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Articoli filtrati per data: Martedì, 07 Aprile 2020

La natura regala spettacolo anche in tempi di coronavirus. Da qualche minuto anche nel nostro Gargano sarà possibile ammirare la Superluna piena più vicina dell'anno che per tutta la notte tra il 7 e l'8 aprile illuminerà come non mai, il mare, i borghi, la foresta, i laghi, le isole, le zone umide.  La  fase di luna piena in prossimità della minima distanza dalla terra: 356908 chilometri da noi, al cospetto di una distanza media di 384000 chilometri. Sono tante le foto chi stanno arrivando in redazione. Noi abbiamo scelto la luna  che sta illuminando Monte Sant'Angelo,fotografata da Lina Taronna  E questa – come segnala l’Unione Astrofili Italiani (Uai) – sarà una delle tante meraviglie che il cielo di questo mese ci riserverà. Quindi tutti con gli occhi all'insù.

 

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Su 1090 test effettuati, in Puglia sono risultati positivi nella giornata di oggi solo 70 persone, ma quasi la metà nella  provincia di Foggia (30) dove si registrano altri 5 morti. E’ sempre più pesante lo scotto che la Capitanata sta pagando nei confronti del Covid-19, con il virus che non accenna a mollare la presa sul nostro territorio. Molto alto anche il numero dei decessi, ben 5, che portano il totale (da quando è scoppiata l’epidemia) a 65 persone decedute. Secondo i dati forniti dalla Regione Puglia nel consueto bollettino, i nuovi casi di positività accertata con tampone sono stati 30, in totale 635. Qualcosa non torna.

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[Cliccando BOLLETTINO EPIDEMIOLOGICO REGIONE PUGLIA 07/04/2020 potrete consultare il report completo] ------

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi martedì 7 aprile, in Puglia, sono stati registrati 1090 test per l'infezione da Covid-19 coronavirus e sono risultati positivi 70 casi, così suddivisi:

27 nella Provincia di Bari;

0 nella Provincia Bat;

5 nella Provincia di Brindisi;

30 nella Provincia di Foggia;

6 nella Provincia di Lecce;

2 nella Provincia di Taranto,

Sono stati registrati oggi 14 decessi: 8 in provincia di Bari, 5 in provincia di Foggia, 1 in provincia di Brindisi.

Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 23.149 test.

Sono 168 i pazienti guariti.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 2.514 così divisi:

834 nella Provincia di Bari;

177 nella Provincia di Bat;

262 nella Provincia di Brindisi;

635 nella Provincia di Foggia;

384 nella Provincia di Lecce;

192 nella Provincia di Taranto;

25 attribuiti a residenti fuori regione;

5 per i quali è in corso l'attribuzione della relativa provincia.

I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l'acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.

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Domani mattina 8 aprile alle 10,00 il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano farà una videoconferenza con i sindaci di Capitanata per fare il punto sulla situazione per l’emergenza Coronavirus. Alla riunione parteciperanno anche Vito Montanaro. direttore del dipartimento regionale Promozione della Salute, e Vito Piazzolla, direttore generale dell’Asl Fg.

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Con questo video ci teniamo a ringraziare tutti quelli che ci hanno sostenuto nel corso di questa stagione speciale. Grazie ai giocatori, allo staff tecnico e dirigenziale, agli sponsor, ai tifosi, agli istruttori e a tutti i bambini e ragazzi del settore giovanile. È stata una stagione ricca di emozioni, interrotte purtroppo sul più bello, ma siamo sulla strada giusta!!! “Chi ha un perché abbastanza forte, può superare qualsiasi come.” Grazie a tutti, arrivederci alla prossima stagione

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Questa mattina il sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti, ha emesso un’ordinanza (n.70) relativamente al giorno di Pasquetta, lunedì 13 aprile. Per contrastare e contenere il diffondersi del virus ‘COVID-19", come  ulteriore misura di contenimento è stato disposto in tutto il territorio comunale la chiusura di tutti gli esercizi commerciali per la giornata del prossimo 13 aprile, giorno di Pasquetta,  fatta eccezione per la farmacia di turno. In tale giornata saranno consentiti unicamente spostamenti dettati da assoluta urgenza a da motivi di salute.

