Sappiamo che le Università (i vecchi comuni) a volte si trovavano a dover sostenere delle spese improvvise a causa di altrettanti eventi straordinari, come potevano essere le gelate invernali, epidemie di peste nelle ragioni con cui commerciavano i loro prodotti, o permanenza di eserciti nei propri paesi per cui dovevano sostenere delle spese, come nel nostro caso.

Generalmente le università erano costrette a aumentare la pressione fiscale applicando delle tasse sull’olio o la farina prodotta, ma una delle tasse applicate sulla carne in questo documento è veramente singolare. In quell’anno si applicò una tassa sulla cacciagione prodotta, che era costituita da grandi uccelli, quali potevano essere le follaghe, i colombacci, o i mallardi altro uccello presente nel lago di Varano che era a due passi. La notizia è veramente interessante perché oltre a sottolineare la presenza di questa cacciagione nel vicino lago che sicuramente era abbondante tanto da costituirne carne vera e propria era anche fonte di reddito dell’Università stessa.

Ma veniamo al documento:

Il giorno 6 Luglio a Napoli.

Visto in fatto memoriale Ill.mo e Ecc.mo D.no(Signor)Purregi Porrecto, da una parte della infrascritta Università di cui tale è il tenore per la Vostra All’Ill,mo e Ecc.mo procuratore dell’Università ed lo memoriale della terra di Carpino ,provincia di Capitanata dicono di aver composto argomenti di fuochi(erano le famiglie per cui si pagano pure le tasse) ,per la nuova numerazione per alloggiamenti e contribuzione di informazione ,si sono ridotti intanto in detta terra in modo estremo e non tengono modo di poterli pagare i pagamenti fiscali altri occorrenti necessari e perciò sono ditratilati e consumati ogni giorno dal Commissari che vengono ad esigere aggiungendosi interesse sopra interesse e che se non si rimedia in breve tempo e per ridursi detta situazione per cui per la presente non si è trovata altra soluzione meno dannoso che hanno concluso di imporre una gabella di carlini due per tumolo di grano, che si macina, ,ed un tornese per rotulo di carne et qualsivoglia uccello grande come sono follaghe, palumbi(colombacci) ,mallardi un tornese per rotulo di pesce, e tre cavalli per carrafa di vino, supplicando che resti servita per minor rovina di essa Università, il regio fisco ed altri ed altro occorrente per ogni cittadino sicuramente assentire e permettere detta imposizione di gabella da cui si ricaverà da essi pagamenti senza il timore di essere vassati dai commissari che possano vendere animali e coltivare i territori di tutto il divenendo agro dalle mani come si deve e così sia fatta la volontà di Dio, come così si veda poi e si consideri e si venga considerati.

Pervenuto all’Ill.mo et Ecc.mo Sig. Porreto luogotenente e capitano generale perché veda e mandi e faccia leciti sia il predetto Sindaco che gli eletti di questa Università e gli uomini di detta terra di Carpino provincia di Capitanata e di quelli procuratori affittasse ed esigesse le predette gabelle e ragione in detto del prescritto memoriale si contenti la servita relazione fatta e da fare per detta Università di affittare legittimamente, per le faccende pretendenti e in ultimo sia lecito e più liberare la candela accesa e una volta estinta denari e predette gabelle pervenendo si possa in avvenire in detta Università la servita forma della regia pragmatica per risolver le regie funzioni fiscali ed altre cose occorrenti per detta Università e non in altro che gabelle garantite peri cittadini e liberatrici per detta Università che ricevute tuttavia in estinzione in cessione e per quella pertanto e predetta convalida di tutte le cose del decreto e l’autorità in formazione per gli anni per quanto e per quelle gabelle che minimante esigano per il predetto decreto e minimamente mandino a esigere queste somme.

