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Gli abitanti della nostra provincia invecchiano, la sanità pubblica va calibrata più su alcune specializzazioni: molto richiesti i medici geriatri, i neurologi e i fisiatri. Positivi i risultati del piano mosso dall’Asl per combattere i tumori: gli screening del cancro sulla mammella hanno riguardato il 27% delle donne, erano il 20% un anno fa. Perchè l’azione sia più incisiva a gennaio, ha detto il direttore generale Vito Piazzolla, un camper dotato di mammografia si recherà nei comuni della nostra provincia, per allargare la platea dei controlli. Intanto, è da segnalare il nuovo calo demografico: negli ultimi due anni hanno lasciato la Capitanata 5100 persone.

Pubblicato in Sanità

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Foggia, nell'ambito di controlli, territorio, hanno arrestato un uomo - di cui non è stato reso noto il nome - che coltivava e produceva marijuana in casa per poi venderla. Nel quartiere 'Macchia Gialla', un cane antidroga ha indirizzato i militari della Guardia di finanza verso un edificio nel cui seminterrato, protetto da una porta blindata, è stato scoperto un laboratorio "fai da te" per la coltivazione e l'essicazione di piante di cannabis, dotato di un sofisticato impianto di riscaldamento e di illuminazione artificiale. Nell'abitazione del proprietario del seminterrato sono state trovate altre piante di marijuana. Complessivamente sono state sequestrate 48 piante, dalle quali sarebbero stati ottenuti circa 360 grammi di sostanza stupefacente, 24 provette contenenti diverse centinaia di semi, 11 lampade neon, 7 ventilatori ed una serie di altri prodotti per la coltivazione in serra delle piante e per la successiva essiccazione.

Pubblicato in Cronaca

CAPITANATA: LO SVILUPPO POSSIBILE

Una comunità che soffre di un profondo disagio economico e sociale, di gravi problemi di illegalità e insicurezza, di una pesante inefficienza della pubblica amministrazione e troppo spesso di una inadeguatezza della classe dirigente, ha bisogno di riferimenti certi, credibili e utili. La Camera di Commercio è - e deve essere sempre più - quel riferimento sicuro per il sistema imprenditoriale della nostra provincia; il luogo naturale d’incontro del partenariato socio-economico, dove si fa la sintesi delle istanze e degli interessi generali degli attori economici del territorio. La Camera di Commercio come organismo di raccordo tra le politiche economiche locali, regionali e nazionali e le imprese. In una frase, la CCIAA Casa delle Imprese, che sono il vero motore dello sviluppo.

Questa visione è stata il faro del nostro agire nel mandato appena concluso e credo debba esserlo con ancor maggiore convinzione e determinazione nel prossimo.

La consiliatura appena termina è stata fortemente caratterizzata da un rigoroso lavoro di riorganizzazione e razionalizzazione dell’Ente resosi necessario a seguito dell’entrata in vigore della legge di riforma che ha ridefinito assetto, ruolo e funzioni delle camere di commercio e soprattutto ne ha fortemente ridotto le risorse economiche attraverso l’inopinato drastico taglio del diritto annuale. Per la Camera di Foggia oltre 4 milioni di euro di minori entrate ogni anno.

La priorità è diventata a quel punto mettere in sicurezza l’Ente, salvandone la sua storica presenza nel territorio e garantendone l’autonomia nell’ambito del riassetto del sistema camerale nazionale. Conditio sine qua non il raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario. Una missione quasi impossibile. E invece, mettendo in atto incisive ed efficaci politiche di razionalizzazione ed efficientamento, peraltro già previste nelle linee programmatiche della consiliatura 2013-2018, ce l’abbiamo fatta: il bilancio preventivo 2019 sancisce l’equilibrio economico finanziario raggiunto.

Il merito di questo importante risultato è di tutti gli stakeholder della CCIAA. In modo disinteressato, senza alcuna gratificazione economica (inopinata e iniqua la decisione del legislatore di azzerare qualsivoglia forma di compenso e/o rimborso degli organi), i componenti della Giunta e del Consiglio non hanno mai fatto venire meno la propria partecipazione e il proprio contributo. Le Organizzazioni di Categoria hanno sempre assicurato il proprio incondizionato sostegno all’azione della Camera anteponendo sempre l'interesse generale dell'Ente e del territorio al proprio interesse particolare. Il personale tutto della CCIAA e delle Aziende Speciali ha profuso con orgoglio d’appartenenza e senso di responsabilità il massimo impegno dimostrando di essere un’eccellenza assoluta nell’ambito della pubblica amministrazione.

