Tre camion che trasportavano sigarette sono stati assaltati la scorsa notte sull'autostrada A16, all'altezza di Cerignola. Ad agire un commando composto da almeno sette banditi, tutti con il volto coperto e armati. I malviventi, verso le 2.30, hanno bloccato il terzo camion, che viaggiava in coda agli altri due tir, e lo hanno parcheggiato trasversalmente sulla carreggiata, per bloccare la circolazione. Poi, con un trattore, hanno agganciato il rimorchio del primo camion portandolo via. I banditi sono infine fuggiti a bordo di due auto. Ancora da quantificare il bottino del colpo. Indaga la polizia stradale di Bari.

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Ancora una volta la capillare presenza sul territorio e la sua perfetta conoscenza da parte dei Carabinieri sono risultate determinanti per l'arresto di un pericoloso ricercato, già sfuggito nel gennaio scorso all'esecuzione di un'Ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Per quanto circospetti, infatti, alcuni movimenti in un casolare abbandonato nelle campagne della periferia sud della città alcuni giorni addietro non erano passati del tutto inosservati, ed il sospetto che qualcuno potesse avervi trovato momentaneo rifugio per un qualche motivo si era fatto concreto. E i Carabinieri lo erano venuti a sapere.

Il Comando della Compagnia cittadina, quindi, acquisita la notizia, aveva disposto un discreto servizio di osservazione, da effettuare a grande distanza con il supporto dei colleghi dello Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia, sia per verificare e valutare la situazione che per decidere il tipo di intervento più idoneo.

Il team incaricato di questa prima delicata fase, formato sia dai Cacciatori che da personale della Sezione Operativa del NORM, aveva poi quasi immediatamente trovato la conferma di una presenza tanto anomala quanto sfuggente. La particolare prudenza di un uomo, molto attento a non mostrarsi all'esterno, aveva quindi ulteriormente insospettito i militari, spingendoli a prolungare l'osservazione fino a quando, grazie ai potenti strumenti di visione in dotazione, sia ottici che digitali di ultima generazione, erano riusciti a carpire un'utile immagine fotografica del viso del misterioso sconosciuto. A questo punto, mentre nel loro nascondiglio Cacciatori e investigatori proseguivano l'osservazione per accertare se lo sconosciuto venisse raggiunto da qualche altra persona, negli uffici si lavorava per dare un nome a quel volto.

Dopo nemmeno due giorni l'esito di tanti sforzi.

L'uomo che si nascondeva così attentamente altri non era che un noto pregiudicato 51enne di nazionalità albanese, ricercato dallo scorso mese di gennaio, da quando cioè era riuscito a sottrarsi all'esecuzione di una Ordinanza di custodia cautelare in carcere perché ritenuto far parte di una pericolosa organizzazione criminale italo-albanese implicata in un traffico transnazionale di sostanze stupefacenti e armi attiva tra diverse regioni del sud Italia e paesi del nord Europa.

L’Ordinanza di custodia cautelare era stata emessa dal Tribunale di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia dello stesso capoluogo, che aveva diretto le indagini, nei confronti di 22 indagati in tutto, sia italiani che albanesi.

Identificato il sospetto, verificato che si trattava di un catturando e valutatane la potenziale pericolosità, il Comando della Compagnia di Foggia, anche grazie al corposo e diversificato dispositivo recentemente fatto giungere in rinforzo dal Comando Legione Puglia, ha potuto rapidissimamente organizzare un intervento che, pur nella sua complessità, ha perfettamente coniugato le esigenze di sicurezza di tutto il personale con quelle di rapidità ed efficacia.

Nella notte tra giovedi e venerdi della scorsa settimana, quindi, militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, dei Cacciatori, le unità cinofile e l'Aliquota di Intervento Operativo del XI Reggimento Carabinieri di Bari sono stati schierati, ciascuno con propri compiti, in attesa che dal punto di oeeservazione venisse dato il segnale di via che, puntuale all'alba, è arrivato.

Il casolare è stato fulmineamente circondato, ed il fuggiasco, vistesi chiuse tutte le vie di fuga, non ha potuto tentare altro che di nascondersi sul tetto, venendo però visto dai militari che si trovavano ancora nel punto di osservazione.

