Silvestri gas

Articoli filtrati per data: Lunedì, 01 Giugno 2020

Polo Museale della Puglia e Direzione del Castello di Manfredonia respingono la proposta gratuita di fruizione e valorizzazione “Siamo Figli delle Stele” di  “Pop_Officine Popolari”

“C’è chi dice no, io non mi muovo”, canta in una delle sue canzoni più celebri Vasco Rossi. Ebbene, un no detto tra i denti e che lascia tutto stantio come nella più vetusta ed impolverata sala di statue immobili, è arrivato a “Pop_Officine Popolari” rispetto all’idea progettuale “Figli delle Stele”, simbolo dell’identità sipontina e di grande interesse turistico e culturale; una diretta web, dalla Sala delle Stele del Museo Archeologico Nazionale, che consentisse a cittadini, amanti e studiosi di poter rivedere, anche solo per un po’, il più importante lascito dei Dauni che la storia e il tempo hanno trasmesso fino a noi.

Dall’invio formale della proposta, che nel frattempo ha raccolto il supporto e l’entusiasmo di diverse migliaia di persone (non solo addetti ai lavori), sono passati ben trenta giorni senza risposte formali da parte del Polo regionale museale e della Direzione del Castello di Manfredonia.

Un’operazione, si badi bene, a costo zero per il MiBACT e i suoi uffici regionali e periferici, dal momento che strumentazione, tecnologia e risorse umane le avrebbe fornite gratuitamente “Pop_Officine Popolari”.

“Ebbene – afferma con rammarico Saverio Mazzone, Presidente di POP -  dal Polo non è giunta alcuna risposta ufficiale; ostinati, abbiamo continuato a telefonare per avere informazioni riguardo alla nostra richiesta e, dopo diversi tentativi, rimpalli, rinvii e promesse di richiamarci, una funzionaria imbarazzata ci ha comunicato che no, non si può fare, presto il Castello e le Sale del museo saranno di nuovo un cantiere e no, non ci potrà entrare nessuno. Come da 5 dannati anni a questa parte – sottolinea Mazzone -. Inutile dire che dalla nostra domanda alla narrata ripresa dei lavori di recupero e valorizzazione è passato un tempo che ci avrebbe consentito di fare un numero di dirette da Guinness dei primati. Un atteggiamento che chiaramente cozza con la forma mentis del Ministro Franceschini (massima valorizzazione e più ampia fruizione del patrimonio culturale, sancita anche dalle leggi di riforma del Ministero, che hanno avuto l’apice proprio nella nascita dei Poli regionali). Il risultato è sotto gli occhi di tutti: si ostinano a fare di musei come il nostro delle vere e proprie Fortezze inespugnabili, più di quanto un Castello svevo o giù di lì avesse mai potuto essere finanche nei sogni del Re suo fattore”.

Sono anni, infatti, che ai cittadini di Manfredonia, ai visitatori ed agli studiosi è negato l’accesso al più importante lascito del passato. Lastre di pietre (per le quali è stato anche avviato l’iter per la candidatura Unesco come patrimonio dell’umanità) sulle quali i nostri avi hanno inciso per sempre la propria identità. E creatività. Manufatti d’arte che hanno attraversato più di 2.500 anni di storia per ritrovarsi a prendere polvere nelle sale di un Museo da troppo tempo chiuso al pubblico per lavori.

Pop_Offine Popolari”, dunque, proponeva un appuntamento in diretta streaming che ci fecesse tornare a vederle, queste Stele, ormai abbandonate a filmati di repertorio che fanno tenerezza; un webinar che, con la voce dell’esperto, ce le raccontasse di nuovo, facendocene riscoprire l’incanto.

“Figli delle Stele” è un modo per tornare a reimpossessarci della nostra Storia, nei giorni in cui la Storia sembra essersi fermata di colpo. Un’occasione per tornare a riflettere su un sistema, quello culturale e artistico, spesso ai margini delle preoccupazioni e delle pagine di decreti ed ordinanze straordinarie, nonché per porre solide basi per la ripartenza dell’offerta turistica, tassello fondamentale dell’economia e dell’occupazione locale.

“Un patrimonio culturale è un bene che appartiene in primo luogo ai cittadini del territorio che lo ha prodotto e alla comunità mondiale di appassionati e studiosi che scrivono di Storia – conclude il Presidente di Pop -.  Quella vera, quella che finirà nei libri della scuola. Non come la storia del nostro Museo e dei suoi tesori, che al massimo finiranno nell’ennesimo libro scandalo che racconta di una burocrazia Moloch che, se non ci farà morire di fame, ci farà appassire di bruttezza. Che almeno il nostro pianto diventi una nenia rumorosa: unisci le tue lacrime alle nostre, hai visto mai che il flusso arrivi fino a Roma?”.

