Articoli filtrati per data: Martedì, 02 Giugno 2020

Gli ungulati hanno allettato e distrutto i cereali. Nei giorni scorsi erano stati avvistati branchi in zona

Un campo di avena è stato in parte distrutto e il grano tenero biologico certificato è stato allettato dai cinghiali. È accaduto a Monte Sant'Angelo, in località Sitizzo, nei terreni della Società Cooperativa Agricola Ag.Ar.Tur. 2013, di cui fa parte Leonardo Santucci, componente della giunta provinciale CIA Capitanata e responsabile del Gie (Gruppo di Interesse Economico) Zootecnia.

Qualche sera fa, aveva avvistato un gruppo di cinghiali nella zona e ieri l'amara sorpresa. La scorribanda ha devastato il grano appena spigato che dovrebbe maturare nella prima settimana di luglio e il campo di avena.

Pochi giorni fa, CIA Puglia aveva denunciato come la fauna selvatica avesse conquistato le campagne nel post-lockdown. Non solo ungulati ma anche lupi. A metà maggio, a Lucera, in località San Giusto, due asinelli sono stati sbranati. Le imprese agricole e zootecniche sono in balia dei branchi. "Il numero degli esemplari presenti sul territorio ormai è fuori controllo. Chiediamo ancora una volta di superare la logica degli indennizzi - afferma il presidente regionale CIA Puglia Raffaele Carrabba - L'agricoltore non viene risarcito adeguatamente a fronte dei danni subiti. Abbiamo riempito dossier in tutte le province e presentato alla Regione Puglia le nostre proposte. Ci auguriamo che accolga la nostra richiesta di riaprire un tavolo regionale per affrontare il problema".

 

Pubblicato in Ambiente

SEmbrano ormai lontani i tempi in cui la Puglia e la Capitanata facevano preoccupare per i numerosi casi di coronavirus. Da qulche settimana la curva epidemica si è quasi appiattita ed oggi. giorno di festa, ha raggiunto i minimi termini in assoluto. Infatti su 1810 tamponi effettuati, è risultato positivo un solo individuo in provincia di Bari, in tutte le altre cinque province zero casi. Purtroppo ancora un morto nel Brindisino. Quasi tutti i comuni del Gargano, soprattutto quelli costieri, da Manfredonia a Vieste, Peschici e Rodi sono rientrati nella cosiddetta zona bianca, vale a dire tutti negativi.

 

BOLLETTINO EPIDEMIOLOGICO 2 GIUGNO 2020

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi martedì 2 giugno 2020 in Puglia, sono stati registrati 1.810 test per l'infezione da Covid-19 coronavirus ed è risultato positivo un caso:

1 nella Provincia di Bari;

Sono stati registrati 2 decessi in provincia di Brindisi.

Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 121.500 test.

Sono 2.939 i pazienti guariti.

1.051 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 4.498 così divisi:

1.486

7 nella Provincia di Bari

380 nella Provincia di Bat

650 nella Provincia di Brindisi (un caso è stato eliminato dal database)

1.156 nella Provincia di Foggia;

515 nella Provincia di Lecce;

281 nella Provincia di Taranto;

29 attribuiti a residenti fuori regione.

Pubblicato in Coronavirus

Max Iannoli lancia in questi giorni il suo nuovo singolo Ritrovarsi ancora, una canzone che suona come una dedica alla città di Cremona e nella quale il cremonese originario di Vieste duetta con Francesca De Bonis, voce delle Custodie Cautelari. Da due anni Max scrive canzoni originali e sta costruendo un repertorio che si fa sempre più apprezzare, tanto da essere distribuito - in questo caso - sulle piattaforme digitali tramite Universal. «Vedevo in giro gente triste e arrabbiata mentre ero per strada - racconta Iannoli parlando della genesi della canzone -, sembrava che il mondo stesse cambiando di colpo: di getto, mentre camminavo, ho registrato la melodia principale sul telefono. Con Riccardo Storti, musicista con cui da tempo collaboro, a casa mia, abbiamo chiuso il pezzo in un paio di ore». «Voglio dedicare questo brano alla città di Cremona, che dopo la brutta esperienza del covid-19 ripartirà alla grande», spiega Iannoli, che nei prossimi giorni sarà impegnato nella registrazione di un video girato proprio in città. La canzone è prodotta da Ettore Diliberto con l’etichetta discografica Et-team.