Insomma abbiamo fatto i compiti a casa e superato l’esame più difficile, ora il percorso è in discesa.

Nei cinque anni trascorsi abbiamo anche portato avanti politiche, programmi ed azioni in conformità con gli obiettivi e gli impegni assunti a inizio mandato, tracciando la rotta su cui la Camera di Commercio dovrà procedere.

Legalità e trasparenza sono stati e dovranno continuare ad essere principi inderogabili da promuovere e difendere. La costituzione di parte civile nel processo per mafia “Corona”, l’organizzazione di iniziative e manifestazioni per la legalità (si chiamava “Foggia Reagisce” quella organizzata al Teatro Giordano insieme alla Fondazione Buon Samaritano e alla Curia di Foggia con la presenza del Procuratore Nazionale Antimafia), la collaborazione con la “Squadra Stato” (Prefetto, Procuratore Capo, Comandante dei Carabinieri, Comandante della Guardia di Finanza, Questore) testimoniano del ruolo attivo svolto dalla CCIAA in questo ambito. Un ambito in cui dovrà, d'intesa con le associazioni di categoria, farsi parte attiva per favorire una reazione delle imprese alla criminalità organizzata, aiutandole nei percorsi di collaborazione con la magistratura e le forze dell'ordine. Un lavoro che deve proseguire con ancora maggiore intensità nella consapevolezza che la legalità e la trasparenza non possano essere solo e semplicemente dichiarate, ma vadano innanzitutto praticate. Su questo credo di poter affermare che la Camera di Commercio di Foggia sia stata in questi cinque anni - e dovrà continuare ad esserlo nei prossimi - un esempio credibile di trasparenza e rigore nella propria azione, dimostrati in ultimo anche dalla procedura di rinnovo degli organi avvenuta senza tensione né contestazione alcuna e con celerità e linearità senza precedenti.

Il Recupero del gap infrastrutturale, pre-condizione per lo sviluppo delle imprese e del territorio, è stato quasi un mantra in questo quinquennio. Dobbiamo ora continuare a svolgere con perseveranza quell’azione di stimolo e di sollecitazione necessaria affinché si porti a compimento la realizzazione dei tanti interventi da troppo tempo attesi. Partendo dalle opere da accelerare (allungamento della pista del Gino Lisa, su cui la Camera ha prodotto il primo studio di fattibilità; seconda stazione ferroviaria AC/AV di Foggia; SS 16bis Foggia-San Severo) e proseguendo su interventi epocali da attivare o riattivare (Diga di Piano dei Limiti; Statale Garganica; Regionale 1), solo per citarne alcuni. Infrastrutture che, se realizzate, cambierebbero radicalmente le prospettive della nostra terra.

Allo stesso tempo occorre sprigionare nel territorio ingenti investimenti produttivi, pubblici e privati, per dare forte stimolo allo sviluppo del territorio. Un’azione incisiva di attrazione nelle zone industriali della nostra provincia, sfruttando al meglio le opportunità che lo strumento delle ZES potrà aprire, sarà un’assoluta priorità da portare avanti insieme al Consorzio ASI e alle Associazioni di categoria. Così come la realizzazione nel Quartiere fieristico di un Agri Food Hub, destinato all’innovazione nel settore agrolimentare e alle start up, è una progettualità in grado di proiettare la nostra città nel futuro.

Il Distretto Turistico del Gargano, di cui la Camera è stata il promotore, può rappresentare lo strumento per attivare programmi e misure di sostegno agli investimenti delle imprese del turismo, nonché azioni di promozione e marketing territoriale. A riguardo occorrerà dare impulso al Contratto di Sviluppo Gargano con Invitalia.

In generale non possiamo più permetterci che programmi strategici di investimento sul territorio restino solo sulla carta. Vanno avviati e realizzati senza ulteriore indugio gli interventi a valere sul Patto per la Puglia (Piattaforma logistica di Foggia Incoronata; Treno Tram), così come i tanti progetti, soprattutto sulla viabilità, individuati nell’ambito della pianificazione di Capitanata 2020.

