Articoli filtrati per data: Sabato, 09 Maggio 2020

Riceviamo e pubblichiamo

 

Ej u nov d magg

E la Madonn non ej ascnnut,

P la stred a i ott non c stej

nisciun.

I camben son’n a vacant,

I logg ten’n i drapp ma Jess non

pass,

Da u segg a u cumment

Non c stann i gent.

Non putim fa fest

Pcchè non putim fa

assembrament,

Ma u cor c streng sapenn che la

Madonn non ess.

P la vij ne batterij ne litanij,

Schitt nu silenz struggent.

U cor fej fest

Ma non ej u stess.

A uann non la putim vdè

Non la putim vasà

Non la putim stuscià pu fazzlett

A uann non l putim purtà rspett.

Mej ind la storj u nov magg la

Madonn non ej assut,

So passet guerr, pest e carstij,

ma alla Madonna nostr c facev

fest.

Gosc putim prgà che la Madonn

tutt fej passà.

E chiu u sep non sarradd u nov

magg,

T facim ascenn chiù in là

Ind la casc e p tutt i Sant.

U nov d magg senz la Madonn

non c pot accttà.

Ma l’ama accttà pcchè

la pandemij a passà.

 

Paola Lorusso

9 maggio 2020

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Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e l’assessore regionale al Lavoro, alla Formazione e all’Istruzione Sebastiano Leo comunicano che tutte le domande di Cassa Integrazione in Deroga pervenute, che non necessitano di integrazioni o verifiche aggiuntive, sono state completate e autorizzate. Entro lunedì saranno trasmesse ad INPS per il pagamento.

“Siamo tra le primissime regioni italiane ad aver completato la fase di valutazione e di autorizzazione delle domande di Cassa in Deroga. Si tratta, quindi, dell’ultima parte delle 33mila domande pervenute fino al 3 Maggio, che adesso saranno inviate ad INPS per il pagamento. Stiamo parlando – dichiara Emiliano  – di una risposta concreta a migliaia di famiglie, di lavoratrici e lavoratori, per le quali l’ammortizzatore sociale costituisce, in questo momento di crisi, l’unico sostengo al reddito. È stato, e mi preme sottolinearlo, un grande lavoro di squadra: nell’emergenza, parti sociali e Regione Puglia hanno saputo compattarsi, in un contesto di condivisone e discussione propositiva, per tutelare l’interesse dei lavoratori pugliesi. Ringrazio le organizzazioni sindacali e i dipendenti della Regione per l’impegno profuso e per la costante collaborazione”.

“Un risultato - spiega l’assessore Leo - che è frutto, innanzitutto, dello straordinario lavoro della Sezione Lavoro, già gravata da numerose attività come Garanzia Giovani, MiFormo&Lavoro e gestione delle crisi aziendali. Voglio ricordare che si è trattato di valutare circa 36mila domande pervenute da altrettante imprese pugliesi, per un numero di lavoratori coinvolti pari ad oltre 125mila unità. Un risultato raggiunto grazie all’impegno della macchina amministrativa, ma merito anche del costante confronto con le organizzazioni sindacali e con i consulenti del lavoro che hanno sempre mantenuto un atteggiamento collaborativo e di apprezzamento del lavoro svolto dalla Regione Puglia”.

“La sfida più difficile – commenta l’assessore – è stata quella di confrontarci con una burocrazia e con delle regole nazionali che, in un momento di emergenza, dovevano e devono essere semplificate. Per queste ragioni la Regione Puglia, insieme ad Abruzzo, Lazio, Emilia Romagna, Toscana e Lombardia, farà parte di un gruppo ristretto di lavoro con l’obiettivo di proporre al Governo procedure semplificate per la Cassa Integrazione in Deroga, così da affrontare più celermente la prossima ondata di istanze CIGD che arriveranno, perché non sono accettabili meccanismi così complessi in una fase come questa”.

