o Xanax, farmaci di­sponibili in molte case. L’eccesso incontrollato è diventato un vero e proprio stile di vita. Anche da noi si comincia a bere appena do­po gli undici anni, nelle prime pizze con gli amici. Poi l’abitu­dine e l’assuefazione fanno il re­sto.

IL MAL DI BERE DILAGA

Il mal di bere, insomma, si estende a macchia d’olio. Con un bicchiere in mano ci si sente meno fragili, accettati più facilmente dal bran­co al cui interno l’uso dell’alcol rappresenta un distintivo, una specie di valore aggiunto sociale.

I giovani a rischio non sono ra­gazzi problematici, ma normali adolescenti che non percepiscono rischi e pericoli. Lo «stappo» per festeggiare un compleanno è l’an­ticamera degli «shottini», i mi­nidrink alcolici serviti in bicchie­ri piccolissimi da buttare giù tut­to d’un fiato, spesso a digiuno. Poi gli “happy hour”, la birra, l’ama­ro, il «bevo tour». Nelle famiglie è più facile far finta di non sapere. Anche perché da qualcuno i soldi per entrare in un privò e consumare superalcolici devono pur arrivare.

Spesso sono proprio mamma e papà i finanziatori del­lo sballo del sabato sera, pronti a dare agli altri la colpa delle de­bolezze dei propri figli e a de­legare ad altri (dallo Stato alle forze dell’ordine) il controllo de­gli eccessi.

Gli ultimi dati del mi­nistero della Salute disponibili sugli accessi al pronto soccorso con diagnosi totalmente attribui­bili all’alcol, risalgono al 2017. Raccontano una realtà forse poco conosciuta: in Puglia 77 uomini e 66 donne sotto i 17 anni si sono rivolti ai medici.

Nella fascia dai 18 ai 44 anni c’è un balzo in avanti che lascia attoniti: 584 maschi e 186 femmine, l’84,75 per cento di chi si rivolge al pronto soccorso lo fa per problemi legati all’alcol.

 
LE TESTIMONIANZE CHOC DEI MEDICI

I casi raccontati dai medici sembrano incredibili, co­me quello dell’eyeballing, gocce, per lo più di vodka, installate ne­gli occhi per raggiungere prima l’ebbrezza dello sballo, con effetti collaterali disastrosi.

Oppure l’Alcover, un farmaco sommini­strato agli alcolisti perché riduce il bisogno di continuare a bere che ha un potere sedativo e causa amnesie se viene accompagnato da superalcolici, tanto da essere ribattezzato la «droga dello stu­pro».

Senza dimenticare l’ecstasy liquida, incolore e insapore, cau­sa di rilassamento e aumento del desiderio sessuale se sciolta nei drink: due mesi fa proprio a Bari la Polizia ha sequestrato 5 mila dosi da mettere sul mercato della movida, arrivate dall’Olanda in quattro bottiglie di finta birra. L’analisi dell’Istat sulla nostra regione è impietosa: «La preva­lenza dei consumatori di almeno una bevanda alcolica è pari all’81,2 per cento tra gli uomini e 52,3 per cento tra le donne e per i primi il valore risulta superiore a quello medio italiano (siamo al quinto posto dietro Valle d’Ao­sta, Marche, Umbria e Friuli Ve­nezia Giulia nda).

Per gli uomini si registrano valori superiori al­la media italiana della prevalen­za dei consumatori di birra e di amari, mentre per le donne si rileva un valore inferiore alla media della prevalenza delle con­sumatrici di vino». Poi c’è il ca­pitolo delle cosiddette stragi del sabato sera.

LE SANZIONI IN PUGLIA

Nei fine settimana (da mezza­notte alle 6 di sabato e domenica), la Polizia stradale nella nostra regione ha impiegato nei 271 posti di controllo 397 pattuglie, rilevano l5 incidenti. I conducenti con­trollati con etilometro e precur­sore sono stati 5.439, il 3,8% dei quali (206, di cui 186 uomini e 20 donne) è risultato positivo al test di verifica alcolemico.

Le perso­ne denunciate per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti sono state 33, mentre i veicoli se­questrati in totale sono stati 28. I controlli eseguiti con etilometri, alcool testedrug sono stati 2.593, di cui l24 sanzionati per guida in stato di ebbrezza alco­lica e 36 denunciati per guida sot­to l’effetto di sostanze stupefa­centi. A questi dati vanno ag­giunti quelli dei Carabinieri e delle Polizie locali.

Gaetano Campione

gazzettamezzogiorno

Pubblicato in Società

Successo di pubblico e critica per la Compagnia "Ars Nova", che nel weekend appena trascorso, ha portato sul palcoscenico dell'Auditorium Comunale "Paolo Granieri", la Storia di Maria Goretti, la bambina che appena dodicenne resistette con tutte le sue forze al tentativo di stupro di Alessandro Serenelli, suo vicino di casa di sei anni più grande di lei. 

Un vero e proprio sold out! Infatti, tra le poltrone, nei due giorni, si sono contati ben 500 spettatori, i quali si sono lasciati travolgere dalle emozioni della Santa di Nettuno. 

Un grande cast di oltre 30 persone, che coinvolgeva varie generazioni, dal nipote al nonno, ha egregiamente affrontato un tema così delicato e difficile, dopo 3 mesi di preparazione. 

La regia è stata affidata a Stefano Biscotti mentre la scenografia ha avuto la firma di Nicola Costante, Raffaele Delli Muti e Mimì Mazzone. I costumi, invece, sono stati realizzati dalle mani di Arcangela Biscotti e Maria Mattea Roncone. 

Il presidente, Camilla Tavaglione, in conclusione, ha anche ringraziato, oltre alle varie maestranze interpretative e tecniche, tutti coloro che hanno contribuito economicamente al progetto artistico-culturale. 

Peschici c'è. 

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