A riguardo l’ipotesi di un Contratto Istituzionale di Sviluppo per la Capitanata, su cui sta lavorando direttamente la Presidenza del Consiglio dei Ministri con il coinvolgimento operativo di Invitalia, rappresenta una grande opportunità che non possiamo farci sfuggire.

Dobbiamo, insomma, farci trovare pronti alle sfide della pianificazione e della programmazione dando prova di maturità e di capacita di procedere uniti nella difesa degli interessi della nostra comunità. E’ tempo di un Patto Istituzionale per la Capitanata, un’alleanza forte, tra le Istituzioni (Comuni, Provincia, Regione) e gli attori del Partenariato economico e sociale riuniti in Camera di Commercio, per lo sviluppo della nostra provincia. Una voce unica per un chiaro messaggio: c’è bisogno di investimenti, investimenti, investimenti!

La CCIAA dovrà continuare l’azione di indirizzo e coordinamento dell’attività dei 5 GAL (Gruppi d’azione Locale) presenti nella nostra provincia, con l’obiettivo di massimizzare i benefici della loro azione per le imprese e le comunità di riferimento.

Fin qui il ruolo politico, di agente di sviluppo. Ma la CCIAA ha anche, e soprattutto, competenze e responsabilità su funzioni core di supporto e servizio al sistema d’impresa. Funzioni relative alla trasparenza e alla pubblicità legale delle imprese e alla tutela della concorrenza e del consumatore restano centrali nell’attività di programmazione e conduzione dell’Ente, che deve adempiervi con qualità ed efficienza sempre maggiori e soprattutto con un chiaro orientamento alla soddisfazione delle imprese. A riguardo in questi anni le performance della Camera di Foggia nella gestione delle pratiche di iscrizione al Registro delle Imprese, come nel rilascio di certificazioni, sono state al di sopra dei benchmark nazionali. Cionondimeno l’impegno di continuare a migliorare gli standard di servizio non dovrà venire meno.

Sempre in ambito di erogazione di servizi, l'Ente dovrà essere sempre più il punto unico d’accesso alla PA per le imprese. A proposito di semplificazione e sburocratizzazione, sono arrivati a quarantotto, con un significativo incremento negli ultimi due anni, i Comuni della Capitanata che hanno deliberato la delega alla CCIAA per la gestione del SUAP telematico.

Altro impegno dovrà riguardare il rafforzamento del sostegno all’internazionalizzazione, in particolare delle PMI potenziali esportatrici, attraverso aiuti e percorsi di facilitazione all’accesso ai mercati esteri in sinergia con gli organismi nazionali (ICE) e regionali preposti allo scopo.

A quelli tipici, si aggiungono le nuove funzioni e i servizi innovativi. Il consolidamento dei PID (Punti Impresa Digitale) in Camera di Commercio, da poco avviati per la diffusione della cultura e della pratica digitale, saranno strategici per favorire la crescita del nostro sistema d’impresa. Così come il supporto alla nascita di start up innovative, tanto da un punto di vista amministrativo, con il consolidarsi della procedura semplificata, che con l’ospitalità e il supporto a iniziative ad hoc come Start Up weekend che abbiamo accompagnato fin dalla nascita.

Consulenza, formazione e orientamento al lavoro, con i percorsi di alternanza, sono l’altro asset su cui la Camera di Commercio, d’intesa con Università, Ordini Professionali e istituzioni scolastiche, dovrà focalizzare sempre di più la propria attenzione.

Bisognerà proseguire il percorso, già intrapreso con successo e soddisfazione in questi anni (5 progetti INTERREG approvati e finanziati che si aggiungono al Progetto ELENA finanziato dalla BEI) di accesso ai fondi comunitari, al fine di attivare programmi e azioni e sprigionare risorse nel territorio.

E ancora, bisognerà portare a termine il processo, avviato ma non ancora concluso, di valorizzazione del patrimonio immobiliare dell'Ente in modo da liberare ulteriori risorse da impiegare per interventi a beneficio delle imprese.

Infine nell’attesa e con l’auspicio che venga superato il blocco del turn over per introdurre nella tecno struttura nuove energie e competenze, occorrerà continuare un precorso di miglioramento organizzativo in termini di qualità ed efficienza, che includa anche un riassetto e una razionalizzazione delle aziende speciali. Bisognerà procedere alla copertura dei ruoli dirigenziali a partire dalla figura del nuovo Segretario Generale, dando all’Ente una guida tecnica ed organizzativa stabile e sicura.