È stato così catturato e poi condotto in carcere il 51enne albanese che nello scorso gennaio era riuscito a sfuggire all'arresto nell'ambito dell'operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari che aveva disarticolato la sua pericolosa organizzazione criminale che dall’area tra il nord barese, Andria, Barletta, Cerignola e Foggia, inondava di cocaina, eroina, marijuana e hashish le regioni del nostro meridione.

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Questo il tema dell'incontro - dibattito voluto dalla 3a commissione consiliare "Ambiente e Territorio" del comune di Foggia, mirato alla valorizzazione del patrimonio storico della daunia, in una rete di proposte necessarie e costruttive, per accendere i riflettori su tematiche legate alla valorizzazione integrata delle eccellenze di carattere culturale, religioso, paesaggistico della daunia attraverso l'antica via Francigena.

L'incontro, previsto giovedi 13 febbraio, alle 16:30, presso la Sala Rosa del Palazzetto dell'Arte, in Via Galliani, 1 - a Foggia, vedrà l'intervento di Aldo Patruno (Dipartimento Turismo Cultura e Valorizzazione del Territorio Regione Puglia), Lorenzo Infante (Università di Foggia - Vie e cammini storici della provincia), Pasquale Pazienza (Università di Foggia - Il turismo lento e le prospettive economiche per il territorio), Michele del Giudice (Comitato Regionale dei Cammini), Renato Di Gregorio (Impresa Insieme, organizzazione territoriale per lo sviluppo del territorio), Gaetano Cusenza (Associazioni Comuni Foggiani), Rosalia Di Mucci (Lo snodo della Via Francigena in Puglia - comune di Troia), Caterina Forcella (CAI Foggia), Luigi Colapietro (Associazione Ipogei - Gli Itinerari Urbani).

La terza Commissione consiliare del comune di Foggia "Ambiente e Territorio" intende, attraverso questo incontro, creare nuove sinergie con enti ed associazioni culturali per aprire la strada a nuove proposte culturali per la crescita e la  valorizzazione del territorio coinvolgendo tutta la comunità in una prospettiva comune di sviluppo.

L'incontro sarà introdotto e moderato dall'Ingegner Giovanni Quarato, della 3a commissione "Ambiente e Territorio", con i saluti dell'assessore alla cultura del comune di Foggia Anna Paola Giuliani e le conclusioni di Francesco D'Emilio (Programmazione di Area Vasta).

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Continua l’ondata di maltempo che ha investito da ieri, mercoledì 5 febbraio, la Puglia con raffiche di forte vento che hanno indotto la Protezione civile pugliese a confermare l’allerta arancione.
Scuole chiuse oggi in alcuni comuni del Foggiano: a Monte Sant'Angelo, a Rignano Garganico, Manfredonia e San Giovanni Rotondo. Almeno una settantina gli interventi dei Vigili del Fuoco nelle ultime ore per alberi e pali della pubblica illuminazione abbattuti dal forte vento, tegole dei tetti cadute, cartelloni pubblicitari divelti. Non ci sono feriti. 

È stato un atto vandalico e non il forte vento delle ultime ore, come ritenuto in un primo momento, a spezzare la statua del viaggiatore, in vetroresina e gesso, davanti alla stazione di Foggia. Lo comunica il sindaco Franco Landella.

“Grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza ubicate nei pressi della stazione ferroviaria - spiega il primo cittadino - abbiamo la certezza che la statua del viaggiatore sia stata vandalizzata. Il brutale episodio è avvenuto ieri sera, intorno ‪alle 21.30.

Le telecamere di sicurezza hanno ripreso una persona incappucciata che con un calcio ha spezzato in due l'opera realizzata dal maestro Leonardo Scarinzi e donata alla città dal Rotary Club di Foggia. La Polizia Locale ha avviato le indagini per cercare di risalire all'autore dell'atto vandalico ed ha custodito all'interno del comando in via Manfredi le due parti della statua, che intendiamo riposizionare al più presto in piazzale Vittorio Veneto”. a causa delle forti raffiche di vento. 

