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Articoli filtrati per data: Giovedì, 10 Settembre 2020

Il presidente della Regione Puglia, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi giovedì 10 settembre 2020 in Puglia, sono stati registrati 3.916  test per l'infezione da Covid-19 coronavirus e sono stati registrati 70 casi positivi: 32 in provincia di Bari, 1 in provincia di Brindisi; 5 nella provincia BAT, 13 in provincia di Foggia, 1 in provincia di Lecce, 17 in provincia di Taranto, 1 fuori regione.

Sono stati registrati 3 decessi: 2 in provincia di Bari, 1 in provincia di Taranto.

Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 339.446 test.

4.169 sono i pazienti guariti.

1.470 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 6.209, così suddivisi:

2.305 nella Provincia di Bari;

503 nella Provincia di Bat;

727 nella Provincia di Brindisi;

1.476 nella Provincia di Foggia;

710 nella Provincia di Lecce;

435 nella Provincia di Taranto;

52 attribuiti a residenti fuori regione;

1 provincia di residenza non nota.

 I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l'acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.

Il bollettino epidemiologico Regione Puglia 10.9.2020 è disponibile al link:

 

DICHIARAZIONI DEI DG DELLE ASL:

Dichiarazione Dg Asl Bari, Antonio Sanguedolce: “Nelle ultime 24 ore abbiamo registrato 32 nuovi positivi al Sars-Cov2. Le positività odierne riguardano in particolare 27 contatti stretti collegati a casi già isolati e sotto sorveglianza, 1 rientro dalla Sardegna e 4 casi in corso di accertamento”.

Dichiarazione del Dg Asl Brindisi Giuseppe Pasqualone: "L'unico positivo registrato oggi è stato individuato attraverso il contact tracing, poiché collegato a un caso precedente".

Dichiarazione del Dg Asl Bt, Alessandro Delle Donne: “5 casi registrati oggi nella provincia Bat: 2 sono ricoverati, 1 é un contatto stretto di persona positiva registrata nei giorni scorsi, 1 è tornato dalla Romania e su un ultimo caso sono ancora in corso le indagini epidemiologiche del Dipartimento di Prevenzione”.

Dichiarazione del Dg della Asl Foggia, Vito Piazzolla: “Nelle ultime 24 ore in provincia di Foggia sono stati registrati 13 nuovi casi di persone positive al COVID 19. Di questi: 5 sono contatti di casi già noti; 4 sono cittadini stranieri presenti sul territorio provinciale; 4 sono le persone sintomatiche individuate grazie alla segnalazione dei medici di medicina generale. È scattata immediatamente la sorveglianza attiva e la verifica dei contatti stretti da parte dei nostri servizi”.

Dichiarazione del Dg Asl Lecce, Rodolfo Rollo: “L’unico caso registrato oggi dal Dipartimento di prevenzione è un contatto stretto di caso già noto, residente in provincia di Lecce”.

Dichiarazione Dg Asl Taranto, Stefano Rossi: “Dei 17 casi di Covid attribuiti per residenza a Taranto, alcuni sono riconducibili al focolaio dell’azienda di Polignano a Mare; altri casi sono relativi al focolaio della RSA di Ginosa Marina; altri, infine, sono casi di contatti positivi riscontrati a seguito di indagine epidemiologica del Dipartimento di Prevenzione”

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Il gusto è difficile da contentare. Per fortuna che mi si lascia scegliere liberamente. Così, senza esitare, ho scelto un posto a fianco del paradiso, meglio ancora – dinanzi alla sua porta, il nostro Faro !

"Venere e le sue spume” è il nuovo appuntamento enogastronomico che unisce i sapori della cucina dell’Approdo di  Venere, di fronte al Faro, con una selezione di spumanti e champagne abbinati ad ogni piatto e raccontati nelle loro caratteristiche tecniche e gusto olfattive dal Professor Michele Mastropierro Sommelier AIS. 

La cena degustazione sarà un momento di confronto, di formazione e di scoperta di prodotti d’eccellenza nel panorama vitivinicolo nazionale ed internazionale. 