In ultimo, intendo dare un messaggio chiaro: sarò irremovibile nella difesa del ruolo della rappresentanza, nei principi e nelle funzioni, convinto che soprattutto le Pmi dei territori più marginali e remoti abbiano bisogno di attori che ne portino avanti le istanze con convinzione, difendendone gli interessi e fungendo da raccordo tra le comunità locali e i livelli centrali di governo.

In conclusione, la centralità, la credibilità e l’autorevolezza guadagnate dall’Ente in questi anni - attestate anche dalle posizioni di rilievo acquisite a livello nazionale - insieme all’efficienza organizzativa e all’equilibrio economico raggiunti sono le condizioni di base per rilanciare con ancora maggiore energia ed entusiasmo l’azione della Camera di Commercio per lo sviluppo della Capitanata.

Questo l’impegno dei prossimi anni.

La rotta è tracciata, la direzione è giusta. Ora c’è bisogno di un cambio di marcia per lo sviluppo ancora possibile!

Pubblicato in Economia

Il disssesto idrogeologico della Capitanata continua ad essere una spina nel fianco del territorio. Oggi è in programma il vertice a Palazzo Dogana, sede della Provincia di Foggia, alla presenza del presidente della Regione, Michele Emiliano con i sindaci dei comuni interessati. Saranno presenti anche Provincia ed i rappresentanti degli Ordini professionali.

Pubblicato in Ambiente

L’elenco delle opere proposte dal tavolo di partenariato per il Contratto Istituzionale di Sviluppo per la Capitanata, divulgato in questi giorni sui mezzi di stampa, appare assolutamente inadeguato agli scopi che si prefigge di raggiungere.

Sono del tutto assenti, infatti, tematiche fondamentali, come il recupero delle acque reflue a fini irrigui e naturalistici e il potenziamento del trasporto pubblico ferroviario e su gomma, mentre per altre importanti questioni, come la riqualificazione del distretto turistico del Gargano, si rischia di rivedere la solita colata di cemento che, puntualmente, ha inondato il Promontorio ad ogni iniziativa nata sotto questo nome.

Si ripropongono invece vecchie opere, come la strada fantasma regionale n. 1 e la sempreverde diga di Piano dei Limiti, con alti costi economici ed ambientali ma con scarso o nullo impatto positivo sulla Capitanata, mentre sull’ormai acclarato definanziamento del progetto di potenziamento della ferrovia Foggia-Manfredonia si continua a tacere.

È ormai il solito copione che vediamo stancamente ripetersi da molti anni e che, non a caso, condanna puntualmente la provincia di Foggia agli ultimi posti di tutte le classifiche nazionali.

Eppure di studi, programmazioni e pianificazioni, con l’indicazione delle opere davvero utili e necessarie, sono pieni i cassetti degli enti. Per restare solo a quelli degli uffici della provincia, basta citare il Piano Territoriale di Coordinamento o il più recente Piano della Mobilità Ciclistica Provinciale. A livello regionale c’è il Piano di Tutela delle Acque e per il Parco del Gargano il Piano di Sviluppo Socioeconomico. Tutte pianificazioni che sono costate tanti soldi dei cittadini e che, nella migliore delle ipotesi, fanno bella mostra di sé sui muri dei corridoi degli Enti.

Pensare, ad esempio, ad un piano di sviluppo del Gargano per 50 milioni di euro senza tener conto minimamente della programmazione dell’Ente parco (che probabilmente non è neppure stato invitato al tavolo, sancendo ancora una volta un’irrilevanza che si protrae da troppi anni), significa ignorare completamente quali sono le reali esigenze di quel territorio. E pensare di risolvere l’isolamento dei Monti Dauni con una strada a scorrimento veloce che si sviluppa a chilometri di distanza dai centri abitati, quando il problema principale sono i collegamenti interni e la mancanza di servizi, vuol dire non capire che la salvezza di quella terra sta nel turismo slow e di qualità, non in quello mordi e fuggi.

Come pure non si comprende il perché non si punti al recupero delle acque reflue, che in un colpo solo contribuirebbe a ridurre sia l’inquinamento dei fiumi e del mare della Capitanata che il fabbisogno idrico in agricoltura, e si preferisca invece continuare a parlare della seconda diga sul Fortore con tutti i problemi che essa comporta.

