Articoli filtrati per data: Mercoledì, 01 Aprile 2020

La nave Isola di Capraia da domani riprenderà a viaggiare da Termoli alle Isole Tremiti, garantendo il trasporto di merci essenziali come viveri, farmaci e carburante per la centrale elettrica. Dopo i pesanti ultimatum del governo, Tirrenia ha trovato l'accordo sui conti sequestrati, e pertanto grazie all'impegno dei ministri De Micheli e Patuanelli da domani mattina ripristinati i collegamenti marittimi.

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Per alleviare la difficile situazione provocata dall’emergenza Coronavirus sulla disponibilità alimentare delle fasce più deboli della popolazione, l’Amministrazione Comunale, in collaborazione con la Caritas, i parroci Don Salvatore Ranieri e Don Matteo Graziano e le associazioni che daranno la loro disponibilità, ha messo in campo il servizio “SPESA SOSPESA”.
Una modalità di spesa solidale attraverso la quale i cittadini potranno acquistare prodotti alimentari e di prima necessità che verranno poi recapitati ai più bisognosi per il tramite delle nostre parrocchie. Gli acquisti avverranno in quegli esercizi commerciali che aderiranno al servizio.
A brevissimo, invece, saranno date tutte le informazioni rispetto al servizio “BUONO SPESA”, che verrà attivato con le risorse disposte dal Governo per la solidarietà alimentare. Nello specifico, l’Ordinanza del Capo di Dipartimento della Protezione Civile n. 658, emessa nella giornata di ieri 29/03/2020, ha assegnato al comune di Cagnano Varano 69.956,93 euro da destinare all’acquisto di prodotti alimentari e di prima necessità.
Come riporta l’Ordinanza della Protezione Civile, sarà l’Ufficio dei Servizi Sociali di ciascun Comune a individuare «la platea dei beneficiari ed il relativo contributo tra i nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19 e tra quelli in stato di bisogno, per soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico».

Gli Uffici comunali sono già a lavoro:
1) per l’assunzione in Bilancio di questo contributo;
2) per inviare le comunicazioni agli esercizi commerciali che intendono stabilire questa collaborazione col Comune;
3) per predisporre l’Avviso pubblico con cui si annunciano le modalità di erogazione di questo servizio;
4) per predisporre un’autocertificazione che i cittadini dovranno presentare per l’accesso al “BUONO SPESA”.

Queste sono le prime misure di solidarietà alimentare messe in campo dall’Amministrazione Comunale per l’emergenza epidemiologica da COVID-19. - spiega il sindaco Claudio Costanzucci Paolino- Saranno attivi nei prossimi giorni con l’obiettivo di dare un po’ di sollievo a chi effettivamente ha bisogno. Nel frattempo restiamo a casa!

Per informazioni sui due servizi, i cittadini potranno rivolgersi all’Ufficio dei Servizi Sociali del Comune: telefono 0884-8113 – indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

(Foto: operatori del Comune e delle parrocchie trasportano i prodotti donati dalla Caritas della diocesi Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo)

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[Cliccando BOLLETTINO EPIDEMIOLOGICO REGIONE PUGLIA 01/04/2020 potrete consultare il report completo] ------

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi mercoledì 1 aprile, in Puglia, sono stati registrati 1.136 test per l'infezione da Covid-19 coronavirus e sono risultati positivi 143 casi, così suddivisi:

39 nella Provincia di Bari;

5 nella Provincia Bat;

27 nella Provincia di Brindisi;

33 nella Provincia di Foggia;

18 nella Provincia di Lecce;

22 nella Provincia di Taranto;

1 fuori regione.

(La somma dei dati per provincia è superiore di 2 casi perché include le schede non ancora attribuite per provincia e che sono state nel frattempo assegnate).

Sono stati registrati oggi 19 decessi: 11 in Provincia di Bari, 1 in Provincia di Brindisi, 2 in Provincia di Foggia, 5 in Provincia di Lecce.

Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 15.209 test.

Salgono a 57 i pazienti guariti. Mentre il totale dei decessi è 129.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 1.946 così divisi:

655 nella Provincia di Bari;

116 nella Provincia di Bat;

191 nella Provincia di Brindisi;

490 nella Provincia di Foggia;

321 nella Provincia di Lecce;

148 nella Provincia di Taranto;

20 attribuiti a residenti fuori regione;

5 per i quali è in corso l'attribuzione della relativa provincia.

I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l'acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.

 

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Mercoledì, 01 Aprile 2020 17:34

NEVE DAL GARGANO AI MONTI DAUNI [Video]

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Il presidente del Consiglio comunale delle Isole Tremiti, Aniello Calabrese, interviene sul caso “Tirrenia”: “Ripercussioni gravi se non saranno subito ripristinati i collegamenti marittimi”.

