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mi fece fare l’ambasciata a detto Ill.re Marchese facendosi sentire ,che doveva supplicarlo di una parola ,ed essendo stato già introdotto alla presenza di esso Ill.re Marchese gli dissi; che i suoi guardiani si erano presi un agnello dalla mandria mia ed io perché ero bisognoso volevo esserne sodisfatto ed il predetto Ill.re Marchese inteso ciò mi diede carlini 6 per prezzo di detto agnello ,il quale intesi ,che fornì unitamente agli altri tre del Mag.co Gio Batta Visconti per darsi a mangiare ad alcune persone di Peschici, che erano venute travestite all’uso turco in questa terra per accompagnare il medesimo Ill.re Marchese in quella di Peschici; né altro di questo io so ed è la verità in causa scientis.

Inteso dal costituito detto Sig.re i suddetti guardiani possono deporre quanto ho esposto io.

Per segno i croce.                    

dell’Acqua Presidente.

Giuseppe Laganella

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gli agnelli nel Palazzo principale, io attesi a ricettare i cavalli ,e di Lionardo Michele d’errico ebbe cura degli agnelli predetti ,i quali seppi dopo che erano stati fatti macellare nella solita bottega di Catualdo Padanella d’ordine di detto Ill.re Marchese ,e datane la carne a mangiare alle suddette persone di Peschici le quali dopo che l’ebbero mangiate s’incamminarono verso Peschici portando in mezzo a loro il predetto Ill.re Marchese ,che andava a cavallo ,col seguito di altre persone di suo servizio né altro di questo io so,ed è la verità in causa scientis.

Inteso chi può deporre le cose suddette setto Sig.re il suddetto Lionardo Michele d’Errico e Lionardo Pizzarelli con Felice Caputo possono rispettivamente deporre quanto di sopra.

Per segno di croce.                                   Dell’Acqua Presidente.

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Un processo al Visconti a Ischitella nel 1758   (218° parte).

Lionardo Pizzarelli di questa terra d’Ischitella dice fare il pastore di età sua d’anni 27 in circa come detto testimone con giuramento inteso ed espressamente sopra il presente interesse e di prima.

Inteso sa se esso testimone se fossero stati mai presi agnelli del Mag.co Giambattista Visconti di questa terra d’Ischitella da chi, come, quando, dove, d’ordine e per quale causa detto Sig. la verità che io so sopra quanto mi si domanda è come ritrovandomi l’anno passato 1758 a servire come pastore delle pecore del Mag.co Giambattista Visconti di questa terra d’Ischitella che erano al medesimo di ducati trecento tra quelle del corpo di agnelli che faceva stare nelle campagne di questa predetta terra ,con tenervi un altro figliolo semplicemente attenta la poca quantità delle pecore ed in atto che stavano vicino la torre di Lionardo Ventrella circa a due miglia di questo abitato in una mattina di un giorno fossimo verso la fine del mese di Aprile di detto anno 1758 essendomi conferito in questo abitato per ascoltare la messa condottomi in casa del mio padrone Giovanni Battista Visconti e trovatolo ivi mi ordinò che fossi subito ritornato alla mandria ove vi erano passati due guardiani dell’Ill.re Marchese di Giuliano per prendere da detta sua mandria ove si erano portati due guardiani dell’Ill.re Marchese di Giuliano per prendere certi agnelli ,se quelli ne volevano prendere da detta sua mandria glieli avessi fatto lasciare perché si contentava piuttosto di regalare al medesimo detto Marchese uno dei due castrati che erano nella mandria predetta con gli agnelli che voleva riservare per altri così ,al qual effetto avrebbe mandato colà una persona colla cavalcatura per prendere detto castrato. Io per eseguire l’ordine del mio padrone, subito- Continua.

Giuseppe Laganella

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Pasquale Paolino dice fare il guardiano di questa terra d’Ischitella di età sua d’anni 27 per l’interesse come detto con giuramento inteso ed espressamente per questo interesse di prima.

Inteso se sa della mandria delle pecore del Mag.co Gio Batta Visconti fossero stati presi agnelli da chi, come, quando dove, d’ordine da chi per quale causa detto Sig. qualche di verità io so sopra quanto mi si domanda e come trovandomi a servire in qualità di guardiano l’ill.re Marchese Giuliano figlio dell’odierno Ill.re Principe di questa terra ai di cui servizi tuttavia continuo a stare, mi ricordo ,che verso la fine di marzo, o primi di Aprile del prossimo passato anno 1758 in una di quelle mattine di giorno festivo, che non mi sovviene il preciso per la lunghezza del tempo accennato in questa terra d’Ischitella circa 50 persone della terra di Peschici feudo dell’Ill.re Principe, e distante da questo abitato circa 9 miglia travestite all’uso turco ,armate con scoppette ,e portavano anche il tamburo ,ed intesi che erano venute per dimostrare un atto di attenzione a detto Ill.re Marchese con accompagnarlo in tal guisa fino a detta terra di Peschici, cui doveva conferirsi .E trattenendomi io nel cortile del palazzo vidi che calò da sopra le stanze del medesimo altro guardiano chiamato Michele Lionardo d’errico ,che ora non è più al servizio di detto Ill.re Marchese e mi ordinò che, essendo passate le sette, due cavalli perché doveva andare a prendere 4 agnelli da alcune mandrie ,per potersi dare a mangiare alle dette persone di Peschici ,atteso nella bottega del macello non vi era carne ,ed io avendo posto le selle a due cavalli montammo rispettivamente a cavallo ai medesimi e ci incaminammo-Continua

