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Venerdì, 04 Settembre 2020 16:37

Peschici: la belle époque - Prima parte -

“un’essenziale composizione astratta”, come la definì Romano Conversano? e, seguendo la statale, in lenta progressione, la “città bianca” del Gargano: Peschici.

Quale approdo più familiare per un visitatore transadriatico che il paesaggio e l’edilizia spontanea di Peschici? Ostuni e Polignano sono gli unici centri pugliesi in grado di emularla con il biancore montaliano degli “ossi di seppia”. Ma Peschici, geograficamente più pronunziata a levante, cui sembra tendere con segreta nostalgia, ricorda l’Oriente nella struttura fisica, nel toponimo, nella provenienza del Santo Patrono (Elia), nel volto bizantino di alcune ragazze con gli occhi colmi di grazia misteriosa, fissi all’orizzonte quasi a perseguire un invisibile “altrove”. Come se nel codice genetico di questa popolazione siano, qua e là, percepibili tracce di una madreterra, e perfino di una madrelingua, che vanno identificate nelle regioni illiriche e anche più lontano, nelle valli e negli altipiani dell’Asia Minore.

Silenzio tra gli ulivi, felicità pastorale, leggiadri solo nelle ombre i panni al sole, fughe di scale, la strada a serpente verso il borgo antico con le linde abitazioni, ricordi moreschi nelle rampe a dado, vicoli scoscesi come “bocche di lupo” che, d’improvviso, lasciano scoprire il mare, frastagliature, macchie di vegetazione soprastante, calette, spiagge di oro fino, tetti e reti a onda come il mare, muli che ammusano al sole, il Castello, con la sua “pedana di Icaro”, la torre di Via Le Ripe, il Recinto Baronale, con l’iscrizione sul portale datata 1735.

I documenti più attendibili, del resto, fanno risalire le origini di Peschici alla vigilia dell’anno Mille, per opera degli Schiavoni, gente slava (il termine “slava” sta genericamente per etnia non occidentale), assoldata dall’imperatore Ottone di Sassonia, con il preciso compito di liberare il Promontorio dai Saraceni. Nucleo iniziale, perciò di immigrati e, via via, punto strategico ambitissimo da principi e baroni che si susseguono nel segno degli Svevi, degli Aragonesi e degli Angioini, mentre la vita della comunità acquista significato economico, civile e religioso a ridosso dell’Abbazia di Kàlena, di cui, malridotta com’è, si stenta a supporre l’originario splendore.

Senza trascurare i traffici marittimi che dovettero assumere notevole rilevanza, se lo scalo viene riportato nei portolani del XV e XVI secolo, e senza tralasciare un “orgoglio” che si inscrive nello sviluppo nautico nazionale: Giuseppe Libetta, comandante della prima nave a vapore italiana, nell’anno di grazia 1818.

E poi Procinisco, San Nicola, Cala Lunga, Sfinale, Manaccora il cui grottone è legato a interessanti dell’età del bronzo. Manaccora (o Manacora o Manacore: bisogna essere indulgenti con la bizzarria onomastica) sarebbe rimasta probabilmente una voce di aspro suono nella nomenclatura degli archeologi se, nel mezzo degli anni Cinquanta, non avesse acquistato repentina popolarità grazie a un romanzo, “La loi”, di Roger Vailland e alla omonima trascrizione cinematografica di Jules Dassin. Cosicché, sia pure per cause esterne, per ridondanze immaginifica, un angolo sconosciuto agli stessi aborigeni, entra nei grandi circuiti turistici, con forte incentivazione per l’intero circondario.

E Peschici, che fino al dopoguerra, sembrava miticamente isolata nel comprensorio, nonostante un goffo tentativo di coinvolgimento ferroviario, d’un tratto si mette alla testa del litorale garganico, si guarda intorno, esplode.