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Non è procrastinare oltre un’iniezione di liquidità. E’ questa la ricetta proposta da Italia Viva per rilanciare l’economia italiana. I coordinatori provinciali, Rosa Cicolella e Aldo ragni, l’hanno contestualizzata alla realtà della Capitanata dove, tra i danneggiati, “c’è il settore turistico, con gli operatori turistici che si trovano a dover fare i conti con restrizio­ni ed incertezze che rischiano di far saltare e compromettere seriamente l’intera sta­gione, con ripercussioni gravi sull’econo­mia dell’intera provincia di Foggia, che dal Gargano ai Monti Dauni fa del turismo uno dei capisaldi del proprio sviluppo economi­co e sociale”.

Come aiutare le aziende e gli imprenditori ritrovatisi in difficoltà? Italia Viva Foggia sostiene “la necessità di dare subito liqui­dità alle imprese, soprattutto per quelle con partite IVA e le piccole e medie imprese, con prestiti pari al 25% del fatturato 2019, garantiti al 100% dallo Stato, da restituire in 100 rate a partire da gennaio 2022”.

“Tutta la filiera è ferma - spiegano i coordi­natori provinciali di Italia Viva Foggia-. Non solo gli alberghi e le strutture ricettive ma anche ristorazione, guide turistiche, agen­zie viaggi, stabilimenti balneari, trasporti. Sostenere le imprese che operano nel mer­cato turistico significa investire in un setto­re che metterà in moto altri consumi por­tando ossigeno all’economia di tutto il Pae­se. Il decreto liquidità proposto da Italia Vi­va consentirebbe anche a questo settore di superare questi mesi di crisi e accelerare il ritorno alla normalità”.

“La necessità di liquidità è impellente e ne­cessaria per non far saltare le aziende. Re­sta una proposta rivolta a tutti - riferisce Al­do Ragni, sentito da l’Attacco - ma è chiaro che il settore turistico, essendo la nostra terra a forte vocazione in tal senso, abbiso­gna particolarmente di liquidità, perché da un lato servono soldi per poter preparare le attività in vista dell’imminente stagione turi­stica e dall’altro lato occorre liquidità per­ché i soldi provenivano soprattutto dalle ca­parre versate per la prenotazioni e, magari, sono stati già utilizzati per le consuete ope­razioni di manutenzione e preparazione dell’accoglienza turistica".

“Tutte quelle aziende - prosegue Ragni - che appartengono alla filiera turistica, mai come in questo momento necessitano di li­quidità e lo Stato deve fare la sua parte. La proposta avanzata da Matteo Renzi e Ita­lia Viva tutta dovrebbe essere considerata ‘normale’, vista anche la garanzia fornita dalla Banca centrale europea e dalla Co­munità europea per i finanziamenti attra­verso gli istituti bancari. Lo Stato deve in­tervenire con uno stanziamento da 33 mi­liardi di euro (circa il 2% del PIL): una som­ma che consentirebbe garanzie per 412,5 miliardi di euro”..

“La misura proposta non sarebbe sempli­cemente utile, bensì proprio necessaria. E il fatto che debba essere garantita al 100% è pensata per evitare che trascorrano 2-3 mesi prima dell’eventuale approvazione: è questo il tempo che ci vuole, infatti, se tutto dovesse passare attraverso le commissio­ni interne alle banche che valutano le ri­chieste di finanziamento.

Nel caso in cui il governo accetti la proposta avanzata, co­me auguro che avvenga, nel giro di 2-3 gior­ni essa sarà subito operativa. Non è casua­le che preferiamo garanzie statali sul 100% dell’importo richiesto: è l’unica modalità che aggira i tempi dell’istruttoria delle prati­che, impiegati per valutare le garanzie of­ferte dal richiedente privato”.

