Capitanata, primavera 1269.

Lucera, battente bandiera sveva, è ormai assediata da un anno dalle forze angioine, senza che queste riescano ad avere ragione dei saraceni e dei ribelli cristiani asserragliati nella città. Lucera è stremata e vicina al collasso, e Re Carlo d'Angiò, da Foggia, continua a convocare truppe dalle città regnicole per la stretta finale.

Durante lo scontro tra saraceni e angioini, il rapporto tra un carceriere e il suo prigioniero metterà in discussione tutti i valori di questa guerra.

L’associazione “Imperiales Friderici II” di Foggia e la Sol’Eventi di Terry Abbattista sono lieti di invitarvi presso la Sala Mazza del Museo Civico di Foggia, venerdì 3 Gennaio 2020 alle ore 17:30, per la presentazione e la proiezione del cortometraggio “Sadiq” scritto e diretto da Andrea Vellonio e Agostino Di Cio.

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Dura presa di posizione del presidente della Provincia di Foggia, Nicola Gatta, contro la Regione Puglia e soprattutto con­tro il governatore Emiliano per i commis­sariamenti dell’ente Fiera di Foggia ma in particolare del Consorzio Area di sviluppo industriale.

Seduta di Consiglio provincia­le quanto mai infuocata l’ultima del 2019 a Palazzo Dogana con il presidente Gatta che ricorda anche la storia relativa ad Amazon che aveva deciso di investire nella zona Asi di Foggia e che è invece finita a Bitonto.

Gatta ha rimarcato come buone le relazioni con il premier nazionale Conte per via del varo del Contratto di sviluppo e si è au­gurato che i rapporti con la Regione Puglia possano tornare ad essere collaborativi.

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Comando Provinciale Carabinieri  di  Foggia

Incontro con la Stampa

30 dicembre 2019

È ormai solo questione di ore perché anche il 2019 diventi un ricordo, un altro anno ormai andato, passato. Si volta pagina e si va avanti.

Ed è giusto e doveroso pensare al futuro, ma ora, un attimo prima di girare quella pagina verso un nuovo capitolo, un rapido bilancio su quanto si è vissuto e fatto non è una debolezza ma, se affrontato con rigorosa onestà intellettuale, rifiutando ogni tentazione autocelebrativa e - o autoassolutoria, una sana riflessione che può anche aiutare a meglio indirizzare le scelte di domani.

Per iniziare, quindi, non si possono non considerare i molti “fronti” che l’anno ora agli sgoccioli aveva trovato aperti al suo inizio.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia, infatti, erano già saldamente attestati sia sul settore preventivo che su quello repressivo. Si usciva da un anno a sua volta estremamente impegnativo, nel corso del quale si era molto seminato e molto raccolto, ma era allora importante non solo non permettere che si esaurisse il forte abbrivio di una fortunata riscossa contro la criminalità che era finalmente stata lanciata, dopo decenni di negazioni e di colpevoli sottovalutazioni, ma che poi proseguisse in modo “normalizzato”, sistematico. Raggiunto quel primo risultato, i Carabinieri foggiani hanno proseguito i propri sforzi investendo ancora nel futuro.

Messe a segno importanti operazioni di servizio, al fianco della Procura della Repubblica di Foggia, di quella Distrettuale Antimafia e delle altre Forze dell’Ordine, che hanno dato risolutive risposte a gravi emergenze criminali nelle diverse aree della provincia, dal capoluogo al Gargano, all’area meridionale della Capitanata, “Nemesi”, “Neve di marzo”, “Gold rush”, “Start and stop”, solo per citarne alcune, sono infatti state poste le basi per nuove sfide, non meno importanti, da affrontare però insieme alla società civile, unico sistema per poter sperare in una vero, autentico riscatto sociale.

