Articoli filtrati per data: Lunedì, 20 Gennaio 2020

"Si è documentata la situazione all'autorità preposta, chiedendo un sopralluogo di tecnici specializzati, per mettere in sicurezza la zona, verificando la stabilità del ponte con un intervento per evitare ulteriori distacchi".

 Una serie di calcinacci di piccole dimensioni, sono finiti sulla statale, perché staccati dal ponte della strada statale 89 al km 168,600 in direzione Gargano (a un km circa dall’uscita Manfredonia centro).

L’allarme è stato dato all’autorità preposta al controllo, direttamente dal nucleo operativo delle Guardie Ambientali Italiane di Manfredonia, coordinate dal responsabile Alessandro Manzella, che si trovavano a transitare sulla statale, subito fermatosi, per aver notando piccoli pezzi di cemento sulla strada.

 “Si è documentata la situazione all’autorità preposta, chiedendo un sopralluogo di tecnici specializzati, per mettere in sicurezza la zona, verificando la stabilità del ponte con un intervento per evitare ulteriori distacchi”.

 

statoquotidiano.it

Pubblicato in Ambiente
Lunedì, 20 Gennaio 2020 09:50

20 Gennaio/ LA LUCE DELLA LUNA

Era una sera solitaria. Leggevo un libro a lungo, finché il mio cuore diven­ne arido. Mi pareva che la bellezza fosse una cosa foggiata da mercanti di parole. Stanco, chiusi il libro e spensi la candela. In un istante la stanza fu inondata dalla luce della luna.

TAGORE

Mi costa un po' proporre questa citazione perché, se devo essere sincero, per me leggere nella notte, avvolto da un immenso silenzio, è un'esperienza esaltante che purtroppo mi viene a mancare non di rado, costretto come sono ai viaggi e alla dispersione di stanze estra­nee, anche se molto ospitali.

Eppure quello che scrive Tagore, il poe­ta indiano tanto caro anche all'Occidente, morto ottantenne a Cal­cutta nel 1941, contiene una verità che vale anche per me e che può estendersi al di là del tema specifico della lettura (pratica, per altro, non molto diffusa in Italia).

E, infatti, l'appello a non accontentarsi delle mediazioni, ma a scendere in campo, nell'immenso e grandio­so orizzonte del mondo e della vita.

Ci sono persone che scambiano per realtà le illusioni che la televi­sione imbandisce loro a pranzo e a cena. C'è chi immagina che la ve­rità sia solo quella contenuta nella sua scatola cranica e nei suoi ragionamenti.

Ci sono quelli che hanno sempre bisogno di un grembo protettivo, fatto di persone che condividono le loro idee, che assomi­gliano a loro e non li contraddicono mai. Mi ha sempre colpito un verso forte dell’Assassinio nella cattedrale di Eliot: «La razza umana non può sopportare molta realtà».

Ecco, allora, l'invito di Tagore a lasciar irrompere la luce della luna o del sole che ti svela quanto pic­cola e polverosa sia la tua stanza e quanto infinito sia il mondo e il suo mistero. Allargare la mente e il cuore, andando incontro agli al­tri: solo così il respiro dell'anima si dilata.

Gianfranco Ravasi

Pubblicato in Società
Lunedì, 20 Gennaio 2020 09:41

Vieste/ Il Barone Michele Nobiletti

Riceviamo e pubblichiamo.

A proposito della decisione di chiudere il passaggio demaniale tramite il quale si arriva, da sempre, alla penisola di San Lorenzo per, secondo il Barone, “impedire il parcheggio delle auto nell’area adiacente il trabucco” mi sovviene che il Barone si preoccupa di questa situazione, guarda caso, proprio da quando quel trabucco è tornato totalmente funzionante e attivo accogliendo centinaia di visitatori.

La ragione sta nel fatto che il Barone ha recentemente scoperto che l’area dove insiste il Trabucco di San Lorenzo (da prima di me, di mio fratello Michele, di mio padre Enzo, di mio nonno e – incredibile a pensarsi – anche da prima del Barone stesso), come normalmente tutto ciò che insiste a pochi metri dal mare (nel caso specifico praticamente sul mare) appartiene al demanio marittimo, quindi allo stato, quindi alla comunità tutta.

Figurarsi l’ira del Barone nello scoprire che quel trabucco storico (sul quale magari ci starebbe benissimo un ristorante, un’aperitiveria, una pizzeria al taglio, etc), la costa sulla quale da secoli poggia e, magari, il mare stesso non rientrano come il resto della penisola di San Lorenzo nella sua proprietà esclusiva e privata.

Tale oltraggio va certamente vendicato, pensa il Barone. Ma come fare?

Per il trabucco di San Lorenzo esiste regolare autorizzazione demaniale (maledetto ordinamento giuridico democratico!) e il Signor Barone sa che, anche se alle spalle del trabucco c’è la sua proprietà privata (se di proprietà privata si tratta), è reato (penale) impedire l’accesso e la fruizione (che sia con i carri come accadeva in passato, a piedi o in macchina) del demanio marittimo (Art. 1161 Cod. nav.).