Il Consiglio dei ministri di lunedì 6 aprile è iniziato in ritardo rispetto all’ora prevista ed è stato sospeso, nel corso del pomeriggio, per riprendere di lì a non molto. Non ci sono ancora ufficialità, ma pare che per le picco­le e medie imprese, come hanno riferito fon­ti del Ministero dello Sviluppo, sono confer­mate le garanzie al 100% sui prestiti fino a 25mila euro senza alcuna valutazione del merito di credito.

Tra i 25mila euro e gli 800mila sarà sempre possibile ottenere una garanzia del 100% (il 90% dallo Stato e il 10% dai Confidi), al contrario dell’ipotesi che aveva formulato il ministro Patuanelli, mentre sui prestiti fino a 5milioni la garan­zia si fermerà al 90%. Negli ultimi due casi non servirà alcuna valutazione manda­mentale, cioè non verrà esaminata la pun­tualità dell’impresa nei pagamenti e nei rientri e la sua posizione nella centrale ri­schi. La maggioranza di governo troverà un accordo, nonostante le frizioni e le animate discussioni che la dividono. Attenderemo di conoscere quale e a che prezzo.

 

m.f.

l’attacco

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Noi restiamo chiusi quest’anno, perché non riusciremo ad aprire la nostra struttura ricettiva”. Esordisce così Vincenzo D’Errico, noto im¬prenditore della Capitanata e titolare dell'Hotel Riviera a Rodi Garganico. La sua struttura di accoglienza turistica gode di una posizione invidiabile, tra agrumi da una parte e mare dall’altra. Ma la crisi che ha investito il settore turistico non bada ai luoghi, al¬le strutture e alle persone. Coinvolge tutti.

“Non è conveniente aprire, servirebbero almeno 50mila euro - spiega meglio D’Errico - solo per iniziare. Per fare cosa? Lavorare sottotono? L’unica certezza sarebbe quella che ci rimetteremmo econo-micamente in maniera ancora più pesante rispetto a quanto sta già avvenendo".

“Fortunatamente per me, la struttura ricettiva non è l’unica mia fonte di guadagno. La situazione, però, è davvero drammatica e mi chiedo come potranno fa¬re tutti i lavoratori stagionali, invece, che vivono solo di questo. A metà marzo-inizi dì aprile iniziavano a lavorare. L’anno scorso, a metà febbraio, avevo già una ragazza in più nel personale; a marzo, altri 3-4. Ad aprile erano 7-8 unità in più.

Tutte persone che lavoravano durante la stagione e nei restanti mesi potevano godere dell’indennità di disoccupazione, riuscendo a far quadrare il proprio bilancio famigliare. Cosa succederà a tutta questa gente, stante l'impossibilità di aprire le strutture d’accoglienza turistica?", chiede D’Errico.

Conversando con il patron dell’Hotel Riviera, si nota che è risoluto e che la sua decisione di non aprire non è frutto dello scoramento emotivo di un momento, quanto piuttosto di lunghe riflessioni. Però, approfondendo, si intravede una piccola speranza, anche se lui stesso la mette quasi a tacere per non alimentarla e per non crearsi aspettative che, con buona pro¬babilità, sarebbero infondate.

“Per mettere fine all’emergenza sanitaria non do¬vrebbero esserci più contagi. Serviranno, quindi, come minimo ulteriori due mesi. Ciò significa che l'estate sarebbe in pieno corso. Non ci troviamo, però, sulla costa sorrentina, dove si lavora bene anche ad ottobre permettendo margini temporali meno esigui rispetto a quelli che possiamo avere noi garganici". Vincenzo D’Errico pone l’accento anche sui disposi-tivi di protezione individuali, sulle misure di sicurezza, oltre che sulla necessità di adattare le strutture alle nuove normative che, a suo dire, andranno a cam¬biare per lungo tempo quella che chiamavamo ‘normalità’.