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Promuovere le eccellenze locali e avviare un percorso enogastronomico strettamente collegato al territorio. Sono questi i presupposti che hanno spinto la vineria Anime Brille di Foggia a rinnovare la carta dei vini declinandola secondo i principi del manifesto di Slow Food. Un percorso avviato insieme alla Condotta Slow Food Foggia e Monti Dauni e definito dalle indicazioni della guida Slow Wine.

Sabato 8 febbraio, a partire dalle ore 21.00, presso la vineria Anime Brille, saremo lieti di presentare la nuova carta dei vini insieme ai titolari del locale e alcuni produttori.

I vini attualmente selezionati sono tra i migliori recensiti da Slow Wine e offriranno uno spaccato ben definito dell’eccellenza vitivinicola pugliese, partendo dalla Daunia fino ad arrivare al Salento attraverso la Puglia Centrale e le Terre del Primitivo.

Questa prima iniziativa rientra in un programma di sostegno e valorizzazione delle produzioni locali che Slow Food Foggia e Monti Dauni e Anime Brille hanno deciso di attuare attraverso una stretta collaborazione, attualmente unica nel suo genere nella città di Foggia.

Slow Wine

Arrivata alla decima edizione, la guida Slow Wine è il punto di riferimento per la critica enologica nazionale e internazionale grazie all’idea, semplice ma rivoluzionaria, di visitare tutti gli anni le aziende recensite, unica pubblicazione a farlo a livello mondiale.

Grazie a questa enorme esperienza accumulata, gli oltre 300 collaboratori sono in grado di raccontare con autorevolezza e grande indipendenza il vino italiano in tutte le sue sfaccettature.

L’obiettivo è quello di narrare la storia delle cantine, di descriverne le vigne e i sistemi di coltivazione adottati per concludere con il giudizio dei vini. Per questo motivo Slow Wine è la guida italiana più completa, adatta a tutti: sia ai lettori che solo all'inizio del loro percorso di scoperta del vino, sia agli appassionati più esperti, che ricercano consigli per comprare una bottiglia piuttosto che un’altra.

La guida è realizzata in collaborazione con la FISAR – Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori

Per informazioni e prenotazioni

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"Adesso nasce il partito". Il renzometro riparte dalla candelora. La conta ricomincia da qui, dopo l'assemblea nazionale di Italia Viva e le investiture sui territori. Tabula rasa. Gli scissionisti Aldo Ragni e Rosa Cicolella, ex militanti storici e dirigenti del Partito Democratico, freschi di nomina a coordinatori territoriali di Italia Viva, sono già all'opera per organizzare il partito in provincia di Foggia. Lavoreranno in tandem. Lei foggiana, lui viestano, ma le appartenenze geografiche non contano, importa il genere: un uomo e una donna per plasmare un soggetto politico da zero. Anche perché il risiko è appena iniziato. 

Le prime congratulazioni per entrambi sono arrivate dagli ex compagni di partito, con cui hanno condiviso un bel pezzo di strada. Nominati solo domenica, in quel di Cinecittà, location della prima assemblea nazionale, due giorni dopo, martedì pomeriggio, si sono messi a tavolino per definire l'agenda delle priorità. Rosa Cicolella, tornata sulla scena politica dopo una pausa dettata da motivi personali, è pronta per il suo secondo tempo: "Dobbiamo trovare innanzitutto quel sentiment che dovrà abbattere anche una serie di pregiudizi. Non abbiamo un compito facile, lo sappiamo benissimo, ma abbiamo intenzione di mettere in campo proposte, non guerre".

Un inclusivo Aldo Ragni suona la carica: "Italia Viva vuole essere ciò che il PD non è riuscito a realizzare, un partito e non un comitato elettorale. Chiunque voglia aderire è il benvenuto. Noi dobbiamo costruire una casa nuova e dobbiamo farlo con tutti quelli che si ritrovano nei principi ispiratori per cui è nata Italia Viva. Ci deve guidare l'entusiasmo, è la premessa con la quale dobbiamo avviarci. Penso che anche in provincia di Foggia ci siano spazi notevoli". 

