Articoli filtrati per data: Sabato, 06 Giugno 2020

In Italia è da poco iniziata la cosiddetta “fase 2” coronavirus, che prevede la ripartenza di alcune attività economiche e che purtroppo trova il settore del turismo sull’orlo del dissesto. Gli operatori turistici devono fronteggiare perdite ingenti di fatturato e di margini di contribuzione, insufficienti a coprire i costi fissi la cui incidenza negativa impatterà enormemente sul reddito aziendale, per almeno tutto il 2020, a causa del forte sottoutilizzo della capacità produttiva dovuto al blocco delle attività ed alle misure di precauzione sanitaria (il distanziamento sociale, tra tutte).

Questo vale per i settori dei trasporti, della ricettività, della ristorazione, dell’intrattenimento e della cultura, dello sport, degli stabilimenti balneari e termali e per tutti i sistemi di offerta connessi al turismo, ove i rischi di contagio sono considerati particolarmente elevati.

Forse in modo eccessivo, almeno se confrontati con i rischi associati ai comparti manufatturieri, la cui ripartenza è avvenuta con maggiore celerità, probabilmente anche perché ritenuti settori prioritari per la competitività del Paese rispetto al terziario, assecondando una antiquata, ma ricorrente, visione industrialista di molti che spesso sottovaluta il ruolo strategico dei servizi nell’economia.

La buona notizia è che la crisi sta intensificando importanti fenomeni evolutivi della domanda turistica che destinazioni e imprese potrebbero cogliere in positivo per reinventarsi e proporre nuove offerte di valore. Segmenti crescenti di consumo turistico sono alla ricerca di esperienze di vacanza autentiche, sicure, volte allo star bene, finalizzate al miglioramento ed all’arricchimento personale, in cui salute, cultura, divertimento, sport, religione ed enogastronomia si integrano e si valorizzano sinergicamente nel nuovo modo di fare turismo.

Aumenta, cioè, il numero di persone che desiderano vacanze intese come “esperienze di benessere”, occasioni di trasformazione e di miglioramento delle proprie condizioni fisiche, psichiche, spirituali e culturali, ove l’uomo viene riconosciuto essere sociale indivisibile, alla ricerca della piena realizzazione, in una prospettiva di turismo umanizzato, volto a creare valore ai viaggiatori, alle imprese e ai residenti, senza generare inconvenienti inaccettabili a livello ecologico e sociale.

Tuttavia, non sempre la governance e gli operatori dei sistemi territoriali turistici sono consapevoli che le proprie risorse potrebbero trasformarsi e proporsi vantaggiosamente come prodotti per migliorare il benessere delle persone, non cogliendo a pieno le opportunità che questi asset possono generare per la competitività turistica anche in questa difficile fase emergenziale.

Di fronte alle diffuse aspettative di wellness e di riappropriazione della qualità di vita delle persone, le destinazioni dovranno saper integrare le tradizionali proposte di valore, parcellizzate e specializzate per specifiche nicchie di mercato, con formule di offerta nuove, ampie, tematizzate sullo star bene e rivolte a nuovi e tradizionali “turisti del benessere”.

Da semplici destinazioni balneari, montane, lacuali, sportive, culturali, termali, dello shopping, ecc., i territori possono evolvere e qualificarsi come “destinazioni di benessere” (Wellness Destination). A tal fine, i Destination Manager Organizer (DMO) devono sollecitare l’emersione territoriale di sistemi di offerta del benessere, coinvolgendo i molteplici comparti del wellness (sanità, terme e SPA, enogastronomia, arte e cultura, sport, ambiente e natura, intrattenimento e spettacolo) e indirizzandoli alla creazione di nuovi prodotti turistici, olistici ed integrati. Questo anche avvalendosi delle tecnologie digitali e della rete internet, in cui la connessione delle singole componenti necessarie per l’allestimento e la fruizione di esperienze turistiche risulta facilitata rispetto al passato.

