Articoli filtrati per data: Domenica, 01 Marzo 2020 - Rete Gargano

Dopo l'annuncio da parte del Presidente della Provincia Nicola Gatta dell'intenzione di chiudere gli istituti superiori della provincia per permettere una sanificazione preventiva degli ambienti, lo stesso presidente ha reso noto il calendario dei plessi che saranno interessati da lunedì 2 a mercoledì 4 marzo. In questi primi tre giorni gli interventi riguarderanno le scuole di Foggia, Cerignola, Stornarella, Stornara, Carapelle, Ortanova, Candela, Sant'Agata, Deliceto e Accadia. Nel provvedimento, il presidente Gatta ha preannunciato che nei prossimi giorni ne emetterà un altro indicando gli interventi nei giorni successivi. Scuole aperte regolarmente, quindi, nei Comuni del Gargano.

La decisione di effettuare queste sanificazioni preventive non è stata gradita da diversi Primi Cittadini della Provincia, primo tra tutti Franco Landella di Foggia che con un videomessaggio sui social ha posto l'accento sulla inutilità di queste iniziative che servono esclusivamente a far aumentare il livello di paura nei cittadini. Ha inoltre precisato che è superfluo chiudere gli edifici in quanto per effettuare questi interventi (già svolti nelle scuole del capoluogo) servono esclusivamente prodotti per i quali non è necessario arieggiare successivamente i locali.

Questo il calendario:

Calendario sanificazione scuole - dal 2 al 4 marzo 2020

Pubblicato in Avvisi

AT San Severo-F. Altamura 3-1

26' Ardino (FA), 28' Morra A. (AT), 68' Burdo (AT), 77' Kone (AT)

Atl. Vieste-UC Bisceglie 3-2

3' Zinetti (UC), 24' Albano (V), 27' Lorusso rig. (UC), 40' Raiola (V), 82' Ranieri (V)

Barletta 1922-Orta Nova 1-1

23' Monopoli M. (ON), 43' Bonasia (B)

Corato-Gallipoli (a Ruvo di Puglia) 1-1

29' Suhs (G), 30' Leonetti (C)

Deghi-Martina 2-1

15' Monopoli (D), 65' Greco (D), 73' Fumarola (M)

Otranto-San Marco 3-0

45' Diarra, 60' Palazzo, 90' Cisternino

Ugento-Vigor Trani 5-1

2' e 55' Sciacca (U), 3' Pardo (U), 38' Maiolo (U), 43' Negro (VT), 80' Regner (U)

ORE 16

Molfetta-A. Barletta 3-0

41' e 67' Morra, 82' Saani


CLASSIFICA

Molfetta 60

Corato 54

Ugento 43

Vigor Trani 41

Barletta 1922 39

Atl. Vieste 36

Barletta 34

UC Bisceglie 31

Otranto 30

Gallipoli 29

Martina e Deghi 28

Orta Nova 27

Altamura 25

AT San Severo 21

San Marco 19

 

PROSSIMO TURNO
(08.03.2020 h 15 – giornata n. 26 – 11a rit.)

Gallipoli-AT San Severo
Orta Nova-Atl. Vieste
Martina-Barletta
Vigor Trani-Corato
San Marco-Deghi
UC Bisceglie-Molfetta
F. Altamura-Otranto
A. Barletta-Ugento

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 Ruvese - A.C. Palese 1-2

Bisceglie - United Monte S. Angelo 3-0

Canusium - Ascoli Satriano 4-2

Molfetta - T.P. Minervino 0-2

Trinitapoli - G. Calcio S. Severo 5-2

Castelluccio Sauri - A. Peschici SOSPESA

 