 

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In questi giorni di emergenza sanitaria nazionale, la Guardia Costiera non ha diminuito il proprio impegno nell'assolvimento dei propri compiti istituzionali, al fine di continuare a garantire l'operatività dei porti, la sicurezza e la regolarità dei trasporti marittimi, oltre alla salvaguardia della vita umana in mare.

L'attuale situazione di emergenza legata al Covid19 ha comportato la necessità di rimodulare molti dei servizi legati al settore marittimo. Il Corpo ha così introdotto adeguate semplificazioni nella gestione della sicurezza della navigazione delle navi mercantili e dei relativi equipaggi. La Guardia Costiera ha assunto, altresì, il ruolo di raccordo tra Ministero delle politiche agricole e forestali e imprese di pesca, al fine di permettere a quest'ultime di accedere alla corresponsione dei contributi previsti dal Decreto "Cura Italia".

I Comandanti di porto, in queste settimane, sono stati anche chiamati a svolgere il proprio ruolo in situazioni complesse e inedite. In diverse occasioni, secondo le direttive della Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, hanno garantito alle navi da crociera battenti bandiera italiana, di ritorno nei porti nazionali, approdi idonei per lo sbarco in sicurezza degli equipaggi e dei passeggeri ancora presenti a bordo, in piena sintonia con le Autorità di sistema portuali e con le Autorità locali.

Ma non solo. A seguito delle misure messe in atto dal Governo per il contenimento del contagio da Coronavirus, in numerose realtà territoriali, uomini e donne del Corpo sono stati inseriti nei dispositivi di ordine pubblico, lavorando quotidianamente al fianco delle Forze di Polizia per il rispetto delle disposizioni che limitano gli spostamenti, in particolare da e per le isole, e in molte realtà portuali quali ad esempio: Reggio Calabria, Messina, Milazzo, Salerno, Cagliari, Livorno, Termoli, Portoferraio, Viareggio, Piombino, Capraia, Carloforte, Portoscuso e Calasetta.

Nel porto di Ancona, poi, grazie alla stipula di un protocollo d'intesa con l'Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico centrale e l'Ufficio di sanità marittima aerea e di frontiera, il Corpo si è reso parte attiva per la stesura di procedure standard d'intervento per la gestione di eventuali casi sospetti di coronavirus a bordo dei vettori marittimi. 

Molti, inoltre, gli interventi operativi sul territorio italiano nel quadro del dispositivo di Protezione Civile nazionale. Nei giorni scorsi, tramite il Dipartimento della Protezione Civile e su richiesta dell'Ufficio del dott. Arcuri, Commissario straordinario per l'emergenza Coronavirus, un aereo "Manta" ATR 42 della Guardia Costiera è decollato dalla Base Aeromobili di Pescara, per assicurare il trasporto urgente di dispositivi di protezione individuale (DPI) in diverse località delle regioni meridionali e delle isole maggiori. Il Manta, dopo uno scalo all'aeroporto di Fiumicino per imbarcare il materiale necessario, ha raggiunto le destinazioni di Cagliari, Palermo, Lamezia Terme e Bari, dove i DPI sono stati consegnati alle autorità regionali di Protezione Civile, per la successiva distribuzione sul territorio.

Non manca il costante supporto alle comunità isolane, pochi giorni fa, la Motovedetta CP 324 di Lampedusa ha permesso al direttore del poliambulatorio locale e a due sanitari dell'A.S.P. di Palermo, di raggiungere l'isola di Linosa per effettuare delle visite mediche finalizzate al contenimento dell'attuale emergenza epidemiologica.

Lo sforzo del Corpo non diminuisce, oggi più che mai. Come l'impegno di tutti gli uomini e le donne della Guardia Costiera che può ben riassumersi nelle parole del Comandante Generale, l'Ammiraglio Ispettore Capo (CP) Giovanni Pettorino: "È un momento particolarmente difficile, nel quale siamo tutti chiamati a compiere un grande sforzo. Grazie agli uomini e alle donne del Corpo, che in questi giorni, oltre ad assicurare i compiti istituzionali, stanno dando il loro contributo al Paese per affrontare questa emergenza eccezionale".

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Riceviamo e pubblichiamo

Gentile Direttore,

sono tanti i problemi inutili che puntualmente ci facciamo. Quello di oggi riguarda il via libera che ci sarebbe stato alle passeggiate dei bambini, o meglio con i bambini.

Punto primo.

Non c'è stato un nuovo decreto che ha modificato i precedenti. Ma una circolare che ha chiarito che nei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri tra le restrizioni non c'era alcun divieto di portare il proprio figlio a fare una passeggiata.

