Articoli filtrati per data: Domenica, 07 Giugno 2020

Primo weekend della fase 3, e Manfredonia si conferma meta prescelta da migliaia di persone. All'appuntamento ha risposto presente con puntualità ed organizzazione "Marina del Gargano" tra le località  più gettonate della città e del territorio garganico, come dimostrato dal sold out registrato anche in questo weekend.

Oltre al crescente numero di imbarcazioni ormeggiate, servizi per diportisti ed ampia scelta si attività ristorative-commerciali, il nuovo management di Gespo, ha provveduto a garantire maggiore sicurezza in fatto di distanziamento sociale ed incolumità per i numerosissimi visitatori (non solo giovani, ma anche molte famiglie). Come annunciato, infatti, da questo weekend sono entrati in vigore nuovi accorgimenti: gestione e filtro contingentato per i parcheggi auto, gestione della presenze delle persone (con steward e guardie giurate per evitare assembramenti e facilitare il deflusso su entrambi i moli), gestione del traffico auto all'ingresso del Marina sul lungomare che collega Manfredonia a Siponto.

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Nonostante il divieto di balneazione nel mare antistante le spiagge libere di Mattinata, oggi è stata una domenica da pienone nella baia della cittadina garagnica. Complici una bella giornata di sole e la chiusura ancora di quasi tutti gli stabilimenti balneari, i tanti bagnanti non hanno resistito al primo bagno e alla prima tintarella stagionale. I cartelli dei divieti c'erano tutti, i controlli anche. Ma gli agenti della Polizia Locale hanno preferito iniziare con azioni di prevenzione e non di repressione. Pertanto niente multe, solo consigli. Ma dai prossimi giorni chi non rispetta le regole imposte dai commissari prefettizi, sarà sanzionato. Intanto è stata un'altra domenica di traffico intenso sulle strade che portano al mare. Non sono mancati gli incidenti, anche se di lieve entità, e questa volta Polizia stradale e Polizia locale hanno controllato diversi automobilisti nel tratto Manfredonia-Mattinata. Diverse le multe per divieto di sosta nei pressi della spiaggia di Mattinata.

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Da Modena in camper per visitare la Puglia. Era questo il programma di due turisti dell’Emilia Romagna che volevano conoscere la nostra regione da nord a sud, dal Gargano alla Valle d'Itria, fino al Salento. Prima tappa a Vieste.L’altra mattina si erano spostati in centro urbano in bici, dal camping dove soggiornavano. Poi il desiderio di un caffè. Non potendo proseguire per via di una strettoia, hanno legato le due bici elettriche di fronte al bar. Dopo il caffè sono tornati a recuperare le due bici. Sorpresa: non c’erano più. Hanno chiesto ad alcune persone se avessero visto qualcosa, ma non hanno avuto nessuna indicazione. Si sono così recati presso la locale Tenenza dei Carabinieri per sporgere denuncia. Le due bici elettriche avevano un valore di circa 4 mila euro. Siccome una bici elettrica pesa più di 20 chili, è probabile che ad agire siano stati almeno in due. Ovviamente grande amarezza e disappunto per i due turisti che volevano trascorrere qualche settimana in Puglia.

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“È il momento di recuperare la fiducia e la serenità dello stare insieme, non trasformiamo la responsabilità in una minacciosa corsa a ostacoli”. Lo ha detto l’assessore regionale al Bilancio e alla Programmazione unitaria e consigliere regionale del Partito Democratico, Raffaele Piemontese, chiedendo al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, di rivedere l’ordinanza numero 245 sugli “Obblighi di segnalazione per l’ingresso delle persone fisiche in Puglia”, in vigore dallo scorso mercoledì 3 giugno, nella parte che sanziona pesantemente il mancato mantenimento, per un mese, dell’elenco dei luoghi visitati e delle persone frequentate.

“Il primo weekend della Fase 3 mi ha fatto rivedere i luoghi più belli del Gargano e ritrovare comunità che, peraltro, da Vieste a Rodi Garganico, da Peschici a Vico del Gargano, da Ischitella a Carpino passando da Cagnano Varano, sono covid free”, dice Piemontese, aggiungendo che il fine settimana è stato anche occasione “per confrontarmi con amministratori, operatori turistici e turisti che, fortunatamente, hanno scelto con entusiasmo e fiducia di venire in Puglia”.

“Dobbiamo organizzarci per rendere serena e realisticamente sostenibile la permanenza per chi, dal 3 giugno, sta raggiungendo la Puglia per ricongiungersi con familiari e amici o per fare una vacanza più o meno lunga”, sottolinea l’assessore regionale al Bilancio, invitando “il presidente Michele Emiliano a eliminare ogni tipo di sanzione collegata al mantenimento, per 30 giorni, di un diario su cui annotare i luoghi visitati e le persone incontrate durante il soggiorno”.