Le destinazioni devono cogliere le opportunità digitali e puntare a divenire smart, dotandosi di infrastrutture ed applicazioni tecnologiche in grado di favorire la co-creazione di valore collegata all’esperienza di vacanza, coinvolgendo e generando benefici per i consumatori, per le imprese turistiche e per le comunità ospitanti.

Le risorse digitali possono facilitare uno sviluppo maggiormente sostenibile delle aree turistiche, migliorando l’accessibilità dei luoghi, favorendo processi di coesione sociale, accrescendo forme di governance partecipate, elevando la qualità della vita delle comunità locali nel rispetto dei principi di economicità del business e del capitale naturale, qualificando così le destinazioni come “smart wellness destination”.

In definitiva, la competitività delle nuove destinazioni di benessere dipenderà dalla capacità dei DMO e dalla vocazione collaborativa degli attori territoriali finalizzata a creare ecosistemi del turismo di benessere “smart”, con cui allestire “smart experience” per i consumatori digitali, in cui anche le strutture di informazione ed accoglienza turistica (IAT) possono approdare in rete, veicolando informazioni e contenuti aggiornati ai turisti tramite dispositivi mobili.

Non sfugge che le destinazioni italiane identificano piattaforme potenzialmente esemplari per realizzare offerte turistiche adatte alla ripartenza post Covid, rispondenti alle richieste di “stare bene”, di sperimentare un turismo lento, sicuro, in grado di migliorare la qualità del vivere delle persone. Molte nostre località turistiche, specie nelle aree interne o meno note, sono infatti luoghi capaci di ospitare comodamente un numero di ospiti compatibile con la sicurezza sanitaria, oltre che facilmente attrezzabili per far trascorrere ai turisti esperienze di rigenerazione fisica, mentale e spirituale, accrescendone il benessere complessivo.

Al riguardo, le politiche turistiche regionali richiedono anzitutto rapidità e lungimiranza, orientando gli interventi verso la salvaguardia della sostenibilità economica degli operatori, la sostenibilità sociale delle comunità ospitanti, proteggendo gli equilibri eco-sistemici ed ambientali, senza i quali il turismo non esisterebbe.

Inoltre, per il decollo delle destinazioni di benessere in Italia, soprattutto dopo l’emergenza Covid19, si rendono necessari massicci interventi di sostegno pubblico a tutti i comparti del turismo del benessere.

Ma l’emergenza sanitaria, unitamente al recente manifestarsi di terremoti, eventi catastrofici e terroristici, sottolineano l’imperativo, per i sistemi territoriali, di considerare l’ambiente, la salute e la sicurezza delle persone vincoli irrinunciabili per garantirne il benessere duraturo. Le governance regionali dovranno pertanto essere lungimiranti nel predisporre unità di crisi permanenti, pronte a cogliere i segnali deboli degli eco-sistemi e a gestire piani di emergenza per garantire alle destinazioni turistiche la maggiore protezione, capacità di adattamento e di resilienza possibile di fronte a questi rischi, imprevedibili ma, allo stesso tempo, inevitabili e da cui proteggersi per tempo.

 

Tonino Pencarelli

Università di Urbino e Vicepresidente SIMA

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Ha accoltellato un 19enne per uno "sguardo provocatorio" nel cuore del centro storico di Carpino in una serata post lockdown, ferendo il giovane non gravemente ad un fianco e ad una gamba. L'aggresore, un altro giovane di 21 anni, è stato identificato grazie ai testimoni e arrestato poco dopo dai carabinieri con i vestiti ancora sporchi di sangue e il coltello in tasca.

E' accusato di tentativo di omicidio. Il gip del tribunale di Foggia, dopo la convalida dell'arresto ne ha disposto la permanenza in carcere. Il 19enne ferito è stato soccorso e medicato dai sanitari dell'ospedale Casa Sollievo del Sofferenza di San Giovanni Rotondo, che l'hanno dimesso con una prognosi di 10 giorni.
    A quanto si apprende l'altra sera durante un controllo sul rispetto delle norme anti contagio tra i giovani che frequentano i luoghi di ritrovo serali, i militari hanno ricevuto la segnalazione di un litigio avvenuto nel centro storico.