Decreto per la terra di Carpino che vuole esigere e affittare le predette gabella per pagare i regii pagamenti fiscali e altre sue e occorrenti necessità.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura

Una leggere scossa di terremoto è stata avvertita alle prime luci dell'alba di oggi, precisamente alle 5.49, sul Gargano con epicentro a Carpino. La scossa, di magnitudo 2.4, è stata registrata anche nei comuni limitrofi. Il terremoto fa il paio con altri sismi sul promontorio di intensità inferiore a 2.5 di magnitudo che si sono verificati nel corso dell'anno“.

Pubblicato in Ambiente

Rigettato il ricorso difensivo dalla Corte di Cassazione di Roma, è diventata de­finitiva la condanna a 30 anni a testa per i due uomini accusati di aver massacrato di botte un anziano di Carpino - Giuseppe Ciuffreda di 86 anni - durante una rapina nella sua abitazione avvenuta il 28 febbraio 2016: l’anziano fu rico­verato in gravi condizioni in ospedale dove poi morì il 10 maggio. Le indagini sfociarono 111 giugno successivo nell’arresto eseguito a Carpino di Dan Ionut Dragus di 40 anni, romeno, vicino di casa della vittima; e poi del connazionale Cristi Iulian Alistar di 24 anni, rintracciato in Ro­mania nel settembre 2016, estradato in Italia e trasferito in carcere.

La sentenza di primo grado fu pronunciata dal gup del Tribunale di Foggia il 9 giugno 2017, quando il ricorso al giudizio abbreviato comportò lo sconto di un terzo della pena ed evitò la con­danna all’ergastolo dei due romeni imputati di omicidio e rapina. Sentenza confermata dalla cor­te d’assise d’appello di Bari il 9 maggio 2018 e quindi dalla Cassazione. «L’aggressione risale alla notte sul 28 febbraio 2016» ricordano i carabinieri nel dar notizia della condanna di primi grado: «la mattina successiva, era una domenica, la figlia di Ciuffreda rinvenne il corpo esanime del padre in camera a letto e allertò i carabinieri. S’accertò che gli aggressori avevano rotto parte del vetro della porta d’in­gresso per entrare nell’appartamento. Ciuffreda aveva mani e volto ricoperti di sangue con evidenti segni di percosse sul volto». L’anziano carpinese venne trasferito in gravi condizioni all’ospedale «Casa sollievo della sofferenza» di San Giovanni Rotondo, dove morì il 10 maggio successivo, dopo una lunga agonia durata due mesi e mezzo, e senza che gli investigatori po­tessero mai interrogare il paziente. Le indagini dei carabinieri della compagnia di Vico, della caserma di Carpino coordinate dalla Procura puntarono subito su Dragus, «già conosciuto da­gli investigatori e vicino di casa della vittima», dissero gli investigatori. Già il 28 febbraio 2016, subito dopo la scoperta del moribondo, i cara­binieri perquisirono l’abitazione del sospettato, «col rinvenimento e sequestro di una busta con capi di abbigliamento con evidenti tracce di san­gue; dagli accertamenti del Ris di Roma emerse che il san­gue sugli indumenti era della vittima». Il pm così chiese e ottenne dal gip l’ordinanza cautelare contro Dragus, ese­guita dai carabinieri a Car­pino l’11 giugno.

Le indagini andarono avan­ti per identificare il presunto complice, Alistar. L’attenzione di carabinieri e pm si concentrò - dissero gli investigatori nel ricostruire le fasi dell’inchiesta - su «alcune foto presenti su Facebook che ritraevano proprio Alistar con felpa, giubbino smanicato, jeans e un paia di scarpe da ginnastica uguali a quelli sequestrati in casa di Dragus. Il giovane che risiedeva a Carpino aveva lasciato il centro garganico già il giorno seguente l’efferata rapina, facendo perdere le proprie tracce. Il 13 settembre 2016, in seguito all’emissione di un mandato di arresto europeo a suo carico, fu rintracciato in Romania e riportato in Italia dal personale del servizio pei cooperazione internazionale di Polizia della direzione centrale della polizia criminale».

gazzettacapitanata

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Domenica, 01 Settembre 2019 14:44

A Carpino NON si può leggere più!