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La definizione di pigrizia e delle sottospecie sue - come l'ozio, l'accidia e l'ignavia - spacca famiglie e religioni, partiti e movimenti. Ha financo rovinato la digestione al povero Karl Marx provocandogli violenti litigi col genero, Paul Lafargue, che rivendicò in un pamphlet il diritto alla pigrizia. Perché, se dai tempi della cacciata dal paradiso lavorare si deve - «Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finché tornerai alla terra» - quanto, e come, si debba lavorare e come si debba riposare sono questioni sulle quali i filosofi non si accordano facilmente. E nemmeno gli illuminati, Buddha diceva: «Dire cosa sia lavoro e cosa non sia lavoro, lascia nel dubbio anche il più saggio degli uomini».

Il semiologo Gianfranco Marrone non ci prova nemmeno nel suo saggio La fatica di essere pigri (Raffaello Cortina, pagg. 164, euro 14) a dipanare questo groviglio. Non perché sia troppo pigro ma perché basta guardare il groviglio stesso, e tracciare la storia delle idee che l'hanno partorito, per generare un interessante strumento di conoscenza.

Ovviamente da leggere con calma e stesi sul divano, mentre qualcuno ci accusa di non far niente. La prima paradossale certezza che il libro ci regala è che la pigrizia non può essere mai casuale: «costa fatica». Sottoposta alla fitta sassaiola dello sdegno sin dall'antichità, è una via difficilmente praticabile, occorre difendersi dall'aggressione ideologica altrui. Insomma se pigrizia può esserci, prima deve esserci un duro lavoro per costruire un recinto protettivo di fatti e di idee.

Ecco che allora Marrone fa fare al lettore un lungo percorso tra le pagine dei pensatori che questo recinto hanno cercato di costruirlo: Seneca, Kenko Yoshida (1283-1350), François de La Rochefoucauld, Robert L. Stevenson, Paul Lafargue e nel finale Roland Barthes.

Ne esce un ritratto della pigrizia che ha il suo maggior pregio nell'essere una forma di pensiero divergente e creativo. In questo senso è molto illuminante Robert L. Stevenson, il padre del Dottor Jekyll e Mister Hyde: «La cosiddetta pigrizia che non consiste nel non far nulla, ma nel fare tanto di quel che i dogmatici formulari della classe dirigente non riconoscono».

Tutte idee, ad esempio, che piaceranno poco a Marx sempre intento a trasformare ogni proletario in un lavoratore che non si ferma mai e che dentro il lavoro non si «aliena» più ma si realizza totalmente (nemmeno il capitalista più sfrenato è mai arrivato a sognare degli schiavi così).

Per fortuna che in casa, come dicevamo, gli si è opposto il marito della figlia Laura, Paul Lafargue con il suo Il diritto alla pigrizia (1883). Per lui sia Marx che i capitalisti stavano diffondendo una «moribonda passione per il lavoro spinta sino all'esaurimento delle forze vitali dell'individuo e della sua progenie».

Ha però perso la sua piccola rivoluzione - il suocero lo considerava utopista - schiacciato dal produttivismo marxista. Ma anche oggi che il consumo ha vinto, almeno in Occidente, non è stato vendicato perché è un consumo a ritmo forzato, ben diverso dalla sua idea di morbido loisir.

Ma forse era destino. Essere pigri è un gran lavoro che ognuno deve portare avanti di persona. Senza teorici o partiti. Ogni divano è una trincea che ognuno di noi deve difendere. Sino all'ultimo.

Pubblicato in Il libro della settimana

A giorni entrerà in funzione un servizio navetta per gli spostamenti interni nel cimitero di Vieste. Si attendono le ultime incombenze autorizzative. Il servizio è gratuito ed è messo a disposizione dalla storica Onoranze Funebri la Garganica. Tornerà utile agli anziani, ai disabili a quanti trovano difficoltà nel raggiungere la tomba o la cappella del proprio caro.

 

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MARMERIA “LA GARGANICA” ED ONORANZE FUNEBRI DEI FRATELLI PECORELLI: SERVIZI FUNEBRI CON LA MASSIMA PROFESSIONALITÀ

“La Garganica” si occupa di tutto l'occorrente per l'allestimento della camera ardente e del funerale. Funerali completi e servizio lapideo a prezzi concorrenziali, anche con pagamento dilazionato.

