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Ancora si vuole provare come Salvatore de clavis al n° 170 è nativo della terra di San Severo il quale venne in Ischitella e si accasò ,ma dopo incominciò a fare il mercato e andava terra per terra smaltendo robbe, mentre è povero e campava miseramente con detta arte e temporaneamente nelle numerazioni si trovava nella terra di Cagnano e dopo si è portato in detta terra d’Ischitella nè possiede cosa alcuna e Vittoria Pagliuca se n’è morte senza figli, n’è beni con testi.

Ancora si vuole provare come Nicola Ognissanto al n°325 da sei anni prima e dall’ultima numerazione se ne partì da Ischitella con moglie e figli e andò ad abitare nella città di San Severo dove ha continuato a tenere l’abitazione con animo di non tornare più nella terra d’Ischitella ed in San Severo è trattato da cittadino e porta netti li pesi e sebbene In Ischitella possedeva una casa però dopo poi detta casa se l’è pigliata Antonia Petrusina dalle quale oggi si possiede e lei ci abita e se si volesse affittare non potrebbe ricavarne nemmeno carlini 6 ,il che è vero con testi.

Giuseppe Laganella

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E Giuseppe suo figlio è minore ,nè possiede cosa alcuna come da testi.

Ancora si vuole provare come Giovanni romano numerato al n° 335 per la medesima causa del reato di furto in strada pubblica fu carcerato e mandato in galera ,il quale è povero che non possiede altro che una casella ed un bascio ,che non diede neanche ducati 30 nello quale abitano Domenico e Angelo figli i quali sono minori e campano miseramente di elemosina con Nunzia d'Auciello loro madre persona miserabile ,il che è vero e manifesto con testi.

Giuseppe Laganella

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Duplicato, mentre Giuseppe Romano mai è stato nella terra d’Ischitella ed è l’istesso che il sopra detta Antonio Giuseppe de nutio sia Maria ,mentre Antonio Romano ,essendosi casato con Portia de Lella la detta Portia teneva per figlio il Giuseppe de Mutio procreato con Carlo de Mutio suo primo marito che portò in casa di detto Antonio e in tempo di numerazione interrogata disse detta Portia che aveva un figlio chiamato Giuseppe e perché allora il marito era Antonio Romano per errore si pose Giuseppe Romano, e nella casa di Lucretia Tosino moglie si pose il proprio cognome di Mutio mi reinevitate è una sola persona chiamata Giuseppe di Nutio duplicata a danno di esso Antonio e Ludovico Romano figlio del q. dam Antonio il quale ha vissuto sempre unitamente sotto la patria potestà di Antonio ad uno pane e ad uno vino ,ma da poi di Ludovico dopo morto suo padre si fece eremita e per la prima numerazione era di minore età come da testimoni.

Condannati in galera . Anche si vuole provare come Andrea Giordano al numero 221 è nativo della terra di Vico il quale si casò in Ischitella con Angela Melone ed avendo rubato in strada pubblica e del suddetto Gio de nutio e Gio Romano di Carlo ,è mandato in galera negli anni prima della numerazione il quale ancora continua a starci ed è povero ne possiede cosa alcuna e sua moglie detta Angela Melone campa miseramente. Continua.

Giuseppe Laganella

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Possiede cosa alcuna eccetto che una casa che per numerazione stava vuota ,mentre lui se ne era andato al tempo della prima numerazione per la quale detto m.ro Carlo se la vendeva per ducati 30 e mai in Ischitella ha pagato ha pagato ad alcuno perché ci abitò molto poco tempo .

Ancora si vuole provare come Luca Cantelmo del q. dam Giuseppe numerato al n° 350 è nativo della città di Viesti figlio di Diana Botricella, la quale venne in Ischitella vedova e si ricasò con Giulio nella terra d’Ischitella prima dell’anno 1658 stando detta sua madre in Ischitella il detto Luca venne per vedere sua madre ,ma dopo subito se ne partì a segno che dall’anno 1658 sino ad oggi tempo ha abitato e abitano nella città di Viesti ,dove s’è casato e tiene figli e beni stabili e paga come cittadino con portare tutti i pesi e in Ischitella non ha posseduto né possiede cos’alcuna ,ne mai è stato tenuto e trattato da cittadino ,né ha pagato cos’alcuna .

Ancora si vuole provare Cola Antonio Turco del q. dam Leonardo numerato al n°403 è nativo della terra di San Marco in Lamis –Continua.

 

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Una deduzione fuochi a Ischitella dal 1640 al 1658 (6° parte).

Così come si vuole provare come Francesco d’Arcarolo numerato al n°440 ,è nativo della terra di Vico il quale venne in Ischitella a servizi di altri e dopo alcun tempo vi è morto povero senza aver lasciato cosa alcuna né stabili né mobili potendo campare miseramente servendo ad altri e si basava da altri serviente fu vessato ,ad ogni modo giurava a chi esigeva di non poter pagare a chi tassato solo per il prezzo dell’abitazione e come cittadino stava in Vico in questa antecedente (tassazione) che quando venne in verità si tassò subito per ragione dell’abitazione per essere forestiero come da testi.

