Articoli filtrati per data: Venerdì, 07 Febbraio 2020 - Rete Gargano

"Si realizzi una struttura portuale anche minima, ma che garantisca l'approdo di almeno un'ottantina di imbarcazioni in piena sicurezza in ogni condizione meteomarina, altrimenti la comunità residente è destinata a scomparire".

E' l'appello per le Isole Tremiti lanciato da Assonautica Italiana, che ha chiesto un 'incontro urgente' al governo, premier Giuseppe Conte compreso, e al governatore della Puglia, Michele Emiliano, dopo "la violenta mareggiata che ha colpito la Puglia e in particolare le Isole Tremiti con l'affondamento di quattro imbarcazioni da lavoro e mettendo a rischio tutti i mezzi rimasti in acqua", siano di pesca, soccorso, polizia, Protezione civile o naviganti in transito.
   

Il presidente di Assonautica Italiana, Alfredo Malcarne, ha fatto sapere di aver sentito il sindaco delle Tremiti, Tonino Fentini, che ha fatto il punto delle criticità per "gli abitanti delle isole, ridotti a duecento a causa della mancanza degli elementi strutturali minimi per la sopravvivenza".

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Neanche la domenica, a Cerignola, si sospendono le attività delittuose legate alla ricettazione e al riciclaggio di veicoli rubati. Propriodomenica scorsa, infatti, in pieno giorno i carabinieri della cittadina ofantina hanno scoperto una nuova “centrale” di riciclaggio di veicoli rubati.

I militari sono intervenuti nei pressi di uno stabile ENEL in disuso, sito alle spalle di un autoparco,dove hanno sorpreso due persone a bordo di un Fiat Doblo’ in movimento. Alla vista dei militari, il passeggero è uscito dal furgone ed è fuggito a piedi, andandosi a nascondere in un gabbiotto della guardiania, sfilandosi in fretta i guanti che indossava. Il conducente del furgone, che pure indossava un paio di guanti sporchi di grasso e olio, ha cercato di dileguarsi, facendo manovra di retromarcia.

Entrambi sono stati subito bloccati dai militari ed identificati in un 27enne di Cerignola ed un 23enne di Canosa di Puglia. All’interno del Fiat Doblò i carabinieri hanno rinvenuto varie parti meccaniche e di carrozzeria di un altro furgone, rubato qualche giorno prima a Barletta.

L’immediata ispezione dei luoghi circostanti ha consentito ai militari di rinvenire il furgone rubato, un Citroen Jamper, che era stato in parte smembrato e da cui erano state asportate le parti rinvenute nel Fiat Doblò; vicino al furgone cannibalizzato i militari hanno sorpreso un uomo che con degli attrezzi stava armeggiando sul motore del veicolo e che, accortosi dei carabinieri, ha tentato la fuga a piedi, venendo però prontamente immobilizzato ed identificato in un 30enne di origini polacche residente a Cerignola.

Gli arnesi da lavoro, i guanti e i due furgoni sono stati sequestrati.

I tre sono stati arrestati per riciclaggio in concorso e, dopo le formalità di rito, sono stati associati alla casa circondariale di Foggia, su disposizione della locale Procura della Repubblica. Dopo la convalida dell’arresto, il Gip del Tribunale di Foggia ha disposto per i tre arrestati l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari.

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Il crollo che ha portato allo smantellamento del sistema bancario del Sud Italia presenta fasi ben precise che sono state illustrate puntualmente, in relazione agli ultimi decenni, dal giornalista del “Mattino” di Napoli Marco Esposito, nel testo “Separiamoci”1, terza edizione del 2019.

Nel 1990, con la legge del piemontese Giuliano Amato inizia il processo di trasformazione del sistema creditizio italiano in soggetto di diritto privato, spingendo con incentivi fiscali le banche, enti di diritto pubblico, «a separare la propria attività in due: una fondazione e una banca società per azioni, con la prima proprietaria al 100% della seconda». Se nella prima fase la legge obbliga le fondazioni a mantenere il controllo delle banche, nella seconda impone l’obbligo di scendere ad di sotto del 50% con il risultato finale che le banche passano ad un sistema che permette la scalata del più forte.

Dopo il referendum del 1993, la nomina dei vertici delle fondazioni passa dal Governo agli Enti Locali e Antonio Fazio, governatore della Banca d’Italia, consente che i grandi gruppi finanziari del Nord assorbano anche i colossi creditizi del Sud, come ad esempio il Banco di Napoli. Ed ecco che «le fondazioni bancarie erogano fondi e sostengono servizi per il 93% al Centro-nord e per il 7% al Sud»2.

