Articoli filtrati per data: Lunedì, 07 Settembre 2020

La 3^ edizione del festival ha esplorato le molteplici potenzialità dei cammini.

Cammini come memoria, narrazione, incontro, condivisione, conoscenza e opportunità di lavoro.

Con il cinema si possono salvare i territori, si può fare PIL, si può preservare la memoria e, quindi, le radici. Lo ha sostenuto Sergio Rubini, ospite dell’evento speciale che ha chiuso la 3^ edizione di “Mònde – Festa del Cinema sui Cammini” andata in scena dal 4 al 6 settembre a Monte Sant’Angelo.

All’attore e regista pugliese è stato conferito il Premio “Parco Nazionale del Gargano 2020” per i trent’anni del film “La stazione”, perché “con la sua arte ha saputo raccontare la Puglia, in particolar modo la provincia di Foggia, contribuendo a creare un immaginario positivo, rendendo questi luoghi scenari di memoria condivisa”.

E a sottolineare l’importanza dei luoghi e della memoria è stato lo stesso Rubini, a cui è stato consegnato il Testimonium realizzato dal maestro Salvatore Lovaglio, simbolo scelto da “Mònde” che rimanda a quello rilasciato ai pellegrini per certificare l’avvenuto pellegrinaggio.

«Tornare dopo 30 anni in questa parte di Puglia, che amo molto, è una grande emozione», ha dichiarato Rubini durante il dialogo con Fabio Prencipe e Antongiulio Mancino che ha preceduto la proiezione del film, regalando ai presenti ricordi intimi e sguardi profondi, non solo sul cinema ma sull’uomo.

«Il rischio, nella società in cui viviamo è che con le tecnologie che abbiamo a disposizione si possa vivere un continuo presente, invece è la memoria che ci conferisce identità ed è solo grazie alla memoria che riusciamo ad immaginare un futuro sostenibile», ha dichiarato Rubini, che ha aggiunto: «L’idea di invitarmi e di ricordare che nella stazione di San Marco in Lamis è stato girato un film, vuol dire ribadire che questi territori hanno bisogno di cultura, di giovani, non dell’opacità delle mafie».

Durante la tre giorni del festival cinematografico dedicato al tema del viaggio in tutte le sue sfumature ed accezioni – diretto da Luciano Toriello – sono state esplorate le molteplici potenzialità dei cammini, partendo dalla memoria per guardare ad un futuro sostenibile.

 Il cammino come memoria, perché il passato è custode nelle nostre radici e della nostra identità.

“Io sono una forza del Passato, solo nella tradizione è il mio amore”, scriveva Pier Paolo Pasolini. Da qui il titolo della mostra fotografica “Io sono una forza del Passato”, ideata e curata dall’Archivio Storico Luce – Cinecittà, visitabile durante il Festival. Attraverso le fotografie dei maestri Garrubba e Settanni e il documentario “La Parabola d’oro” di De Seta è stato possibile immergersi in un Passato lontano e al tempo stesso vicino dei paesini del Meridione italiano, un passato custode delle nostre radici e della nostra identità, un passato senza cui non è possibile costruire un futuro.

Il cammino come narrazione, per recuperare le storie, le fiabe, i racconti trasmessi di bocca in bocca, di generazione in generazione.

Laura Marchetti, responsabile scientifica de “La strada delle fiabe”, come una sirena ha ammaliato il pubblico di “Mònde” durante i Walk Show, evidenziando la necessità di tutelare il paesaggio anche attraverso la rivitalizzazione delle antiche narrazioni. Quelle narrazioni “cullate” dalle donne che come Estia – la dea vergine della casa e del focolare, ma anche protettrice della comunità – devono mantenere l’equilibrio tra il camminare e lo stare ferme perché è grazie alla sedentarietà che sono stati valorizzati i luoghi.

Uno dei pericoli del turismo è perdere l’autenticità delle radici e la narrazione può salvarci da questo pericolo.

Il cammino come opportunità di incontro e condivisione, ora più che mai. «Dopo il lockdown è emerso più forte il bisogno di incontrarci e sentirci comunità. Proprio questo bisogno ci ha spinti ad organizzare in presenza la 3^ edizione di “Mònde” nell’anno dell’emergenza sanitaria», ha affermato con convinzione Luciano Toriello.