“Ora – ha concluso Leo – le domande saranno trasmesse ad INPS per la decretazione e il pagamento. L’INPS pugliese registra le migliori performance rispetto agli altri territori e la collaborazione con Regione Puglia è ottima, ma le difficoltà burocratiche riguardano anche e soprattutto loro, già gravati oltreché dalla Cassa in Deroga, anche dalla Cassa Ordinaria, dal FIS e dai Bonus per gli autonomi, per un totale di decine e decine di migliaia di pratiche. Anche per questo, durante la nona Commissione della Conferenza Stato-Regioni  di due giorni fa a cui hanno partecipato il Ministro del Lavoro ed il Presidente INPS nazionale, ho chiesto con durezza al Presidente INPS di smetterla con vacui richiami alla collaborazione con le regioni, che già esiste da anni ed è ottima e che sanno di scarica barile, ma di concentrarsi sulla semplificazione e sui pagamenti, specie adesso che alcuni regioni, come la Puglia in primis, hanno terminato il loro compito”.

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Un ragazzo di 35 anni di San Marco in Lamis, Angelo Gualano, molto conosciuto in paese, è morto nel primo pomeriggio di oggi sulle montagne di Panni sui Monti Dauni dopo che con il suo parapendio è precipitato in un fondovalle. A nulla sono serviti i soccorsi arrivati anche con l'eliambulanza. A San Marco la notizia ha gettato nello sgomento una intera comunità.

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La notizia più bella è che per il secondo giorno consecutivo in provincia di Foggia non si registrano decessi e anche il numero dei contagiati è stabile: solo 5 casi positivi, esattamente come ieri. Preoccupa invece il dato regionale che passa dagli 11 contagi di ieri ai 30 di oggi, più del doppio. I test anti covid effettuati sono stati 1919

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Il 'manuale della sicurezza' per il turismo messo a punto dai docenti delle università pugliesi: ipotesi che ora saranno valutate dal governo regionale. Il pressing degli operatori: "Dateci regole certe"

Dalle distanze fra gli ombrelloni sui lidi alle regole per fare spettacoli teatrali, dalle misure di sicurezza per aprire bar e ristoranti, al numero di utenti che dovranno entrare in cinema, musei e biblioteche, fino ai percorsi da seguire per entrare in un albergo. Tutto questo è contenuto nel cosiddetto manuale della sicurezza, un documento di 150 pagine messo a punto dai docenti di tutte le università pugliesi e consegnato dai rettori al governatore Michele Emiliano, all'epidemiologo Pier Luigi Lopalco e all'assessora a Turismo e Cultura Loredana Capone.

L'obiettivo è individuare settore per settore, da bar e ristorazione, agli alberghi, lidi balneari e b&b, fino a locali, teatri, cinema, musei e biblioteche, le migliori modalità per aprire in sicurezza. Ma l'analisi vera e propria di quel documento comincia il 9 maggio e proseguirà nei prossimi giorni attraverso incontri con le associazioni di categoria.

Fra i temi più scottanti c'è la distanza fra ombrelloni nei lidi privati. I relatori del documento propongono una distanza di 4-4,5 metri fra ombrelloni della stessa fila. Distanza però considerata troppo grande dai balneari. Nel documento sono contenute indicazioni tecniche anche per gli alberghi, dalle modalità di disinfezione ai percorsi che devono seguire i fornitori, diversi da quelli degli utenti. Compresi i percorsi dei bagagli.

Ma si prescrive pure una distanza di 180 centimetri e una barra di plexiglass fra un tavolo e un altro in un ristorante. “Indicazioni tecniche su come gestire un'attività ricettiva ai tempi del Coronavirus – dice Lopalco – che deve bilanciare la necessità di aumentare la sicurezza infettiva. Senza con questo medicalizzare un'attività ricettiva. Il settore turismo per definizione non può essere medicalizzato”.

Da qui al tema dei tamponi il passo è breve. “Non ha senso fare il tampone con un flusso turistico regionale visto che la situazione epidemiologica è più o meno la stessa dal Gargano a Salento – fa notare l'epidemiologo – il problema si può porre quando in estate ci sarà bassa una circolazione del virus in Puglia e alta in Lombardia. In quel caso un turista lombardo per venire a fare vacanze in Puglia dovrebbe dimostrare di aver fatto un tampone con esito negativo. Ripeto, parliamo di ipotesi che dovranno essere anche commisurate agli spostamenti che verranno autorizzati nelle prossime settimane dal governo”.