Ma, occorre aggiungere, spesso perdendo il suo incanto naturale e lacerando le proprie tradizioni: occorre aspettare che si plachi l’onda umana di luglio e agosto perché una donna intenza a infornare fichi e carrube, a salare olive, a dissalare sarde e alici, ad appendere un serto di pomodori per i mesi invernali, ci convinca con voce gentile che i capperi dell’agro di Peschici si impongono come i migliori del Mediterraneo e che sono quelli medesimi che in tempi più lontani esaltavano le pietanze di luogotenenti orientali, pascià, monsignori e giacobini (“Narduccio” D’Aprile ne fu l’indiscusso promoter nei paesi vicini, dove cercava, al contempo, di imbastire improbabili matrimoni).

La scena politica peschiciana (e non solo), per circa mezzo secolo, fu dominata da Michele Protano, socialista, ginecologo di larga estimazione e di solido impianto culturale, per molti lustri Assessore provinciale e, poi, Presidente di Palazzo Dogana. Per lui, le nove Muse, contavano poco: contava solo la decima, la Politica, che riassumeva ed esaltava.

La DC di Peschici, che gli si contrapponeva, si affidava, per lo più, a Romano Mauro (il padre di Mario, che sarebbe diventato ministro in quota a “Comunione e Liberazione” prima, e a Monti dopo), a Franco Fasanella, al vichese Vincenzo Afferrante, a Ugo Esposito (di raffinata cultura, “libero pensatore” e uno dei pochi “maîtres à penser” locali) e ai giovanissimi Pasquale De Nittis e Fabrizio Lo Sito: in tanti anni, però, lo “scudo crociato” non registrò affermazioni significative, attestato com’era su posizioni rancorose e di rigida conservazione, e, soprattutto, incapace di proporre un credibile modello di sviluppo alternativo.

Un flop clamoroso fu, per sconfiggere Protano, la candidatura del “partigiano” armatore Mario Di Lella (le sue fortune si favoleggiava provenissero dalla scoperta del tesoro di Dongo), sostenuto anche dalla destra. In quella tornata elettorale Di Lella fu sonoramente sconfitto.

L’unica volta che l’operazione riuscì fu con Michele Sarro, il “giudice sindaco”: ambizioso, puntiglioso, spesso velleitario, nel fondo, però, aveva della freschezza e dell’ingenuità. A oltre sessant’anni, talvolta, era il più ragazzo di tutti: si coglievano, nella sua esperienza amministrativa, delle possibilità di bohème, di buttare la vita allo sbaraglio, di dilapidare un patrimonio di esperienze, di cultura, di valori. La sua vicenda amministrativa non fu di lunga durata. “Don Michele” amministrò con i codici sul tavolo, che, secondo le malelingue, applicò rigorosamente per gli altri. Pare, comunque, impietoso, che molti lo ricordino soprattutto per le ardite “ristrutturazioni” (si fa per dire) della sua villa a Cala Lunga e per le omeriche liti da “pollaio condominiale” con il dirimpettaio Giorgio Toni, barone della facoltà di Medicina bolognese.

La plateale, quasi tattile, rappresentazione della consistenza dei due opposti schieramenti, naturalmente separati, si aveva la domenica, alla Messa delle undici, alla Cattedrale o a Sant’Antonio, dove convenivano tutti coloro che, nel paese, avevano una qualche posizione sociale, un nome o, semplicemente un vestito nuovo da mostrare: il sole, infatti, entrando dai finestroni, produceva un gioco di colori, in cui le vesti festive delle donne risaltavano e splendevano. La “funzione”, così, era insieme Messa e festa cittadina, Chiesa e salotto.

L’eterna legge della politica è quella della ricerca del “meno peggio”, e, a questo assunto, Protano cercò di adattare le sue decisioni nella scelta dei vari sindaci. Di “Mimì” Mazzone, intelligente, narcisista, poseur, Protano si fidava poco, e di Matteo D’ambrosio tutti erano convinti che facesse il Sindaco “ad nutum”, a un cenno, per una specie di contratto revocabile: Matteo, invece, godeva di ampi spazi di autonomia e con i tutor aveva stabilito un rapporto di “concordia discorde” o, meglio di “discordia concorde”. Solo Lorenzo Palazzo, a Protano, rimase sempre fedele, con una devozione inalterabile, e gli diede pochissime noie.