Momenti di conviviale condivisione hanno caratterizzato anche i cammini – organizzati dall’Associazione Monte Sant’Angelo Francigena – per ripercorre a piedi le antiche vie di pellegrini e crociati. Si è andati alla ricerca dei segni della storia nella cittadella Micaelica di Monte Sant’Angelo, Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, negli Eremi e nell’Abbazia di Pulsano, un diamante incastonato nella montagna sacra del Gargano, e nella Vetusta Faggeta della Foresta Umbra dove si è creata un’atmosfera unica grazie al connubio tra natura, racconti e musica.

I camminatori e gli ospiti di “Mònde” sono stati accolti nello spazio antistante l’Elda Hotel dove è stata allestita la mostra fotografica “Al centro del Mònde” di Michele De Filippo e Pino Maiorano, a cura di MAD – Memorie Audiovisive della Daunia, e dove Paolo Sassanelli ha dato voce alle storie del cantore del Gargano Matteo Salvatore, accompagnato dai Rione Junno. Una mattinata per ricordare da dove veniamo, per riflettere sulle diversità, sul rapporto tra uomo e natura, sul senso di comunità.

Una comunità, quella di “Mònde” che “abbraccia” anche i più piccoli, grazie al laboratorio creativo “Con le mani e con il cuore” di Stefania Guerra e che si apre a nuovi incontri, come quello con il cammino di Collateral Maris, Festival di Arti e Paesaggi di Vieste, incrociato in Foresta Umbra.

Un altro incontro è stato quello di “Mònde” con la Rete Nazionale Donne in Cammino, che per il Festival ha realizzato “Il cammino è donna”, un videoracconto partecipato che narra lo spirito del camminare da un punto di vista tutto femminile. E proprio al tema del cammino al femminile è stato dedicato il Walk Show “Ragazze in gamba”, a cui hanno preso parte la documentarista e conduttrice RAI Gloria Aura Bortolini, la regista Anna Kauber, la responsabile scientifica de “La strada delle fiabe” Laura Marchetti e Ilaria Canali della Rete Nazionale Donne in Cammino.

Il cammino come conoscenza e come opportunità di lavoro. Perché camminare ci riporta ad ampliare gli orizzonti, ad aprirci al sapere.

Di questi temi si è parlato durante il Walk Show “Raccontare i territori: tra fabula e intreccio” a cui hanno partecipato il regista e produttore Gianni Aureli, il camminatore e ideatore di “The pathfinder – Road to Finisterre” Riccardo Girardi, il regista e ideatore di “Vostok100k” Lorenzo Scaraggi e il regista Giuseppe Valentino. Ad impreziosire l’incontro è stato il contributo di giovani operatori e imprenditori del territorio, “portatori sani di impegno” che con i loro progetti stanno cercando di dare una “destinazione nuova” al Gargano, sempre conservando la memoria del passato ma con l’aiuto dei nuovi strumenti digitali. Perché è possibile trasformare la ricchezza dei nostri luoghi in lavoro e in economia.

E, quindi, il cammino come crescita sostenibile per il territorio.

“Mònde” è una infrastruttura immateriale che supporta i cammini, è opportunità di incontro e crescita comune e condivisa. È quanto emerso dal Walk show “Le strade e i sentieri dei Parchi incontrano i Cammini” che ha visto il contributo di Enzo Lavarra (componente del board Euro Park Federation), Giovanni Chimienti (Biologo marino e National Geographic Explorer) e Gianni Sportelli (Dipartimento Cultura e Turismo Regione Puglia). Durante l’incontro si è sottolineata l’importanza della sostenibilità, della valorizzazione della biodiversità e dei tesori nascosti come quello della foresta di coralli neri (tra le più grandi del Mediterraneo) scoperta nei fondali delle Isole Tremiti. Da qui la necessità di farsi permeare dalla “biofilia”, letteralmente passione per la vita, e di preservare la natura e quindi il Parco Nazionale del Gargano, che è uno scrigno antropologico straordinario, custode di memoria.

“Mònde – Festa del Cinema sui Cammini” è un’iniziativa della Regione Puglia – Assessorato Industria Turistica e Culturale a valere sulle risorse del Patto per la Puglia FSC 2014-2020 – prodotta da Apulia Film Commission nell’ambito dell’intervento Apulia Cinefestival Network con il contributo di Ente Parco Nazionale del Gargano e del Comune di Monte Sant’Angelo. Soggetto ideatore e organizzatore della manifestazione, per la Direzione artistica di Luciano Toriello, è MAD – Memorie Audiovisive della Daunia.