Tra i compiti a casa assegnati domenica dal partito nazionale c'è la creazione di sedi fisiche ed è in cima alla lista dei prossimi impegni a livello locale.

NON SIAMO "ANTI" - Non intendono lavorare sul piano della contrapposizione. È Rosa Cicolella a circoscrivere l'alveo politico che include le ragioni del moderatismo e del riformismo. "Su questo ci giochiamo la partita. Essendo Italia Viva venuta fuori da una scissione, quindi dall'insostenibilità di una condizione nel PD, si potrebbe pensare che la sua sia un'azione "anti" qualcosa o qualcuno, ma non è così". Sarebbe scevra da personalismi ed antitesi anche un'eventuale candidatura targata Italia Viva alla presidenza della Regione Puglia. In pole c'è ancora saldamente il ministro Teresa Bellanova. "È una proposta politica. È diventata alternativa nel momento in cui Italia Viva, dopo aver ascoltato la gente di Puglia che evidenziava tutta una serie di fallimenti del governo Emiliano, aveva chiesto di mettersi intorno ad un tavolo ed eventualmente trovare un'altra soluzione. Questo appello - prosegue Rosa Cicolella - non ha sortito alcun effetto, anzi, c'è stata un'affermazione maggiore della propria leadership piuttosto che un'apertura al dialogo. Noi siamo tenuti a dare risposte a tutti quei pugliesi che si sono sentiti traditi sui temi delle infrastrutture, dell'Ilva, soprattutto dell'agricoltura che è il mondo che si è sentito più tradito dalla politica di Emiliano". 

LE LISTE - Sul punto, Aldo Ragni è tranchant: "Noi siamo stati molto chiari su questo. Sicuramente se il PD insiste nel proporre la candidatura del presidente uscente lavoreremo per proporre una candidatura alternativa. È chiaro che Italia Viva in ogni caso ci sarà con una propria lista in tutte le circoscrizioni provinciali e quindi anche in provincia di Foggia". Della formazione delle liste non si è ancora parlato ma sul metodo e su un eventuale coinvolgimento diretto dei coordinatori ha le idee chiare: "L'esperienza di chi crea le liste per se stesso è una delle esperienze negative che vogliamo lasciarci alle spalle. Però è una discussione che non abbiamo neanche iniziato". 

UN ASSIST AL CENTRODESTRA? - Alla provocazione su un assist fornito al centrodestra nell'eventualità di una doppia candidatura nel centrosinistra il coordinatore garganico replica piccato: "Impostare la discussione in questi termini è un modo ricattatorio di porre la questione, perché la si potrebbe girare esattamente al contrario, nel senso che porre la candidatura del presidente uscente significa avere la consapevolezza che c'è un altro mondo di centrosinistra che quella candidatura non la sosterrà. Vale in un caso come può valere nell'altro".

LA CAMPAGNA ACQUISTI - La costituzione formale del partito è stata preceduta da una fase di fermento dei comitati civici. Sono soprattutto i giovani ad animarli. "In questi mesi abbiamo lavorato più che altro a creare interesse intorno a questo nuovo soggetto politico - spiega Aldo Ragni - È partita in maniera soft una prima campagna di tesseramento rivolta soprattutto a chi aveva costituito i primi circoli di comitati Ritorno al Futuro. Credo che siamo nell'ordine delle 200-300 tessere, dato approssimativo per altro non ancora gestito da noi perché fino a domenica c'era soltanto la piattaforma online attraverso cui era possibile aderire. Adesso apriremo le iscrizioni direttamente nei circoli. È chiaro che ora inizia la fase di strutturazione del partito. Lunedì ha aderito una consigliera comunale di San Severo, Morena Fontanello, eletta in Forza Italia e che ha deciso di passare a Italia Viva. Poi abbiamo anche altri consiglieri che provengono dal Partito Democratico come Annamaria Giuffreda a Vieste o Iaia Calvio a Orta Nova". 

"Se veramente, come diceva Renzi, assisteremo a un piegamento a sinistra-sinistra del Partito Democratico per Italia Viva - aggiunge Rosa Cicolella - si apre una prateria rispetto a tutte quelle personalità che invece hanno una vocazione riformista e moderata". 

