Articoli filtrati per data: Giovedì, 06 Febbraio 2020 - Rete Gargano

La formazione di Massimo Pizzulli soffre nella parte iniziale della prima frazione ma sblocca il match allo scadere grazie ad un'incornata di Di Rito. Nella seconda frazione Di Bari e Falconieri mettono il punto esclamativo sulla vittoria. A nulla serve per il Vieste, il gol del giovane Tantimonaco

Si conclude secondo pronostico la gara di ritorno della finale di Coppa Italia Eccellenza pugliese, con il Corato di mister Pizzulli che al Riccardo Spina di Vieste, supera i padroni di casa con un netto 1-3, che condanna severamente i garganici al termine di una buona prestazione, soprattutto nei primi 45 minuti.

L’avvio di gara è tutto appannaggio dei padroni di casa. Minuto 3, bello spunto di Albano dalla destra, sul suo traversone si avventa Raiola che da pochi passi manda debolmente tra le braccia di un attento Addario. Un minuto più tardi è Ricucci su una buona ripartenza ad avere la chance del vantaggio, ma il suo tiro da fuori termina di un soffio al lato; l’Atletico Vieste prende coraggio, il Corato fatica a trovare le giuste contromisure e al 6′ è Ranieri a divorarsi il punto dell’1-0, con il 10 garganico che manda clamorosamente al lato sugli sviluppi di un calcio piazzato di Raiola. Poco prima della mezz’ora è ancora Raiola a mettersi in proprio, ma il suo destro al termine di una bella azione personale, viene intercettato da solito Addario.  Dopo una prima mezz’ora giocata a ritmi forsennati soprattutto dalla formazione di mister Bonetti, i ritmi calano e sui padroni di casa si abbatte come una sentenza la legge di Nicolas Di Rito. Minuto 41, su un corner battuto dalla destra da Vicedomini, l’attaccante di Rosario sale più alto di tutti e con una perfetta incornata fredda Equestre, sbloccando una gara che per i neroverdi iniziava a farsi difficile.

Nella seconda frazione, il Vieste sembra accusare il colpo, senza riuscire più a trovare lo smalto della prima frazione. Al minuto 9 ci prova il solito Raiola, ma Addario c’è; sul capovolgimento di fronte, impegna Romano che risponde presente. I ritmo della gara sembrano calare, e subito dopo la mezz’ora il Corato da grande squadra capisce che il momento giusto e azzanna la preda chiudendo la contesa. Ancora sugli sviluppi di un corner battutto questo volta da Petitti, la difesa di casa perde clamorosamente la marcatura di Di Bari che da pochi passi mette in rete il punto del raddoppio. Il gol del definitivo ko arriva un minuto più tardi: Sangarè atterra Di Rito lanciato a rete, costringendo il signor Tropiano a concedere un penalty abbastanza netto. Dal dischetto Falconieri non sbaglia facendo iniziare la festa nel settore ospiti. Nel finale, esattamente al minuto 41, il Vieste trova il gol della bandiera con il classe 2003 Tantimonaco, che con una bella conclusione di prima intenzione batte Addarrio, fissando il punteggio sul definitivo 1-3. Festeggiano quindi gli uomini di mister Pizzulli, che ora attenderanno l’esito degli accoppiamenti, prima di proiettarsi alla fase nazionale.

ATLETICO VIESTE-CORATO 1-3

RETI: 40′ pt Di Rito (C), 31′ st Di Bari (C), 33′ st rig. Falconieri (C), 40′ st Tantimonaco (V)

ATLETICO VIESTE: Equestre (6′ st Romano), Sangarè, Pipoli, Albano, Sollitto (6′ st Sicuro), Caruso, De Vita, Soria, Raiola, Ranieri, Ricucci (18′ st Colella). All. Bonetti.

CORATO: Addario, Zangla, Quacquarelli, Vicedomini, Camasta, Di Bari, Quarta (29′ st Petitti), Caputo, Di Rito, Falconieri, Touray (24′ st Santoro). All. Pizzulli.

