Articoli filtrati per data: Lunedì, 18 Maggio 2020

La malavita è arrivata a controllare cinquemila locali della ristorazione con l’agroalimentare che è divenuto una delle aree prioritarie di investimento della malavita che ne comprende la strategicità in tempo di crisi perché consente di infiltrarsi in modo capillare nella società civile e condizionare la via quotidiana della persone, con ben 219 aziende, tra ristoranti, bar, gelaterie, pub, sotto confisca in Puglia.

In Puglia risultano confiscate 219 aziende, di cui 135 in gestione all’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni confiscati mentre 84 sono quelle “destinate”. Sul totale regionale, sono 31 a Bari, a Foggia a sorpresa sono appena 2, a Brindisi sono 24, a Taranto 17 e a Lecce 10. Nel primo semestre del 2018 – secondo la relazione della Dia – in Puglia sono state emesse 21 ordinanze interdittive nei confronti di aziende, risulta la quinta regione italiana.

La criminalità organizzata – sottolinea la Coldiretti – approfittando della crisi economica, penetrano in modo massiccio e capillare nell’economia legale ricattando con l’usura o acquisendo direttamente o indirettamente gli esercizi ristorativi in Italia e all’estero. Un pericolo che è aumentato con la crisi di liquidità generata dall’emergenza coronavirus in molte strutture economiche che sono divenute piu’ vulnerabili ai ricatti e all’usura. Le operazioni delle Forze dell’Ordine svelano gli interessi delle organizzazioni criminali nel settore agroalimentare ed in modo specifico nella ristorazione nelle sue diverse forme, dai franchising ai locali esclusivi, da bar e trattorie ai ristoranti di lusso e aperibar alla moda fino alle pizzerie. In questo modo la malavita si appropria – sottolinea la Coldiretti – di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma anche compromettendo in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani e il valore del marchio Made in Italy.

L’intensità dell’associazionismo criminale è elevata nel Mezzogiorno, ma il grado di penetrazione è forte e stabile anche al Centro e al Nord. Si denota una forte presenza di tipo associazionistico anche sul versante adriatico (Pescara: 71,4; Foggia: 67,4; Brindisi: 51,6) e risulta elevata la numerosità delle province pugliesi: Barletta-Andria-Trani (40,9), Bari (40,9), Taranto (39,4) e Lecce (37,4).

Dall’agricoltura all’allevamento, dalla distribuzione alimentare alla ristorazione, il volume d’affari complessivo annuale della criminalità nell’agroalimentare nazionale è salito a 24,5 miliardi di euro secondo la Coldiretti. “Gli ottimi risultati dell’attività di contrasto confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione con la riforma dei reati in materia agroalimentare presentata dall’apposita commissione presieduta da Gian Carlo Caselli, presidente del comitato scientifico della Fondazione Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti, perché i contratti tra gli attori che operano lungo le filiere del cibo sono presupposto di valore per le produzioni locali, di remunerazione dignitosa per gli imprenditori agricoli e di qualità per i consumatori”, afferma Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia, sottolineando che “l’innovazione tecnologica e i nuovi sistemi di produzione e distribuzione globali rendono ancora più pericolose le frodi agroalimentari che per questo vanno perseguite con un sistema punitivo più adeguato”.

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Un solo nuovo malato di covid-19 in provincia di Foggia e zero decessi. Il lockdown di marzo e aprile pare abbia sortito risultati positivi, anche se gli esperti inducono ancora alla massima prudenza. E' presto per cantare vittoria, il virus è ancora tra di noi e solo tra una settimana conosceremo gli effetti dell'apertura avvenuta i tre fasi tra il 4 e il 18 maggio. Tuttavia in Puglia, secondo il bollettino epidemiologico di oggi sono stati registrati solo 9 casi ma con molto meno tamponi rispetto ai giorni scorsi.

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[Cliccando BOLLETTINO EPIDEMIOLOGICO REGIONE PUGLIA 18/05/2020 potrete consultare il report completo] ------

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi lunedì 19 maggio 2020 in Puglia, sono stati registrati 866 test per l'infezione da Covid-19 coronavirus e sono risultati positivi 8 casi, così suddivisi:

7 nella Provincia di Bari;

0 nella Provincia Bat;

0 nella Provincia di Brindisi;

1 nella Provincia di Foggia;

0 nella Provincia di Lecce;

0 nella Provincia di Taranto.