“Gli esperti hanno detto che con l’arrivo del caldo, il contagio da Covid-19 potrebbe scomparire o, almeno, ridimensionarsi notevolmente. Mi auguro che possa essere così e che tra un mesetto e mezzo possa davvero scomparire, però le strutture dovranno comunque prevedere, in tal caso, appositi strumenti per evitare nuovi contagi. Le sale ristorante e i bar non dovranno creare assembramenti, quindi bisognerà fornire all’utenza spazi organizzati in maniera differente. Ci sarà sicuramente un cambio epocale nella gestione di tutte le attività, non solo quelle per l’accoglienza turistica”.

L’accoglienza estiva, sul Gargano, è rivolta preva¬lentemente ai nostri stessi connazionali. “Gli stranieri - specifica D’Errico - rappresentano una porzione che si aggira tra il 2% e il 3% degli ospiti. Non ritengo, altresì, che possano esserci chissà quali margini per i turisti che provengono dal Nord Italia, considerato che tra contagi, ricoveri e morti, purtroppo, non ci sarà tutto queste desiderio di raggiungere il Gargano. Si aggiunga che sono tanti ad essersi già giocati le proprie ferie, trovatisi ‘costretti’ a farlo per ammortizzare i danni economici derivanti dall'impossibilità di lavorare.

E’ vero che tanti, dopo mesi durante i quali c'è stato l’obbligo di restare a casa, cercheranno una soluzione al desiderio di evasione, ma penso che potranno soddisfarlo recandosi a mare nelle località a loro più vicine.

La latente speranza si svela estemporaneamente in un discorso più ampio. “Noi siamo pronti per lavorare - confessa il proprietario dell’Hotel Riviera -. Ci avevamo creduto fino ad una quindicina di giorni fa e stavamo lavorando da ottobre scorso alla nuova zona benessere, a quella dedicata all’idromassaggio, ai nuovi vialetti ed alla piscina”. Si trattava di un progetto che risale a 7-8 anni fa, “un’altra settimana di lavoro e avremmo finito tutto. Ci siamo fermati, anche perché non la vedo più tanto semplice”.

“Premesso che se non arrivano aiuti l'economia italiana è destinata a non ripartire più, seguo con interesse la proposta avanzata da Federalberghi Puglia che vorrebbe, per chi va in vacanza in Italia e documenta la spesa sostenuta, un credito d’imposta al 50% sia peri dipendenti che per i liberi professionisti, anziché i €500 ad ogni famiglia che va in vacanza prospettati da Maria Elena Boschi”.

D'Errico ritiene che possa essere congrua la richiesta che Italia Viva ha rivolto al governo: prestiti fino al 25% del fatturato del 2019, con garanzia dello Stato e obbligo di restituire tutto in 8 anni da gennaio 2022. “Una misura utile per l’invocata ripartenza. Per riaprire, nel nostro caso, servono interventi che costano migliaia di euro, ai quali vanno sommati quelli relativi ai professionisti che svolgono questi lavori o che forniscono i materiali.

E, oggigiorno, è fisiologico che tutti possano chiedere pagamenti immediati, alla luce della ‘fame’ che c’è”. L’invito finale è breve ma efficace: “Scegliete l’Italia come luogo di vacanza. I Paesi esteri risulteranno più allettanti, visto che le loro tassazioni permettono prezzi d’offerta più bassi, ma anche per questo invito tutti a riflettere ed a scegliere la nostra nazione, ancora meglio il nostro Gargano, per concedersi vacanze che resteranno piacevolmente nella loro memoria fino a quando torneranno. Perché torneranno, ne sono certo".