     Carpino senza più giornali quotidiani e riviste. Infatti, ha chiuso l’unica edicola esistente nella centrale Piazza del Popolo che continua la vendita solo dei Tabacchi ed altro. Non è che di quotidiani, in particolare, se ne vendessero tanti, ma sta di fatto che ora chi vuol leggere qualcosa deve recarsi alle edicole dei vicini paesi di Ischitella e Cagnano Varano, oppure deve “accontentarsi” di leggere o apprendere le notizie attraverso la televisione e i social. Ma non a tutti garba propriamente collegarsi ai social poiché amano invece sentire, mentre leggono, il profumo della carta stampata. Così chi d’ora in poi potrà leggere qualcosa sono quelle persone che qui sono abbonati a giornali e riviste. Ovviamente a Carpino non esiste neppure una libreria, ma solo una cartolibreria che distribuisce libri scolastici per alunni e studenti delle Scuole locali.

     Fino ad oggi, da quando l’edicola è stata dismessa dal titolare, nessuna altra persona si è fatta avanti e si è proposta per aprirne una nuova, e si può comprendere per lo scarso guadagno che se ne ricava a fronte del notevole, delicato ed impegnativo lavoro. In realtà a Carpino, fino ad un quarto di secolo fa, si leggeva molto di più e si vendevano quindi molti più giornali e riviste; così si giustifica la chiusura dell’edicola locale e la difficoltà a trovare altre persone disponibili ad aprirne una nuova.

                                                                                                         Mimmo Delle Fave

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     Nel Vespero di Sabato 24 Agosto, nella Chiesa di “San Cirillo d’Alessandria”, la Comunità parrocchiale di Carpino, e non solo, ha ricordato il suo Sacerdote e Parroco don Francesco Gramazio che ci lasciò 10 anni orsono. La concelebrazione Eucaristica in suffragio è stata presieduta dall’Arcivescovo Mons. Padre Franco Moscone, unitamente al Parroco don Tonino Di Maggio, al Vice Parroco don Michele Abatantuono, all’ex Parroco don Celestino Jervolino e alcuni altri Sacerdoti giunti dalla Diocesi. Presenti ovviamente, oltre ai suoi familiari più cari, numerosi amici e fedeli.

Nella sua omelia, Mons. Padre Franco, che non lo ha conosciuto in quanto insediatosi nella Diocesi Sipontina da pochi mesi (non aveva avuto modo di conoscerlo neppure il predecessore e compianto Mons. Castoro) ha posto l’accento sulla mitezza e umiltà di cuore (Mt. 11) di don Francesco che fu una sua prerogativa di vita nella sua esistenza terrena. E’ l’esperienza stessa di Gesù, non semplice ma che non vuol dire neppure “debolezza”, ma così si è autenticamente suoi testimoni e don Francesco, a maggior ragione, questa esperienza l’ha vissuta nella sua vocazione sacerdotale. Nel commento della prima lettura (Is. 66, 18-21) Mons. Arcivescovo ha sottolineato che un prete è tale perché è “missionario”, mandato ad unire e ad annunciare, e mai a dividere, per costruire il Regno di Dio già qui sulla terra. Nel concludere il suo breve intervento, Padre Franco ha constatato la popolarità di don Francesco attraverso la partecipazione numerosa di fedeli che hanno gremito la piccola Chiesa di San Cirillo ed ha affermato che in questa giornata anch’egli ha così potuto “conoscere” don Francesco.