“Giusto chiedere di sottoscrivere l’auto-segnalazione attraverso un’agile sequenza di gesti che si possono facilmente fare con un telefonino: è utile alle autorità sanitaria sapere se un cittadino proveniente da aree del Paese che hanno conosciuto picchi molto alti di contagio sta per recarsi per una settimana o due in una località pugliese”, dice Piemontese. “Ed è perfettamente comprensibile anche l’invito a collaborare con uno strumento utile alle autorità sanitarie, laddove dovesse servire nella sfortunata eventualità si sia coinvolti in un’indagine epidemiologica per il tracciamento dei contatti di un caso COVID-19 confermato – osserva l’assessore e consigliere regionale del PD –. Ma collegarlo a una sanzione amministrativa economicamente pesante, da 400 a 3.000 euro, trasmette un’idea burocratico-poliziesca che tradisce lo spirito positivo con cui, per cinque mesi, la Puglia e il suo presidente hanno saputo proporsi per la serietà, il rigore, la compostezza e l’efficienza della reazione alla crisi sanitaria e economico-sociale causata dalla pandemia”.

“Esattamente come abbiamo fatto per l’app ‘Immuni’ – propone Piemontese – il diario o le annotazioni degli spostamenti possiamo vivamente consigliarli, senza minacciare sanzioni economiche che possono apparire odiose”.

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Da tempo sosteniamo la tesi che l’accoglienza della ristorazione sia una delle sfaccettature dell’ospitalità turistica. Proprio per questo, deve confrontarsi e operare in connessione strategica con il turismo in generale.

Con quali approcci metodologici si appresta ad affrontare la Fase 3 da Coronavirus il mondo del turismo e dell’accoglienza alberghiera, extra alberghiera, ristorativa?

Obiettivo – progettare e pianificare la ripresa e il rilancio delle attività produttive per ristoratori e attività turistica, seguendo la nostra logica della convergenza dei vari settori: accoglienza, viaggi, ristorazione, produzione enogastronomica e proposte di travel experience.

Ne parliamo con alcuni  esperti di turismo, per comprendere quali saranno le prossime mosse e come si evolveranno nel breve futuro flussi turistici, attività e andamento economico nel nostro comparto.

Roberta Garibaldi

Docente Universitaria ed Esperta di Turismo Enogastronomico

Il turismo enogastronomico rappresenta una leva su cui puntare per la ripartenza del nostro Paese. Lo scenario attuale impone una riflessione e l’occasione è propizia per capire come affrontare la crisi che per ricercare nuove soluzioni per il futuro.

Nei prossimi mesi, è plausibile che il comportamento dei turisti cambierà. Saranno preferiti i viaggi di prossimità, gli spostamenti con mezzo privato, l’utilizzo di seconde case…

Diminuiranno i viaggi all’estero a beneficio del turismo domestico, in particolare verso le aree rurali. Le aziende agroalimentari e vitivinicole – le quali non hanno dovuto fermarsi nel corso dell’emergenza – potranno sicuramente trarne beneficio. C’è e ci sarà spazio per offrire proposte, anche pensando a nuove modalità e strumenti.

Punto di partenza sarà l’analisi dei propri clienti, attuali e potenziali, a partire dalla quale costruire strategie e azioni mirate per riorganizzare la propria offerta. Fondamentale per gli operatori sarà tenersi aggiornati.

Un elemento da valorizzare, anche in ottica di lungo periodo, sarà il Vigneto. Un luogo evocativo, dal grande fascino, che potrà divenire adatto per organizzare degustazioni, per attività sportive quali trekking, nordic walking, Mountain Bike… Per nuove proposte come yoga o attività artistiche, soprattutto considerando le limitazioni degli spazi chiusi e la necessità di contingentare gli accessi per mantenere il distanziamento sociale.

Tutto ciò unito a un’accoglienza autentica, fatta dalle persone, per creare un rapporto più diretto che consenta ai turisti di vivere questi momenti come arricchimento personale. E alla sostenibilità.
Una tendenza che andrà a rafforzarsi nei prossimi mesi sarà certamente l’utilizzo delle nuove tecnologie. Non solo per la vendita dei prodotti, ma anche di vere e proprie esperienze.

Si pensi, a tal proposito, alle degustazioni digitali con tutorial e video-guide per assaggi virtuali, ai QR code che rimandano a contenuti audio e video con la storia del prodotto e dell’azienda per intrattenere il consumatore, alle app di edutainment per divertire educando chi rimane a casa. Tutte proposte già esistenti prima dell’emergenza, ma che saranno sempre più popolari in futuro.

 LA CAPACITÀ DI INNOVARE E GUARDARE IN AVANTI SARÀ CERTAMENTE PREMIATA, PERCHÉ È PLAUSIBILE CHE IL COMPORTAMENTO DEI TURISTI CAMBIERÀ, ALMENO NEI PROSSIMI MESI. NONOSTANTE LE DIFFICOLTÀ, QUESTO MOMENTO PUÒ CERTAMENTE ESSERE SFRUTTATO PER GETTARE DELLE BASI SOLIDE PER LA RIPARTENZA.