Il salotto della villa di Protano (allora in strenua, leale, competizione con l’altro “grande” del socialismo garganico, il rodiano Teodoro Moretti) con vista imperdibile sul golfo, era crocevia del fior fiore del socialismo pugliese, e non solo: da Rino Formica a Tommaso Pesce, da Peppino Di Vagno a Titino e Claudio Lenoci, da Ciccio Colucci a Mimì Romano e Franco Borgia, da Antonio Cariglia a Mario Tanassi, a Walter De Ninno (“Walterino”, dalle colonne della Gazzetta di Foggia, che dirigeva, e che era un grande emporio di malignità, di pettegolezzi, di episodi di trasformismo politico, atti, comunque, a far capire il clima di quegli anni, era abituale commensale a casa Protano, ma lo si incontrava spesso anche “Al Castello” di Mattea Vinelli o al “Paglianza” di Germano Fantino, di Monforte d’Alba, albergatore competente, cortese e discreto, che prima aveva avuto positive esperienze nel settore al “San Nicola” e a “Valle Scinni”.

(continua)

Giuseppe Maratea

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Il presidente della Regione Puglia, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi venerdì 4 settembre 2020 in Puglia, sono stati registrati 3.319 test per l'infezione da Covid-19 coronavirus e sono stati registrati 117 casi positivi: 70 in provincia di Bari, 2 in provincia di Brindisi; 2 nella provincia BAT, 7 in provincia di Foggia, 8 in provincia di Lecce, 23 in provincia di Taranto, 5 fuori regione.

Non sono stati registrati decessi.

Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 320.159 test.

4.095 sono i pazienti guariti.

1.086 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 5.741, così suddivisi:

2.059 nella Provincia di Bari;

463 nella Provincia di Bat;

710 nella Provincia di Brindisi;

1.406 nella Provincia di Foggia;

684 nella Provincia di Lecce;

370 nella Provincia di Taranto;

48 attribuiti a residenti fuori regione;

1 provincia di residenza non nota.

I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l'acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.

Il bollettino epidemiologico Regione Puglia 4.9.2020 è disponibile al link: http://rpu.gl/Vn0r2

DICHIARAZIONI DEI DG DELLE ASL:

Dichiarazione DG Asl Ba, Antonio Sanguedolce: “Nella giornata odierna il nostro Dipartimento di Prevenzione ha registrato 70 casi di positività al virus. Gran parte di questi, 45, sono stati individuati durante l’attività di tracciamento di contatti stretti collegati a casi già noti, mentre i restanti sono emersi in fase di triage in strutture sanitarie”.

Dichiarazione del Dg della Asl Bt Alessandro Delle Donne: “Sono 2 i casi registrati oggi nella Bat. Per entrambi sono in corso le indagini epidemiologiche del dipartimento di prevenzione”.

Dichiarazione del Dg Asl Brindisi, Giuseppe Pasqualone: "Dei due casi registrati in provincia di Brindisi il primo è un cittadino straniero residente nel nostro territorio: ha effettuato volontariamente un esame sierologico che ha rilevato la presenza di anticorpi e subito dopo è stato sottoposto a tampone. Il secondo, invece, è un contatto stretto di un caso già accertato".

Dichiarazione del Dg della Asl Dg, Vito Piazzolla: “Sono 7 le nuove positività al COVID 19 registrate nelle ultime 24 ore in provincia di Foggia. Si tratta di: 3 persone sintomatiche; 3 contatti di casi già noti; 1 persona individuata durante le attività di screening di pre-ricovero. Il Servizio di Igiene aziendale sta prontamente ricostruendo le catene di contagio e disponendo la sorveglianza sanitaria attiva volontaria".