Ancora si vuole provare come Girolamo de Maria numerato al numero 225 il proprio nome era di Nutio il quale prima dell’anno 1664 che nell’ultima numerazione lì per giù di caso e dopo carcerato andò in galera per aver rubato in strada pubblica e Girolamo era povero che non possedeva stabili n’è cosa alcuna per lo che campava miseramente e andava rubando e suo figlio Michelangelo era minore e povero dove che sua moglie Ludovica Tosino se ne andò nella città di Manfredonia e detto sua figlia sta a servizi di altri perché zitella e senza niente.

Come pure Giuseppe Romano numerato al numero 442 è – Continua.

Giuseppe Laganella

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Ancora così provare mcome Matteo de lo russo n° 328 è nativo della terra di S.Nicandro della montagna il quale venne a Ischitella a servizi di altri,ma con animo di ritornarvene dove stette per lo spazio di pochi mesi fra il qual tempo si invaghì di Lucretia d'Aucello della q.dam Giovanna e se la pigliò per moglie e dopo subito se ne ritornè in S.Nicandro dove continuatamente ha abitato con detta sua moglie e figli e possiede ,e sta da cittadino con pagare tutti li pesi senza che in Ischitella possieda cosa alcuna ,e mai è stato trattato da cittadino e che mai avesse pagato una miima cosa ,il che è vero.

Ancora si vuole provare come mro Carlo Presutto n° 345 è nativo della terra di Campobasso ,il quale venne in Ischitella per fare la conceria vi stette un anno circa e si invaghì di Gentila d'Aucello del q.dam Antonio ,se la pigliò per moglie e dopo subito se ne ritornò nella sua patria di Campobasso dove abitano e abita con sua moglie.,e figli e beni stabili e porta li pesi come tutti gli altri cittadini e nella detta terra d'Ischitella non vi ha posseduto ,nè una Continua.

Giuseppe Laganella

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Era sessaguenario il che è vero .

Ancora provare che come Jacovo de Monte del quidam Giovanni(numerato) al N° 406 minore prima e al tempo dell’ultima numerazione aveva abitato unitamente con Matteo di Monte e Lena di Monte infrascritti in uno stesso guscio a pane e vino ed a una mensa comunemente il quale non possedeva altro che la casa che abitava con detti fratelli ,sopra la quale aveva il peso del prezzo di detta casa che se avesse voluto affittare non si sarebbe affittata a meno di carlini dieci ed detto Jacobo subito dopo la numerazione non aveva lasciato altro che la terza parte di detta casa la quale sua rata non poteva valere da 10 a 15 carlini circa il che è in evidenza.

Così come si vuole provare che Anzelmo d’Ambrosio del quidam Colantonio numerato al n° 442 al tempo dell’ultima numerazione era morto il quale non lasciò altro che una casella dove abitava o se l’avesse dovuta affittare se ne sarebbero ricavati carlini 5 l’anno e ancora poco di servizi e ancora poco territorio dove vi sono circa dieci alberi di fico senza che rendessero cosa alcuna e quelle robbe stanno in potere di Gentila sua figlia ed il detto Anzelmo aveva un figlio chiamato Antonio che per non poter vivere-continua.

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Il quale nell’anno 1658 in circa venne in Ischitella e Vittoria Milone sua moglie che diede servizi ad altri per poco tempo dopo se ne partì subito e se ne ritornò in detta a due passi ,dove ha abitato domiciliato in censimento odierno insieme con la sua famiglia come cittadino pur errando in detta terra ed ha posseduto né possiede cosa alcuna ,né mai ha pagato per potere stare in luogo il che dovuto di regola.

Così pure come il clerico Pietro Fino a Francesco numerato al n° 433 è nativo della terra di Cagnano ed Angelo suo fratello e Domenica sua madre nell’anno 1658 in circa era erano venuti a vedere una loro sorella chiamata Cornelia d’Anello sorella di detta Beatrice cui stettero pochissimo tempo e dopo subito ritornarono a Cagnano, il loro parente dove il detto clerico fattosi sacerdote se ne morì e si bene vi è rimasto detto Angelo ad ogni modo in tempo continuamente dove ha abitato e abita con detta Beatrice sua moglie in detta terra di Cagnano dove possiedono molti beni immobili ed è trattato ,come cittadino non gravando nei pesi di detta terra ed in Ischitella non ha posseduto in parte cosa alcuna né vi ci hanno pagato-Continua.