Edoardo Colombo

Autore Hoepli

Il distanziamento sociale influirà sui comportamenti di viaggio e i luoghi meno congestionati saranno considerati più rassicuranti e preferiti alle spiagge e alle città d’arte tradizionalmente più visitate.

Le misure di sicurezza condizioneranno anche i trasporti collettivi in favore di una modalità di trasporto in auto e moto che offre una maggior libertà di movimento a vantaggio di borghi e percorsi naturalistici.

È opportuno lavorare sulle strade tematiche che esprimono i valori dei territori per la loro produzione tipica, come le Vie dei Vini per esempio, e sui luoghi simbolo delle specialità locali.

IL MADE IN ITALY MOTORISTICO E I GRANDI MARCHI ITALIANI CON GLI ITINERARI DEI MUSEI D’IMPRESA E LE GARE DI AUTO STORICHE, SARANNO UN NUOVO PRODOTTO DI TENDENZA.

Danilo Pontone

Consulente e Formatore Web Marketing, CEO di Hotel 2.0

Si prospetta, come ormai preannunciato da molti, un periodo di grande cambiamento. Gli operatori del turismo dovranno essere in grado di comprendere le mutazioni che subirà il mercato sia dal punto di vista della domanda sia dell’offerta turistica.

Un primo cambiamento avverrà subito nel breve-medio periodo e consisterà nell’adeguarsi alle nuove disposizioni su sanificazione, igiene e sicurezza. Ci aspetta un periodo di convivenza con il Covid-19, quindi se si vuole tornare ad essere operativi bisogna sapersi attrezzare correttamente per infondere sicurezza in chi deve acquistare un servizio e viaggiare.

Il secondo cambiamento, già in atto, è la rivoluzione digitale che ha travolto tutto il mondo e, soprattutto, il nostro Paese. In pochi mesi c’è stata un’accelerazione ed evoluzione digitale da cui bisognerà saper trarre opportunità.

Bisognerà saper strutturare business plan e strategie di web marketing che possano inserirsi positivamente in questo nuovo scenario e nuova era digitale che sarà sempre più pressante e indispensabile per il settore turistico.

RIUSCIRE A STRUTTURARSI BENE OFFLINE E ONLINE, POTRÀ AIUTARE A VIVERE UNA FASE CHE POTREBBE, IN UN CERTO SENSO, RIFLETTERE QUELLA DEL PRE-CORONAVIRUS, CON LA DIFFERENZA DI ESSERE PIÙ FORTI DI PRIMA E PIÙ CONSAPEVOLI DEI PROPRI MEZZI E CAPACITÀ.

Fabrizio Todisco

Creative Manager e Consulente Freelance

Come sarà il turismo della nuova era? Sarà forse più lento, attento, giusto, più vicino ai cittadini, meno rissoso?

Forse questa triste condizione che ci troviamo a vivere ha in sé il germe di costruzione di uno sviluppo economico alternativo, che abbia obiettivi di giustizia sociale ed equa ridistribuzione, di ricchezze così come di turisti

POTREMMO FINALMENTE PORRE BASI PIÙ SOLIDE PER UNA STRATEGIA TURISTICA FONDATA SU UN IMPATTO ECOLOGICAMENTE VALIDO, ORIENTATO VERSO I BISOGNI DELLE PERSONE CHE ABITANO UN LUOGO OLTRE CHE DI QUELLE CHE QUEL LUOGO LO VISITANO.

Armando Travaglini

Autore, Consulente e Formatore Digital Marketing Turistico

Il turismo nel secondo semestre del 2020 sarà sicuramente legato alla vicinanza geografica tra il viaggiatore e la destinazione. La paura di viaggiare in serenità influenzerà tante famiglie e persone un po’ avanti con l’età.

Molti non viaggeranno almeno fino al 2021, sia per ragioni economiche sia per mancanza di tempo (penso ai dipendenti privati che hanno consumato le ferie durante il lockdown).

Il turismo internazionale non riprenderà almeno fino al 2021, dove, speriamo, la percezione del nostro Paese sarà nuovamente tornata ai livelli pre-crisi ossia di un Paese sicuro dove poter trascorrere le proprie vacanze.

I soggiorni dei turisti italiani saranno brevi, concentrati nei weekend, e verrà prestata una eccezionale attenzione alle normative di sicurezza e sanificazione di tutti gli ambienti. Le strutture ricettive devono fornire garanzie in tal senso attraverso le comunicazioni digital (social, email, ecc.) e pianificare con molta attenzione le azioni di marketing e di revenue management.

NON MOLLIAMO, PENSIAMO IN MODO TRASVERSALE E FUORI DAL CORO, NEL RISPETTO DELLE NORMATIVE E BUONA RIPARTENZA A TUTTI.

Simone Puorto

Giornalista, Esperto di Turismo e Innovazione, Autore e Formatore

«Il tasso di mortalità nella Marina durante la guerra ispano-americana…»scrive Darrell Huff nel suo classico, How to Lie with Statistics – «…era del nove per mille, contro il sedici per mille degli abitanti [civili, NdA] di New York City».