Giunti sul posto hanno trovato il 19enne riverso a terra che perdeva molto sangue. Dopo aver allertato i soccorsi, i carabinieri hanno raccolto le dichiarazioni di alcuni testimoni, che hanno consentito loro di individuare l'aggressore. Il 21enne è stato fermato poco dopo in un vicolo non lontano dal luogo dell'accoltellamento.

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Nel tardo pomeriggio di venerdì 05 giugno u.s. la motovedetta CP880 e una pattuglia terrestre della Guardia Costiera di Vieste sono state impegnate in attività di ricerca di presunti dispersi in località “Cala della Sanguinara” agro del comune di Vieste. La chiamata giunta alla sala operativa da parte di due escursionisti segnalava la presenza di una tenda divelta sull’arenile della Cala, al cui interno vi erano presenti indumenti e beni alimentari ben conservati ma senza nessuna persona nelle vicinanze.

Proprio per quanto riportato nella segnalazione e al fine di scongiurare eventuali problematiche sopraggiunte ai proprietari della tenda, anche in considerazione del peggioramento delle condizioni meteorologiche si decideva di effettuare un’ attività di ricerca congiunta terra-mare.

La pattuglia a terra, non senza difficoltà a causa della particolare morfologia del territorio e delle condizioni meteorologiche in atto che rendevano il terreno particolarmente scivoloso, riuscivano a raggiungere il luogo della segnalazione e iniziavano la ricerca di eventuali persone necessitanti di assistenza.

Fortunatamente i presunti dispersi venivano rintracciati dalla pattuglia terrestre che accertava come gli stessi si fossero solamente allontanati dall’accampamento e che non necessitassero di particolare assistenza.

I due escursionisti, una volta accompagnati all’accampamento, oltre ad essere redarguirti dai militari intervenuti per la loro condotta, venivano altresì sanzionati per violazioni attinenti le disposizioni contenute nella ordinanza balneare 2020 della Regione Puglia (che regolano le attività di campeggio o pernottamento in aree non specificatamente destinate con titolo abilitativo).

Pubblicato in Cronaca
Sabato, 06 Giugno 2020 16:33

BOLLETTINO EPIDEMIOLOGICO 6 GIUGNO 2020

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi sabato 6 giugno 2020 in Puglia, sono stati registrati 2378 test per l'infezione da Covid-19 coronavirus e sono risultati positivi 4 casi, così suddivisi:

3 casi nella provincia di Foggia;

1 caso nella provincia di Bari.

E’ stato registrato un decesso in provincia di Foggia.

Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 129.898 test.

Sono 3.231 i pazienti guariti.

758 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 4.511 così divisi:

1.489 nella Provincia di Bari

380 nella Provincia di Bat

653 nella Provincia di Brindisi

1.161 nella Provincia di Foggia;

519 nella Provincia di Lecce;

281 nella Provincia di Taranto;

28 attribuiti a residenti fuori regione.

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Da qualche giorno la comunità viestana è attraversata da alcune vo­ci che riguardano la tecnostruttura del Comune.

Sembra siano partite delle segnalazioni, anonime, in merito ad alcuni incarichi che il sindaco Giuseppe Nobiletti ha conferi­to nei mesi scorsi ad alcuni dipendenti.

Si parla di un interessamento della Guar­dia di Finanza, anche se le Fiamme Gial­le, interpellate da l’Attacco non hanno confermato la circostanza, spiegando tut­tavia che quandanche dovesse esserci un’attività investigativa in corso sarebbe coperta da segreto istruttorio.

Più nel dettaglio, nel mirino degli anonimi segnalatori pare ci sia l'incarico conferito a Vincenzo Ragno.

L'estate scorsa il sindaco sulla base della delibera di giunta comunale del 22 luglio, con la quale sono state approvate le risul­tanze di una procedura comparativa per l'assunzione a tempo determinato di un di­rigente responsabile del settore tecnico, ha conferito a Ragno, risultato per attitu­dine e capacità professionali il candidato più idoneo a ricoprire il ruolo, l’incarico di dirigere il settore tecnico. Incarico a tem­po determinato considerando che scadrà al termine del mandato elettivo del sinda­co, salvo una revoca anticipata.