Buona visione

Pubblicato in Notizie

Un uomo è morto e un altro è rimasto ferito in modo lieve in un incidente stradale avvenuto questa mattina sulla strada provinciale 75, in località Borgo Tressanti. La vittima è un 38enne di Cerignola che guidava un trattore il quale, per cause da accertare, si è ribaltato finendo su un furgone guidato dall'uomo che è rimasto ferito.
    Indagano i Carabinieri.

Pubblicato in Cronaca
Martedì, 02 Giugno 2020 13:33

I Giornali locali: martedì 2 giugno

Pubblicato in Notizie

Se la Grecia fissa misure più stringenti per l’arrivo dei turisti italiani (in particolare per i resi­denti in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, con un isolamento obbligatorio per sette giorni fino al 30 giugno), l’Albania è pronta a spalancare le sue porte: «Abbiamo riaperto le frontiere via terra. Toccherà a porti e aeroporti probabilmente dal 15 giugno, in base all’anda­mento dei contagi», dice Adrian Haskeg, 57 anni, al vertice del consolato generale albanese a Bari.

Una mossa con la quale si apre un nuovo fronte agli italia­ni che guardano oltre confine per le vacanze, visto che in molti, soprattutto sui so­cial, non hanno nascosto la pro­pria irritazione per le decisioni di Atene. Ma il fronte vale anche per chi gestisce hotel, campeggi o b&b dal Gargano al Salento, che dovrà fare i conti con un’of­ferta competitiva in arrivo dall’altra sponda dell’Adriatico.

«Quest’anno i prezzi sono in calo del 20 per cento in media», annota Zak Topuzi dal suo Ho­tel Mondial nel centro di Tirana. Sessantasei anni, al secondo mandato da presidente dell’Ata, l’Albanian tourism association, che raccoglie 250 operato­ri del settore, Topuzi conosce bene il mercato e guarda all’Ita­lia, e alla Puglia in particolare, come a una leva per risollevare un comparto piegato dalla crisi.

«L’Italia è il quinto mercato este­ro per numero di arrivi: nel 2019 sono venuti qui in 440 mila», ri­corda l’albergatore. E non a ca­so, dopo l’annuncio di un volo Bari-Tirana a partire dal 15 lu­glio sulle ali di WizzAir da quel­le parti l’interesse degli operato­ri turistici verso la Puglia sale ogni giorno di più.

Su Booking.com e iniziano a moltiplicar­si le offerte. Qualche esempio. Per sei notti all’Illyrian bouti­que hotel di Saranda, dal 15 al 21 giugno, bastano 316 euro per due persone in una camera da 35 metri quadrati con balcone vi­sta mare e colazione inclusa. È un quattro stelle a meno di 800 metri dalla «spiaggia principa­le» e a poco più di un chilometro da quella di Maestral, a poche miglia nautiche dai rivali greci sull’isola di Corfù.

Ma sulla co­sta sud, da Valona in giù, ci sono strutture che prevedono anche la cancellazione gratuita e nes­sun anticipo con carta di credi­to. E sono molte. L’Hotel royal Saranda è una di queste con le sue tre stesse sul lungomare Ru­ga Joanianèt: sei notti costano 267 euro nello stesso periodo. Che salgono a 480 a Ferragosto (dal 10 al 16). «Però non ci sono annunci sulla ripresa dei colle­gamenti via mare per il traffico passeggeri», conferma da Bari il presidente dell’Autorità portua­le, Ugo Patroni Griffi. Zak Topuzi, in costante contatto con la ministra albanese della Salute, Ogerta Manastirliu, scommette sul 15 giugno.

«Di­penderà dall’andamento dei contagi. Eravamo su una media di sette-otto nuovi casi al gior­no, poi è salita», spiega il conso­le Haskaj. Ieri i nuovi casi sono stati 24 secondo la Farnesina (1.143 da inizio emergenza). E se le spiagge degli hotel sono aper­te con gli ombrelloni a una di­ stanza di tre metri e mezzo, non c’è più obbligo di quarantena. Il controllo della temperatura alla frontiera e negli hotel, sì.