Giuseppe Laganella

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Il cammino e giungemmo in qiesta terra conducendo gli agnelli predetti nel palazzo ,ed avendo fatto sapere a detta Ill.re Marchese non mi sovviene per qualche persona ,che erano stati già portati gli agnelli presi uno dalla mandria di Felice Caputo e gli altri tre dalla mandria di Gio Batta Visconti ,mi fu ordinato che li avessi portato nella bottega sita del macello e del macellaro Cataldo Paduanella li avessi fatto uccidere e scorticare ,per potersi poi cuocere e darsi da mangiare a dette genti di Peschici ,cos' come esegiii altrettanto essendo anche venuto il castrato portato da Francesco Antonio Salvadore che era stato mandato dal Mag.Gio Batta Visconti con un mulo a prendelo,lo portai anche in detta bottega del macello e ed essendomi così' stato ordinato da genti al servizio del detto Ill.re Marchese lo feci uccidere e scorticare ,portandone poi la carne nel palazzo ;ma in tempo ,che come io sopra stavo nella bottega del macello a far scorticare gli animali predetti qui vi si portò il Mag.Gio Batta Visconti ,il quale credendo che non fossero stati uccisi i suoi tre agnelli li pretendeva restituiti lamentandosi di essere stati presi ,ma perché si trovavono uccisi non non se li poterono restituire.Dopo che ebbero mangiate le suddette persone di Peschici il nominato Ill.re Marchese di Giuliano si pose a cavallo ,con altri genti del suo servizio e andò in Peschici accompagnato dalle medesime persone travestite da turchi ed armate con essermi andato anche io.

Nè altro di questo io so ed è la verità in causa.scientis.

Inteso chi può depositare le cose predette detti Sig. i nominati Pasquale Paolino,Leonardo Pizzarelli,Cataldo Paduanella e Francesco AntonioSalvadore con Felice Caputo pastore rispettivamente deponerono quanto sopra.

Per segno di croce.   Dell'Acqua Presidente.

Giuseppe Laganella

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Leonardo Michele d'errico di questa terra d'Ischitella dice fare il pescatore di età sua di anni 32 inteso come testo con giuramento nell'interesse e espressamente sopra il presente interesse di prima.

Inteso sa se dalla mandria delle pecore del M.co Gio Batta Visconti fossero stati presi agnelli da chi,come quando,dove d'ordine di chi,per quale causa detto Sig.re la verità che io so sopra quanto mi si domanda , come ritrovandomi nell'anno prossimo passato 1758 a servire in qualità di guardiano l'ill.re Marchese Giuliano figlio dell'odierno Ill.re Prencipe di questa terra dati da cui servizi sono uscito poi nel giorno primo di gennaio del corrente anno 1759 mi ricordo che verso la fine di marzo o principio di Aprile di detto prossimo anno 1758 in una di quelle mattine che non ricordo lo preciso per la lunghezza del tempo ,ma era giorno festivo,vennero in questa terra d'Ischitella da circa 50 persone della terra di Peschici feudo di di detto ill.re principe e distante da questo abitato circa nove miglia travestite a guisa di turchi armati con scoppette e portavano anche il tamburro,ed intese che erano convenute per dimostrare un atto di distinzione a detto ill.re Marchese ed accompgnandolo in tal guisa fino a detta terra di Peschici ove doveva conferirsi. Fui chiamato sulle stanze del palazzo ove trovatovi detto Ill.re Marchese ed il Mag.co Gio Batta Visconti che allora era Sindaco di questa Università ,intesi ,che si discorreva di doversi mandare a prendere qualche animale per darlo a mangiare a dette genti di Peschici ,e fu determinato da esso Gio Batta Visconti che presente il medesimo Ill.re Marchese ,che si fossero mandati a prendere dalla campagna quattro agnelli ,ciò a a uno dalla mandria di Franc.Antonio Ventrella ,un altro da quella del Mag.co Saverio Agricola ,un altro dalla di Felice Caputo ed ultimo dalla mandria di esso Mag.co Visconti ,atteso inquesta terra. Continua.