Un prov­vedimento che si è reso possibile dopo il pensionamento del dirigente precedente. Le obiezioni sollevate nell'esposto si fon­derebbero sul fatto che a Vieste, caso più unico che raro, ci sarebbero altri 3 dirigenti in servizio.

Su questi, secondo alcuni si sarebbero dovuti spalmare i servizi del settore rimasto “orfano”. Invece il sindaco ha preferito dare mandato ad un funzio­nario (già a tempo indeterminato) del Co­mune. Senza peraltro indire il concorso per sostituire la figura apicale venuta me­no.

Alcun osservatori hanno inoltre fatto no­tare che il massimo incarico conferibile ad un dipendente è la posizione organizzati­va, nel caso in cui il personale dirigente non riesca a gestire tutte le funzioni. A Vie­ste peraltro pare ci sia un dirigente, Nico­la Di Nunzio del settore economico fi­nanziario a cui ultimamente è stato pro­gressivamente ridotto il carico di lavoro e che quindi avrebbe potuto assumere le funzioni rimaste senza un titolare.

Sulla questione l'Attacco ha consultato un legale professionista del settore nonché docente universitario, esperto di diritto amministrativo per scandagliare eventuali irregolarità, oggetto della segnalazione.

“Nel provvedimento viene citato l'articolo 110 del Testo Unico che prevede la nomina di dirigenti a tempo determinato - evidenziato l’esperto -. In particolare per i dirigenti, oggi l’indizione di concorso è falso problema.

Queste figure infatti vengono assunte per lo più a contratto, ne sono pochissimi quelli a tempo indeterminato, proprio perché adesso la legge prevede che i dirigenti vengano chiamati a contratto. Queste nomine possono riguardare soggetti di provata professionalità ladove non vi siano all'interno dell’ente altre figure utilizzabili. Non si tratta tuttavia di un obbligo ma di una valutazione discre­zionale".

La valutazione riguarda il curriculum ma anche l’intuitu personae e Nobiletti cono­sce Ragno da tempo, condividendo l’ap­partenenza al partito del sindaco “Vieste sei tu”.

Per questa vicenda in città si sussurra che il sindaco sia stato colpito da avviso di ga­ranzia.

“Non c’è nessun avviso di garanzia - smentisce a l’Attacco lo stesso Nobiletti. Così come non sono a conoscenza di un’indagine sulla nomina di Ragno. Detto questo, noi siamo continuamente sotto il monitoraggio delle forze dell'ordine, an­che perché quotidianamente arrivano let­tere anonime, esposti e segnalazioni, ab­biamo uno stuolo di oppositori che scrivo­no in procura, in prefettura, ovunque. Non so se ci siano delle indagini in corso, ma tutte le amministrazioni comunali vengo­no controllate, mi sembra peraltro un fat­to normale".

Nel merito della questione il sindaco si dice tranquillo rispetto alle no­mine. “La legge dà la possibilità di nomi­nare dirigenti a tempo determinato che fi­niscono il loro mandato quando termina quello del sindaco. Si possono inoltre nominare dirigenti intra dotazione ed extra dotazione, nello specifico quindi potevo scegliere Vincenzo Ragno o fare un con­corso e avere un dirigente a tempo inde­terminato, come lo sono gli altri che ab­biamo in Comune.

Ma io credo che per raggiungere l’efficacia dell'azione amministrativa un dirigente dovrebbe andare a casa insieme al sindaco, a dimostrazione del fatto che anche la parte dirigenziale può fallire insieme alla politica. Alla fine non dovrebbe pagare solo la parte politi­ca ma anche quella dirigenziale, nel caso non si raggiungano gli obiettivi.

Dal mio punto di vista questo principio dovrebbe essere uno standard in tutte le ammini­strazioni, in modo da stimolare i dirigenti a far bene. Con l’inattaccabilità del proprio posto invece si corre il rischio di adagiar­si”, ha concluso il sindaco.

