Articoli filtrati per data: Martedì, 07 Gennaio 2020 - Rete Gargano

"Il 10 gennaio parteciperò in qualità di Sindaco a questa ennesima marcia contro la Mafia.
Ne parlerà la stampa per l'ennesima volta e per l'ennesima volta dopo qualche giorno tutto verrà dimenticato e non cambierà un cazzo.
E la mafia avrà vinto ancora una volta non perché è più forte, ma forse perché il suo avversario, lo Stato, nella migliore delle ipotesi è vigliacco. Sono 40 anni che si fanno marce contro la mafia e 40 anni che il legislatore vigliacco prende per il culo la nazione. La verità è che non c'è la volontà politica di affrontare il problema. A Foggia abbiamo di stanza l'esercito e lo si potrebbe impegnare per un controllo serio e continuo del territorio, ma si preferisce tenerlo in caserma a fare costose e inutili esercitazioni in attesa di una guerra che non ci sarà mai. Abbiamo una legislazione che è sbilanciata in maniera vergognosa a favore dei delinquenti e si fa finta di non vederlo. Un parlamento cieco, sordo e complice.
Il paradosso è che chi ha il compito istituzionale di intervenire a difesa della popolazione accusa quest'ultima di omertà. Fanno finta di non sapere che non è omertà ma paura. Solo loro non capiscono che il cittadino non denuncia perché è certo di vedersi il proprio aguzzino sotto casa il giorno dopo, perché ci sono leggi di merda. Solo loro non capiscono che uno sviluppo questa terra, senza aver debellato la mafia non lo avrà mai. Perché un imprenditore sano di mente deve venire a investire qui sapendo che si troverà in casa il proprio taglieggiatore ? Su forza, ce lo dite perché? E senza sviluppo la mafia ingrossera' sempre di più il suo esercito.
Ma veramente vi meravigliate se la gente vi schifa? Vi schifa perché ha capito che le uniche opportunità di sviluppo questa terra le ha solo nelle campagne elettorali. Sappiatelo, Vi schifo anche io. Ci avete lasciato da soli in trincea. Avete abbandonato i territori. Vi siete rinchiusi nei palazzi e giocate a chi affossa di più questa nazione facendo finta di non vedere cosa c'è fuori. E allora io dal profondo del mio cuore vi dico: Andate a fare in culo!
P. S. Partecipo alla marcia perché è più facile partecipare che spiegare perché non partecipi, ma non perché credo possa servire a qualcosa...A meno che non si decida di andare a Roma a costringere chi ha il potere ad usarlo per difendere la brava gente contro i delinquenti e non viceversa".

Antonio Tutolo, sindaco di Lucera.

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Sono obbligatorie nelle scuole statali di ogni ordine e grado e riguardano i bambini che devono entrare nelle classi prime della scuola primaria e i ragazzi che invece dovranno fare il loro ingresso nelle prime medie e superiori. Parliamo delle iscrizioni online 2020 che possono essere presentate dalle ore 8:00 del 7 gennaio 2020 alle ore 20:00 del 31 gennaio 2020. Tuttoscuola ti spiega come fare la registrazione per le iscrizioni online 2020.

Per potersi registrare bisogna accedere al sito www.iscrizioni.istruzione.it. Sottolineiamo che il giorno di invio della propria iscrizione online (a partire da oggi, 7 gennaio 2020) non darà precedenza nell’accoglimento della domanda stessa. 

Se si è in possesso di un’ identità digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) è possibile accedere con le credenziali del gestore che ha rilasciato l’identità;

Iscrizioni online: come registrarsi

Nella pagina “Registrati” occorre seguire un breve percorso:
– prima viene chiesto di inserire il proprio codice fiscale e di selezionare la casella di sicurezza “Non sono un robot”
– Nel passaggio successivo viene chiesto di compilare una scheda con i dati anagrafici e l’indirizzo e-mail (da digitare due volte per sicurezza).
– Completata la scheda, è possibile visualizzare il riepilogo dei dati inseriti. Se i dati sono corretti, si deve selezionare “conferma i tuoi dati” per completare la registrazione; altrimenti cliccare su “torna indietro” per tornare al passaggio precedente ed effettuare le correzioni necessarie.