Dichiarazione del Dg Asl Lecce, Rodolfo Rollo: “Degli 8 casi registrati oggi dal Dipartimento di prevenzione, 6 si riferiscono a persone entrate in stretto contatto con un caso già noto, 2 a cittadini temporaneamente presenti nella nostra provincia, uno dei quali già in isolamento”.

Dichiarazione del Dg Asl Ta, Stefano RossI: “I 23 casi Covid di Taranto sono: 12 legati al focolaio della RSA di Ginosa, a completamento dei tamponi a personale e ospiti; 3 a seguito di triage sindromico effettuati dai medici di medicina di base; 8 da attribuire a cluster di persone le quali avevano parenti positivi. Il dipartimento di prevenzione attraverso i tecnici e medici segue costantemente e responsabilmente il territorio al fine di evitare l’ulteriore diffusione del virus”.

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Si è svolta questa mattina, presso la sede dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Vieste, la cerimonia di passaggio di consegne tra il Tenente di Vascello (CP) Giuseppe Saverio ZACCARO ed il nuovo comandante parigrado Roberta ZANGARA.

La cerimonia, tenutasi in forma ristretta a causa delle disposizioni inerenti il contenimento epidemiologico, è stata presenziata dal Capo del Compartimento Marittimo di Manfredonia, Capitano di Fregata (CP) Giuseppe TURIANO in qualità di massima autorità e ha visto la partecipazione di una ristretta rappresentanza di personale in servizio presso l’Ufficio Circondariale Marittimo di Vieste oltre che dei tre Titolari degli uffici minori dipendenti di Peschici, Rodi Garganico e Lesina. Il Comandante Zaccaro, dopo due anni di comando, da lunedì prossimo prenderà servizio presso la Direzione Marittima di Pescara.

Lo stesso nel corso del suo breve saluto ha voluto porgere un sentito e profondo ringraziamento a tutto il suo “equipaggio” per aver brillantemente collaborato a far accrescere quel senso di legalità e di sicurezza che ogni buon marinaio deve avere nel suo animo.

Nel proseguo del discorso il Comandante Zaccaro ha rivolto un sentito ringraziamento altresì alle altre forze di polizia operanti sul territorio oltre che a tutti gli Enti comunali e le varie associazioni di volontariato per il supporto e la collaborazione ricevute nel corso di tutte le attività d’istituto esperite.

Il Comandante cedente ha speso parole di ringraziamento per il Capo del Compartimento, Comandante Turiano ed al suo staff, per il costante supporto ricevuto nell’ultimo anno di comando, che ha visto, in diverse occasioni, il personale del superiore comando affiancare nelle operazioni di polizia complesse gli uomini di tutto il circondario marittimo viestano. Altro ringraziamento è stato rivolto all’Ammiraglio Meli, Direttore Marittimo della Puglia e della Basilicata Jonica, ed a tutto il suo equipaggio per l’attenzione e sensibilità dimostrata nei confronti del Circondario e del suo personale.

Un ultimo ringraziamento è stato rivolto alla moglie Francesca e alla propria famiglia per il costante supporto anche nei momenti più difficili avuti nel corso dei due anni trascorsi alla guida dell’ufficio Garganico. Il Comandante Turiano nel corso del suo intervento ha voluto ringraziare il Comandante Zaccaro per il costante e qualificato lavoro svolto augurandogli un futuro ricco di soddisfazioni professionali e personali presso la nuova sede di Pescara.

Al Comandante Zangara ha chiesto fin da subito il massimo impegno e dedizione al fine di continuare sulla rotta tracciata dal predecessore garantendo al neo Comandante la più ampia collaborazione e supporto da parte di tutto il personale dell’Ufficio Circondariale marittimo di Vieste.

Il Tenente di Vascello Roberta Zangara da oggi sarà il primo Ufficiale donna a ricoprire l’incarico di Comandante presso l’Ufficio Circondariale Marittimo di Vieste. Siciliana di Palermo, proveniente dalla Capitaneria di Porto di Ancona dove ha svolto principalmente incarichi nelle materie amministrative marittime gestite dal Corpo delle Capitanerie di Porto.