Pubblicato in Notizie

Il presidente della Regione Puglia, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi lunedì 7 settembre 2020 in Puglia, sono stati registrati 1.649 test per l'infezione da Covid-19 coronavirus e sono stati registrati 43 casi positivi: 22 in provincia di Bari, 5 in provincia BAT, 14 in provincia di Foggia, 1 in provincia di Lecce, 1 fuori regione.

Sono stati registrati 2 decessi: 1 in provincia di Bari, 1 in provincia di Foggia.

Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 328.329 test.

4.137 sono i pazienti guariti.

1.197 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 5.899, così suddivisi:

2.135 nella Provincia di Bari;

477 nella Provincia di Bat;

714 nella Provincia di Brindisi;

1.440 nella Provincia di Foggia;

701 nella Provincia di Lecce;

382 nella Provincia di Taranto;

49 attribuiti a residenti fuori regione;

1 provincia di residenza non nota.

 I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l'acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.

Il bollettino epidemiologico Regione Puglia 7.9.2020 è disponibile al link: http://rpu.gl/cfTn6

DICHIARAZIONI DEI DG DELLE ASL:

Dichiarazione Dg Asl Bari, Antonio Sanguedolce: “Il nostro Dipartimento di prevenzione ha registrato oggi 22 casi di positività al SARS - CoV- 2 in provincia di Bari, di cui 20 sono contatti stretti di casi già individuati e monitorati. Degli altri due casi positivi, uno fa riferimento ad un rientro dalla Francia e l’altro è stato rilevato nel corso di attività di triage del pronto soccorso”.

Dichiarazione del Dg Asl Bt, Alessandro Delle Donne: “Sono 5 i casi positivi registrati oggi nella provincia Bat, di cui 3 riconducibili a casi di positività registrati nei giorni scorsi e 1 proveniente dalla Sardegna. Su un altro caso sono in corso le indagini a cura del dipartimento di prevenzione”.

Dichiarazione del Dg della Asl Foggia, Vito Piazzolla: “Sono 14 le nuove positività registrate in provincia di Foggia. Si tratta di: 8 persone sintomatiche; 4 contatti di casi già noti; 2 persone individuate durante l'attività di screening”.

Dichiarazione del Dg Asl Lecce, Rodolfo Rollo: “Il caso registrato oggi dal nostro Dipartimento di prevenzione riguarda un residente in provincia di Lecce su cui sono in corso le indagini epidemiologiche”.

Pubblicato in Coronavirus

È risultato positivo al Covid 19 dopo aver partecipato ad un matrimonio che si è tenuto al scorsa settimana a Foggia e per questo motivo un centinaio di invitati è stato posto in isolamento fiduciario.

L'uomo, dopo essere risultato positivo al tampone, ha allertato la Asl di Foggia che ha avviato lo screening degli invitati al matrimonio per tracciare l'eventuale catena di contagio. "Gli invitati sono stati posti in sorveglianza attiva - informano dalla Asl di Foggia - per monitorare il loro stato di salute. Sempre dalla Asl specificano che i tamponi, secondo direttive regionali, vengono effettuati solo in caso di sintomatologia da Covid 19".

Pubblicato in Coronavirus

“Il Gargano conta come non ha mai contato nel governo e negli investimenti regionali: lo dicono i numeri e i fatti concreti. Con Fitto semplicemente non esisteva, come non esisteva la Puglia e la sua identità oggi forte e riconosciuta in tutto il mondo”. Lo ha detto l’assessore regionale al Bilancio e alla Programmazione unitaria, Raffaele Piemontese, commentando un’errata dichiarazione rilasciata, ieri sera, da Raffaele Fitto sul Gargano.

“Io non so quanto sia stato lungo il giro che hanno fatto fare ieri a Fitto, facendogli scoprire questo pezzo della Puglia – aggiunge Piemontese –, di sicuro solo uno che non sa dove si trova può dire cose smentite dai fatti, contraddette da quello che dice la gente, da quello che sanno i sindaci di ogni colore politico, da quello che hanno sperimentato i tecnici delle amministrazioni locali che hanno fatto progetti e indetto gare, da quello che hanno sperimentato gli imprenditori e i lavoratori del settore turistico che sanno di essere stati privilegiati dalle scelte dei vacanzieri anche in questa durissima estate segnata dal COVID-19”.