ARBITRO: Tropiano di Bari (Alessandrino-Salvemini).

NOTE: ammoniti Quarta (C), Camasta (V), Soria (V).

All’andata Corato-Vieste 0-0.

Il Corato vince la Coppa Italia Eccellenza fase regionale e approda alle fasi nazionali.

 

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L’Italia è interessata da correnti in quota settentrionali, derivanti da una vasta area depressionaria estesa dall’Europa nord-orientale ai Balcani; in tale contesto, ancora per oggi, sono attesi venti intensi da nord sulle regioni centro-meridionali ma in graduale attenuazioni e residue precipitazioni sul Basso Tirreno. Domani la progressione di un promontorio atlantico e il concomitante allontanamento della saccatura verso levante, favorirà un deciso miglioramento su tutte le regioni con un graduale aumento delle temperature. La fase di stabilità si estenderà anche al fine settimana, con passaggio, al più, di nubi medio-alte e stratiformi.

Sono previsti ancora venti di burrasca dai quadranti settentrionali, sulla nostra Regione in conseguenza dei quali, i mari risulteranno agitati o molto agitati, con forti mareggiate lungo le coste esposte.

Nella giornata di oggi 6 febbraio 2020 è atteso un progressivo miglioramento con graduale attenuazione della ventilazione in tarda serata.

Temperature in graduale rialzo nei valori massimi a partire dalla giornata di domani 7 febbraio 2020.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile, in data di ieri 05 Febbraio 2020, ha emesso un Avviso di condizioni meteorologiche avverse a tutt’oggi in vigore sulla base del quale il Centro Funzionale della Regione Puglia conferma una ALLERTA ARANCIONE per vento sulle zone di allerta A- Gargano e Tremiti, B -Tavoliere, C-Puglia Centrale Adriatica, D-Penisola Salentina, E-Bacini del Lato e del Lenne, G –Basso Ofanto, I-Basso Fortore e una ALLERTA GIALLA sulle restanti zone, fino alla mezzanotte di oggi 6 Febbraio 2020.

I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree della Regione, potrebbero determinare delle criticità pertanto si raccomanda di attenersi alle raccomandazioni fornite nelle seguenti norme di autoprotezione:

-  prestare maggiore attenzione alla guida di autoveicoli e moderare la velocità, al fine di evitare sbandamenti;

-  evitare le zone esposte a forte vento per il possibile distacco di oggetti sospesi e mobili (impalcature, segnaletica, ecc.) E di caduta di oggetti anche di piccole dimensioni e relativamente leggeri (vasi, tegole…);

-  non sostare lungo viali alberati per possibile rottura di rami;

-  prestare attenzione lungo le zone costiere, e, in presenza di mareggiate, evitare la sosta su moli e pontili.

La Sezione Protezione Civile segue l’evolversi della situazione ed invita a consultare gli aggiornamenti pubblicati sul sito e la tabella degli scenari, per una corretta comprensione degli effetti al suolo attesi per ciascun livello di allerta previsto.

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“Quando si parla di Gargano bisogna mettere in chiaro subito alcuni aspetti, ovvero cosa è per noi il Gargano o cosa lo vogliamo fare diventare”, afferma a l’Attacco il naturalista e ambientalista foggiano Maurizio Marrese.

“Se il Gargano lo vogliamo fare diventare come Rimini o Riccione allora va bene tutto: facciamo strade, super strade, aeroporti, porti, alberghi sulle spiagge o a picco sul mare, : etc. Se invece vogliamo rispettare le sue peculiarità uniche al mondo, ovvero la natura,'il paesaggio, la cultura e il suo fascino aspro e selvaggio, allora lo dobbiamo proteggere da ogni tipo di speculazione perché il modello romagnolo è facile da replicare mentre di Gargano ne abbiamo uno so­lo.