Il nuovo Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Vieste, si è detta entusiasta dell’incarico ed impronterà il proprio operato sul dialogo istituzionale e buon senso, finalizzato al rispetto delle norme ed alla tutela dell’ambiente marino.

Durante la settimana di passaggio di consegne, i due Comandanti si sono recati in visita al Sindaco di Vieste dott. Giuseppe Nobiletti il quale ha voluto ringraziare il Comandante Zaccaro per l’impegno profuso per garantire la sicurezza del porto e delle bellezze naturalistiche presenti sul territorio.

Successivamente la visita è proseguita con l’incontro con il Sig. Procuratore Capo della Procura di Foggia dott. Ludovico Vaccaro, il quale ha speso parole e sentimenti di gratitudine per l’importante lavoro che viene svolto dal personale della Guardia Costiera su tutto il litorale garganico, nella tutela dell’ambiente marino-costiero, nella tutela del demanio marittimo, nella vigilanza dell’intera filiera ittica e nella tutela dei bagnanti.

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Carissimi parrocchiani e fedeli tutti, anche la Festa della “STELLA MARIS”, come le altre, quest’anno sarà celebrata in tono minore per via delle restrizioni a causa del CORONAVIRUS.

Tono minore perché non ci saranno manifestazio­ni esterne, ma forse è il tono giusto per darle la dovuta attenzione religiosa e spirituale.

Insieme al Comitato Festa, è stato stabilito il seguente programma:

 Sabato 29 agosto: l’effige della Madonna sarà portata in parrocchia, in privato. Alle ore 19 sarà celebrata la santa messa e a seguire la novena.

Questo dal 29 agosto al 4 settembre.

 Sabato 5 settembre, Festa Liturgica della.STELLA MARIS: Santa Messa Solenne alle ore 19:00.

 Domenica 6 settembre: alle ore 11.30 dal porto, ci sarà l’omaggio ai caduti del mare con la tradizionale corona di fiori e la preghiera.

 Lunedi 7 settembre, in privato, la Madonna sarà nuovamente portata nella sua nicchia sul porto.

Ci atterremo a tutte le disposizioni di distanziamento ed uso della mascherina e a quello che le autorità competenti disporranno. Occorre senso di responsabilità e obbedienza alle regole. Anche questa è carità ed espressione della nostra devozione a Maria Santissima.

La Vergine Santa interceda presso Dio, per noi e per il mondo intero e ci liberi da questa pandemia e da ogni male. Amen

 

Don Angelo Di Nunzio

E il Comitato Festa

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Il primo libro per bambini scritto dal Dalai Lama. Un libro per tutta la famiglia: la vita della massima guida spirituale buddhista e il suo messaggio d’amore e di speranza.

Lezioni d'amore e compassione dal Dalai Lama

Estratto dal libro

Nel corso della mia vita ho avuto l’opportunità di visitare molte nazioni e incontrare bambini che abitano nei Paesi più disparati. Le conversazioni che ho avuto con loro sono tra le più meravigliose che io ricordi.

Poiché non avrò l’occasione di incontrare di persona tutti i bambini del mondo, è con viva gioia che condivido questa storia con voi.

In questo libro riporto ricordi della mia infanzia, nonché lezioni che ho appreso nel corso dei miei studi come monaco buddhista. Entrambi mi hanno aiutato a coltivare il seme della compassione – un seme che già si trova in ognuno di noi. Spero che questa storia possa contribuire a far germogliare e radicare quel seme.

Sono convinto che siate destinati a dare vita a una generazione più compassionevole, capace di creare un mondo più gentile. 

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Nell'appena trascorso mese di agosto, nel cuore del Gargano, all’apice della stagione turistica, la Compagnia Carabinieri di Vico del Gargano ha attivato un particolare monitoraggio del territorio allo scopo di intercettare il mancato rispetto delle norme che tutelano la salute dell’ambiente.