Alla “Marmeria Garganica” in esclusiva vera e propria ARTE FUNERARIA.

Tombe, edicole, cappelle, mausolei, rivestimenti, lapidi, in pietra e ogni altro lavoro: dai pavimenti, capitelli, vasche in pietra, caminetti e tanto altro.

 

Marmeria LA GARGANICA ed Onoranze Funebri dei Fratelli Pecorelli

Assistenza telefonica h24 - 331/7271750 - 3483978495

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Dal 3 giugno non ci saranno più divieti di spostamenti fra le regioni, ora che l’indice di contagio (RT) è sotto il livello di allarme, e pertanto in tutte le regioni affacciate sul mare può cominciare la stagione balneare. Quanto potranno pesare positivamente sulla tenuta della economia turistica italiana i 2,4 mld di Bonus vacanza messi a disposizione delle famiglie con Isee sotto i 40mila euro, anche alla luce delle limitazioni di spostamenti per milioni di turisti tedeschi e del Nord Europa? A dare una riposta è l’indagine del Centro Studi Nazionale Ircaf che registra i prezzi del noleggio di un ombrellone e due lettini nel mese di giugno nei bagni delle nostre coste. L’indagine tiene conto, nei prezzi e nel servizio, delle nuove linee guida del Governo (DPCM del 17 maggio) e delle ordinanze locali, e ha coinvolto una quarantina di stabilimenti balneari nelle località più rinomate in tutte le regioni, che sono stati contattati telefonicamente nei giorni di giovedì, venerdì e sabato 30 maggio scorso dai ricercatori del Centro Studi Nazionale Ircaf .

Prezzi stabili rispetto l’anno scorso

20,93 euro è la spesa media nazionale del campione per il mese di giugno di quest’anno (inclusi i costi di sanificazione antivirus) comprensiva di due lettini ed un ombrellone in quarta fila per un solo giorno di sabato o domenica. L’anno scorso la spesa annua media era stata di 20,54 euro con un aumento medio del +1,89% sul 2020. “Abbiamo rilevato anche la spesa media settimanale – spiega Mauro Zanini, presidente del Centro studi – nel 2020 si attesta a 119,30 euro a fronte di una spesa annua dell’anno scorso pari a 117,18 euro, con un aumento medio del 1,8%”. Da evidenziare che ben l’82,5% degli stabilimenti balneari interpellati ha mantenuto le tariffe uguali a quelle dell’anno scorso. Del 17,5 % degli stabilimenti che hanno aumentato i prezzi, quasi tutti avevano tariffe medie fra le più basse e l’aumento medio per il giornaliero si attesta a 2,64 euro e 12,28 euro per il settimanale, che corrisponde ad un +15% in entrambi i casi

La ragione di una mancata corsa ai rincari, almeno per il momento, potrebbe essere dovuta al fatto che dalle interviste agli operatori emerge chiaramente una preoccupazione sul possibile calo della domanda. La stragrande maggioranza di loro ha mantenuto i prezzi dell’anno scorso nonostante l’aumento dei costi legati alle nuove norme anticovid: siamo all’inizio della bassa stagione e sarà importante capire come andrà nel prossimo periodo. Nel mese di Luglio le politiche dei prezzi potranno subire variazioni alla luce delle richieste che arriveranno, senza escludere soluzioni per garantire la vacanza ai turisti che da anni vengono nelle loro spiagge. Resta l’esigenza di verificare la correttezza tra prezzi e servizi forniti in questo nuovo contesto pandemico e su cui fondamentale il controllo di tutte le autorità a tutela della salute pubblica e del cittadino turista. Cosi come anche noi continueremo il monitoraggio delle politiche dei prezzi e servizi .

Grandi differenze di prezzo da nord a sud

 A Praia Mare, a Vieste e a Grado per un giornaliero abbiamo trovato che si paga 10 euro; abbiamo registrato prezzi contenuti (12 euro) anche a Rodi Gargano , a Gabicce Mare, ad Alcamo e a Policoro.  Per quanto riguarda gli stabilimenti, il prezzo più alto si trova nelle località della Versilia, con un costo giornaliero di 40 euro, seguito da Sabaudia a 36 euro, e a Milano Marittima e a Fregene con 35 euro. Va detto che i prezzi riflettono anche differenti servizi messi a disposizione, che variano molto anche nello stesso territorio. Nell’ industria del turismo di massa come quello della riviera adriatica romagnola abbiamo prezzi di “tutte le taglie “.