Il governo americano utilizzò queste statistiche per invogliare i giovani a arruolarsi, partendo dalla tesi che, paradossalmente, era più sicuro essere un militare che un civile.

Il ragionamento è, apparentemente, lineare, ma il famoso corpo americano era (ed è ancora) composto perlopiù da giovani in buona salute, mentre la popolazione civile comprende neonati, anziani e malati, i quali hanno un tasso di mortalità più elevato a prescindere da dove si trovino. L’informazione, sebbene metodologicamente cruciale, venne omessa dalle campagne di arruolamento.

Il problema con il COVID-19 è simile: siamo chiamati a fare previsioni con set di dati limitati, frammentari, sensazionalistici, semplificati, gonfiati, confusi, politicizzati, pregiudiziali, strumentalizzati, contraddittori e aggregati con una metodologia che chiamare fragile è un eufemismo.

L’ESEMPIO PIÙ LAMPANTE?… OGNI PAESE STA CALCOLANDO IL TASSO DI MORTALITÀ CON METRICHE DEL TUTTO ARBITRARIE ED, ERGO, ANTISCIENTIFICHE.

 

A oggi, la percentuale (reale) di fatalità può ugualmente essere dello 0,0001% o del 99%, a seconda di come si interpretano i (già scarsi) dati. Questo rende impossibile qualsiasi argomentazione razionale, figuriamoci una previsione. Nell’ambiente informatico c’è un detto: garbage in/garbage out: se i dati originali sono immondizia (garbage in), allora qualsiasi considerazione e valutazione figlia di quei dati sarà altrettanto immondizia (garbage out).

Chiunque ha l’arroganza di fare previsioni basandosi solo sulle informazioni correntemente di pubblico dominio circa il COVID-19 sta mentendo spudoratamente o ha accesso a dati sconosciuti al resto del mondo. Oppure (e questo è uno scenario, nella sua malvagia banalità, ancora più spaventoso) è abituato a interpretare la realtà sulla base di fragili fallacie e pontificando su un modello che non è metodologicamente troppo distante dal lanciare una monetina e fare testa o croce. 

Il mio punto di vista sul futuro del turismo, quindi?… Nessuno.

E ogni consulente (serio) dovrebbe dare la stessa risposta. Non è nichilismo intellettuale, ma, come non creo una strategia marketing fino a che sono sicuro dell’accuratezza del dato di partenza, ancor meno mi sento deontologicamente (ed eticamente) giustificato a fornire linee guida e indicazioni sul futuro del travel sapendo quello che so oggi sul Coronavirus.

Ricordate che una previsione non è migliore del campione di dati sulla quale si basa. MAI. Non esistono eccezioni e senza dati quello che ci rimane sono solo le opinioni, nemiche giurate del modello scientifico, razionale e anti-emozionale al quale tutti i consulenti hanno (o dovrebbero avere) giurato una fedeltà quasi ippocratica.

IL VIRUS, CON LE SUE IMPLICAZIONI SUL NOSTRO SETTORE, MI SPAVENTA MOLTO MENO DI QUESTA SOSPENSIONE DEL BUON SENSO… PER QUEST’ULTIMA, PURTROPPO, UN VACCINO NON ESISTERÀ MAI.

 

Marianna Marcucci

Digital Media Curator

Mi sento ottimista, la voglia di viaggiare delle persone è tanta e torneremo presto a farlo ma è innegabile: dovremo convivere con pratiche e abitudini diverse e un po’ macchinose.

Sceglieremo, in generale, di viaggiare in autonomia oppure il treno piuttosto che l’aereo. Viaggi più locali. Prepareremo diversamente le nostre valigie (quante boccette di disinfettante?), faremo più attenzione ai luoghi che promuoveranno una sanificazione maggiore e il distanziamento fisico (già alcuni musei stanno ripensando le collezioni per facilitarlo, vedi gli Uffizi), avremo necessità di più documenti per viaggiare, e così via.

Osserviamo come il nostro Pianeta ha reagito al forzato lockdown: le macchie rosse (concentrazioni d’inquinanti) che scompaiono dalle foto satellitari fanno impressione e questo sta creando una maggiore consapevolezza.

I viaggi saranno più sostenibili, green e attenti a non sprecare le risorse naturali. D’altronde, questo era già un trend molto forte nei desideri dei viaggi dei Millennial alla fine del 2019 che si rafforza anche in fasce più ampie di popolazione.

Turismo di prossimità ma tecnologico, importante strumento facilitatore nell’organizzazione e realizzazione dei viaggi. La tecnologia non sarà più solo ricerca ma anche compagna durante il viaggio stesso, dagli scanner per la temperatura ai robot receptionist.

SONO OTTIMISTA, IL MONDO DEL TRAVEL HA, DA SEMPRE, UNA CARATTERISTICA MERAVIGLIOSA, LA RESILIENZA.

Giovanni Luongo

Hospitality Expert

Se il tempo si fosse fermato a gennaio saremmo qui a gongolarci nel guardare le stime sulle presenze turistiche nel belpaese che anche per quest’anno riportavano una crescita pari ad un 3,5%.