Con il tampone in caso di febbre e l’iso­lamento nello stesso hotel in at­tesa del verdetto, in un hotel Covid se il test è positivo. L’uso del­la mascherina è obbligatorio per i dipendenti di hotel e risto­ranti, consigliato per gli ospiti all’interno delle strutture. «E noi vi aspettiamo a braccia aper­te», dice Gerta Bilali, quarant’anni, dg di Confindustria Albania, che dal 2018 è guidata dal pu­gliese Sergio Fontana. –

c.d.z.

repubblicabari

Pubblicato in Turismo

Con il 90 per cento degli hotel ancora chiusi sarà difficile ridare ossigeno, almeno nell’im­mediato, al sistema turistico pu­gliese ridotto all’asfissia dal lockdown. E anche il ripristino dei voli Alitalia sulla rotta Malpensa-Bari,-scattato ieri, sembra essere più funzionale alle esigen­ze di mobilità legate ad affari e pendolarismo o alla riabilitazio­ne dallo choc psicologico da iso­lamento.

La descrizione dello stato dell’arte sta tutta nella laco­nica formula verbale del presi­dente pugliese di Federalberghi, Francesco Caizzi: «È ancora tutto fermo». Il sistema dell’accoglien­za, dal Gargano al Salento, se non proprio spento, si può dire in fase di stand-by: attende tempi e circostanze favorevoli per riaccendere i motori. Esempla­re è il contesto barese, «con gli alberghi più importanti che non hanno ancora aperto i bat­tenti, dall’Executive all’Oriente, fino all’Hotel delle Nazioni, al Nicolaus, passando per l’Hotel Moderno», evidenzia Caizzi, per il quale «la riattivazione dei collegamenti tra Bari e Mi­lano Malpensa è solo un tassel­lo».

Difficile in questi giorni tro­vare qualcuno nelle strutture ricettive pugliesi che risponda all’altro capo del telefono. «Oramai gran parte delle prenota­zioni avviene on-line e adesso non ci sono le condizioni eco­nomiche per tenere il persona­le in servizio, per questo il 90 per cento degli alberghi è chiu­so», spiega ancora Francesco Caizzi.

A Vieste, ambita desti­nazione garganica, il Centro vacanze Oriente è un’eccezio­ne: «Attendiamo alacuni turisti tedeschi e altri dal Nord Italia, ma siamo sotto del 90 per cen­to rispetto agli anni scorsi. Su 109 unità immobiliari il nume­ro di conferme è ancora poca cosa». Sempre a Vieste, il Ca­stellino Relais attende clientela (poca) dopo il 6 giugno.

«La settimana passata le prenota­zioni erano quasi a quota zero, ma nel giro di alcuni giorni c’è stata una timida ripresa anche se comunque siamo ben lonta­ni da quello che servirebbe», argomenta Giuseppe Pagliara, amministratore delegato del Gruppo Nicolaus-Valtur, con strutture anche in Puglia. «Il collegamento aereo Malpensa- Bari è una buona notizia, ma non sufficiente, perché il Sa­lento resta scoperto - ravvisa l’imprenditore originario di Ostuni -, senza contare che la clientela di Alitalia è soprattutto business».

Si attendono sviluppi sul­l’emergenza sanitaria anche nel Monopolitano, dove molte strutture, sia del settore pretta­mente alberghiero; sia le resi­denze di lusso, sono chiuse. Mentre Coldiretti stima un calo delle presenze dell’8o per cen­to negli agriturismi. Non cam­bia la situazione nel Salento, altro pezzo forte dell’offerta tu­ristica pugliese.

«Abbiamo an­cora tanti alberghi chiusi che riapriranno, forse, dopo la me­tà di giugno, ma senza l’aero­porto di Brindisi non sarà faci­le ripartire», ragiona Mimmo De Santis, dalla direzione del villaggio Serra degli Alimini 1. «C’è stato un timido risveglio, ma siamo legati alla speranza che dal 3 giugno, con il via li­bera ai movimenti tra le regioni, vi possa essere una svolta».