Il WWF avrebbe voluto dire queste cose al tavolo di partenariato, come peraltro più volte già richiesto all’ex presidente Miglio, ma deve prendere atto con rammarico che anche il suo successore, il presidente Gatta, agisce nel solco di chi lo ha preceduto. Evidentemente per i politici è più comodo poter sostenere falsamente che gli ambientalisti dicono sempre no, piuttosto che confrontarsi con le loro proposte.

Insomma, alla provincia cambia il direttore d’orchestra, ma la musica resta sempre la stessa.

Pubblicato in Ambiente

Il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano,nella sua veste di Commissario di Governo per la mitigazione del rischio idrogeologico presenterà, lunedì 10 dicembre, le iniziative in atto e in programma da parte della Regione Puglia in merito al dissesto idrogeologico ed ai necessari interventi di mitigazione.

Sono invitati i Sindaci dell’ intera provincia di Foggia che risulta l’area maggiormente interessata da fenomeni di dissesto ed eventi franosi.

Parteciperanno alla conferenza anche Nicola Gatta, Presidente della Provincia di Foggia; Franco Landella, Sindaco di Foggia; Giovanni Giannini, Assessore ai Lavori Pubblici della Regione Puglia; Raffaele Piemontese, Assessore al Bilancio della Regione Puglia; Leo di Gioia, Assessore all’Agricoltura della Regione Puglia; Maria Rosaria De Santis, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Foggia e Salvatore Valletta, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia. Introdurrà i lavori Elio Sannicandro, Soggetto attuatore  del Commissario di Governo per la mitigazione del rischio idrogeologico nella Regione Puglia.

L’evento si svolgerà a Foggia presso la Sala Conferenze del Palazzo della Provincia, Piazza XX Settembre, 20.

Pubblicato in Ambiente

Come appartenenti della Polizia di Stato prima, e come rappresentan­ti sindacali dopo, non possiamo che essere orgogliosi dei clamorosi risul­tati messi a segno negli ultimi tempi contro la criminalità organizzata di Foggia e di tutta la Capitanata. Gran­de professionalità, grande sacrificio e grande competenza messa in cam­po dai colleghi tutti, in questi ultimi tempi. Ma purtroppo non vi sono ‘rose senza spine’ ed a queste notizie rassicuranti fanno eco noti­zie che destano qualche timore”.

Cosi Giovanni Consalvi, segretario provinciale Fsp - Fe­derazione sindacati di polizia. La notizia è la paventata chiu­sura del posto di polizia dell’aeroporto ‘Gino Lisa’. “Qual­cuno si chiederà qual è il problema, quali ripercussioni può avere la chiusura di un posto di polizia di un aeroporto ci­vile sulla sicurezza e sulla cittadinanza”, continua Consal­vi. “Qualcuno potrebbe addirittura avanzare l’ipotesi che for­se è anche meglio, perché si recuperano unità per altri ser­vizi di polizia piuttosto che tenere personale in un aeropor­to dove non vi è attività, non si vola... Bene, anzi male, è pro­prio questo il problema. Chiudere il posto di polizia dell’ae­roporto civile ‘Gino Lisa’ di Foggia significa che a Foggia non si volerà più, significa che un po’ per vol­ta l’aeroporto chiuderà, verrà smantella­to, al di la delle promesse fatte nelle va­rie campagne elettorali comunali, provin­ciale e regionali”.”Al di là delle promesse fatte circa l’apertura della sede regiona­le del ‘Reparto Volo’ della Protezione Ci­vile. L’aeroporto chiude, il posto di polizia chiude, la polizia atterra. Qual è la riper­cussione sulla sicurezza della nostra cit­tà, della Capitanata tutta? Facile intuir­lo: avere un aeroporto attivo vuol dire turismo, ed a Foggia e provincia di turismo, soprattutto religioso, ce ne è tanto; il turismo, col suo indotto, vuol dire lavoro; lavoro vuol dire permettere ai cittadini di Capitanata di guadagnare e spen­dere, vuol dire economia. Chiudere il posto di Polizia dell’a­eroporto vuol dire l’inizio della chiusura dell’aeroporto stes­so, vuol dire chiudere alla speranza dei cittadini della nostra terra di lavorare e guadagnare onestamente e chi non può la­vorare sarà costretto ad andare via dalla sua città, chi non vorrà farlo sarà facile preda della criminalità locale, fino a che non ci ritroveremo a complimentarci per il grande lavoro svolto giornalmente dalle Forze dell’Ordine, dimenticandoci che tutto ciò, se non evitare si sarebbe potuto quantomeno attenuare volando”.