L’attenzione dei Carabinieri si concentrava in particolare sull'area di Rodi Garganico, dove venivano avvertiti sgradevoli pungenti odori. L’attenta perlustrazione di quel territorio consentiva di individuare, quali possibili fonti inquinanti, le aree degli impianti di depurazione e quelle di stoccaggio dei rifiuti. Immediata la richiesta di ausilio al Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Bari, specializzato nel settore dell’inquinamento ambientale, che prontamente è intervenuto.

Il NOE, mediante le sue importanti conoscenze e competenze tecniche, unitamente alla Stazione Carabinieri di Rodi Garganico, avviava un meticoloso sopralluogo ed un’indagine “lampo”, sui due impianti ubicati nelle località “Santa Barbara” e “Lido del Sole”.

Gli accertamenti facevano emergere in entrambi gravi irregolarità. Conseguente il sequestro, operato su disposizione della Procura della Repubblica di Foggia, di sette vasche contenenti rifiuti speciali pericolosi, ovvero “fanghi da depurazione” abusivamente stoccati, ed il sequestro di un’area demaniale di circa 2500 mq, colma di rifiuti speciali di ogni genere, realizzata del tutto abusivamente.

L’esito dell’attività investigativa e di verifica, celermente svolta dai Carabinieri del NOE e dalla Stazione di Rodi Garganico, permetteva di accertare le fonti degli “olezzi” e di denunciare all’Autorità Giudiziaria 9 persone addette alla gestione degli impianti, ritenute responsabili, a vario titolo, di emissioni odorigene in atmosfera senza autorizzazione (art.279 D.Lvo n.152/2006) nonchè di gestione illecita e deposito incontrollato di ingenti quantitativi di rifiuti speciali pericolosi, accumulati su un’area demaniale, non idonea e non autorizzata, in cui veniva realizzata una discarica abusiva (art. 256 D.Lvo n.152/2006).

Il valore degli immobili sequestrati ammonta ad euro 700.000 circa.

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Scenari tropicali per l'invasione dei pappagalli verdi che si nutrono di frutta e soprattutto di mandorle, con gravi danni sulla produzione in provincia di Bari in un anno in cui già il prodotto è ridotto ai minimi termini a causa del clima pazzo, per cui Coldiretti Puglia ha chiesto all'Assessorato all'Agricoltura regionale di prevedere un piano di contenimento e controllo dei parrocchetti verdi, di concerto con l'Ispra.

"Le campagne - spiega una nota - sono divenute l'Eldorado di frutta e mandorle per i pappagalli che evidentemente si sono adattati perfettamente al microclima pugliese. Prediligono soprattutto le mandorle, dimostrando una straordinaria abilità nel beccare e rompere il guscio, estraendo il frutto e lasciando il mallo e le valve legnose attaccate all'albero. Si sono moltiplicate le segnalazioni da parte degli agricoltori, colpiti dalla presenza sempre più evidente di stormi di pappagalli, che ricreano una atmosfera tropicale, attirando l'attenzione con suoni acuti persistenti", è la denuncia di Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Con la tropicalizzazione del clima, è l'allarme di Coldiretti, si sta verificando una invasione di pappagalli nelle campagne che, dal primo insediamento a Molfetta, hanno preso possesso di città e campagne a Bisceglie, Giovinazzo, Palese, Santo Spirito, Bitonto, Bitetto, Palo del Colle, Binetto, Grumo Appula, fino a spingersi sull'Alta Murgia. Si tratta dei parrocchetti monaci della specie Myiopsitta Bonaparte, apparsi con un primo "insediamento" su un eucalipto nella contrada molfettese "Madonna delle Rose", passati poi a stabilirsi, costruendo nidi 'multifamiliari'.

