Silvestri gas

Articoli filtrati per data: Domenica, 14 Giugno 2020

Alla svolta fra il Sei Settecento le accademie divennero molto di più dell’Università centro di circolazione delle nuove idee, un contesto dove emerge l’importanza delle relazioni fra intellettuali e in particolare fra l’ambiente romano e quello napoletano, dove spicca il ruolo della figura di Celestino Galiani e dell’altro conterraneo Pietro Giannone.

Dalla testimonianza del Nunzio Simonetti leggiamo “ Si fanno per tutta la Città [Napoli] Accademie in diverse facoltà, e molte si sa esser buone; altre però sono sospette, essendo certe che la gioventù legge libri Francesi, ed Oltremontani, e le massime di quelli contro la Chiesa e gli Ecclesiastici, si spacciano con pompa pubblicamente, avendo preso gusto nella critica delle materie Ecclesiastiche, ed alle nuove opinioni cartesiane”.

Il Minieri Riccio nell’elenco delle Accademie nella città di Napoli cita la Colonia Aletina fondata nel 1741, ispirata dall’Arcadia di Roma fondata nel 1690, si richiama a questa non solo come movimento letterario, ma come vera e propria scuola di pensiero: classicista; amanti della poesia classicheggiante, eruditi e studiosi che si richiamavano ai pastori-poeti della mitica Arcadia.

La Colonia Aletina fondata in onore dell’Immacolata Concezione aveva sede nella chiesa di Sant’Agostino degli Scalzi, dedicata a S. Maria della Verità. Dichiarata la novella Accademia   Colonia dell’Arcadia di Roma dal 1753, aveva preso come emblema un Cigno sulle acque, sopra del quale pendeva la Fistula Pastorale col motto “ et canit, et cadent”.

L’istituzione dagli interessi prevalentemente religiosi, teneva la seduta annuale in occasione della solennità dell’Immacolata Concezione di Maria e gli accademici erano chiamati a recitare componimenti in versi e in prosa in onore della Beata Vergine. Composizioni, che a parte qualche guizzo particolarmente espressivo, non riescono quasi mai ad allontanarsi davvero dai più usuali dettami della poesia arcadica.

Nella raccolta di prosa e versi recitati in lode dell’Immacolata Concezione di Maria , l’otto dicembre dell’anno 1766 si ritrova il componimento di Domenico Arcaroli Eccitato Viciense tra gli Arcadi Nivilio.                                        

Per l’Arcaroli erano gli anni della permanenza a Napoli dove frequentava la pubblica Università e ne conseguiva il grado di dottore dell’una e dell’altra legge “ in utroque jure” il 29 novembre 1768. Nella testimonianza di Saverio Politi sacerdote della Diocesi di Tropea, deposta nel processo concistoriale del 27 gennaio 1776, per la nomina di vescovo di Lavello, il compagno di studi dichiarava “ La cognizione che io tengo del S. D. Domenico Arcaroli è incominciata nella Città di Napoli da anni 15 à questa parte, in occasione che frequentavamo diverse legali Accademie, che si tenevano nella suddetta Città nelle quali unitamente più volte ci siamo portati, ed il tal congiuntura lo principiai non solo a conoscere ma anche a trattare, il che ho continuato a fare interportarmi però per via di carteggio[1].

L’Arcaroli già ordinato sacerdote l’8 maggio 1755 presso il seminario Arcivescovile di Manfredonia, fu accademico del sodalizio culturale dell’Accademia degli Eccitati di Vico del Gargano sorta del 1759 come si legge negli statuti. Contemporaneamente, durante il periodo in cui egli si trovava nella capitale del regno per i corso di studi giuridici, frequentò gli ambienti accademici, più vicini al suo spirito di zelante ecclesiastico. Tale era il contesto della Colonia Aletina fondata dai padri Agostiniani Eremitani Scalzi di Napoli, che si riunivano annualmente nella chiesa di Chiesa di S. Maria della Verità.

Nei versi egli canta una eterna lode alla Madre Celeste resa immune dal peccato perché destinata ad essere madre del Figlio; vincitrice del male è invocata a soccorrere l’umanità e liberarla dal peccato. La conclusione è un invito a lodare Maria “ Seguite, o Arcadi i vostri canti lieti, e festanti”.

 

 

E qual insolita

Novella è questa,

che la foresta

d’inni , e cantici

tutto risuona;

e al piano, e al monte ,

e al colle, e al prato,

fuor dell’usato

ciascun ornato d’immortal corona

la nobil fronte,    

si vedono d’Arcadia i pastorelli

cacciar dal gregge dl’innocenti agnelli?