L’elenco delle fondazioni, all’origine banchi e casse di risparmio risalenti anche al Cinquecento, che hanno ceduto il controllo negli anni Novanta a Istituti del Nord è «impressionante», come afferma lo stesso Esposito rubricando gli istituti acquisiti dalla sola Banca Popolare dell’Emilia-Romagna tra il 1994 e il 2000: Banca del Monte di Foggia, Cassa Rurale di Sicignano negli Alburni, Banca Popolare del Materano, Banca Popolare di Lanciano e Sulmona, Banca Popolare di Crotone, Credito Commerciale Tirreno, Banca Popolare della Val D'agri, Banca Popolare del Sinni, Banca Popolare di Castrovillari e Corigliano Calabro, Banca Popolare di Salerno, Carispaq-Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, Banca Popolare dell’Irpinia. Ma l’elenco non sarebbe completo se non si tenesse conto della perdita dei seguenti altri istituti: Banca Sannitica, Banca del Salento, Banca Popolare di Napoli, Banca della Provincia di Napoli, Credito Commerciale Tirreno, Banca Mediterranea.

Facciamo ora un passo indietro all’Unità d’Italia. Il napoletano Antonio Scialoja, Ministro nel Governo costituzionale di Carlo Troja del 1848, esule a Torino e diventato uno strenuo sostenitore di Camillo Cavour, scriveva un noto Opuscolo che chiudeva con un accostamento impietoso tra «l’alta posizione morale e politica del Piemonte, e il grado d’inferiorità, in cui era il Regno di Napoli». Scialoja fu accusato di denigrare la propria patria, di essere in malafede e Ferdinando II cercò inutilmente di confutare le sue tesi, ampiamente divulgate dalla propaganda inglese e piemontese 3.

Ma non sarebbe stato questo l’unico danno prodotto da Scialoja al Sud: sarebbe diventato nientemeno che Ministro delle Finanze e, come tale, avrebbe introdotto il “Corso forzoso” della lira nel 1866, permettendo al neo Stato Italiano di onorare i debiti legati al processo unitario e alle guerre, ma determinando un vero e proprio attacco al sistema bancario e all’economia del Sud, portando a completamento la subdola «politica di drenaggio delle riserve auree del Banco, col risultato di privare il Sud del suo oro e delle sue capacità di credito».

Infatti, già dalla metà del 1863 le riserve auree del Banco di Napoli erano calate da 78 a 41 milioni ed avevano preso la direzione di finanziare attraverso la Banca Nazionale il nascente sistema industriale settentrionale in crisi 4.

Edmondo Maria Capecelatro, assistente di Storia economica nell’Università di Napoli, e Antonio Carlo, professore incaricato di Diritto del lavoro nell’Università di Cagliari, hanno sostenuto che solo l’assidua assistenza della Nazionale avrebbe permesso alla struttura industriale del Nord in crisi di sopravvivere a

spese di quella del Sud, che penalizzata dalla strozzatura del credito e delle commesse, e dalla «mancata autorizzazione per la costituzione di banche mobiliari» andò in crisi.

Ma quando, nonostante l’aiuto statale, la situazione delle banche di sconto e di credito mobiliare si fece critica, si decise con la legge sul “Corso forzoso” del 1° maggio 1866 di drenare oro dal Sud senza limiti, concedendo alla Banca Nazionale un privilegio che le permise «di controllare e compromettere, eventualmente, l’attività delle altre banche» e di avere una posizione nettamente dominante.

Per di più, alla Banca Nazionale fu concesso «di stampare carta moneta, comperando con essa oro, il che, poi, permetteva alla banca di triplicare la sua circolazione» nel 1867 (L. 82 milioni oro – circolazione L. 246 milioni) con la garanzia di essere affrancata dal rischio di cambio con un altro privilegio: l’inconvertibilità.

Il tutto fu giustificato con il necessario e patriottico finanziamento della guerra contro l’Austria del 1866. Ma finita la guerra, il “Corso forzoso” fu prolungato fino al 1883.

Sulla vicenda fu aperta un’inchiesta parlamentare conclusa nel 1868. In Parlamento, rispondendo all’interrogazione dell’on. Avitabile5, il ministro delle Finanze Scialoja ammise che l’aver sacrificato il Banco di Napoli, per motivi che egli stesso riteneva necessari, era «una volgare verità»6.