LA CLASSIFICA

Trinitapoli 47

A.C. Palese 46

Bisceglie 39

Peschici 38

Ascoli Satriano 28

Castelluccio Sauri e Canusium 27

 Ruvese 24

Calcio S. Severo 20

United Monte S. Angelo 19

T.P. Minervino 11

Molfetta 0

Pubblicato in Sport

A nessuno interessa, a fine febbraio 2020, del complesso turistico incompiuto situato nei pressi di Vieste, provincia di Foggia. Messo all’asta, dal Dipartimento sezione demanio e patrimonio della Regione Puglia, per ben quattro volte — ultimo bando in data 11 giugno 2018 al prezzo di 8.460.000,00 euro — non c’è stata alcuna offerta di acquisto da parte di società, cordate imprenditoriali, gruppi associativi, fondazioni di qualsiasi genere.
Pertanto quel che resta del Centro pilota per lo sviluppo integrato del turismo in Puglia, sito in Baia dei Campi proprietà della Regione, è perso nel degrado. Nel frattempo si registra un contenzioso notevole. Per esempio,a fronte degli ultimi incarti disponibili, Italscavi spa di Campobasso (aggiudicataria della gara per la costruzione di fabbricati e infrastrutture), vista la decisione della IV sezione civile del tribunale di Bari, è creditrice della Regione Puglia di euro 5.548.560,16. Il dispositivo del Giudice notificato il 30 luglio 2015.
Dopo 120 giorni la Regione non paga e di conseguenza Italscavi invia precetto di 5.550.292,07 euro. Risposta dei vertici politici regionali? Nessuna. Quindi il pignoramento della somma presso il Banco di Napoli, tesoriere della Regione.
Presidente e assessori regionali impugnano la sentenza, tramite l’avvocato esterno Mario Spinelli. L’esecuzione del sequestro di pubblico denaro è stata provvisoriamente bloccata dalla Corte d’Appello barese. Si è in attesa del verdetto giudiziario.

La storia. Baia dei Campi viene ideata nell’anno 1984 dalla Regione,insieme al Centro previsto per Otranto, quale punto strategico per le attività turistiche pugliesi.
Inizio lavori a metà 1988. Affidati a Italscavi spa e Icamar srl e Trisciuglio srl(Fg) e Giannotta Leonardo Cannole(Le) e Diemme Costruzioni Otranto. La giostra dei finanziamenti parte con 23 miliardi di lire della Regione e 38,86 elargiti dallo Stato, mentre il Ministero del Bilancio ne revoca 19. Tra manufatti aggiuntivi e varianti l’importo complessivo presunto è di 95 miliardi di lire, di cui 45 per Baia dei Campi. Qui il progetto dell’arch. Paolo Portoghesi immagina un albergo di 360 posti letto,piscina olimpionica, campi tennis, ristoranti, sala congressi,pista da ballo.

Nel 1999 la Commissione di collaudo firma il certificato con riserva. Nasce pertanto la diatriba amministrativa fra Assessorato lavori pubblici della Regione e Italscavi spa, in merito a documenti mancanti e ripristino infrastrutture realizzate in difformità. Passano gli anni segnati da operazioni peritali, consulenti di parte,espropri e fornitura arredi, superfici ammalorate, udienze e decreti ingiuntivi, dispositivo della Corte di Cassazione, tentativi di conciliazione. Soprattutto “…abbandono e degrado del cespite edificato in agro Baia dei Campi”. Si ammira comunque il grande immobile a forma ottagonale,disposto su tre piani oltre il seminterrato, zona alberghiera con 171 camere e servizi, scuola alberghiera e stanze per il personale, ristorante con 400 posti, sala conferenze, lavanderia industriale, garages, impianti di illuminazione, due piscine, parcheggio, aiuole, due campi da tennis, un’area scoperta complessiva di 36.100 metri quadri. Dentro l’elenco delle opere pubbliche incompiute pugliesi, certificato ultimamente dal Ministero delle Infrastrutture, si riscontrano sia il Centro turistico di Baia dei Campi sia quello di Otranto (laghi Alimini).

Un esempio brillante di uso del pubblico denaro.

Nino Sangerardi

Pubblicato in Turismo

Viaggiava da solo a bordo di una Toyota Yaris, quando una pattuglia dei Carabinieri che stava effettuando un robusto controllo della circolazione stradale sulla SS 89, all’altezza della galleria Monte Saraceno, ha deciso di fermarlo per un controllo.

Quello che però inizialmente era un accertamento di routine, viste le circostanze, è diventato invece un accurato controllo. L’uomo, 48enne, viestano, insospettabile, ha mostrato evidenti segni di nervosismo e insofferenza all’ordinario controllo dei Carabinieri, che a quel punto hanno deciso di approfondire l’ispezione personale del soggetto e della sua autovettura, all’interno della quale, occultati dentro il cassetto posto sotto il sedile del lato passeggero, erano nascosti ben  20 panetti di hashish dal peso di 100 gr ciascuno.