   Alcuni tratti della breve ma intensa e significativa vita terrena di don Francesco, che, ricordo, morì a Biella all’età di 59 anni a causa di seri problemi cardiovascolari (e da tempo era in attesa di un trapianto del cuore). Don Gramazio fu ordinato Sacerdote dall’ Arcivescovo di Manfredonia Valentino Vailati il 5 Gennaio 1975, nella Chiesa Madre di “San Nicola di Mira” in Carpino. Come si ricorderà, dopo la sua ordinazione don Franco, come ormai tutti lo chiamavano amichevolmente e confidenzialmente, fu nominato Vice Parroco presso quella stessa Chiesa (Parroco don Agostino Rinaldi). Nel 1987 venne nominato Parroco della Chiesa di “San Cirillo d’Alessandria” (il 2° Parroco dopo il ritiro per limiti di età di don Antonio Sacco). Insegnò “Religione” per diversi anni presso il locale Liceo Scientifico di Carpino dove lasciò un grande ricordo di se tra studenti e colleghi. Nel 1992, proprio trovandosi nella sua Chiesa di “San Cirillo”, ebbe un grave malore e da allora iniziò per don Francesco il suo personale calvario legato alla sua salute che non fu mai più quella di prima. Nel Settembre del 1995 fu costretto a lasciare l’incarico di Parroco in “San Cirillo”, e quello dell’insegnamento al Liceo, per assumere, sempre sotto costanti cure e controlli medici, quello meno gravoso di Parroco di “San Salvatore”, nella frazione “Montagna” di Manfredonia. Successivamente, per brevi periodi, don Francesco fu anche Parroco presso la Chiesa di “San Francesco” in Cagnano Varano e alle Isole Tremiti. Nel periodo in cui fu Parroco a “San Salvatore”, fino al 2003, svolse anche l’incarico in Curia, affidatogli dall’allora Arcivescovo Vincenzo D’Addario, di “Cancelliere Arcivescovile”, addetto all’Ufficio Diocesano per le Pratiche Matrimoniali e quello del Sito Informatico della stessa Curia. Gli fu affidato anche il non facile compito di Padre Spirituale presso il Seminario Arcivescovile “Sacro Cuore” di Manfredonia. E nella città sipontina ricoprì anche l’incarico di Cappellano presso la Casa di Riposo per Anziani “Anna Rizzi” che si trova proprio nelle adiacenze del Seminario.

         Tutti quelli che lo hanno conosciuto e lo hanno incontrato nella loro vita ricordano sempre la figura di don Francesco Gramazio che è rimasta nei loro cuori. Lo si ricorda lui giovane in mezzo ai suoi giovani della Comunità Parrocchiale presso la Chiesa Madre di San Nicola, una esperienza che non si è più cancellata nel ricordo di tutte quelle persone che ne fecero parte, e che iniziò già quando lui era ancora solo un Seminarista. Ci si ricorda di questo nostro Sacerdote, della sua autentica vocazione innanzitutto e poi la sua vita come dire “nascosta”, discreta, riservata, umile, ma fortemente presente nella Chiesa e nella società civile e culturale carpinese, che seppe diventare ed essere strumento nella mani di Dio il quale ha bisogno sempre di “…operai per la sua vigna…” (Luca 10, 1-5 e l’Enciclica di Papa Giovanni Paolo II “Novo millenio ineunte” per la promozione delle vocazioni sacerdotali) e don Franco è stato uno di questi, instancabile nella sua vita testimoniale, accettando e donando la sua sofferenza (non solo dal punto di vista della sua salute fisica), anche nei momenti più difficili e più delicati abbracciando e portando fino alla fine la sua Croce. Don Francesco, prima della sua dipartita al cielo espresse questi desideri: quello della donazione delle cornee e chiese non fiori alle esequie e sulla sua tomba, ma che il denaro venisse destinato per “Borse di Studio” per i suoi ragazzi del Seminario di Manfredonia. Per il suo temperamento amabile, silenzioso, umile coerente ed esemplare, don Francesco era molto stimato ed apprezzato da tutti quelli che lo hanno conosciuto ed incontrato, sia nell’ambito della Chiesa e sia anche da parte di non credenti. In tutti, come si è accennato, è rimasto il ricordo sereno e pieno di fede con cui egli affrontò la malattia, tanto che nel retro della sua immagine a ricordo, che fu distribuita alle esequie, e sulla sua tomba, oltre alle date della nascita e della morte volle che venissero scritte anche queste parole del presbitero Giovanni Maria Vianney, noto come il “Santo Curato d’Ars” (di cui il 4 Agosto scorso ricorreva il 160° della morte): “Essere amati da Dio, essere uniti a Dio, vivere alla presenza di Dio, vivere per Dio: che bella vita!...e che bella morte!”.

