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Mercoledì, 12 Febbraio 2020 16:46

Peschici protesta per un diritto: la Scuola!

In un'epoca in cui si parla di mettere al centro di tutto la scuola e l'istruzione, c'è ancora una realtà come quella peschiciana che sta ancora aspettando un istituto scolastico. 

Dopo varie lotte perpetratesi da oltre vent'anni a questa parte, finalmente il paese ha il suo istituto! Ok, ma quando diventerà funzionale? Da oltre due anni ci si sente dire che manca poco, che bisogna risolvere solo piccoli accorgimenti tecnici in provincia e si 'potrà entrare!'. 

Genitori e ragazzi ormai si sono stancati di sentirsi prendere in giro poiché era stato promesso l'ingresso nel settembre 2019! Ecco perché da due giorni i ragazzi del liceo scientifico, dell'ITT e del Socio Sanitario stanno facendo sciopero. 

Una protesta lecita, perchè vogliono avere gli stessi diritti di altri coetanei che hanno la fortuna di frequentare istituti con laboratori e attrezzature, e si sono stancati di fare lezione in piccole stanze dell'ex pronto soccorso(tra l'altro non adatte ad ospitare ragazzi e laboratori). 

Oggi, per la seconda volta, si sono recati in Piazza Pertini per chiedere un aiuto alle Istituzioni locali, affinché possano intercedere presso i funzionari ai piani alti, con la speranza che riescano ad accelerare i tempi. 

Abbiamo bisogno subito di risposte concrete!!! 

Tea Lamargese

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Avviso per la manifestazione di interesse alla procedura negoziata per l'affidamento incarico a soggetto esperto per la redazione di uno studio di fattibilità di inquadramento delle complessive esigenze del circondario marittimo di Vieste in ordine alla bonifica e ripristino dei fondali marini interessati dalle attività di mitilicoltura, compreso il lago di Varano

Allegati scaricabili dal sito del Comune di Vieste

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Anche per vendere le orecchiette fatte in casa bisognerà rispettare le linee guida comunitarie, approvate oggi dalla giunta regionale pugliese, sull'igiene degli alimenti prodotti in abitazioni private, il cosiddetto "Home Food - Home Restaurant".

Dopo le polemiche delle settimane scorse, che hanno attirato persino l'attenzione del quotidiano statunitense New York Times, il governo regionale è intervenuto per regolamentare il settore. IL NYT aveva intitolato "Call it a crime of pasta" dedicando un reportage a quanto accaduto nel capoluogo pugliese dopo il sequestro di tre chili di pasta fresca che un ristoratore aveva acquistato dalle signore di Bari vecchia.

La preparazione e somministrazione degli alimenti in case private, spiegano dalla Regione, sta diventando sempre più comune sia in Europa che in Italia. Sebbene si tratti di quantità non elevate, la mancata applicazione della normativa comunitaria e nazionale sulla sicurezza alimentare può costituire un problema di salute pubblica non trascurabile.

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C’è anche la direttrice facente funzioni del Parco Nazionale del Gargano, Carmela Strizzi, tra gli otto destinatari de­gli avvisi di garanzia-notificati nei giorni scorsi in relazione a due vicende annose riguardan­ti Peschici, che sono state unite nel medesimo procedimento dalla Procura di Foggia. I due fascicoli del 2019 e del 2020 sono stati riuniti dal pm Marco Gambardella lo scorso 17 gen­naio ‘‘per ragioni di collegamento investigativo”.­

Le due distinte ipotesi di abusivismo edilizio, oggetto di accertamenti investigativi da parte del NIPAF dei Carabinieri Forestali di Foggia, corroborati da una preliminare relazione tec­nica del consulente tecnico nominato dal pm, fanno riferimento al residence “Sogno d’esta­te’’ dell’avvocato Gianni Maggiano e all’im­mobile ricostruito sulla spiaggia dai coniugi Vescia-Apruzzese.

“L'attività di indagine fin qui svolta ha consen­tito di acquisire preliminari indizi di reato”, sot­tolinea il pm Gambardella nel decreto del 29 gennaio con cui ha ordinato l’ispezione nei luo­ghi. La prima vicenda per cui si indaga riguar­da l’ipotesi di realizzazione abusiva di opere edilizie inerenti l'ampliamento della struttura turistico ricettiva denominata Sogno d'estate, sita in via Marina n.5, che per il pm sarebbe “oggetto di provvedimenti autorizzativi che presentano profili di illegittimità nonché ripor­tanti attestazioni che in base ai preliminari ac­certamenti risultano ideologicamente false”.