Ora di inizio 20:30 del 10 settembre, 

per info e prenotazioni tavoli 351244462 

N.B  possibilità di soggiorno direttamente in loco. 

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  • Lo studio, coordinato dalla ricercatrice Elvira Grandone, a capo dell’Unità di Emostasi e Trombosi dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza, è stato pubblicato sulla rivista Thrombosis and Hemostasis
  • La misurazione della proteina ADAMTS13, coinvolta nella formazione di trombi nei piccoli vasi e nella riduzione del numero di piastrine, consentirà di individuare nei primissimi giorni i pazienti maggiormente esposti da sottoporre a trattamenti più intensivi

Una riduzione dei livelli di una proteina, ADAMTS13, misurata in laboratorio nei primi giorni di ricovero di unpaziente affetto da COVID-19, è legata ad un rischio maggiore di mortalità durante l’ospedalizzazione. Sono i risultati di uno studio, pubblicato sulla rivista Thrombosis and Hemostasis, coordinato da Elvira Grandone, medico responsabile dell’Unità di Ricerca Emostasi e Trombosi dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo.

Lo studio “Reduction of ADAMTS13 Levels Predicts Mortality in SARS-CoV-2 Patients”si inserisce all’interno di un più vasto studio osservazionale denominato COVID-19-SGR, che riunisce 52 tra medici e ricercatori dell’Ospedale di San Pio.

Come è noto,i pazienti affetti da COVID-19 presentano manifestazioni più o meno gravi della malattia associate, prevedibilmente, a conseguenze cliniche che possono essere estremamente diverse ed eterogenee.

In tutte le forme di malattia, il minimo comune denominatore è rappresentato da un’infiammazione del rivestimento interno dei vasi sanguigni (detto endotelio) che irrorano i vari organi e tessuti. Pertanto, un danno più o meno grave dell’endotelio può condurre ad una disfunzione d’organo che può comportare, nelle sue forme più severe, una compromissione permanente dello stesso organo. Uno dei meccanismi innescati dal danneggiamento dell’endotelio è la formazione di piccoli coaguli all’interno dei vasi del microcircolo dei vari organi; tale fenomeno viene chiamato “microangiopatia trombotica”.

Esiste una proteina che rappresenta “il termometro” della microangiopatia trombotica: si chiama ADAMTS13 ed è prodotta da diverse tipologie di cellule, compreso l’endotelio.Una riduzione dei livelli circolanti di ADAMTS13comporta, tra le altre cose, la formazione di trombi nei piccoli vasi (microtrombi) e una riduzione, in misura variabile, del numero delle piastrine.È stato ipotizzato da diversi studiosi che una microangiopatia polmonare giochi un ruolo centrale nel determinare una alterata funzionalità respiratoria.

I ricercatori delGruppo COVID-19-SGR hanno studiato i livelli circolanti diADAMTS13 in un consistente numero (77) di pazienti che sono stati ricoverati nei mesi di marzo e aprile nell’IRCCS. Sono stati raccolti una serie di parametri clinici –legati alle condizioni del paziente all’ingresso, nel corso della degenza e alla dimissione –e di laboratorio e, parallelamente, è stata studiata la funzione di questa proteina. Tutti i parametri di laboratorio sono stati poimessi in relazione con l’andamento clinico della malattia durante la degenza e con le condizioni del paziente alla dimissione.

«I risultati dello studio– spiega Elvira Grandone – hanno rivelato che una riduzione dei livelli di ADAMTS13 misurata nei primissimi giorni di degenza si associa ad un rischio di mortalità significativamente maggiore durante l’ospedalizzazione.

Questi dati consentono di documentare l’esistenza di microangiopatia trombotica, sinora solo ipotizzata, e al tempo stesso offrono un utile strumento in grado di predire la mortalità nei pazienti ospedalizzati per infezione da COVID-19.La misurazione di tale proteina nelle primissime fasi della malattia consentirà di identificare un gruppo di pazienti maggiormente esposto alle manifestazioni più gravi della malattia, che potrebbero, dunque beneficiare di un trattamento più intensivo».