Osservando oggi le stesse statiche, fermo restando i sentimenti di sconforto, non siamo in grado con la stessa sicurezza matematica di effettuare previsioni numeriche senza prendersi qualche azzardo.

La priorità a questo punto è ipotizzare almeno lo scenario futuro per affrontare quella che possiamo definire una “nuova era del turismo”.

Questa fase così diversa da quella che si poteva prospettare a inizio anno, andrà diluendosi con l’aiuto della scienza che introdurrà antivirali ed appositi vaccini, ma resta comunque la necessità di affrontare l’attuale Fase 2, post lockdown, e quella dei mesi immediatamente successivi.

Concentriamoci proprio su quest’ultimo periodo, in attesa delle specifiche normative a tutela della salute rivolte con particolare indirizzo al comparto turistico.

Il mercato interno mai come in questa fase sarà quello principale, incentivato spero da un ritrovato senso patriottico ma anche dalla sostanziale sfiducia nei grandi spostamenti. La necessita di distanza per una maggiore tutela della propria salute sarà il fattore di scelta del consumatore. Nella sostanza non vedremo per diverso tempo le scene che per anni hanno caratterizzato il cosiddetto turismo di massa, a favore di uno più sostenibile ma con numeri sensibilmente ridotti.

La ricerca di una maggiore individualità inciderà anche nella preferenza dei mezzi di trasporto, autonomo rispetto a quello pubblico, come per le soluzioni alloggiative, fermo restando lo sviluppo di nuove e più idonee procedure di sanificazione.

INTERCETTARE QUESTA NUOVE ESIGENZE RAPPRESENTA LA BASE SULLA QUALE SVILUPPARE NELL’IMMEDIATO L’OFFERTA IN QUESTA NUOVA ERA TURISTICA.

Un esercizio nuovo di imprenditorialità al quale bisognerà rispondere con energicamente e con le capacità che hanno da sempre contraddistinto il nostro popolo nelle situazioni emergenziali.

Giulia Eremita

Coordinamento Digital Strategy & Innovation BTO2020

In uno scenario oggettivamente complicato e in costante divenire, ognuno ha imparato a trovare il proprio equilibrio.

Volenti o inconsapevoli, riprenderemo a viaggiare perché è nella natura dell’uomo e delle cose, lo faremo certamente prima in prossimità, nella natura e all’aria aperta, poi via via acquisiremo più sicurezza per entrare in contatto con la cultura, la storia e le tradizioni.

Infine, riprenderemo a pianificare i nostri sogni e viaggi sul medio e lungo raggio. Sì, la ripresa sarà lenta e graduale e questo pensiero può creare impazienza ma sono certa che porterà grandi soddisfazioni in termini di qualità.

Immaginiamoci l’emozione di chi ci accoglierà in vacanza per la prima volta, ci basterà uno sguardo per capirci, il distanziamento sarà un atto d’amore e di rispetto più che dovuto. Viceversa chi ospiterà i primi viaggiatori dovrà garantire serenità e sicurezza in questo nuovo scenario e lo dovrà comunicare, fare in modo disinvolto e naturale.

Nell’ecosistema digitale si sono già create nuove opportunità per molti, alcuni hanno sviluppato nuove idee e hanno dato sfogo alla creatività e hanno saputo generare contenuti e relazioni di valore; altri hanno capito improvvisamente cosa non andava già bene del loro business.

IL FUTURO CI VEDRÀ MENO IMPREPARATI E PIÙ AUDACI…

Diversificheremo, guarderemo al nostro business su più livelli, con un’attenzione particolare verso il territorio e la comunità locale. Sarà un viaggio eccitante, la base per costruire qualcosa di unico.

Sarà una nuova era di collaborazioni e partnership tra settori che prima di oggi non si parlavano, ci saranno nuove modalità di promozione e probabilmente anche nuovi emergenti canali di distribuzione.

Antonella Brugnola

Esperta in Turismo Extra Alberghiero

Questa è la mia personale visione di come sarà il turismo del prossimo futuro. Non è questione “se” ma “quando” ripartiranno i viaggi turistici (e non solo quelli) e con che modalità, progressivamente e a partire dal sopraggiunto 4 maggio.

Prevedo che all’inizio (estate 2020) ci sarà turismo nelle località di villeggiatura di compaesani che trascorreranno le loro ferie senza uscire dai confini territoriali e nelle loro seconde case.

In Italia c’è tutto: mare, monti, laghi, campagna, borghi antichi, enogastronomia, ville con piscina, terme, sport per tutte le tasche: non credo cercheremo altro.

Anche per sostenere l’economia domestica, penso sia una giusta scelta restare in Italia e saremo già abituati alle modalità anti-contagio che nel frattempo avremo fatto nostre: distanza, mascherina e guanti, lavaggio mani, gel disinfettanti, prenotazioni e rispetto dei turni, pulizie degli ambienti secondo i protocolli conosciuti.