Grande importanza nel documento è data anche al tema dei tracciamenti, fondamentale. Sarà indispensabile avere una chiara lista predeterminata dei fruitori del servizio, che sia trasporto, albergo o teatro. In questo modo se si scoprirà un caso positivo al Covid, i dipartimenti di prevenzione potranno avere già a disposizione l'elenco delle persone che erano accanto a quel caso positivo nei giorni precedenti, spezzando con più rapidità le possibili catene di contagio. In questo senso, le prenotazioni online saranno incrementate in ogni settore.

Il confronto con gli operatori ora sarà fondamentale per calare le regole stilate dai docenti universitari nelle complesse realtà di turismo e cultura. Un esempio semplice è quello di una sala cinematografica: se l'indicazione che verrà confermata sarà quella di prevedere due poltrone di separazione tra un posto e un altro e mai due file attaccate, molti posti salteranno.

Ci saranno dunque inevitabilmente problemi di carattere economico. Gli imprenditori dovranno valutare quanto converrà davvero aprire la propria attività quest'estate.

Intanto i gestori dei lidi alzano la voce e parlano di settore turismo in ginocchio: “Sono mesi che aspettiamo dalla Regione lo snellimento delle procedure per la preparazione dei lidi” attacca Mauro Della Valle di Federbalneari Salento.

Il Sindacato italiano balneari evidenzia “gravi ritardi nell'emanazione delle regole per la stagione già iniziata. In Puglia abbiamo 2.500 imprese balneari e più di 20mila addetti che aspettano indicazioni”. Anche il sindaco di Vieste preme sull'acceleratore: “Il Gargano è pronto a ripartire – dice Giuseppe Nobiletti – ma abbiamo necessità di regole certe e chiare e avere una data di apertura per fare un minimo di programmazione. Gli imprenditori del Gargano sperano che il primo giugno si possa ripartire”.

Antonello Cassano

repubblicabari

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Il 9 maggio del 1861, nonostante la guerra civile in atto definita impropriamente “brigantaggio”, la Festa di Santa Maria si svolse quasi regolarmente.

Le repressioni delle rivolte contadine, a seguito della conquista militare del Regno delle Due Siciliefortemente voluta e sostenuta dalla Gran Bretagna a tutela dei propri interessi nel Mediterraneo, che erano in atto nell’autunno del 1860 e nei primi mesi dell’inverno successivo, avevano prodotto bande di patrioti che, nell’estate del 1861, erano cresciute sia quantitativamente sia qualitativamente sotto l’impulso e lo stimolo costante del clero e del partito borbonico. L’attacco continuo delle bande ai paesi generava reazioni violente da parte delle masse contadine che, non avendo ottenuto il promesso miglioramento delle misere condizioni di vita, aggredivano e uccidevano sindaci, militi e ufficiali della Guardia Nazionale, liberali possidenti, usurpatori di terreni demaniali; liberavano carcerati che spesso erano detenuti politici; distruggevano archivi; saccheggiavano beni di notabili e “galantuomini”. Si trattava di vere e proprie rivolte che spesso evolvevano nella proclamazione di governi borbonici provvisori, in attesa dell’auspicato, e ormai sospirato, ritorno al governo del re Francesco II.

In genere, l’arrivo delle forze militari ripristinava l’ordine preesistente con arresti di massa ed esecuzioni sommarie; la resistenza armata dei rivoltosi non di rado comportava ritorsioni con paesi saccheggiati e bruciati da parte delle truppe regolari.

Il mese della Madonna, nel 1861,si presentava denso di preoccupazioni per i “galantuomini” usurpatori di terreni demaniali. Infatti, il 1° maggio, lungo la strada che univa Vieste a Manfredonia, era stato derubato Giovanni Antonio Corso.

Nei boschi di Vieste si aggiravano soldati borbonici sbandati dopo la sconfitta di Gaeta e giovani renitenti alla leva che mai avrebbero combattuto contro i loro fratelli. Il 3 maggio Michele Basciani, di ritorno dalle proprietà agricole di Mariantonia Medina che amministrava, riferiva di aver di aver incontrato 19 soldati sbandati in località Valle Vittoria che gli avevano chiesto informazioni su alcuni notabili del paese, tra cui il Sindaco.

Alla vigilia della Festa, il giorno di San Michele Arcangelo, si temeva fortemente che i briganti assaltassero la città. Il sindaco Carlantonio Nobile era davanti ad una decisione storica: far svolgere o meno la Festa di Santa Maria la cui memnoria si perdeva nella notte dei tempi.