E’ stato registrato un decesso in provincia di Brindisi.

Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 91.035 test.

Sono 1.920 i pazienti guariti.

1.995 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 4.386 così divisi:

1.442 nella Provincia di Bari;

381 nella Provincia di Bat;

622 nella Provincia di Brindisi;

1.128 nella Provincia di Foggia;

508 nella Provincia di Lecce;

275 nella Provincia di Taranto;

29 attribuiti a residenti fuori regione;

1 per i quali è in corso l'attribuzione della relativa provincia.

Un caso registrato nella provincia di Bat nei giorni scorsi è stato eliminato dal database in quanto doppio. Il totale dei casi della Bat passa così a 381.

I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l'acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti. 

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Oggi, lunedì 18 maggio 2020, è senza dubbio l'inizio della "seconda primavera", in seguito alle nuove aperture di altri comparti, stabilite dal Governo. 

Anche a Peschici in queste ore si sono già rialzate numerose saracinesche: dai negozi ai bar, dagli alberghi ai campeggi, dai parrucchieri alle estetiste, fino a passare tra i tavoli dei ristoranti. 

Dalla settimana prossima, invece, toccherà agli stabilimenti balneari, alle palestre, ai centri sportivi, etc... 

Le Associazioni locali tutte, augurano ai commercianti, agli imprenditori e a tutti i Cittadini, un buon ritorno alla "quasi normalità". 

Resta obbligatorio utilizzare le mascherine, mantenere il distanziamento sociale e lavarsi, spesso, le mani. 

Peschici c'è. 

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Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha emanato l’ordinanza num. 237  sulla riapertura delle attività economiche e produttive.

“Dal lunedi 18 maggio la Puglia riparte in sicurezza - dichiara Emiliano -  Ora più che mai è importante mantenere alta l’attenzione, utilizzare le mascherine negli ambienti chiusi o quando si sta con altre persone, mantenere il distanziamento sociale, lavarsi spesso le mani”.

Con le linee guida regionali, da domani lunedì 18 maggio potranno riaprire: negozi, mercati, bar, ristoranti, parrucchieri, centri estetici, tatuatori, alberghi, strutture ricettive all’aria aperta, zoo e campeggi.

Da lunedì 25 maggio potranno riaprire: stabilimenti balneari e spiagge libere, palestre, piscine, centri sportivi, musei, biblioteche, archivi.

Resta in vigore sino al 2 giugno 2020 l’obbligo di quarantena di 14 giorni per tutte le persone che rientrano in Puglia da altre regioni, per soggiornare continuativamente nel proprio domicilio abitazione o residenza, e l’obbligo di comunicarlo immediatamente compilando il modulo sul portale della Regione Puglia o al proprio medico o all’operatore di sanità pubblica.

Dal 18 al 25 maggio 2020 sono prorogati gli effetti dell’art. 3 dell’ordinanza 221 del 6 maggio 2020 (attività sportiva all’aria aperta).

In allegato il testo completo dell’ordinanza num. 237 con le linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive: attività turistiche (stabilimenti balneari e spiagge), strutture ricettive all’aria aperta, commercio al dettaglio, parchi zoologici, musei, archivi e biblioteche, palestre, piscine, ristorazione, servizi alla persona, strutture ricettive, uffici aperti al pubblico.

L’ordinanza è corredata anche dal Monitoraggio Fase2, Report settimanale (08/05-14/05) della Regione Puglia.

In allegato ordinanza

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“Tanti anziani-pensionati con pensioni da fame costretti ancora a lavorare nei campi”. In Puglia, 51.271 ex agricoltori in pensione: importo medio di 573 euro. La proposta CIA: bonus forfettario per arrivare a un importo complessivo di 1000 euro. La metà degli agricoltori in pensione percepisce un assegno mensile sotto i 500 euro.

“Bonus per tutti, tranne che per gli agricoltori”. E’ l’ANP-CIA, l’Associazione Nazionale Pensionati di CIA Agricoltori Italiani della Puglia a protestare e a chiedere che il Governo ponga subito rimedio a una dolorosa e inaccettabile dimenticanza. “Ci sono tanti anziani che ancora lavorano nei campi”, ha spiegato Francesco Tinelli, presidente regionale di ANP-Cia per la Puglia.