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Un processo al Visconti nel 1758 a Ischitella (213° parte).

nella solita bottega del macello non si faceva carne ,ed io a far ciò mi fu ordinato ancora, che mi fossi unito con Pasquale Paolino altro guardiano mio compagno che fossimo andati a prendere detti agnelli delle stesse mandrie ,onde eseguendo tal’ ordine ,che io vidi essere il volere di detto Marchese il medesimo Visconti mi accompagnò in atto che io calavo dalla scala del palazzo insinuandomi a dire ed eseguire esattamente quanto mi era stato ordinato da esso medesimo alla presenza dell’Ill.re Marchese e chiamatomi il Pasquale Paolino col quale partii rispettivamente a cavallo con due cavalli ci incaminammo verso quelle campagne e verso le mandrie più vicine e per strada conoscendo che l’ora era tardi e se andavamo in tutte quattro le mandrie a prendere agnelli saremmo ritornati troppo tardi ,perciò determinammo di andare nelle mandrie più vicine che erano quelle del suddetto Felice Caputo e Gio Batta Visconti e dalle medesime prendemmo due agnelli ciascheduno ,infatti giunti dalla mandria del Felice Caputo trovammo un solo agnello buono e presolo passammo poi all’altra mandria del Mag.co Go Batta Visconti e ne v’erano vari buoni onde stimammo di prendere gli altri tre e c’incaminammo di ritorno verso questo abitato .Per strada incontrammo Leonardo Pizzarelli pastore del Mag.co Visconti ,il quale avendo saputo da noi che avevamo presi tre agnelli dalla mandria del suo padrone ci disse che li avessimo lasciati ,perché il medesimo padrone aveva dato l’ordine di mandare in questa terra uno dei due castrati ,che erano in detta mandria per regalarlo a detto Marchese senza far toccare gli agnelli, ma tanto io ,quanto l’altro mio compagno gli rispondemmo che non potevamo farlo perché l’ordine di detto Marchese era di doversi prendere gli agnelli ,seguitammo il cammino –Continua.

Giuseppe Laganella.

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Di pagarne il prezzo,onde io conferitomi nella piazza per ritrovare l Visconti ,infatti lo trovai e gli comunicai quanto mi aveva detto il nominato Ill.re Marchese ,insinuando a fare trovare gli agnelli per potersi macellare e darsi da mangiare a dette persone di Peschici a spese di detto Ill.re Marchese ed unitosi a me il medesimo Visconti volle venire in detto palazzo ,onde intese che il predetto ill.re Marchese Giuliano cominciò a lamentarsi ,che nella chianca non vi erano più carne ed il Visconti rispose che a ciò io non aveva che farne ;replicatosi il medesimo Ill.re Marchese che non aveva che dare da mangiare a quella gente di Peschici ,il nominato Gio Batta Visconti intesi che soggiunse che esso aveva un castrato nella sua mandria ,e che glielo offriva ,ma il medesimo Ill.re Marchese disse che l'avrebbe preso col pagamento del giusto prezzo ed il Visconti replicò ,che quante volte glielo avrebbe voluto pagare non glielo avrebbe dato,ed io stimai d'interloquirmi per per far levare le cerimonie insinuando al Visconti che glielo avesse mandato a prendere perché poi se si voleva ricevere il denaro ,se l'avrebbe preso e se glielo voleva regalare poteva anche farlo ,a ciò il medesimo Gio Batta Visconti ,si dimostrò pronto di voler mandare a prendere detto castrato,e si poteva eseguire per un guardiano che mostrasse le cose in questo stato ,io me ne andai per gli affari miei ,e non so se fosse stato mandato a prendere il castrato ,e se al Visconti sia stao pagato e questo io so,ed è la verità di causa scientis.

Inteso dal constituito Sig. nonso se vi fosse stata altra persona quando il Visconti fece la suddetta offerta.

Io Leonardo Ventrella ho deposto come sopra.

Dell'Acqua Presidente.

Giuseppe Laganella

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Il giorno 10/2/1759 ricevuto nello stesso luogo.

Lionardo Ventrella di questa terra d’Ischitella dice vivere di suo di età d’anni 41 circa come dice testimone in giuramento inteso ed espressamente sopra il presente interesse di prima.