La ricerca di nuove collaborazioni con il mondo della scuola, con le associazioni, in tema di lotta alla violenza di genere, al bullismo e di valorizzazione delle risorse più virtuose della società, per comprendere che il concetto di legalità non appartiene unicamente “agli altri”, ma a tutti, e che, soprattutto, inizia da quelle che sono considerate le “piccole cose”, anche dagli esempi che si danno in famiglia. Una delle nuove sfide dell’Arma in Capitanata sarà infatti anche quella di riuscire a far capire che il rispetto delle regole comincia proprio dalla quotidianità, dalle piccole cose di tutti i giorni, da comportamenti e atteggiamenti sbagliati che troppo spesso vengono sottovalutati. L’uso delle cinture di sicurezza in auto o del casco in moto sono solo un esempio delle abitudini che segnano la differenza tra la corretta percezione del significato di legalità e, al contrario, un’egoistica e comoda valutazione di ciò che è “importante” o meno.

Ecco, l’obiettivo dei Carabinieri foggiani per il 2020 sarà, oltre alla prosecuzione e al consolidamento degli sforzi nella lotta alla criminalità, il maggiore coinvolgimento possibile della società, in un impegno condiviso per una sempre più sentita e partecipata operazione di “divulgazione del rispetto”, rispetto per le regole di civile convivenza, ma soprattutto rispetto per sé e per gli altri.

Prima di passare ai resoconti finali, sia però consentito adesso un atto di riconoscenza per chi nell’anno in corso ci ha lasciati, per i nostri commilitoni che purtroppo non ci sono più, caduti a causa del servizio o in attività di servizio, primo tra tutti il Maresciallo Maggiore Vincenzo Carlo Di Gennaro, il cui esempio continua a guidare ogni nostra azione. Grazie a loro e ai loro cari, ai quali ci stringiamo con riconoscenza e affetto.

Ora la parola ai numeri che, nella loro “aridità”, lasciano ben poco spazio a faziose interpretazioni. Semmai, alcuni necessitano di qualche approfondimento.

E infatti, da subito, a fronte di un innegabile calo generalizzato della delittuosità, salta senz’altro agli occhi il numero degli omicidi volontari commessi nell’anno, che addirittura raddoppia quello riguardante il periodo precedente. Se è vero che, purtroppo, comunque del più grave dei delitti si è trattato, non si può non considerare che una parte importante l’hanno avuta episodi che, pur nella loro drammaticità, nulla a che fare hanno con la delinquenza, come i tristi casi di omicidio/suicidio che si sono verificati in ambito familiare nei mesi scorsi.

Il calo sopra appena accennato, poi, trova conferma nell’analogo abbassamento relativo all’attività repressiva che, posto in relazione con l’importante aumento registrato da quella preventiva, lascia ben sperare nel futuro. É infatti la conferma che il calo dei reati non trova ragione in una minore propensione alla denuncia, ma è reale.

Il quadro, nel suo complesso, pone la provincia di Foggia nell’ambito della media nazionale.

 

DATI STATISTICI FINE ANNO

Andamento Delittuosità

2018[1]

20191

Furti

8744

8346

Rapine

239

173

Estorsioni

105

81

Omicidi Volontari (tentati e consumati)

10

20

Totali Delitti Denunciati

17194

16635

 

Andamento Attività Preventiva

20181

20191

Servizi Preventivi

47351

51107

Persone Controllate

134963

188389

Mezzi Controllati

97743

135735

 

Andamento Attività Repressiva

20181

20191

Arresti

1485

1169

Denunce

4364

3806

 

Andamento Attività Antidroga

20181

20191

Arresti

194

144

Denunce

108

123

Segnalazioni alla Prefettura

682

747

Sostanze Stupefacenti Sequestrate (in Kg.)

1325,27

46,117

 

Armi

20181

20191

Arresti

30

40

Denunce

160

150

Armi Sequestrati

Pistole e rivoltelle

58

56

Fucili

53

64

Munizioni Sequestrate

4246

7110

Esplosivi Sequestrati (in Kg.)