“Mentre ieri passeggiava nel porto turistico di Rodi Garganico, hanno riferito a Fitto che la Regione Puglia governata da Michele Emiliano ha resuscitato quell’infrastruttura che oggi ha ripreso a funzionare e ci ha investito sopra 5 milioni e mezzo di euro per potenziarla ulteriormente? –– chiede provocatoriamente l’assessore e consigliere regionale del Partito Democratico –– Mentre camminava a Siponto, gli hanno fatto vedere l’acqua del mare che ha sorpreso tutti questa estate e detto che è così bella e pulita perché abbiamo investito 5 milioni e 400 mila euro per il potenziamento e l’adeguamento delle reti idriche e fognarie e dei sistemi depurativi a Manfredonia?”.

“È semplicemente impossibile un paragone con il Gargano e la Puglia ai tempi di Fitto, impossibile tornare indietro di vent’anni per chi come me vive in questa terra e non ci transita solo per stringere qualche mano per una mezzoretta”, incalza l’assessore regionale, sottolineando che “se c’è un successo che il Gargano può condividere con il resto della Puglia è proprio l’aver fatto un enorme salto di qualità in questi 15 anni, contribuendo alla ‘creazione’ dell’identità ‘Puglia’ conosciuta ormai in tutto il mondo e che, invece, quando Fitto era presidente, semplicemente non esisteva”.

“Quando a febbraio eravamo alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano – ricorda Piemontese – il Gargano è stato la star dell’offerta turistica nazionale, offerta che abbiamo consolidato in questi ultimi cinque anni con operazioni di impatto mondiale come il Giro dItalia che, sabato 10 ottobre prossimo, tornerà a percorrere le strade del Gargano da Manfredonia a Monte Sant’Angelo, da Mattinata a Baia delle Zagare, da Coppa Santa Tecla a Pugnochiuso, per arrivare al traguardo di tappa di Vieste.

L’anno scorso è stata qui sul Gargano l'unica tappa di arrivo in Puglia del Giro d’Italia, tra le più lunghe dell'edizione che dopo Lucera, Foggia e transitata da Rignano Garganico per raggiungere San Giovanni Rotondo. E, nel 2017, quando il Giro compiva 100 anni, li ha festeggiati a Peschici. Se Fitto pensa siano solo biciclette, consideri che, su RAI2, c’erano un milione e mezzo di persone davanti alla tv, con un picco di 2 milioni e 189 mila spettatori, mentre la carovana attraversava il nostro Gargano per arrivare al traguardo di via Montesanto, per la prima volta nel cuore di Peschici, in cui stavamo io e il presidente Michele Emiliano”.

“Questa grande promozione del territorio è stata una costante – osserva l’esponente del PD, candidato al Consiglio regionale alle elezioni di domenica 20 e lunedì 21 settembre prossimi – sublimata con il concerto straordinario che abbiamo allestito per Max Gazzè e la sua orchestra ai piedi del Pizzomunno di Vieste, diventato, anche grazie a questo matrimonio tra l’arte e la natura, uno dei simboli della Puglia, conosciuto in tutto il mondo”.

“Ma l’elemento più strategico e lungimirante che abbiamo introdotto in particolare con l’Amministrazione Emiliano –– aggiunge Piemontese –– riguarda il territorio del Gargano, la difesa della montagna dalle frane e dal dissesto idrogeologico, la qualità dell’acqua potabile, la sicurezza delle scuole, i sistemi di depurazione e le reti fognarie per mantenere sano il suolo su cui coltiviamo i nostri prodotti di qualità e pulito il mare che attrae turisti da tutto il mondo, un universo di azioni per le quali abbiamo investito oltre 424 milioni di euro sul Gargano”.

“Sindaci, tecnici e imprese di Carpino, Ischitella, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant'Angelo, Rignano Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico e Vieste – rimarca l’assessore regionale – conoscono gli interventi di manutenzione straordinaria dei corsi d'acqua, dei canali bonifica e delle relative opere idrauliche fatti in questi anni.

A Lesina, a Poggio Imperiale, a Monte Sant'Angelo, a San Nicandro Garganico e San Marco In Lamis conoscono quelli di miglioramento dei recapiti finali e della funzionalità idraulica e ambientale dei corpi idrici superficiali. Conoscono gli interventi sui dissalatori alle Isole Tremiti per oltre 2 milioni e 600 mila euro, di potenziamento e adeguamento di reti idriche e fognarie e dei sistemi depurativi a Manfredonia per più di 5 milioni e 400 mila euro, sulle condotte sottomarine di Marina di Lesina per 3 milioni di euro. Interventi sulla mobilità ciclistica e stradale per quasi 3 milioni di euro ad Apricena, Manfredonia e San Giovanni Rotondo.

