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Articoli filtrati per data: Giovedì, 18 Giugno 2020

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi giovedì 18 giugno 2020 in Puglia, sono stati registrati 2439 test per l'infezione da Covid-19 coronavirus e sono risultati positivi 4 casi:

2 casi riferiti a residenti in provincia di Brindisi,

1 caso riferito a un residente in provincia di Bari,

1 caso riferito a un residente fuori regione.

Sono stati registrati due decessi nella provincia di Bat

                  

Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 156.582 test.

Sono 3.675 i pazienti guariti.

306 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 4.519, così suddivisi:

1.489 nella provincia di Bari;

380 nella provincia di Bat;

658 nella provincia di Brindisi;

1.163 nella provincia di Foggia (un caso è stato eliminato dal database);

520 nella provincia di Lecce;

280 nella provincia di Taranto;

29 attribuiti a residenti fuori regione.

I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l'acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti. 

Pubblicato in Coronavirus

Autorizzazioni «rilascia­te», impresa pronta a far ri­partire il cantiere, finanzia­menti disponibili da otto an­ni. Cos’altro allora impedisce il prolungamento della pista del Gino Lisa? La questione comincia a infilarsi nel solco della infelice tradizione di questo aeroporto, ottenebrato per cinquantanni da politi­che poco lungimiranti (eu­femismo).

Ma ora siamo al colmo: con una pista (quella vecchia) smembrata e una nuova in fase di costruzione, la ristrutturazione del Gino Lisa si è fermata in mezzo al guado. Dal 23 marzo. E nes­suno sa dire quando si ri­prenderà con i lavori. Colpa del Covid, d’accordo. Ma è una giustificazione che ormai non regge più, oltretutto - è stato chiarito - non c’era al­cun motivo perchè il cantiere dovesse essere fermato da Ae­roporti di Puglia a causa dell’emergenza sanitaria.

Il cantiere così ora appare diviso in due: via Castelluccio, la strada che dovrà essere cancellata (sia pure solo nel primo tratto) taglia vecchia e nuova pista. Il prolungamen­to attende il ricongiungimento, lo storico tratturo separa il vecchio tracciato dal nuovo: la metafora del tempo che passa anche per il Gino Lisa con annessi, immancabili, ostacoli.

Così mentre Adp ri­prende i voli da Bari e da Brindisi per tornare gradual­mente alla normalità, a Fog­gia tutto tace. L’impresa è ferma, ma con i mezzi da cantiere accatastati a bordo demolizione, la progettazione è pronta e sarà trasmessa a breve all’Enac che dovrà vi­sionare e approvare. Siamo in questa fase, non appena saremo autorizzati dall’ente nazionale per l’aviazione ci­vile, riprenderemo i lavori».

L’Enac è intervenuta anche sul progetto pista. La bonifica da ordigni bellici, già attuata sulle aree espropriate, è stata estesa anche alla vecchia pi­sta: «Durante lo scavo per dare corso al rifacimento pi­sta - ragguaglia il Rup - ci siamo imbattuti in un or­digno sotto la pavimentazio­ne, a 70-80 o anche meno dalla superficie.

È stato quindi deciso di estendere la bonifica sull’intera sezione della vec­chia pista a garanzia dell’in­columità di tutti. Intervento che ritenevamo fosse stato già attuato quando fu costrui­ta la pista esistente (1969-70: ndr), ma evidentemente così non fu». Il progetto è stato dunque emendato, Aeroporti di Puglia intendeva riqua­lificare solo i sedici metri centrali della pista, quelli do­ve poggia il carrello degli aerei e invece adesso dovrà farlo per tutti i circa 45 metri di larghezza pista.

Anche la “bob” (bonifica ordigni bel­lici) ha riguardato aree ester­ne lungo il prolungamento, inizialmente non comprese nel progetto. Basteranno i 14 milioni disponibili per far tutto? «Le somme sono suf­ficienti - risponde D’Auria - aspettiamo solo l’approvazio­ne di Enac per ripartire. Quando arriverà? Risentia­moci fra una quindicina di giorni».

Massimo Levantaci

gazzettacapitanata

Pubblicato in Economia
Giovedì, 18 Giugno 2020 15:18

I Giornali locali: giovedì 18 giugno

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Finanzieri del Nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Bari stanno eseguendo da questa mattina un decreto di perquisizione nella sede della Gazzetta del Mezzogiorno, in piazza Moro, nell'ambito dell'inchiesta avviata dai magistrati sul fallimento delle due società, Mediterranea ed Edisud, rispettivamente proprietaria e società editrice del quotidiano. Le Fiamme gialle, arrivate nella sede di piazza Moro, avrebbero invitato il personale - non giornalistico - presente in quel momento a fermarsi per non compromettere l'esito dell'attività di polizia giudiziaria.

