In campagna ed esso testimone in quell'atto lo vide alle scarpe del medesimo Visconti dopo tre o quattro giorni ritrovandosi anche in detta seconda anticamera si ricorda ch'essendo uscito in essa dalla stanza del letto di detto Marchese ,il medesimo Visconti colà disse e dichiarò che l'aveva fatto levare la spada la tabacchiera dentro vi stava un piccolo anelletto rotto e si dichiarava anche contento per lo scherzo fattosi da detto Marchese ,volendo dare ad intendere la confidenza cola quale lo trattava .Dice che essendo stato fatto già l'accomodointero della strada succennata e per cui il suddetto paese aveva Ill.re Marchese aveva speso di proprio ducati 20 in una sera dentro il mese di giugno e propriamente in quella del giorno 27 giugno del prossimo passato anno 1758 a circa l'una di notte stando nella sua casa ,vi si conferì il guardiano di detto il.re Marchese ,il quale gli disse che lo voleva allora il medesimo nel palazzo e conferitosi a quell'ora trovò nella detta seconda anticamera non solo il medesimo ill.re Marchese ,che il nominato Gio Batta Visconti il Sig.don Michelantonio d'avolio che faceva da luogotenente della corte per l'assenza del Governatore ed altri galantuomini ,ed il medesimo Ill.re Michele gli disse,che avesse stesa una cessione che gli faceva Gio Batta Visconti sindaco di ducati 20,che si trovavano depositati in potere del Governatore ed avendogli esso testimonedo mandato la causa di detta cessione per dichiararla nell'atto gli fu risposto che era di averli spesi nel predetto accomodo della strada d'ordine del Visconti onde esso-Continua.

Giuseppe Laganella

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fine di Maggio o i principi di Giugno non potendosi sovvenire a punto fisso il giorno per la lunghezza dell’anno prossimo passato 1758 in una mattina di quei giorni ritrovandosi esso testimone nella seconda anticamera del palazzo dell’Ill.re Marchese Giuliano il quale stava prossimo ad alzarsi intese alcune voci di riso nella stanza ove detto Ill.re Marchese stava e per la pratichezza che aveva di quelle ,conobbe ch’erano di Gio Batta Visconti predetto e di Tommaso Protano maestro di casa testimone della curiosità s’intromise nella galleria che corrispondeva detta stanza da letto e si accorse e vide che il Mag.co Michele d’Avolio teneva afferrato dalla parte di dietro tra le braccia il Gio. Batta Visconti in guisa che non poteva fare alcun atto con le braccia e tenendolo così sospeso da terra il nominato Tomaso Protano gli levò le fibbie dalle scarpe ,e quelle dei calzoni e poi spuntatogli il cravattino dalla parte di dietro gli levò anche le fibbie del medesimo e sodisfatta la curiosità ,che vidi me ne andai nuovamente alla seconda anticamera dove stava ancora il Mag.co Don Michelantono d’Avolio ,e essendo uscita in essa fra poco tempo il suddetto Mag.co Gio Batta Visconti raccontò e disse che detto Ill.re Marchese bevendo e scherzando con esso l’aveva fatto tagliare le fibbie d’argento dalle scarpe e quelle dei calzoni ,colla cioppa del cravattino per che ne faceva mattanza per la confidenza con cui lo trattava detto Ill.re Marchese ,il quale per non farlo andare senza fibbie alle scarpe ed ai calzoni gli aveva dato le sue fibbie c’era solito portare quando andava. Continua.

Giuseppe Laganella

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Domenica, 11 Novembre 2018 10:07

Ischitella/ Oggi la Fiera di San Martino

Ti aspettiamo nella Piazza Centrale Marchese De Vera d'Aragona con la Fiera di San Martino.
Avrai una vasta scelta tra i sapori d'autunno: caldarroste, caciocavallo impiccato, far'nata pis' e cic' (ceci e cicerchie) e la colata di ceci. Non mancheranno vari dolci tipici e il vino novello!
Non finisce qui! Si passa poi all'artigianato locale con prodotti realizzati rigorosamente a mano. Il tutto con l'accompagnamento musicale del gruppo The Gordon's - Cover Band dei Nomadi. I bambini potranno giocare nel Luna Park Di Marco presente in Piazza. L'atmosfera fantastica della Piazza di Ischitella sarà la ciliegina sulla torta di questa serata in cui la partecipazione è obbligata (noi te la consigliamo...).