Con riferimento a tale immobile risultano in­dagati Gianni Maggiano (che negli scorsi anni fu tra quanti sì proposero perla presidenza del­l’ente Parco nazionale del Gargano), sua mo­glie Donatella Delti Muti, il dirigente dell'Uffi­cio tecnico comunale e architetto Massimo d'Addazio e l’istruttore tecnico e geometra Rocco Elia Tavaglione.

La seconda vicenda concerne l'ipotesi di rea­lizzazione abusiva di opere edilizie inerenti un manufatto in località porto turistico di Peschici (in prossimità della struttura ricettiva denomi­nata Hotel Elisa): stando alla Procura la rico­struzione dell'Immobile sarebbe “oggetto di provvedimenti autorizzativi che presentano profili di illegittimità nonché riportanti attesta­zioni che in base ai preliminari accertamenti ri­sultano ideologicamente false”.

Con riferimento a tale vicenda risultano inda­gati il proprietario Matteo Elia Vescia, il diri­gente d’Adduzio, la direttrice facente funzioni dell’ente Parco Strizzi e due funzionari del­l'Agenzia delle Dogane-Ufficio delle Dogane di Foggia, Enrico Massimo De Conciliis e Walter Antonio De Vito.

Il pm ha ordinato l’ispezione (prevista per domani)“al fine di ricostruire compiutamente i fatti e verificare l’effettiva sussistenza degli abu­si edilizi segnalati dalla polizia giudiziaria ope­rante”. “In particolare”, continua, “occorre effettuare una attività ispettiva degli immobili al fine di verificare se siano stati effettivamente realizzati interventi edilizi e in cosa gli stessi consistano, anche per analizzare dettagliatamente i singoli provvedimenti autorizzativi, da acquisire presso i competenti uffici tecnici”. Dai destinatari degli avvisi di garanzia emer­gono numerose perplessità, a cominciare dal­la scelta della Procura di riunire due casi diffe­renti.

Del primo immobile, il residence dei Maggiano, l’Attacco scrisse a ottobre 2017. Con atto 42/2016 del 4 novembre del 2016, il Comune di Peschici aveva rilasciato in favore di Giovanni Maggiano il permesso di costruire in deroga al PdF per l’ampliamento della strut­tura turistica-ricettiva Sogno d’estate, sita in via Marina n. 5. “La Commissione esprime parere favorevole in quanto l’intervento ri­guarda un ampliamento in deroga ai sensi dell’art. 14 del D.P.R. n. 380/2001, di una struttura turistico-ricettiva preesistente che ben si inserisce nel contesto paesaggistico ove è posto inoltre, vista la particolare orografia del sito interessato, caratterizzato da un gradone sulla cui sommità è presen­te la S.S. n. 89, non modifica le visuali pa­noramiche poiché il manufatto è comunque contenuto al di sotto dell'altezza della scarpata”.

Alcuni concittadini di Maggiano riteneva­no che il raddoppio della struttura potesse invece modificare, eccome, la visuale dello splendido panorama peschiciano. “Il Parco Nazionale del Gargano ha espresso con ap­posita nota e per una richiesta analoga e del tutto simile alla presente, la propria “comuni­cazione di non competenza” all’eventuale ri­lascio di apposito parere in quanto “esso è di sola competenza comunale non rientran­do tra gli interventi previsti dalla “Misure di salvaguardia” al DPR 05/06/1995”, si legge ancora nel permesso di costruire, a firma del responsabile del 2° Settore, l’architetto d’Adduzio.

Il residence è posizionato a pochi metri di di­stanza dalla villetta che venne demolita a mag­gio 2017 su ordine della Procura di Foggia, im­mobile di proprietà di Matteo Elia Vescia e di sua moglie Donatella Apruzzese. “E’ stato uno dei pochissimi casi di abbattimenti a Peschici", commenta un beninformato del paese garganico. “Tant’è che quando è stato ricostruito ne­gli scorsi mesi è stato rifatto esattamente co­me prima, memori di quello che era avvenuto”. Un immobile condonato, eppure demolito a maggio 2017 nonostante le proteste dei pro­prietari e un giudizio allora in corso in Cassa­zione.