E’ semplicemente una questione di visioni: bisogna es­sere visionari ed immaginare un Gargano che diventi un modello di sviluppo sostenibile, che poi è il motivo per cui è stato istituito il Parco Nazionale. Per questo motivo sono to­talmente in disaccordo o quasi con la costruzione di nuove strade a scorrimento veloce”, continua Marrese.

“Sarebbe l’ennesimo cemento gettato a casaccio sul Gar­gano, l’ennesimo consumo di suolo, gli ennesimi appalti, le ennesime morti dovute all’alta velocità, aumenterà solo il traffico e l’inquinamento. Il problema strade sul Gargano non esiste. La rete stradale esistente è più che sufficiente, basta semplicemente mettere in sicurezza l’esistente e ri­spettare il codice della strada. È davvero sciocco nel 2020 promuovere il cemento in un Parco Nazionale con la scusa del "servizio" e del turismo, per 20 minuti risparmiati. E’ ro­ba da anni ‘60”.

Allora che fare? “Promuoviamo la mobilità pubblica su ro­taia, Il treno. Disincentiviamo l’uso del mezzo privato. Tutti sanno che il Gargano ha grandi problemi con il traffico e i parcheggi, spesso gestiti in maniera illegale e/o illegittima. Promuoviamo dei servizi che rendano la mobilità funziona­le al turista ma anche ai residenti. Mettiamo da parte la po­litica del cemento ed apriamo il Gargano all'Innovazione, al­le idee, alla sostenibilità ambientale ma soprattutto guar­diamo avanti - come fanno in tutto il mondo - e non indietro”. Dello stesso avviso sono i Verdi di Manfredonia, guidati dai portavoce Innocenza Starace e Alfredo De Luca.

“Non ci piace de! progetto ANAS II nuovo tracciato che di 14 km ne presenta 9 In galleria e uno su viadotto è sicuramen­te molto impattante perché passa nelle aree interne, meno compromesse dal punto di vista naturalistico”, affermano a l'Attacco. “Inoltre marginalizza le zone turistiche di Baia del­le Zagare, Vignanotica, Pugnochiuso e Baia dei campi. Comprendiamo la necessità di migliorare l'afflusso a Vieste ma avremmo preferito vedere adeguata la provinciale an­che accettando con qualche tratto in galleria”.

Invece i sindaci garganici sono tutti favorevoli all’opera, co­me spiega a l’Attacco il primo cittadino di Vieste Giuseppe Nobiletti, che però non nasconde il proprio scetticismo cir­ca la concretizzazione dei lavori.

“Come ho detto sabato scorso anche ai parlamentari 5Stelle, sono scettico perché si è parlato di soldi ma finché non li vedo non ci credo. L'ipotesi allo studio di ANAS richiede cir­ca 700-800 milioni di euro. Aspetterei di vedere gli stanzia­menti di queste somme e anche quelli per la progettazione, che pure costerà tanto.

Ad oggi penso che si tratti solo dì campagna elettorale, visto che ci stiamo avvicinando alle regionali, e che sia solo una mera ipotesi quella che è stata presentata sabato. Ma su quest'opera nessuno è contrario dei Comuni garganici", afferma Nobiletti.

“C'è anche Vico, che non voleva la superstrada 30-40 anni fa mentre ora è dalla nostra parte. Non abbiamo dubbi sul fatto che l'opera sia importante, anzi prioritaria. Resta però il grande punto interrogativo dei fondi. Peraltro abbiamo scoperto che la Vieste-Mattinata, che è stata aggiunta alle opere del CIS (Contratto istituzionale per lo sviluppo della Capitanata, ndr) fa riferimento a 47 milioni del tutto ipoteti­ci, perché finanziati coi ribassi di gara dei 280 milioni totali previsti dal CIS. E dunque è un intervento del tutto aleato­rio”.

Quale sarebbe il tratto più necessario? “Entrambe queste strade sono importanti per noi, ma la Vico-Vieste sarebbe la più necessaria, dal mio punto di vista”, conclude il primo cittadino della capitale pugliese delle vacanze.

l’attacco

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Gli studi, le ricerche, gli articoli dei meridionalisti trovano pieno conforto nella recentissimo Rapporto Italia 2020 dell’Eurispes1, l’Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali degli italiani.