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disegno con una piccola tassa volontaria tra dette persone più comode ,ed anche prestiti contribuendo ciascuno volontariamente carlini tre e il predetto marchese vi contribuì ducati sei ,sicchè si fece il pieno di ducati trenta per i quali furono da questo testimone fatti e spesi a detto accomodo di strada ,oltre le giornate che vi contribuimmo noi faticatori non per ciò detta strada restò interamente accomodata perché essendo discoscesa doveva in qualche maniera riempirsi per i trafficanti senza pericolo. Intanto continuando detto Sindaco Visconti a praticare colla medesima confidenza col detto ill.re Marchese e praticando ancora sopra il palazzo baronale esso teste si ricorda che diverse volte si discorse di doversi compire l’accomodo della strada predetta pretendendo detto ill.re marchese per non recare maggiore interesse ai cittadini di far soccompere a tale spesa questa Mag.ca Università al che rispondeva il Gio Batta Visconti ,che per allora non vi era denaro avanzante alle spese allora ,ma se in appresso ve n’era lo avrebbe contribuito ed il predetto ill.re Marchese lo replicava offrendosi esso di fare esso la spesa di detta strada ,ma per cautela di riscuoterla l’avesse dato il pegno al Gio Batta Visconti che diceva di non avere ,che cosa darle in pegno e l’ill.re Marchese replicava ,che poteva darli le fibbie, d’argento le scarpe ,le fibbie d’argento dei calzoni, la spada ,la tabacchiera, ed altre cose d’argento ,che aveva, ma acciò ripugnava il detto Visconti. Dice che si va ricordando che dopo la fiera di Foggia verso la fine di Maggio-Continua.

Giuseppe Laganella

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A dì 28/1/1759 Ischitella.

Michele Paolino di questa terra d’Ischitella dice vivere di suo di età d’anni 58 inteso come detto testimone.

Domandato dice ,che nel mese di Novembre dell’anno 1757 essendo venuto in questa terra d’Ischitella il Marchese di Giuliano Don Pasquale Pinto figlio dell’Ill.re Principe d’Ischitella colla facoltà dell’amministrazione di questa predetta terra e di quella di Peschici, si vedeva a distinzione di ogni altro cittadino trattare con confidenza ed intrinsichezza con detto Ill.re Marchese il Gio Batta Visconti ,che si trova in quel tempo Sindaco di questa Università ,gradiva con tale confidenza dell’attenzione che il medesimo Visconti gli aveva usato nell’essergli andato all’incontro sin da quella parte di Foggia ,in tempo che venne da Napoli. E in che prima fosse arrivato qui detto Ill.re Marchese era stato fatto un muro laterale alla strada prossima a questo abitato e propriamente quella della detta Costa quando si vuole andare verso la torre del lago i Varano ed altri luoghi di campagna a spese dell’Università ; e come che vi era rimasto parte di detto muro a compirsi nel luogo detto il fornello ,venuto qui detto Ill.re Marchese lo fece finire da Mro Michele de Angelis a sue proprie spese esitandovi ducati 12 non di meno continuando la strada predetta ad essere disadattata a viaggiare per i cittadini che la dovevano trafficare particolarmente e qui che vi passavano con cavallo alcuni andavano sempre con pericolo si pensò di comune consenso dell’Ill.re Marchese e delle persone qui comoda di questa terra di farla accomodare e finivano a capo di-Continua.

GiuseppeLaganella

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L’ 11/2/1759 in questa terra d’Ischitella per rispetto dell’ordine dell’Ill.mo Sig. Presidente Don Antonio Belli gentilissimo generale della Regia dogana mensa di Puglia fece per me le cose infrascritte per ingiunzione fatta da Michele Paolino di questa terra d’Ischitella presente e da sé personalmente presentando nella regia dogana della mensa di Puglia a cuore di detto Illmo Signore nella città rinvenuta negli infrascritti giorni a decorrere da quattro giorni da oggi sotto pena di ducati 500 per il fisco in caso di contravvenzione che il predetto Michele Paolino per il mandato predetto accettò e prontamente stabilì a quello di ubbidire e ai diritti della serie contenenti per il tenore e contro non fare sotto pena predetta e si promise e giurò in forma e fede.

Michele Paolino accetto come sopra.

Pierluigi Spagnolo testimone.

Io Leonardo Ventrella testimone.

Xavenia dell’Acqua Presidente della dogana di Puglia in questa.

Giuseppe Laganella

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Al Sig. Orio Presidente Regia Dogana.

Ritrovandomi infine del disimpegno incaricatomi dall’Ill.mo mio consigliere Presidente Don Antonio Belli governatore gentilissimo della Regia Dogana di Foggia per cui fu appartato da qui Sig. Marchese di Giuliano Vs e D. Gennaro Frutta ;possono quando loro piace ritirarsi che però io partecipo a Vs affinchè ne faccia consapevole anche il cortese Sig. Marchese.