I 2 kg di droga, molto probabilmente, vista la direzione dell’auto e il luogo di residenza del soggetto, erano diretti al mercato viestano.
Oltre l’hashish, sono stati sequestrati 345,00 euro, verosimile provento dell’attività illecita, nonché l’autovettura a bordo della quale viaggiava il soggetto, utilizzata per il trasporto della droga.

L’arresto, effettuato dai Carabinieri di Manfredonia nella tarda serata del 26 febbraio, ha sicuramente permesso di bloccare un importante rifornimento di droga, il cui valore all’ingrosso si aggira intorno ai 6.000 euro circa, mentre al dettaglio  avrebbe fruttato 20.000 circa.
Dopo il rito direttissimo, celebrato l’altro ieri presso il Tribunale di Foggia, il soggetto è stato associato presso la casa circondariale di Foggia.

Pubblicato in Cronaca

Nella giornata di venerdì 28 febbraio, è fissata la scadenza della PRIMA RATA della TARI – TASSA RIFIUTI 2020.
 
Sono pervenute ai nostri uffici comunali numerose segnalazioni riguardanti il mancato ricevimento dell’Avviso di Pagamento con i relativi F24 per poter effettuare il relativo versamento causa di disservizi relativi alla consegna per posta.
 
Informiamo i contribuenti che nel caso non abbiano ancora ricevuto l’AVVISO di PAGAMENTO entro la fine della prossima settimana, potranno richiederlo recandosi direttamente allo sportello dell’UFFICIO TRIBUTI ubicato al Piano Terra del Comune di Vieste.

 

UFFICIO TRIBUTI

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Oggi primo marzo 2020

Intorno alle undici del Mattino di otto anni ci fu comunicata la notizia che ci informava della scomparsa improvvisa di Lucio Dalla.

Avvenne a Montreux dove si trovava per un concerto di un tour che aveva molto insistito fare nonostante avesse un forte affaticamento fisico.

Ci lasciò otto anni fa un grande artista, un eclettico genio musicale, un innovatore e sperimentatore, un abile folletto dello strumento a fiato e uno scrittore di racconti fantastici in pochi versi. Un grande italiano del nostro tempo.

Ciao Lucio Cittadino Onorario della Nostra Città Vieste.

AVANTI

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La fusione tra uomo e paesaggio ap­pare certe volte stupefacente, spe­cie se viene esaltata da scrittori di vaglia e dalla felice vena compo­sitiva. Un esempio del genere ci viene fornito dal calabrese Corrado Alvaro, uno dei nomi di punta del Novecento, le cui opere continuano ad essere regolarmente ristampate.

Oltre ad aver pubblicato i racconti di Gente in Aspromonte, Alvaro è stato attivo anche come giornalista. Nelle vesti di inviato, nel marzo 1938 pubblica sulla Stampa di Torino un pezzo intitolato «I costruttori del Garga­no», che confluisce, poi, nel 1941, nella seconda edizione di Itinerario italiano (la prima era apparsa nel 1933). Si tratta di una densa rac­colta di scritti di viaggio, oltre una trentina, legati alla sua attività pubblicistica; ne viene fuori un cammino che tocca numerose re­gioni, dalla Lombardia alla Sicilia, con un occhio di riguardo per la sua Calabria. La disposizione, però, non segue un preciso sche­ma geografico, anzi, pone il materiale in una certa libertà.

Alla base di questo itinerario, c’è l’esal­tazione della vita provinciale della nazione, ricca di differenze dinamiche e positive, che meritano la massima considerazione. Curioso ed attento ai mille volti delle cose, Alvaro esalta con asciuttezza questo prezioso fondo nazionale. Di qui, dunque, lo scritto in que­stione, «I costruttori del Gargano», che rientra alla perfezione nel tema dominante del libro, nell’esaltazione dell’operosità della gente ita­liana, delle qualità che appaiono scolpite nei vari aspetti del territorio nazionale.