Secondo.

Posso andare a comprare il pane? Si, con le necessarie avvertenze. Posso andare in farmacia? Si, con le necessarie avvertenze. Posso portare il bambino a fare una passeggiata? Si, sempre con le dovute avvertenze.

Terzo.

Non è un tana libera tutti. Non si consente la partita di pallone o di andare al luna park. Ma un'attività solitaria in esterno per i minori accompagnati da un adulto in modo da garantire che si rispetti il distanziamento sociale.

Ma poi c'è chi ne approfitterà! Dicono in molti. E questo è purtroppo vero, ma lo è anche adesso in tanti altri casi. E contro la stupidità umana si può fare ben poco. Viviamo un'emergenza sanitaria che non ha precedenti nella nostra storia repubblicana e che sta stravolgendo le abitudini di tutti noi. Ma tra queste non prendiamo la cattiva abitudine della caccia all'untore.

Uno studio dell'Imperial College di Londra, ritenuto fra gli istituti più seri al mondo, ci dice che il rispetto delle norme di contenimento avrebbe salvato la vita di almeno 10.000 italiani. Questo significa che noi italiani siamo molto più responsabili di come a volte ci dipingiamo.

Quindi non facciamoci problemi inutili. Nel pieno e totale rispetto delle norme sanitarie e di contenimento del Coronavirus è possibile assicurare ai bambini di poter fare una passeggiata in modo protetto anche in un tempo di emergenza come quello che stiamo vivendo.

Aldo Ragni

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La criminalità a Foggia non si ferma nemmeno in piena emergenza sanitaria. Un ordigno rudimentale è stato fatto esplodere poco prima delle 15 di questo pomeriggio in via Acquaviva nei pressi di un locale della Casa di cura Il Sorriso, di proprietà del noto imprenditore delle cliniche private foggiane Paolo Telesforo.  Non si registrano feriti o vittime. Il forte boato è stato avvertito in tutta la città, e nei paraggi della struttura tanta gente per strda manifesta tutta la disperazione chiedendo anche la chiusura della struttura che già in altre occasioni fu presa di mira con attentati dinamitardi. Sul posto Carabinieri e Vigili del Fuoco.

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L’ex questore di Foggia Piernicola Silvis - oggi brillante scrittore e al momento al lavoro sul nuo­vo libro - conosce bene la criminalità organizza­ta della provincia di Foggia. A capo della Questura del capoluogo daunio dal 2014, il poliziotto ha poi rico­perto gli incarichi di dirigente dei commissariati di pub­blica sicurezza di Vasto e Senigallia, capo delle squa­dre mobili di Vicenza e Verona, capo di gabinetto del­la questura di Ancona, vice questore vicario di Mace­rata e questore di Oristano.

Per Silvis le mani sulle imprese - del comparto turistico-ricettivo in primis - potrebbero essere messe in questo momento di estrema crisi in particolar modo dai clan garganici. Mentre la Società foggiana potreb­be prestare denaro a strozzo, dare soldi e spesa a la­voratori in nero rimasti senza entrate. L Attacco lo ha intervistato.

La direzione anticrimine della Polizia di Stato ha messo in allarme le Questure rispetto al rischio che in questa fase pezzi di economia legale siano infettati dalle mafie. Come potrebbe avvenire?

Le forze di polizia sono molto impegnate sul fronte Covid-19, da cui dipende la stessa esistenza delle per­sone. Ma in questo momento le organizzazioni crimi­nali possono mettere in atto piani molto pericolosi e delicati sul piano economico.

Nel mese di marzo i nu­meri della delittuosità sono crollati ovunque in Italia, con percentuali che arrivano a superare in alcune re­gioni il 70%. Una conseguenza sia delle restrizioni che dell’impiego massiccio in strada degli organici delle forze di polizia.

Ma dall'altro lato c’è il serio pericolo che le organizza­zioni criminali agiscano come hanno sempre dimo­strato di saper fare: una delle maggiori loro capacità è adeguarsi alle situazioni esistenti. Nulla, dunque, vie­ta che anche in questa situazione emergenziale per coronavirus la criminalità organizzata si adegui allo stato attuale. Ad esempio, immettendo liquidità nelle imprese in crisi, diventando soci o imprenditori.

L’im­prenditore vede un fiume di soldi e si lancia per pren­derli. I capi delle organizzazioni sono intelligenti e quando si tratta di clan di grosso calibro hanno molto denaro da investire, frutto di traffici di stupefacenti, estorsioni, rapine. -

Qualcuno ritiene che le mafie possano anche fo­mentare disperati e approfittatori in rivolte contro le istituzioni, in proteste organizzate. E’ possibile anche in Capitanata?