21

+ 159 detonatori

526

 



[1] Dal 1 gennaio al 30 novembre

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Entro gennaio la Asl di Foggia avrebbe dovuto procedere all’internalizzazione del Cup, assumendo - tramite la Sanitaservice - 73 lavoratori. Ma la società che oggi gestisce in appalto il call center, la Qpi, ha presentato ricorso al Tar di Bari sostenendo che l’operazione sarebbe antieconomica.

L’operazione Cup è al centro dell’inchiesta della Procura di Foggia che riguarda Angelo e Napoleone Cera: tra le accuse mosse a padre e figlio, esponenti dell’Udc finiti ai domiciliari (Napoleone ha ottenuto la revoca dell’arresto), c’è anche di aver fatto pressioni sulla Asl affinché l’internalizzazione venisse bloccata.

Nei giorni scorsi il direttore generale della Asl, Vito Piazzolla, ha confermato che invece si andrà avanti. I sindacati stanno litigando sulla lista dei lavoratori da internalizzare. Ma è probabile che il ricorso induca la Asl ad attendere la decisione del giudice amministrativo.

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Il sottosuolo del Gino Lisa continua a confermarsi una sorta di santabarbara sia pure, forse, inoffensiva. Dopo il ritro­vamento di una bomba e di 64 cartucce da mitragliatrice dell’ultima guerra, la scorsa estate, ieri durante le operazio­ni di bonifica è stata rinvenuta un’altra bomba risalente all’ul­tima guerra subito fatta brillare dagli artificieri dell’Esercito di Foggia.

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Convocato per oggi (ore 12) il Consiglio Provinciale di Foggia. All’ordine del giorno dell’assemblea convocata dal presidente Ni­cola Gatta a Palazzo Dogana, figura un punto molto importante per la Capitanata: la nomina dei componenti della Consulta provinciale per la legalità che, in questo modo, sarà messa nella condizione di poter avviare i lavori.

In Consiglio amnche altri argomenti all’ordine del giorno: Adozione del piano della mobilità ciclistica provin­ciale; regolamento per la disciplina delle attività di sponsorizzazione di iniziative ed attività della provincia di foggia; linee di - indirizzo per l'adozione del piano per la prevenzione della corruzione e per la tra­sparenza; Rilevazione periodica delle Par­tecipazioni pubbliche; Riconoscimento de­biti fuori bilancio.

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A Foggia presto potrebbe esser­ci una sezione della Direzione in­vestigativa antimafia. Lo ha annunciato il Ministro dell’Interno, Luci­ana Lamorgese, nel corso di un ver­tice in prefettura a Foggia in cui si è parlato anche della emergenza ghetti in Capitanata.”C’e’ l’esigen­za - ha detto il ministro - dell’isti­tuzione della sezione della Dia a Foggia. Serve personale aggiunti­vo rispetto a quello presente a Bari.

Le cose vanno fatte un pò alla vol­ta ma l’importante e’ che la Dia ci sia anche qui e presto integreremo l’organico. Spiegando che la Dia po­trebbe essere istituita “entro l’an­no nuovo, ma con tempi abbastan­za brevi”. “Inoltre - ha rimarcato - e’ stato chiesto l’utilizzo di beni confiscati di cui una 20 destinati. Quando torneremo a Roma ne parleremo con il direttore dell’agenzia per vedere se c’è qualche possibilità.

“Il problema fondamentale è si­curamente il fenomeno del capora­lato che si può risolvere: nulla è in­vincibile”. Lo ha assicurato la min­istra dell’Interno, Luciana Lamorgese, “Ci siamo dati degli obiet­tivi: abbiamo stabilito un program­ma di interventi su questo terri­torio che ci vedranno qui nuova­mente a febbraio - ha precisato il ministro Ci sono delle misure che dobbiamo adottare anche per il su­peramento di questi centri (i ghetti dei migranti, ndr) dove vanno coloro che arrivano in Italia.