Inteso se esso testimone sa della mandria di pecore del Mag.co Gio Batta Visconti passato Sindaco di questa Università fossero mai stati presi animali da chi, come ,quando dove d’ordine da chi .e che sorte di animali fossero stati detto Sig.re altro non so quanto mi si domanda se non che verso il mese di Aprile o Maggio del prossimo passato anno 1758 non sovvenendomi con distinzione il tempo preciso per la lunghezza di quello ,in una mattina essendo venuti in questa terra d’Ischitella da circa 50 persone della terra di Peschici, travestite all’uso greco armate di scoppette e col tamburro in forma di battaglione che io vidi fuori questo abitato verso il luogo detto il Ponte per usare e dimostrare un atto di attenzione all’Ill.re Marchese di Giuliano, accompagnandolo in tal maniera da questa predetta terra infino a quella di Peschici ,che è distante di nove miglia ,ove doveva conferirsi ,come già fu eseguito in quello stesso giorno ed essendosi conferito sopra il Palazzo baronale ,come ho potuto fare da quando in quando per ossequiare detto Ill.re Marchese ,intesi, che il medesimo si lamentava, che dovendosi dare a mangiare a dette persone di Peschici non vi era carne nella beccheria, ed ordinò a me di dover andare a trovare il Mag.co Gio Batta Visconti ,che allora era Sindaco di questa Università ,con dirgli che avessi fatto trovare degli agnelli, per macellarsi essendo egli pronto- Continua.

Giuseppe Laganella

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A darci la notizia è l'amica Prof.Teresa Rauzino che ci condivide su facebook sul gruppo” il Gargano nuovo “ tutte le vecchie canzoni popolari del Gargano.

Grazie a Francesco Alaura, ci dice, per aver scovato nelle teche RAI i documenti sonori dei canti popolari di Peschici, Ischitella, Foce Varano, Vico del Gargano, Sannicandro,,registrati da Carpitella, Lo Max, e Nataletti negli anni dal 1953 al 1960.

Quello che stupisce è sicuramente il fatto che circa la metà delle canzoni siano state registrate a Ischitella. Delle 75 canzoni registrate 38 sono d'Ischitella e Foce Varano, 20 di Vico, 8 di Cagnano, 5 di Peschici e 4 di Sannicandro, questo a testimonianza di come fosse radicata a Ischitella in quegli anni la cultura delle canzoni popolari. Sicuramente la riscoperta di queste vecche canzoni rappresenta una testimonianza culturale eccezionale perché ci fa riscoprire canzoni che altrimenti, sarebbero state dimenticate.

Giuseppe Laganella

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Per Grazia di re Carlo della terra di Sicilia E Gerusalemme

Don Antonio Belli ,milite della Regia camera Presidente della regia camera Sommaria ,Governatore gentile della regia dogana della mena di Puglia e doganella d’Abruzzo e in tutte le cose di S.M. specialmente depositate.

Per cosa molto importante al Regio servizio si tiene da noi bisogno alle qui dietro annotate persone di questa terra d’Ischitella ;che però ad presente loro dicemmo e ordinammo che subito poscia si debba personalmente conferire avanti di altri in caso nostra riferita sita iusta suddetta terra poiché informato sappino di quanto sia necessario deporre per detta Reale terra saranno sbrigate. Tanto da ogni uno si esige per quanto si tiene la grazia regia e sotto pena di once d’oro 25 per ciascheduno conta condotta regio fisco per questo. Ischitella,10/2/1759. Saverio dell’Acqua Presidente della Regia Dogana di Foggia costituito.

 

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Un processo al Visconti nel 1758 a Ischitella  (208° parte).

Sitando sono:

Leonardo Ventrella

Leonardo di Michele d’Errico

Pasquale Paolino

Lionardo Pizzarella

D. Felice Caputo

D. Cataldo Paduanella

D. Francesco Antonio Salvatore

Nello stesso giorno e luogo ricevuto Petrus Giordano Alg. Straordinario della regia mena dogana di Puglia mi ha restituito le cose infrascritte oggi e mi ha chiesto che intimassi di notificargli il ricevuto ordine e si contenta in questo i sopradetti testimoni e persone che ne sono in margine segnati in firma.

Dell’Acqua Prresidente.

Giuseppe Laganella

 

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Autenticata dalla presente e da tutte le altre leggi e giurati della cosa medesima per companarsi il da farsi per basi e dichiarazioni per il di cuius affetto con parola so obbliga all'altra e l'altra come agli eredi per i necessari beni tutti presenti e futuri colla regola del costituito precario dato a pena duplice con le dettagliate copie e quindi e dovunque e sulle stesse da invalidare obbligarono e giurarono nella forma.Io Michele d'Avolio mi obbligo come sopra per segno di croce di Nicola di Monte d'obbligo come sopra per segno di croce Domenico Valente che si obbligano.

Io notaio Giuseppe Masella Sindaco mi obblio,Michelantonio d'Avolio luogotenente,Michele Protano detto sopra.

Estratto è la presente copia al suo proprio originale distante con obbligazione presente a cui pena ne conserva con questa collazione concordata al meglio di sopra salvo ed a ordine del Sindaco.

Pasquale de Grazia attuario costituito.

Giuseppe Laganella.

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