Giuseppe Laganella

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Martedì, 04 Dicembre 2018 08:42

La deduzione dei fuochi a Ischitella dal 1640

Da questi sono esaminati i testi e le prove ad istanza dell’Università della terra d’Ischitella per la causa che ha con il Regio fisco del real patrimonio sono dedotti i fuochi nell’ultima numerazione di detta Università rimasero e gravarono deducendo per la predetta presente deduzione in questo modo anche per ritenere l’unico nell’integrità che si compone in ogni modo.

Rubrica dei nomi: In primis a provare come Ludovico de Malta del quidam Luca numerato al n° 390 sebbene stette in Ischitella ad ohno modo nell’anno 1640circa il detto Ludovico se ne partì dalla detta terra d’Ischitella ed animò di non più ritornarsi e se ne andò nella città di Trevico ,dove sempre ha dimorato senza mai esserne partito come cittadino con animo sempre di abitarvi fino all’ultimo giorno della sua morte con la sua famiglia e moglie la quale la pigliò nella città di Trevico dove possiede molti beni stabili e ultimamente si è morto nella città di Troia ,senza che in Ischitella avesse mai pagato cosa alcuna non essendo stato mai trattato come cittadino ,che in quella non aveva alcuna casa ,la quale cascò nel terremoto del 1646 ,che lì non ha mai più rifatto ,ma è restato un casalino che al presente non possiede e di più Ludovico nell’anno 1664 –

CONTINUA.

Giuseppe LAGANELLA

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Lunedì, 03 Dicembre 2018 09:38

Ischitella/ Percezione delle dogane baronali

E’ quanto si evince da un documento del 17 dicembre 1807.

Il procuratore dell’Ill.re Principe d’Ischitella supplica ed espone come essendo pervenuta in questa Intendenza lettera del Ministro dell’interno sull’interpretazione del decreto di S.M. del 9 c.m. sull’equivoco preso dalle popolazioni per la percezione delle dogane baronali le quali debbano andare a percipire ai baroni fino a che S.M non avrà altrimenti ordinato .Quindi essendo al decreto suo del Principe impedito l’esazione di detta percezioni delle popolazioni di quei feudi di Peschici ,Ischitella e Viesti riceve il supplicante ordine che da detta risoluzione si faccia osservare dal Registro di Vico capoluogo e da quegli darsi gli ordini di non impedire all’agente di detta provincia l’esazione di tutte le dogane precedenti ed agli spettanti e l’avrà come regolamento.

Giuseppe Laganella

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128 Lionardo Ventrella testimone espressamente da detto proseguimento depone la venuta delle persone da Peschici e armate e travestite da turchi, le lagnanze dell’Ill.re marchese per la mancanza della carne ,e che d’ordine del medesimo chiamò il Visconti e l’offerta di questi del castrato.

129 Lionardo Michele d’Errico e /

130 Pasquale Paolino /Guardiani depongono ciò è il Lionardo che d’ordine di Gio Batta Visconti si unì col Pasquale Valentino ,col quale contestualmente dicono di essersi conferiti in campagna per prendere gli agnelli dalle sue mandrie di Fran. o Antonio Ventrella ,Saverio Agricola Felice Caputo ,e Gio. Batta Visconti, e per essere tardi ne prese uno dalla mandria di Felice Caputo, e gli altri in quella del Visconti perché più prossima all’abitato ,e di averli il Lionardo portati a macellare colle lagnanza del Visconti. come si porta in rubrica.

132 Lionardo Pizzarelli pastore di Gio Batta Visconti depone di aver avuto l’ordine dal suo padrone di mandare il castrato ,e di dire ai guardiani incontrandoli per strada ,che avesse lasciato l’agnello in caso che ne prendevano dalla sua mandria ,cosa che adempì ,ma non fu eseguita dai guardiani predetti e mandò il castrato in Ischitella.

139 Felice Caputo testimone espressamente da esso proseguimento depone di aversi i guardiani presi un agnello dalla sua mandria ,ed altri tre da quella di Gio Batta Visconti , e di esserlo stato pagato dall’Ill.re Martchese in carlini 6.

135 Francesco Antonio Salvadore ,mulattiere testimone espressamente da esso proseguimento depone di essere andato d’ordine da Gio Batta Visconti a prendere il castrato dalla sua mandria ,e di averlo condotto in Ischitella e propriamente nel palazzo del Marchese.

Giuseppe Laganella

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Il giorno 6/4/1719 .Prc. Camm

Citati M. C. L.

Die 24/4/1759 D.no Fisci Paq. Narurachna.

El Presidente Governador de Foja(al Presidente Governatore di Foggia,scritto in spagnolo) D.no Antonio Belli ha remitido la informacion iudiciaria(ha rimesso l'informazione) contra er Marchese di Giuliano ,possedor de la tierra de Ischitela .(ha rimesso l'informazione giudiziaria contro il Marchese di Giuliano possessore della terra d'Ischitella.

Giuseppe Laganella

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