A questo studio hanno dato un contribuito particolarmente significativo, per l’Unità di Emostasi e Trombosi, i biologi Giovanni Tiscia, Giovanni Favuzzi, il tecnico di laboratorio Antonio De Laurenzo, e il medico Antonio Mirijello dell’Unità di Medicina Interna.

Studio osservazionale COVID-19-SGR

Lo studio che mette in relazione i livelli circolanti della proteina ADAMTS13 e la predizione del rischio di morte dei pazienti affetti da COVID-19 si inserisce all’interno di un più vasto studio osservazionale, denominato COVID-19-SGR, che ha come obiettivo principale la costruzione di un database di informazioni cliniche sui pazienti affetti da COVID-19 ricoverati in Casa Sollievo della Sofferenza fino al 30 giugno 2020, con lo scopo di valutare la sicurezza e la possibile efficacia dei farmacicontro l’infezione da SARS-Cov-2.

Il gruppo di studio ha valutato, attraverso la raccolta di materiale biologico, la possibile associazione tra le caratteristiche biologiche e le caratteristiche fenotipiche della malattia e il loro ruolo predittivo (positivo o negativo) sul decorso della malattia.

Partecipano al gruppo di lavoro 52 specialisti di diverse aree disciplinari coordinati dalla Direzione Sanitaria e dalla Direzione Scientifica. Ecco l’elenco completo, in ordine alfabetico, dei ricercatori che stanno dando il loro apporto: Paolo E. Alboini,  Annibale Antonioni, Filippo Aucella, Giovanni Battista Bochicchio, Cristiano Carbonelli, Massimo Carella, Marco Castori, Antonella Centonze, Gianluca Ciliberti, Massimiliano Copetti, Michele Corritore,  Salvatore De Cosmo, Leonardo D’Aloiso, Maria M. D’Errico, Angela de Matthaeis, Alfredo Del Gaudio, Annabella Di Giorgio, Lazzaro Di Mauro, Vincenzo Giambra, Elvira Grandone, Antonio Greco, Lucia Florio,  Andrea Fontana, Vincenzo Inchingolo,  Michele Inglese, Maria Labonia, Antonella La Marca, Tiziana Latiano, Maurizio Leone, Evaristo Maiello, Alessandra Mangia, Carmen Marciano, Valentina Massa, Simonetta Massafra, Antonio Mirijello, Giuseppe Miscio, Grazia Orciuli, Nicola Palladino, Rita Perna, Pamela Piscitelli, Matteo Piemontese, Michele A. Prencipe, Pamela Raggi, Maria Grazia Rodriquenz,  Raffaele Russo, Daniele Sancarlo, Annalisa Simeone, Vincenzo Trischitta, Michele  Zarrelli, Pasquale Vaira, Doriana Vergara, Angelo Vescovi.

IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza

Casa Sollievo della Sofferenza è un ospedale ad elevata specializzazione, di proprietà della Santa Sede, riconosciuto dal 1991 come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico per la tematica di riconoscimento “Malattie genetiche, terapie innovative e medicina rigenerativa”. L’Ospedale – che nel 2019, con 884 posti letto, ha eseguito circa 54.000 ricoveri fornendo più di un milione di prestazioni ambulatorialinell’anno – conta circa 2.700 dipendenti, di cui 164 ricercatori tra biologi, medici, biotecnologi, statistici, ingegneri, bioinformatici e tecnici; il 60% dei ricercatori è costituito da personale con età inferiore ai 35 anni. Dalla seconda metà del 2015, è operativo il nuovo Centro di Ricerca di Medicina Rigenerativa ISBReMIT, struttura all’avanguardia per concezione e dotazioni nell’ambito della medicina traslazionale per le malattie genetiche, degenerative e oncologiche. La struttura ospita, tra i laboratori ad altissimo contenuto tecnologico, una cell factory e laboratorio per la produzione di biofarmaci in regime di Good Manifacturing Practice, vale a dire per uso clinico, ad includere, cellule staminali somatiche e iPS, vettori per terapia genica e biomateriali.