Prosegue, anche, la chiusura della maggior parte delle agen­zie di viaggi pugliesi, i cui rappresentanti hanno partecipato, ieri pomeriggio, a un tavolo tecnico con la Regione. I leader pugliesi di Fiavet Confcommercio, Confindustria Turi­smo e Confesercenti Turismo, si sono confrontati con il presi­dente Michele Emiliano e con l’assessora al Turismo, Loreda­na Capone.

«Abbiamo chiesto sostegno alla rete delle agenzie che da tre mesi sono ferme e non vedono un euro - fa sapere il presidente regionale di Fia­vet, Piero Innocenti - ed ora aspettiamo che venga riformulata la proposta del contributo di mille euro per dieci mesi per ogni dipendente che rientra a lavoro, perché, come anticipa­to dall’assessora Capone, la prima formulazione avanzata è stata bocciata. Occorre anche una campagna di marketing, in quanto sinora è stato detto ai turisti tedeschi di andare a fare il bagno in Croazia».

Antonio Della Rocca

corrieredelmezzogiorno

Pubblicato in Turismo

Il nuovo Microprestito della Regione Puglia , operativo dal 4 giugno e fino ad esaurimento delle risorse destinate pari a 248ML€ , concede alle Microimprese ed ai lavoratori autonomi che abbiano registrato un fatturato 2019 non superiore a 400.000 € ed abbiano subito difficoltà economiche a seguito della pandemia Covid-19 , un finanziamento di 5 anni a tasso 0 - da 5 a 30.000€ e prima rata dopo 12 mesi - con la previsione di un fondo perduto pari al 20% per i beneficiari in regola con il rientro al termine del quarto anno.

Le agevolazioni sono rivolte a sostenere spese di funzionamento, per imprese con sede operativa in Puglia e prima fattura emessa entro il 31.12.2019 o costituite fra da 1 gennaio al 29 febbraio 2020. Per la presentazione telematica delle istanze , e per verificare l'ammissibilità del proprio codice di attività, i richiedenti si dovranno avvalere del sistema informatico disponibile sul sito Internet ww.sistema.puglia.it/microprestito. 

Pubblicato in Economia

Dopo un Giro d’Italia 2019 prettamente settentrionale, finalmente quest’anno la parte meridionale della nostra penisola avrà l’onore di ospitare la Grande Partenza della Corsa Rosa, e metà del percorso interamente sulle strade del sud Italia. Originariamente previsto per lo scorso 9 maggio, l’avvio del Giro è stato spostato, per forza di cose, ad ottobre, precisamente a sabato 3; mentre l’arrivo, in quel di Milano, avverrà domenica 25 ottobre. Una collocazione sì inusuale, ma senza alcun tipo di alternativa, vista l’emergenza sanitaria in atto in tutto il mondo.

La pandemia da Covid-19 ha sconvolto anche il calendario UCI, e inevitabilmente la Corsa Rosa di RCS. Quest’ultima ha dovuto rinunciare anche alla partenza dall’Ungheria, e quindi alle prime tre tappe estere, vista l’incertezza presente sui viaggi e i vari spostamenti. In tutto ciò gli organizzatori stanno provvedendo a stilare le sedi di tappa dei primi tre giorni di gara. Si sa che la quarta frazione sarà siciliana, ossia da Monreale ad Agrigento, già in programma come tutte le altre tappe a venire, ma per i primi tre giorni vige ancora incertezza. È sicuro che il Giro d’Italia 2020, come ha dichiarato lo stesso direttore della Corsa Rosa Mauro Vegni, partirà sabato 3 ottobre o dalla Sicilia o dalla Calabria. In ogni caso la presentazione ufficiale delle tappe avverrà tra fine giugno e inizio luglio.