Pubblicato in Ambiente

Più di ogni altra edizione, quest'anno, l'organizzazione del “Rally Porta del Gargano” ha comportato un grande sforzo non solo per il suo svolgimento – atteso da team di tutt'Italia e da diverse migliaia di appassionati -, ma soprattutto per garantire a tutti prevenzione e tutela anti Covid-19. Infatti, il “10° Rally Porta del Gargano – Crz”, è tra i pochi eventi del motorsport (e non solo) a svolgersi in questo 2020 fortemente condizionato dalla nota pandemia mondiale.

Di conseguenza sono state fatte delle scelte importanti e differenti rispetto al passato che, però, non scalfiranno la spettacolarità della competizione tra equipaggi e dell'evento per gli appassionati.

Come ormai noto, con un decreto legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale, è stato prorogato al 15 ottobre 2020 lo stato di emergenza epidemiologica da Covid-19. A tali normative si rifanno anche il Protocollo generale per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus Covid-9 nel motorsport”, emanato da ACI Sport.

Lo staff organizzativo comunica, quindi, che oltre agli attenti controlli sanitari per i team, vi sarà il divieto assoluto per il pubblico di accedere al parco assistenza, al riordino, alla direzione gara, alla sala stampa, oltre che alla cerimonia di partenza e di arrivo , permetteranno l'accesso solo al personale tecnico, con limitazioni previste anche per gli operatori Media (che contribuiranno ad una maggiore e più capillare copertura informativa in tempo reale a beneficio di pubblico ed appassionati) .

Sul percorso, durante lo svolgimento delle prove speciali, per il pubblico è obbligatorio utilizzare le mascherine e rispettare il metro di distanza nelle aree private adiacenti alla strada.

Per la sicurezza di tutti e la buona riuscita della manifestazione, pertanto, si invitano addetti ai lavori, equipaggi, operatori media ed appassionati a rispettare pedissequamente quanto sopra illustrato. Si ringrazia anticipatamente per la cortese collaborazione.

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Il 4-5 settembre 2020 si terrà il XVII Premio nazionale Città di Ischitella-Pietro Giannone

Il programma prevede Venerdì 4 settembre - FOCE VARANO

alle ore 18,00 Piazzetta Foce Varano presso By Cosimillo: Apericena poetico-canora “Con la cultura si mangia” con la partecipazione di poeti garganici e dei vincitori e finalisti del Premio Ischitella-Pietro Giannone. Presenta Angelo Blasetti. Intermezzi musicali di “NCP Trio” di Roma, diretti dal M° Paula Gallardo Serrao.

Alle ore 20,30 presso il B&B Torre del Lago in Contrada Foce Varano

Presentazione del libro in dialetto di Ischitella e in lingua Vanzature/Avanzi di Vincenzo Luciani. Seguirà il Reading dei poeti vincitori e finalisti del Premio Ischitella-Pietro Giannone, con intermezzi musicali di “NCP Trio” di Roma, diretto dal M° Paula Gallardo Serrao. Presenziano i giurati del Premio

 

Sabato 5 settembre - ISCHITELLA

alle ore 17,30 Centro Storico: Percorso poetico-canoro con i poeti vincitori e finalisti, a cura della Pro Loco Uria Ischitella.

Alle ore 20,30 piazza San Francesco:* Complesso bandistico “Pietro Giannone”

Reading e Assegnazione del Premio Nazionale Città di Ischitella-Pietro Giannone ai vincitori della XVII edizione: Anna Elisa De Gregorio I classificata Francesco Indrigo II classificato Paolo Steffan III classificato

Interventi musicali: Trio “Sangue Mediterraneo”.

Presentano Rosa Comparelli e Angelo Blasetti.

Partecipano i membri della Giuria: Rino Caputo (presidente), Anna Maria Curci, Manuel Cohen, Vincenzo Luciani, Giuseppe Massara, Cosma Siani, Marcello Teodonio.

In caso di maltempo la cerimonia si svolgerà nel teatro parrocchiale.