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Si comunica che il Dirigente del Settore Viabilità della Provincia, dott. Giovanni d'Attoli, con Ordinanza n. 15/2020, dispone che sulla S.P. 24 (in corrispondenza del sottovia autostradale) sia istituito il transito veicolare con senso unico alternato regolato da movieri e riduzione della velocità a 30km/h,in entrambi i sensi di marcia, dal 14 Settembre 2020 al 30 Ottobre 2020.

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Un corso gratuito della durata di 2000 ore (1200 ore di lezione e 800 di stage in azienda), con lezioni distribuite nell’arco di un anno e mezzo: a fine ottobre, ma le iscrizioni sono già aperte, Vico del Gargano sarà sede del corso gratuito per “Tecnico superiore in localfooddigital marketing”. Si tratta di un’opportunità formativa e occupazionale importante, poiché diverse aziende hanno dato disponibilità ad assumere i corsisti in seguito allo svolgimento degli stage. Non ci sono limiti d’età per poter partecipare.

L’unico requisito richiesto è quello di aver già conseguito il diploma di scuola secondaria superiore. Al termine del corso, si conseguono un diploma di quinto livello (vale a dire superiore al diploma di maturità e inferiore a una laurea triennale) e diverse certificazioni, tra cui quelle relative a “lingua inglese”, informatica e privacy specialist. Il corso è organizzato dalla Fondazione ITS Istituto Tecnico Superiore Agroalimentare Puglia.

La domanda di iscrizione debitamente sottoscritta e corredata dei documenti richiesti nel bando (info e modulistica https://www.itsagroalimentarepuglia.it/corsi-its/10-ciclo-corsi-its-2020-22/tecnico-superiore-in-local-food-digital-marketing/#tab-id-2-active), dovrà pervenire all’indirizzo PEC (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) o in busta chiusa (consegnata a mano o spedita per posta ordinaria, non farà fede la data di spedizione), entro e non oltre le ore 18:00 del 9 ottobre 2020 al seguente indirizzo:Fondazione ITS Agroalimentare Puglia
S.C. 138 C.da Marangi n. 26 - 70010 Locorotondo (BA).

Il corso si pone l’obiettivo di formare Tecnici Superiori con specifiche conoscenze delle eccellenze agroalimentari del territorio di appartenenza e competenze professionali per l’implementazione di strategie di web marketing per la valorizzazione. L’esperto sarà in grado di sviluppare contenuti per il Digital storytelling di prodotti agroalimentari ottimizzando l’indicizzazione sui motori di ricerca e realizzando piani di social media marketing.

  Gli esperti formati saranno in grado, sulla base degli obiettivi aziendali e delle peculiarità dei prodotti agroalimentari, di individuare la soluzione di e-commerce più idonea alla promozione e vendita del prodotto. Sarà inoltre in grado di gestire piattaforme di commercio elettronico per il food, monitorare le fasi di vendita e scegliere gli strumenti digitali più efficaci e utili allo scopo.Il Tecnico Superiore potrà svolgere la propria professione in qualità di dipendente e/o consulente di Aziende di produzione, trasformazione e distribuzione di prodotti agroalimentari. Inoltre, l’Esperto potrà operare la propria professione in enti territoriali, consorzi di tutela, fondazioni e imprese nonché agenzie di comunicazione e marketing.

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Il Codice della Strada si fa più “bike friendly”

Si tratta di una vera miniriforma del codice della strada (anche se “nascosta” all’interno del dl Semplificazione). Introducendo la novità degli autovelox in città, i doppisensi ciclabili e una maggiore severità in fatto di soste selvagge, l’intento almeno sulla carta appare quello, come commenta l’ufficio studi dell’Asaps, Associazione sostenitori e amici della Polizia Stradale, di «tutela degli utenti più deboli come i pedoni e i ciclisti».

Il testo del disegno di legge di conversione del decreto, approvato in settimana al Senato, introduce infatti numerose e importanti novità per il Codice della strada, che si fa così più “bike friendly”, in un’ottica di stimolo e tutela della mobilità alternativa all’automobile. Molte delle proposte sono partite dai Comuni stessi, impegnati in prima linea ad affrontare la nuova mobilità al tempo della pandemia, cercando di individuare nuove regole per una “mobilità dolce” in grado di tutelare ciclisti e pedoni.
Vediamo allora come cambierà il Codice della strada.