I Vescia tentarono inutilmente di oppor­si alle ruspe spiegando che si era in attesa del­la pronuncia della Cassazione, ma riuscirono solo a portar via alcuni oggetti e mobili dalla lo­ro abitazione. La demolizione avvenne, però, quando l'immobile conteneva ancora diverso mobilio e suppellettili varie.

L’abbattimento avvenne coi fondi messi a di­sposizione dal Parco, cui oltre un decennio fa il Ministero attribuì mezzo milione di euro pro­prio per consentire la lotta all’abusivismo edi­lizio in area protetta e il ripristino dello status quo ante.

Nel 2014 venne siglata una conven­zione tra l'Ente Parco del Gargano e la Procu­ra di Foggia, finalizzata ad un Piano di inter­vento per abbattere le opere realizzate abusi­vamente nell'area protetta del promontorio. Ma l’immobile è stato poi ricostruito anche sul­la base di due provvedimenti favorevoli della Cassazione ed è anche rispetto a quest’ultimo capitolo della lunga vicenda che sono partiti gli avvisi di garanzia.

Lucia Piemontese

l’attacco

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Un intervento storico per l’amministrazione comuna­le guidata dal sindaco Ro­berto Cristino, “a cui si è giunti grazie ad una sinergia tecnico-politica fondamen­tale quando si vogliono rag­giungere risultati nell’inte­resse della collettività" di­chiara il primo cittadino.

L'intervento di somma ur­genza consentirà, infatti, di provvedere alla messa in si­curezza della foce del cana­le ‘Acquarotta’ e di parte del­la darsena interessati da fe­nomeni di insabbiamento che ne mettono a rischio la navigazione nonché la pub­blica e privata incolumità, compromettendo non solo le normali attività di pesca ma anche il regolare scam­bio idrico tra il mare e la La­guna di Lesina, con tutto ciò che ne consegue in termini di rischio di anossia.

I lavori consentiranno altre­sì di intervenire sulla ban­china (lato ovest) che risulta dissestata in diversi punti ed in evidente rischio di ribalta­mento e crollo, mettendola in sicurezza e realizzando apposita segnaletica per la navigazione.

“A breve il porto/canale po­trà sfoggiare una nuova ve­ste - saluta Cristino -, a tu­tela dei nostri pescatori e della nostra comunità, che da anni attendeva un inter­vento di questa caratura”. “Il risultato - gli fa eco il vice- sindaco Primiano Di Mauro - è il frutto di un approccio ce­lere e trasversale da parte di tutti i soggetti istituzionali che, ciascuno per propria quota di competenza, si so­no interessati al problema e che noi oggi, con onestà po­litica ed intellettuale, voglia­mo ringraziare.

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Papa Francesco sarà a Bari il prossimo 23 febbraio per la chiusura dell'incontro dei vescovi del Mediterraneo e per l’occasione Ferrovie del Gargano organizza treni straordinari per dare la possibilità alle comunità del Gargano Nord, Apricen e S.Severo di partecipare all'incontro con il Santo Pontefice. Il “Treno di Francesco” partirà da Ischitella, Carpino, Cagnano Varano, San Nicandro Garganico, Apricena e S.Severo.

Papa Bergoglio torna per la seconda volta a Bari dopo l'incontro con i patriarchi del Medio Oriente avvenuto il 7 luglio 2018, che portò sul lungomare oltre 70mila fedeli, e la quarta volta in Puglia dopo le precedenti tappe a San Giovanni Rotondo e sui luoghi di don Tonino Bello, a marzo e aprile del 2018. "Abbiamo subito raccolto l'invito del Comitato Organizzatore dell'evento – commenta il dott. Vincenzo Germano Scarcia, presidente di Ferrovie del Gargano – per dare la possibilità alle popolazioni del Gargano di vivere questo importante momento di fede e di aggregazione. E così abbiamo approntato un programma per venire incontro a queste esigenze di mobilità e sicurezza con tempi di percorrenza molto snelli per favorire un celere ritorno ai paesi di partenza. Uno sforzo importante coordinato dalla nostra struttura organizzativa".