Ah si, sovvengomi

qual sia la bella

cagion di quella

gioia, che ingombera

di tutti il petto.

Oggi a’ mortali

quel dì risplende,

per cui si accende

di stizza, di livore, e di dispetto

chi a’ nostri mali

diè la spinta crudel, per cui la morte

venn’ella a trionfar di nostra sorte.

A Voi, gran Vergine,

i dì festivo

oggi è votivo:

sì , a Voi si rendono

in sì bel giorno

laudi, ed onori:

perciò v’idio

arder di pio

desiderio i pastori a far che adorno

ciascun di fiori

qui comparisse, a celebrare il santo

dì, che piacesse al vostro Dio cotanto.

Quel giorno memoro,

se tal ei puole

dirsi, che il sole

ancor risplende

non si vedea,

quando il gran Dio,

qual sposo amante,

le luci sante

fisso sopra di Voi qual altra Dea:

si allor che pio

destinandovi Madre del suo Figlio

Vi rendè immune dal comun periglio.

Ed ho qual gaudio

in ciel si accrebbe!

Chi ‘l crederebbe?

Deh voi spiegatelo

almi, e beati

spirti celesti,

che il gran momento

pien di contento

celebraste d’amor tutto infiammati:

che mai tu festi

o superbo Dragon? Tornasti giuso

per giusto guiderdon vinto, e confuso.

Or chi non debbavi,

alma eroina

pura, e divina

dir, che Voi l’unica

siete, la vaga

la bella, e intera,

di cui tra tante

l’eterno Amante

sol si compiacque, ed ogni cuor appaga?

Ah sì; la vera

di lui pupilla siete, e il suo tesoro,

l’opra più degna del di lui lavoro.

La Primogenita

Voi sì già fuste;

tal le vetuste

sacrate pagine

fanno a noi fede.

Voi foste esente

sì, dall’antica

colpa nemica:

sì, non osò d’insidiarvi il piede

il rio serpente:

si, quella foste Voi Arca gradita,

per cui l’uom fello si salvò la vita.

Cieli o voi ditelo,

che allor presenti

ai bei momenti

di Lei mirastivo

pien di stupore

la bella Imago:

qual non si apprese

gaudio , ed intese?

A Lei qual gloria non si diede, e onore?

Io so, che pago

Il Sol restonne, e ogni più chiara Stella

al riflesso di Lei parve men bella.

Qui ancor s’intesero

inni festivi.

Che non udivi?

Chi al cedro, e al platano

la somigliava:

chi a quel de’ campi

giglio odoroso,

bello, e vezzoso.

Chi , da Te quando impetro, a Lei gridava

che orma qui stampi

cinta di nostra uman spoglia terrena,

e vieni a liberar noi da catena?

Altri pregavano:

dhe vieni o Sposa,

dolce, amorosa:

Tu sei quell’Iride

non si vedea,

quando il gran Dio,

qual sposo amante,

le luci sante

fisso sopra di Voi qual altra Dea:

si allor che pio

destinandovi Madre del suo Figlio

Vi rendè immune dal comun periglio.

Ed ho qual gaudio

in ciel si accrebbe!

Chi ‘l crederebbe?

Deh voi spiegatelo

almi, e beati

spirti celesti,

che il gran momento

pien di contento

celebraste d’amor tutto infiammati:

che mai tu festi

o superbo Dragon? Tornasti giuso

per giusto guiderdon vinto, e confuso.

Or chi non debbavi,

alma eroina

pura, e divina

dir, che Voi l’unica

siete, la vaga

la bella, e intera,

di cui tra tante

l’eterno Amante

sol si compiacque, ed ogni cuor appaga?

Ah sì; la vera

di lui pupilla siete, e il suo tesoro,

l’opra più degna del di lui lavoro.

La Primogenita

Voi sì già fuste;

tal le vetuste

sacrate pagine

fanno a noi fede.

Voi foste esente

sì, dall’antica

colpa nemica:

di pace eterna,

che Iddio di porre

promise in segno,

che il suo gran sdegno

iva a cessar per sua bontà paterna.

Sì, vieni a sciorre

noi da que’ lacci, che ci tengon stretti;

vieni, o Sposa, a scaldare i nostri affetti.