Non ha usato mezzi termini il presidente dell’ Eurispes Gian Maria Fara, prendendo il via nella sua analisi proprio dal processo unitario italiano: «Sulla questione meridionale, dall’Unità d’Italia ad oggi, si sono consumate le più spudorate menzogne. Il Sud, di volta in volta descritto come la sanguisuga del resto d’Italia, come luogo di concentrazione del malaffare, come ricovero di nullafacenti, come gancio che frena la crescita economica e civile del Paese, come elemento di dissipazione della ricchezza nazionale, attende ancora giustizia e una autocritica collettiva da parte di chi – pezzi interi di classe dirigente anche meridionale e sistema dell’informazione – ha alimentato questa deriva».

L’accusa alla classe dirigente italiana e al sistema d’informazione è precisa e dello stesso tenore di quella che i meridionalisti muovono da decenni inascoltati e, spesso, oscurati proprio dai media. Non è un caso che riguardo all’informazione, tra mille difficoltà, si è cercato di diffondere ad esempio le conclusioni avanzate nel testo “La parte cattiva dell’Italia. Sud, media e immaginario collettivo” da Stefano Cristante e Valeria Cremonesini, docenti di sociologia dei processi comunicativi e culturali; conclusioni che lasciano sconcertati: negli ultimi 35 anni i media nazionali hanno messo in rilievo quasi solo i mali del Mezzogiorno creando negli stessi meridionali un immaginario percepito falsato.

Raccapricciante la constatazione che, come aggiunge Fara, le più autorevoli agenzie nazionali ed internazionali certificano che riguardo al Mezzogiorno «siamo di fronte ad una situazione letteralmente capovolta rispetto a quanto creduto».

Ed ecco i dati nero su bianco del Rapporto Italia 2020, che non si differenziano da quelli spesso divulgati nel passato ma ignobilmente contestati e ignorati:

1 – Lo stato italiano nel 2016 ha speso per ogni cittadino del Centro-Nord 15.062 euro, mentre per ogni cittadino del Sud la spesa è stata di 12.040 euro, una differenza di ben 3022 euro pro-capite;

2 – Nel 2017 l’Eurispes rileva per il Centro-Nord una spesa pro-capite aumentata a 15.297 euro, per il Sud una spesa pro-capite diminuita a 11.939 euro per una differenza che aumenta a 3358 euro e che moltiplicata per il numero di abitanti del Mezzogiorno ammonta a oltre 60 miliardi annui.

Dov’è quel Sud dalle mille risorse finanziarie sprecate raccontato nei salotti televisivi di quei talk show nazionali dove giacciono onnipresenti i soliti conduttori e opinionisti?

E dov’è quel Sud a cui verrebbe distribuita gran parte della spesa pubblica, se al contrario i dati confermano che sono le regioni del Nord ad essere beneficiate da una spesa annua nettamente superiore?

Il Rapporto Italia 2020 attesta incontrovertibilmente che, in relazione alla percentuale di popolazione residente, al Sud dal 2000 al 2017 è stata sottratta una somma pari a 840 miliardi. Un dato impressionante di cui politica e media non hanno mai tenuto conto negli ultimi decenni, tanto da averci costretto a coniare l’acronimo PUN per indicare l’insieme dei partiti nazionali indifferenti alla crescita economica, sociale e culturale del Sud.

Eppure il PIL (prodotto interno lordo) del Nord si basa essenzialmente sulla vendita di beni e servizi al Sud, mentre lo scambio import-export tra le due aree del paese è interamente a vantaggio del Nord, tanto che riesce difficile comprendere come un’intera classe politica, sostenuta dai media, abbia potuto nell’ultimo trentennio pensare che lasciare il Sud senza infrastrutture e servizi potesse avvicinare il Nord all’area ricca dell’Europa. E’ del tutto evidente che abbassare il tenore di vita dei meridionali ne ha limitato il potere d’acquisto e di conseguenza il PIL delle regioni più avanzate economicamente d’Italia.