L’Adriatico batte il Tirreno in convenienza

Per i bagni che si trovano sul mare Adriatico e Ionio la spesa media si attesta a 17,95 euro per il giornaliero e 93,90 per il settimanale, ovvero il 35% in meno di spesa per il giornaliero rispetto agli stabilimenti che si trovano sul mare Tirreno e Ligure (dove si paga 24,21 euro) e il 58% in meno per il settimanale (dove si paga 149,11 euro). Naturalmente la Sardegna è molto più cara rispetto al mar Tirreno per le spiagge a pagamento, ma è da evidenziare che c’è un numero superiore di spiagge libere.

“Rendere green gli stabilimenti”

Zanini commenta: “Pur in quadro di forte preoccupazione per gli effetti della pandemia sul settore, è fondamentale che nel realizzare una migliore qualificazione dei servizi di spiaggia, della balneazione, della qualità del mare e della tutela delle coste, non si faccia mancare anche l’impegno per una ristrutturazione sostenibile dello stabilimento balneare, adottando politiche di contenimento dei rifiuti e di riciclo dell’acqua, utilizzando materiali sostenibili e biodegradabili in sostituzione della plastica, senza arrendersi alle “difficoltà odierne”. Sono questi gli aspetti, oltre al prezzo che il turista consumatore saprà apprezzare e premiare nelle scelte del posto e dello stabilimento. 

 

Leonardo Masnata

ilsalvagente.it

Pubblicato in Turismo

Da Milano Malpensa, il volo per Bari è previsto ogni giorno alle ore 9:30, mentre da Roma Fiumicino la partenza per la Puglia è tutti i giorni alle 9:20 e da Bari verso la Capitale alle 11:10.

Alitalia riprende lunedì a collegare direttamente Bari e Milano con il volo AZ 1630 in partenza dall’aeroporto «Karol Wojtyla» alle ore 13 per Malpensa. Il collegamento sarà effettuato tutti i giorni e si aggiunge al servizio quotidiano con Roma Fiumicino, rimasto sempre attivo durante il periodo di lockdown dell’Italia per la pandemia da Covid-19.

Lo rende noto la Compagnia. Da Milano Malpensa, il volo per Bari è previsto ogni giorno alle ore 9:30, mentre da Roma Fiumicino la partenza per la Puglia è tutti i giorni alle 9:20 e da Bari verso la Capitale alle 11:10. «Tutti i voli Alitalia vengono effettuati con capienza degli aerei contingentata, per rispettare le attuali disposizioni di legge sul mantenimento del distanziamento minimo», è sottolineato.

Pubblicato in Economia
Lunedì, 01 Giugno 2020 15:42

BOLLETTINO EPIDEMIOLOGICO 1 GIUGNO 2020

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi lunedì 1 giugno 2020 in Puglia, sono stati registrati 998 test per l'infezione da Covid-19 coronavirus e sono risultati positivi 4 casi, così suddivisi:

3 nella Provincia di Bari;

0 nella Provincia di Bat;

0 nella Provincia di Brindisi;

1 nella Provincia di Foggia;

0 nella Provincia di Lecce;

0 nella Provincia di Taranto;

Sono stati registrati 2 decessi: 1 in provincia di Bari, 1 in provincia di Foggia.

Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 119.650 test.

Sono 2.837 i pazienti guariti.

1.155 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 4.498 così divisi:

1.486 nella Provincia di Bari

380 nella Provincia di Bat

651 nella Provincia di Brindisi

1.156 nella Provincia di Foggia;

515 nella Provincia di Lecce;

281 nella Provincia di Taranto;

29 attribuiti a residenti fuori regione.

Pubblicato in Coronavirus

Sono le province di Bari e Foggia le uniche in Puglia a far registrare casi di nuovi malati e di nuovi decessi in Puglia. Su 998 tamponi effettuati, 4 i casi positivi al covid 19, 3 in provincai di Bari, 1 nel Foggiano. Due i morti, uno nel Barese, l'altro in Capitanata. Zero assoluto nelle altre quattro province pugliesi.