Il decreto di perquisizione, a firma del procuratore aggiunto Roberto Rossi e dei sostituti Lanfranco Marazia e Luisiana Di Vittorio, vede indagato - allo stato - per bancarotta fraudolenta (art. 216 e 223 Legge fallimentare), Franco Capparelli, 77 anni, ex direttore generale di Edisud e, poi, amministratore delegato di Mediterranea nonchè uomo di fiducia dell'editore Mario Ciancio Sanfilippo.

L'intervento della Guardia di Finanza dovrebbe concludersi nel pomeriggio. Le indagini riguardano, infatti, la parte amministrativa di Mediterranea ed Edisud, società nei confronti delle quali lunedì scorso la IV sezione civile del tribunale di Bari - accogliendo la richiesta della Procura - ha dichiarato il fallimento delle due società riconducibili che hanno accumulato debiti per circa 50 milioni di euro.

Sul tavolo della Procura barese, da più di un anno, c'è anche un articolato esposto presentato dai giornalisti che hanno denunciato una serie di comportamenti del management anche durante il periodo del commissariamento disposto dal tribunale di Catania.

Pubblicato in Cronaca

 Avrebbero ricevuto denaro per pilotare, ritardare o rivelare particolari di indagini sul clan Di Cosola, fornendo in alcune occasioni copia di verbali dei collaboratori di giustizia.

Per i reati di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione in atti giudiziarie rivelazione del segreto d'ufficio i carabinieri, su disposizione della Dda di Bari, hanno arrestato due appuntati in servizio nella stazione di Giovinazzo (Bari). In carcere, su ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Bari Marco Galesi, sono finiti anche un commerciante e un pregiudicato affiliato al clan, accusati di associazione mafiosa.

Le indagini, coordinate dal pm Federico Perrone Capano, hanno accertato che i due carabinieri in più occasioni, avrebbero "ricevuto denaro e altre utilità per omettere o ritardare atti del proprio ufficio e per compiere atti contrari ai doveri di ufficio, al fine di agevolare taluni appartenenti all'articolazione locale del clan Di Cosola".
    A sua volta il pregiudicato coinvolto nell'inchiesta, per il tramite del commerciante, avrebbe indotto i due carabinieri a rivelare informazioni relative ad operazioni di polizia giudiziaria anche su indagini in corso e a consegnare documenti informatici e cartacei contenenti registrazioni e verbali di dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia.

Pubblicato in Cronaca

I Carabinieri di San Severo con i Carabinieri Cacciatori, durante i controlli nelle aree rurali, hanno arrestato un uomo con precedenti di polizia, C.M., per coltivazione illecita di sostanze stupefacenti. Nel prosieguo delle stringenti attività di monitoraggio delle aree della parte nord della Capitanata, molto attenzionate in questo periodo, lunedì scorso, in agro di Serracapriola, a ridosso del letto del Fiume Fortore, i Carabinieri si sono imbattuti in una estesa piantagione di marijuana, circa 800 piante, del tipo “vietnamita” (qualità di pianta più piccola e bassa rispetto a quelle di comune coltivazione), che risulta meno individuabile, anche ad un controllo dall’alto.

Una attenta e paziente attività di osservazione aveva un immediato riscontro positivo. Infatti, i militari notavano sopraggiungere un individuo, a bordo di una autovettura, che si fermava proprio all’altezza del tratturo che porta alla piantagione e proseguendo a piedi iniziava tranquillamente a dare acqua alle piante, controllandone lo stato di crescita. Con una manovra repentina e coordinata, tutto il personale circondava l’area dove vi era la coltivazione e, con una rapida incursione, impedendo ogni possibilità di reazione dell’uomo procedevano al suo arresto.

Sul posto venivano sottoposte a sequestro tutte le piante coltivate, fertilizzanti per accelerarne la crescita, nonché attrezzature per l’irrigazione e per dissodare il terreno. Gli arboscelli, inviati al Laboratorio di Analisi delle Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale Carabinieri di Foggia per le analisi qualitative e quantitative sul principio attivo, hanno evidenziato una produttività media di circa 17.000 dosi.

Successivi controlli consentivano di accertare che l’uomo era gravato anche da un ordine di carcerazione, sin dal mese di gennaio scorso e per il quale si era reso da tempo irreperibile, per il reato di atti persecutori nei confronti di un commerciante della zona.

All’esito di tutte le verifiche, i cui esiti sono stati pienamente condivisi dal Magistrato di turno della Procura della Repubblica di Foggia l’uomo è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Foggia in attesa delle disposizioni dell’A.G. che a seguito della convalidava disponeva la permanenza in carcere.

Pubblicato in Cronaca

Riceviamo e pubblichiamo.