Alvaro resta impressionato dallo sforzo di quanti, sul Gargano, tra Manfredonia e Monte Sant’Angelo, anno dopo anno, hanno saputo rubare spazio ad una natura selvaggia ed osti­le. «Il lavoro parla per gli abitanti», nota il Nostro, di fronte alla «immane opera di muri a secco che sostengono le terrazze degli olivi, dei mandorli, delle vigne, del grano». È uno sce­nario che si impone con forza, una rivelazione che resta impressa nella memoria, eloquente nella sua essenzialità («Ci si accorge subito di trovarsi fra gente dura e gelosa, quella cioè che ha costruito l’enorme monumento dei bastio­ni delle sue montagne. Tanto dura, che nep­pure il matrimonio accade senza dramma»).

Lo scrittore si sofferma a parlare del «rat­to», un’antica usanza, spesso ricordata, che talvolta era un semplice espediente per eli­minare degli ostacoli, ma talaltra rappresen­tava una vera e propria violenza, se la donna non era consenziente; tutti gli aspetti, in ogni caso, appaiono allo scrittore calabrese con­naturati all’indole di un tale popolo.

In questa zona isolata molte cose finiscono per assumere delle forme peculiari, e tra que­ste il pane: «Da una casa esce un tale con un’asse sulla testa, e sopra ci sono due pani di dieci o dodici chili ciascuno, quanto basta a una famiglia di cinque o sei persone, di qui, per due giorni. Non avevo mai veduto un pane di questa posta». Il secco commento del nar­ratore è quanto mai significativo. Anche un altro scrittore era rimasto stupito di fronte ad una scena simile, e ci riferiamo al romagnolo Beltramelli, che nella sua monografia del 1907 sul Gargano ad un certo punto descrive un

gruppo di donne, tutte vestite di bianco, che scende in pianura a spigolare: «Le più giovani recavano enormi pani rotondi e neri della ( dimensione di una buona ruota di calesse; parevano piuttosto spugne: in principio non ( sapevo capacitarmi a che potesse servire . quell’enorme arnese. Dicono che è un pane : squisito e così sia per la loro salute».

Questi rudi garganici, che mettono al mon­do molti figli per trovare un aiuto nel loro tenace sforzo di sottomissione della montagna, serbano le loro istintive qualità di ar­chitetti, la loro capacità di piegare la pietra alle proprie necessità, anche quando lasciano ; la loro terra e vanno lontano. Essi esemplificano, così, le potenzialità positive, gli innesti proficui che possono arrivare da zone periferiche e quasi sconosciute, come appunto il Gargano.

Di questa realtà territoriale l’autore di Gen­te in Aspromonte riesce a cogliere, nel com­plesso, numerosi aspetti pregnanti, con ef­ficaci notazioni. Le enumerazioni, le anafore, le ripetizioni, che scandiscono lo scritto, rin­viano tutte all’importanza della pietra, una presenza che diventa quasi un’ossessione, il segno di un destino che richiede agli uomini garganici adeguati comportamenti.
Il brano si chiude parlando del celebre san­tuario dell’Angelo, privato però del suo ruolo di protagonista assoluto e visto senza con­cessioni alla sfera mistica. Il sacrestano offre ad Alvaro una reliquia, che altro non è se non una scheggia di masso. Ancora una volta, insomma, il pensiero va alla pietra, punto di partenza e di arrivo, in un circolo senza tempo e confini.

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Nel volume VIAGGIO IN ITALIA un popolo tenace di costruttori
 
Corrado Alvaro, nato nel 1895 a San Luca, oggi nell'area metropolitana di Reggio Calabria, e scomparso a Roma nel 1956, ci ha lasciato numerose opere di valore. Una pregevole raccolta di scritti di viaggio, ricavata dalle sue esperienze di giornalista, è «Iti­nerario italiano» (prima edizione nel 1933, poi, con numerose aggiunte, nel 1941). Dopo l'edizione della Bompiani del 1995, con prefazione di Massimo Onofri, l'ultima ristampa, per lo stesso editore, risale al 2014, con l'introduzione di Carmine Abate. In questa silloge non può sfuggire lo scritto «I costruttori del Gargano», apparso originariamente sulla terza pagina della «Stampa» di Torino, nell'edizione del 30 marzo 1938. Si tratta di un ritratto denso ed efficace di una realtà geografica dominata dalla pietra, che attesta gli sforzi immani compiuti dai garganici per sopravvivere.