Infatti, sempre dal Rapporto Italia 2020, si rileva che per 45 miliardi annui di trasferimenti da Nord a Sud ben 70,5 miliardi si trasferiscono in direzione contraria. Dati a noi ben noti visto che Pino Aprile nel suo recente “L’Italia è finita”, citando gli economisti Paolo Savona, Riccardo De Bonis della Banca d’Italia e Zeno Rotondi autore di “Sviluppo, rischio e conti con l’estero delle regioni italiane”, ha indicato lo stesso saldo attivo per il Nord.

Chiaro il monito del Presidente dell’Eurispes: «… ogni ulteriore impoverimento del Sud si ripercuote sull’economia del Nord, il quale vendendo di meno al Sud, guadagna di meno, fa arretrare la propria produzione, danneggiando e mandando in crisi così la sua stessa economia».

Tuttavia, nonostante l’analisi socio-economica dell’Eurispes, l’altro giorno il Governatore del Veneto Luca Zaia, in un’audizione alla Commissione Parlamentare per le questioni regionali, ha continuato a sostenere il suo progetto di Regionalismo differenziato continuando a riferire di sprechi e di cattiva amministrazione al Sud, mentre anche il neo rieletto Presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini sembra spingere nella stessa direzione.

Una direzione che nel corso degli ultimi dieci anni ha visto aumentare le disuguaglianze sociali ed economiche tra aree geografiche diverse e che lo Stato, tenuto per Costituzione a rimuoverle, ha aggravato sostenendo una ripartizione territoriale per i servizi pubblici in base al principio iniquo della “spesa storica”.

Disuguaglianze che, proprio attraverso il Regionalismo Differenziato, i Governatori delle regioni del Nord e i partiti nazionali del PUN (Lega, PD, FI, FDI) vorrebbero conservare stabilmente.

Sta maturando il tempo in cui questi partiti nazionali, per lo più portatori di propaganda spicciola, pagheranno il prezzo di scelte politiche che hanno imposto condizioni di vita e di lavoro drammatiche ai cittadini del Sud, due milioni dei quali sono dovuti dolorosamente emigrare negli ultimi decenni.

Michele Eugenio Di Carlo

Cofondatore del Movimento24agosto per l’equità territoriale

https://eurispes.eu/news/eurispes-risultati-del-rapporto-italia-2020/

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Continua l’ondata di maltempo che ha investito da ieri, mercoledì 5 febbraio, la Puglia con raffiche di forte vento che hanno indotto la Protezione civile pugliese a confermare l’allerta arancione.
Scuole chiuse oggi in alcuni comuni del Foggiano: a Monte Sant'Angelo, a Rignano Garganico, Manfredonia e San Giovanni Rotondo. Almeno una settantina gli interventi dei Vigili del Fuoco nelle ultime ore per alberi e pali della pubblica illuminazione abbattuti dal forte vento, tegole dei tetti cadute, cartelloni pubblicitari divelti. Non ci sono feriti. 

È stato un atto vandalico e non il forte vento delle ultime ore, come ritenuto in un primo momento, a spezzare la statua del viaggiatore, in vetroresina e gesso, davanti alla stazione di Foggia. Lo comunica il sindaco Franco Landella.

“Grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza ubicate nei pressi della stazione ferroviaria - spiega il primo cittadino - abbiamo la certezza che la statua del viaggiatore sia stata vandalizzata. Il brutale episodio è avvenuto ieri sera, intorno ‪alle 21.30.

Le telecamere di sicurezza hanno ripreso una persona incappucciata che con un calcio ha spezzato in due l'opera realizzata dal maestro Leonardo Scarinzi e donata alla città dal Rotary Club di Foggia. La Polizia Locale ha avviato le indagini per cercare di risalire all'autore dell'atto vandalico ed ha custodito all'interno del comando in via Manfredi le due parti della statua, che intendiamo riposizionare al più presto in piazzale Vittorio Veneto”. a causa delle forti raffiche di vento. 