Matteo Fidanza
L’attaco

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«L'inverno passerà/ Fra la noia e le piogge/ Ma una speranza c’è/ Che ci siano nuove spiagge»: il verso finale della hit «Spiagge» di Renato Zero rac­chiude sia gli auspici dei pugliesi che vogliono tornare - sconfitto il contagio - alla normalità e alle giornate di mare, che la deter­minazione degli imprenditori re­gionali impegnati negli stabili- menti balneare. «In Puglia ab­biamo circa cinquemila lidi e im­pegniamo in ogni struttura dalle dieci alle venti persone, per un parterre di lavoratori che può su­perare i sessantamila nel perio­do estivo»: così descrive questo settore Toti Di Mattina, presidente di CNA balneari Puglia.

Le spiagge private, come consuetu­dine regolamentata dalla Regio­ne, aprono il 15 maggio ma in questo periodo si curano le ma­nutenzioni per ripristinare le strutture dopo i mesi invernali.

Il futuro sarà calendarizzato con i prossimi provvedimenti del governo, ma il settore ha già aperto tavoli per affrontare le maggiori criticità preparandosi a cambiare la morfologia dei luo­ghi, che non avranno più lettini ravvicinati o spettacolo dj-set all’aperto con centinaia di gio­vani.

«L’ultimo decreto del governo ha interrotto le manutenzioni nei nostri locali - spiega Alfredo Prete, presidente della Camera di commercio Lecce e presidente Sib Confcommercio del Salento - in quanto questa attività non è stata inserita tra quelle priori­taria. Anche per noi la priorità è la lotta al coronavirus e il calo dei contagi, ma per prepararci ad una stagione di emergenza, è uti­le poter terminare i lavori ma­nutentori per tempo». Su questo tema ci sono parecchie incertez­ze: l’Emilia Romagna in accordo con il ministero della Salute, ha autorizzato la ripresa delle ma­nutenzioni («come in Puglia il comune di Vieste», chiosa Prete) ma sarà la Regione Puglia a det­tare la linea finale.

Sul piano organizzativo, sulla falsariga delle misure che po­trebbero essere adottate per bar e ristoranti, anche gli imprendito­ri balneari si stanno preparando alle novità: «Sarà una stagione di emergenza, bisognerà garantire il distanziamento, la sanificazione degli ambienti e dei lettini, il contingentamento delle presen­ze negli stabilimenti o nelle at­tività accessorie come bar e ri­storanti. I prezzi saranno più bassi, la gente non può fare la spesa...», aggiunge Prete.

Il calo di fatturato non è ancora pre­vedibile nel dettaglio, ma sarà rilevante: «Speriamo almeno di allungare la stagione fino alle prime giornate autunnali». Poi c’è il tema della tassazione: «Pa­ghiamo il canone demaniale che dove ci sono pertinenze dema­niali ha livelli inaccettabili, pa­ghiamo l’Imu come se fossimo proprietari, paghiamo un esosa tassa sulla spazzatura, l’iva al 22%: la pressione fiscale su una azienda balneare è del 60 % circa. La priorità però è la proroga delle concessioni, sul binario indicato dalla Legge Centinaio: il sindaco di Bari Decaro ha prorogato le concessioni fino al 2033. È questa la direzione giusta, visto che il settore non è ancora nomato co­me aveva promesso il governo».

Sul tema concessioni, Toti Di Mattina chiarisce: «Avere una concessione a lungo temine, fi­no al 2033, ci aiuterebbe nell’ave­re credito dalle banche. La pro­roga concessa da Decaro ha un valore simbolico importante: nella delibera si specifica come sia una risposta ala grave crisi del momento. E non dimenti­chiamo che è il presidente na­zionale Anci a firmarla...».

«Poi il 15 aprile - conclude Di Mattina - vorremmo andare a fare le ma­nutenzioni, magari con impegno contingentato di operai, ma in modo da farci trovare pronti alla riapertura delle attività. E poi ci faremo trovare pronti anche con una scontistica per i clienti...».

Michele De Feudis

gazzettamezzogiorno

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