 

 

FRANCESCO GIULIANI

Pubblicato in Cultura

Ognuno di noi è coinvolto. Non ce la poniamo direttamente, abbiamo da badare ai nostri guai, ma ci viviamo dentro questo interrogativo: ha senso sperare? Oppure conviene rimboccarci le coperte sotto una coltre di leggera e libidinosa disperazione, senza eccessi, con pudore, ripetendo a bassa voce poi-tanto-si-muore? Del resto: cos’è la speranza e che cos’è la disperazione? Non essendoci più purtroppo Giorgio Gaber, ad illuminarci – ed è una ragione di disperazione, ma anche di speranza: rincontrarlo nell’altra vita! – si fa avanti Marcello Veneziani.

Il libro si intitola Dispera bene. Manuale di consolazione e resistenza al declino (Marsilio pagine 152, €17) ed è tutto uno splendido paradosso. Disperare quietamente, evitando gli strepiti, riflettendo senza paura su noi stessi e il nostro destino, è forse la cola speranza che non delude. Non sto rivelando (spoilerando come si dice ai tempi di Netflix) il finale di un thriller. Perché Veneziani dichiara subito ti suo intento. Non rivelerà la V-e-r-i-t-a. Neppure nega che essa esista. Ma è al di là di questo istante, essa non ci afferra e neppure si lascia possedere.

Bisogna subito spiegare, ai pochi che non lo sanno, chi è Veneziani. Lo dico a me stesso, con una certa invidia. E di certo il giornalista più colto quanto a filosofia e poesia che sia in circolazione in Italia. È dotato di una logica ferrea, ma anche di un gusto per la illogicità della nostra esistenza, e degli assunti della filosofia.

Crede nell’essere, nel suo essere solido, intonso, inattaccabile dal nulla. Non crede che il tempo sia un fattore decisivo, per questo ritiene un’operazione inutile sperare, ma anche il suo contrario. Eppure vi dedica un libro bellissimo. Che lascia intatte le domande poste all’inizio: che cos’e la Speranza? Perché nonostante tutto mi alzo il mattino e cerco l’alba, un’alba diversa, una piccola spada di luce per tagliare la corazza della noia; e fare anche solo il mio dovere con una briciola di soddisfazione, voler bene ed essere ricambiati oppure no, non importa, ma almeno cercare di eseguire bene il compito, anche se non se ne accorgerà nessuno, figuriamoci Dio?

Figuriamoci Dio…

Veneziani nelle sue pagine, scritte con una scelta delle parole di tipo arabo, piene dei sapori della sua Puglia, racconta c spiega quanto i massimi pensatori dell’umanità ci hanno spiattellato sul tema della speranza, che coincide con il senso della vita. Non ritiene questa domanda oziosa, uno stupido vezzo della nostra specie, ignorato dal resto del regno animale. Egli sa che l’anima esiste, e lo sai anche tu che lo leggerai, anche se sono pensieri ondivaghi e tremuli, ed egli ti conduce a esplorarne i recessi nascosti, ma anche le spume illusorie con una meticolosità di cesellatore.

Da Aristotele a Leopardi

Troverete tutto: Bibbia, Gesù, Parmenide a Zenone, Socrate e Aristotele. Soprattutto Epicuro cd Eraclito, il preferito se non capisco male è però Seneca, insieme al san Paolo di cui Veneziani ama l’abisso contraddittorio della sua formula “spes contra spem”, sperare contro la speranza. Adora il “disperatissimo” Leopardi (anche se come Augusto Del Noce credo preferisca il padre di Giacomo, Monaldo). Ce l’ha a morte, il nostro autore, con un mito citato da chiunque quasi fosse l’oracolo del millennio: Zygmunt Bauman (1925-2017), e la sua teorizzazione della “società liquida”, che diventata una formula-talismano, alibi per rinunciare a considerare ciò che di solido resiste quanto a valori, principi, doveri.