Solo per interventi sulla viabilità, sulle opere pubbliche, di edilizia scolastica, di risanamento delle reti idriche e di realizzazione della fogna bianca, superiamo i 44 milioni di euro, con cantieri e opere diventate fatti concreti ad Apricena, a Cagnano Varano, a Carpino, a Ischitella, a Tremiti, a Lesina, a Manfredonia, a Mattinata, a Monte Sant’Angelo, a Peschici, a Poggio Imperiale, a Rignano Garganico, a Rodi Garganico, a San Giovanni Rotondo, a San Marco In Lamis, a Vico del Gargano e a Vieste”. 

“In questo elenco solo sintetico di fatti concretissimi – precisa l’esponente del PD – ci sono anche le infrastrutture di cui Fitto non sa o che finge di non conoscere, come i 68 milioni di euro sulla Statale 89 per il primo stralcio dei lavori di razionalizzazione della viabilità di San Giovanni Rotondo e per la realizzazione dell'asta di collegamento da San Giovanni Rotondo a Foggia e i 18 milioni di euro sulla rete in concessione alle Ferrovie del Gargano, tra cui il potenziamento degli impianti di sicurezza alla stazione di San Nicandro, la soppressione di 11 passaggi a livello, sistemi di controllo della marcia del treno nella tratta Ischitella-Peschici e l’acquisto di nuovi treni.

O opere strategiche legate al trasporto marittimo come il dragaggio dei fondali nel porto di Rodi Garganico per 5 milioni e mezzo di euro e le nuove opere di difesa del porticciolo di attracco delle imbarcazioni di San Domino alle Tremiti per 2 milioni e mezzo di euro”.

“Non a caso – osserva il candidato PD al Consiglio regionale – l’Amministrazione Emiliano ha scelto il Gargano come terza area interna della Puglia nell’ambito di una strategia nazionale che potenzia i servizi e il sistema di mobilità che abbiamo fatto partire, a novembre scorso, con un pacchetto di interventi per circa 10 milioni di euro per lavori che interessano la strada Lungolago a Capojale-Isola Varano, un parcheggio di interscambio comunale a Carpino per 450 mila euro, un primo stralcio della costruzione della bretella di raccordo ‘Cicchittola-Vallocello’ a Ischitella, un hub intermodale a Monte Sant’Angelo, il completamento degli interventi di riqualificazione e rigenerazione del lungomare di San Menaio”. 

“Senza contare – conclude Piemontese – i 2 milioni sulla rete degli impianti sportivi di 13 Comuni garganici, gli oltre 4 milioni per biblioteche di comunità a Peschici, Rodi Garganico, Tremiti, Vico del Gargano e Vieste, i circa 3 milioni sui beni ecclesiastici, la strategia: tutti investimenti sulle città e sui cittadini del Gargano, che, così, hanno più servizi e più qualità della vita, la premessa indispensabile per continuare ad abitare questa splendida terra ed essere orgogliosi protagonisti del proprio destino”.

Pubblicato in Politica

Caserta sotto shock per la notizia del suicidio di Luigi Montanaro, giovane barman molto conosciuto in città, che si è impiccato mentre si trovava in vacanza con un amico a Vieste.

Secondo quanto si apprende, il giovane si sarebbe tolto la vita, impiccandosi ad un albero, a Vieste, in località Cala la Pergola, dove si trovava in vacanza, in questi giorni, assieme ad un amico.

Secondo una prima ricostruzione, i due sarebbero giunti nei pressi di una spiaggia del posto, e mentre l’amico, dopo essere sceso dall’auto, dava un’occhiata alla zona, la vittima avrebbe “approfittato” di quel momento di solitudine per portare a termine il suo intento.

Quando l’amico è tornato all’auto, ha fatto la terribile scoperta. Ancora da chiarire le motivazioni che hanno spinto il giovane a togliersi la vita.

Pubblicato in Cronaca

Iniziata nella mattinata e tuttora in corso di svolgimento, una complessa attività investigativa condotta dai militari della Capitaneria di Porto di Manfredonia che, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Foggia, sta procedendo ad una massiccia acquisizione di atti e documenti presso gli Enti Locali.

L’operazione sarebbe finalizzata ad accertare ipotesi di reati ambientali connessi con la gestione dei rifiuti e l’inquinamento dell’ambiente marino-costiero.