 

Cinzia Celeste

l’attacco

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Non accenna a cessare del tutto l'epidemia da coronavirus in provincia di Foggia: oggi altrei tre nuovi malati e un morto che fa salire il numero complessivo a 152. In tutta la Puglia sono 4 i nuovi casi positivi su 2378 tamponi effettuati.

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Nel raggiungere Castellino del Biferno a Febbraio, borgo di cui mi considero ormai cittadino “virtuale” grazie all’accoglienza che del carissimo sindaco Enrico Fratangelo, non ho resistito – attraversato la bellissima e panoramica strada che emerge quasi per incanto dal lago di Guardialfiera - alla tentazione di raggiungere finalmente l’omonimo borgo dominato dalla bellissima e storica chiesa di Santa Maria Assunta.

Non che sia stato suggestionato da Vittorio Feltri, che nel tentativo di difendersi dall’accusa di nutrire sentimenti razzistici contro i meridionali – “meridionali inferiori” è stata l’ultima sua uscita infelice – cita spesso le sue bellissime estati passate da adolescente proprio a Guardialfiera.

In realtà a Guardialfiera ci sono giunto spinto emotivamente da ragioni culturali. Fino al momento della proclamazione del Regno d’Italia, poeti, scrittori e letterati erano accomunati da un sentimento condiviso: quello di un Italia unificata politicamente, geograficamente, culturalmente e linguisticamente dalle Alpi alla Sicilia. Certo, una tensione ideale prerogativa di una ristretta ed elitaria classe di politici e di intellettuali, mentre i diversi popoli d’Italia al massimo si sarebbero accontentati di pane e lavoro.

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Chiesa di S. Maria Assunta (foto Di Carlo)

Giovanni Capecchi, docente di Letteratura italiana all’Università per Stranieri di Perugia, esprime al meglio questa tensione culturale: «Da Foscolo a Leopardi (il Leopardi, soprattutto, delle canzoni All’Italia e Sopra il monumento di Dante), da Manzoni al Giusti con i suoi “scherzi”, da Carducci al giovanissimo Verga (che si arruola volontario nella Guardia nazionale  pubblica a proprie spese, tra il 1861 e il 1862, il romanzo storico-patriottico I carbonari della montagna), tutta la letteratura più significativa – insieme a moltissimi testi letterari d’occasione e ai romanzi storici di letterati-uomini politici come D’Azeglio – converge verso un unico obiettivo: quello di un’Italia «una d’arme, di lingua, d’altare/di memorie, di sangue e di cor» (per dirla con Manzoni), di uno “stivale” non più frammentato e multicolore come il vestito di Arlecchino ma «tutto d’un pezzo e tutto d’un colore» (per dirla, invece, con Giusti[i]».

Paradossalmente, invece, con il risultato acquisito dell’Unità d’Italia, risolta con l’ingresso delle truppe italiane a Roma nel 1870 dopo quasi un decennio di guerra civile che vede barbaramente contrapposti l’Esercito Regio e i patrioti delle province dell’ex Regno delle Due Sicilie, «la letteratura, unita nell’Italia divisa, diviene divisa una volta raggiunta l’unificazione nazionale. Mentre, con il 1861, Nord e Sud della penisola si fondano in un’unica realtà politica, a partire dai primi decenni post-unitari (e sino ai nostri giorni) si assiste ad una “secessione” letteraria tra meridione e settentrione»[ii].

Ebbene, è proprio la “secessione letteraria”, frutto dell’amara delusione di chi aveva vissuto male lo stravolgimento di valori risorgimentali liberali e democratici risoltisi in turpi obiettivi di espansione territoriale con finalità coloniali dei Savoia, che mi ha condotto a Guardialfiera. Infatti, uno degli autori che possiamo di diritto inserire nel filone della “secessione letteraria”, Francesco Jovine, è nato a Guardialfiera nel 1902.