Apro una parentesi: noi dobbiamo val­utare l’ipotesi di flussi migratori che vanno nella direzione di far ve­nire, anche per un periodo limita­to, queste persone regolarmente in Italia, per svolgere questo tipo di lavoro, per poi consentire alle stesse di tornare nei paesi di origi­ne”. Per sconfiggere il caporalato occorre risolvere - secondo la min­istra Lamorgese - il problema del trasporto dei lavoratori che “va ad incidere su un sistema e può deter­minare ulteriore illegalità e dare man forte a coloro che gestiscono questo fenomeno.

Sono già state adottate delle misure da parte del­le Istituzioni per cercare anche di creare con un App l’incontro tra domanda e offerta, in modo da gov­ernare questo fenomeno”. “Il capo­ralato - ha aggiunto - si risolve an­che con il superamento di questi centri con una accoglienza più diffusa sul territorio che tuteli i dir­itti umani”. Alla domanda di alcu­ni cronisti in merito allo smantel­lamento dei due ghetti presenti nel Foggiano la ministra ha detto che “adesso si continua con le ruspe e la messa in sicurezza di quello che rimane sul territorio con l’obbiettivo di tornare e verificare insieme alle istituzioni locali le esigenze a cui non possiamo far fronte come Governo”.

“Il caporalato non è invinci­bile”. Lo ribadisce la ministra alle Politiche agricole Teresa Bellanova- “Lo Stato - aggiunge - è più forte dei caporali e si sta organizzando per dare un affondo fondamentale per mettere in discussione il ruolo del caporalato intervenendo proprio su quei punti fondamentali che rendo­no il caporale un servizio utile per le imprese perchè offre l’incrocio tra domanda e offerta, offre il trasporto e perchè si fa carico anche del pas­to dei lavoratori immigranti”.

"Oc­corre mettere tutte le imprese nelle condizioni di liberarsi dai servizi del caporale perchè - spiega Bellanova - c’è lo Stato che organizza i servizi anche con il privato convenzionato. Servizi che devono mettere le im­prese nella condizione di lavorare e produrre nella legalità. Tutto il la­voro che si sta facendo, come tavolo e anche come visione delle tre min­istre”, compresa Nunzia Catalfo per il Lavoro, “deve essere ambiental­mente, socialmente ed economica­mente sostenibile. Perchè - proseg­ue - se è sostenibile solo per un pez­zo o solo per due pezzi, e non c’è la sostenibilità economica,

É evidente che alla fine su qualcuno quella non sostenibilità si scarica. In primo lu­ogo sui lavoratori, che non vengo­no rispettati, e sulle imprese che o ricorrono all’illegalità o non danno più attività lavorativa”. “Alla fine il caporale - sottolinea Bellanova - condiziona la vita delle persone, ma condiziona anche la vita delle im­prese, perchè il caporale nel mo­mento in cui ha assolto questo com­pito che attiene al lavoro passa alla fase successiva e ricatta le imprese che accettano i suoi servizi o a quel punto pagano un prezzo attra­vèrso ricatti ed estorsioni”.

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Aveva ricevuto pochi giorni fa una proposta di matrimonio Ilaria Adriatico, la donna di 34 anni morta in un incidente stradale sulla statale 673, alla periferia di Foggia. La donna ha perso il controllo dell'auto e si è schiantata contro un albero. Soccorsa dal personale del 118, è stata portata in ospedale dove è morta poco dopo a causa delle gravi ferite riportate.

Ilaria e il suo fidanzato avevano pubblicato su Facebook le foto del momento della promessa di matrimonio, quando erano sulla ruota panoramica montata in città per il Natale e lui le ha chiesto di sposarla mostrandole dall'alto uno striscione con un grande cuore rosso piazzato a terra dai suoi amici, e sul quale si leggeva: "Ilaria mi vuoi sposare?".