Pubblicato in Coronavirus
Lunedì, 01 Giugno 2020 15:39

Ma adesso evitiamo la pandemia di tumori

Con il ritorno alla individuale responsabile libertà post emergenza sanitaria Covid 19, si avverte l'estrema urgenza di affron­tare con determinazione la trascurata emergenza sanitaria oncologica. Una patologia, il cancro, che, se fronteggiata come la pandemia da Coronavirus, risparmierebbe milioni di morti, in­cidendo sulla comunità anche a livello economico e sociale.

Poco più di un anno fa (2018), infatti, le diagnosi di cancro nel mondo sono state di oltre 18 milioni (con una incidenza maggiore per i tumori del seno, polmone, colon retto e prostata), con una mortalità di circa 10 milioni di persone ed una guaribilità mondiale complessiva di 43 milioni di persone (vive cioè a 5 anni dalla diagnosi).

In Italia lo scorso anno (2019) sono stati diagnosticati oltre 370.000 nuovi casi di cancro, vale a dire: ogni giorno più di 1.000 italiani hanno avuto una diagnosi di cancro. Mediamente ogni giorno circa 500 persone muoiono in Italia di cancro. E per quest'anno (2020) si stimano circa 4 milioni di italiani portatori di un vissuto cancro.

È giunto ora il tempo di lottare con fermezza contro questa devastante malattia, sempre più destabilizzante per ogni famiglia. A 100 giorni dalla pandemia Covid 19 sono stati rinviati cure, controlli e screening oncologici che, comunque, comportano minore curabilità, minore guaribilità e maggiori tumori avanzati, con una più alta percentuale di mortalità, a causa anche del Coronavirus.

Ora dobbiamo recuperare il tempo perso, evitando una pandemia di tumori. Per questo ritengo impro­crastinabile il potenziamento della medicina territoriale, attra­verso le "sentinelle", gli intercettatori dei segnali di malattia, capaci cioè di individuare e scoprire i primi segni. Sono i nostri Medici di medicina generale, che inviano i pazienti allo specialista per poi averne cura quando devono seguire le terapie.

Di pari urgenza e' la incisiva riattivazione dello screening (per i tumori del seno, del colon- retto e dell'utero), anche attraverso il coinvol­gimento attivo e diretto dei presidi e strutture convenzionate private (come accaduto per il Covid l9). Ed infine, ma non per ultimo, la necessaria drastica riduzione degli asfissiante burocrazia, che sempre più mortifica pazienti e operatori sanitari.

Credo poi che la responsabilità della gestione sanitaria, affidata ai differenti 20 Sistemi Sanitari Regionali manifesti lacune, incongruenze e de­bolezze avendo perso di vista la singolarità di ogni malato, con la sua dignità e la sua fragilità.

Di qui la necessità che la Sanità (custode del bene supremo della persona: la salute) sia unica e omogenea per tutta l’ltalia, riaffidata in tutte le sue articolazioni al Ministero della Salute. In campo oncologico il nostro Paese ha compiuto enormi passi avanti, tanto da determinare una maggiore guaribilità dal cancro.

Ma nuove sfide ci attendono, soprattutto a livello genetico ed immunologico, per vincere il cancro. Sappiamo che entro il 2040 il numero dei nuovi casi di cancro salirà a livello mondiale a circa 25 milioni di persone. Ed il tasso di sopravvivenza a 5 anni per tutti i tumori diagnosticati, attualmente in Italia di circa il 65%, potrebbe (ed è questa la vera odierna sfida) rag­giungere il 90% grazie alla innovativa pratica diagnostica. E' un dovere morale dal quale non possiamo e dobbiamo esimerci.

 

Francesco Schfttulli

Presidente nazionale

Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori

Pubblicato in Società

Si aspetta solo l’ufficialità, ma ormai è sicuro: confermate le quattro compagini foggiane nell’eccellenza pugliese che diventerebbero cinque con l’arrivo del Manfredonia. Sarà record. Restano nel massimo campio­nato regionale San Severo, Orta No­va, Vieste e San Marco che nella sta­gione fermata dal Coronavirus hanno lottato per mantenere la categoria.

Appare dunque ormai certa la ri­conferma in Eccellenza pugliese del San Marco che stava disputando la sua prima e storica apparizione nel massimo campionato regionale. La società sta pensando ad eventuali strategie per rimettere in moto il mo­vimento calcistico locale compreso tutto il settore giovanile. Futuro da decifrare, ma la società celestegra­nata si dice pronta a sfidare se stessa con un altro campionato di presti­gio.