Successivamente si riceve una mail all’indirizzo che è stato indicato, in cui è riportato un link sul quale si dovrà cliccare per confermare la registrazione.

A questo punto, verrà inviata una seconda e-mail con le credenziali (nome utente e password) per accedere al servizio Iscrizioni on line. Al primo accesso al servizio viene richiesto di cambiare la password che è stata inviata via e-mail. La password modificata deve essere di almeno 8 caratteri e deve includere: un numero, una lettera maiuscola e una lettera minuscola.

Sempre al primo accesso, l’applicazione chiede anche di confermare o integrare i dati di registrazione (abilitazione al servizio). Una volta inseriti e confermati i dati è possibile procedere con l’iscrizione.

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Si è appena svolto a Bari il sorteggio per definire le sedi della Finale della Coppa Italia di Eccellenza Pugliese. Si svolgerà giovedì 23 Gennaio alle ore 14:30 a Ruvo di Puglia, l’andata della Finale di Coppa, mentre il 6 Febbraio alle ore 15:00, ci sarà il ritorno al “Riccardo Spina”.

Vi aspettiamo numerosi per assistere alla seconda finale di Coppa Italia di Eccellenza della nostra storia!

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Le leggi regionali non hanno il potere di consentire ai gestori dei lidi balneari di poter mantenere in piedi le strutture anche oltre la stagione estiva. Il Consiglio di Stato mette un punto su una questione particolarmente sentita in Puglia, quello dello smontaggio delle strutture a servizio delle spiagge: anche se sono «precarie» e «amovibili», per mantenerle in piedi è indispensabile ottenere il via libera della Soprinten­denza.

I giudici di Palazzo Spada (sentenza 8169/2019, Quinta sezione) hanno così respinto il ricorso di un gestore di un lido di Monopoli cui, in sede di rinnovo dell’autorizzazione, è stato imposto lo smontaggio delle strutture dopo il 31 ottobre, al termine dell’attività stagio­nale, per poi rimontarle in aprile.

L’im­prenditore riteneva infatti che si po­tesse applicare la legge regionale 17/2016 (quella che consente, appunto, di mantenere i lidi in piedi tutto l’anno), e sosteneva che - trattandosi di un’area vincolata - il nuovo Piano paesaggistico consente sulla costa le strutture bal­neari e non pone limiti temporali alla loro permanenza. Il Consiglio di Stato ha tuttavia ri­cordato che nel 2008 la Corte costi­tuzionale aveva già cassato una legge pugliese di analogo tenore.

E questo proprio perché la Regione non ha alcun potere di esprimersi sul mantenimento delle strutture balneari, che ricadono invece nelle competenze del ministero dei Beni culturali. E dunque sono sog­gette al parere delle Soprintendenze: l’autorizzazione al mantenimento delle strutture, secondo una precedente pro­nuncia di Palazzo Spada, è «ipotesi eccezionale, in parte giustificata dal carattere comunque temporaneo delle concessioni demaniali». Ne consegue che «l’obbligo di smontaggio stagionale delle strutture non assume affatto ca­rattere eccezionale, che invece deve riconoscersi all’opposta ipotesi del loro mantenimento anche al termine della stagione balneare proprio in ragione dell’interesse pubblico tutelato», ovvero garantire il paesaggio e la piena visuale del fronte del mare.

La conseguenza è che la legge re­gionale del 2016, nei fatti, non serve assolutamente a nulla, perché gioca in un campo in cui non può entrare. L’unica possibilità per mantenere le strutture tutto l’anno è l’ottenimento di una autorizzazione paesaggistica da parte delle Soprintendenze. Autorizza­zione che, in Puglia, non viene mai rilasciata. «Il mantenimento delle strut­ture in parola al di là delle esigenze stagionali - è detto infatti in sentenza - non può fondarsi sulle norme regionali invocate dall’appellante»: «Tale dispo­sizione (la legge regionale del 2016, ndr), nel consentire il rilascio di una con­cessione che non imponga, al termine della stagione estiva, la rimozione delle strutture funzionali all’attività, deve intendersi - per evitare che finisca per riprodurre una norma già dichiarata incostituzionale - come espressamente condizionata all’ottenimento del nulla osta delle autorità preposte alla tutela dell’ambiente e del paesaggio».