Non è un caso che Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes, sia stato costretto a dichiarare, a proposito del recentissimo Rapporto Italia 2020, che sulla «questione meridionale, dall’Unità d’Italia ad oggi, si sono consumate le più spudorate menzogne».

Michele Eugenio di Carlo

Area comunicazione M24A per l’Equità Territoriale

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Prosegue spedito con il vento in poppa il rilancio strategico promo-commerciale del "Marina del Gargano", il porto turistico di Manfredonia, tra gli approdi più avveniristici del panorama nazionale e del Mediterraneo per infrastrutturazione, servizi e collocazione geografica. Unitamente all'incremento dei posti barca occupati e delle attività commerciali presenti, per il "Marina del Gargano" sta per iniziare un'importante serie di azioni, volute dal nuovo management di "Gespo", che ne aumenteranno esponenzialmente l'appeal non solo per gli addetti ai lavori, ma anche a vantaggio della valorizzazione e promozione 365 giorni l'anno di Manfredonia, del Gargano e della Puglia.

Tre gli imminenti appuntamenti di rilievo che attendono il Marina nei prossimi giorni. Si inizia, martedì 11 febbraio alla Bit di Milano dove, alle ore 13 nel Padiglione Puglia, vi sarà la conferenza stampa "Puglia dal mare, network di porti e nautica da diporto come destinazione turistica - Campionato mondiale di motonautica - Regata internazionale Brindisi - Corfù" con media e stakeholders nazionali ed internazionali. All'evento, che segna ufficialmente l'ingresso del "Marina del Gargano" nella rete degli approdi pugliesi, prenderanno parte gli Assessori regionali Loredana Capone (Turismo e Cultura) e Raffaele Piemontese (Bilancio e Programmazione), Aldo Patruno (Dirigente regionale del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio), Giuseppe Danese (Presidente Distretto Nautico Puglia), Alfredo Melcarne (Presidente Nazionale Assonautica e Vice Presidente Unioncamere Puglia) e Ciro Gelsomino (Presidente "Marina del Gargano", porto turistico di Manfredonia).

Tra gli obiettivi principali del "Distretto Nautico della Puglia" vi è la nascita di una nuova imprenditorialità che rafforzi le realtà già esistenti e al tempo stesso generi nuove attività anche nei settori produttivi collegati alla nautica e l’integrazione e lo sviluppo dei settori nautici connessi al turismo per potenziare l’offerta e migliorare la qualità dei servizi turistici regionali.

Nella stessa giornata dell'11 febbraio, sempre alla Bit (ore 15 Padiglione Puglia), il Marina sarà presente alla conferenza stampa "Giro d'Italia 2020, scoprire la Puglia in Bicicletta" con la quale saranno illustrate le attività previste per il passaggio dell'ultracentenaria manifestazione ciclistica che il prossimo 17 maggio, oltre al passaggio della carovana da Manfredonia e dalle principali città del Gargano, vedrà la partenza proprio dal Porto turistico del "Giro-E 2020", la versione green ed innovativa della competizione.

Il 15 febbraio, invece, dopo questa prestigiosa anteprima milanese, il management del porto turistico di Manfredonia sarà a Verona proprio per la presentazione ufficiale del "Giro-E 2020" (dal 12 al 31 maggio con partenza dalla Sicilia ed arrivo a Milano in Piazza Duomo), l'evento cicloturistico inserito nel calendario della Federazione Ciclistica Italiana organizzato da RCS Sport Spa durante il Giro d’Italia, sulle stesse strade e nelle stesse date che ha come scopo quello di far vivere a tutti gli amanti della bicicletta, ciclisti amatori o ex professionisti, l’esperienza di percorrere le strade del Giro d’Italia nelle stesse giornate della Corsa Rosa. Si disputa utilizzando, solo ed esclusivamente, biciclette da strada a pedalata assistita (E-Road Bike) fornite dal proprio Team di appartenenza.

L’arrivo di Tappa è previsto almeno un’ora prima dell’arrivo del Giro d’Italia, sullo stesso traguardo, sotto lo stesso striscione di arrivo del Giro d’Italia. La tappa del 17 maggio (in concomitanza con la Giovinazzo - Vieste), partirà proprio dal "Marina del Gargano" per concludersi, dopo aver attraversato i magnifici scorci paesaggistici del Parco Nazionale del Gargano, Vieste. Una notevole vetrina per la promozione turistica sul grande palcoscenico mediatico alla vigilia dell'avvio della stagione estiva.