COMPAGNI, ARRIVERCI? - Nessun rimpianto e nessun rimorso per i compagni, gli amici Dem, e porte aperte. "Ho assoluto rispetto verso chi ritiene in questo momento di dover rimare dov'è o aspetta del tempo per poter fare una scelta diversa - dice oggi Rosa Cicolella - Se riusciremo ad essere attraenti probabilmente sarà naturale che qualcuno possa credere in noi e tra questi anche qualche mio vecchio amico o amica. È chiaro che il nostro è tutto un cammino in salita. Bisognerà vedere chi ha voglia di scalare la montagna". 

L'INCOGNITA SOCIALISTA - Sulle presenze socialiste dell'8 novembre scorso, al lancio del progetto politico a Foggia con il coordinatore nazionale Ettore Rosato, che la stessa Italia Viva aveva definito allora "nuovi simpatizzanti" come l’ex parlamentare Lello Di Gioia e Angelo Benvenuto, oggi i coordinatori territoriali non si sbilanciano. Si potrebbe assistere ad una scrematura quando il partito prenderà forma. "Io sono in un momento di lettura politica meno integralista. Ho visto tante persone quando abbiamo inaugurato Italia Viva. C'era anche tanta curiosità quella sera, molta gente si è affacciata. Adesso nasce il partito. Adesso bisognerà vedere gli iscritti. Credo che soprattutto quella parte del mondo moderato che era presente quella sera possa essere attirata da Italia Viva. Ora che ho questo compito dovrò cominciare a guardare in faccia le persone e vedrò da chi sono circondata".

QUESTIONI DI GENERE - Su tutte, Rosa Cicolella rimprovera a Emiliano la mancata introduzione della doppia preferenza nella legge elettorale. Aveva promesso che sarebbe stato il suo primo atto. "Non andremo neanche questa volta alle urne con la doppia preferenza. Nel mio impegno lo riterrò un elemento abbastanza centrale. Credo che Renzi, con il tandem alla guida del partito, un segnale lo abbia dato". 


Mariangela Mariani

foggiatoday

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Gli in­vasi della Capitanata sono già tut­ti in riserva e la diga di Occhito, se fosse già cominciata la stagio­ne irrigua, non potrebbe garan­tirla con 109 milioni di metri cubi (ne servono almeno 200). Garan­tita invece l’erogazione potabile per un anno. «Stiamo facendo la manutenzione delle condotte sui 6mila chilometri della nostra re­te», informa il presidente del Con­sorzio di bonifica della Capita­nata, Giuseppe De Filippo.

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Una donna è rimasta gravemente ustionata in seguito allo scoppio accidentale di una bombola di gas avvenuto all'interno di una baracca nel Ghetto di Borgo Mezzanone, l'agglomerato abusivo abitato da migranti che si trova a pochi chilometri da Foggia. La donna, africana, non aveva documenti con sé, pertanto non è stata identificata al momento. Vista la gravità delle sue condizioni è stata trasportata al centro grandi ustionati di Bari.
   

Dopo l'esplosione è divampato un incendio che ha distrutto tre baracche. I Vigili del fuoco sono intervenuti con quattro mezzi. Sono state avviate le operazioni di bonifica dell'area interessa dall'incendio e sono state rimosse altre bombole di gas.
    Non è la prima volta che un incidente nelle baracche provoca incendi a Borgo Mezzanone e in altre occasioni sono morti alcuni migranti.

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Il sottosuolo dell’aeroporto Gino Lisa continua a tirare fuori bombe della Seconda guerra mondiale, il pesante ordigno rinvenuto ieri mattina durante i la­vori per il prolungamento del­la pista è il secondo in due giorni.

Questa volta però gli operai dell’impresa De Bellis che sta eseguendo i la­vori erano abbastanza vicini al luogo del ritrovamento, il cantiere è stato così spostato dalla parte opposta del sedime aeroportuale per non cor­rere rischi. Lunedì l’intervento degli artificieri.