Negli ultimi anni sono stati nume­rosissimi, in Puglia, i casi di lidi san­zionati per il mancato smontaggio delle strutture al termine della stagione. La questione non è, giuridicamente, molto diversa da quella che riguarda i pontili galleggianti del porticciolo turistico di Otranto, anche quelli autorizzati solo per la stagione estiva nonostante le pesanti proteste del territorio. Anche in quel caso la giustizia amministrativa ha detto «no» al mantenimento delle strutture, ribadendo che la competenza resta in mano soltanto alla Soprin­tendenza.

Massimiliano Scagliarini

gazzettamezzogiorno

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La Puglia è sesta in Italia per i casi di furti di identità, cioè l’utilizzo illecito dei dati personali e finanziari con lo scopo di ottenere credito o ac­quistare beni. Un tipo di truffa sempre più diffusa e molto pericolosa: a dirlo sono i dati dell’osservatorio Crif, che nel primo semestre 2019 segnala circa 16.700 casi, con un incremento del 36,7% ri­spetto all’anno precedente: l’importo medio delle truffe è di 4.662 euro, in flessione del 21,4%, per un totale (nei primi sei mesi del 2019) di 77 milioni di euro.

E con un prevedibile «boom» nella seconda parte dell’anno. La distribuzione delle frodi per sesso evidenzia che la maggioranza delle vit­time (64,9%) sono uomini. La ripar­tizione per regione mostra invece una maggiore incidenza in Lombardia, Campania, Lazio e Sicilia, seguite da Piemonte e Puglia, con la stessa di­namica registrata 12 mesi prima, e con aumenti marcati in Lombardia e Si­cilia.

Anche nel primo semestre 2019 le frodi più ricorrenti riguardano l’acqui­sto di elettrodomestici, davanti ad auto e moto e agli articoli di arredamento. In crescita abbigliamento e prodotti di lus­so che arrivano al 6,9%, oltre che elet­tronica, informatica e telefonia.

Rad­doppiano anche i casi di frode sulle carte di credito, arrivati a oltre un quarto del totale dei casi registrati nel periodo. Un caso su dieci, infine, ri­guarda i prestiti personali. Se metà dei casi viene scoperto entro 6 mesi, per tutto il resto si arriva fino a 5 anni.

Il documento più contraffatto, invece, è la carta di identità (nell’80%) dei casi. Gli esperti raccomandano di prestare molta attenzione ai propri documenti, di fare tempestivamente denuncia di smarrimento alle autorità e di non fi­darsi delle telefonate che chiedono di comunicare dati personali sensibili in mancanza di adeguata motivazione.

«Per ridurre il rischio di subire una frode creditizia - spiegano dal Crif - dobbiamo essere noi ad attivarci per proteggere adeguatamente i nostri dati, ad esempio attivando un sms di allerta per controllare le transazioni con la carta di credito o sistemi che avvisano se i nostri dati vengono utilizzati per chiedere un prestito o se stanno cir­colando sul web».

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Dopo l’enoturismo, l’oleoturismo. La legge di Bilancio bat­tezza l’ingresso del turismo olivicolo tra le attivi­tà agricole connesse e apre nuove opportunità allo svi­luppo e all’integrazione dei due comparti. In una nota di Aprol si sottolinea che i com­mi 513 e 514 dell’articolo 1 si definiscono le attività che rientrano nella categoria ge­nerale di oleoturismo. E, in particolare, quelle finalizzate alla conoscenza e dell’olio d’oliva espletate nel luogo di produzione, le visite nei luo­ghi di coltura e produzione, l’esposizione degli strumenti utili alla coltivazione dell’uli­vo. In questa tipologia di turi­smo rientrano anche la degu­stazione e la vendita di pro­duzione olivicole aziendali, anche in abbinamento ad al­tri alimenti freddi, e le inizia­tive a carattere didattico e ri­creativo. La novità importan­te è che il richiamo alla nor­mativa già in vigore per l’enoturismo evita la necessi­tà di dover ricorrere a decreti attuativi che fatto farebbero slittare l’attuazione delle nuova normativa.