Nel frattempo il nuovo management è al lavoro per offrire, già a partire dall'imminente primavera, servizi potenziati per i diportisti e nuove occasioni di attrazione per turisti e cittadini. Tra le novità in definizione, la gigantesca e romantica ruota panoramica affacciata direttamente sul mare che (da fine marzo e per i successivi tre mesi) impreziosirà lo skyline del "Marina del Gargano"; un'occasione per vivere emozioni ad alta quota ed assaporare la bellezza di Manfredonia e del Promontorio da un differente punto di vista, decisamente inedito e speciale, assolutamente da non perdere.

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Nella giornata di ieri i Carabinieri di Vieste hanno arrestato un ventottenne del luogo, con precedenti di polizia, in esecuzione dell’ordinanza di aggravamento che dispone la sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari con quella più grave della misura cautelare in carcere.

Tutto aveva inizio lo scorso 09 agosto 2019, quando i carabinieri di Vieste, durante un particolare servizio in abiti civili per la prevenzione di episodi estorsivi in danno di commercianti, arrestavano l’uomo sorpreso a estorcere una piccola somma di denaro a un artista di stradache durante il periodo estivo espone la propria merce nel centro storico cittadino. A seguito dell’udienza di convalida veniva sottoposto al regime degli arresti domiciliari presso la sua abitazione.

Successivamente, in data 11 gennaio 2020, durante uno controllo presso la dimora dell’arrestato, finalizzata alla verifica della sua presenza in casa, i Carabinieri accertavano invece che lo stesso non era presente e in particolare che si era allontanato, così come riferito dai conviventi.

Per questi motivi, considerata anche la gravità del fatto e il non rispetto delle regole imposte dall’Autorità Giudiziaria è stato condotto presso la Casa Circondariale di Foggia.  

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La SS messa verrà celebrata alle ore 16:30, dall’Arcivescovo Moscone, presso la Sala Convegni della Fondazione.

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Alle Tremiti ci vuole un porto degno in grado di ospitare almeno un centinaio di imbarcazioni, che sia confortevole e, soprattutto, si­curo. E’ l'ennesimo appello lancia­to dal sindaco delle Isole Tremiti, Antonio Fentini, all'indomani della burrasca, con mare forza 8, che si è abbattuta sulle Isole, provocando l’affondamento di almeno sette im­barcazioni. “Manca un porto, tur­istico o commerciale”, denuncia il primo cittadino, che ha inoltra­to al prefetto di Foggia la richiesta di un incontro urgente.

L’idea del sindaco è la realizzazione di un porto tra lo scoglio del Cretaccio e l’Isola di San Nicola, in un pun­to più riparato dalle mareggiate sospinte dalla tramontana. Attualmente, c’è solo una piccola darse­na a Cala degli Schiavoni, vicino al molo di attracco delle navi, a San Domino, del tutto inadatta a prote­ggere le barche in caso di ondate violente.

“La battaglia del segre­tario della Lega delle Isole Tremi­ti Gabriele Fentini è anche la mia. Ieri per il fortissimo vento di tra­montana una imbarcazione tremitese è andata perduta, inghiottita dalle onde.

Gli ormeggi volanti e precari mettono a serio rischio gli abitanti e gli operatori che devono convivere con le mareggiate. Tut­to questo avviene per l'impossi­bilità di creare un porto che met­ta in sicurezza barche e viaggiato­ri. Una impossibilità dettata da un gruppo di ambientalisti che reputano più importante la sopravvivenza della Posidonia rispetto a quel­la di chi abita e rende vive le isole”.

Si esprime così l’avvocato Joseph Splendido, dirigente regionale del­la Lega Salvini Premier, respons­abile del tesseramento regionale e prossimo candidato al Consiglio regionale in Puglia.

“È vero che l’ancoraggio di barche danneggia le praterie di Posidonia e scalza le piante e mettendone a nudo il sub­strato- aggiunge- ma in tante local­ità costiere si è cercata una medi­azione tra ambientalismo fonda­mentalista e le esigenze di chi opera in mare e resiste alla tentazi­one di emigrare in luoghi più confortevoli e meno ostili. Va studia­to un modo su come utilizzare le risorse legate al mare senza dete­riorare in modo definitivo l’ambi­ente marino, senza distruggere la prateria.