Come scrive Eleonora Mafrolla in “Memorie” di Alfonso Perrone, nonostante il pericolo incombente, in un primo momento si decise di far svolgere la processione all’interno del recinto delle mura cittadine, ma poi si optò dietro pressione popolare per portare la statua lungo il millenario percorso che da Vieste conduce a Santa Maria, avendo come unica accortezza quella di non rivestire la statua della Madonna di oro e argento.

Durante le funzioni religiose a Santa Maria (7 km a nord di Vieste), una decina di soldati e renitenti alla leva di Vieste entrarono nel paese limitandosi a disarmare Gabriele Mariella, membro della Guardia Nazionale, la quale, a difesa dell’aristocrazia cittadina, si riunì in armi sulla collina dei Cappuccini pronta a difendersi da un attacco dei briganti. Un attacco che i briganti rinviarono al tragico 27 luglio 1861, quando furono sostenuti da gran parte della popolazione contadina.

La considerazione finale è d’obbligo: nemmeno una guerra civile ed eventi tragici sono riusciti ad impedire la Festa della madonna protettrice di Vieste e il pellegrinaggio a Santa Maria.

Oggi, invece, 9 maggio 2020, a seguito dell’epidemia, non vi è né festa né pellegrinaggio.

Solo i viestani possono capire il dolore che portano nell’anima, soprattutto quelli che una volta all’anno tornavano a Vieste da ogni parte del mondo.

Michele Eugenio Di Carlo

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Molte zone a verde della nostra Città sono in stato di abbandono. L’erba continua a crescere, divenendo luogo di proliferazione di insetti di diversa natura. Anche dai gradini di alcune scalinate del centro storico (vedi scalinata che porta alla Tomba di Rotari o la scalinata che conduce all’ex Convento dei Cappuccini) spuntano numerosi ciuffi d’erba.

L’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 non consente di tollerare ancora a lungo questo stato di cose. Anzi, essa impone che la viabilità urbana sia periodicamente sanificata mediante l’impiego di ditte specializzate.

I Movimenti politici “Verso il Futuro” e “Forza Italia” sollecitano l’Amministrazione Comunale a predisporre interventi immediati per lo sfalcio dell’erba delle numerose zone a verde della Città e a disporre la sanificazione delle principali vie cittadine, almeno di quelle più frequentate da macchine e pedoni.

Certo, la Città non si ritroverebbe in queste condizioni se in questo periodo avessimo avuto a disposizione i lavoratori Co.Co.Co.

I Movimenti politici “Forza Italia” e “Verso il Futuro”, nel mentre si dà attuazione ai necessari interventi di pulizia e sanificazione, chiedono all’Amministrazione Comunale di stabilizzare i lavoratori Co.Co.Co., sulle cui famiglie in maniera ancora più pesante si stanno scaricando gli effetti perversi dell’emergenza sanitaria.

I Movimenti politici “Forza Italia” e “Verso il Futuro” condividono pienamente le tesi sostenute dall’avvocato dei lavoratori Co.Co.Co. nell’incontro di qualche giorno fa circa il loro diritto a essere stabilizzati, perché chiaramente sancito dalla normativa vigente. 

Forza Italia e Verso il Futuro  

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Dichiarazione congiunta dei consiglieri regionali di Fratelli d'Italia (Erio Congedo, Giannicola De Leonardis, Luigi Manca, Renato Perrini, Francesco Ventola e Ignazio Zullo)

"Circola in queste ore la bozza di un documento su proposte, vincoli e prescrizioni per la ripartenza del settore turistico e culturale pugliese, firmato da illustri nomi, per la quale Fratelli d'Italia chiede l'apertura di un confronto con le categorie.

Le centinaia di pagine del manuale, infatti, prevedono una serie di condizioni che renderebbero di fatto inattuabile la ripartenza delle strutture legate al turismo e alla cultura. Auspichiamo quindi che il governo regionale si ravveda e che ascolti i rappresentanti delle categorie per meglio concordare un piano adeguato alle esigenze degli operatori e dei fruitori dei servizi.

È senza dubbio interesse di tutti limitare al massimo il rischio di contagio e diffusione del Covid-19 ma le eccessive prescrizioni potrebbero portare al collasso definitivo questi settori fondamentali per l'economia del nostro territorio".