Or va tu, e vantati

Drago superbo,

che al caso acerbo

sapesti vincerla:

va, è dì, che schiava

tu la rendesti:

va, e dì, che infetta

fu pur Concetta:

Va, e dì, che il tuo furor tutto l’aggrava:

Va, e di, che avesti

sopra di Lei l’impero. In van prefumi;

invan tu verso di Lei rivolgi i lumi.

Seguite, o Arcadi

i vostri canti

lieti, e festanti,

se un dì più celebre

non vide il Cielo;

ne qua sen vide

un altro eguale;

certo egli è tale;

che tutto a se richiama il nostro zelo:

ei già ci arride

più che il merto non sia: onde a sua gloria

di Lei cantiamo l’immortal Vittoria.[1]

 

NICOLA PARISI

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[1] Vari componimenti in nome dell’immacolata Concezione di Maria, recitati dagli Arcadi della colonia Aletina, nella Chiesa di S. Maria della Verità de’ Padri Agostiniani, Eremitani, Scalzi di Napoli agli 8 di Dicembre del corrente anno 1766, nella stamperia Simoniana.

 [1] AAV. Dataria Ap., Processus Datariae vol. 153 f. 57r.

[1] Vari componimenti in nome dell’immacolata Concezione di Maria, recitati dagli Arcadi della colonia Aletina, nella Chiesa di S. Maria della Verità de’ Padri Agostiniani, Eremitani, Scalzi di Napoli agli 8 di Dicembre del corrente anno 1766, nella stamperia Simoniana.

 

[1] AAV. Dataria Ap., Processus Datariae vol. 153 f. 57r.

[2] Vari componimenti in nome dell’immacolata Concezione di Maria, recitati dagli Arcadi della colonia Aletina, nella Chiesa di S. Maria della Verità de’ Padri Agostiniani, Eremitani, Scalzi di Napoli agli 8 di Dicembre del corrente anno 1766, nella stamperia Simoniana.

Pubblicato in Cultura

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi domenica 14 giugno 2020 in Puglia, sono stati registrati 1.344 test per l'infezione da Covid-19 coronavirus e NON sono risultati casi positivi.

NON sono stati registrati decessi.

                  

Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 147.249 test.

Sono 3.565 i pazienti guariti.

418 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 4.515, così suddivisi:

1.488 nella provincia di Bari;

380 nella provincia di Bat;

656 nella provincia di Brindisi;

1.164 nella provincia di Foggia;

519 nella provincia di Lecce;

280 nella provincia di Taranto;

28 attribuiti a residenti fuori regione.

I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l'acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti. 

Il bollettino epidemiologico Regione Puglia 14-6-2020 è disponibile al link: http://rpu.gl/P7i8V

Pubblicato in Coronavirus

Il d. l. n. 34 del 19 maggio 2020 (c.d. decreto “Rilancio”) ha introdotto numerose disposizioni destinate a sostenere gli operatori economici danneggiati dalla crisi sanitaria dovuta alla diffusione del “Coronavirus”.

Tra queste, il contributo a fondo perduto previsto dall’articolo 25, che può essere richiesto da numerosi soggetti titolari di partita Iva che esercitano attività d’impresa o di lavoro autonomo o che sono titolari di reddito agrario. Vediamo quali sono i requisiti che bisogna avere per ottenerlo.

  • ammontare dei ricavi o compensi non superiore a 5 milioni di euro nel 2019.Per le persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali titolari di reddito agrario e attività agricole connesse (per esempio, agriturismi, allevamento, eccetera), in luogo dell’ammontare dei ricavi, occorre far riferimento all’ammontare del volume d’affari indicato nel modello di dichiarazione Iva 2020 (periodo d’imposta 2019) o, se non c’è il modello iva, al fatturato.
  • Per ottenere l’erogazione del contributo a fondo perduto è inoltre necessario che sia presente almeno uno tra i seguenti requisiti:
  1. a. ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 inferiore ai 2/3 (due terzi) dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019;
  2. b. inizio dell’attività a partire dal 1° gennaio 2019;
  3. c. domicilio fiscale o sede operativa situati nel territorio di Comuni colpiti da eventi calamitosi (sisma, alluvione, crollo strutturale), i cui stati di emergenza erano in atto alla data del 31 gennaio 2020 (data della dichiarazione dello stato di emergenza da Coronavirus).

Per quanto riguarda la determinazione dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dei mesi di aprile 2020 e aprile 2019 occorre far riferimento alla data di effettuazione delle operazioni di cessione dei beni e di prestazione dei servizi. Pertanto, andranno considerate le fatture con data ricadente nel mese di aprile e, in caso di fatture differite, occorrerà far riferimento alla data del DDT (cessioni di beni) o del documento equipollente (prestazioni di servizio).