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Sabato sera movimentato nel comune di Apricena, ove è stato sventato l’ennesimo delitto efferato tra le mura domestiche. I Carabinieri del luogo, allertati dalla Centrale Operativa su chiamata al 112, intervenivano presso un’abitazionein cui era stata segnalata la presenza di un uomo armato di una grossa forbice che stava minacciando alcuni suoi familiari. I militari, raggiunto il luogo segnalato, verificavanola presenza dell’aggressore che, dopo aver percosso i suoi familiari minacciandoli di morte, si era avventato, brandendo delle grosse forbici, anche contro un vicino di casa, intervenuto per prestare aiuto perché allarmato dalle forti urla.

Alla vista dei militari l’uomo si scagliava anche contro uno di loro, tentando di sferrare più fendenti nelle parti vitali e all’altezza della gola. Solo la pronta reazione e professionalità del militareconsentivanodi evitare ben più tragiche conseguenze; il Carabiniere infatti,riusciva a schivare i colpi, immobilizzando e disarmando l’aggressore che veniva arrestato per tentato omicidio. Durante le fasi concitate della colluttazione e del successivo disarmo, i familiari e i vicini di casa aggrediti, si barricavano in casa atterriti, per timore di ulteriori aggressioni. Solo l’allontanamento definitivo dell’uomo riusciva a calmare gli animi.

Mentre i Carabinieri di Apricena si trovavano in caserma per procedere nei confronti dell’arrestato, veniva altresì segnalata un’auto sospetta che si aggirava per le strade isolate della cittadina. I militari si attivavano nell’immediatezza, riuscendo a intercettare e controllare il conducente e l’automezzo, all’interno del qualerinvenivano28 kg di rame,rubato alcuni giorni primada una ditta locale. L’uomo veniva quindi bloccato e arrestato per ricettazione.

La serata, molto movimentata, si è conclusa con l’ennesimo bilancio positivo, frutto di una costante e capillare presenza sul territorio dei Carabinieri e del fondamentale supporto della Magistratura che ha condiviso le valutazioni disponendo, per entrambi gli arrestati, la traduzione presso la Casa Circondariale di Foggia.

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Promuovere le eccellenze locali e avviare un percorso enogastronomico strettamente collegato al territorio. Sono questi i presupposti che hanno spinto la vineria Anime Brille di Foggia a rinnovare la carta dei vini declinandola secondo i principi del manifesto di Slow Food. Un percorso avviato insieme alla Condotta Slow Food Foggia e Monti Dauni e definito dalle indicazioni della guida Slow Wine.

Sabato 8 febbraio, a partire dalle ore 21.00, presso la vineria Anime Brille, saremo lieti di presentare la nuova carta dei vini insieme ai titolari del locale e alcuni produttori.

I vini attualmente selezionati sono tra i migliori recensiti da Slow Wine e offriranno uno spaccato ben definito dell’eccellenza vitivinicola pugliese, partendo dalla Daunia fino ad arrivare al Salento attraverso la Puglia Centrale e le Terre del Primitivo.

Questa prima iniziativa rientra in un programma di sostegno e valorizzazione delle produzioni locali che Slow Food Foggia e Monti Dauni e Anime Brille hanno deciso di attuare attraverso una stretta collaborazione, attualmente unica nel suo genere nella città di Foggia.

Slow Wine

Arrivata alla decima edizione, la guida Slow Wine è il punto di riferimento per la critica enologica nazionale e internazionale grazie all’idea, semplice ma rivoluzionaria, di visitare tutti gli anni le aziende recensite, unica pubblicazione a farlo a livello mondiale.

Grazie a questa enorme esperienza accumulata, gli oltre 300 collaboratori sono in grado di raccontare con autorevolezza e grande indipendenza il vino italiano in tutte le sue sfaccettature.