I REQUISITI

Il decreto interministeriale prevede standard minimi di qualità da rispettare. Per esempio, le aziende che vo­gliono rientrare nella norma­tiva devono osservate l’aper­tura settimanale o stagionale con un minimo di tre giorni, comprendenti anche i festivi. Fondamentale anche la dota­zione di strumenti informati­ci per le prenotazioni e l’ado­zione di cartellonistica espli­cativa dell’attività con l’utiliz­zo di materiali normativi in almeno tre lingue ed eviden­ziando anche le attrazioni tu­ristiche della zona. Gli am­bienti destinati all’accoglien­za dei turisti devono essere appositamente attrezzati e i titolari e i dipendenti devono possedere un’adeguata pre­parazione per l’accoglienza degli ospiti. Alla degustazio­ne dell’olio si potranno ac­compagnare prodotti agroa­limentari freddi, preparati dall’azienda stessa e pronti per il consumo. Gli alimenti devono appartenere alle pro­duzioni regionali tipiche. Dall’attività di degustazione, tuttavia, deve restare esclusa la ristorazione a meno che l’azienda olivicola non sia già autorizzata all’esercizio del­l’attività agrituristica.

LA FISCALITÀ

Il decreto sull’enoturismo ri­corda che le imprese agricole devono rispettare le disposi­zioni relative a ciascuna atti­vità svolta (oleoturismo, enoturismo, agriturismo, fattoria didattica). Per queste attività di applica la normativa fisca­le dell’agriturismo. La deter­minazione del reddito sarà pari al 25 per cento dei ricavi conseguiti. L’Iva è detraibile nella misura pari alla metà di quella applicata sulle presta­zioni. Le prestazioni oleoturistiche sono soggette all’Iva nella misura del 22 per cento. La detrazione forfettaria si applica soltanto alle imprese che esercitano attività agrico­la. L’inizio della attività non richiede particolari formalità se non la semplice comuni­cazione al comune di appartenenza attraverso la Scia

LE DENOMINAZIONI

La Puglia olivicola produce oltre il 50 per cento del’olio extravergine made in Italy. Detiene un patrimonio di 60 milioni di ulivi su una super­ficie di 383.650 ettari con una produzione lorda vendibile (Plv) pari al 20 per cento della totale plv del settore agricolo. In totale sono 5 gli oli che hanno ottenuto il ri­conoscimento comunitario della Dop: Terra di Bari, Terrae Tarentine, Terra d’Otranto, Colline di Brindisi e Dau­no. IL 23 dicembre scorso è stata pubblicata nella Gaz­zetta Ufficiale dell’UE l’iscri­zione definitiva dell’Olio di Puglia Igp. «Il marchio di­stintivo - ricorda il presiden­te di Coldiretti Puglia Savino Muraglia - è riconoscibile per il logo distintivo caratte­rizzato da un’antica moneta romana che simboleggia l’unità della regione. Il brand Igp garantirà che l’olio extra­vergine sia di alta qualità con parametri chimico-fisici ed organolettici di assoluto va­lore, faccia bene alla salute, perché il disciplinare preve­de che solo oli con un eleva­to livello di polifenoli - i più importanti antiossidanti na­turali - possano diventare Igp».

STOP ALLE FAKE NEWS

 «Si tratta di una grande op­portunità - sottolinea il vice- presidente nazionale di Coldiretti Gennarino Masiello - che aiuterà a diffondere la cultura dell’olio extraver­gine di qualità e a combatte­re le fake news che continua­no a colpire il principe della Dieta Mediterranea. Le dieci fake news più diffuse sul­l’olio evo sono: il colore de­termina la qualità; non è fa­cilmente digeribile; meglio conservarlo in bottiglie tra­sparenti o nelle oliere; la sensazione di piccantezza è un difetto; se è amaro è difet­tato; l’ambiente di conserva­zione non è importante; far­lo invecchiare qualche mese aumenta la qualità; non fil­trato è migliore; è poco adat­to alle fritture perché più pe­sante; quello vecchio è mi­gliore perché meno forte».