Il contributo a fondo perduto non spetta nei seguenti casi:

  • soggetti la cui attività sia cessata alla data di richiesta del contributo
  • soggetti che hanno iniziato l’attività dopo il 30 aprile 2020, con l’eccezione delle partite Iva aperte dagli eredi per la prosecuzione dell’attività dei deceduti;
  • enti pubblici di cui all’art. 74 del Tuir;
  • intermediari finanziari e società di partecipazione di cui all’art. 162-bis del Tuir;
  • professionisti e lavoratori dipendenti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria (cosiddette casse previdenziali);
  • soggetti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27 (bonus professionisti) e 38 (bonus lavoratori dello spettacolo) del d. l. n. 18 del 17/03/2020 (c.d. “Cura Italia”).

L’ammontare del contributo è determinato applicando una diversa percentuale alla differenza tra l’importo del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’analogo importo del mese di aprile 2019.

Le percentuali previste sono le seguenti:

– 20%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 sono inferiori o pari a € 400.000;

– 15%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano € 400.000 ma non l’importo di € 1.000.000;

– 10%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano € 1.000.000 ma non l’importo di € 5.000.000.

Il contributo è comunque riconosciuto per un importo non inferiore ad € 1.000 per le persone fisiche e ad € 2.000 per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

I contribuenti interessati possono richiedere il contributo a fondo perduto mediante la presentazione di una specifica istanza. Il modello e le relative istruzioni di compilazione sono stati approvati con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 10 giugno 2020.

L’istanza deve contenere, innanzitutto, il codice fiscale del soggetto che richiede il contributo (e del suo rappresentante legale, nel caso di soggetto diverso da persona fisica ovvero nel caso di minore/interdetto) e l’Iban del conto corrente su cui accreditare la somma.

Ma fate attenzione: l’Iban del conto corrente su cui accreditare la somma deve essere intestato o cointestato al soggetto che richiede il contributo. In caso contrario rischiate di non vedervi accreditare il bonus.

Inoltre, se l’ammontare del contributo, calcolato sulla base dei criteri previsti dalla norma, è superiore a 150.000 euro, il richiedente (o il suo rappresentante legale) deve compilare e sottoscrivere anche il quadro A del modello. In particolare, deve dichiarare:

  1. di essere iscritto negli elenchi dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa (art. 1, comma 52, della legge n. 190/2012 – per le categorie di operatori economici ivi previste)
  2. di non trovarsi nelle condizioni ostative di cui all’art. 67 del decreto legislativo n. 159/2011, nonché che nel quadro A del modello sono indicati i codici fiscali di tutti i soggetti sottoposti alla verifica antimafia di cui all’art. 85 del decreto legislativo n. 159/2011 e che gli stessi soggetti non si trovano nelle condizioni ostative di cui al medesimo art. 67 del decreto legislativo n. 159/2011. In questo secondo caso, nel modello andranno riportati i codici fiscali delle persone fisiche indicate nell’art. 85 del decreto legislativo n. 159/2011 per le quali va richiesta la documentazione antimafia. Per ciascun soggetto per il quale va richiesta la documentazione antimafia va compilato un distinto rigo. Si ricorda che, con riferimento a queste informazioni, il richiedente rende una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (art. 47 del Dpr n. 445/2000) e, pertanto, in caso di falsità e dichiarazioni mendaci, oltre alle sanzioni di cui all’articolo 25 del decreto legge n. 34/2020, si applicano le sanzioni penali normativamente previste.

Se il richiedente si accorge di aver presentato un’istanza per un contributo non spettante, può trasmettere in ogni momento, anche oltre il 13 agosto 2020, un’istanza di rinuncia totale al contributo.

Pubblicato in Economia

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Pubblicato in Avvisi

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MICHELE BARBONE, PRESIDENTE COMITATO ORGANIZZATORE

 

NICOLINO SCISCIO, VICEPRESIDENTE COMITATO ORGANIZZATORE

 

DARIO CARLINO, ASSESSORE ALLO SPORT COMUNE DI VIESTE

 

MICHELE FUSILLI, VICESINDACO COMUNE DI MONTE SANT’ANGELO

 

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Le regionali pugliesi sono, per ora, cadenzate dalla roulette dei sondaggi e dalle contrapposizioni interne alle due maggiori coalizioni (a destra tra Fdi e Lega, a sinistra tra Emiliano e i riformisti Renzi-Calenda).