La 34enne era la titolare di un negozio di abbigliamento da donna che gestiva insieme alla famiglia, ed era molto conosciuta in città. Adesso sono tanti i messaggi di cordoglio che amici e conoscenti stanno lasciando sul suo profilo Facebook. La dinamica dell'incidente è ancora da ricostruire con esattezza: stando a quanto accertato finora la donna stava guidando la sua Suzuki quando, per cause da accertare, è finita fuori strada e la sua auto si è schiantata contro un albero.

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È stato sottoscritto il 18 dicembre 2019 l’Accordo Territoriale per Foggia e provincia in materia di attività stagionali. Sottoscrittori del patto sono: Confcommercio Imprese per I’Italia provincia di Foggia e le sigle sindacali FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL e UILTUCS –UIL. L’accordo sulla stagionalità di Confcommercio consentirà un uso più flessibile del contratto a termine per le aziende che già applicano il CCNL per dipendenti di aziende del terziario, distribuzione e servizi.  Infatti i contratti a tempo determinato stipulati nell’ambito di questo accordo territoriale beneficeranno di alcune agevolazioni normative quali:

  • · la possibilità per le aziende di riassumere lo stesso lavoratore di stagione in stagione evitando così di disperdere le competenze acquisite
  • · l’esenzione dal limite della durata complessiva di 24 mesi previsto per i normali contratti a tempo determinato, senza obbligo di trasformazione in indeterminato allo scadere del termine
  • · il rinnovo del contratto senza dover aspettare il periodo di interruzione di 10 o 20 giorni  individuato dalla legge

Infine, questi contratti non sono computati nella soglia di utilizzo individuata dalla contrattazione collettiva e dalle legge dando così la possibilità ai datori di lavoro di stipularli senza particolari oneri di verifica.

 L’accordo sulla stagionalità è applicabile nei seguenti comuni della provincia di Foggia individuati, dalle legge, come località a prevalente vocazione turistica.

Monti Dauni: Accadia, Anzano di Puglia, Ascoli Satriano, Bovino, Candela, Castelluccio dei Sauri, Castelluccio Valmaggiore, Celle san Vito, Deliceto, Faeto, Monteleone di Puglia, Orsara di Puglia, Rocchetta Sant’Antonio, Sant’Agata di Puga e Troia

Gargano: Apricena, Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Isole Tremiti, Lesina, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Peschici, Rignano Garganico, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Sannicandro Garganico, Vico del Gargano, San Menaio e Vieste.

Litorale Adriatico: Marina di Chieuti, Zapponeta e Margherita di Savoia.

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“Lascia quanto meno perplessi – scrive “Sanitaservice Asl Fg Srl ” - il contenuto del Comunicato stampa diramato dalle OO.SS. confederali rappresentative dei lavoratori della GPI S.p.A., attuale gestore del Servizio CUP della ASL FG, sull’internalizzazione del Centro Unico Prenotazioni. E ciò, proprio all’indomani di una Conferenza stampa indetta da Sanitaservice ASL FG S.r.l. nell’intento di fare la massima chiarezza anche su tale delicato processo. Oltre al contenuto, anche il tono lascia piuttosto sconcertati. Non è con la propaganda o con le intimidazioni che si risolvono in modo condiviso problemi complessi e da maneggiare con grande cura.

La conoscenza della normativa di riferimento, della Giurisprudenza consolidata e della Dottrina autorevole dovrebbero guidare l’operato di chiunque sia chiamato a gestire direttamente o indirettamente la cosa pubblica. Non traspare dal Comunicato sindacale tale necessario substrato.

Si ignorano Sentenze della Corte Costituzionale, del Consiglio di Stato e Linee guida autorevoli che avrebbero dato, se solo fossero conosciute, risposta immediata alle numerose lamentele rivolte indebitamente alla ASL FG o a Sanitaservice.

Viene poi sollecitato un incontro. Premesso che Sanitaservice ha già incontrato più volte sul tema le OO.SS., nulla osta ad un nuovo incontro anche a breve, ma a condizione che lo stesso sia animato concretamente da quello spirito collaborativo tra parti sociali che viene tanto sbandierato da molti, ma praticato nei fatti da pochi”.

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