Comunque sia, fino alla decima frazione, il Giro farà tappa tra il sud e il centro sud; dalla Sicilia fino all’Abruzzo. Adesso come adesso è proprio la Sicilia il cuore pulsante dell’avvio di questa 103esima edizione della Corsa Rosa, perchè, al momento, è sicura di ospitare tre frazioni, ossia: la Monreale-Agrigento (4^ tappa), la Enna-Etna Piano Provenzana (5^ tappa) e la Catania-Villafranca Tirrena (6^ tappa). Ma non va affatto esclusa la presenza del Giro sul territorio anche nelle prime tre tappe; anzi, al momento la Sicilia sembra essere la candidata numero uno. Quest’ultima sta investendo molto sul ciclismo e sul Giro d’Italia, e dopo due anni dall’ultimo approdo della Corsa Rosa, è pronta ad accogliere a braccia aperte l’intera carovana, e il beniamino di casa, nonché favoritissimo per la vittoria finale, Vincenzo Nibali.

Contrapposta ad essa, per giocarsi la partenza del Giro, troviamo la Calabria, ancora in lizza per aprire le danze, e al momento sicura di ospitare una tappa e mezzo, ossia la Mileto-Camigliatello Silano (7^ frazione) e la partenza dell’ottava giornata di gara da Castrovillari. In questa tappa, ossia quella di sabato 10 ottobre, si attraverserà la Calabria, la Basilicata, e si arriverà in Puglia, precisamente nel cuore di Brindisi. La Puglia ospiterà anche la tappa successiva, la nona, da Giovinazzo a Vieste. Ci sarà dunque il primo giorno di riposo per i ragazzi del Giro, che avranno modo di godersi ancora una volta le bellezze della parte meridionale dell’Italia.

Il giorno dopo, martedì 13 ottobre, si svolgerà l’ultima giornata al centro sud, con una frazione interamente abruzzese, ossia la San Salvo-Tortoreto Lido. Finirà qui l’avventura del Giro sulle strade del sud della nostra penisola, che potrà godere di un autunno insolito, che verrà rallegrato dalla Corsa Rosa, e che al contempo giocherà a favore dei corridori per la prima metà del percorso, grazie (o almeno si spera) ad un clima decisamente buono. Dopodiché si inizierà a risalire velocemente verso la seconda metà della gara, dove nessun giorno andrà lasciato al caso, e dove le Alpi daranno la sentenza definitiva, prima dell’abbraccio finale in quel di Milano.

Pubblicato in Sport

Le associazioni AIAB (Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica), CAI, Pro-Natura, WWF esprimono sconcerto e preoccupazione per l’improvvida iniziativa del presidente del Parco Nazionale del Gargano, prof. Pasquale Pazienza, volta a sostenere l’abbruciatura dei residui di potatura degli olivi, una pratica obsoleta, pericolosa e dannosa.

Sebbene, infatti, dalla notte dei tempi il fuoco abbia avuto un largo uso in agricoltura, da oltre vent’anni, con il progredire di mezzi tecnici e con la diffusione di metodi colturali più moderni, questa pratica è considerata da abbandonare. Purtroppo il fuoco viene ancora impiegato in periodi che coincidono con quelli di maggior rischio per gli incendi di habitat naturali e non è un caso che il suo utilizzo in campo agricolo sia stato vietato nei siti Natura 2000 e nelle aree protette.

È noto infatti che molti degli incendi colposi sono riconducibili a comportamenti negligenti nell'ambito dell’agricoltura, creando danni irreparabili soprattutto nelle aree mediterranee come il Gargano. La vulnerabilità diventa ancora più devastante in ambienti di lavoro con scarsa organizzazione e con una diffusa mancanza di consapevolezza del problema; spesso infatti, insieme al materiale vegetale, vengono bruciati anche altri materiali come legna trattata e plastica che liberano nell'aria polveri sottili, sostanze dannose e cancerogene.

Ma l’abbruciatura delle ramaglie è anche in contraddizione con tutte le iniziative che vengono messe in campo per contrastare l’emergenza climatica e quella sanitaria legata al COVID-19. Infatti questa pratica aumenta inutilmente le concentrazioni di gas serra, responsabili del surriscaldamento globale, e di polveri sottili, che potrebbero contribuire alla diffusione del virus. Non a caso il comune di Mattinata ha appena emesso un’ordinanza che vieta la combustione di residui vegetali proprio in relazione all’emergenza sanitaria.