L’autovelox di quartiere

La novità più eclatante è data dalla possibilità per le amministrazioni di installare autovelox anche nelle strade urbane e di quartiere, come nei piccoli centri. Cosa finora vietata. Ad autorizzare le nuove postazioni sarà il Prefetto che farà preventivamente un’analisi degli incidenti avvenuti sul territorio e sulle loro cause.

Finora gli unici controlli automatici consentiti nel centri abitati riguardavano i viali a carreggiate separate, dove il limite di velocità può essere portato a 70 km/h. Con la riforma, le strade urbane di fatto vengono equiparate a tutte le altro.

Ciclisti: ok a bici contromano e scooter a tre ruote in autostrada

La miniriforma del codice della strada prevede un vero pacchetto a tutela dei ciclisti con l’introduzione della “strada urbana ciclabile” a unica carreggiata, con banchine pavimentate e marciapiedi e limite di velocità non superiore ai 30 km/h. Questa tipologia di strada avrà un’apposita segnaletica verticale e orizzontale e chi guida dovrà dare sempre la precedenza ai ciclisti, anche se si immettono sulla strada da vie e abitazioni private.

Altra novità per i ciclisti è l’introduzione del ”doppiosenso ciclabile” su quelle strade cittadine dove il limite massimo di velocità sia inferiore o uguale a 30 km/h. Insomma, viene incentivano il “contromano” assai diffuso tra i ciclisti ma fino ad ora vietato.

Ma come? Potrebbero essere introdotte delle corsie ciclabili sulla sinistra delle strade con andamento inverso rispetto alla via principale. Ancora non è dato sapere se questo riguarderà anche i monopattini.

Novità anche per gli scooter a tre ruote, che potranno tornare a circolare in autostrada, mentre gli accertatori ed ausiliari della sosta avranno maggiori poteri di sanzionamento nei divieti di sosta.

Potere di sanzione a controllori autobus e netturbini

All’articolo 12-bis dedicato a “Prevenzione ed accertamento delle violazioni in materia di sosta e fermata” si legge che il sindaco avrà potere di affidare potere sanzionatorio anche ai dipendenti comunali o alle società (pubbliche o private) che gestiscono le strisce blu. Potranno dunque firmare multe se l’auto mal parcheggiata occupi “uno spazio minimo indispensabile a compiere le manovre necessarie” ma solo “nell’ambito delle aree oggetto dell’affidamento o a pagamento”.

Anche i controllori degli autobus avranno il compito di regolare non solo la sosta e la fermata, ma anche la circolazione “sulle corsie e strade dove transitano i veicoli adibiti al servizio di linea”.

Stessa cosa per i “dipendenti delle aziende municipalizzate o delle imprese addette alla raccolta dei rifiuti urbani alla pulizia delle strade”. Ma le loro multe sono limitate alle violazioni “connesse all’espletamento delle predette attività”. Se si parcheggia davanti a un cassonetto dell’immondizia la multa non la potrà fare solo il vigile, ma anche il netturbino.

Le reazioni delle associazioni dei consumatori

Applaude il Codacons la possibilità di installare autovelox fissi in città. Ma con rispetto degli automobilisti. «E’ oramai provato che gli autovelox sono stati spesso utilizzati dai comuni al solo scopo di incrementare le proprie casse, posizionandoli in modo nascosto o ingannevole in modo da elevare il maggior numero di contravvenzioni, senza alcun effetto benefico sul fronte della sicurezza stradale - afferma il presidente Carlo Rienzi -. E’ necessario quindi che nelle città tali strumenti di rilevazione della velocità siano installati nel pieno rispetto del Codice della strada e utilizzati per diminuire l’incidentalità nelle strade a scorrimento veloce e in quelle dove si registra un elevato numero di sinistri».