Sì, quello è un altro rischio. Le Organizzazioni crimi­nali possono sobillare disordini e rivolte. Ricordiamo che esistono qualcosa come 4-5 milioni dì persone che lavorano in nero. Si tratta anche di situazioni che possono essere viste sotto il profilo mafioso, cioè è possibile ritenere che ì sobillatori siano legati alla ma­fia.

Dunque non bisogna stare attenti solo all'immissione di soldi. I clan possono approfittare dello stato di biso­gno delle imprese oppure prestare denaro ai com­mercianti a secco di liquidità, lo non sono nessuno ma ritengo che le pattuglie della Guardia di Finanza deb­bano essere sottratte al controllo delle persone in stra­da e occupate nello studio delle economie illegali che possono svilupparsi in questa fase. Senza dimentica­re che SCO e ROS dell'Arma continuano a fare inda­gini, quindi non si occupano di Covid-19.

Rispetto alla Capitanata, c’è un altro scenario possi­bile: quando il lavoro nero crolla - oltre a probabili fur­ti, rivolte e rapine - la criminalità organizzata si può av­vicinare a chi lavorava in nero e aiutare queste perso­ne dando loro denaro o spesa. Lo vedo come un ri­schio molto “foggiano”: le organizzazioni diventano una sorta di “madre" che aiuta i figli facendo proseliti­smo e assicurandosi visibilità.

Ecco, se le organizzazioni criminali più grandi posso­no immettere capitali nelle imprese qui a Foggia, do­ve prospera la Società foggiana, ritengo invece più possibile questo altro scénario.

Quattro le principali mafie italiane, diversi i clan della cosiddetta Quarta mafia della provincia di Foggia. Sulla base delle loro peculiarità, come ri­tiene che possano muoversi in questi mesi?

In Capitanata c’è la mafia di Cerignola che è quella specializzata nella gestione degli assalti ai blindati e che al momento è fuori gioco, perché tutte le forze di polizia sono in strada a controllare il rispetto delle mi­sure di contenimento.

La Società foggiana potrebbe, invece, come ho detto, cavalcare la fame delle persone, con spesa e soldi. Mentre la mafia garganica potrebbe, a mio avviso, mettere gli occhi su quella miriade di alberghi, di ri­storanti e dì strutture ricettive in genere che al mo­mento sono chiuse sul Gargano. Temo che possano essere a rischio di una impropria rivitalizzazione da parte dei clan.

Teme che ci siano intimidazioni o prensioni su sin- daci e amministratori in genere, magari da parte di chi “pretende” di accedere a sussidi e contributi pubblici per l’emergenza?

Bisogna stare molto attenti quando si paria di intimidazioni, con tutti questi agenti in strada non credo si possano realizzare. Ma c’è da stare attenti a dare quello che tocca ai cittadini e controllare cosa avvie­ne.

Con l’emergenza Covid che assorbe così tanto le forze di polizia, le indagini e il contrasto alle mafie passano in secondo piano?

Proprio adesso che le persone sono chiuse in casa credo che sia un momento propizio per lavorare alle indagini con maggiore serenità, i reparti investigativi, cosi come le procure, continuano a svolgere il proprio lavoro. Nessuna distrazione.

L’allarme lanciato nei giorni scorsi dal direttore dell’Anticrimine si è tradotto in particolari misure sollecitate alle Questure?

So che il capo della Polizia ha scritto all'Anticrimine, alle Questure e ai prefetti. Ci sono segnalazioni dell’intelligence girate ai prefetti per prevenire le situa­zioni che potrebbero verificarsi. E’ stato detto di stare attenti alle iniziative della criminalità organizzata, tut­ti devono tenere gii occhi ben aperti in questo mo­mento.

Il rischio riguarda solo settori criminali o anche gruppi politici estremisti? Qualcuno potrebbe approfittarne per destabiliz­zare in funzione antigovernativa?

Il pericolo riguarda solo gruppi criminali, non gruppi politici. Non mi risulta che ci siano rischi eversivi nel nostro Paese. L’azione dei gruppi politici si nota facil­mente, mentre la criminalità organizzata non si fa sco­prire e lavora sott'acqua.

Mi permetto di aggiungere che quando si gratta i problemi veri vengono fuori. Il pericolo vero è che le organizzazioni criminali avanzi­no e cerchino di fare di cavalcare l'onda, mentre non ha niente a che fare con i barconi degli immigrati. Il mio auspicio è che, quando si uscirà fuori dall'emer­genza, ciò non venga dimenticato e si faccia una guer­ra ancora più serrata alla criminalità organizzata e al­l'evasione fiscale.

Lucia Piemontese

l’attacco

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