Quest’ultima è in pratica, Signor Barone (e lo scrivo sottovoce così nessuno ci sente), la parte che recita “..entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi stabiliti dall'ordinamento giuridico..” che dell’articolo del codice civile sulla tutela della proprietà privata che ha citato si è dimenticato di commentare. Tranquillo, succede.

Ma attenzione. Il Barone sa, l’avrà capito spiando giornalmente, magari nascosto fra gli anfratti delle rocce o appostato con un binocolo sul tetto della chiesa di San Lorenzo (anche quella parrebbe sua) che per condurre la giornaliera manutenzione sul trabucco di San Lorenzo il custode Michele Spalatro deve avvicinarcisi in macchina (per dire, la nuova rete installata nei giorni scorsi pesa, non armata, quasi duecento kg).

Ed ecco, dunque, l’astuto piano del Barone illuminato:

1) Fingo che tutto a un tratto mi interessi la sicurezza della penisola di San Lorenzo (cosa della quale fino a ieri non me ne è fregato una beata mazza).

2) Mi faccio autorizzare dalla Soprintendenza dei Beni Culturali (la stessa che ha autorizzato lo sventramento del Castello di Manfredonia, per intenderci) a spaccare con martello pneumatico e colare di cemento per mettere i miei bei pali di alluminio e la mia rete zincata.

3) Nella sostanza e come fine ultimo però, chiudo il passaggio a Michele Spalatro così non potrà più fare manutenzione.

In questo modo prima o poi, conclude il Barone, lui e quei mariuoli dell’associazione cederanno e consegneranno il trabucco a chi delle rocce, delle colline e financo del mare è il legittimo proprietario.

Così agiscono i Baroni. Non è colpa loro, sono proprio fatti così.

Devo, per rispondere alle tante accuse mosse ai terribili Spalatro e all’associazione che si occupa dei trabucchi, informare il Signor Barone del fatto che:

1) Essere un’associazione onlus non significa non poter gestire denaro. Si vada a vedere i bilanci milionari di organizzazioni no profit molto più grandi (e meritorie) della nostra. Tutto questo chi ha il vezzo di dirsi commercialista dovrebbe dirlo (o saperlo?).

2) Nello specifico, gli introiti estivi derivati dalle guide a pagamento (svolte sul trabucco di San Lorenzo per un totale di 6 ore/settimana a fronte 70 ore/settimana di apertura gratuita) servono a operare manutenzione, interventi straordinari (la rete di cui sopra è costata 2500 euro). In quel conto rientrano anche i (purtroppo scarsissimi se paragonati alle ore di fatica e impegno dedicate alla causa) rimborsi spese ai custodi come Michele Spalatro, anche se rei (mi rendo conto incredibile per il suo tipo di mentalità) di non approfittare del reddito di cittadinanza.

Chiudo dismettendo per un momento il tono ironico (solo perché è stata tirata in ballo direttamente la mia famiglia) consigliando al Barone Nobiletti di constatare e rassegnarsi al fatto che l’ottocento è finito (da noi in ritardo ma è finito).

Nella nostra epoca (finalmente) l’approccio padronale e privatistico (al limite del ricattatorio) alle questioni inerenti la fruizione di beni di diritto della comunità, siano questi storico-culturali che ambientali, non può che finire (si indigni pure quanto vuole) con esposti, denunce e sacrosantissima rabbia della parte sana della comunità.

Tutto questo a prescindere dall’esistenza o meno degli Spalatro. Se ne faccia una ragione.

P.s: essendo già sceso sufficientemente in basso non replicherò ulteriormente sulla questione.

 

Giovanni Spalatro

Fieramente socio dell’Associazione Onlus

La Rinascita dei Trabucchi Storici

Pubblicato in Società
Lunedì, 20 Gennaio 2020 09:35

IO NON CONDIVIDO!

Questa autodenigrazione non la condivido. Considerare un marchio indelebile e soprattutto negativo essere nato in un determinato luogo , è segno di scarsa cultura e ,ancor peggio, della più becera discriminazione.

Essere nati in un determinato luogo non è un parametro valido e tantomeno onesto per identificare e valutare una persona; è meschino chi lo fa. Sono forse considerati “inferiori” o “appestati” di criminalità i vari SCIASCIA, VITTORINI, QUASIMODO, PIRANDELLO, VERGA, per il solo fatto di essere nati in Sicilia? Terra dove ha avuto radici la mafia. Anzi loro per primi hanno denunciato e raccontato questo morbo che ci attanaglia. Senza parlare di Falcone, Borsellino, Peppino Impastato e tanti altri figli di questa terra che l’hanno combattuta, la mafia, sacrificando le proprie vite.

Leggo e sento, nello specifico, che Foggia e la Capitanata, in sostanza, non è considerata un gran città d’arte e che le sue tradizioni culturali non sono eccelse. Qui siamo allo sconsiderato rifiuto delle proprie radici storiche e culturali.