Il sì all’autovelox in città arriva anche dall’Unione Nazionale dei Consumatori, che chiede però che siano i Prefetti a fissare i limiti per evitare il fenomeno delle multe facili. «I limiti di velocità sulle strade urbane, solitamente 50 km/h, non basta che siano solo autorizzati dai prefetti come accade ora», afferma il presidente Massimiliano Dona.

«Bisogna che sia il Prefetto a fissare il limite di velocità e abbia la responsabilità di decidere l’esatta posizione e non il semplice km della postazione di controllo, troppo spesso piazzato in modo nascosto dai comuni subito dopo una curva e non correttamente segnalato e visibile come prevede il Codice della strada» aggiunge Dona. Dovrà anche competere al prefetto valutare la congruità del limite a seconda della strada e controllare la segnaletica.

Massimiliano Jattoni Dall’Asén

corrieredellasera

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Si comunica che il Dirigente del Settore Viabilità della Provincia, dott. Giovanni d'Attoli, con Ordinanza n. 14/2020, dispone la regolamentazione a senso unico alternato per il traffico veicolare della S.P. 55 (Macchia – Monte Sant’Angelo) intero tratto.

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L’amministrazione comunale ha indetto ibandi di concorso pubblico per la copertura di:

  • 2 posti di assistente sociale a tempo pieno e indeterminato (CAT. D1)
  • 3 posti di istruttore contabile a tempo pieno e indeterminato (CAT. C1)
  • 4 posti di istruttore direttivo contabile economico finanziario a tempo pieno e indeterminato (CAT. D1)
  • 4 posti di istruttore tecnico - geometra a tempo pieno e indeterminato (CAT. C1)
  • 6 posti di istruttore amministrativo a tempo pieno e indeterminato (CAT C1)
  • 1 posto di istruttore direttivo turistico a tempo pieno e indeterminato (CAT. D1)
  • 1 posto di operaio specializzato con profilo professionale di necroforo a tempo pieno e indeterminato (CAT B3)
  • 1 posto di operaio specializzato con profilo professionale di custode del cimitero a tempo pieno e indeterminato (CAT B3)
  • 2 posti di specialista di vigilanza a tempo pieno e indeterminato (CAT. D1)

I modelli di domanda saranno pubblicati sul sito del Comune a far data da lunedì 14 settembre 2020.

Le domande di ammissione al concorso, redatte in carta semplice utilizzando il modulo allegato ad ogni bando, dovranno pervenire al comune di San Giovanni Rotondo nel termine perentorio di 30 giorni dalla data di pubblicazione dell’estratto di ciascun bando sulla Gazzetta Ufficiale, IV Serie Speciale – Concorsi. La data sarà comunicata alla cittadinanza attraverso il sito del comune di San Giovanni Rotondo e la pagina Facebook dell’Ente.

LE DOMANDE PRESENTATE PRIMA DELLA DATA DI PUBBLICAZIONE DELL’ESTRATTO SULLA GAZZETTA UFFICIALE NON SARANNO PRESE IN CONSIDERAZIONE.

 

Bandi:https://www.comune.sangiovannirotondo.fg.it/sgrotondo/po/mostra_news.php?id=80&area=H

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L’agricoltura pugliese ha bisogno di una robusta iniezione di liquidità perché l’emergenza Covid-19, che pure sta confermando il valore strategico del settore agroalimentare, ne sta però mettendo a nudo tutte le fragilità Con un Piano Marshal da attuare attivando subito la Misura 21 del PSR Puglia.

E’ quanto chiede Coldiretti Puglia, denunciando che In periodo di emergenza Covid 19 si sono fermati gli ordini di olio extravergine dai canali Ho.Re.Ca. e si sono rarefatti gli ordini dal mercato estero per i problemi della logistica e delle barriere, i magazzini di stoccaggio in Puglia risultano pieni al 31 agosto 2020 di 51 milioni di litri d’olio extravergine, il 149% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sulla base dei dati di ‘Frantoio Italia’ dell’Ispettorato Centrale Repressioni Frodi (ICQRF) del Ministero delle Politiche Agricole.