Nel settore extra-alberghiero i viaggi sanitari riprenderanno, recuperando il tempo di lockdown. Il lavoro da remoto dei nomadi digitali garantirà una altra fonte di affitto delle case.

Si arriverà a una situazione di equilibrio tra affitti brevi e lunghi, con pace dei sindaci di quei comuni in cui l’overtourism aveva raggiunto livelli insostenibili. Gli affitti delle case diventeranno ancora più flessibili, a seconda della domanda specifica, short/medium/long term.

LE PULIZIE O SANIFICAZIONI SONO IL TEMA PIÙ CALDO ORA: ATTENDIAMO PROTOCOLLI COVID-FREE E BOLLINI DI CERTIFICAZIONE

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Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi domenica 7 maggio 2020 in Puglia, sono stati registrati 2.033 test per l'infezione da Covid-19 coronavirus e è risultato positivo un caso in provincia di Foggia.

Sono stati registrati 3 decessi: 2 in provincia di Lecce, 1 in provincia di Bari.

Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 131.931 test.

Sono 3.253 i pazienti guariti.

733 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 4.511, così suddivisi:

1.488 nella provincia di Bari (1 caso registrato nei giorni precedenti è stato eliminato dal database);

380 nella provincia di Bat;

653 nella provincia di Brindisi;

1.162 nella provincia di Foggia;

519 nella provincia di Lecce;

281 nella provincia di Taranto;

28 attribuiti a residenti fuori regione.

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Ci siamo. Il grande ciclismo comincia a entrare nel clima delle corse, che ufficialmente ripartiranno sabato 1° agosto in Italia con la Strade Bianche, sulle strade sterrate intorno a Siena. Ma c'è ancora molta incertezza su quelle che dovranno essere le misure di sicurezza e di prevenzione anti-coronavirus che team e corridori saranno tenuti a osservare scrupolosamente per non rischiare di richiudere tutto, e questa volta definitivamente, per questa stagione.

Intanto si sta anche ridisegnando il Giro d'Italia, collocato nel nuovo calendario dal 3 al 25 ottobre. Come è noto sono state cambiate le prime tre tappe, previste in Ungheria (che ha rinunciato, ma dovrebbe essere ripescata nel 2021 anche per evitare pesanti penali), e verranno ridisegnate lungo il percorso. Dovrebbe restare pressoché invariata invece la tipologia della altre frazioni.

Molto probabilmente la prima novità sarà rappresentata dalla tappa di apertura, non più come detto a Budapest ma a Palermo, una cronometro individuale che assegnerà la prima maglia rosa. In Sicilia, nuova sede dunque della Grande Partenza, si svolgeranno poi anche le tre frazioni successive, con la conferma dei tracciati previsti: da Monreale ad Agrigento, poi da Enna all'Etna (Piano Provenzana) con il primo arrivo in salita, quindi la Catania-Villafranca Tirrena.

Seguirà in passaggio dello Stretto di Messina e l'inizio della risalita della Penisola con la 5ª tappa da Mileto a Camigliatello Silano. Probabilmente la seconda novità rispetto al tracciato precedente arriverà nella 6ª tappa, che dovrebbe partire da Castrovillari per arrivare non più a Brindisi ma in Basilicata, quasi certamente a Matera. Da dove il giorno dopo potrebbe partire la 7ª tappa verso la Puglia, con traguardo a Brindisi.

Dopo l'8ª frazione Giovinazzo-Vieste, confermata rispetto al percorso originale, il giorno successivo dovrebbe proporre la terza e ultima novità, con una 9ª tappa tutta abruzzese e probabilmente anche impegnativa, considerato che sarà domenica 11 ottobre, dunque un giorno festivo che merita una giornata di lotta e di spettacolo con i big della classifica sulla scena. Dopo il giorno di riposo di lunedì 12 ottobre, il Giro dovrebbe confermare il tracciato già  previsto nella sua prima stesura (riassunto qui sotto), per concludersi domenica 25 ottobre con una cronometro a Milano. La presentazione ufficiale del Giro dovrebbe avvenire online entro la fine del mese a cura della Rcs Sport.  

Resta ora da definire come il Giro, e naturalmente anche le altre corse del nuovo calendario, dovranno e potranno svolgersi in base ai protocolli sanitari da osservare per la pandemia di coronavirus. In settimana Mauro Vegni, direttore del Giro, e il suo staff si recheranno al Viminale per saperne di più. Si parlerà per esempio dell'eventuale quarantena obbligatoria per i team che abbiano fatto registrare al proprio interno un caso di positività, anche se non è ancora chiaro se questo comporterebbe il ritiro dalla corsa di tutta la squadra o soltanto dei soggetti contagiati, un problema che riguarda molti altri sport, anche il calcio di vertice o, per esempio, la Nba del basket americano.