L'incontro è programmato su corso Vittorio Emanuele II dove, alle ore 10,45, Papa Francesco celebrerà la Santa Messa. Alle 12.30 il Papa salirà in elicottero per rientrare a Roma dove l’arrivo è in programma alle 13.45. Al termine della celebrazione i viaggiatori torneranno alla stazione ferroviaria di Bari dove, alle 14,47, è prevista la partenza dei treni straordinari per il rientro.

Al luogo della celebrazione non sarà consentito arrivare con auto private. I treni di FerGargano faranno capolinea alla stazione di Bari da dove si proseguirà a piedi per raggiungere il luogo dove sarà celebrata la Santa Messa.

Info e acquisto biglietti FDG Viaggi e Turismo 0884561020 e 0882228960.

A seguire gli orari di andata e ritorno del “Treno di Francesco”.

ORARI DI ANDATA E RITORNO

ISCHITELLA

3:40

17:40

CARPINO

3:53

17:26

CAGNANO VARANO

4:05

17:14

SAN NICANDRO G.CO

4:24

16:55

APRICENA

4:39

16:39

SAN SEVERO

4:50

16:29

BARI

6:18

14:47

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In provincia di Foggia non piove ormai da circa tre mesi e molti raccolti sono già compromessi. E allora, così come un tempo l’antica tribù di pellerossa dei Cherokee, in periodi di siccità chiedeva aiuto ai loro spiriti con la dan­za della pioggia gli agricoltori foggiani, in particolare quelli di Lucera, si affidano a San Francesco Antonio Fasani, un santo locale ricordato dai fe­deli proprio come il «santo delle piogge».

Nei giorni scorsi diversi agricoltori delle campagne federiciane si sono rivolti diret­tamente a monsignor Giusep­pe Giuliano, vescovo della diocesi di Lucerà e Troia chie­dendo un suo aiuto e una pre­ghiera affinché tomi a piovere in Capitanata e a bagnare le terre della provincia ormai aride e molto simili ad un vero e proprio deserto.

«Accogliendo l’invito degli agricoltori locali - spiega al Corriere monsignor Giuliano - l’iniziativa nasce affinché si chieda al Padre il dono della pioggia, così come nell’episo­dio del primo libro del Re, quando Elia pregò e il cielo diede la pioggia. Non è infan­tilismo, non si tratta di super­stizione: senza vergogna dob­biamo riconoscere il giusto valore alla preghiera che im­petra sempre grazie.

Un tri­duo - pro pluvia-, così come la liturgia ci propone di celebra­re, consapevoli che se il rac­colto è in pericolo, le famiglie restano senza lavoro e cibo».
Per ottenere la pioggia, è stato organizzato un triduo di preghiera, ossia un ciclo di preghiere da svolgersi in tre giorni, proprio come prevede la liturgia cristiana e come è consuetudine nella devozione popolare in preparazione di una determinata festa o per ricevere una grazia particola­re. In questo caso un triduo di preghiera, per ottenere la gra­zia della pioggia, con l’inter­cessione di San Francesco An­tonio Fasani. Anche la scelta del santo non è causale.

San Fasani è stato il primo santo della provincia di Foggia, nato a Lucerà nel 1681 e morto nella stessa città nel 1742. Un santo a cui tutti i fedeli si rivolgeva­no, anche quando era in vita, per la guarigione di una ma­ lattia e anche per far piovere quando la siccità metteva a ri­schio le colture del territorio. Pioggia che, stando alle testimonianze dell’epoca, dopo le sue preghiere arrivava pun­tualmente.

Le parrocchie coinvolte nel­le celebrazioni saranno la ba­silica Cattedrale, dove don Antonio Moreno presiederà una funzione religiosa vener­dì prossimo alle 18; la parroc­chia San Giacomo maggiore apostolo, dove la funzione è prevista per sabato 15, alle ore 18.30, con il parroco don Do­nato D’Amico e la Basilica- Santuario Sari Francesco, ove padre Alexander Carrillo presiederà l’Eucarestia delle ore 18.00, domenica 16 febbraio.

«Dobbiamo garantire - continua monsignor Giuliano - tutela per la nostra terra. Co­me ci ricorda nel Laudato si’ Papa Francesco la terra non è un’eredità che noi abbiamo ri­cevuto dai nostri genitori, ma un prestito che fanno i nostri figli a noi, perché noi la custo­diamo e la facciamo andare avanti per riportarla a loro. La terra è generosa e non fa man­care nulla a chi la custodisce. La terra, che è madre per tutti, chiede rispetto e non violenza o peggio ancora arroganza da padroni. Dobbiamo riportarla ai nostri figli migliorata, cu­stodita, perché è stato un pre­stito che loro hanno fatto a noi».