                                                                                                                                                                    Mimmo Delle Fave

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Tutto pronto a Carpino per la decima edizione de I SAPORI DELL’ARTE, l’appuntamento estivo che sa di genuino.

 

Il 1° e il 2 Agosto, come ogni anno, presso l’Agriturismo Biorussi, a due passi dal lago di Varano, si svolge I Sapori dell’Arte con lo scopo di racchiudere tutto ciò che il territorio del Gargano offre nelle due serate dedicate a chi vuole riscoprire i sapori di un tempo, rivivere i gesti semplici degli artigiani e farsi trasportare dalle note popolari che allieteranno le serate. Ricco il programma delle due serate, RIZZABAND E TARANT FOLK per la prima serata e POETI DEL GARGANO e ARAKNE MEDITERRANEA per la seconda.

Dieci anni fa nacque il desiderio di trascorrere una serata in compagnia tra amici: c’era chi produceva vino, chi produceva formaggi, il miele, le fave e chi ancora dipingeva quadri e chi costruiva presepi con materiali riciclati… Il 26 Giugno del 2010 nacque “I Sapori dell’arte”. Da qui il nome della manifestazione, da qui la voglia di promuovere l’impegno e la passione dei produttori e degli artisti locali.

L’evento ha, nei dieci anni di vita, trovato il giusto equilibrio tra arte, cultura e enogastronomia.

- Partimmo per gioco il primo anno, - racconta Maria Giulia Russi, titolare dell’Agriturismo Biorussi che organizza e ospita l’evento - e non pensavamo di organizzare tutto ciò per ben dieci anni conseguitivi; non è stato semplice essere costante e le difficoltà sono sempre state dietro l’angolo ma il forte legame con il territorio, la voglia di vedere insieme i “veri produttori”, i piccoli artisti e i pochi artigiani che creano ancora per piacere e passione, la passione per la musica popolare, la numerosa partecipazione da parte di artisti e aziende, la consapevolezza di riuscire ogni anno a trasmettere ai tanti visitatori i valori e i tesori di questa terra, riscoprire le radici, i profumi e i sapori di un territorio genuino e di tutte le cose semplici che ci appartengono che il passare del tempo qui non ha portato del tutto via… tutto questo ci ha dato la forza e il coraggio di credere in questo progetto e di credere in tutti i partecipanti che ogni anno accettano il nostro invito occupando gratuitamente un piccolo spazio nella nostra location e non c’è cosa più bella di vedere la collaborazione e la complicità che si è creata, I Sapori dell’Arte è diventata ormai una bella famiglia che con il passare degli anni cresce sempre di più, parte della buona riuscita è anche grazie a tutti coloro che vi partecipano.
Nel prossimo futuro I Sapori dell’arte a Settembre diventerà un’Associazione e la manifestazione diventerà itinerante, - annuncia a sorpresa Maria Giulia, - e vorrei portare l’evento in giro nei posti poco valorizzati o abbandonati a se stessi o perché no anche in altre strutture simili alla mia, e cercherò di proporla non solo nel periodo estivo ma anche nei periodi invernali perchè il Gargano non è solo mare e se creiamo attrattive un po' di gente potrebbe venire a trovarci e a conoscere altri profumi, altri colori e altri angoli di territorio che vanno vissuti per forza in inverno o in autunno. Questa è la sfida che lancio verso me stessa per la X Edizione e la voglio dedicare a tutti coloro che ci hanno supportato in tutti questi anni e hanno capito l’intento e lo scopo dell’evento e a tutti i partecipanti.

I sapori dell’Arte è patrocinato dal Comune di Carpino, della Proloco, dalle Ferrovie del Gargano e dalla CNA.