 

Gimmo Cuomo

corrieremezzogiorrno

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Il 2020 della Sunshine inizia così come si era chiuso il 2019, con una vittoria. Si sa che dopo la pausa natalizia, la ripresa è sempre un incognita. Se poi alla ripresa manca un uomo (Scozzaro per motivi personali) e l’avversario è di quelli ostici, le insidie non possono che aumentare, ma i ragazzi di coach Ciociola sono riusciti a mettere in cassaforte due punti fondamentali.

I padroni di casa partono con Compagnoni in cabina di regia, Monier e Nicosia a fargli da spalla e i soliti Ordine e Vranjkovic sotto i tabelloni, gli ospiti rispondono con De La Cruz, Gaudiano, Budrys, Ianuale e il nuovo acquisto Malalu. Pronti via e Giuseppe Ordine (saranno 26 i suoi punti a fine partita) fa capire subito di essere in giornata di grazia firmando i primi due canestri del match, gli risponde subito Ianuale riportando subito in parità l’incontro mettendo subito i chiaro che venderanno cara la pelle. Il primo quarto scivola via con un sostanziale equilibrio e si chiude sul 15-16.

Il secondo periodo si apre con la prima bomba della partita, segnato da Moliterni per il più 4 degli ospiti ma i viestani con tutti gli uomini in campo vanno a segno avanti con il primo strappo che sul tabellone fa segnare più 9 (37 – 28).

Dopo l’intervallo lungo, si torna sul parquet viestano e Vranjkovic porta i padroni di casa al massimo vantaggio (+11 sul 39 - 28). Il Castellaneta segna tre volte volta da oltre l’arco, a cui rispondono solo 2 punti di Ordine, e si rifà sotto riuscendo a chiudere il terzo quarto con uno svantaggio di soli 2 punti (60 – 58).

L’ultimo quarto si apre con un parziale di 11 a 6 per gli ospiti che si portano in vantaggio di 3 punti a 5 dal termine, i ragazzi della Bisanum Vieste non si scompongono e piazzano un contro parziale di 15 a 4 chiudendo la partita sul 81 – 73.

Ecco cosa ci ha detto l’allenatore dei padroni di casa a fine partita: Sapevo che quella con Castellana non era una gara facile e così è stato. Abbiamo preso un buon margine di vantaggio nei primi due quarti cercando buone soluzioni in attacco e limitando i terminali offensivi ospiti. Nel terzo periodo Castellaneta è riuscita ad assottigliare gradualmente il passivo grazie a delle triple mortifere fino a passare in vantaggio a 5’ dal termine. Li siamo stati bravi a non disunirci e con molta pazienza abbiamo chiuso la gara. 

Merito ai ragazzi che in una difficile situazione viste le scarse rotazioni a disposizione è l’ennesimo esordio di un giocatore avversario hanno tenuto duro nei momenti difficili.

Bisanum Viaggi Vieste 81 – VB Castellaneta 73 (15-16 22-12 23-30 21-15)

Bisanum Viaggi Vieste: Guzzon 8, Nicosia 2, Monier 20, Compagnoni 9, Ordine 26, Vranjkovic 16, Vieste ne, Feyzulla ne, Tavaglione ne, Bentrad.All.Gianpio Ciociola

Valentino Basket Castellaneta: De La Cruz 1, Moliterni 5, Ricciardi, Mascoli 13, Gaudiano 9, Budrys 15, Malalu 7, Pancallo, Lonardelli ne, Ianuale 73.All. Nicola leale

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Marianna Cariglia

L’autrice è una ex commerciante di indole anticonformista. Nata nel 1960 dopo un trascorso di vita tra Puglia, Molise e Paese estero decide di vivere a Vieste nel Gargano (Puglia) suo Paese natio.

Trascorsa una vita di duro lavoro prende coscienza di avere da sempre avuto un so­cio invisibile: lo Stato, al quale fluì il suo cospicuo gettito finanziario in tasse dirette ed indirette. A quel punto si pone la domanda dove sia finito il suo tempo, lavoro ed annessi affanni.