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Colpo alla mafia foggiana da parte di Polizia e Carabinieri: un’operazione che nella notte ha visto impegnati oltre duecento uomini ha portato all’arresto di trenta persone, esponenti di rilievo di varie famiglie della criminalità organizzata della provincia, in particolare delle «batterie» Moretti-Pellegrino-Lanza e Sinesi-Francavilla. Una decina i pregiudicati che si trovano già in carcere. I reati contestati sono, a vario titolo, di associazione di stampo mafioso, estorsioni e tentato omicidio. Secondo gli investigatori i trenta indagati sarebbero responsabili di tutti gli episodi di estorsione nei confronti di negozianti ed imprenditori a Foggia. Le indagini hanno riguardato il periodo compreso tra i primi mesi del 2017 fino ad oggi. Tra gli spunti investigativi che hanno portato agli arresti odierni, particolari emersi - secondo quanto si è saputo - nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Roberto Tizzano, il giovane 21enne ucciso a Foggia, all’interno del Bar H24, a ottobre 2016.

Dagli atti delle indagini che oggi hanno portato agli arresti di numerosi presunti affiliati alla mafia foggiana emergono anche presunte pressioni che sarebbero state esercitate negli anni scorsi su dirigenti, ex dirigenti ed ex allenatore del Foggia Calcio per l’ingaggio di un calciatore foggiano. Tra gli indagati ci sarebbe il nome di Rodolfo Bruno, il pluripregiudicato foggiano ucciso lo scorso 15 novembre all’interno di un bar alla periferia di Foggia. «La “Società foggiana” riesce ad inquinare tutti i gangli vitali della vita sociale, economica e amministrativa di Foggia». Lo scrive il gip nell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato agli arresti di questa notte. «Le indagini hanno accertato che le estorsioni venivano realizzate anche ai danni delle agenzie funebri», e che i membri della “Società foggiana” (l’insieme dei clan del territorio) potevano «avere notizie riservate, evidentemente trasmesse da dipendenti comunali, relative al numero giornaliero dei morti».

L’attività estorsiva della “Società” riguardava tutte le sale scommesse, anche quelle gestite da familiari e parenti «perché - affermavano i membri dei clan che sono stati intercettati - non ce ne frega niente... Il giro delle macchinette noi li dividiamo ogni tre mesi». Vittime delle estorsioni erano anche i costruttori edili («Se non stai vendendo - avvertivano i clan - tu neanche costruisci. Comunque ho detto a noi non ce ne frega niente... ci devono pagare tutti quanti, tutti i costruttori». «Gli esponenti della Società Foggiana - spiegano gli inquirenti - nello svolgimento dell’attività estorsiva per conto del sodalizio mafioso dispongono di una famigerata “lista delle estorsioni”, in cui sono riportati i nomi degli imprenditori foggiani che sistematicamente pagano il pizzo». Le indagini, infatti, hanno accertato che «uno dei settori di maggiore interesse è rappresentato dalle estorsioni realizzate a tappeto nei confronti di tutti gli operatori economici operanti nella città di Foggia». Nel mondo delle corse dei cavalli corrompevano anche i fantini con 600 euro «per non piazzarsi» e far «vincere il fantino di volta in volta individuato». Oltre alle estorsioni e al traffico di droga, «altra fonte di guadagni illeciti - spiegano gli investigatori della Dda di Bari - è rappresentata dal progetto di infiltrazione nel settore delle scommesse truccate, con alterazione dei risultati delle corse dei cavalli. Tale circostanza - sottolineano - emerge dall’attività intercettiva che ha evidenziato come i membri della “Società” avevano agganciato il “vecchiarello”, uomo di Napoli, in grado di truccare le corse tris, facendo vincere il fantino di volta in volta individuato.

Esponenti della “Società foggiana” volevano uccidere un ispettore capo della Squadra Mobile di Foggia. È uno dei particolari che emergono dall’indagine della Dda di Bari che ha portato oggi all’arresto di 30 persone. «La forza della “Società foggiana” - spiegano gli investigatori - emerge anche dalla volontà di colpire le forze dell’ordine impegnate ad assicurare il rispetto delle leggi, per come risulta dai propositi di uccidere un ispettore capo presso la squadra mobile di Foggia».