A Seguire il programma e i partecipanti della X Edizione:

GIOVEDI’ 1° AGOSTO

Ore 19.00: Convegno “Magialago” sui prodotti da forno e olio extravergine di oliva a cura della CNA

Ore 20.30: Apertura X edizione de I SAPORI DELL’ARTE saluti istituzionali e presentazione artisti e aziende

Ore 21.00: In viaggio tra gli stands alla scoperta dei tesori della nostra terra

Ore 21.30: “RIZZABAND” l’orchestra di strada che animerà e farà divertire grandi e piccini, a seguire

                     Concerto musicale dei “TARANT FOLK”.

VENERDI’ 2 AGOSTO

Ore 13.00: a tavola con i sapori del Gargano, presso l’Agriturismo Biorussi. Solo su prenotazione al 348 8895360

Ore 17.00: Presentazione del libro “GARGANO NEGLI OCCHI” di Lucia Tancredi

Ore 19.00: “Mangialago” Videoproiezione e mostra sui prodotti della pesca del Lago a cura della CNA

Ore 20.30: In viaggio tra gli stands alla scoperta dei tesori della nostra terra

Ore 21.00: “I POETI DEL GARGANO” curatore Franco Ferrara che presenterà le poesie tra fede e popolarità                                      

                       Garganica.

Ore 22.00: Concerto spettacolo ARAKNE MEDITERRANEA

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Hai una band e sei alla ricerca di un concorso per band musicali ? Partecipa al Carpino in Musica EmerGente ! 

Il Gruppo Giovani della Pro Loco di Carpino, nell’ambito del programma “CarpinoEstate2019”, organizza la I° edizione del concorso musicale per band emergenti denominato “Carpino in Musica EmerGente” in programma per domenica 11 agosto 2019 in Piazza del Popolo, a partire dalle 21:00.
Il progetto ha l’intento di promuovere l’aggregazione giovanile attraverso la musica dando l’opportunità a cantautori e musicisti non professionisti di esprimere la propria passione, accrescere le proprie competenze ed esibirsi su un prestigioso palcoscenico davanti ad una giuria qualificata.
L’iscrizione è a pagamento ed offre premi per i vincitori !

Come partecipare
Per candidarsi è necessario compilare il forum di registrazione disponibile sulla pagina facebook della Pro Loco di Carpino e inviarlo, unitamente al materiale specificato nel bando. La partecipazione è aperta a tutti i gruppi musicali emergenti che non abbiano siglato un contratto discografico con alcun etichetta. L'iscrizione comporta il pagamento di 10 euro per ogni componente della band.

 

Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/prolococarpino/

email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il termine ultimo per iscriversi al concorso è 5 agosto 2019.

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Venerdì, 26 Luglio 2019 09:31

A Carpino siamo APERTI PER FERIE…

Tradizioni, suoni e cultura si rinnoveranno anche per questa Estate a Carpino: il Comune di Carpino, la Pro Loco le varie Associazioni culturali che operano sul territorio, di fatti, hanno messo in piedi un grandioso progetto di sicuro interesse culturale e turistico-promozionale, quali la realizzazione di eventi e manifestazioni che hanno acquisito, proprio per la loro tipicità, una rilevanza su tutto il territorio nazionale: la tradizionale “Pesatura delle Fave di Carpino” prevista per il 28 luglio presso l’Azienda Agricola Cannarozzi, “I Saporti dell’Arte” consueta rassegna di enogastronomia, arte e artigianato a cura dell’Agriturismo Biorussi, in programma il 1° e 2 Agosto, la “Sagra della Carne e caciocavallo popolico” del 4 agosto, il Festival della musica popolare “Carpino in Folk” dall’8 al 10 Agosto, la “Sagra dell’olio extravergine d’oliva e delle Fave” del 12 Agosto ed i Festeggiamenti Patronali dal 15 al 20 Agosto, eventi unici e peculiari del paese, sono diventati ormai punto di riferimento sia per la musica popolare, sia per il turismo dell’olio che per il turismo culturale, e che hanno contributio a dare a Carpino quella identità territoriale forte oltre che ormai una certa notorietà.