Guardandosi attorno vede la nuova generazione intrappolata nel vuoto dell’era tecnologica, rincorrere oggetti senza viverli, la mancanza di conoscenza verso cose semplici e naturali. La libertà ed autonomia vissuta con i suoi longevi antenati durante gli anni della sua infanzia e gioventù la fecero tornare indietro con i ricordi dandole la determinazione di formare una vita parallela alle abituali corse tra centri commerciali ed offerte di additivi e chimica racchiuse nei contenitori a cui si attinge.

Fu così che pose fine alla sua inconscia sudditanza a Multinazionali e Lobby creando la sua autosufficienza domestica a 360 gradi nel rispetto della vita e Madre Terra ed esattamente come i suoi bisnonni.

Stupita dal riscontro ricevuto in famiglia, amici e parenti decide di scrivere la sua testimonianza affinché l’inganno di un’era nefasta si tramuti nell’impegno di vivere il valore della propria indipendenza.

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L'Ufficio del “Commissario i Governo per la mitigazione del Dissesto Idrogeologico” in Puglia, così come nelle altre reg­ioni italiane, «è impegnato nell’attuazione di interventi urg­enti e indifferibili volti a contrastare il fenomeno del dissesto idrogeologico.

Le situazioni di più elevato rischio idrogeologico da affrontare, sono programmate dall’Ufficio per la Difesa del suolo della Regione Puglia in accordo con la competente dire­zione del Ministero dell’Ambiente (MATTM). Alla luce di tali disposizioni e sulla base di ap­positi finanziamenti assegnati al commissario di Governo - Presi­dente di Regione, negli ultimissimi anni sono stati realizzati numerosi interventi di messa in sicurezza nel territorio regionale molti sono in corso di attuazione o in fase di progetta­zione esecutiva».

A sostenerlo è il soggetto attuatore delle opere del Commissario al dissesto, nonché diret­te generale dell’Asset, Elio Sannicandro. «Grazie al rapido avvio delle progettazioni, nel 2019, si è concretizzata la disponibilità di un parco progetti per interventi in­frastrutturali immediatamente cantierabili da proporre a finanziamento. Con l’utilizzo dei fondi di progettazione per il contrasto al dissesto idrogeologico, il Com­missario di Governo - spiega - ha potuto proporre al MATTM una serie di interventi prioritari e strategici per la messa in sicu­rezza e la salvaguardia di siti in dissesto nei comuni di Castelluccio Vaimaggiore, Faeto, Ascoli Satriano, Casalvecchio di Puglia, Cassano delle Murge, Pietramontecorvino, Motta Montecorvino e Volturino, tutti compresi nel Piano Stralcio 2019 del Governo», che aveva stan­ziato per la Puglia complessivi 16.497.972,18 euro.

«Ed è sempre grazie all’impegno profuso dall’Ufficio del Commissario di Governo e dalla Regione Puglia» che lo scorso 16 novembre sono state aggiudicate, con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (ex art. 157 del D.Lgs 50/2016 e s.m.i.), le progettazioni definitive ed esecutive di 16 lotti del cosiddetto “Piano Frane”, che ha finanziato interventi per qua­si 33 milioni di euro, per altret­tanti comuni del Sub-Appennino Dauno, in aree ad elevata peri­colosità geomorfologica e situa­zione di rischio per centri abi­tati, abitazioni e infrastrutture.

«Nonostante l’Ordine dei Geo­logi avesse tentato di bloccare le procedure del “Piano Frane”, at­traverso un ricorso al Tar in cui sosteneva necessario lo sdoppia­mento delle procedure di analisi geognostica dei siti rispetto al progetto degli interventi di mi­tigazione, il Giudice Ammini­strativo - aggiunge Sannicandro -ha correttamente rigettato il ri­corso evidenziando la correttez­za dell’operato della struttura Commissariale regionale». D’altronde, con oltre 92 affi­damenti progettuali nell’ultimo anno, il Commissario di Governo/Presidente della Regione Pu­glia «ha consentito ad oltre 90 geologi di operare in gruppi di progettazione multidisciplinare con modalità estremamente in­novative».