 Anna Elisa De Gregorio è nata a Siena da genitori campani. Abita ad Ancona dal 1959 dove lavora presso una agenzia di marketing. Ha pubblicato nel 2010 il suo primo libro di poesie Le Rondini di Manet per i tipi di Polistampa di Firenze, prefazione di Alessandro Fo (Premio Pisa 2010 opera prima; Premio Contini Bonacossi 2011 opera prima). Nel 2012, grazie al concorso Inedito Colline di Torino, ha pubblicato il suo secondo libro Dopo tanto esilio per i tipi di Raffaelli Editore di Rimini, prefazione di Davide Rondoni (nella cinquina finalista del premio Gradiva, New York 2013, primo premio Borgo di Alberona 2014). Nel 2013 ha pubblicato, grazie al DARS di Udine, una plaquette di poesie dal titolo Corde de tempo in dialetto anconetano. Nel 2016 per l’editore La Vita Felice di Milano pubblica il volume Un punto di Biacca con una nota di Francesco Scarabicchi (nella terna del premio Metauro 2016, finalista premio Guido Gozzano 2016). Appena pubblicato (dicembre 2019) con l’editore Seri di Macerata, il libro L’ombra e il davanzale, composto da testi poetici e haiku, arricchiti da tredici illustrazioni di Francesco Pirro. E’ presente in numerose antologie, pubblica articoli su riviste letterarie e blog (Poesia, Caffè Michelangiolo, Le Voci della Luna, Clandestino, Atelier, L’Immaginazione, Periferie, Nostro Lunedì, Poesia 2.0, Versante Ripido, Fili di Aquilone). Ha organizzato stage presso scuole e circoli culturali sulla poesia haiku.

 FRANCESCO INDRIGO è nato a San Michele al Tagliamento, VE, nel Friuli storico. Risiede a San Vito al Tagliamento, PN. Ha pubblicato in riviste, antologie, albi e fogli sparsi. Nel 2001 la raccolta Matetâs (Nuova Dimensione ed.), nel 2005 Foraman (Campanotto ed.), nel 2008 Foucs (New Print ed.), nel 2009 Revocs di tiara (Kappa vu ed.), nel 2013 La bancia da li’ peraulis piardudis (Kappa Vu ed.). È vincitore di premi di poesia nazionali ed internazionali. Fa parte del gruppo di poesia/laboratorio “Majakovskij”.

 PAOLO STEFFAN è nato nel 1988 a Conegliano. Laureato in Filologia e letteratura italiana all’università di Venezia, da sempre vive a Castello Roganzuolo, ultimo lembo orientale dei colli di Conegliano. Ha pubblicato due monografie: Un «giardino di crode disperse». Uno studio di Addio a Ligonàs di Andrea Zanzotto (Aracne, 2012, con prefazione di Ricciarda Ricorda) e Luciano Cecchinel – Poesia. Ecologia. Resistenza (Arcipelago Itaca, 2016, prefazione di Alessandro Scarsella); e ha curato con Giuliano Galletti i volumi Sebastiano Barozzi e la sua Cronaca del popolo (Comune di San Fior, 2016) e «Germoglia il silenzio». Vita di Giocondo Pillonetto (in pubblicazione per De Bastiani, 2020). Ha firmato la prefazione a Versi vissuti. Poesie 1975-1990 di Edith Bruck (Edizioni Università di Macerata, 2018, a cura di Michela Meschini). Ha pubblicato le raccolte poetiche In deserto (Arcipelago Itaca 2018, con prefazione di Flavio Ermini) e Frantumi, introdotta da Umberto Fiori nel Quattordicesimo quaderno di poesia italiana contemporanea (Marcos y Marcos, 2019, a cura di Franco Buffoni). Nel 2019 ha vinto la decima edizione del premio “Raduga” con la prosa narrativa Fiaba

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Bruciore e prurito nel cavo orale, nausea, rash cutaneo, gonfiore improvviso, spasmi e sintomi gastrointestinali sono tra i più comuni sintomi di allergie.

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