Così ad esempio in un’ottica di turismo enogastronomico, oltre a promuovere iniziative dirette a garantire il livello di qualità del prodotto, l’azione del Comune e della Pro Loco è diretta a garantire la qualità dell’accoglienza con la predisposizione di un programma di eventi collaterali che possano garantire   la visita del Turista non solo un semplice momento di conoscenza della tipicità del prodotto o del suo eventuale acquisto, ma soprattutto una esperienza da ricordare e raccontare.

La seicentesca Piazza del Popolo di Carpino ospiterà artisti di fama ad iniziare dalla Manifestazione ”Carpino in folk” nella convinzione che la musica di tradizione rappresenta una opportunità importante per la Promozione ed il Turismo del Gargano e di tutta la Puglia! Gli artisti che divideranno il Palco del “Carpino in Folk” sono nomi di spessore ad iniziare dall’ 8 Agosto FOLKATOMIK, MIMMO CAVALLARO, PEPPE BARRA, 9 Agosto TERRA BATTUTA, NUOVA COMPAGNIA DI CANTO POPOLARE, ROSA PAEDA, mentre la serata conclusiva del 10 Agosto vedrà la partecipazione di RACHELE ANDRIOLI E ROCCO NIGRO, CISCO (Modena City Ramblers), I CANTORI DI CARPINO

Mentre i festeggiamenti patronali ospiteranno nella serata del 19 agosto il Rapper salernitano, già vincitore del Festival di San Remo, ROCCO HUNT e nella serata conclusiva del 20 Agosto la giovane cantautrice italiana FEDERICA CARTA esplosa ad Amici di Maria De Filippi e presente insieme a SHADE Al Festival di San Remo 2019.

Non resta, quindi, che rinnovare l’invito a mettersi in cammino per raggiungere la meta preferita…Carpino.. e rivivere insieme un’altra bella Estate di albe da attendere…di tramonti di fuoco, di emozioni profonde…forti come il sole a mezzogiorno…Estate di momenti, di suoni, di tradizione….Siamo qua ad attenderVi!

Il Presidente

Michele Simone

3389024989

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Con l'entrata in esercizio di un nuovo impianto completamente au­tomatizzato di servizio di una super­ficie attrezzata di circa 400 ettari, è stato implementato nell'agro di Car­pino il servizio di irrigazione del Consorzio di Bonifica Montana del Gargano. Si tratta di un intervento di particolare importanza in quanto a beneficio di un'area olivicola di ec­cellenza dove le produzioni di quali­tà necessitano del supporto irriguo nei mesi primaverili estivi; circa 450 le aziende agricole interessate che, con turni programmati, possono di­stribuire l'acqua a mezzo di moderni impianti dotati di acquacard. Ali­mentato da un pozzo e da una vasca di accumulo e riserva in grado di as­sicurare i fabbisogni irrigui dell'area fino ad un massimo di 700 ettari, l'impianto implementa l'irrigazione già assicurata dal Consorzio sia nel comune di Carpino, ma anche negli agri di Vieste, Rodi, Vico, Cagnano ed Ischitella. "Con l'implementazione dell'irrigazione nell’agro di Carpi­no - ha dichiarato il Presidente del Consorzio di Bonifica Montana del Gargano, Giovanni Terrenzio- il si­stema idrico consortile, rappresen­tato nelle aree più interne anche dal­le rete tuttora in estendimento degli Acquedotti Rurali, costituisce un modello di gestione integrata del suolo e dell'acqua, in linea con gli orientamenti comunitari e nazionali per la tutela e la gestione delle ac­que a scopo irriguo, la protezione dell'ambiente, la valorizzazione del­la biodiversità. Nel contempo il mi­glioramento della dotazione infra­strutturale costituisce un elemento fondamentale per la crescita virtuo­sa del territorio, anche perché con­tribuisce a superare quelle condizio­ni di marginalità nelle quali può alli­gnare il malaffare. Si tratta, in defini­tiva di una proficua declinazione del binomio sicurezza ambientale ed economia sostenibile».

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