Proprio in Puglia i ricer­catori salentini hanno sviluppato delle tecnologie di costruzione con calcestruzzo derivante dalla Posidonia. Cerchiamo soluzioni inte­grate, senza arrecare danni irreparabili alla incolumità dei residen­ti e all’economia delle Isole”.

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Venerdì, 07 Febbraio 2020 10:10

7 Febbraio/ DEMONE DELLA PERDIZIONE

Talora noi obbediamo allo stesso impulso che induce l'uomo a tentare il perico­lo, a toccare un filo elettrico, a sporgersi da una ringhiera aerea, a saggiare un veleno con la punta della lingua. Il demone della perdizione, cosiddetto, forse.

DINO BUZZATI

Tutti, almeno una volta in vita, si sono sentiti in balìa di questo «demone della perdizione» che spinge verso il proibito e l'impossi­bile. È qualcosa di diverso dal rischio, perché nell’affidarci all'ignoto ci sono anche probabilità positive di riuscita.

Qui, invece, è solo il gusto di voler provare l'ebbrezza della distruzione e della follia. Ne sappiamo qualcosa quando si ha notizia di certi giochi assurdi dei giovani che tentano di varcare la soglia tra vita e morte con un balzo, spesso con esiti fatali. È anche il caso delle corse d'auto, con relative scommesse, su strade urbane col risultato non raro di seminare mor­te e di imboccare la via del suicidio.

La frase da noi citata prende spunto, invece, da una situazione meno tragica. Nel racconto intitolato Se vorrei, apparso su un nume­ro del «Corriere della Sera» del 1952, lo scrittore Dino Buzzati (1906- 72) immagina la sfida segreta di un impeccabile professore di italia­no che, in privato, su un quaderno si abbandona agli svarioni più clamorosi e alle perversioni della lingua italiana praticate dai suoi studenti.

Un gusto quasi masochistico del proibito. Nella Gerusalem­me liberata il Tasso acutamente osservava che «istinto dell’umane genti è che ciò che più si vieta uom più desia». L'avvio, dunque, può essere innocuo, fin divertente; ma la sfida di andare sempre oltre può alla fine diventare tragico. Attenzione, quindi, alla sottile presa del «demone della perdizione» e ai suoi imprevedibili approdi.

Gianfranco Ravasi

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 Incontri di presentazione

Sono state pubblicate il 30 gennaio sul BUR Puglia due diverse forme di sostegno per le imprese che intendono realizzare investimenti nell’area del GAL del Gargano:

  • Il primo bando  riguarda l’attesa riapertura dei termini per presentare domande di sostegno all’interno del diffuso e partecipato intervento 3.2 del Piano di Azione Locale, Creazione di Start-up extra-agricole”. Dopo la chiusura dei termini a dicembre e un primo bilancio positivo, riparte un bando che ha riscosso grande attenzione e partecipazione in tutto il territorio garganico, con una dotazione finanziaria rimasta a disposizione di euro 825.000,00;

Gli incentivi riguardano attività di diversificazione aziendale ed economica necessaria per la crescita, l’occupazione e lo sviluppo sostenibile nelle zone rurali. I beneficiari del bando sono agricoltori e coadiuvanti familiari che diversificano in attività extra-agricole e microimprese e piccole imprese che avviano o ampliano attività extra agricole. Potranno essere finanziate iniziative finalizzate alla realizzazione di prodotti artigianali e industriali non compresi nell’allegato I del TFUE, servizi innovativi inerenti l’IT a supporto delle aziende e delle popolazioni del territorio, attività finalizzate al tempo libero e alla valorizzazione dei prodotti culturali e naturali, oltre alle attività volte a valorizzare produzioni artigianali caratteristiche dell’area Garganica.

I beneficiari dell’intervento sono persone fisiche che intendono avviare un’impresa extra-agricola e imprese non agricole già costituite come società di persone o società di capitali. Le risorse finanziarie attribuite al presente Avviso Pubblico sono pari ad euro 1.500.000,00.

Ammissibili a finanziamento sono gli investimenti per:

  • l’avviamento di imprese extra-agricole che utilizzano sottoprodotti di produzione o materiale riciclabile in una o più fasi di produzione;
  • il miglioramento dell’efficienza energetica e realizzazione di piani aziendali volti a ridurre il 30% degli scarti aziendali;
  • l’attivazione di sistemi di controllo per il monitoraggio dell’impatto ambientale attraverso il Life Cycle Assessment (LCA) e Carbon Footprint;
  • l’utilizzo da parte delle imprese che operano nell’ambito dell’agro-artigianato dei sottoprodotti dell’agricoltura per produrre beni e servizi diversi da quelli agricoli.