Ma ecco per fortuna c’è Tommaso d’Aquino. In lui Veneziani trova argomenti favolosi. E li sviluppa. Nella Quaestio 26 del secondo libro della Summa Theologica, ad esempio, c’è il contravveleno per negare l’ideologia neo-cristiana che privilegia i (milioni) di migranti sui (miliardi) di restanti e i (milioni) di diversi sui (miliardi) di persone comuni. Ma queste in fondo sono divagazioni salutari sul presente del mondo. Affascinanti distrazioni rispetto al tema dominante, che esistenziale, intimo, che trilla con la sveglia al mattino, e non si spegne affatto quando smorziamo l’abat-jour. Spes o di-spes? Questo libro si pone, in continuità di scopo con il De consolation philophiae di Severino Boezio (523 ca.), che dal Medio Evo in poi si portano in carcere gli intellettuali per inventarsi che l’etimologia di “cella” in fondo è identica a quella di “cielo”.

Marcello ci conduce nella disperazione, evirandola, così che non ci sodomizzi, trasformandola in un fattore di conforto. Mostrando come essa sia l’unica cosa ragionevole. In fondo se si scompone la parola non è un caso che si possano isolare due sillabe: “razio”, per cui potremmo arditamente tradurre con qualche licenza disperazione in non-sperare-è-razionale. Un possibile aggettivo potrebbe essere coniato: disperazionale. Ammetto: queste ultime discettazioni, poco fondate sul greco e sull’arabo, sono solo mie, ma Veneziani ti induce all’immedesimazione. Al suo metodo di maestro del paradosso creativo.

Fatto sta che consiglio fatale di Marcello è: “Imparare a coabitare con la disperazione”. Essa non delude mai. Non è brutta come la fanno apparire. Ci si può campare dentro dolcemente e senza però dormire. Consente di evitare di amareggiarsi per il futuro, il quale secondo lo scrittore pugliese e levantino ha in serbo solo il dominio della Tecnica, e non è cosa che possa colmare i giorni di beatitudine. Non è cinismo, quello che consiglia Veneziani. Perché il cinismo comporta “disfattismo che attira negatività”, sfrega l’anima con un’asprezza che rende amara la vita.

Sapienza canuta

Quella venezianesca è una sapienza sobriamente disperata, cauta, confortevole. Una mezza porzione di disperazione. Io – se essa fosse la verità sulla vita – almeno la vorrei intera, da annegarci furiosamente dentro. Ma a voi basta questa consolazione da disperazione debole? A me francamente no. Ma non basta neppure a Veneziani. Quid animo satis (salmo 8)? Cosa basta al cuore? La disperazione no di certo. Non mi accontento della disperazione. E lo scrive in fondo anche Veneziani, quando elogia la disperazione perché consente di prepararsi meglio all’imprevisto, all’inaspettato.

Siamo questo guazzabuglio magnifico noi uomini. Come scrisse Albert Camus: «Non v’e amore per la vita senza disperazione di vivere» (II rovescio e il diritto, 1937). Un incontro, come un bel giorno, accadrà? Siamo così. Attendiamo qualcosa. Veneziani la chiama disperazione, per me è speranza, ragionevole speranza, sappiamo così poco dell’universo.

Renato Farina

Pubblicato in Il libro della settimana

Anche a Vieste Fratelli d’Italia scende in piazza organizzando una raccolta firme per sostenere le 4 proposte di legge di iniziativa popolare promosse da Giorgia Meloni: elezione diretta del Presidente della Repubblica; abolizione dei Senatori a vita; tetto alle tasse previsto in Costituzione; supremazia dell’ordinamento italiano su quello europeo.

L’appuntamento a Vieste per la raccolta firme è previsto per Domenica 1° Marzo 2020 nella villa comunale di Corso Lorenzo Fazzini a partire dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 20:00. Per firmare la petizione di Fratelli d’Italia è necessario portare un documento di identità.

Per l’appuntamento di Domenica saranno presenti dirigenti provinciali del partito e sarà l’occasione per presentare il nuovo direttivo cittadino.

Il coordinatore

Matteo Parisi.

Pubblicato in Politica
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BELLA NAPOLI

Il libro della settimana

30 Marzo 2020 - 10:43:28

Il Libro della Settimana/ Fratelli d’Italia di Alberto Arbasino

Fratelli d’Italia nacque come uno sfrenato «viaggio in Italia» degli anni Sessanta, uno smisurato Grand Tour di ventenni on the road. Quando fu pubblicato nel 1963, era un romanzo…

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