L’obiettivo è quello di narrare la storia delle cantine, di descriverne le vigne e i sistemi di coltivazione adottati per concludere con il giudizio dei vini. Per questo motivo Slow Wine è la guida italiana più completa, adatta a tutti: sia ai lettori che solo all'inizio del loro percorso di scoperta del vino, sia agli appassionati più esperti, che ricercano consigli per comprare una bottiglia piuttosto che un’altra.

La guida è realizzata in collaborazione con la FISAR – Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori

Per informazioni e prenotazioni

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+39.347.3381440

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Dopo la recente avventura di New York, la Puglia torna a raccontare se stessa, questa volta alla Borsa Internazionale del Turismo che si terrà a Milano dal 9 all’11 febbraio.

La fiera internazionale, che raccoglie a sé più di 1500 operatori turistici di tutto il mondo, un folto pubblico di visitatori, appassionati di viaggi, televisioni e stampa, vedrà circa 300 mq dedicati alla regione Tacco d’Italia.

Il viaggio in Puglia alla BIT sarà quindi suddiviso tra esperienze sensoriali enogastronomiche, appositamente presentate nell’area Food, e a tutti i servizi turistici offerti dalle imprese pugliesi che hanno deciso di partecipare all’edizione del 2020.

In totale, solamente nell’area pugliese, saranno presenti 44 postazioni degli operatori all’interno dell’area business, 60 espositori tra i quali primeggiano aggregazioni di impresa e 80 attività turistiche esperienziali che saranno durante questa occasioni presentate a Buyer internazionali e agli operatori della stampa presenti in fiera.

La Puglia protagonista del viaggio

I prodotti enogastronomici, dunque, permetteranno il racconto di tutti i territori pugliesi: a giornalisti e tour operator saranno dedicate delle degustazioni riservate per permettere loro di entrare maggiormente in contatto con quanto descritto.

Lo stand della Puglia sarà quindi dedicato al tema della convivialità: chiunque voglia condividere una travel experience in Puglia sarà introdotto in un percorso che inizierà in un vicolo riprodotto su una parete angolare, all’interno della quale sarà possibile sedersi, scattare una foto e condividerla.

I tre giorni della BIT non sono solamente questo. Tra le tante iniziative, infatti, ci saranno delle esperienze raccontate nell’area conferenze all’interno delle quali sono presentati i principali progetti e le attività innovative in tema di tourism experience con ben 31 appuntamenti: comuni pugliesi, pro loco, parchi, associazioni, Sac, distretti e grandi eventi si renderanno protagonisti per merito dello straordinario lavoro di attrazione e accoglienza sul territorio di turisti e viaggiatori.

In sintesi, dunque, la Puglia sarà raccontata attraverso degli itinerari enogastronomici, culturali e dell’outdoor con tre guide tematiche dedicate al cicloturismo, ai sapori, all’arte e con un road book sui cammini.

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Giovedì, 06 Febbraio 2020 10:45

6 Febbraio/ NON CHIEDERE NULLA

Tempo è di ritornare poveri / per ritrovare il sapore del pane, / per reggere alla luce del sole/per varcare sereni la notte /e cantare la sete della cerva. / E la gente, l'umile gente / abbia ancora chi l'ascolta, / e trovino udienza le preghiere. / E non chiedere nulla.

DAVID M. TUROLDO

È significativo che, a distanza di anni dalla sua morte, avvenuta il 6 febbraio 1992, gli scritti di padre David M. Turoldo, poeta e religio­so dei Servi di Maria, continuino a essere ristampati e letti. Da quel piccolo mare di testi abbiamo voluto estrarre alcuni versi emblema­tici del suo stile e del suo pensiero. Facile è intuire in queste righe il brillio di due realtà che s'intrecciano tra loro e che spesso sono igno­rate, anzi temute e fin sbeffeggiate nella società contemporanea: la povertà e la semplicità.