«In questi momenti serve tutto, anche la preghiera» commenta Pietro di Mola agricoltore e proprietario di un’azienda agricola tra Foggia e Lucerà. «La situazione è molto seria. Anche le colture arboree stanno soffrendo. Or­mai l’annata è compromessa ma visto che ci sono le pre­ghiere davvero speriamo in ima grazia. In un miracolo».
 
Luca Pernice

corrieremezzogiorno

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I dati annuali dell’Anbi (associazione nazionale delle bonifiche e dell’irrigazione): le risorse sono dimezzate. Calo drastico nella diga di Occhito

Se due giorni fa in Antartide il termometro segnava 18,3 gradi e a Bari 16 vuol dire che si è capovolto il mondo metereologico. E dunque è importantissimo l’allarme di Anbi, l’Associazione per le bonifiche e l’irrigazione, a proposito delle riserve idriche. «In Puglia — si legge nel rapporto dell’Anbi — si sono dimezzate in 12 mesi: circa 140 milioni di metri cubi contro i 280 di un anno fa, con un calo di circa 35 milioni di metri cubi tra il 21 gennaio e il 3 febbraio; la diga di Occhito, principale invaso della regione, segna meno 95 milioni di metri cubi.

In Basilicata manca all’appello circa un terzo delle risorse idriche disponibili un anno fa: oggi sono quasi 258 milioni di metri cubi, cioé meno 144 milioni, ma meno 43 milioni rispetto a pochi giorni fa; l’invaso di monte Cotugno, il più capiente della Lucania, registra quasi 102 milioni di metri cubi in meno». Questo è il risultato di una concentrazione nel tempo e nello spazio degli eventi atmosferici, che chiamano in causa l’uomo, i suoi stili di vita, l’utilizzo delle risorse naturali, a cominciare dall’acqua e dal suolo.

Ecco perché — afferma l’Anbi — bisogna aumentare «la resilienza dei territori e la capacità di riserva di un Paese che oggi riesce a trattenere solo l’11% della pioggia che, se non adeguatamente gestita, da risorsa si trasforma in pericolo».
La protezione civile

Ogni anno — ha ricordato il capo della Protezione civile Angelo Borrelli — i danni per calamità naturali ammontano a 7 miliardi e le emergenze aumentano costantemente: in Puglia tra il 2013 e il 2019 se ne sono contate 7, in Basilicata 5, a fronte di 11 anni per realizzare un’opera pubblica di valore superiore ai 10 milioni. Come sarà il prossimo luglio se quello dell’anno scorso è stato il più caldo dal 1880, anno della prima rilevazione? È presto per fare previsioni, certo é che il surriscaldamento del pianeta sta facendo aumentare in modo esponenziale il rischio desertificazione.

L’allarme fu lanciato già 18 anni fa da Pietro Laureano a proposito della Daunia, oggi il rischio per tutta la regione è salito al 57%, mentre in Basilicata è al 55%.
La situazione all’Eipli

Intanto si aggrava la realtà occupazionale dell’Eipli, l’ente fornitore all’ingrosso di acqua non trattata agli acquedotti pugliese, lucano e del consorzio jonico-cosentino, ma anche all’ex Ilva e alla Fca di Melfi. L’Epli è in liquidazione dal 2011, la situazione debitoria è arrivata a 67 milioni, così in questo caso emergenza idrica e occupazionale vanno a braccetto: 150 lavoratori tra Puglia e Basilicata (più altri 46 con contratti a tempo determinato) potrebbero perdere il lavoro e per questo chiedono un incontro urgente ai ministri dell’Economia e delle Politiche agricole, al presidente Emiliano e per il 21 hanno indetto uno sciopero con presidio davanti alla Prefettura barese.

Rosanna Lampugnani

corrieremezzogiorno

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Mercoledì, 12 Febbraio 2020 16:20

12 Febbraio/ IL BICCHIERE PIENO

Gli esseri felici sono pacati e tranquilli. Portano dentro di sé il loro cuore come se fosse un bicchiere pieno che il minimo movimento può far trabocca­re o rompere.  