«L’attività d’indagine ha evidenziato lo stato di omertà assoluta» che «si rileva anche dal dato numerico delle denunce, che dimostra chiaramente un limitatissimo apporto all’accertamento di reati commessi in danno di cittadini, imprenditori, operatori commerciali, rispetto alla elevatissima percentuale di ipotesi che vengono colte durante le attività tecniche e investigative in corso». Lo scrive il gip nell’ordinanza di custodia cautelare. «Che questi fatti-reato non siano denunciati - evidenzia il gip - è un’ulteriore conferma della totale soggezione di larghe fasce della popolazione, indotte a subire silenziosamente i torti e le angherie poste in essere da coloro che agiscono evocando l’appartenenza a questo determinato contesto criminale: la Società foggiana».

Per il procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, «qualche segnale positivo di rottura del muro di omertà è stato registrato attraverso il contributo di alcune vittime di estorsioni che hanno consentito di assicurare alla giustizia i responsabili». «È un segnale positivo che ci consente di guardare al futuro con maggiore ottimismo».

«Negli ultimi anni la provincia di Foggia è stata vittima di un’impressionante serie di atti mafiosi, sia nella Daunia che nella Capitanata. Ora invertiamo la tendenza, colpendo alcuni dei sodalizi più strutturati. La mia più profonda gratitudine va alla magistratura, alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine che hanno condotto l’operazione e che lavorano costantemente ogni giorno per la legalità e per la giustizia. Va anche espressa gratitudine a tutti i cittadini del territorio di Foggia che non abbassano la testa e contrastano una delle mafie più sanguinarie, per come gli ultimi report sul fenomeno mafioso asseriscono. Le azioni repressive come quella odierna testimoniano la presenza dello Stato, ma da domani la vera sfida sarà continuare ad esserci, quando i riflettori si spengono, in chiave preventiva, attraverso la promozione della cultura della legalità». Lo afferma Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia.

Anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, esprime la sua soddisfazione per «un altro duro colpo inferto in queste ore alla mafia foggiana». «Quello di oggi è un successo investigativo di alto livello - sottolinea Emiliano - un segno tangibile della presenza dello Stato. Ringrazio uno per uno i magistrati, i carabinieri, i poliziotti, il prefetto e il questore di Foggia: a loro - conclude Emiliano - va la sincera riconoscenza di tutti i pugliesi».

 

Tra i più in vista finiti in manette ci sono Vito Bruno Lanza, 65 anni, Rocco Moretti, 68, Roberto Sinesi, 46.

Ecco i nomi degli altri arrestati:

Angelo Abbruzzese, 70 anni,

Francesco Abbruzzese, 41,

Giuseppe Albanese, 38,

Alessandro Aprile, 34,

Luigi Biscotti, 42,

Emilio Ivan D’Amato, 45,

Domenico D’Angelo, 25,

Ciro Francavilla 44,

Giuseppe Francavilla, 40,

Gioacchino Frascolla, 33,

Ernesto Gatta, 44,

Leonardo Lanza, 39,

Savino Lanza, 35,

Antonio Miranda, 61,

Alessandro Moretti, 27,

Raffaele Palumbo, 34,

Massimo Perdonò, 41,

Francesco Pesante, 30,

Fausto Rizzi, 38,

Antonio Salvatore, 27,

Cosimo Damiano Sinesi, 33,

Francesco Sinesi, 33

Giuseppe Spiritoso, 62,

Lorenzo Spiritoso, 37,

Fabio Tizzano, 38,

Francesco Tizzano,

46, Patrizio Villani, 41.

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Colpo alla mafia foggiana da parte di Polizia e Carabinieri: da alcune ore è in corso un'operazione che vede impegnati oltre duecento uomini e che ha portato all'arresto di diversi esponenti di rilievo appartenenti a famiglie della criminalità organizzata della provincia. Le accuse ipotizzate dalla Dda di Bari che ha coordinato l'inchiesta, sono, a vario titolo, di associazione di stampo mafioso, tentato omicidio, estorsioni e armi. Le misure sono scattate nei confronti di esponenti delle batterie Moretti-Pellegrino-Lanza e Sinesi-Francavilla. L'inchiesta che ha portato agli arresti di oggi, sostengono inquirenti ed investigatori, è la più importante operazioni me antimafia degli ultimi anni a Foggia.

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