E definendo l’onore da farsi stimati comandi resto costantemente conforme.

Ischitella 8/2/1759.

Don Tomaso Agricola Agg.le di questa terra San Severo

Div.mo Obblig. Gent.mo

Saverio dell’Acqua.

Giuseppe Laganella

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castrati, che erano colà e me li diede ,e riposatolo sopra il mulo lo condussi in questa terra ,ed addirittura nel Palazzo Principale ove consegnai il mulo ,ed il castrato al guardiano Lionardo Michele d’errico ,ed io frattanto seguitai per altro poco tempo a soddisfare la curiosità di vedere le suddette persone di Peschici ed indi me ne partii; né altro io so di questo io ed è la verità in causa scientis.

Inteso del costituito detto Sig .nostro Gio Batta Visconti ,Lionardo Pizzarella e Lionardo Michele d’Errico possono rispettivamente deporre quanto di sopra.

Per segno di croce.

dell’Acqua Presidente.

Giuseppe Laganella

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Ricevuto nello stesso giorno e stesso luogo.

Francesco Antonio Salvadore di questa terra d'Ischitella dice fare il mulattiere d'età sua d'anni 22,in circa come detto testimone con giuramento inteso espressamente sopra il presente interesse di prima.

Inteso se esso testimone sa della mandria di pecore del Mag.co Gio Batta Visconti passato Sindaco di questa Università fossero stati mai presi animali,da chi,come,quando,dove,e che sorte di animali fossero stati detto Si.altro non so se in una mattina di giorno festivo ,essendo venute in questa terra d'Ischitella mia patria da quella di Peschici circa cinquanta persone vestite all'uso turco armate di scoppette ,portando anche il tamburro per accompagnare come intesi l'Ill.re Marchese di Giuliano in detta terra di Peschici, e se mal non erro segiii ciò verso la fine del mese di Aprile del prossimo passato anno 1758 ed in atto, che io mi trattenevo vicino la porta di questa terra e propriamente in quella che corrisponde alla parte detta il del Calvario ove stavano dette persone di Peschici per soddisfare la curiosità in osservarla mi chiamò il Mag.co Gio Batta Visconti ,che allora era Sindaco di predetta terra ,e mi comandò ,che fossi andato fino alla sua mandria ,che era sita a circa due miglia distante da questo abitato ,e quivi mi avessi fatto dare dal suo pastore Lionardo Pizzarella uno dei due castrati ,che vi erano,dicendomi ancora di averlo anche ordinato ad esso pastore.al quale effetto mi fece anche configurare da una di dette persone di Peschici un mulo .che avevano portato i pastori a cavallo del mulo predetto ,mi conferii nella mandria delle pecore del detto Sig. Gio Batta Visconti ,ed avendo fatto l'ambasciata al pastore Lionardo Pizzarelli ,questi immediatamente prese uno dei due- Continua.

Giuseppe Laganella

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persone di Peschici ,ed poco dopo dallo stesso guardiano mi fu portato ancora un castrato ,dandomi lo stesso mi ordinò di doverlo uccidere e scorticare ,così come fece ,ed in atto che stava ciò eseguendo venne in detta bottega il suddetto Mag.co Gio Batta visconti ,il quale cominciò a lamentarsi col Lionardo Michele d’Errico ,che era colà presente ,per aversi preso tre agnelli dalla sua mandria quando che avendone pochi si servivano per allievi ,e domandava la restituzione dei tre agnelli i quali avendoli già uccisi non potè ripigliarseli ,e dichiarò ancora detto Visconti che esso per non far prendere gli agnelli si contentava di regolare a detto Marchese il castrato, e dopo ciò se ne andò ,ed io avendo finito a scorticare detti quattro agnelli ,ed il castrato se ne prese la carne il predetto Lionardo Michele d’Errico ,con altre persone ,che non mi sovvengono ed se le portarono con loro ,ed il predetto Mag. Visconti essendo ritrovato in detta bottega volle la pelle del castrato e dell’agnello ,ma dopo seppe che il Lionardo d’Errico guardiano se l’aveva esso fatto dare dal nominato Visconti con esserne andato a prendere dalla di lui propria casa ,dicendo che detto Il.re Marchese glieli pagava e perciò aspettavamo ad esso guardiano le pelli ;nè altro io so di questo ,ed è la verità in causa scientis.

Inteso del costituito detto Sig. il suddetto Michele Lionardo d’errico ,può deporre quanto segue di sopra.

Per segno di croce.

il Presidente dell’Acqua.

Giuseppe Laganella

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