Non si può ignorare che Foggia e la Capitanata è territorio intriso di storia dal Neolitico ai nostri giorni, passando per il Medioevo,ETA’ Federiciana, Aragonese, all’Ottocento e Novecento.

Non si può ignorare che Foggia è sede arcivescovile metropolitana con un notevole patrimonio culturale artistico, architettonico, religioso. Non si può ignorare che Foggia e tutta la Capitanata è sede universitaria tra le più quotate. Non si può ignorare che Foggia e la Capitanata è stata tra le prime provincie a dotarsi di una Fiera Internazionale dell’Agricoltura. Non si può ignorare che Foggia e la Capitanata è stata sede di notevoli industrie e scuole aeronautiche e importante snodo ferroviario di tutto il sud. Non si può ignorare che Foggia e tutta la Capitanata è stata il “granaio d’Italia” fornendo a gran parte del paese le derrate alimentari che hanno sfamato milioni di persone. Non si può ignorare che Foggia , proprio per queste sue ricchezze di sviluppo e progresso , è stata bersaglio di ripetuti bombardamenti e che questo sacrificio è costato parecchi lutti e non si può non tener presente che questa città è tra quelle decorate al valor militare per la guerra di liberazione; insignita della medaglia d’oro al valor civile, per i sacrifici immani della sua popolazione durante la seconda guerra mondiale. Non si può ignorare che Foggia e la Capitanata hanno dato i natali a uomini di cultura come Saverio Altamura, Nicola Stame, Domenico Caldara,Giuseppe Rosati, per non parlare di Umberto Giordano a cui è dedicato il Teatro Comunale,secondo solo al San Carlo, all’epoca.

E non si può ignorare che Foggia e la Capitanata ha avuto le sue vittime innocenti che si sono opposti alla mafia che ha connotazione non solo foggiana ma di buona parte del territorio.

Certo, stiamo vivendo un periodo di crisi in cui sembra che lo spirito civico sia perduto. Un senso di responsabilità collettivo annebbiato da un individualismo miope e scomposto, ma soprattutto dalla paura. Una paura che non è facile vincere, ma tutti insieme dovremmo trovare la forza di emanciparsi da questa paura. Dobbiamo credere in noi stessi e smetterla di denigrarci , come leggo in certi post. Dobbiamo evitare di chiuderci, di essere cinici. Dobbiamo crederci!

Rifiuto l’idea che essere nati in un dato territorio possa essere considerato un marchio a fuoco , sinonimo di delinquenza , criminalità. E’ riduttivo ! Per non dire altro.

I nostri ragazzi saranno valutati per i loro valori, la loro professionalità nel lavoro, la loro cultura e non in base ad una carta d’identità. Questi i parametri con cui saranno valutati nel corso della loro vita professionale, sociale e culturale come è stato fatto in passato per i grandi nomi di questa terra.

Gaetano Manfredi

Pubblicato in Società

Dalla nottata è in corso una nuova maxi operazione da parte delle Forze di Polizia nel cuore della città di Foggia. Centinaia di agenti della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza stanno eseguendo decine di perquisizioni e controlli a "tappeto", in contemporanea, nelle aree più sensibili del capoluogo alla ricerca di armi, sostanze stupefacenti e eventuali soggetti latitanti.

Contestualmente, personale della Polizia di Stato ha eseguito alcuni provvedimenti di fermo emessi da un pool di magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e della Procura di Foggia nei confronti di soggetti ritenuti autori di tentate estorsioni a danno di imprenditori foggiani.

I dettagli dell'operazione congiunta verranno forniti durante una conferenza stampa che si terrà oggi alle ore 10.00 presso gli Uffici della Procura di Foggia, con la presenza del Procuratore Distrettuale di Bari, del Procuratore della Repubblica di Foggia e di alti vertici delle Forze di Polizia.

Pubblicato in Cronaca

Mro Matteo Laganella,Giuseppe Ventrella,Christiano Voto, Angelo d'Avolio,M.co Litio Giuseppe di Biaso,Giuseppe Valente,Michele d'Avocello,Franco d'Avolio,Angelo de Palis Vito Caputo,Tomaso salvatore,Gio Batta Comparelli,gio Batta Zitano,Felice Vigilante,Gaetano Petrucelli,Pietro Selvaggio,Ant.° Serra,Michele Venetiano,Gio Pietro Cocciardi,Dom.co Comparello li seguenti detti cittadini consiliari si è concluso per la maggior parte di essi et eletti per Sindaco la persona del M.co Diego Sabatello et in fede Don Domenico Opice Italvo Governatore Cesaro Cancelliere.

Sia lecito per mani dei contraenti e  per il capitano e il libro dei consiliari dell'Università della terra d'Ischitella a cui è stata imposta Sindaco Diego Sabatelli fatto con calma concordia agli interessati sempre salva e in fede con il magnifico solito sig. ratifico i seguenti. Io notaio Carmine Agricola da Ischitella. Segue sigillo notarile del notaio Carmine Agricola- Continua.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura
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