 

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Veduta lago da Guardialfiera (foto Di Carlo)

Francesco Jovine scrive nel 1942 Signora Ava, un romanzo ambientato nel paese natale e che rappresenta mirabilmente la visione dell’immutata civiltà contadina nel passaggio dai Borbone ai Savoia. Vi emerge netta la sensazione che nulla sia cambiato dopo la lunga e cruenta guerra civile: il latifondo domina incontrastato sulle strutture economico-sociali, i contadini soffrono ancora di più condizioni di miseria, la vecchia classe dirigente si ritrova quasi integralmente al potere.

Nel 1950, anno della sua scomparsa prematura, Francesco Jovine pubblica Le terre del Sacramento, la storia di una repressione contadina nel Molise. L’autore con questo romanzo che esce postumo nel 1950 vince il Premio Viareggio. Ancora una volta il romanzo, capolavoro della letteratura ignorato dalla scuola, è ambientato a Guardialfiera nell’arco di tempo che va dall’Unità d’Italia al fascismo. Un antico fondo ecclesiastico, passato nelle mani di un latifondista indebitato, viene coltivato da contadini in miseria con la promessa della ripartizione degli introiti al primo raccolto. A promessa non mantenuta i contadini si muovono ad una protesta pacifica, ma fascisti e carabinieri reprimeranno la protesta nel sangue.

Guardialfiera nel 1861 contava 1845 abitanti, oggi la popolazione è dimezzata ed è in corso uno spopolamento inarrestabile che i romanzi di Francesco Jovine non sono riusciti a frenare.

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Ufficio postale mobile (foto Di Carlo)

A questo riguardo mi ha molto colpito la vista di un furgone a lato del quale c’erano delle persone in fila: era l’ufficio delle Poste mobile. E’ così che i nostri borghi si stanno spopolando perdendo scuole, uffici postali e bancari, attività commerciali e artigianali, complici politiche governative che negli ultimi decenni hanno fortemente discriminato il Mezzogiorno spingendo ignobilmente verso l’unica amara direzione possibile: l’emigrazione.

 

Pubblicato in Cultura

Il Parco nazionale del Gargano festeggia i suoi 25 anni proprio nella Giornata dell'Ambiente dedicata alla biodiversità. Con i suoi 120mila ettari, è il quinto Parco più grande d'Italia: gestisce l'Area marina Isole Tremiti e accoglie otto riserve naturali dello Stato, due (Umbra e Falascone) riconosciute dall'Unesco come Patrimonio dell'umanità.

Un gran numero di habitat ospita molte e varie specie: 162 uccelli nidificanti, 62 specie di mammiferi, 19 di rettili e 9 di anfibi. Oltre a circa 2.400 varietà di piante che fanno del parco uno dei "distretti floristici" più interessanti d'Italia: sono infatti apprezzate nel mondo le oltre 90 specie di orchidee spontanee che in primavera sorprendono i visitatori.

"Celebriamo questa giornata dell'ambiente esaltando il nostro immenso patrimonio naturale e culturale", sottolinea il presidente del Parco nazionale del Gargano, Pasquale Pazienza.

Pubblicato in Ambiente

Si porta a conoscenza degli interessati, che presso la Tesoreria comunale, ubicata nella sede di Banco BPM, in via Madonna della Libera, 27, sono disponibili i rimborsi dei buoni mensa non utilizzati per il corrente anno scolastico.

Tutti coloro i quali hanno fatto richiesta di riscuotere allo sportello, per procedere alla riscossione stessa, dovranno concordare con la predetta banca giorno e ora di presentazione, al fine di non creare assembramenti e nel rispetto delle norme anticovid 19.

Pertanto, si invita a prendere accordi con il personale di banca, telefonando al n. 0884 – 708103. Senza prenotazione non sarà possibile riscuotere quanto dovuto. Si raccomanda di presentarsi allo sportello muniti di  documento di riconoscimento e codice fiscale. Potranno riscuotere solo gli intestatari della domanda inoltrata al Comune.