Sul tema è intervenuto anche Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza e membro dell’Oms: "Sulla quarantena stiamo cercando di trovare una strada alternativa". Va detto che nel ciclismo, più che in altri sport, i contatti fra gli addetti ai lavori sono frequentissimi e pressoché inevitabili. Basti pensare alle partenze e agli arrivi, alla logistica della squadre (alberghi, paddock, motorhome, etc...), alla stessa dinamica delle corse con decine e decine di corridori riuniti e vicinissimi in gruppo...

Di sicuro, vista la collocazione in calendario a ottobre e quindi con meno ore di luce a disposizione rispetto a maggio, il via e dunque anche le conclusione delle tappe saranno anticipati di circa un'ora, come del resto avveniva già al Giro di molti anni fa, prima che le esigenze televisive avessero ritardato tutti gli orari. Dunque un piccolo omaggio alla storia passata, alla quale del resto il ciclismo è sempre stato molto molto legato e fedele.

Il probabile nuovo percorso del Giro d’Italia 2020:

1ª tappa 3 ottobre a Palermo (cronometro)    

2ª tappa 4 ottobre Monreale - Agrigento   

3ª tappa 5 ottobre Enna - Etna (Piano Provenzana)   

4ª tappa 6 ottobre Catania - Villafranca Tirrena   

5ª tappa 7 ottobre Mileto - Camigliatello Silano   

6ª tappa 8 ottobre Castrovillari - Matera

7ª tappa 9 ottobre Matera-Brindisi   

8ª tappa 10 ottobre Giovinazzo - Vieste   

9ª tappa 11 ottobre in Abruzzo

12 ottobre giorno di riposo  

10ª tappa 13 ottobre San Salvo - Tortoreto Lido   

11ª tappa 14 ottobre Porto Sant'Elpidio - Rimini   

12ª tappa 15 ottobre Cesenatico - Cesenatico   

13ª tappa 16 ottobre Cervia - Monselice   

14ª tappa 17 ottobre Conegliano - Valdobbiadene (cronometro)   

15ª tappa 18 ottobre Base Aerea Rivolto (Frecce Tricolori) - Piancavallo   

19 ottobre giorno di riposo  

16ª tappa 20 ottobre Udine - San Daniele del Friuli  

17ª tappa 21 ottobre Bassano del Grappa - Madonna di Campiglio   

18ª tappa 22 ottobre Pinzolo - Laghi di Cancano (Parco dello Stelvio)  

19ª tappa 23 ottobre Morbegno - Asti  

20ª tappa 24 ottobre Alba - Sestriere   

21ª tappa 25 ottobre Cernusco sul Naviglio - Milano (cronometro) 

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I nubifragi delle ultime 48 ore sono solo la punta dell'iceberg del clima pazzo che ha causato in Puglia milioni di euro di danni con la perdita del raccolto delle ciliegie, delle mandorle, di albicocche e pesche e della campagna primaverile degli ortaggi e delle patate.

E' il bilancio drammatico di Coldiretti Puglia che riporta in una nota "le elaborazioni su dati dell'European Severe Weather Database (ESWD) secondo cui ci sono stati 3 tornado di cui due in provincia di Bari e 1 in provincia di Lecce, 10 grandinate violente nel barese e sul Salento, 2 trombe d'aria nel barese e nel foggiano, frequenti nubifragi improvvisi, oltre alle nevicate di febbraio e le gravi gelate del 24 e 25 marzo scorsi".
   

"Le bombe d'acqua degli ultimi giorni sono l'ultima spallata del clima impazzito in una maledetta primavera che è iniziata con il gelo che ha compromesso le fioriture ed è proseguita con il caldo torrido e la siccità per andare a concludersi con le tempeste di vento e grandine - denuncia il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia - L'effetto immediato è stata la perdita quasi totale del raccolto di ciliegie, delle mandorle, delle albicocche, con gravi danni ad ortaggi e patate".
   

Il risultato è la perdita di più un frutto su tre con il crollo dei raccolti fino al 90% delle ciliegie primizie e della 'Ferrovia', ma anche dalle pesche alle nettarine (-28%) fino alle albicocche (-58%), ed un rincaro dei prezzi al consumo. Gli agricoltori cercano di difendersi con le reti di copertura, con le coltivazioni in serra e con la manutenzione di terreni e canali e serre ma spesso - sottolinea la Coldiretti - la furia delle tempeste è così violenta da far esplodere le protezioni, distruggere frutta e ortaggi e gonfiare d'acqua i terreni provocando pericolosi smottamenti".

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"Desidero esprimere, personalmente e nome dell’Associazione che rappresento, i più profondi sentimenti di stima e di solidarietà al Prof. Pasquale Pazienza per i recenti attacchi ricevuti da parte dei “soliti Noti”, che, con tempi di ritorno di una puntualità estrema, vengono perpetrati ai danni del Presidente “di turno” dell’Ente Parco Nazionale del Gargano. Sono sempre gli stessi che attaccano con una certa regolarità, come già successo precedentemente con Paolo Petrilli e con Giandiego Gatta, e per ultimo con il Prof. Pasquale Pazienza, colpevoli, a mio modesto parere, di non essere “politically correct”. A scorrere i nomi sono sempre i soliti professionisti dell’ambientalismo che ogniqualvolta vengono lesi i loro interessi (leggasi anche la loro mancata nomina ovvero quella di qualche amico compiacente) partono con i loro feroci attacchi mediatici. Una saggia profonda riflessione consentirebbe a tutti ricordare le vicende del recente passato al fine di addivenire alla stessa massima del Vangelo di Giovanni 8,1-11, nella quale Gesù il Nazareno affermò: ”[…] chi è senza peccato, scagli la prima pietra […]”.