Senza contare gli ulteriori risvolti negativi che la ripresa di questa pratica tornerebbe ad avere sul turismo rurale che per primo un Parco nazionale dovrebbe tutelare e stimolare, soprattutto in questa fase storica che vedrà protagonista il turismo lento, destagionalizzato e rurale, vera opportunità per un territorio come il Gargano. Ancora tutti ricordano la piana di Mattinata immersa in una nebbia fumosa a causa dei fuochi accesi negli uliveti e i turisti scandalizzati che scappavano, mentre i residenti erano costretti a respirare i residui della combustione.

L’iniziativa solitaria del presidente Pazienza – che, prima di proporla, ancora una volta non si è confrontato con tutti gli stakeholders, facendo leva su un documento tecnico-scientifico al momento non reperibile – mostra una preoccupante tendenza all’autoreferenzialità che purtroppo non lascia ben sperare per il futuro.

Per le associazioni AIAB, CAI, Pro-Natura e WWF il Parco Nazionale del Gargano, invece di rifugiarsi nella demagogica scorciatoia del ritorno al passato, dovrebbe farsi attento custode delle norme vigenti nei siti Natura 2000 e nelle aree protette e, ancor più, promotore e facilitatore dell’applicazione di tali norme, sostenendo gli agricoltori nelle buone pratiche consigliate anche in aree non protette (in assenza di controindicazioni fitosanitarie) che, nello specifico, prevedono il riutilizzo dei residui di potatura per restituire sostanza organica ai suoli, migliorandone così la struttura e le funzioni e riducendo la necessità di ricorso a fertilizzanti.

Quindi, prima anche solo di pensare di chiedere la “rivisitazione” di una norma regionale volta a conservare la biodiversità degli agroecosistemi, l’Ente Parco dovrebbe invece chiedere alla Regione Puglia una più efficace programmazione dei prossimi fondi PSR (PAC post 2020), in particolare nel garantire il finanziamento, e quindi una più agevole applicazione da parte degli agricoltori, delle Misure di Conservazione vigenti nei siti Natura 2000 e nelle Aree protette, anche con il necessario aggiornamento del PAF (Prioritized Action Framework) regionale, e così sostenere nei fatti il mondo agricolo e l’agricoltura sostenibile nel Parco.

Senza contare, infine, che il Parco potrebbe supportare anche soluzioni innovative sul tema dei residui vegetali in favore del mondo agricolo, in un’ottica di sostenibilità ecologica e anche di economia circolare, sia investendo somme del proprio bilancio che favorendo l’accesso degli agricoltori ai fondi PSR, ad esempio nella produzione di compost, in modo da conservare e incrementare le Aree agricole ad Alto Valore Naturale (AVN) presenti nel suo territorio.

Invitiamo pertanto il presidente Pazienza a ritirare la proposta e a confrontarsi in futuro con tutti gli attori del territorio per evitare di proporre iniziative contrarie alla mission dell’ente da lui presieduto.

AIAB Puglia

CAI Foggia

Pro-Natura Puglia

WWF Foggia

Pubblicato in Ambiente
Pagina 1 di 2

ReteGargano consiglia...

Libro & disco della settimana

06 Luglio 2020 - 11:27:42

IL DISCO DELLA SETTIMANA/ NORAH JONES Pick me up...

Dopo un esordio di enorme successo spes­so ci si perde per sempre. Ma qualche volta, come nel caso di Norah Jones diventata cele­bre nel 2002 con lo «smooth jazz» di Come away…

Statistiche di accesso

Ora online:

25
Visitatori

Domenica, 12 Luglio 2020 02:07

retegargano.it supplemento on line de Il Faro settimanale.- Reg. Tribunale Foggia n.6 dell'11 giugno 1996
p.zza Kennedy, 1 - Vieste (FG) - info@retegargano.it
Direttore responsabile: ninì delli Santi
ASSOCIAZIONE "IL FARO DEL GARGANO" - Vieste (FG) - P. IVA 04229820719

- Rete Gargano - Notizie dal Promontorio -