Pubblicato in Cronaca

COVID-19: entra in vigore oggi, lunedì 7 settembre, il nuovo DPCM con cui il Governo Conte andrà a prorogare i divieti fissati il 10 agosto scorso. La scadenza per questo nuovo provvedimento è fissata al 30 settembre 2020.

Un decreto con cui non vengono introdotte nuove restrizioni: già questa è una buona notizia, specialmente alla luce della risalita dei contagi che impone prudenza. Ma d’altronde il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, anche nella giornata di ieri ha ribadito che non ci sarà più alcun lockdown generalizzato.

Tuttavia, non ci sarà neppure un allentamento delle misure di restrizione, come invece alcuni auspicavano. Ad esempio, non sono previste riaperture, con gli stadi che - almeno per il momento - dovranno restare chiusi nonostante l’imminente inizio del campionato di Serie A.

Ma vediamo nel dettaglio quali sono le regole - che resteranno in vigore fino al 30 settembre 2020 - che sono state confermate dal nuovo DPCM riguardo a distanziamento sociale, obbligo della mascherina e tamponi.

COVID-19: il nuovo DPCM su mascherine

L’ultimo DPCM firmato da Giuseppe Conte è entrato in vigore il 10 agosto con scadenza fissata al 7 settembre.

A tal proposito, il Presidente del Consiglio ha posto la firma su un nuovo decreto con cui vengono prorogati i divieti fissati il 10 agosto scorso visto che la pandemia è ancora in corso. Nel dettaglio, per quanto riguarda l’utilizzo della mascherina - salvo diverse ordinanze locali - viene confermato l’obbligo nei luoghi al chiuso, così come all’aperto in tutte quelle circostanze in cui non può essere garantita la distanza di un metro tra le persone. Restano esclusi i bambini sotto i 6 anni e i disabili.

COVID-19: il nuovo DPCM sui mezzi pubblici

Le mascherine sono obbligatorie anche sui mezzi pubblici, dove sono state confermate le regole decise dopo il confronto con le Regioni. La capienza massima è stata portata all’80%, un dato che riguarda tanto i posti a sedere quanto chi viaggia in piedi. Inoltre, vi è l’obbligo di prevedere paratie laddove non è possibile garantire il distanziamento.

Riguardo agli scuolabus, invece, questi potranno viaggiare con la capienza massima consentita nei casi in cui il tempo di permanenza degli alunni sul mezzo non supera i 15 minuti. Gli studenti con età superiore ai 6 anni compiuti dovranno indossare la mascherina al momento della salita sul mezzo, a meno che non sia possibile l’allineamento degli alunni su posti singoli escludendo così il posizionamento “a faccia a faccia”.

COVID-19: il nuovo DPCM sulle riaperture

Chi sperava che con il nuovo DPCM potesse essere autorizzata la riapertura degli stadi rimarrà deluso. Questi restano chiusi; le prime partite del campionato della Serie A, quindi, resteranno senza pubblico (in questi giorni si era discusso di una possibile riapertura parziale).

D’altronde il Premier Conte lo aveva già dichiarato ai giornalisti, definendo come “inopportuna” un’eventuale decisione di riaprire gli stadi visto che questi sono notoriamente luogo di assembramento, sia all’interno che all’esterno della struttura.

Restano chiuse anche le discoteche.

COVID-19: il nuovo DPCM autorizza i ricongiungimenti internazionali

Fino ad oggi l’ingresso e il transito nel territorio nazionale era consentito solamente a coloro che avessero:

  • esigenze lavorative;
  • assoluta urgenza;
  • esigenze di salute;
  • esigenze di studio;
  • rientro il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Stando alle regole attuali, quindi, le coppie che vivono in Stati differenti non possono ricongiursi. Dal prossimo lunedì questo sarà possibile, in quanto nel nuovo DPCM si legge che “è consentito l’ingresso nel territorio nazionale per raggiungere il domicilio, l’abitazione e la residenza di una persona, anche non convivente, con la quale vi sia una stabile relazione affettiva”.

COVID-19: il nuovo DPCM sui tamponi obbligatori

Viene confermata anche la validità dell’ordinanza del Ministero della Salute del 12 agosto scorso, la quale obbliga coloro che nei 14 giorni antecedenti al rientro in italia abbiano soggiornato o transitato in Croazia, Grecia, Malta o Spagna a sottoporsi al tampone.

Sono autorizzati al rientro coloro che si sono già sottoposti al test nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale; in alternativa il tampone viene sottoposto direttamente in aeroporto o comunque entro 48 ore dall’ingresso in Italia.