Buon lavoro Presidente, siamo al tuo fianco.

Ambiente e/è Vita Puglia Onlus

Il Segretario Regionale

Dott. Primiano Schiavone

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Domani nelle Marche e in Abruzzo, venerdì in Sicilia e sabato in Calabria. Il tour al sud del leader della Lega, Matteo Salvini al momento non prevede una tappa in Puglia che sarà l’ultima regione del Mezzogiorno a ricevere la visita del capo del Carroccio, sicuramente dopo gli accordi sulle candidature alle regionali settembrine. Il via libera a Raffaele Fitto, candidato presidente alla Regione Puglia proposto dal partito di Giorgia Meloni già a dicembre e su cui si era chiuso il cerchio dei consensi dei tre leader sul tavolo nazionale della coalizione di centrodestra, dovrebbe materializzarsi lunedì sera, legato a doppio filo al nome del candidato presidente della Campania. Da Napoli, venerdì scorso, è stato lo stesso Salvini a confermarlo. Da ambienti di centrodestra, si sottolinea che l’ok all’europarlamentare salentino sia scivolato sul lodo Caldoro, l’anti De Luca candidato da Forza Italia, più che sul lodo Altieri.

Nelle pieghe dei rilevamenti

La candidatura dell’attuale presidente Invimit, Nuccio Altieri, fortemente caldeggiata dai colonnelli pugliesi della Lega, da mesi strisciante tra le prime file leghiste, ma ufficializzata appena qualche settimana fa, pare essersi infranta sui sondaggi commissionati a Emg e Noto nel periodo dal 28 al 31 maggio 2020, proprio dalla coalizione di centrodestra e messi sotto gli occhi di Salvini nella riunione romana che doveva essere decisiva. Sondaggi da cui è emersa chiaramente la leadership in funzione anti-Emiliano, rispetto agli altri candidati proposti (Altieri e il giornalista del Tg1 Francesco Giorgino), dell’ex presidente della Regione Puglia, sconfitto di misura da Nichi Vendola nel 2005. Fitto è rimasto in sella in questi anni anche dopo il divorzio da Silvio Berlusconi, creando Direzione Italia e Noi con l’Italia, con l’approdo ai conservatori e riformisti europei di cui è oggi co-presidente e, infine, con l’ingresso in Fratelli d’Italia vicino alla Giorgia nazionale, spina nel fianco dell’ascesa leghista, soprattutto al Sud. Fratelli d’Italia, infatti, avanza pericolosamente insidiando la medaglia d’oro delle preferenze del centrodestra alla Lega di Salvini, che è il primo partito.

 La posizione di Caroppo

Ma se la strategia del capo della Lega è quella di piantare una bandierina verde almeno in una delle regioni meridionali al voto, in Puglia l’operazione di soffiare a FdI il candidato designato, opponendogli il suo ex fedelissimo Altieri, non solo pare non essere riuscita, salvo sorprese dell’ultima ora, ma il risultato ottenuto è ben altro. Al momento vi è una spaccatura netta all’interno del partito pugliese, con l’uscita di un pezzo consistente, che fa capo all’eurodeputato Andrea Caroppo. Dirigente della Lega della prima ora, un cavallo su cui pareva Salvini avesse puntato parecchio, tanto da figurare come un possibile candidato presidente della Lega alle regionali, Caroppo è stato poi spodestato dalla nuova nomenclatura del gruppo dirigente che ruota intorno al capo supremo, dal senatore salentino Roberto Marti, al segretario regionale Luigi D’Eramo, deputato abruzzese, al vice Giovanni Riviello, allo stesso Altieri e all’europarlamentare Massimo Casanova, patron del Papeete Beach, romagnolo ma adottato ormai dalla Capitanata dove è di casa da molti anni. Casanova è stato candidato alle europee nella stessa circoscrizione di Caroppo che però in Puglia ha mantenuto il punto sfondando il muro dei 50mila voti.

Il caso Picaro

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il lancio senza rete della candidatura di Altieri. Caroppo, ha espresso contrarietà sul metodo e 108 militanti della base leghista hanno scritto a Salvini per dissentire. l’eurodeputato uscito dalla Lega si riorganizza con il suo gruppo, Sud in Testa, smentisce un suo ingresso in Forza Italia e lavora alle candidature per le regionali, in attesa di stringere sinergie con il designato presidente. Anche su Bari, dove scalda i motori l’ex consigliere comunale della Lega, Michele Picaro.

Lucia Del Vecchio

corrieremezzogiorno

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