Dopo la revoca dell’Assemblea dei soci della Società Oasi Lago Salso, arrivano anche le dimissioni di tre dei cinque componenti del collegio sindacale che ora vuole fare chiarezza sulle incomprensioni generate dal mancato confronto de visu imposto dall’emergenza sanitaria e amplificato da notizie comparse su alcuni giornali e divulgate da chi non ha tenuto conto dell’obbligo di segretezza dettato dai principi di correttezza e buona fede così come condiviso dalla dottrina e dalla giurisprudenza.

La convocazione dell’Assemblea dei soci che avevamo fissato per i giorni 12 e 15 giugno 2020 e rinviato a causa della indisponibilità delle sedi della società e dell’Ente Parco – spiega il Presidente del Collegio sindacale Matteo Frattaruolo - è stata successivamente revocata perché sono venuti meno i precedenti presupposti della convocazione dovuti esclusivamente ad incomprensioni tecniche tra noi e il liquidatore. Incomprensioni risolte dopo un confronto diretto con lo stesso liquidatore (consentito dalla fase 2 del Covid-19) che ha fornito la documentazione richiesta e tutti gli aggiornamenti sulla situazione patrimoniale permettendo di chiarire le rispettive posizioni e di approfondire la materia sulla base della normativa”.

La diffusione a mezzo stampa degli atti della società, che legalmente e deontologicamente dovrebbero rimanere segreti, ha indotto tre dei cinque componenti del collegio sindacale a prendere le distanze da quanto accaduto a tal punto da rassegnare le proprie dimissioni.

Pur rispettando il diritto di informazione e di cronaca, in un’ottica di pubblico interesse alla divulgazione delle notizie - continua Frattaruolo- mi preme sottolineare come tale divulgazione, che ha lasciato straniti noi del collegio e lo stesso Ente Parco- non può che essere interpretata come stumentalizzazione della nostra attività professionale e delle nostre posizioni nei confronti del socio di maggioranza che ci ha nominato. Proprio per ringraziare il presidente del Parco Pasquale Pazienza e il liquidatore Gianfranco Ursitti per averci riconfermato piena fiducia, oggi ci dimettiamo per dimostrare la nostra netta distanza da quanto accaduto e per garantire ancora una volta la nostra indipendenza ed autonomia”.

Pubblicato in Ambiente

“laltra Capitanata” è un movimento politico territoriale che nasce dalla volontà di alcuni amministratori di unire forze, esperienze e idee per scrivere una nuova pagina di storia del Nord della Puglia, slegata da posizioni ideologiche preconcette. Quattro sono le parole chiave che caratterizzano questo progetto: riscatto, sviluppo, futuro, dignità. Tutti concetti che ad oggi hanno faticato a radicarsi nella arrogante e miope oligarchia che per lunghi lustri ha governato questa provincia, relegata - non per malasorte quanto per inadeguatezza e scarsa lungimiranza dei rappresentanti politico-istituzionali che si sono avvicendati nel tempo - a sorella povera delle province pugliesi. “laltra Capitanata” vuole dimostrare che un'altra politica non solo è possibile, ma è necessaria ed urgente se si vuole riscattare questa provincia in settori nevralgici come sanità, ambiente, rifiuti, lavoro, infrastrutture, turismo e welfare. E lo fa partendo dall'esperienza acquisita sul campo dai diversi amministratori che hanno deciso di animare questo progetto lanciando il cuore oltre l'ostacolo, persone del territorio che conoscono le proprie comunità per averle governate, che hanno imparato giorno dopo giorno, a proprie spese, a scontrarsi con le problematiche di sempre e a dare risposte, spesso in piena solitudine, ai propri cittadini, non mancando di alzare la voce e di dare battaglia quando la necessità lo ha richiesto per difendere e tutelare le proprie realtà. Se non daremo una scossa a questo stato di cose, il fallimento è inevitabile e sotto gli occhi di tutti, ed avanza nella carne viva delle nostre comunità, nelle nostre imprese, nei nostri lavoratori, nelle nostre famiglie, nei nostri figli. Non è più tempo di delegare. E' il tempo, urgente ed indifferibile, di agire in prima persona e di provare a costruire un nuovo paradigma politico, che parta dalle cose da fare e dai bisogni impellenti della nostra provincia, per riscattarla, costruirle un percorso nuovo, una dignità vera, un futuro che abbia per davvero il sapore del futuro. Per restituirle nuova voce, un'altra voce. Quella della fiducia e della speranza. Fanno parte del progetto gli ex sindaci di San Giovanni Rotondo e Manfredonia, Cascavilla e Riccardi, e con loro Rino Pezzano (Cerignola), Giuseppe Mangiacotti (San Giovanni Rotondo), Salvatore Miglionico (San Giovanni Rotondo).

 

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