“Serve una stretta per attivare il piano straordinario per l’emergenza Covid nelle campagne in Puglia con un contributo forfettario fino a 7mila euro per agricoltore e 50.000 per le piccole medie imprese agroalimentari”, ribadisce il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

Per tutelare l’immenso della filiera olivicola pugliese che vale 600 milioni di euro si propone l’attivazione della Misura 21 perché il settore ha registrato una perdita di fatturato tangibile soprattutto nel mese di aprile.

“In Puglia la Misura 21 vale 32 milioni di euro, pari al 2% dell’intero ammontare del PSR Puglia 2014-2020, di risorse non ancora impegnate – incalza il presidente Muraglia – da destinare ai settori che maggiormente hanno risentito della crisi, dall’agriturismo, al vitivinicolo, dal florovivaismo al lattiero-caseario all’olio”.

Il settore florovivaistico ha perso durante il lungo lockdown milioni di euro di fiori andati al macero e piante rimaste invendute – aggiunge Coldiretti Puglia – quello agrituristico è stato bloccato per la chiusura delle strutture ricettive e l’incoming, mentre si sono registrate punte fino al 90% di mancate vendite di vino per la chiusura di ristoranti e bar, con un rinvio del 30% degli ordini dall’estero.

“Se è vero che agricoltura, industria di trasformazione e distribuzione hanno tenuto duro – dice ancora il presidente Muraglia – non si può negare che molte filiere siano in profonda crisi. Come Coldiretti abbiamo lanciato l’allarme sui rischi che si corrono dal settore vitivinicolo al florovivaismo, dal lattiero – caseario all’olivicoltura fino alla pesca.

Sono migliaia le attività e quei servizi forniti al settore dell’Horeca che hanno bisogno vitale di interventi concreti. Ma è Sos anche per molte attività che rientrano tra quelle che integrano la produzione, meglio note come “attività connesse”. L’agriturismo in primis, ma non solo, ci sono anche le masserie didattiche. Le nostre imprese non possono essere lasciate sole, devono essere sostenute. Sono fondamentali sul piano economico e sociale”, insiste il presidente Muraglia.

Coldiretti Puglia sin da subito ha attivato il tavolo di crisi, dove è emerso uno scenario di fortissima criticità che va affrontato con tutti gli strumenti e tutte le risorse a disposizione facendo convergere interventi tempestivi di livello regionale, nazionale e comunitario per dare sostegno ad ogni segmento dell’attività produttiva agricola e agroalimentare.

In gioco c’è un sistema assicurato in Puglia grazie al lavoro di oltre 100mila aziende agricole e stalle, più di 5mila imprese di lavorazione alimentare – aggiunge Coldiretti Puglia – una capillare rete di distribuzione tra negozi, supermercati, discount e mercati contadini di Campagna Amica. Se è vero che l’agricoltura sta tenendo duro di fronte alla crisi generale, non si può negare che molte filiere siano in profonda difficoltà – conclude Coldiretti Puglia – dalla quale occorre uscire con una robusta iniezione di liquidità ma anche realizzando rapporti di filiera virtuosi con accordi che valorizzino i primati del Made in Italy e garantiscano la sostenibilità della produzione in Puglia con impegni pluriennali.

Pubblicato in Economia

Al via reportage in barca a vela di Studio Kairos alla scoperta delle favolose macchine da pesca lungo la costa adriatica. Tappa a Vieste e Peschici dal 18 al 24 settembre, per raccontare magia, storia e segreti dei trabucchi Monte Pucci, Furcichella, della Molinella e dei loro custodi

Il cinema è anche la capacità di inquadrare la realtà da un punto di vista diverso e insolito. Quello di una barca a vela, ad esempio, che avvista a riva un trabucco, aggrappato agli scogli e proteso verso il mare con le sue lunghe antenne, come una creatura mitologica.

E saranno anche i trabucchi del Gargano, e i trabuccolanti loro custodi, i protagonisti del documentario “I Giganti del Mare”, a firma di Studio Kairos di Parma,  nato da un’idea del regista abruzzese Daniele di Domenico e del direttore della fotografia Fabio Abatantuono, originario di Vieste. In stretta sinergia con l’associazione Rinascita dei Trabucchi Storici di Vieste, e con il  suo presidente Matteo Silvestri.