In casa del San Severo i soci pen­sano a nuove strategie societarie ed al rafforzamento dirigenziale in vista di una possibile ripartenza a settembre sempre nel torneo di eccellenza pu­gliese. La salvezza del San Severo non arriverà dal campo ma probabilmen­te dal Governo regionale del calcio che bloccherà le retrocessioni e con­fermerà i giallogranata nel massimo torneo pugliese.

Ecco perché è il momento di pen­sare a quello che sarà e cercare di gettare le basi solide per il futuro visto che anche il calcio dilettantistico troverà serie difficoltà nella rac­colta di fondi per affrontare la sta­gione tra l’altro costosa come quella dell’eccellenza pugliese.

Non ci sarà nessun toto-allenatore per le cinque foggiane. Tutti ricon­fermeranno lo stesso allenatore tran­ne il San Severo che cambierà Gen­naro Cavallo con Danilo Rufini (un ritorno il suo). Il Vieste proseguirà ancora con il molisano Francesco Bo­netti.

Il tecnico in queste ultime tre stagioni ha fatto decisamente bene anche per la crescita di alcuni giovani che attualmente sono nel mirino di squadre di C e D. Stessa cosa in casa del San Marco dove il tecnico Mar­cello Iannacone resterà per il sesto anno alla guida dei celestegranata che potrebbero così disputare il se­condo storico campionato di eccel­lenza pugliese.

L’Orta Nova con mol­ta probabilità continuerà con il gio­vane e rampante tecnico. Cristian Carbone che nella stagione fermata da Coronavirus ha rilevato Antonio Ciurlia sulla panchina dei biancoaz­zurri. Riconferma quasi sicuramente anche per Pino Lopolito sulla panchina del Manfredonia.

A cambiare padrone potrebbe es­sere, invece, quella del San Severo con una voce che vorrebbe il ritorno di Danilo Rufini sulla panchina dei giallogranata si fa sempre più insi­stente negli ambienti sanseveresi. Sa­rebbe un gradito ritorno del tecnico dopo che l’allenatore ha scritto parte della storia dei giallogranata in que­sti ultimi 10 anni con la storica pro­mozione dall’Eccellenza alla Serie D di 7 anni fa. Come ce ne sarà la pos­sibilità, in casa del San Severo Calcio verrà immediatamente indetta una riunione tra i soci per pensare a nuo­ve strategie societarie ed al raffor­zamento dirigenziale in vista di una possibile ripartenza a settembre sem­pre nel torneo di Eccellenza puglie­se.

Antonio Villani

Pubblicato in Sport

“Esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà ai medici di base foggiani che si sono sentiti offesi dalle parole del Presidente Emiliano, da cui ci sentiamo delusi”. Lo dichiarano i coordinatori provinciali di Italia Viva Foggia, Rosa Cicolella e Aldo Ragni, a proposito delle recenti dichiarazioni del Governatore della Puglia, Michele Emiliano, sui presunti eccessivi stipendi dei medici di base. Frasi che hanno indignato gran parte dei professionisti della categoria, che hanno scritto una lettera aperta denunciando al contrario difficoltà e mancanza di privilegi.

“I medici di base hanno dovuto affrontare l’emergenza nel caos, in una mancanza assoluta di qualunque tipo di coordinamento con il Dipartimento di Prevenzione ma dovendo prestare ascolto e cure ai propri pazienti – sottolineano Cicolella e Ragni -. Ci saremmo quindi aspettati da Emiliano maggiori parole di conforto per questa categoria di medici, che si è messa a completa disposizione della collettività con sacrifici e spirito di dedizione”.

“Dopo quello della Lega Nord mai avremmo immaginato che un attacco ai medici di famiglia arrivasse dal Presidente della Regione Puglia, Emiliano. I medici di base non solo non rubano lo stipendio, ma rappresentano un riferimento per l’intero sistema sanitario.

Non li si può chiamare in causa solo per dargli indicazioni su come comportarsi nelle emergenze, ma a loro va riconosciuto quel lavoro di prossimità del paziente di cui c’è sempre bisogno”. Infine un messaggio non solo ai medici di base, ma anche agli ospedalieri, al 118, agli infermieri, OSS e a tutti gli operatori sanitari: “A loro diciamo grazie per quanto hanno saputo fare. Questa pandemia ha messo tutti di fronte a un qualcosa di nuovo e la differenza l’ha fatta la capacità di essere vicino a chi ha sofferto. Quindi semplicemente: Grazie!”

Italia Viva Foggia

Coordinatori provinciali

Aldo Ragni

Rosa Cicolella

Pubblicato in Politica
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