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[Cliccando BOLLETTINO EPIDEMIOLOGICO REGIONE PUGLIA 09/05/2020 potrete consultare il report completo] ------

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi sabato 9 maggio 2020 in Puglia, sono stati registrati 1919 test per l'infezione da Covid-19 coronavirus e sono risultati positivi 30 casi, così suddivisi:

20 nella Provincia di Bari;

1 nella Provincia Bat;

4 nella Provincia di Brindisi;

5 nella Provincia di Foggia;

0 nella Provincia di Lecce;

0 nella Provincia di Taranto.

Oggi non sono stati registrati decessi.

Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 76.643 test.

Sono 1.114 i pazienti guariti.

2.729 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 4.286 così divisi:

1.391 nella Provincia di Bari;

381 nella Provincia di Bat;

604 nella Provincia di Brindisi;

1.108 nella Provincia di Foggia;

503 nella Provincia di Lecce;

270 nella Provincia di Taranto;

28 attribuiti a residenti fuori regione;

1 per i quali è in corso l'attribuzione della relativa provincia.

I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l'acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti. 

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A chi lascerò i miei figli se le scuole saranno chiuse? Dovrò rinunciare al mio lavoro?

Saprò gestire i nuovi tempi e conciliarli con la famiglia?

Chi ascolterà la mia voce?

Sono queste alcune delle domande che accompagneranno la ripresa al lavoro di tante donne.

Domande ancora irrisolte in condizioni normale, che ora, nel dopo pandemia , si rivelano in tutta la loro problematicità. Soprattutto se si è sola e costretta ad uscire di casa.

La mancanza di servizi e l’insufficiente rete di welfare , infatti, appaiono come un ostacolo all’affermazione del diritto al lavoro del genere femminile, costretto sempre più a scegliere tra la cura della famiglia e l’affermazione di sé, intesa come capacità di realizzare sogni e legittime ambizioni.

I dati in questo sono abbastanza chiari: il 72% dei lavoratori che sono rientrati dopo il 4 maggio sono uomini ,mentre le donne peggiorano la loro situazione lavorativa già precaria, perché costrette a dedicarsi alla didattica a distanza o alla ricerca di colf e baby sitter.

Di quanto ci sia ancora bisogno, dunque, di una lettura al femminile di ciò che sta accadendo è ormai chiaro, senza dimenticare che il lavoro è fondamentale per la dignità di tutti, uomini e donne, e nessuno deve essere costretto a scegliere tra la vita e il lavoro.

Al dramma del lavoro, in Puglia, si aggiunge poi la condizione di minorità a cui sono costrette le donne nelle rappresentanze istituzionali.  

La legislatura regionale, che in precedenza si era chiusa con la vergognosa e trasversale diserzione sulla legge per la preferenza di genere , ha scelto di replicare il copione , con la complicità del Presidente Emiliano , che pure aveva garantito, subito dopo la sua elezione, che la Puglia si sarebbe dotata di questo strumento di elementare progresso.

La regione Puglia è infatti una delle pochissime regioni a non aver introdotto la doppia preferenza nella sua legge elettorale con il risultato di avere oggi solo n. 5   di rappresentanza femminile in Consiglio sul totale di 46 consiglieri.

Sono passati 5 anni. E di quella legge elettorale nemmeno l’ombra.

La fretta di portare al voto i pugliesi in piena estate, la dice lunga sul tentativo di accelerare solo la ricerca del consenso dettata da questa emergenza , e non di favorire processi veri di partecipazione democratica.

Crede veramente presidente Emiliano che i pugliesi, alle prese con tutte le difficoltà economiche e sanitarie a cui ancora non si è data risposta ( in questo dovrebbe prendere qualche spunto dal Veneto) abbiano veramente voglia di andare a votare a luglio?

O forse è il caso di rallentare il desiderio elettorale e anteporre il vero bene dei pugliesi e delle pugliesi?

Se la ripartenza dovrà essere vera, allora non potrà prescindere dal garantire ad ogni genere, senza distinzione alcuna, la possibilità di essere presente e partecipare democraticamente in tutte le fasi della ripresa. A cominciare dalla rappresentanza.

 

Italia Viva Foggia

Coordinatori provinciali

Aldo Ragni

Rosa Cicolella

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