I Giganti del Mare si fregia del patrocinio del Parco Nazionale del Gargano, del Comune di Peschici e del Comune di Vieste, del sostegno della Camera di  Commercio di Chieti e Pescara, del Comune di Vasto e del GAL Costa dei trabocchi, e vuole essere oltre  che un documentario pensato per il mercato televisivo italiano e internazionale, l’avvio di un progetto di valorizzazione e promozione turistica che scavalca gli astratti confini geografici, visto che ad essere raccontato sarà un intero tratto della costa adriatica, abruzzese molisana e pugliese, accomunati dalla presenza di queste straordinarie macchine da pesca che rappresentano un unicum nel mondo.

Prime tappe di un viaggio in barca a vela lungo 130 miglia nautiche,  dal 13 al 17 settembre, la costa dei trabocchi abruzzese amata e descritta da Gabriele D’Annunzio, da Ortona a Vasto.

A seguire la troupe veleggerà in direzione Puglia, con arrivo a Vieste il 18 settembre, scelta come base fino al 24 settembre per escursioni via mare e via terra nelle varie location di ripresa, in particolare i trabucchi  Monte Pucci e Furcichella, Punta Usmai e Calalunga a Peschici,  e nella stessa Vieste, il trabucco della Molinella. Il viaggio si concluderà il 26 settembre a Termoli in Molise.

“Raccoglieremo le testimonianze di storici e studiosi incontrati lungo il percorso – spiega Di Domenico -, ma soprattutto quelle dei traboccanti, o trabucchisti o ancora i trabuccolanti, come a seconda delle località vengono chiamati coloro che ancora oggi sono in grado di costruire e di utilizzare queste macchine da pesca, le cui origini sono avvolte nel mistero e nell’incertezza. Come Natale Masella di Vieste, che nonostante i 73 anni è ancora agile come un funambolo del circo, quando si muove sulla lunga antenna per avvistare i pesci ed è in cerca di chi raccolga il suo testimone. Per non parlare spostandoci a Peschici del famoso trabuccolante Giuseppe Marino, memoria storica di un’arte secolare, la famiglia Fasanella, trabucchisti da sei generazione. Racconteremo poi la preziosa attività dell’associazione Rinascita del Trabucco storico, che ci ha aiutato a pianificare e organizzare il viaggio, e che da anni è impegnata nel ripristino di tutti i trabucchi ancora esistenti nel Gargano e alla ricostruzione di quelli ormai scomparsi da tempo, oltre che nella loro valorizzazione e promozione”.

“In Abruzzo – anticipa ancora il regista - incontreremo durante il viaggio Mario, il più giovane traboccante di San Vito Chietino, che sta cercando di apprendere dal suo padrino, Franco Cicchetti, l'arte di costruirli. Ed anche i discendenti della leggendaria famiglia di ebrei Verì, che sono naufragati nel ‘600 sulle coste chietine, e da abili pontieri, iniziarono a procacciarsi il cibo costruendo prototipi di trabocco sospesi sul mare, per pescare con la fiocina”

Il progetto ha ricevuto il sostegno degli sponsor Astra srl e Cantina Colle Moro, ha come partner tecnici Legambiente Abruzzo, Taumat, Nissan e Marketing Digital Mind.

Le riprese e la post-produzione saranno completate in autunno, con lancio del film documentario previsto tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021.

A bordo, a comporre l’equipaggio, oltre a Di Domenico, regista che vanta collaborazioni con le trasmissioni Rai Geo&Geo e SuperQuark, e diverse produzioni realizzate alle Isole Svalbard, arcipelago a pochi chilometri dal Polo Nord, ed Abatantuono, collaboratore dal 2005 di Mediaset, ci sono l’operatore di macchina Eric Tornaghi, che ha lavorato per trasmissioni televisive come Geo&Geo, Atlantide, Impero, Un Mondo a Colori e Missione Natura, l’assistente di scena Daniele Sicuro, originario di Vieste anche lui, e la social media manager Chiara Cervigni. Al timone il comandante Ivo Olivieri.

Pubblicato in Ambiente
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