L’investimento massimo ammissibile per entrambi gli interventi ammonta ad euro 70.000,00 con un contributo pubblico a fondo perduto massimo di euro 35.000,00.

Sono previsti numerosi incontri di presentazione dei due interventi nei comuni dell’area GAL, allo scopo di incontrare i beneficiari dell’intervento e fornire tutta l’assistenza necessaria per la partecipazione ai bandi.

Gli incontri di animazione, che si terranno alle ore 17:00, si svolgeranno:

  • Lunedì 3 febbraio 2020 a Peschici – Sala Consiliare, Piazza Sandro Pertini n. 1;
  • Martedì 4 febbraio 2020 a Mattinata – Sala Consiliare presso il Museo Civico, Via Giuseppe di Vittorio;
  • Mercoledì 5 febbraio 2020 a San Giovanni Rotondo –Sala Consiliare, Piazza dei Martiri n. 5;
  • Giovedì 6 febbraio 2020 a Monte Sant’Angelo – Green Cave, Via Giuseppe Garibaldi n. 27;
  • Venerdì 7 febbraio 2020 a Rignano Garganico – Sala Consiliare, Via Leonardo da Vinci n. 6;
  • Giovedì 13 febbraio 2020 a ViesteSala Consiliare, Via Lorenzo Fazzini n.29.
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Andrea Stuppiello, archeologo e guida ufficiale dell'Abbazia di Pulsano, e Franco Salcuni, dirigente di Legambiente, dopo il crollo dell'ingresso dell'eremo del Mulino nel Vallone dei Romiti sito in agro di Monte Sant'Angelo nel Parco Nazionale del Gargano, l'ennesima ferita a un patrimonio di importanza straordinaria attualmente non sottoposto neanche al vincolo puntuale da parte della Sovrintendenza, domenica scorsa hanno inscenato una protesta singolare, raggiungendo l'eremo e invitando associazioni e istituzioni a raggiungerli per rendersi conto di persona della situazione di degrado in cui versa non solo il Mulino, ma tutti e 24 eremi che gravitano all'antico e suggestivo eremo di Pulsano. Sebbene gli eremi siano sempre stati sempre utilizzati come bandiera comunicativa nelle iniziative di marketing territoriale, tranne pochi sporadici interventi ad opera di alcune meritorie associazioni, nulla è stato fatto per la loro tutela e, l'assenza del vincolo archeologico, la proprietà privata e frammentata, la mancanza di un progetto unitario e l'assenza di una regia da parte di tutti gli enti che hanno la responsabilità di conservare questo patrimonio, hanno già pesantemente compromesso lo stato di salute del sito che rischia a questo punto di sparire per l’immobilismo di tutti.

Salcuni e Stuppiello segnalano la pericolosità del Mulino, dove sono possibili nuovi imminenti crolli e sconsigliano vivamente i visitatori di recarsi in quell’eremo. Chiedono inoltre a tutti gli enti pubblici territoriali e alla Sovrintendenza competente di sedersi per la prima volta tutti insieme attorno a un tavolo per arrivare rapidamente alla definizione del regime vincolistico puntuale, affrontare il problema proprietario, mettere in atto i primi interventi urgenti di messa in sicurezza del sito e sviluppare una progettualità complessiva per la tutela di tutto il complesso eremitico.

Convocano inoltre una pubblica assemblea, per venerdì 7 febbraio, alle ore 17.30 nella Green Cave di FestambienteSud a Monte Sant'Angelo, invitando cittadini e associazioni di tutela per costituire un coordinamento in mobilitazione permanente fino a che la vicenda non si risolva positivamente. All’assemblea seguirà un “concerto per gli Eremi” con il cantautore Lorenzo Meazzini.

Di seguito un breve video

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Reporter della tua città

13 Febbraio 2020 - 15:20:14

IL LIBRO DELLA SETTIMANA / LE MIE LETTURE di don Giussani

Si può spiegare cos'è il cristianesimo leggendo Leopardi o Pascoli? Come una personalità appassionata all'esperienza religiosa incontra o legge un'opera d'arte? Le "Letture" di…

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