Pubblicato in Coronavirus

Antonio Maria da Rignano al secolo Antonio Maria Fania. Nato in Rignano Garganico il 5 febbraio 1804, ebbe la prima istruzione nella sua città natale da   don Antonio Danza. Luigi Corigliano, marchese di Rignano, incitò il giovane Antonio Maria nel proseguire gli studi, sostenendolo con mezzi necessari. Giovanissimo scoprì la sua indole religiosa ed entro a far parte della famiglia francescana, dove appena ventenne vesti l’abito.

Fin da giovane si fece notare per la sua esemplare condotta e la dedizione negli studi e questo gli fu propizio per essere accolto nella Provincia dei Minori Osservati di Sant’Angelo di Puglia. Nel vestire l’abito francescano, gli fu concesso di conservare il proprio nome e trasferitosi a Bologna completò gli studi nel convento dell’Annunziata; ebbe fra i suoi maestri il Magistrini, padre Bernardino Panzacchi insigne letterato e teologo e padre Rafael Barisic filosofo e teologo.

Nel 1829 sostenne il concorso di filosofia a Ferrara e nel 1837 quello di teologia a Napoli, fu padre maestro in diversi conventi ottenendo il titolo di lettore giubilato dal ministro generale dell’ordine P. di Alessandria.

Ministro Provinciale in Sant’Angelo di Puglia nel triennio 7 novembre 1835 – 21 ottobre 1838, esercitò il suo governo con grande saggezza e per questo nel 1839, fu chiamato a Roma, quale segretario generale dell’ordine, in S. Maria di Aracoeli, dove dimorò fino alla sua promozione di procuratore generale dell’ordine dal 1844 fino al 1850 e di delegato generale.

Nell’esercizio di tutte le cariche egli fornì prova di luminosa prudenza e abilità negli affari ecclesiastici e civili; questo gli valse di essere chiamato dal Papa, come insigne dottore di teologia, a far parte delle diverse congregazioni ecclesiastiche: Consultore della Sacra Congregazione dell'Indice (1856-1867) e della S.R.U. Inquisizione (1851-1867). Inoltre ebbe a far parte della Sacra Congregazione per l’Esame dei Vescovi in Sacra Teologia (1857-1867) e come Consultore aggiunto nella Congregazione speciale per la Revisione dei Concilii provinciali (1859-1867). Padre Antonio partecipò a tutte le sessioni del Concilio Vaticano I e prese parte ai lavori della Commissione per la proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione.

Nella gioventù simpatizzo per le idee liberali, come lui stesso ebbe a scrivere; la sua posizione a favore della circolazione delle opere di A. Rosmini e del Gioberti, lo posero in contrasto con i gesuiti e questo, con ogni probabilità fu motivo della mancata elezione alla carica di Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori. Al Vaticano I si schierò sulla posizione di chi sosteneva l’infallibilità del Papa, sottoscrivendo per la definizione uno dei postulati e aderendo alla condanna delle lettere del Gratry pronunziata dal vescovo di Strasburgo mons. Raess.

Persona assai colta, il nome di P. Antonio compare come socio onorario della Pontifica Accademia Romana di Archeologia nel 1860 e censore dell’Accademia di Religione Cattolica nel 1870.

Preconizzato dalla Santità di Pio IX Vescovo di Potenza e Marsico Nuovo nel Concistoro del 27 marzo 1867, fu consacrato dal Cardinale Amat, nella chiesa di Aracoeli sul Campidoglio il 9 aprile 1867, Domenica di Passione. La chiesa in Campidoglio dove fu consacrato presagiva trionfi, ma la Domenica di Passione gli annunziava la via del Calvario Il suo ministero episcopale fu non privo di insidie, contumelie e libellli alle quali egli preferì non rispondere, impartendo a questi figli il perdono di padre.

Dopo lunghi anni di assenza, posteriomente la consacrazione episcopale, nel 1868, volle tornare nel paese natale, che aveva lasciato giovanissimo pieno di ricordi. Fu questo il suo ultimo ritorno in terra natale. I sacrifici, le amarezze e le tribolazioni vissute, nell’esercizio del ministero episcopale, minarono il fisico di P. Antonio. Colpito da anemia celebrale, dopo aver rimesso nelle mani del pontefice il vescovado, fece rientro a Roma dove passo al sonno eterno il 23 gennaio 1880.