“Durante tutta la fase dell’emergenza sanitaria causata dal COVID-19, il comparto agricolo non doveva e non  poteva fermarsi per il suo ruolo essenziale di produttore di beni primari. In questa fase, ancor più che nei periodi di ordinaria attività, il comparto ha avuto bisogno anche degli anziani che stanno svolgendo un ruolo fondamentale per garantire ai cittadini cibo a sufficienza e di qualità.

Questa categoria, purtroppo, nei vari provvedimenti governativi di concessione di bonus è stata esclusa”, ha aggiunto Tinelli. “Si tratta di persone, di donne e di uomini che sono stati protagonisti dell’ammodernamento del settore primario, hanno garantito la solidarietà e la tenuta sociale ed economica del Paese: protagonisti della difesa del suolo, della salvaguardia del paesaggio agrario, dello sviluppo dei territori rurali, del made in Italy riconosciuto in tutto il mondo come sinonimo del mangiare sano e di qualità”.

Hanno lavorato duramente anche gli ex agricoltori pensionati, per salvare le diverse colture nelle fasi di preparazione o di raccolta delle produzioni. “Noi riteniamo”, ha dichiarato Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia, “che a queste persone, come accaduto per gli altri cittadini, sia da riconoscere il bonus alla pari degli altri lavoratori.

Parliamo nella stragrande maggioranza dei casi di pensionati ancora con una partita Iva attiva e che, dopo oltre 40 anni di contributi, percepiscono una pensione integrata al minimo; ed è anche per questo che sono costretti a continuare a lavorare nei campi come titolari di aziende o quanto meno a collaborare gratuitamente nella conduzione delle aziende di famiglia per sopperire alla carenza di manodopera.

Per tali ragioni auspichiamo che nella fase di conversione del DECRETO-LEGGE 16 maggio 2020, n.33, sia previsto un BONUS FORFETTARIO di 500 euro, o comunque di un importo pari alla differenza tra la pensione percepita e il raggiungimento della somma di mille euro di pensione mensile, da tempo rivendicazione sindacale della CIA e della ANP-CIA quale importo minimo mensile di pensione”.

Una proposta, quella della CIA, supportata dai dati dell’Osservatorio Inps aggiornati a gennaio 2020, dai quali risulta che a livello nazionale le pensioni degli ex agricoltori risultano essere 1.356.402 pari al 7,5% del totale delle pensioni (17.893.036). L’importo medio nazionale delle pensioni degli ex-agricoltori è di 648,63 euro, quindi inferiore ai 780 euro indicati dall’ISTAT quale soglia di povertà assoluta sulla base della quale è stato calcolato l’importo della pensione di cittadinanza. In Puglia, le pensioni degli ex agricoltori risultano essere 51.271, pari al 4,43% del totale delle pensioni erogate sul territorio regionale (1.156.703). L’importo medio regionale delle pensioni degli ex agricoltori è di 573,64 euro, una quota notevolmente inferiore alla media nazionale.

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“I primi 9 donatori risultati idonei all’attività di screening sono stati convocati oggi dal centro trasfusionale del Policlinico di Bari per il prelievo/donazione di plasma in aferesi.

La Regione Puglia entra così nel vivo della sperimentazione della immunoterapia passiva con plasma raccolto da pazienti guariti da infezione Covid-19”. Lo comunica il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. 


“Ringrazio - prosegue Emiliano - tutti coloro che, sconfitto il virus, con generosità stanno effettuando le donazioni in modo da permettere ai nostri medici di offrire una speranza a chi è ancora malato e alla ricerca di fare passi in avanti verso una cura”.

Lo screening sui primi 14 candidati donatori, da cui sono risultati i primi 9 soggetti idonei, è stato completato dal laboratorio di microbiologia dell'azienda ospedaliera universitaria di Padova, per la determinazione del titolo di anticorpi neutralizzanti anti-SARS-CoV-2 sui campioni di sangue, ovvero la verifica della quantità di anticorpi sviluppata nei pazienti guariti.