I bandi di affidamen­to progettuale «hanno imposto la presenza di competenze profes­sionali multidisciplinari attra­verso una metodologia di lavoro che assicuri l’integrazione delle competenze». In tal modo gli in­gegneri, per gli aspetti geotec­nici, strutturali e idraulici, i geo­logi, per gli aspetti geognostici, gli architetti, per la tutela del paesaggio, gli agronomi, per gli aspetti forestali, gli archeologi, per le zone in cui vi siano reperti da tutelare, «dovranno garantire correttezza progettuale anche al fine di pervenire celermente all’acquisizione dei pareri tec­nici degli organi competenti e per poter avviare i lavori. E la rapidità di intervento - sottoli­nea Sannicandro - risulta la mag­giore garanzia di salvaguardia dell’incolumità delle persone e del territorio».

La correttezza di tale modello di progettazione integrata, ha permesso alla Puglia «di essere al primo posto, tra le regioni ita­liane, nella gestione e realizza­zione di interventi per il con­trasto al dissesto idrogeologico». Inoltre tale metodologia è stata pienamente condivisa anche sul piano giuridico ed amministra­tivo dal Tribunale regionale am­ministrativo. «Non vi è, pertan­to, alcuna ragione per porre a base d'asta una voce specifica de­stinata alle indagini geognosti­che e prove di laboratorio, pe­raltro difficilmente quantifica­bile prima dell'attività proget­tuale».

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Martedì, 07 Gennaio 2020 09:43

7 Gennaio/ DALLA PARTE DEL PERSEGUITATO

Dio è dalla parte del perseguitato. Sempre. Se un giusto perseguita un giu­sto, Dio è dalla parte del perseguitato. Se un empio perseguita il giusto, Dio è dalla parte del perseguitato. Se un empio perseguita l'empio, Dio è dalla parte del perseguito.           

 ANTlCO testamento, salmo 68

All'antico testo dell’Haggadah pasquale ebraica, ossia al racconto della liberazione esodica, si sono associati nei secoli benedizioni, memorie, riflessioni, inni e commenti. In una di queste aggiunte ci imbattiamo nelle righe che ora proponiamo e che mettono in luce il vero volto del Dio biblico, un Dio liberatore, che si schiera sempre dalla parte delle vittime, degli ultimi, degli oppressi. Come lo si ac­clama nel Salmo 68, egli è «il padre degli orfani e il difensore delle vedove».

Significativa è l'ultima frase del testo citato: «Se un empio perseguita un empio, Dio è dalla parte del perseguitato». In quel momento il Signore mette da parte la sua giustizia e fa prevalere l'amore per la persona conculcata, prescindendo dalla sua qualità umana e morale.

La lezione che Dio ci offre è, dunque, chiara. Schierarsi accanto a chi vince e prevarica è, purtroppo, facile e spontaneo, e venire in soccorso al vincitore è un'arte sempre praticata, perché - come dice­va un verso dell' Orlando furioso di Ariosto - «fu il vincer sempre laudabil cosa, vincasi per fortuna o per ingegno».

Abbastanza facile (al­meno per impulso di generosità) è sostenere il giusto perseguitato ed è già un passo avanti rispetto al comportamento precedente. Ma difendere l'antipatico, il perverso, il criminale, quando a sua volta è fatto oggetto di un'ingiustizia e di una violenza, è molto più arduo. Sottile è la tentazione di dirgli: «Ben ti sta!», esaltando una sorta di legge del taglione o di «sana» vendetta. Il testo giudaico ci conduce, invece, già allo spirito evangelico secondo il quale bisogna essere co­me Dio che fa piovere o brillare il sole su giusti e ingiusti senza di­scriminazioni (Matteo 5,43-45).

Gianfranco Ravasi

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Il libro della settimana

30 Marzo 2020 - 10:43:28

Il Libro della Settimana/ Fratelli d’Italia di Alberto Arbasino

Fratelli d’Italia nacque come uno sfrenato «viaggio in Italia» degli anni Sessanta, uno smisurato Grand Tour di ventenni on the road. Quando fu pubblicato nel 1963, era un romanzo…

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