Ieri hanno fatto discutere le rilevazioni Swg sulla Pu­glia riportate da Affari italiani. L’istituto di Ni­cola Piepoli registra il vento a favore dei partiti del centrodestra, le dif­ficoltà del centrosinistra (ma questi dati non ten­gono conto della schiera di liste civiche emilianiste) mentre - a sorpresa - fotografano un risultato quasi doppio (rispetto ai dati di Emg e Noto) del Movimento Cinque stelle.

Ecco i partiti nel dettaglio: Pd e lista personale di Emiliano sono al 22%, la Lega al 20%, seguita da Fdi (con la lista Fitto) e dal M5S al 19%. Forza Italia tiene con un rilevante 8 %, +Europa è al 4%, Italia Viva al 3 %, La Sinistra/LeU e i Verdi al 2% e il Partito Comunista di Marco Rizzo all’1% (ma è incerta al momento la partecipazione alle elezioni di settembre).

Gli ultimi tre sondaggi, pur con tante differenze, sono alla base delle manovre in atto nel centrosinistra: da un lato Emi­liano ha teso la mano a Calenda e Renzi al fine di stoppare una candidatura auto­noma di Ivan Scalfarotto per il fronte progressista, mentre il de­puto dem Alberto Losacco, con l’imprimatur della segreteria nazionale di Nicola Zingaretti, chiede di aprire una discussione per riproporre anche in Puglia l’alleanza con i 5 Stelle come per il governo nazionale.

Entrambe que­ste iniziative sono volte a rafforzare la ricandidatu­ra di Emiliano, la cui coa­lizione è data da questi sondaggi molto in svantaggio sul cen­trodestra (per Emg e Noto il distacco è di 9-10 punti). Renzi e Calenda, in questi mesi, però hanno in più occasioni preso le distanze dal governo regionale (e boc­ciato le primarie).

Pubblicato in Politica

Dal 15 giugno riaprono in Puglia anche le discoteche all’aperto, le strutture del wedding e dei ricevimenti per eventi, così come stabilisce l’ultima ordinanza del Presidente Emiliano, la n. 259 di ieri, 12 giugno 2020, contenerne anche linee guida precise per la riapertura.

“Con l'ultimo Dpcm si è deciso a livello nazionale «di rinviare il via libera all'apertura al 14 luglio» lasciando comunque ai presidenti di Regione di optare per soluzioni diverse. Da qui l'operatività immediata della Regione Puglia che stava già lavorando da tempo alle linee guida per la riapertura di discoteche ed locali dedicati all'intrattenimento, oltre che alle strutture del wedding e dei ricevimenti per eventi”.

Lo dichiara l’assessore all’industria turistica e culturale Loredana Capone

“Abbiamo lavorato con determinazione con il Presidente Emiliano, il prof. Lopalco e i rappresentanti di questi settori importanti come wedding, ricevimenti, eventi e discoteche. Il tavolo pugliese ha valutato quale fosse la situazione migliore, soprattutto in relazione alla curva epidemiologica attuale. La Puglia ha ritenuto di poter aprire molto prima di metà luglio - aggiunge Loredana Capone - Dunque si riparte in questi settori che sono di vitale importanza per l’economia pugliese.

Quello dei matrimoni, accanto al suo valore sociale, rappresenta un'ampia fetta dell'economia pugliese nella quale ruotano artigiani, commercianti, abbigliamento e moda, florovivaisti, designer, wedding planner e tutto l'ampio settore della ristorazione e dei servizi. Perciò la possibilità di apertura era molto attesa. Abbiamo cercato di cogliere le specificità pugliesi ed anche per le discoteche e le sale da ballo all’aperto abbiamo dato una risposta con delle regole ad un settore in Puglia è molto attrezzato e competitivo.”

Pubblicato in Società

“È stata pubblicata giovedì 11 giugno, sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia, la prima graduatoria dell’Avviso pubblico per l’offerta formativa di base per i contratti di Apprendistato Professionalizzante. Grazie a questa prima graduatoria ben 1.134 giovani apprendisti pugliesi, dipendenti di 775 imprese della nostra regione, potranno sostenere gratuitamente la formazione di base prevista dalla loro tipologia contrattuale”, comunica l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Puglia Sebastiano Leo.