Adesso l’attività proseguirà in due direzioni. “Procederemo all'inattivazione virale del plasma dei donatori idonei e al successivo congelamento e conservazione a -40 gradi, prima della infusione di plasma ai pazienti con forme moderate/severe Covid-19 ricoverati negli ospedali pugliesi. Stiamo continuando l’attività di screening per arrivare ai 70-90 donatori che abbiamo indicato per completare lo studio.

A fine settimana valuteremo l’idoneità dei 16 donatori selezionati nei scorsi giorni e proseguiremo con la raccolta del plasma”, spiega il dott. Angelo Ostuni, direttore dell’Unità operativa di Medicina Trasfusionale del Policlinico di Bari e del Centro Regionale Sangue.

La sperimentazione in Puglia è stata possibile, infatti, grazie all'approvazione dal comitato etico del Policlinico di Bari dello studio interventistico per valutare l'efficacia e la sicurezza dell'immunoterapia passiva con plasma raccolto da pazienti guariti da infezione COVID-19
“

Uno studio multidisciplinare, a cui collaborano tanti professionisti e più aziende ospedaliere, che vede il Policlinico di Bari in prima linea nella ricerca delle migliori terapie per i malati affetti da Covid19”, conclude il direttore generale del Policlinico Giovanni Migliore.

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Con riferimento alla selezione concorsuale di cui all’oggetto, già espletata con lo svolgimento della 1° prova scritta e 2° prova pratica, si comunica che

cessata alla decorsa data del 16.05 u.s., la sospensione dello svolgimento delle prove concorsuali sul territorio nazionale, disposta ex art. 83, comma 5, del decreto legge 17 marzo 2020 n. 18 (c.d. “Cura Italia”),

lo svolgimento della conclusiva PROVA ORALE viene fissato alla data di martedì 9 giugno 2020, alle ore 9:00, presso la Sala Consiliare del Comune di Vieste.

 

Il Presidente della Commissione           

Avv. F.to Antonio Coccia

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Più di mezza tonnellata di droga, tra marijuana e hascisc, è stata individuata a poche miglia dalla costa brindisina, su uno scafo in transito dall'Albania alla Puglia, dai militari della guardia di finanza. Un 31enne di nazionalità albanese, accusato di essere lo scafista, è stato arrestato per detenzione e traffico di sostanze stupefacenti.
   

L'imbarcazione usata per il trasporto della droga, un motoscafo in vetroresina di circa sei metri con un potente motore fuoribordo, è stata sequestrata. La droga a bordo, 546 chili di marijuana e 17 di hascisc, se immessa nel mercato avrebbe fruttato circa cinque milioni di euro.

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Non ci sarà nessun toto-allenatore per le cinque foggiane che dovrebbero, il condizionale è d’obbligo, partecipare al prossimo campio­nato di Eccellenza pugliese. Tutti riconfermeranno lo stesso allenatore tranne il San Severo che cambierà Gennaro Cavallo con Danilo Rufini.

Quando si ripartirà sarà un record as­soluto: mai cinque formazioni nel massimo campionato regionale. Se, come sembra, ver­ranno annullati i campionati regionali e il bloc­co delle retrocessioni, San Marco e San Severo che occupavano gli ultimi due posti (retroces­sione diretta) sarebbero salve in compagnia di Orta Nova e Atletico Vieste, e con l’arrivo del Man­fredonia dal torneo di Promozione.

Il Vieste proseguirà ancora con il molisano Francesco Bonetti. Il tecnico in queste ultime tre stagioni ha fatto decisamente bene non sol­tanto dal punto di vista dei risultati, ma anche per la crescita di alcuni giovani che attualmente sono nel mirino di squadre di C e D.

Stessa cosa in casa del San Marco dove il tecnico Marcello Iannacone resterà per il sesto anno alla guida dei celestegranata che potrebbero così dispu­tare il secondo storico campionato di Eccellenza pugliese. L’Orta Nova con molta probabilità continuerà con il giovane e rampante tecnico Cristian Carbone che nella stagione fermata da Coronavirus ha rilevato Antonio Ciurlia sulla panchina dei biancoazzurri. Riconferma per Pino Lopolito sulla panchina del Manfredonia.

A.V.

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