Il benessere, il consumo, il godimento frenetico sono il vessillo impiantato nelle coscienze dalla comunicazione di massa. La ricerca delle realtà più sofisticate, artificiose, costose domina la vita renden­dola ansiosa e tesa. Non si apprezza più il valore del distacco, non si assapora più la spontaneità delle cose modeste, non si è più pronti a sostare «sereni la notte», non c'è più spazio per pregare, riflettere, ta­cere. Vorrei, però, soprattutto sottolineare l'ultimo verso, quel «non chiedere nulla».

Noi ora siamo diventati sempre più pretenziosi, esi­genti, insoddisfatti. Reclamiamo dagli altri quelli che riteniamo no­stri diritti esclusivi, divenendo aggressivi e irosi. Avremmo, invece, bisogno di ritrovare la pacata capacità di gustare ciò che ci è donato, a partire dalla vita stessa. Scegliere la semplicità e l'essenzialità è il segnale della vera grandezza d'animo.

Gianfranco Ravasi

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Signore, signori, la Coppa è servita. Nei giorni di Sanremo l’enfasi della presentazione è d’obbligo per quello che è uno degli appuntamenti più importanti dell’annata calcistica regionale: la finale della fase pugliese della Coppa Italia di Eccellenza.

Di fron­te, allo stadio Spina di Vieste, l’Atletico Vieste e il Corato 1946. Si ripartirà dallo 0-0 di Ruvo, casa madre di un Corato ancora senza stadio. Il ritorno sul Gargano deve necessariamente avere una solu­zione, rinviata in occasione di gara-1, durante la quale i due schie­ramenti, perfettamente predispo­sti da Francesco Bonetti, tecnico viestano originario di Larino, e da Massimo Pizzulli (per l’ex media­no si tratta della terza finale: con Cerignola e Trani ha vinto quelle regionali e quelle per la coccarda tricolore), trainer bitontino del Corato, da poche settimane alla guida dello squadrone neroverde, hanno dato vita ad una sfida tat­ticamente perfetta ma povera di spunti ed emozioni.

Diciamo subito che chi vince guadagna il pass per la fase na­zionale. Che si concluderà al «Gi­no Bozzi» di Firenze con la fina­lissima per il trofeo nazionale, che assegna un posto in D ed è de­tenuto dal Casarano. Chi avrà la meglio oggi dovrà come sempre vedersela al primo turno con una campana - l’Afragolese, che ha bat­tuto nella finale di Sarno il Costa d’Amalfi - e una lucana - la Vultur Rionero, che ha superato il La­vello nella finale di Potenza. Chi varca la soglia del triangolare, sfi­derà ai quarti di finale San Luca o Giarre, una calabrese e una si­ciliana.

Torniamo a Vieste. Dove si re­spira aria da grande evento. Il club biancazzurro del presidente Lorenzo Spina Diana sta lavorando perché tutto sia or­ganizzato sin nei minimi dettagli. La società presieduta da Giuseppe Maldera, vuole riscattare la scon­fitta nella doppia finale della scor­sa stagione, per mano del Casa­rano. In precedenza, nell’ultimo decennio, il titolo è stato vinto da Trani, Altamura, Gravina, Francavilla, Casarano, Cerignola, Bisceglie, Monopoli, Nardò e ancora Casarano. Assi di coppa, dunque, le serpi del Salento: con tre trionfi regionali e due nazionali.

Dirigerà il match (ore 15) Ric­cardo Tropiano, giovane monopolitano della sezione di Bari, as­sistito da Antonio Alessandrino (Bari) e Giampiero Salvemini (Molfetta). In caso di 0-0, al 90’ si disputeranno due supplementari di 15’ ciascuno. Poi i rigori.

DIRETTA TV - La partita sarà trasmessa su canale 85 del digitale terrestre e in streaming su www.canale85.it.

Vito Princigallo

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13 Febbraio 2020 - 15:20:14

IL LIBRO DELLA SETTIMANA / LE MIE LETTURE di don Giussani

Si può spiegare cos'è il cristianesimo leggendo Leopardi o Pascoli? Come una personalità appassionata all'esperienza religiosa incontra o legge un'opera d'arte? Le "Letture" di…

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