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Un fantasma si aggira per il Promontorio del Gargano: è il Piano del Parco, scomparso ormai da anni dai radar della programmazione dell’Ente di Monte Sant’Angelo.

Era il lontanissimo 2004 quando il compianto presidente del Parco Matteo Fusilli, a conclusione del suo mandato, predisponeva il principale strumento di programmazione dell’Ente, insieme al Regolamento ed al Piano Pluriennale Socioeconomico.

Un piano che dettava regole certe per le attività antropiche che si svolgono all’interno dell’area protetta e che lanciava una visione di sviluppo basata sulla valorizzazione delle peculiarità del Gargano, con l’ovvio presupposto di una loro rigorosa tutela.

Da allora si sono succeduti tre presidenti senza che si venisse a capo della questione. Il successore di Fusilli, Giandiego Gatta, coerentemente con la sua visione dell’area protetta – foriera solo di vincoli e non anche di opportunità – pensò bene di chiudere il piano in un cassetto e non parlarne più fino alla scadenza del suo mandato.

Stefano Pecorella invece, all’atto del suo insediamento prima come commissario e poi come presidente, assunse un preciso impegno a licenziare il piano in breve tempo ed effettivamente i suoi primi atti andarono in questa direzione, salvo poi avviare anche lui il solito gioco dello scaricabarile con la Regione Puglia e far perdere l’iter del piano nelle nebbie della burocrazia, sollevate ad arte per confondere le responsabilità.

Nel 2017, all’assunzione dell’incarico di presidente facente funzioni, anche il vicepresidente Claudio Costanzucci si lanciò in ardite dichiarazioni circa l’impellente necessità di concludere l’iter di approvazione del piano, ma anche a lui due anni non sono evidentemente bastati per conseguire il risultato.

Ed ora è la volta del presidente Pazienza dal quale, dopo ormai quasi sei mesi dalla sua nomina, non è ancora giunta una sola parola sulla questione. Evidentemente sta ancora studiando, come ebbe modo di rispondere ad una giornalista all’indomani dell’insediamento! Eppure di esternazioni ne ha fatte, compresa la ramanzina al padre di Greta Thumberg che, a suo dire, non tutelerebbe la figlia. Si vede che anche per lui, nel solco già tracciato dai suoi predecessori, la materia non è di quelle per le quali valga la pena perdere tempo.

È un peccato, perché invece il Piano del Parco costituisce la base per una qualsiasi idea di sviluppo del territorio. È lo strumento di programmazione attraverso il quale tutti gli operatori del territorio non solo hanno una precisa mappa di ciò che è possibile fare all’interno dell’area protetta, ma soprattutto hanno una chiara visione della direzione che l’Ente parco intende intraprendere per valorizzare le peculiarità del territorio e per fare finalmente sistema.

È quello che ha capito da tempo il più giovane e dinamico Parco dell’Alta Murgia che già da qualche anno ha completato l’iter del piano e che, rispetto agli stakeholder del territorio, ha assunto una decisa leadership.

Ma evidentemente sul Gargano si preferisce vivacchiare e tenersi le mani libere per approvare o respingere i progetti e le iniziative pubbliche e private sulla base della convenienza politica del momento. Non a caso nel bilancio dell’Ente esiste un capitolo di spesa omnibus, buono per ogni evenienza, denominato “Interventi e coofinanziamento Azioni di interesse Ambientali, Vegetazionali, Storico – Culturali ed Archeologiche nonché Tradizioni Popolari ed Enogastronomiche” che concentra la gran parte delle risorse dell’ente.

Non ci stupiamo allora se la Capitanata occupa stabilmente i bassifondi di tutte le classifiche della qualità della vita.

Ciò che stupisce è che questo stato di cose sia ancora tollerato dal Ministero dell’Ambiente il quale non ancora avvia la procedura di commissariamento dell’Ente prevista dalla legge quadro sulle aree protette.

Non resta quindi che rivolgere l’ennesimo e scoraggiato appello all’Ente parco e alla Regione Puglia perché si giunga al più presto alla conclusione dell’iter approvativo del piano e si inizi finalmente a parlare di una nuova stagione per il Parco del Gargano.

WWF Foggia

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