“Ad erogare la formazione – continua Sebastiano Leo – saranno 53 enti di formazione, scelti liberamente dalle imprese all’interno dell’apposito catalogo composto da 147 organismi formativi. Si tratta di un contributo importante da parte di Regione Puglia, in un momento di grande difficoltà delle nostre aziende che, grazie a questo nostro intervento, non dovranno sostenere il costo della formazione di base dei propri apprendisti. Ma le buone notizie non finiscono qui: mercoledì 10 giugno, infatti, si è aperta la terza finestra per poter partecipare al bando che si chiuderà il 10 luglio 2020. Potranno partecipare sempre le impresi pugliesi che vogliono formare i propri apprendisti, con onere finanziario a carico della Regione Puglia. Per questa finestra, inoltre, abbiamo esteso la possibilità di formare gli apprendisti assunti a partire dalla data del 13 settembre 2019 e non dal 12 gennaio 2020, rendendo le maglie dell’Avviso ancora più estese”.

“Nelle prossime settimane pubblicheremo anche la seconda graduatoria, relativa alla seconda finestra che si è aperta il 3 marzo 2020 e si è chiusa il 3 aprile 2020 e che ha registrato 801 domande, numeri davvero importanti che confermano l’interesse per la misura regionale, a maggior ragione perché queste istanze sono state formulate dalle imprese pugliesi in piena emergenza sanitaria. La Regione Puglia – ha concluso l’assessore – continua ad essere vicina ai giovani pugliesi con un set di strumenti per sostenere l’istruzione e la formazione a partire dall’infanzia, passando per la scuola, l’università, l’alta formazione fino all’accesso nel mondo del lavoro”.

L’Avviso pubblico per l’offerta formativa di base per i contratti di Apprendistato Professionalizzante prevede tre tipologie di percorsi: 120 ore se l'apprendista è privo di titolo o in possesso di titolo di scuola secondaria di primo grado o inferiore; 80 ore se è in possesso di qualifica professionale, o diploma di istruzione secondaria superiore che permette l'accesso all'università; 40 ore se è in possesso del titolo di laurea, o di titoli superiori.

Destinatari dell'offerta formativa pubblica sono gli apprendisti assunti dalle imprese operanti in tutti i settori produttivi pubblici e privati nella Regione Puglia, successivamente alla data di pubblicazione dell'avviso (dal 13 settembre 2019). Gli apprendisti dovranno avere età compresa tra i 18 anni (17 anni, se in possesso di una qualifica professionale) e i 29 anni, assunti con contratto di apprendistato professionalizzante, della durata di almeno 6 mesi. I contratti di apprendistato possono essere rivolti anche a lavoratori senza limiti di età, beneficiari di indennità di mobilità o di un trattamento di disoccupazione, ai fini della loro qualificazione o riqualificazione professionale.

L'istanza di partecipazione, da parte del datore di lavoro, è stata trasmessa per via telematica e ed articolata in relazione a ciascun apprendista.

Pubblicato in Economia

La morale, che dovrebbe essere lo studio e la pratica dei diritti e dei doveri, finisce per diventare lo studio dei doveri altrui verso di noi.

AUGUST STRINDBERG

Sua madre era una cameriera e il drammaturgo August Strind­berg (1849-1912) ne era rimasto sempre così umiliato e complessato da aver intitolato la sua autobiografia II figlio della serva. Da quel li­bro estraiamo la citazione sopra proposta. La frase, sferzante, ha un indubbio fondamento di verità. Noi siamo inflessibili giudici della moralità altrui, soprattutto quando i vizi del prossimo colpiscono i nostri diritti. Quando, invece, dobbiamo giudicare noi stessi, l'oggettività della morale lascia spazio a un metro molto allentato che può essere tirato come più ci aggrada.

Vorrei porre l'accento sulla definizione che Strindberg dà della morale: essa è «studio e pratica dei diritti e dei doveri». Si noti la du­plicità: non basta la definizione e il riconoscimento di ciò che è bene e di ciò che è male, del giusto e dell'ingiusto, del vero e del falso. La morale è esercizio vitale e personale. Inoltre i contenuti dell'etica ri­guardano sia i diritti sia i doveri.

Facile è premere il pedale sui pri­mi; essi, però, hanno necessariamente un'altra faccia che è quella ap­punto dei doveri ed è solo nell'equilibrio di entrambi i volti che la morale ha senso ed è autentica. Ritorniamo così al punto di partenza ironico di Strindberg: non si possono scaricare tutti i doveri sugli al­tri per tutelare i nostri diritti. Sarcasticamente lo scrittore Oscar Wilde notava che «la moralità è l'atteggiamento che adottiamo verso le persone che ci sono antipatiche»!

Gianfranco Ravasi

Pubblicato in Società

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