Jules-Amédée Barbey D'aurevilly

Ho tra le mani la prima edizione francese (1874) del romanzo Le diaboliche dello scrittore Jules-Amédée Barbey d'Aurevilly (1808-89), un testo che probabilmente non leggerò mai: mi bastano poche pagi­ne per trovarlo enfatico, steso secondo i canoni di uno stile opulento e ridondante, dalle atmosfere un po' sulfuree e lampeggianti. Incon­tro, però, una frase che ben s'adatta a essere proposta per una rifles­sione.

Essa ha per tema la vera felicità che, contrariamente all'opi­nione corrente, non nasce dalla frenesia di godere e di moltiplicare le esperienze, bensì dalla pacatezza, dalla pace, dalla calma. L'equivo­co secondo il quale la quiete sia indizio di morte e l'autentica vitalità sia invece l'animazione, lo scompiglio, il movimento, il rumore ci ha resi tutti stressati e insoddisfatti.

L'immagine usata dallo scrittore francese è suggestiva: quando si deve procedere con un bicchiere colmo fino all'orlo, bisogna avanzare adagio, così da non rovesciarlo o farlo cadere in frantumi. Purtroppo sono tante le cose, soprattutto nei nostri tempi, che militano contro questa pacatezza e tranquillità interiore. È divertente quello che si nar­ra del pittore pavese Tranquillo Cremona (1837-78) che pure apparte­neva alla scapigliatura milanese.

Si dice, infatti, che sulla sua porta di casa avesse appeso questo cartello: «Tranquillo Cremona prega di la­sciare Cremona tranquillo!». Ci sono persone, infatti, che - avendo po­co da fare nella vita - si assumono la missione di far perdere tempo o infastidire il prossimo. Certo, non bisogna essere misantropi o musoni, simili a orsi scontrosi; ma la quiete, la solitudine, la tranquillità dovreb­bero più spesso alonare qualche ora della nostra giornata.

Gianfranco Ravasi

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Ciao Salvatore,

mi sembra davvero impossibile scrivere queste righe per te che non conoscevi la stanchezza e fino a pochi mesi fa eri pieno di vita e di progetti da realizzare, nonostante fossi andato da poco in pensione e ne eri fiero per avercela fatta. Non potrò mai dimenticare la tua totale fiducia quando venivo nella tua azienda per sottoporre i tuoi animali a controllo. Eri sempre disponibile e la tua disponibilità inculcava serenità ed allegria. Per questo tornavo carico anche io di energia, perché con te si lavorava bene e in modo veloce, ed il tempo che mi avanzava lo sfruttavo per magnificare la bellezza della natura del nostro Gargano cosi ricca e cosi’ espansiva.

Sembrava che la bufera che già aveva toccato la tua famiglia con la perdita prematura della tua amata consorte, e di quella parentesi che già ti aveva coinvolto nella tua salute, fosse cosa passata e dimenticata. Invece, quello che nessuno avrebbe potuto pensare , si è ripresentato in forma violenta e repentina e se solo qualche mese fa ti arrampicavi ancora sugli alberi incurante dei pericoli, oggi il tuo letto ti ha avvolto nel silenzio facendoti chiudere gli occhi per sempre.

“Vorrei vivere qualche anno ancora per poter guidare i miei figli”, sono state le tue ultime parole che mi hai sussurrato quando sono venuto a trovarti. E tu speravi, o forse ci credevi, che ce l’avresti fatta.

Purtroppo il disegno di Dio tante volte è diverso dal nostro, e forse è per questo che spesso non riusciamo ad accettarlo o a comprenderlo. Ma, credimi, ora avrai sicuramente più possibilità di poter guidare i tuoi figli. Dovrai guidare soprattutto la tua dolce figlia Michela che, dopo aver perso la sua mamma, era diventata la tua colonna e tu il suo faro. Ma dovrai guidare i tuoi nipoti, gli altri tuoi figli e la tua grande famiglia che oggi ti piangono, ma sicuramente da te dovranno attingere i tuoi silenziosi insegnamenti di rispetto verso gli altri.

Ciao Salvatore. Questa volta un dispetto lo hai fatto a tutti. Non ti rivedremo più, ma nella nostra mente rimarrà la tua disponibilità ed il tuo sornione modo di salutare i tuoi amici…ed i tuoi animali.

 Bartolo Baldi

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