Pubblicato in Società

Serie A e serie B in rampa di lancio per la ripartenza, forse si troverà l'accor­do anche per la terza serie. Chi inve­ce non vede la luce in fondo al tunnel è tutta quella massa di società dai Dilettanti in giù. Nelle scorse ore, infatti, l'Atletico Vieste ha lanciato il primo messaggio sulle difficoltà economiche per una iscrizione in Eccellen­za nella prossima stagione.

"Non è un falso allarme di fine stagione - ha evidenziato il presidente del so­dalizio garganico Lorenzo Spina Diana -, con il quale si chiede aiuto per trovare nuo­vi investitori. Ma, noi che facciamo da circa 20 anni questo mestiere, sappiamo che non è con l'allarmismo che si va avanti. Dopo aver fatto il diavolo a quattro non è più pos­sibile, in questo momento, concentrarsi sul calcio, per tanti motivi.

Non sappiamo se e quando riprenderemo con le attività sporti­ve di squadra. Non si naviga neanche a vi­sta, ma al buio completo. In più, tre mesi di emergenza sanitaria ci hanno messo in gi­nocchio dal punto di vista lavorativo. Se stia­mo lottando per salvare le nostre aziende, come possiamo rivolgerci a quelle che ci hanno sempre sponsorizzato? Dalla fine di febbraio non abbiamo ricevuto più un cen­tesimo e parliamo di un fatturato di circa 200mila euro, che tra l'altro nella categoria sono è considerato anche un budget picco­lo, di una squadra che lotta per salvarsi o che non ha ambizioni".

Spina Diana ha visto che in molti hanno rea­gito al comunicato pensando che fosse un bluff, siccome le difficoltà bene o male ci so­no sempre state. "Ripeto - ha aggiunto -, noi abbiamo 18 anni di esperienza in questo campo e ho ponderato bene prima di fare un comunicato del genere: non credo che ci siano le condizioni per ripartire.

Se da una parte l'emergenza sanitaria sta passando, e quindi si intravede un orizzonte temporale sulla ripresa, dall'altro c'è incertezza gene­rale sugli aspetti economici che si riverbe­rano sulle società: è il sistema che non reg­ge più, perché la sponsorizzazione la può fare l'azienda che va in utile. Oggi non me la sento di chiamare gli imprenditori, anche se con molti siamo partner da anni e ci lega un rapporto di amicizia, perché mi metto al po­sto loro, in quanto anch'io sto combattendo per trovare la quadra".

Ritornare all'attività è una speranza che man mano prende sempre di più la forma della certezza. "Mi aspettavo che lo Stato in­tervenisse almeno sul sistema fiscale - ha evidenziato Spina Diana -. Partiamo dal pre­supposto che due/terzi dell'economia italia­na è in crisi e noi non possiamo permetterci di concentrare le nostre sponsorizzazioni in uno o due settori, è assurdo.

Tutte i partner sono legati al settore turistico: è stata già persa metà della stagione e si combatte, mi metto anche io perché sono titolare di un vil­laggio turistico, per non uscire con le ossa rotte e dare continuità. La sponsorizzazione dava la possibilità alle aziende di abbattere gli utili e quindi, pagando meno tasse, ci po­teva pure stare che qualcuno investisse in visibilità e per un ritorno di immagine socia­le. Una soluzione poteva essere quella di creare un credito di imposta del 70/80 per cento sulle sponsorizzazioni. Non è una cri­tica, ma una constatazione. Siamo stati i pri­mi a uscire allo scoperto, ma penso che a ruota ci seguiranno altre società sportive, non solo della zona e di altre discipline che si troveranno in difficoltà".

Ci sarà un incontro in videoconferen­za con presidente della Figc Puglia Vito Tisci e per l'Atletico Vieste parteciperà il di­rettore generale e il responsabile tecnico delle attività di base. "Proprio perché non ci sono orizzonti chiari per quanto riguarda i campionati delle prime squadre, forse si comincerà a parlare di come ripartire con le scuole calcio e le giovanili. Cosa si pro­spetta per l'Eccellenza? Non lo so, non è fil­trato nulla”.

 

Pietro Capuano

l’attacco

Pubblicato in Sport
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