 

Nicola Parisi

Pubblicato in Personaggi

Una coppia della provincia di Avellino è morta tragicamente in un terribile incidente stradale avvenuto sulla statale 272  tra San Marco in Lamis e San Severo all’altezza dell’incrocio con Apricena. Si tratta di marito e moglie originari di Torella dei Lombardi.

Due i mezzi coinvolti nello scontro, un Suv Mercedes a bordo del quale viaggiavano cinque persone ed un Van della Dacia, con altre sette, tra cui le due vittime irpine. Dieci in totale i feriti, ricoverati tra gli ospedali di Foggia, San Severo e San Giovanni Rotondo.

Sul posto, carabinieri, 118 e vigili del fuoco. 

Pubblicato in Notizie

Il flusso dei rientri dalle vacanze si sta lentamente esaurendo. Ma oltre all’au­mento delle attività di screening è ipo­tizzabile un nuovo boom di casi collegato alla riapertura delle scuole.

È per questo che la Regione sta rior­ganizzando il funzio­namento della rete dei laboratori: in attesa che venga messo a punto un sistema in­formatico unico per il collegamento in tem­po reale di tutte le strutture, sarà il coor­dinatore della rete, la professoressa Maria Chironna, a smistare il flusso dei tamponi tra i vari laboratori.

La rete pubblica può contare su due poli principali, che sono il Policlinico (con at­trezzature teoricamente in grado di rag­giungere i 10mila tamponi al giorno) e il Di Venere di Bari (circa 800 tamponi al giorno con previsione di raddoppio).

Le altre strut­ture abilitate alle prestazioni di microbiologia sono i laboratori delle Asl di Brin­disi, Taranto, Bat (Dimiccoli di Barletta), del «Fazzi» di Lecce e dell’ospedale di Galatina, dei «Riuniti» di Foggia, dell’Irccs «de Bellis» di Castellana, del «Miulli» di Ac­quaviva, di San Giovanni Rotondo e dellIzs di Foggia.

Al momento la rete (cui si aggiungono i laboratori privati, per una capacità di circa 3-400 tamponi al giorno) sta eseguendo una media giornaliera di circa 4mila test con punte di poco superiori ai 5mila, ma potrà crescere in parallelo con le necessità.

La gestione di 5mila campioni al giorno però è molto complessa, anche dal punto di vista logistico. Ecco perché la circolare diramata dalla Regione a tutti i Dipartimenti di prevenzione delle Asl ha fissato una serie di regole con l’obiettivo di fa­cilitare il lavoro.

I tamponi dovranno infatti essere consegnati ai laboratori in blocchi di 100, e - di norma - dovranno andare alla struttura più vicina: nei mesi scorsi, per motivi legati alla capacità delle strutture, quasi tutti i giorni i tamponi del Tarantino venivano analizzati dall’Izs di Foggia al­lungando sia i costi che i tempi di risposta. Ma oggi, con una rete di laboratori ormai capillare, non è più necessario.

Il collegamento informatico tra i labo­ratori e il sistema «Giava-covid» (l’appli­cativo che gestisce i test e permette di tenere traccia di tutti i casi positivi) consentirà di conoscere in tempo reale la situazione sul territorio, così da sapere se ci sono strutture al limite della capacità e altre che invece possono effettuare test.

Le Asl stanno con­tinuando ad acquistare macchinari per l’effettuazione di tamponi oltre che reagenti: al momento ci sono difficoltà (a livello in­ternazionale) per reperire i kit necessari all’utilizzo delle macchine Poct (quelle che danno il risultato entro 40 minuti).

La Asl Bat ha anche previsto l’acquisto di 40mila tamponi rapidi antigenici, una nuova me­todologia che fornisce la risposta in 15-20 minuti ma che per il momento non è ancora precisa come il tampone tradizionale basato sulla tecnica della Pcr.        

gazzettamezzogiorno

Pubblicato in Coronavirus
Pagina 1 di 2

ReteGargano consiglia...

Libro & disco della settimana

Statistiche di accesso

Ora online:

89
Visitatori

Giovedì, 01 Ottobre 2020 11:06

retegargano.it supplemento on line de Il Faro settimanale.- Reg. Tribunale Foggia n.6 dell'11 giugno 1996
p.zza Kennedy, 1 - Vieste (FG) - info@retegargano.it
Direttore responsabile: ninì delli Santi
ASSOCIAZIONE "IL FARO DEL GARGANO" - Vieste (FG) - P. IVA 04229820719

- Rete Gargano - Notizie dal Promontorio -